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	<title>Il blog dell&#039;Uccellino di Del Piero ™ - di Antonio Corsa &#187; Europa League</title>
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	<description>Blog non ufficiale di calcio giocato e cinguettate!</description>
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		<title>L&#8217;enigma Aquilani: potrà giocare o no in Europa League? Dipende dal Liverpool..</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 23:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondo me..]]></category>
		<category><![CDATA[aquilani]]></category>
		<category><![CDATA[Europa League]]></category>
		<category><![CDATA[regolamento]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Antonio Corsa)
La questione è molto dibattuta in queste ore, con diverse versioni (errate) fornite anche dai media. In realtà, a leggere il Regolamento 2010/11 dell&#8217;Europa League, parrebbe tutto molto chiaro.
Leggiamo assieme l&#8217;art. 18.7
As a rule, a player may not play in a UEFA club competition (i.e. UEFA Champions League and UEFA Europa League, but [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-18732" title="aquilani" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/08/aquilani.png" alt="" width="276" height="163" /><em>(di Antonio Corsa)</em></p>
<p style="text-align: justify;">La questione è molto dibattuta in queste ore, con diverse versioni (errate) fornite anche dai media. In realtà, a leggere il <a href="http://it.uefa.com/MultimediaFiles/Download/Regulations/competitions/Regulations/01/48/48/90/1484890_DOWNLOAD.pdf" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/it.uefa.com/MultimediaFiles/Download/Regulations/competitions/Regulations/01/48/48/90/1484890_DOWNLOAD.pdf?referer=');">Regolamento 2010/11 dell&#8217;Europa League</a>, parrebbe tutto molto chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggiamo assieme l&#8217;art. 18.7</p>
<p style="text-align: justify;"><em>As a rule, a player may not play in a UEFA club competition (i.e. UEFA Champions League and UEFA Europa League, but not UEFA Super Cup) for more than one club in the course of the same season. Exceptionally, however, a player who has been fielded in the first, second or third qualifying round of the UEFA Champions League or UEFA Europa League is entitled to play in the UEFA Champions League or UEFA Europa League for another club as from the group stage, provided that his former club did not qualify for the group phase of either the UEFA Champions League or the UEFA Europa League; moreover, as from the start of the round of 32 (round of 16 for UEFA Champions League), a player can be registered in accordance with paragraphs 18.17 to 18.20 below. For the avoidance of doubt, a substitute player who has not been fielded is entitled to play for another club competing in the UEFA Champions League or UEFA Europa League in the course of the same season, provided that he is registered with the UEFA administration in accordance with the present regulations.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Traduco semplificato. Come regola generale, un giocatore non potrebbe giocare in una competizione UEFA per più di un club nel corso della stessa stagione. Eccezionalmente, ad ogni modo, un giocatore che sia stato impiegato nel primo, secondo o terzo turno di qualificazione dell&#8217;Europa League o della Champions League, potrebbe giocare a partire dalla fase a gironi delle due manifestazioni con un altro club, a patto che l&#8217;ex club che l&#8217;ha ceduto non si qualifichi per la fase a gruppi.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma: visto che Alberto <a href="http://en.uefa.com/uefaeuropaleague/clubs/player=58658/index.html" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/en.uefa.com/uefaeuropaleague/clubs/player=58658/index.html?referer=');">ha giocato</a> sia l&#8217;andata che il ritorno del terzo turno di qualificazione, potrebbe giocare dalla fase a gruppi in poi se il Liverpool venisse eliminato prima della fase a gironi.</p>
<p style="text-align: justify;">In caso contrario, non potrebbe giocare nè nella fase a gironi, nè dai sedicesimi in poi. Il regolamento anche in questo caso è chiaro (artt. 18.17 e 18.18):</p>
<p style="text-align: justify;"><em>For all matches from the start of the round of 32, a club may register a maximum of three new eligible players for the remaining matches in the current competition. Such registration must be completed by 1 February 2011 (24.00 CET) at the latest. This deadline cannot be extended.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>One player from the above quota of three who has played UEFA club competition matches for another competing club in the current season may exceptionally be registered provided that the player has not been fielded:<br />
− in the same competition for another club; or<br />
− for another club that is currently in the same competition.<br />
Furthermore, if the player’s new club is playing in the UEFA Europa League, his former club must not have played in the UEFA Europa League at any point in the current season.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Traduco anche qui: dai sedicesimi in poi i clubs possono aggiungere fino ad un massimo di 3 nuovi calciatori per i restanti incontri della competizione, entro il 1 febbraio 2010. Ma si aggiunge: uno dei tre giocatori può essere aggiunto anche se ha già disputato partite per un torneo UEFA durante la stagione a patto che non sia sceso in campo nella stessa competizione per un altro club (ed è il caso di Aquilani, che avrebbe comunque già giocato col Liverpool nella stessa competizione) o che non abbia giocato per un club in quel momento iscritto nella stessa competizione (es. una squadra di Champions League &#8220;retrocessa&#8221; in Europa League). Viene inoltre aggiunto che, se il nuovo club del giocatore sta giocando in Europa League, il suo ex club non deve aver giocato nell&#8217;Europa League a qualsiasi livello nell&#8217;attuale stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma è chiaro: niente Europa League comunque, col Liverpool qualificato alla fase a gironi.<em><br />
</em></p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Analisi tattica: Fulham-Juventus (toccato il fondo&#8230;)</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 13:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Barcellona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione 2009-10]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa League]]></category>
		<category><![CDATA[Fulham]]></category>

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		<description><![CDATA[PRESENTAZIONE DEGLI SCHIERAMENTI
Il Fulham mette in campo il suo classico 4-4-2: Schwarzer in porta, i terzini sono Kelly e Konchesky, i centrali difensivi Hughes e Hangeland. Sulle fasce operano a destra Duff e a sinistra Davies, mentre i due interni sono Etuhu e Baird, avanzato, rispetto all’andata, sulla linea di centrocampo. La coppia d’attacco è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>PRESENTAZIONE DEGLI SCHIERAMENTI</h4>
<p style="text-align: justify;">Il Fulham mette in campo il suo classico 4-4-2: Schwarzer in porta, i terzini sono Kelly e Konchesky, i centrali difensivi Hughes e Hangeland. Sulle fasce operano a destra Duff e a sinistra Davies, mentre i due interni sono Etuhu e Baird, avanzato, rispetto all’andata, sulla linea di centrocampo. La coppia d’attacco è costituita dall’ungherese Gera e Bobby Zamora. Nella Juventus, Zaccheroni sceglie il 4-3-2-1 di Firenze: Chimenti tra i pali, Salihamidizic (preferito a Grygera), Zebina, Cannavaro e Grosso, da destra a sinistra, sulla linea difensiva. In mezzo al campo Camoranesi, Melo e Sissoko,  con Candreva e Diego alle spalle del centravanti Trezeguet.</p>
<p style="text-align: justify;">Fulham:<strong> </strong>Schwarzer; Kelly (26&#8217;st Dempsey), Hughes,  Hangeland, Konchesky; Etuhu, Baird; Duff, Gera (40&#8217;st Riise), Davies;  Zamora. (19 Zuberbuhler, 10 Nevland, 26 Smalling, 34 Dikgacoi, 44  Marsh-Brown). All. Roy Hodgson<br />
Juventus : Chimenti;  Salihamidzic, Zebina, Cannavaro, Grosso (40&#8217;st Del Piero); Camoranesi  (7&#8217;st De Ceglie), Felipe Melo, Sissoko, Diego, Candreva (28&#8242;pt Grygera);  Trezeguet. (41 Pinsoglio, 39 Marrone, 18 Poulsen, 9 Iaquinta) All.  Alberto Zaccheroni.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-11650" title="01" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/012.png" alt="01" width="333" height="484" /><br />
</strong></p>
<h4>SVILUPPI TATTICI DEL MATCH</h4>
</p>
<p style="text-align: justify;">Il Fulham attua in maniera piuttosto prevedibile un 4-4-2 molto solido e poco fantasioso che sviluppa il proprio attacco solamente secondo un ridotto set di soluzioni (che vedremo tra un po’) non potendo contare su interni di centrocampo particolarmente abili nella costruzione e dedicati essenzialmente a un onesto ed efficace lavoro di recupero palla e di semplice appoggio ai compagni. Più brillanti sono gli esterni di centrocampo, con il dinamico Duff e il più tecnico Davies, che alternano l’aggressione della profondità ai tagli dentro il campo, spesso supportati in sovrapposizione dai terzini Kelly e Konchesky. Le punte del Fulham, attuano movimenti tipici da 4-4-2, una punta che viene incontro (generalmente Zamora) e l’altra che si butta sullo spazio, in conseguenza del movimento della prima punta. La Juventus mette in campo lo schieramento che fino ad adesso le aveva consentito di ottenere buone prestazioni e ottimi risultati, con una sola punta, Candreva e Diego in appoggio, e tre centrocampisti. E tatticamente, nei primi minuti, la Juve sembra avere la meglio. Subito in gol la Juventus dopo 2 minuti a seguito di una bella azione, figlia delle armi che la Juve avrebbe dovuto, a parere di chi scrive, utilizzare per tutta la partita: pressing ultra-offensivo e circolazione rapida della palla.</p>
<p style="text-align: justify;">L’azione nasce infatti da un recupero palla di Sissoko nella trequarti di campo avversaria, in pressing sui (non eccelsi in fase di costruzione) centrocampisti interni del Fulham. A seguito di questo recupero in zona offensiva della palla nasce una veloce circolazione del pallone da destra a sinistra che coinvolgeva parecchi calciatori e si conclude con il gol di Trezeguet. E nei primi minuti la Juventus sembra approfittare della superiorità numerica a centrocampo, dove i due interni del Fulham, non supportati con continuità dagli esterni offensivi, i trovavano in inferiorità numerica rispetto ai tre centrocampisti bianconeri e a Candreva e Diego che vengono a palleggiare in mezzo al campo. La situazione tattica favorevole agli juventini si esaurisce, come domenica contro il Siena, ben presto. Il secondo (ed ultimo) tiro in porta della Juve avviene al 9° del primo tempo, quando, sempre a seguito di una fitta circolazione della palla, Diego riesce a trovare lo spazio per calciare dal limite dell’aera e impegnare Schwarzer. Nel mezzo però c’è il gol del Fulham, nato da un cross abbastanza innocuo dalla trequarti campo del terzino Konchesky, con Cannavaroche perde a il corpo a corpo con Zamora (non si discute in questi articoli di questioni arbitrali) che insacca..</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo i primi 10-15 minuti la Juve cambia atteggiamento e abbandona il pressing offensivo, atteggiamento che risulterà decisivo in negativo per le sorti della Juventus. La squadra si allunga in maniera sorprendente nonostante l’atteggiamento meno aggressivo dei centrocampisti, il recupero palla avviene con maggiore difficoltà e in una zona di campo troppo lontana dalla porta di Schwarzer per potere essere pericolosi senza nessuno capace di attaccare la profondità, o, quanto meno, di far salire la squadra. Ci ritorneremo in fase di commento.</p>
<p style="text-align: justify;">Come detto all’inizio il gioco offensivo del Fulham si basa essenzialmente su tre situazioni per la verità piuttosto prevedibili. La prima, e più utilizzata, prevede di raggiungere in verticale (spesso direttamente dai difensori) una delle due punte, quasi sempre Bobby Zamora, che difendendo palla da i tempi alla squadra per salire. La seconda prevede il taglio dentro degli esterni e l’attacco dello spazio creato da questi movimenti da parte del terzino o della punta. La terza situazione passa per lo sfruttamento efficace dei calci da fermo. Stop. Tutta qui la fase offensiva del Fulham, condita da un ritmo di gioco abbastanza elevato. Nella figura che segue il set di movimenti originati dal movimento a tagliare dell’esterno offensivo del Fulham.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11651" title="02" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/022.png" alt="02" width="333" height="484" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La situazione di rinuncia al pressing offensivo e di squadra inspiegabilmente lunga origina, tatticamente, l’espulsione di Cannavaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella diapositiva che segue l’interno Baird, che ha appena ricevuto tranquillamente da Konchesky, è libero di fare la solita e prevedibile  giocata in verticale su Zamora. Da notare che la Juventus è tutta schierata difensivamente, con Diego a coprire a destra, Candreva a sinistra, Camoranesi e Sissoko in mezzo. La squadra è schierata e l’azione non ha origine da un pallone perso.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11652" title="03" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/032.png" alt="03" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">Come si vede nella prossima figura, la giocata di Baird trova Zamora liberissimo nella zona tra la linea dei centrocampisti appena vista e Melo. Ad occhio ci sono 15 metri tra il mediano brasiliano e Sissoko-Camoranesi. Sempre ad occhio, più di 10 metri tra Melo e la linea difensiva (vedere Grygera in alto). Quindi Zamora riesce a ricevere nella terra di nessuno tra Melo e Sissoko-Camoranesi e ha tutto il tempo di stoppare il pallone, girarsi e puntare Melo, che (sorpresa!!) sceglie male il tempo di intervento (o meglio, di temporeggiamento) e con foga cerca il contrasto e per questo viene facilmente saltato da Zamora.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11653" title="04" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/042.png" alt="04" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">Zamora, indisturbato (la linea difensiva è lontanissima), può servire comodamente Gera che ha tagliato fuori Cannavaro costringendolo a marcarlo all’esterno, con la traiettoria tra l’ungherese e la porta assolutamente spalancata.. Espulsione. Da una situazione di squadra schierata (si fa per dire…) difensivamente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11654" title="05" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/052.png" alt="05" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto Zaccheroni sostituisce Candreva con Grygera che si mette al centro della difesa (sul centro-destra) e in mezzo al campo opta per una linea di tre centrocampisti, con Diego in appoggio a Trezeguet. L’assetto scelto dall’allenatore bianconero si rivela inadeguato a sostenere la squadra in 10, con i tre centrocampisti incapaci di coprire in fase difensiva tutta la larghezza del campo. Anche da questo nasce il secondo gol inglese.</p>
<p style="text-align: justify;">L’azione nasce da una veloce circolazione di palla del Fulham che trova Konchesky sul lato debole. Si noti nella diapositiva seguente come Davies si muova in verticale nella zona di Camoranesi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11655" title="06" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/062.png" alt="06" width="552" height="327" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La figura che segue mostra come il movimento profondo di Davies non sia assorbito da Camoranesi e come lo stesso Davies non sia preso in consegna da Salihamidzic (le due soluzioni possibili per contrastare il movimento dell’esterno inglese). Si noti in mezzo Zamora controllato da Grygera.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11656" title="07" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/072.png" alt="07" width="552" height="327" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Konchesky serve in verticale Zamora, che con un movimento incontro si stacca da Grygera. Davies, si trova all’interno di Salihamdzic (che è quindi impossibilitato a frapporsi tra lo stesso Davies e la porta) e riesce a ricevere l’imbucata di prima di Bobby Zamora. Davies crosserà per Gera che tutto solo insaccherà.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11657" title="08" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/082.png" alt="08" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11658" title="09" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/092.png" alt="09" width="552" height="327" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da notare che nelle diapositive si nota Gera che, all’inizio nella zona di Melo, si trova libero non marcato, ne dallo stesso Melo, ne dal difensore centrale Zebina che lo ha alle spalle, ne da Grosso che lo vede. Beata solitudine…</p>
<p style="text-align: justify;">Zaccheroni, dopo il secondo gol subito, passa al 4-4-1, mettendo Diego sulla sinistra del centrocampo, zona nella quale provocherà il rigore del 3-1. L’ingresso di De Ceglie cambia il volto della Juve, che si ridisegna con un 3-4-2. I tre difensori centrali sono da destra a sinistra Grygera, Zebina e De Ceglie; Brazzo e Grosso sulle fasce e Sissoko e Melo in mezzo. Diego di supporto a Trezeguet. La situazione tattica migliora leggermente perché il campo viene coperto maggiormente in larghezza con conseguente minore sofferenza rispetto al gioco sulle fasce degli inglesi, e tre difensori centrali riescono meglio a controllare (visto che gli uno contro uno venivano sempre persi) i movimenti coordinati delle due punte del Fulham. Il miglioramento, con conseguente spostamento in avanti del baricentro della squadra, si rivelava però incapace di evitare di subire il quarto e decisivo gol.</p>
<h4>COMMENTO</h4>
<p style="text-align: justify;">E’ parecchio dura commentare tatticamente un disastro del genere. 3 gol dal Siena e 4 dal Fulham, in entrambi i casi in vantaggio di tre reti (ieri, nel punteggio dei 180’ eravamo 4-1 per noi…). Tatticamente, contro una squadra dalle monotone soluzioni offensive la Juve, a mio parere, fatta esclusione per i primi dieci minuti, non ha adottato l’atteggiamento necessario a contrastarle. Il Fulham non aveva in Gera e Zamora due giocatori in grado di attaccare la profondità, perché difendere così bassi e subire il loro gioco fisico? Perché non andare a pressare i modesti Etuhu, Baird o i terzini Kelly e Konchesky per evitare loro le giocate facili e al contempo, visto che non avevamo nessuno in grado di allungare la squadra avversaria, recuperare palla almeno 20/30 metri più avanti (situazione che ci ha regalato tre gol nel primo tempo dell’andata…)? Perché la squadra nonostante la difesa bassa, era così lunga? Perché ci siamo schierati 4-3-2 lasciando le fasce al Fulham? Questi alcuni quesiti tattici. Ma se a questi quesiti tattici aggiungiamo anche che Cannavaro viene spostato come un fuscello da Zamora e Gera in tutte, e dico tutte, le situazioni di contatto fisico (altro che Criscito con Totti…), se Melo non indovina nemmeno per caso i tempi di pressione (per non parlare dei passaggi più lunghi di metri 5), se Diego ha la consistenza di una bolla di sapone, se…..Potremo continuare per undici undicesimi della squadra…Solamente una parola: disastro! Sotto tutti i punti di vista.</p>


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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 20:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Coppa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa League]]></category>
		<category><![CDATA[Fulham]]></category>

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		<description><![CDATA[Dei precedenti e della cabala se n’era  già parlato in occasione della gara d’andata, quando poi i bianconeri si erano imposti per 3 a 1 disputando una delle migliori gare da quando Zaccheroni si è seduto  sulla panchina della Vecchia Signora. La questione più importante del  pre-match del Craven Cottage, quindi, resta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11646" title="vergogna juve" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/vergogna-juve.png" alt="vergogna juve" width="276" height="163" />Dei precedenti e della cabala se n’era  già parlato in occasione della gara d’andata, quando poi i bianconeri si erano imposti per 3 a 1 disputando una delle migliori gare da quando Zaccheroni si è seduto  sulla panchina della Vecchia Signora. La questione più importante del  pre-match del Craven Cottage, quindi, resta quella riguardante il  portiere: meglio affidarsi ancora una volta all’esperienza di un  Chimenti ormai un po’ imbolsito o meglio puntare sulla freschezza – con  l’inesperienza come contraltare – di un Pinsoglio in rampa di lancio? Alla fine Zaccheroni fuga ogni dubbio:  la sua scelta ricade infatti, esattamente come accaduto domenica col Siena, sul quasi quarantenne portiere barese, che prende  quindi posto tra i pali. A fargli da scudo sono chiamati Zebina,  Cannavaro, Grosso e Salihamidzic, schierato in sostituzione di un  Grygera più che sottotono con i senesi. A centrocampo riproposto invece  l’albero di natale con Sissoko, Melo e Camoranesi schierati alle spalle  dei trequartisti Candreva e Melo, a loro volta posti a supporto  dell’unica punta Trezeguet. Dal canto suo, invece, i Cottages  presentano, esattamente come all’andata, un 4-5-1 con Gera ad agire  sulla trequarti ed il solo Bobby Zamora di punta.</p>
<p style="text-align: justify;">CRONACA<br />
Alla Juve, che parte ancora una volta forte, bastano due soli minuti di  gioco per passare: al secondo di gioco, infatti, Trezeguet buca il  portiere avversario con un tap-in preciso con cui ribadisce in rete una  conclusione di Diego ribattuta da un difensore, <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37385&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37385_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">bucando Schwarzer</span></a>. Dopo sei minuti, però, Zamora trova il  pareggio: la punta dei Cottages riceve palla in area e dopo aver  spostato Cannavaro stoppa di mettendo, mettendo giù un pallone che  sbatte poi alle spalle di Chimenti, <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37387&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37387_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">firmando l’1 a 1</span></a>. Giusto il tempo di ripartire e Diego  prova a riportare sopra i suoi: il suo tiro dalla distanza è però  prontamente respinto da Schwarzer, che evita la seconda rete. Al sedicesimo è quindi ancora Zamora a rendersi pericoloso: su di un  lancio lungo in area la punta dei londinesi va infatti a disturbare  l’uscita di Chimenti, che non riesce a bloccare il pallone. Alla fine,  comunque, la difesa libera l’area. Al diciottesimo è invece Hangeland ad  avere una buona occasione sugli sviluppi di un angolo ma il centrale  norvegese, forse leggermente spinto da Cannavaro che lo mette fuori  tempo, non riesce a raggiungere il pallone di testa. Al ventiseiesimo minuto accade un fatto  che può pesare come un macigno: Gera è lanciato in profondità e  Cannavaro prova a fermarlo con mestiere, con entrambi i giocatori che  terminano a terra. L’arbitro non ha grossi dubbi ed espelle il centrale  Azzurro. Decisione indubbiamente discutibile, posto che essendoci al  fianco dei due un Grosso che avrebbe potuto chiudere sul trequartista  ungherese e che non è così automatico ravvisare una chiara occasione da  goal in questa azione un’espulsione diretta sembra un tantino generosa. Sul calcio di punizione seguente, comunque, si esalta Chimenti: Zamora  calcia a giro di sinistro sul suo palo, Chimenti si tuffa e mette in  angolo con un intervento ad una mano. Al trentottesimo doppia fiammata, doppio  legno: prima è Davies a colpire la traversa direttamente su calcio di  punizione, poi è Etuhu a colpire il palo sugli sviluppi di un angolo. Il goal è comunque nell’area tanto che un minuto dopo il Fulham passa:  Gera è servito in area piccola da Davies, Chimenti non interviene sul  passaggio e Gera <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37390&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37390_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">può depositare comodamente in porta per  il 2 a 1</span></a>. Juventus che dopo l’espulsione di  Cannavaro è costretta ad alzare le barricate: è infatti il Fulham a fare  la partita, dominando più o meno in ogni zona del campo. Del resto ai  londinesi basterebbe un solo goal per riequlibrare le cose rispetto  all’andata. Due minuti dopo l’inizio della ripresa è  ancora un episodio arbitrale a risultare determinante: Diego tocca la  palla di mano in area su di un cross di Duff, l’arbitro tentenna qualche  secondo, forse per consultarsi con l’assistente, e poi assegna il  rigore. Sul dischetto si presenta Gera, che <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37393&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37393_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">spiazza facilmente Chimenti</span></a> riportando in equilibrio il risultato maturato nell’andata. Al cinquantacinquesimo la Juve prova a  rialzare la testa: Diego fa un lancio di diverse decine di metri  pescando Trezeguet al limite. Il tiro al volo della punta francese, che  ben si coordina sul pallone, non mette però in difficoltà il portiere  avversario. Al cinquantanovesimo Diego prova ad offrire un assist servendo un  pallone in mezzo direttamente da calcio di punizione, la palla è però  messa in angolo da un difensore. Sugli sviluppi del corner è invece  Zebina di testa a provarci, il suo colpo di testa termina però ben oltre  la traversa. Al sessantunesimo torna però a farsi  rivedere il Fulham: prima Zebina e De Ceglie chiudono un po’ a sandwich  Gera, che si lascia cadere ancora una volta come se avesse problemi a  reggersi sulle gambe. L’arbitro comunque lascia correre, nonostante l’ex  under 21 Azzurro sia rimasto a terra in area. Duff raggiunge quindi il  pallone e non applicando il fair play manovra arrivando a calciare,  senza però trovare lo specchio di porta.  Al settantesimo il Fulham costruisce  un’ennesima palla goal: Davies è infatti liberato al tiro da una bella  azione manovrata dei suoi. Il suo calcio, potente ma piuttosto centrale,  viene però respinto da Chimenti, con il pallone che ballerà quindi  pericolosamente a centro area per poi venire spazzato in qualche modo da  Sissoko. Quattro minuti più tardi è invece Gera a colpire il pallone più o meno  sulla stessa zolla da cui aveva colpito a rete Davies, questa volta non  trovando nemmeno i pali. Al settantasettesimo Dempsey ha  l’occasione di chiudere il discorso andando a colpire di testa,  indisturbato, da dentro l’area. Chimenti, però, si tuffa alla sua  sinistra e smanaccia il pallone, salvando la propria porta. Tre minuti e Chimenti deve ripetersi anche su Gera che dopo aver saltato  seccamente Melo al limite dell’area conclude con potenza, mettendo in  difficoltà l’estremo difensore barese.Fulham che quindi dopo una fase  della partita passata sottoritmo rispetto al primo tempo torna a farsi  tamburellante nell’ultimo quarto d’ora di match. E proprio la ritrovata veemenza porta il  Fulham a segnare il goal che vale la qualificazione: Dempsey riceve  palla al limite da Etuhu e dopo aver ben controllato il pallone effettua  un pallonetto sul quale Chimenti non prova neanche ad intervenire,  osservando il pallone gonfiare la rete. Come se non bastasse, poi,  a fine match  si fa espellere anche Zebina.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
Una grande squadra non può prendere sette reti in due match da Siena e  Fulham. Non solo: una grande squadra non va sul  tre a zero contro l’ultima in classifica per farsi poi rimontare. Né  vince 3 a 1 in casa propria contro un avversario modesto per poi dargli  modo di ribaltare il risultato al ritorno. Ma, del resto, questa Juventus non è più  considerabile una grande squadra, ed anche i più scettici in merito  credo debbano accettare questo fatto, oggi. Certo, diversi alibi possono essere  portati a difesa di questa squadra: dal fatto che Calciopoli abbia  rappresentato un punto di rottura per il calcio italiano tutto e per  questa squadra in particolare, al fatto che sono stati moltissimi gli  infortuni a minare la rosa, quest’anno. Ma nessuno di questi e degli altri discorsi che si possono fare può  andare a giustificare l’attuale annata juventina: la squadra ormai è  infatti in balia di sè stessa, composta da molti ex campioni che hanno  dato dato a questo club ma che ormai hanno ampiamente imboccato il viale  del tramonto, da alcuni giovani dall’ottimo potenziale che fanno però  fatica ad esprimersi e da giocatori che oggi non sono né carne né pesce,  quando non proprio deficitari. Per quello che mi riguarda una sola cosa  può fare la Juventus oggi: rifondare. Partendo, però,  dai propri vertici societari, non certo iniziando dal riportare Ariaudo a  Torino anziché no (tanto per fare l’esempio di un’operazione che  comunque non inciderebbe in maniera decisiva sulla squadra). Se questo non avverrà entro la fine di  questa stagione… beh, difficilmente potremo ritrovare la Juventus ai  vertici del calcio europeo com’era solo fino a quattro anni fa. Per quello che riguarda la partita in sè  penso ci sia poco da dire: la cronaca da sola spiega ampiamente come la  vittoria del Fulham sia stata più che meritata.</p>
<p style="text-align: justify;">MVP<br />
Più che il migliore in campo è il caso di premiare quello, tra i  ventidue in campo, che più ha inciso sul risultato finale: Zoltan  Gera. Il trequartista ungherese, infatti,  risulta assolutamente determinante. Facendo espellere Cannavaro,  innanzittuto. Facendo espellere sia nel senso che costringe il capitano Azzurro ad  intervenire fallosamente per contenerlo, sia nel senso che si lascia  andare oltremisura sul contatto con lo stesso. Mettendo a segno due goal, poi. Prima  trovandosi puntuale con l’appuntamento col pallone in area piccola, poi  realizzando il rigore ad apertura di ripresa, fondamentale quanto  l’espulsione di Cannavaro. Giocando una partita incisiva, in  generale. <em>Honorable mention</em>,  comunque, anche per Clint Dempsey: il talento americano chiude infatti i  giochi per la qualificazione con un goal d’autore, che vale la pena  mettersi a vedere e rivedere…</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
FULHAM-JUVENTUS 4-1 (2-1)<br />
RETI: 2’ pt Trezeguet, 9’ pt Zamora, 39’ pt e 3’ st rig. Gera, 38’ st  Dempsey.<br />
FULHAM: Schwarzer; Kelly (26’ st Dempsey), Hangeland, Hughes, Konchesky;  Duff, Baird, Etuhu, Davies; Gera (40’ st Riise); Zamora. A  disposizione: Zuberbhuler, Dikcagoi, Riise, Smalling, Nevland,  Marsh-Brown. All. Hodgson.<br />
JUVENTUS: Chimenti; Salihamidzic, Zebina, Cannavaro, Grosso (40’ st Del  Piero); Camoranesi (7’ st De Ceglie), Felipe Melo, Sissoko; Candreva  (28’ pt Grygera), Diego; Trezeguet. A disposizione: Pinsoglio, Poulsen,  Marrone, Iaquinta. All. Zaccheroni.<br />
ARBITRO: Kuipers (Olanda).<br />
ESPULSI: 27’ pt Cannavaro, 45’ st Zebina.<br />
AMMONITI: 12’ pt Camoranesi, 45’ st Konchesky, 47’ st Felipe Melo</p>
<h6 style="text-align: justify;">(Credits: SciabolataMorbida)</h6>
</p>
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		<title>Analisi tattica di Juventus &#8211; Fulham (bene così&#8230;)</title>
		<link>http://www.uccellinodidelpiero.com/analisi-tattica-di-juventus-fulham-bene-cosi/</link>
		<comments>http://www.uccellinodidelpiero.com/analisi-tattica-di-juventus-fulham-bene-cosi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 14:48:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Barcellona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione 2009-10]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa League]]></category>
		<category><![CDATA[Fulham]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uccellinodidelpiero.com/?p=11265</guid>
		<description><![CDATA[PRESENTAZIONE DEGLI SCHIERAMENTI
JUVENTUS: Manninger; Zebina, Legrottaglie, Cannavaro, Grosso; Salihamidzic (1’ st Camoranesi), Poulsen (30’ st Sissoko), Marchisio; Diego, Candreva; Trezeguet (17’ st Iaquinta). A disposizione: Pinsoglio, Grygera, De Ceglie, Del Piero. All. Zaccheroni.
FULHAM: Schwarzer; Baird, Hangeland, Hughes, Konchesky; Duff, Davies (16’ st Dempsey), Etuhu, Greening; Gera; Zamora. A disposizione: Zuberbhuler, Kelly, Smalling, Nevland, Marsh-Brown. All. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;">PRESENTAZIONE DEGLI SCHIERAMENTI</h4>
<p style="text-align: justify;">JUVENTUS: Manninger; Zebina, Legrottaglie, Cannavaro, Grosso; Salihamidzic (1’ st Camoranesi), Poulsen (30’ st Sissoko), Marchisio; Diego, Candreva; Trezeguet (17’ st Iaquinta). A disposizione: Pinsoglio, Grygera, De Ceglie, Del Piero. All. Zaccheroni.<br />
FULHAM: Schwarzer; Baird, Hangeland, Hughes, Konchesky; Duff, Davies (16’ st Dempsey), Etuhu, Greening; Gera; Zamora. A disposizione: Zuberbhuler, Kelly, Smalling, Nevland, Marsh-Brown. All. Hodgson.
</p>
<p style="text-align: justify;">Senza sorprese il Fulham di Roy Hodgson, si schiera con un ortodosso 4-4-2. Schwarzer in porta, i terzini sono Baird e Konchesky, i centrali difensivi Hughes e Hangeland. Sulle fasce operano a destra Duff e a sinistra Davies, mentre i due interni sono Etuhu e Greening. In attacco giostrano l’ungherese Gera e Bobby Zamora. Nella Juventus, un po’ a sorpresa, Del Piero è di nuovo in panchina  Zaccheroni opta nuovamente per il 4-3-2-1 di Firenze, con Manninger tra i pali, Zebina, Legrottaglie , Cannavaro e Grosso, da destra a sinistra, sulla linea difensiva. In mezzo al campo Poulsen gioca davanti la difesa con Brazzo a destra e Marchisio a sinistra. Candreva e Diego giostrano alle spalle di Trezeguet.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11266" title="fig 1" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-1.png" alt="fig 1" width="333" height="484" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<h4>SVILUPPI TATTICI DEL MATCH<strong><br />
</strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Il Fulham gioca un 4-4-2 molto rigido e ortodosso, che assegna essenzialmente agli esterni di centrocampo, e in particolar modo a Duff, l’onere di creare gioco. I due interni di centrocampo offrono tanto lavoro in fase di non possesso e un onesta circolazione di palla in fase di possesso. Se il gioco non riesce a svilupparsi verso Duff, la soluzione alternativa è cercare l’appoggio sulle punte, in particolare Zamora, abile a tenere su la palla e a far salire la squadra. In fase di non possesso, il Fulham si abbassa con 10 uomini dietro la linea della palla e inizia il pressing all’altezza della zona di metà campo nelle zone esterne del campo: consente il giro palla ai centrali difensivi della Juventus e abbassa i due esterni offensivi, invitando in tal modo la Juventus a servire la palla sui terzini; il passaggio dal centrale al terzino è il momento in cui parte il pressing degli inglesi che attaccano il terzino juventino con il loro esterno offensivo e accorciano, con i due interni, sui centrocampisti bianconeri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gioco della Juventus si basa essenzialmente sugli stessi concetti tattici già sviluppati contro la  Fiorentina, fatta eccezione per una novità sostanziale: l’inizio della pressione sugli avversari in fase di possesso palla viene effettuata 15 metri più avanti (con conseguente avanzamento della linea difensiva) e talvolta viene anche effettuato un pressing ultra offensivo, con risultati soddisfacenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle diapositiva seguente si vede, ad esempio, Candreva andare in pressing alto sul terzino Konchesky (la qualità delle diapositiva è scadente, ma le foto sono state fatte con le immagini in movimento….niente MySky ieri…l’importante è vedere le posizioni dei calciatori)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11267" title="fig 2" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-2.png" alt="fig 2" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il terzino inglese si libera del pressing trovando l’interno Greening in mezzo al campo che subisce, spalle alla porta, la pressione di Marchisio, che riesce ad andare in contrasto e a rubare palla. Trezeguet si avventerà sul pallone e calcerà alto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11268" title="fig 3" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-3.png" alt="fig 3" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11269" title="fig 4" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-4.png" alt="fig 4" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11270" title="fig 5" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-5.png" alt="fig 5" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto, in fase di non possesso, è confermata, come a Firenze, la linea dei 5 centrocampisti (i 3 di ruolo più Diego e Candreva) che si distribuiscono la spazio in orizzontale ad inizio azione, senza però prevedere profondi ripiegamenti per le due mezze punte. Per tutto il primo tempo, le punte del Fulham, raramente allungano la squadra e questo contribuisce alla facilità con cui la Juventus riesce a tenere corta e compatta la squadra.</p>
<p style="text-align: justify;">In fase di possesso palla, rispetto a Firenze, la squadra è costretta, quasi sempre, anche in vantaggio per 2-0, ad attaccare contro la difesa inglese schierata e con tutti gli effettivi, ad inizio azione, dietro la linea del pallone. La pressione degli inglesi viene evitata con sufficiente disinvoltura per mezzo di un notevole movimento senza palla di tutta la squadra. Molti concetti sono tipici del modulo 4-3-3 e come detto per la partita contro la Fiorentina, prevedono movimenti opposti lungo le direttrici esterno/interno e appoggio/profondità per le coppie mezzala-mezzapunta dello stesso lato. Prendiamo ad esempio, l’uscita, quasi sempre felice, della Juventus sull’azione di pressing del Fulham sul terzino bianconero, già descritta in precedenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella diapositiva che segue è schematizzato un insieme di movimenti spesso usato dalla Juve in questa situazione, con palla al terzino: si nota il movimento della mezzapunta (incontro-interno) opposto a quello della mezzala (profondità-esterno). Il mediano, rimane generalmente in appoggio a dare, oltre alla giocata sulla mezzapunta o sull’esterno, un’ulteriore soluzione di gioco al terzino.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11271" title="fig 6" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-6.png" alt="fig 6" width="333" height="484" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le diapositive che seguono mostrano la situazione di gioco appena descritta con Poulsen che serve Grosso, e, con palla al terzino, Marchisio che si allarga e allunga e Diego che viene incontro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11272" title="fig 7" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-7.png" alt="fig 7" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11273" title="fig 8" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-8.png" alt="fig 8" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">Interessante è un movimento effettuato spesso da Poulsen, sempre con palla al terzino (molto più frequentemente con palla a Zebina). Se pressato dagli interni del Fulham, e quindi impossibilitato a ricevere palla, il danese si smarca in avanti, per ricevere alle spalle degli interni avversari o comunque per creare spazio a Marchisio che può ricevere venendo incontro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11274" title="fig 9" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-9.png" alt="fig 9" width="333" height="484" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dall’altro lato, il medesimo movimento di Poulsen era propedeutico, non a una ricezione incontro di Brazzo analoga a quella di Marchisio, ma a uno scarico su Legrottaglie.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle due diapositive seguenti si nota il concetto di movimento opposto della coppia mezzala/mezzapunta. Nella prima delle due diapositive Brazzo riceve largo e Candreva si muove in appoggio all’interno. Nella seconda Candreva riceve basso e largo e Brazzo si trova interno e alto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11275" title="fig 10" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-10.png" alt="fig 10" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11276" title="fig 11" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-11.png" alt="fig 11" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">Come a Firenze, dal lato sinistro del campo le traiettorie di Marchisio e Diego sono più interne a creare spazio per gli inserimenti di Grosso, mentre, dal lato opposto, lo spazio esterno è più frequentemente attaccato da Salihamidzic, con Zebina, meno intraprendente di Grosso in fase offensiva. I movimenti di Trezeguet sono, con palla nella metà campo juventina o nei pressi della zona mediana, quelli da pivot, venendo incontro al pallone; su palla più avanzata il bomber bianconero, come è nelle sue caratteristiche, si muove su brevi traiettorie a smarcasi alle spalle dei difensori centrali per trovare lo spazio per la conclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel primo tempo, la fase di non possesso palla funziona bene, non consentendo al Fulham di rendersi pericoloso (fatta eccezione delle situazioni su palla inattiva). La fase di possesso palla è abbastanza efficace e consente alla Juventus di non subire la pressione inglese e di creare pericoli a una squadra che, anche in svantaggio, non si è mai sbilanciata in avanti. La bontà e l’efficacia della fase di possesso è quasi interamente imputabile alla buona qualità dei movimenti senza palla, non accompagnata purtroppo da una qualità di pari livello delle giocate. Le caratteristiche tecniche di taluni nostri calciatori (Poulsen, Salihamidzic) insieme alla non felice giornata di Diego e, in parte, anche di Candreva (anche lui, come Diego, un portatore di palla) non hanno consentito alla manovra quella brillantezza che avrebbe reso ancora più pericolosa la Juventus, che, ha talvolta sofferto, la mancanza di aggressione della profondità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel secondo tempo l’ingresso di Camoranesi per Salihamidzic, cambia lo schieramento della Juventus, che si dispone secondo il 4-2-3-1 mostrato nella seguente figura.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11277" title="fig 12" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-12.png" alt="fig 12" width="333" height="484" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi minuti del secondo tempo, la mezzapunta di sinistra è Diego e quella centrale è Candreva. Dal 10° del secondo tempo, Zaccheroni inverte le posizioni di Diego e Candreva, probabilmente per garantire una maggiore copertura difensiva sulla fascia di Duff. La fase difensiva bianconera continua ad essere efficace, pur rinunciando alla fase di pressing ultraoffensivo; Polusen e Sissoko aggrediscono con costrutto gli interni del Fulham e impediscono loro una tranquilla circolazione della palla. Gli unici pericoli sono costituiti dai movimenti combinati di Duff e Zamora, che spesso consentono ai londinesi di allungare la Juventus e di creare situazioni potenzialmente pericolose.</p>
<p style="text-align: justify;">La figura che segue schematizza il semplice set di movimenti che ha creato qualche grattacapo alla difesa bianconera.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11278" title="fig 13" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fig-13.png" alt="fig 13" width="333" height="484" /></p>
<p style="text-align: justify;">Duff si muove incontro alla palla, tirandosi dietro Grosso; Zamora attacca lo spazio alle spalle del terzino bianconero, ricevendo spesso e costringendo Cannavaro ad allargarsi e alla difesa ad aprirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, a parte questa specifica situazione, la Juventus continua per tutta la ripresa a non subire pericoli da parte del Fulham. La fase di possesso palla, invece, peggiora, sebbene il cambio Camoranesi-Salihamidzic regali qualità alla squadra. Il 4-2-3-1 rende maggiormente statica la squadra che non si avvale più degli inserimenti e dei movimenti dei centrocampisti (Marchisio e Salihamidzic); i due interni rimangono inevitabilmente maggiormente bloccati e il campo è occupato in maniera più stanziale e meno dinamica. La creazione degli spazi viene ridotta e tutta la manovra offensiva ne risente. Nel Fulham il cambio Dempsey-Davies non cambia nulla dal punto di vista tattico, così come il cambio Sissoko-Poulsen nella Juventus. L’ingresso di Iaquinta in luogo di Trezeguet regala invece all’attacco della Juventus una nuova dimensione; Iaquinta attacca con continuità lo spazio alle spalle dei difensori inglesi e solo a causa della scarsa qualità delle giocate dei compagni non riesce a rendersi pericoloso. In una fase della partita in cui la Juventus arretra leggermente il baricentro del gioco l’ingresso del calabrese contribuisce comunque a tenere all’erta la difesa del Fulham. Si finisce con la Juve in discreto controllo del match e con l’ultima occasione di arrotondare il punteggio col bel tiro da fuori di Diego, sventato abilmente da Schwarzer..</p>
<h4 style="text-align: justify;">COMMENTO</h4>
<p style="text-align: justify;">La partita con il Fulham rappresentava per la Juventus una prova molto importante, oltre che per il valore intrinseco del match e della competizione, per verificare i progressi del gioco. I bianconeri versione Zac, infatti, a fronte di un ottimo rendimento e di ottime prestazioni in trasferta (1 pareggio, alla prima uscita a Livorno e tre vittorie contro Ajax, Bologna e Fiorentina), in casa avevano spesso balbettato (1 sola vittoria, sofferta, contro il Genoa, 2 pareggi e la sconfitta contro il Palermo). Chiamata “ fare la partita”, in casa, la Juventus non era stata all’altezza. Se quindi consideriamo quello contro il Fulham un test per misurare i progressi della Juve, si può affermare che il test è stato superato. Per tutto il primo tempo la  Juventus ha tenuto agevolmente a bada i londinesi e, cosa più importante, contro una squadra che nella maggior parte dei casi, difendeva con 10 uomini dietro la linea del pallone, è riuscita a sviluppare un buon calcio e a realizzare tre gol, oltre a confezionare altri pericoli per la porta di Schwarzer. Alla compattezza mostrata fuori casa, si è aggiunta una fase di possesso palla finalmente fluida, sebbene non brillantissima. Come già detto precedentemente, gran parte del merito della fludità del gioco è attribuibile al buonissimo movimento senza palla della squadra. In questo, Poulsen, Salihamidzic e Marchisio rappresentano il meglio dei nostri centrocampisti in un centrocampo a 3. Piccola digressione: se solo il gioco di Poulsen fosse vicino per qualità al suo gioco senza palla (in tutte e due le fasi, difensiva e offensiva) ci troveremmo di fronte a un vero fuoriclasse…Candreva e in special modo Diego, non in eccellente giornata, negano una maggiore brillantezza alla manovra (che non potevano dare certo Brazzo e Poulsen), che risente in maniera negativa anche delle caratteristiche di portatori di palla delle due mezze punte e che necessiterebbe una più efficace ricerca della profondità, che Trezeguet non può dare. Ma, nonostante questo, i tempi di giocata sono spesso corretti e gli spazi creati ed aggrediti con criterio e costanza. E grazie a questo, ecco finalmente un possesso palla efficace e, come detto, tre gol ed altri pericoli per Schwarzer.  Da notare che per la seconda volta di fila Zac sceglie lo schieramento con due mezze punte e tre centrocampisti che garantisce, se ben giocato, grossa dinamicità al gioco. Insomma, Zac rinuncia ad una punta per avere un gioco più dinamico e meno statico. E Del Piero sta di nuovo seduto il panca. L’ingresso di Camoranesi (oltretutto altro portatore di palla) e il conseguente cambio di modulo, toglie ritmo e dinamismo alla manovra, con i centrocampisti più bloccati e le tre mezze punte più statiche nella loro posizione. La manovra offensiva ne risente; a questo proposito mi sarebbe piaciuto vedere Camoranesi al posto di uno tra Diego e Candreva con la stessa strutturazione di squadra del primo tempo. Comunque la squadra rimane compatta e non corre pericoli. Da un punto di vista individuale prova maiuscola di Legrottaglie e molto positive per Poulsen e Marchisio. Notevolissimo il gesto tecnico di Trezeguet che, prima trova la coordinazione e stampa la palla sul palo, e, in un secondo tempo, trova una coordinazione ancora più complessa (doveva ancora riequilibrare il proprio corpo dalla prima conclusione) e trova il gol. In questi gesti ad alto coefficiente di difficoltà coordinativo Trezeguet rimane un maestro ineguagliato. In definitiva, passi avanti per la  Juventus di Zaccheroni, che mette assieme, stavolta tra le mura amiche, una buona fase di possesso palla, che frutta tre gol e tante altre situazioni pericolose, confermando la compattezza difensiva mostrata fuori casa. Peccato per il gol, episodico, subito e per un risultato che non ci mette al sicuro a Londra. E per una volta, almeno così pare, nessun infortunio. E, nei titoli di coda: il Fulham è la quinta miglior difesa della Premier League, non perdeva dal 30 gennaio e aveva eliminato i campioni in carica dello Shaktar Donetsk…</p>


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		<title>Europa League: Juventus vs Fulham 3-1 (quarti ipotecati&#8230;)</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 00:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-full wp-image-11254" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/zebina.png" alt="zebina" width="276" height="163" />Dopo essere retrocessa dalla Champions League la Juventus ha dovuto superare un primo ostacolo lungo la rincorsa alla vittoria in Europa League, l’Ajax. Sbarazzatisi senza grandissimi problemi dei Lanceri è quindi la volta del Fulham, la più antica tra le squadre di Londra: i <em>Cottages</em> vennero infatti fondati nel 1879 da un gruppo di fedeli della Chiesa d’Inghilterra e nei loro 131 anni di storia non hanno mai brillato particolarmente, né in campo nazionale né in campo internazionale (questo ottavo di finale risulta essere, infatti, il miglior risultato della storia di questa squadra al di fuori dei confini inglesi). Non certo un blasone particolarmente nobile quello degli <em>Whites</em>, che però dalla loro hanno la cabala. L’ultima imposizione juventina contro un’inglese negli scontri diretti risale infatti addirittura a quasi ventisei anni fa, quando cioè i Bianconeri eliminarono il Manchester United in semifinale di Coppa Coppe grazie al 2 a 1 di Torino griffato Boniek e Rossi dopo che l’andata in terra d’Albione s’era conclusa sull’1 a 1. Di lì in poi, infatti, la Juventus riuscì ad imporsi solo nelle finali di Supercoppa Europea di quell’anno e di Coppa Campioni dell’anno precedente contro ad un’inglese. Per il resto quando si trattò di scontri diretti il club di Corso Galileo Ferraris dovette sempre chinare la testa di fronte ai sudditi di Sua Maestà. Non solo: sono infatti ben quattordici anni che i Bianconeri non vincono in Inghilterra. L’ultima occasione in cui questo successe risale infatti alla quinta giornata del girone della Champions League del 96/97, quando la Juve s’impose 1 a 0 a Manchester contro lo United grazie ad una rete di Alessandro Del Piero (per poi andare a perdere quel trofeo solo in finale, quando il Borussia di Hitzfeld ebbe la meglio per 3 a 1 grazie alla doppietta di Riedle ed alla rete di Ricken). Proprio contro a tutte queste cose deve quindi combattere la squadra di Zaccheroni, che deve altresì essere consapevole, comunque, che scontrarsi contro il Fulham (che può vantare buoni giocatori come Duff e Zamora) non è certo come doversela vedere con Manchester, Chelsea o Liverpool. Tornare ad imporsi su di una inglese dopo tutto questo tempo, quindi, risulta quasi essere un dovere cui non ci si può sottrarre. Proprio per provare a partire con il piede giusto in questo doppio confronto ad eliminazione diretta Zaccheroni si affida quindi a Manninger in porta, Zebina, Legrottaglie, Cannavaro e Grosso a comporre la linea difensiva, Salihamidzic, Poulsen e Marchisio a centrocampo a supporto di Candreva e Diego, schierati sulla trequarti. Trezeguet, infine, l’unica punta messa in campo dal tecnico Bianconero. Hodgson, vecchia conoscenza del nostro calcio, risponde invece con un centrocampo molto folto con l’ungherese Gera ad agire sulla trequarti alle spalle dell’unica punta, Bobby Zamora.</p>
<p style="text-align: justify">CRONACA<br />
La prima conclusione in porta della partita arriva dopo sette minuti di gioco quando Marchisio pennella un cross in mezzo su cui arriva Trezeguet in anticipo, con Le Roi David che gira il pallone sul secondo palo, chiamando Schwarzer ad un intervento in tuffo a deviare la palla in corner. Ed è proprio sugli sviluppi del calcio d’angolo che arriva l’1 a 0: è Legrottaglie, stavolta, a svettare in area, <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37195&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37195_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff">schiacciando il pallone in maniera imparabile per l’estremo difensore australiano</span></a>, freddato così dal colpo di testa del centrale pugliese. Il goal arrivato nei primissimi minuti di gioco non deve comunque ingannare chi legge: i ritmi della partita sono tutt’altro che frenetici, tanto che la partita stessa non risulta certo essere memorabile. A farla, la partita stessa, è comunque la Juventus, che dimostra come, un passetto alla volta, sta uscendo, grazie alla sapiente cura di mister Zaccheroni, nell’impasse in cui la Vecchia Signora era caduta sotto la guida di Ciro Ferrara. Per aspettare un altro sussulto dobbiamo quindi aspettare dopo il ventitreesimo minuto quando Marchisio, in pressing alto, strappa abilmente il pallone dai piedi di Greening agevolando la conclusione dal limite da parte di David Trezeguet, che non trova però lo specchio della porta. Un solo minuto e Zebina segna un grandissimo goal: ricevuto palla da Candreva sulla trequarti parte liberandosi con facilità di due avversari per poi calciare un diagonale perfetto con cui <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37198&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37198_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff">buca il malcapitato Schwarzer</span></a> per il più classico dei “palo-goal”. Al trentaseiesimo minuto il Fulham accorcia fortunosamente le distanze: sugli sviluppi di un calcio di punizione Etuhu riceve palla dal limite e calcia alla bell’e meglio, cioè male. Il pallone, che sarebbe sicuramente finito ben oltre il palo alla destra di Manninger, sbatte però contro Legrottaglie, cambiando completamente direzione ed infilandosi a filo del palo alla sinistra del portiere austriaco, assolutamente impalato da quella deviazione inaspettata. <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37200&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37200_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff">2 a 1</span></a>. Nonostante non stiano giocando particolarmente bene il Fulham al quarantesimo va subito vicino al pareggio: sugli sviluppi di un angolo, infatti, Hangeland <em>fa il Legrottaglie</em> e svetta di testa cercando l’incrocio dei pali ma trovando la pronta risposta di Manninger, che si distende respingendo il pallone, poi liberato da un compagno dell’estremo difensore juventino. Al quarantatreesimo è invece Zamora a provarci con un piatto destro al volo da dentro l’area. Il tiro della punta del Fulham è però troppo centrale e risulta una facile preda per il portiere avversario. A tempo ormai scaduto Zamora veste i panni dell’assitman e libera, con un tacco con cui fa tunnel a Legrottaglie, Zoltan Gera, che entrato in area scarica un diagonale verso la porta, facilmente parato da Manninger. L’ultima occasione della prima frazione è però juventina: dapprima Grosso calcia potente trovando l’opposizione di Schwarzer, poi, sugli sviluppi dell’angolo guadagnato dal terzino Azzurro, <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37201&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37201_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff">Trezeguet segna il 3 a 1</span></a>. La punta francoargentina coglie infatti prima il palo con la sua conclusione potente, poi troverà un tap-in vincente sulla respinta del montante stesso. La ripresa scorre un po’ sulla falsariga della prima frazione, con la Juventus che parte meglio ed il Fulham che cresce pian piano, col passare dei minuti. A differenza dei primi quarantacinque minuti, però, mancano le occasioni da goal. Così la partita si trascina abbastanza francamente fino al settantaduesimo quando Candreva pesca Camoranesi in area che fa una splendida sponda di petto per Iaquinta, il cui destro è però sballatissimo e termina lontanissimo dai pali. A chiudere il match è un tiro scoccato da più di venti metri da Diego, che trova però uno Schwarzer molto reattivo bravo a negargli la gioia del goal. Sull’angolo seguente è invece Iaquinta a provarci di testa, non trovando però lo specchio di porta.</p>
<p style="text-align: justify">COMMENTO<br />
Ben quattro reti in una frazione di gioco. A dire così si potrebbe pensare, almeno non avendo visto la partita, ad un match giocato su ritmi vertiginosi con difese colabrodo ed attacchi particolarmente ispirati. Niente di tutto questo. Il primo tempo di Juventus-Fulham non è infatti un inno allo spettacolo, per quanto sia ravvivato dai quattro goal di cui sopra. Tre di questi vengono però dagli sviluppi di un calcio piazzato ed uno, quello di Etuhu, è anche assolutamente fortuito. Non un grandissimo spettacolo, quindi, ma, se non altro, una buona Juventus. E per il calcio italiano, rimasto orfano delle neo-eliminate Fiorentina e Milan, è sicuramente un fattore molto positivo. Juventus che comanda infatti il gioco per buona parte del primo tempo, lasciando agli ospiti solo una decina di minuti dello stesso. Peccato solo per quel goal molto fortunoso realizzato da Etuhu con la sfortunata complicità di Legrottaglie. Subire goal in casa in uno scontro ad eliminazione diretta, infatti, è sempre pericoloso. La ripresa non differisce molto dal primo tempo. L’unica differenza risiede infatti nel fatto che non vengono più costruite palle goal, cosa che trasforma quindi il match in soporifero.</p>
<p style="text-align: justify">MVP<br />
Uomo del match risulta essere, dal mio punto di vista, Candreva: il giovane trequartista giunto a gennaio a Torino disputa infatti una partita molto solida, dando tutto ad ogni pallone toccato e dimostrando di poter arricchire di qualità la manovra Bianconera. Sembra essere proprio lui, per altro, il maggior beneficiario di questo nuovo schema “ad albero di natale” proposto negli ultimi due match da Zaccheroni. Schierato sulla trequarti al fianco di Diego ed alle spalle di un’unica punta il centrocampista romano sta infatti ingranando. Che possa guadagnarsi, da qui a fine stagione, la conferma in Bianconero?</p>
<p style="text-align: justify">TABELLINO<br />
Juventus vs. Fulham<br />
Marcatori: 8&#8242; Legrottaglie, 24&#8242; Zebina, 36&#8242; Etuhu, 45+3&#8242; Trezeguet<br />
Juventus: Manninger; Zebina, Legrottaglie, Cannavaro, Grosso; Salihamidzic (1’s.t. Camoranesi), Poulsen (30′ s.t. Sissoko), Marchisio; Candreva, Diego; Trezeguet (17′ s.t. Iaquinta). A disposizione: Pinsoglio, Grygera, De Ceglie, Del Piero. All. Zaccheroni<br />
Fulham: Schwarzer; Baird, Hangeland, Hughes, Konchesky; Duff, Davies ( 16′ s.t.Dempsey), Etuhu, Greening; Gera; Zamora. A disposizione: Zuberbuhler, Kelly, Nevland, Smalling, Marsh-Brown. All. Hodgson<br />
Ammoniti: Legrottaglie (J), Greening (F)<br />
Espulsi:<br />
Arbitro: Meyer (Ger)
</p>
<p style="text-align: justify">(Credits: <a href="http://sciabolatamorbida.wordpress.com/2010/03/11/juventus-vs-fulham-%e2%80%93-andata-ottavi-di-finale-di-europa-league-%e2%80%93-110310/" onclick="urchinTracker('/outgoing/sciabolatamorbida.wordpress.com/2010/03/11/juventus-vs-fulham-_e2_80_93-andata-ottavi-di-finale-di-europa-league-_e2_80_93-110310/?referer=');"><span style="color: #ff0000">Sciabolata Morbida</span></a>)</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Analisi tattica di Juventus vs Ajax (piccolo passo indietro&#8230;)</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 08:47:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Barcellona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione 2009-10]]></category>
		<category><![CDATA[Ajax]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa League]]></category>

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		<description><![CDATA[GLI SCHIERAMENTI INIZIALI
Per questa partita di ritorno le squadre presentano qualche novità, sia di uomini che di schemi, rispetto all&#8217;andata. L&#8217;Ajax modifica il 4-3-1-2 dell&#8217;andata in un 4-2-3-1; Stekelenburg in porta, Van Der Wiel, Alderweireld, Oleguer e Verthongen, da destra a sinistra, i 4 della linea difensiva. Novità a centrocampo, dove, al posto del rombo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>GLI SCHIERAMENTI INIZIALI</h4>
<p style="text-align: justify;">Per questa partita di ritorno le squadre presentano qualche novità, sia di uomini che di schemi, rispetto all&#8217;andata. L&#8217;Ajax modifica il 4-3-1-2 dell&#8217;andata in un 4-2-3-1; Stekelenburg in porta, Van Der Wiel, Alderweireld, Oleguer e Verthongen, da destra a sinistra, i 4 della linea difensiva. Novità a centrocampo, dove, al posto del rombo dell&#8217;andata, viene schierata la coppia di interni De Zeeuw, Enoh e in posizione più avanzata il trio Pantelic (a destra), De Jong (al centro) e il giovanissimo Eriksen (a sinistra) alle spalle del goleador dell&#8217;andata, Sulejmani. In realtà per tutta la partita i 4 giocatori offensivi hanno spesso cambiato posizione: fermo restando De Jong alle spalle della punta centrale, Jol ha spesso variato, mettendo Eriksen a destra, Pantelic centravanti e Sulejmani a sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">La Juve, almeno in partenza, si schiera con il 4-3-3 di Bologna, con l&#8217;unica variante di Marchisio spostato da mezzala sinistra a mezzala destra e Sissoko, che sostituisce Salihamidizic sul centro-sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">In fig. 1 lo scacchiere iniziale del match e, di seguito, la numerazione dei giocatori.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10507" title="introduzione2" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/introduzione2.png" alt="introduzione2" width="244" height="346" /></p>
<p style="text-align: justify;">JUVENTUS: (13) Manninger, (21) Grygera, (33) Legrottaglie, (3) Chiellini, (29) De Ceglie, (22) Sissoko, (4) Melo, (8) Marchisio, (28) Diego [71í (16) Camoranesi], (11) Amauri [15í (17) Trezeguet], (10) Del Piero [87í (26) Candreva] &#8211; [(41) Pinsoglio, (5) Cannavaro, (15) Zebina, (27) Paolucci]. All. Zaccheroni</p>
<p style="text-align: justify;">AJAX: (1) Stekelenburg (2) Van der Wiel, (19) Alderweireld, (3) Oleguer, (5) Vertonghen, (40) De Zeeuw, (21) Enoh [78í (28) Rommedahl), (9) Pantelic [74í (8) Emanuelson], (22) De Jong, (51) Eriksen, (10) Sulejmani [64' st (39) Suk]. &#8211; [(12) Wermeer, (23) Anita, (18) Gabri, (45) Lodeiro). All. Jol</p>
<h4 style="text-align: justify;">SVILUPPI TATTICI DEL MATCH</h4>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;interpretazione del 4-2-3-1 dell&#8217;Ajax, specie in virtù delle ottime doti di palleggio dei lancieri, mette in grossa difficoltà, almeno per la prima mezzora, la Juventus. Gli olandesi, infatti, a differenza di quanto fatto dal Bologna domenica scorsa, provano (e riescono) a giocare la palla a partire dai propri difensori. Il giro palla dei 4 difensori ha efficacia contro i tre attaccanti della Juve che, del resto, come è costume di queste ultime uscite della Juve, non sviluppano pressing in zona offensiva. Amauri (o Trezeguet) balla tra i due centrali, mentre Del Piero e Diego, dopo la prima fase di gioco in cui la palla viene fatta scorrere tra i difensori dell&#8217;Ajax, vengono scavalcati alle spalle dai terzini, Van der Wiel e Verthongen; quest&#8217;ultimo, in controtendenza con quanto fatto ad Amsterdam, dove era rimasto bloccato per tutta la partita, in fase di possesso palla alza parecchio la propria posizione. E proprio dal lato di Verthongen nascono tutti i problemi della Juventus, anche e soprattutto per le capacità balistiche di Alderweireld. Il centrale belga, infatti, è capace con battute di 50 metri di trovare lo sganciamento di Verthongen dal lato opposto del campo.</p>
<p style="text-align: justify;">In fig. 2 è mostrata la giocata che più volte nel primo tempo ha messo in difficoltà la Juve. La palla è al n. 19 Alderweireld; il centravanti juventino balla tra lui e Oleguer. Del Piero è scavalcato alle spalle dal terzino destro Van Der Wiel, Diego dal terzino sinistro Verthongen. Sissoko è costretto a uscire su Van der Wiel e conseguentemente &#8220;trascina&#8221; con se Melo e Marchisio. Risultato di questi movimenti è lo spazio lasciato libero a Verthongen, l&#8217;uomo più lontano dal pallone. Ma, sfortunatamente per la Juve, Alderweireld è capace, come detto, di trovare il compagno con lunghe e precise gittate di 50 metri. A questo punto Diego è preso alle spalle e Marchisio troppo lontano e accentrato per contrastare efficacemente il terzino olandese. Si viene a formare così un 2 contro 1 in fascia sinistra, in cui Grygera deve affrontare Verthongen e Eriksen.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10493" title="schema2" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/schema2.png" alt="schema2" width="333" height="484" /></p>
<p style="text-align: justify;">Fortunatamente, dal lato opposto, Oleguer non possiede le stesse qualità di calcio del compagno di reparto. In questa maniera, con un possesso di palla a carico dei difensori e un repentino cambio di gioco da destra a sinistra, l&#8217;Ajax ha tenuto in scacco la Juve per tutta la prima mezzora. Come sarebbe stato possibile contrastare tale tendenza di gioco? Una soluzione tra le tante sarebbe potuta essere quella di contrastare i terzini dell&#8217;Ajax con Diego e Del Piero. In altre parole, il brasiliano e il capitano avrebbero dovuto sacrificarsi, ripiegare sull&#8217;avanzamento di Van Der Wiel e Verthongen e non farsi attaccare quindi alle spalle. Ciò avrebbe comportato però un notevole dispendio fisico per i due, che del resto, servono freschi per altre fasi di gioco. Zaccheroni, intorno alla mezzora decide allora di tornare al rombo classico, con Del Piero e Trezeguet di punta e Diego alle loro spalle a contrastare o a mettere in zona d&#8217;ombra i centrocampisti bassi dei lancieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sviluppo difensivo della Juve dalla mezzora in avanti è mostrato in fig. 3. Del Piero e Trezeguet escono sui centrali olandesi, Diego contrasta e/o mette in zona d&#8217;ombra i centrali di centrocampo. Sui terzini dell&#8217;Ajax escono Sissoko e Marchisio. Questo schieramento difensivo funziona meglio rispetto al precendente perchè:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>consente di contrastare efficacemente Van Der Wiel e soprattutto Verthongen</li>
<li style="text-align: justify;">riesce a mettere maggiormente sotto pressione Oleguer e, soprattutto Alderweireld.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10494" title="schema3" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/schema3.png" alt="schema3" width="333" height="484" /></p>
<p style="text-align: justify;">Per completare la disamina sul sistema difensivo adottato dalla Juve occorre fare notare che, con l&#8217;entrata di Camoranesi, i bianconeri si schierano con un classico 4-4-2, con l&#8217;italoargentino e Marchisio sulle fasce e Melo e Sissoko in mezzo. Per il resto, ancora una volta, Zaccheroni sembra privilegiare la compattezza e la densità nella propria metà campo a soluzioni difensive che prevedano uno spostamento in avanti del baricentro della squadra. Il 4-4-2 è utilizzato per la terza volta consecutiva nel finale di partita a difesa del risultato.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la fase offensiva, lo sviluppo del gioco è stato alquanto farraginoso. Le direttrici principali, almeno in partenza, prevedevano, con palla in possesso del terzino, un movimento ad aprirsi della mezzala e un movimento incontro della punta del lato, con la possibilità per il  terzino di avere almeno due soluzioni distinte di gioco (A e B in fig. 4). Un paio di volte, la palla da Grygera a Diego ha portato il brasiliano a ricevere, accentrarsi e trovare il cambio di gioco verso De Ceglie, che, per merito di questo rapido ribaltamento di fronte, trovava spazio avanti a se e riusciva a rendersi pericoloso. Dal lato opposto questa soluzione non generava, in genere, spostamenti del lato di gioco, a causa anche di una maggiore timidezza negli sganciamenti di Grygera. Dal lato sinistro maggiore efficacia, avevano le sovrapposizioni di De Ceglie, dopo la palla giocata a Sissoko o a Del Piero.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10495" title="schema4" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/schema4.png" alt="schema4" width="333" height="484" /></p>
<p style="text-align: justify;">Queste soluzioni si sono notevolmente ridotte col passaggio al rombo, che, sebbene abbia meglio protetto la squadra, ha inaridito il gioco bianconero, peraltro non brillante dallíinizio. Tutto il secondo tempo ha invece visto un gioco offensivo basato quasi esclusivamente sulle ripartenze, che si sono comunque rivelate molto poco efficaci.</p>
<h4 style="text-align: justify;">COMMENTO</h4>
<p style="text-align: justify;">Un passo indietro della Juve rispetto alla partita d&#8217;andata e soprattutto a quella con il Bologna. Le capacità di palleggio dell&#8217;Ajax, rivelano i limiti difensivi di un 4-3-3 che con il Bologna erano stati coperti dalla incapacità a fare gioco dei 4 difensori felsinei. Come ampiamente illustrato, i terzini dell&#8217;Ajax (in particolare Verthongen) attaccano alle spalle Del Piero e Diego e da ciò nasce lo sbilanciamento di tutta la squadra. Del resto appare complicato chiedere ai due, con continuità, profondi ripiegamenti difensivi. Col rombo la squadra difende un pò meglio, ma il possesso palla rimane all&#8217;Ajax per due motivi principali. Il primo motivo è da ricercare nella precaria condizione fisica della squadra; il secondo consiste nella scarsissima, almeno oggi, capacità di gestire un&#8217;efficace possesso palla. In un centrocampo a rombo, dove mancano i riferimenti esterni che danno soluzioni e facilitano la manovra, sono di fondamentale importanza i tempi di gioco senza palla e le capacità tecniche. In quest&#8217;ottica c&#8217;è da chiedersi se Sissoko e Melo, in questo sistema, possano davvero coesistere; se la squadra può permettersi di giocare con il rombo con due giocatori che mancano di tempi e tecnica.  E tanto per dire qualcosa di impopolare, le migliori partite col rombo sono state quelle di inizio anno, con Melo in mezzo e Marchisio e, udite udite, Tiago come mezzali. Si, proprio Tiago, che in mezzo a mille innegabili e macroscopici difetti, aveva almeno un pregio: sapeva giocare senza palla nel centrocampo a tre e si rivelava un facilitatore della manovra. Bisogna comunque dire che un passo indietro, prima o poi era prevedibile. La squadra presa da Zac aveva l&#8217;encefalogramma piatto e non si poteva immaginare una crescita ininterrotta e senza difficoltà o passi indietro. Fortunatamente il passo indietro è avvenuto nella migliore situazione possibile, in vantaggio di punteggio nel doppio confronto e contro una squadra talmente leggera in attacco da non riuscire minimamente a sfruttare i vantaggi tattici derivanti dalle proprie capacità di palleggio. Di positivo c&#8217;è la compattezza della squadra e della linea difensiva, il fatto di non avere preso (finalmente) gol e l&#8217;imbattibilità di Zaccheroni. Per il resto, si deve tornare a Vinovo a lavorare duro, tenendo presente che, a parere di chi scrive, senza una condizione fisica migliore, sarà difficile migliorare il gioco della squadra.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/analisi-tattica-ajax-vs-juventus-1-2-europa-league/" target="_blank">Clicca qui per vedere l&#8217;analisi tattica dell&#8217;andata</a></p>


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		<title>Europa League: Juventus vs Ajax 0-0 (ora sotto col Fulham&#8230;)</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 23:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Coppa]]></category>
		<category><![CDATA[Ajax]]></category>
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		<description><![CDATA[La Juventus scende in campo nella serata di giovedì per provare a difendere la vittoria per 2-1 ad Amsterdam. Per ottenere il passaggio del turno, infatti, basterebbe anche solo un pareggio per la squadra di Zaccheroni, che si dimostra però subito decisissimo ad ottenere il punteggio pieno. Basta leggere la formazione schierata dal tecnico di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10474" title="juventus ajax" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/juventus-ajax.png" alt="juventus ajax" width="276" height="163" />La Juventus scende in campo nella serata di giovedì per provare a difendere la vittoria per 2-1 ad Amsterdam. Per ottenere il passaggio del turno, infatti, basterebbe anche solo un pareggio per la squadra di Zaccheroni, che si dimostra però subito decisissimo ad ottenere il punteggio pieno. Basta leggere la formazione schierata dal tecnico di Meldola per capire che la Juventus non scende in campo per fare da spettatrice e tirare a campare sperando in un pareggio. I Bianconeri si schierano infatti con un 4-3-1-2 con Manninger in porta al posto dell’infortunato Buffon (e Pinsoglio, premiato come miglior portiere dell&#8217;ultimo Viareggio, a fargli da secondo), Grygera, Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie in difesa, Sissoko, Melo e Marchisio a centrocampo schierati dietro a Diego trequartista che a sua volta gioca alle spalle di Amauri e Del Piero. Jol per provare a ribaltare il risultato dell’andata schiera invece la sua squadra, priva della stellina Suarez, con un 4-3-3 con Stekelenburg in porta, Van Der Wiel, Alderweid, Verthongen ed Oleguer in difesa, De Jong, De Zeeuw ed Enoh a centrocampo ed Eriksen, Pantelic e Sulejmani in attacco.</p>
<p style="text-align: justify;">CRONACA<br />
Dopo due minuti di gioco la Juventus si fa subito vedere dalla parti di Stekelenburg: De Ceglie porta palla ed appoggia a Sissoko che gira palla in mezzo. Diego però decide di non intervenire sul pallone, facendo velo ed agevolando l’intervento di Marchisio, che arriva arrembante a calciare di prima intenzione, trovando però la pronta risposta del portiere orange. Le due squadre si fronteggiano quindi con continui capovolgimenti di fronte, ma poco dopo il quarto d’ora è la Juve a portarsi vicina al goal: sugli sviluppi di un angolo, infatti, Sissoko devia il pallone di testa facendolo schiantare sul palo, con Trezeguet che non riesce poi a metterci la zampata non trovando il tap-in vincente. Al ventitreesimo è l’Ajax ad avere un’occasione d’oro: sempre sugli sviluppi di un angolo il portiere austriaco della Juventus, Manninger, esce male, non trattenendo il pallone. Così facendo, quindi, facilità l’intervento di Verthongen, che conclude però male sparando il pallone out. Il match scorre comunque senza particolari sussulti. Le due squadre lottano infatti tantissimo in mezzo al campo, non risparmiandosi anche colpi al limite – quando non oltre – del regolamento. Il tutto, però, a discapito dello spettacolo, che stenta a decollare sacrificato ad un agonismo ed un voler battagliare portato all’estremo. Alle mezz’ora la Juve torna quindi a farsi vedere sugli sviluppi di un angolo: questa volta sono Chiellini prima e Legrottaglie poi a provarci di testa, con gli olandesi che si salvano prima con Enoh e poi con Eriksen sempre sulla linea. Di lì a poco arriva invece da una punizione l’occasione di passare, ma la mischia che ne segue si risolve in un nulla di fatto, con gli olandesi che riescono a salvarsi non si sa bene come. A cinque dal termine la Juventus prova invece a passare con una ripartenza: Del Piero prende palla nella propria metà campo e sale conducendola al piede per poi effettuare un lancio di una quarantina di metri a liberare Diego. Il fantasista brasiliano, quindi, dopo aver controllato il pallone s’accentra per cercare lo spazio per trovare la via del goal, senza però riuscirvi. Il suo tiro è infatti rimpallato dal rientrante Eriksen. In apertura di ripresa è l’Ajax a farsi pericoloso. Ancora una volta la scintilla arriva da un calcio piazzato, più precisamente un corner: sugli sviluppi dello stesso Pantelic colpisce di testa girando il pallone verso la porta di Manninger, senza però trovarla. La palla, infatti, si spegne alta sopra la traversa. I Lanceri sono comunque molto più attivi della prima frazione. Al cinquantaduesimo, quindi, è Eriksen a provarci, ma la sua conclusione da fuori è bloccata da Manninger. Al sessantatreesimo è ancora Pantelic a farsi notare. Il suo tiro da fuori, però, si spegne ancora alto sopra la traversa di Manninger. Al settantesimo è invece Del Piero a provarci, direttamente su punizione: il pallone, deviato dalla barriera, diventa insidioso, ma Stekelenburg lo controlla uscire sopra la traversa. Negli ultimi venti minuti gli ospiti prendono ulteriore campo. Dopo aver giocato molto meglio degli avversari nel primo tempo, infatti, i Bianconeri lasciano che l’Ajax esca dal proprio guscio nella ripresa, sino a questo finale di gara in cui sembra esserci una sola squadra in campo. O quasi. Il robusto possesso palla di questi minuti, comunque, si traduce in un nulla di fatto: l’Ajax non produce infatti grandissime palle goal con la difesa di casa bravissima a chiudere ogni spazio. Poco prima dello scadere, quindi, la Juventus prova, con un colpo di testa di Trezeguet, a chiudere il match con una vittoria. A rispondere alla punta francese, però, ci pensa Stekelenburg, che agguanta il pallone. A tempo già ampiamente scaduto è invece Emanuelson, subentrato una ventina di minuti prima a Pantelic, a provarci. Il suo sinistro in corsa è però chiuso troppo e fa terminare il pallone a lato.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
Alla Juventus basterebbe un pareggio ma, come ampiamente prevedibile, gli uomini di Zaccheroni dimostrano di non volersi accontentare di quello. Proprio per questo creano diverse palle goal nel primo tempo, specialmente da situazioni di palla inattiva. Non riuscendo però mai a trovare il goal. La ripresa ha invece un padrone differente: l’Ajax. I Lanceri, però, a differenza di quanto successo nel primo tempo ai Bianconeri tengono si di più il pallino del gioco ma non riescono a creare quanto fatto dai padroni di casa nella prima frazione. Ecco quindi che le due squadre si spartiscono i due tempi equamente, anche se ai punti, forse, meriterebbe qualcosina di più la Juventus. Cui basta comunque il pareggio che scaturisce da questa gara per passare. Ora la Juventus dovrà incontrare il Fulham. Londra, quindi, aspetta i Bianconeri a braccia aperte.</p>
<p style="text-align: justify;">MVP<br />
Trovare un migliore in campo in un pareggio come questo non è semplicissimo. La partita è infatti piuttosto scialba, senza particolari sussulti. Le due squadre costruiscono sì qualche palla goal, ma niente di trascendentale. In particolar modo nessuno dei ventotto giocatori scesi in campo oggi giocano in maniera particolarmente migliore rispetto agli altri. Giusto per premiare qualcuno, quindi, decido di dare la palma di man of the match a De Ceglie: il giovane terzino italiano sta infatti iniziando a giocare sempre meglio da quando è arrivato Zaccheroni sulla panchina Bianconera. Anche nella serata di oggi la sua prestazione è ampiamente più che sufficiente: gioca in maniera molto pulita dietro, corre un sacco (come del resto è solito fare sempre) e prova anche a spingere quando possibile, in particolar modo nella prima frazione (quella fondamentalmente dominata dalla sua squadra). Oggi come oggi, quindi, ha ragionissima il tecnico di Meldola nel preferirlo al Campione del Mondo Grosso. Che però, esattamente come Cannavaro (cui sta venendo spesso preferito Legrottaglie), potrebbe finire con l’essere titolare al Mondiale sudafricano. Con De Ceglie a guardare il tutto da casa. Le stranezze della vita!</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
Juventus vs. Ajax o – 0<br />
Juventus: Manninger; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Sissoko, Felipe Melo, Marchisio; Diego (70′ Camoranesi); Amauri (15′ Trezeguet), Del Piero (86′ Candreva). A disposizione: Pinsoglio, Cannavaro, Zebina, Paolucci. Allenatore: Zaccheroni<br />
Ajax: Stekelenburg; Van der Wiel, Alderweireld, Vertonghen, Oleguer; De Jong, De Zeeuw, Enoh (77′ Rommedahl); Eriksen, Pantelic (74′ Emanuelson), Sulejmani (64′ Suk). A disposizione: Vermeer, Gabri, Anita, Lodeiro. Allenatore: Martin Jol<br />
Arbitro: L. Duhamel (Francia)<br />
Assistenti: S. Duhamel, Capelli (Francia)<br />
Quarto Uomo: Buquet (Francia)<br />
Assistenti di porta: Thual, Turpin (Francia)
</p>
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		<title>Analisi tattica: Ajax vs Juventus 1-2 (Europa League)</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 14:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Barcellona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stagione 2009-10]]></category>
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		<description><![CDATA[GLI SCHIERAMENTI INIZIALI
La  Juventus si presenta all’Amsterdam Arena schierandosi con un inatteso 4-3-1-2 al posto del pronosticato, e ultimamente utilizzato, 3-4-1-2. Davanti a Buffon, la linea dei 4 difensori è costituita da destra a sinistra da Zebina (preferito a Grygera), Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie (preferito a Grosso). Il rombo di centrocampo vede Melo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;">GLI SCHIERAMENTI INIZIALI</h4>
<p style="text-align: justify;">La  Juventus si presenta all’Amsterdam Arena schierandosi con un inatteso 4-3-1-2 al posto del pronosticato, e ultimamente utilizzato, 3-4-1-2. Davanti a Buffon, la linea dei 4 difensori è costituita da destra a sinistra da Zebina (preferito a Grygera), Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie (preferito a Grosso). Il rombo di centrocampo vede Melo vertice basso, Sissoko a destra, Marchisio a sinistra e Diego vertice alto. Le due punte sono Amauri e Del Piero. L’Ajax rinuncia al collaudato 4-3-3 e schiera anch’esso un rombo a centrocampo, anche se, come vedremo in seguito, le interpretazioni dei due moduli sono abbastanza diverse. Stekelenburg va in porta. I terzini sono Van der Wiel a destra e Verthongen a sinistra; i due centrali Alderweireld e Oleguer. In mezzo Enoh gioca davanti la difesa, con al fianco, a destra De Zeeuw e a sinistra Emanuelson. La mezza punta è il mobilissimo De Jong. In attacco Suarez e Sulejmani.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito la numerazione per le figure.</p>
<p style="text-align: justify;">AJAX: (1) Stekelenburg, (2) Van der Wiel, (19) Alderweireld, (3) Oleguer, (5) Vertonghen, (40) De Zeeuw, (21) Enoh [41 st (39) Suk), (8) Emanuelson [27' st (51) Eriksen], (22) De Jong, (16), Suarez, (10) Sulejnami [30' st (28) Rommedahl]</p>
<p style="text-align: justify;">JUVENTUS: (1) Buffon, (15) Zebina [1' st (21) Grygera], (33) Legrottaglie, (3) Chiellini, (29) De Ceglie, (22) Sissoko, (4) Melo, (8) Marchisio, (28) Diego [30' st (17) Trezeguet], (11) Amauri [25' st (7) Salihamidzic], (10) Del Piero.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-10084" title="figura1" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/figura11.png" alt="figura1" width="228" height="326" /><br />
</strong></p>
<h4>SVILUPPI TATTICI DEL MATCH</h4>
</p>
<p style="text-align: justify;">Il 4-3-1-2 dell’Ajax mostra specifiche direttrici su cui sviluppare il gioco offensivo. In possesso palla, infatti, i lancieri alzano moltissimo Van der Wiel (mentre dall’altro lato Verthongen rimane piuttosto bloccato), allargano in fascia sinistra Urby Emanuelson con De Zeeuw che invece resta in posizione centrale, disponendosi di fatto con un 3-4-1-2, in cui le due punte, Suarez e Sulejmani tendono ad allargarsi e ad aprire gli spazi centrali ottimamente attaccati dal dinamico De Jong. In fase di non possesso gli olandesi ripiegano con una disposizione più ortodossa, con i 4 difensori schierati ed Enoh, a fare da schermo, spesso sulle orme di Diego. Nel 4-3-1-2 della Juve la fase di non possesso appare orientata ad evitare i veloci cambi di gioco che in genere mettono in difficoltà la squadre schierate con il rombo e che in particolare sono spesso stati letali per il rombo di Ciro Ferrara. A questo scopo, la squadra, in fase di non possesso, adotta due comportamenti ben  precisi:</p>
<p style="text-align: justify;">a) aspetta nella propria metà campo l’Ajax, preferendo la densità in una zona di campo più ridotta a un pressing offensivo;<br />
b) allarga, in fase di non possesso le due punte, lasciando che a fare gioco siano i due centrali dell’Ajax e tiene Diego in posizione centrale, il quale prova a mettere in ombra De Zeeuw e Enoh al fine di non far ricevere loro palla.
</p>
<p style="text-align: justify;">In fig. 2 sono mostrati gli schieramenti in fase di non possesso palla della Juventus.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-10085" title="figura2" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/figura2.png" alt="figura2" width="228" height="326" /><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong>
</p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il piano difensivo di Zaccheroni, funziona in linea di massima bene, ma mostra alcune sbavature. I pericoli vengono sostanzialmente dagli uno contro uno che l’Ajax riesce a creare sulle fasce, in particolare sulla fascia destra difensiva della Juventus, dove Emanuelson, e, molto più spesso, Suarez, che ama allargarsi da quella parte, si trovano più volte a puntare Zebina, peraltro non brillantissimo. La causa di questa falla difensiva è da ricercarsi, in gran parte, nei movimenti difensivi di Sissoko. Il maliano, infatti, quando la palla è all’altezza della linea di  centrocampo, nella zona di destra dell’Ajax, non trova, per tutta la partita (o meglio, per tutto il tempo in cui la Juve si schiera con il rombo a centrocampo), la distanza giusta da tenere da Felipe Melo. Troppo schiacciato sul brasiliano e troppo irruento e fuori tempo nel cercare il pressing su De Zeeuw o Enoh che ricevono palla dalla loro destra e che hanno gioco facile a saltarlo e a ribaltare il gioco sulla sinistra. A questo punto Momò è troppo lontano da Zebina per aiutarlo in raddoppio. Impietoso, da questo punto di vista, è il raffronto con l’altra mezzala, Marchisio. Quest’ultimo, infatti, sul giro palla proveniente dal lato opposto, si posiziona in maniera tale da marcare sia Van der Wiel alle sue spalle che il centrocampista basso che riceve la palla; quando poi esce in pressing sugli interni dell’Ajax che ricevono palla dalla loro sinistra, se non riesce ad andare in contrasto, riesce comunque a fare in modo che il ribaltamento del lato dell’attacco sia impedito o comunque rallentato. L’intelligenza di Marchisio riduce il numero di volte in cui De Ceglie si trova uno contro uno con un avversario, quasi sempre coadiuvato nella fase difensiva dal buon Claudio. Il giro palla dell’Ajax, è talvolta facilitato da una certa indolenza di Diego a svolgere il ruolo difensivo cui è deputato e che, se svolto al meglio, eviterebbe certe uscite alte delle mezzali. Ottimo il lavoro di Amauri e Del Piero, così come quello di Melo, che, più volte, rimedia ai pericolosissimi uno contro uno sulla destra della difesa bianconera posizionandosi nel cuore dell’area, tra Chiellini e Legrottaglie (inevitabilmente attirato all’esterno dall’uno contro uno) e sbrogliando la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">In fase offensiva il gioco della Juve si sviluppa secondo una logica abbastanza evidente e abbastanza differente rispetto al rombo di Ferrara. Una delle due punte (ovviamente quasi sempre, per caratteristiche, Del Piero) si allarga molto a ricevere palla, aprendo la difesa avversaria e dando lo sbocco laterale e profondo necessario in un centrocampo a rombo, dove vengono a mancare gli esterni offensivi. Anche Diego, si muove in maniera diversa: solo raramente prende la palla bassa a centrocampo e raramente la riceve dagli altri centrocampisti spalle alla porta, in posizione centrale. Piuttosto, invece, si apre anche lui per cercare di ricevere senza la pressione dei marcatori avversari e per aprire il gioco evitando l’imbottigliamento centrale. Questa logica porta ai due gol e all’azione più pericolosa della Juventus. I due gol nascono infatti da un movimento verso l’esterno di Del Piero. L’azione più pericolosa, il tiro di Diego al 26° minuto del primo tempo su assist del capitano, nasce da Del Piero che riceve palla allargandosi a destra e che con tale movimento “apre” la difesa avversaria, e da  Diego che si sovrappone esternamente.</p>
<p style="text-align: justify;">In vantaggio per 2-1, Zaccheroni preferisce non rischiare più gli uno contro uno sulle fasce, unica fonte di pericolo per la difesa juventina, assieme alle ripartenze da calci piazzati a favore in fase offensiva (vedi gol subito) schierandosi con un classico 4-4-2, sostituendo Amauri con Salihamidizic. Ciò consente di raddoppiare ed aiutare Grygera con Brazzo e De Ceglie con Marchisio, piazzato esterno sinistro, con Sissoko e Melo in mezzo.</p>
<h4 style="text-align: justify;">IL GOL SUBITO<strong> </strong></h4>
<p style="text-align: justify;">Ennesimo (purtroppo) gol subito da palla inattiva in favore nostro in fase offensiva. Analizziamolo assieme, Nell’occasione del gol, un calcio di punizione calciato da Diego dal lato corto dell’area dell’Ajax, i lancieri spostano tutti e dieci i giocatori movimento dentro la propria area. La Juve manda in area di rigore Amauri, Del Piero, Sissoko, Melo, Legrottaglie e Chiellini, per un totale di 6 uomini. Marchisio rimane al limite dell’area, leggermente spostato sulla propria destra, De Ceglie circa 15 metri fuori dall’area leggermente orientato a sinistra. Il solo Zebina, presidia la zona di centrocampo. Atteggiamento abbastanza spregiudicato, ma giustificabile dal fatto che l’Ajax non tiene nessun giocatore alto. La palla è giocata da Diego in orizzontale su un taglio ad uscire di Del Piero (evidentemente uno schema), ma la palla rimbalza fuori area dove Marchisio viene anticipato e saltato e parte il contropiede avversario portato da Suarez. Tutto sommato, la squadra, ripiega decentemente e Zebina, correttamente orienta il passaggio di Suarez verso Sulejmani. Qui però il francesce compie un errore di tattica individuale, temporeggiando come la situazione richiede, ma a non accorcia mano a mano che l’attaccante si avvicina alla porta e, dentro l’aerea, si trova a distanza eccessiva da Sulejmani e consente al serbo di calciare in porta. Probabilmente, viste le difficoltà evidenziate anche in questa partita, sarebbe più opportuno, in queste occasioni, anche in assenza di attaccanti avversari, presidiare la metà campo con due uomini.</p>
<h4 style="text-align: justify;">COMMENTO</h4>
<p style="text-align: justify;">Dopo due partite giocate con il 3-4-1-2, la  Juve torna ai 4 difensori in linea e al rombo a centrocampo. Inevitabile quindi il raffronto con il rombo adottato con Ciro Ferrara. Finalmente in fase di non possesso sembrano esserci dei compiti precisi e un piano difensivo. Il piano prevede di orientare il gioco degli avversari verso il centro del campo, aprendo i nostri due attaccanti e lasciando l’onere dell’inizio della manovra ai centrali difensivi avversari, facendo lavorare Diego sulle linee di passaggio verso i centrocampisti bassi dell’Ajax. Questo sostanzialmente per evitare lo sviluppo del gioco avversario sulle fasce, foriero di sbilanciamenti del nostro centrocampo a tre. Il piano è parzialmente riuscito. I problemi, come già scritto, nascono fondamentalmente da Sissoko, che non riesce a trovare i tempi giusti delle uscite sui portatori di palla avversari e le distanze giuste per operare in marcatura. Qui, purtroppo, a parere di chi scrive, si tratta di un problema strutturale del maliano. Per riuscire a coprire tutta la larghezza del campo con soli tre centrocampisti e una mezza punta sono necessarie capacità ottimali di scelta tra aggressione, temporeggiamento e orientamento delle giocate avversarie. Non sono le doti migliori di Sissoko. Può solo tamponare queste sue lacune ovviando con una condizione fisica che gli consenta di sopperire ai suoi errori. E in questo momento Momò non è particolarmente in forma. Ovviamente, in un centrocampo a 4 i discorsi sulle capacità e l’importanza difensiva di Sissoko sarebbero totalmente diversi.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, c’è (finalmente…) un piano difensivo e si vede. Da migliorare ed affinare; ma c’è.</p>
<p style="text-align: justify;">Discorso analogo può essere fatto per la fase offensiva. Poche cose, semplici, ma necessarie ed efficaci: aprire il campo con Del Piero, Diego, ma anche con Marchisio e De Ceglie. Ne ha beneficiato in primis Amauri, che finalmente ha avuto due palloni giocabili e la manovra di tutta la squadra. Anche Melo, ottimo in fase difensiva perché maggiormente coperto dai movimenti della squadra, grazie a pochi e ordinati movimenti dei compagni ha limitato al massimo i palloni sprecati (Prandelli docet…). Anche in questa fase, i maggiori problemi sono nati dai movimenti di Sissoko, che per le proprie caratteristiche ha grosse difficoltà ad andare sull’esterno. Ma come detto per la fase difensiva, esiste un progetto e sembrano chiare le cose da fare.</p>
<p style="text-align: justify;">In quattro partite Zac non ha mai perso e ha vinto le ultime due. Visto come eravamo messi, è davvero tutto grasso che cola. C’è da migliorare tanto (la qualità del gioco offensivo, i meccanismi difensivi, la condizione atletica generale….), ma si vede che il mister sta lavorando e la squadra sembra finalmente una squadra allenata.</p>
<p style="text-align: justify;">Fabio Barcellona</p>
<p><strong> </strong></p>


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		<title>Europe League: Ajax vs Juventus 1-2 (doppietta di Amauri)</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 21:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Coppa]]></category>
		<category><![CDATA[Ajax]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa League]]></category>

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		<description><![CDATA[Ajax &#8211; Juventus è una sfida dal sapore antico. Una sfida tra due nobili del calcio europeo. Ajax – Juventus è stata infatti, in un passato ormai lontano, per ben due volte una finale di Champions. La prima si giocò il 30 maggio del 1973 allo stadio Crvena Zvedza di Belgrado: la Juventus, guidata in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10074" title="amauri doppietta" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/amauri-doppietta.png" alt="amauri doppietta" width="276" height="163" />Ajax &#8211; Juventus è una sfida dal sapore antico. Una sfida tra due nobili del calcio europeo. Ajax – Juventus è stata infatti, in un passato ormai lontano, per ben due volte una finale di Champions. La prima si giocò il 30 maggio del 1973 allo stadio Crvena Zvedza di Belgrado: la Juventus, guidata in panchina da Čestmír Vycpálek, scese in campo con un undici molto forte ed affiatato formato da Zoff, Marchetti, Longobucco, Furino, Morini, Salvadore, Causio (poi rilevato da Cuccureddu), Capello, Anastasi, Altafini e Bettega ma cedette al cospetto del grande Ajax di Johann Crujff, che vinse quell’anno la sua terza Coppa dei Campioni consecutiva. La seconda venne invece disputata il 22 maggio del 1996 allo Stadio Olimpico di Roma. In quel caso a guidare la squadra era Marcello Lippi, che per l’occasione schierò: Peruzzi, Pessotto, Torricelli, Ferrara, Vierchowood, Paulo Sousa (poi rilevato da Di Livio), Deschamps, Conte (sostituito a fine primo tempo da Jugovic), Vialli, Del Piero e Ravanelli (che lasciò il posto a Padovano a tredici minuti dalla fine dei tempi regolamentari). A spuntarla fu proprio la Juventus, che s’impose ai rigori contro l’Ajax di Van der Sar, Davids, Kanu, Litmanen e dei gemelli De Boer. Non una partita come tante, quindi. Però certo, le due squadre che si devono affrontare per i sedicesimi di finali di Europa League sono solo lontane parenti di quelle che disputarono quelle due finali. Tant’è che nel leggere le formazioni odierne non si può non pensare che queste due squadre sia nobili sì, ma decadute se si fa un paragone con le squadre che furono… Per provare ad espugnare Amsterdam Zaccheroni si affida a buona parte dei suoi titolari, decidendo di schierare così un inedito 4312: Buffon in porta, linea a quattro composta da Zebina, Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie, Marchisio sul centrosinistra, Sissoko sul centrodestra, Melo e centrale e Diego trequartista dietro la confermatissima coppia Amauri &#8211; Del Piero, reduce dalle tre reti segnate nello scontro con il Genoa. Dal canto suo Martin Jol risponde con Stekelenburg tra i pali, una linea a quattro composta da Van der Wiel, Oleguer, Alderweireld e Verthonghen, un centrocampo presidiato da De Jong, De Zeeuw ed Enoh ed un attacco composto da Emanuelson, Sulejmani e la stellina Suarez.</p>
<p style="text-align: justify;">CRONACA<br />
La partita è segnata sin dall’inizio da un certo equilibrio. Equilibrio che viene però spezzato dopo un quarto d’ora, quando cioè, sugli sviluppi di una punizione a favore dei Bianconeri, i Lanceri partono in contropiede con Sulejmani che dopo una sgroppata di cinquanta metri riesce a trovare lo spunto per bruciare in area Zebina e freddare Buffon, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=KbMSxhwE4q0" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=KbMSxhwE4q0&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">sbloccando subito il risultato</span></a>. Cinque minuti dopo essere passati in svantaggio gli uomini di Zaccheroni provano a reagire: Diego pennella per Amauri che salta bene, non riuscendo però a dare grande forza al pallone, facile preda di Stekelenburg. Sul ribaltamento di fronte i Lanceri guadagnano una punizione che è battuta da Suarez: la punta uruguayana non riesce comunque ad impensierire il portierone Azzurro. La Juventus comunque dimostra di essere viva: al venticinquesimo minuto Del Piero manovra al limite dell’area avversaria e libera con un tocco felpato un accorrente Diego, visto con la coda dell’occhio dal capitano Bianconero. Il tiro del fantasista Carioca, però, porta solo a guadagnare un angolo. Un paio di minuti dopo Buffon dimostra il perché è il miglior portiere del mondo: Suarez si presenta a tu per tu con lui, che resta però in piedi sino all’ultimo per distendersi poi a disinnescare la conclusione dell’avversario. Tutto inutile comunque, secondo l’arbitro Suarez aveva commesso fallo su Legrottaglie in partenza. Fallo che, a dire il vero, non pareva esserci. E’ comunqe ancora il centrale Bianconero a rendersi protagonista: giusto il tempo che la lancetta dei secondi faccia un giro completo del quadrante e Legrottaglie interviene in area per chiudere l’avanzata di Sulejmani, che cade a terra. Per l’arbitro non c’è nessun fallo dell’ex Chievo: ammonizione per l’ala serba. A quel punto la Juventus decide di fare sul serio. Del Piero dimostra a tutti di non essere ancora un ex giocatore: dopo un tunnel ad Alderweid effettua un tacco con cui fa passare il pallone tra due avversari per servire De Ceglie che crossa subito imbeccando Amauri sul secondo palo. Questa volta la punta Verdeoro riesce a dare potenza al pallone ed incrociandolo sul secondo palo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kr5OyVMDYWQ" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=kr5OyVMDYWQ&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">trova il pareggio</span></a>. L’Ajax comunque risponde subito presente: De Zeeuw invita Van der Wiel a salire, il terzino destro orange effettua un cross al volo di prima intenzione che Chiellini chiude però prontamente in angolo. Poco dopo è invece Suarez a farsi pericoloso: dopo un tunnel su Zebina mette in mezzo un pallone che è liberato in angolo da Melo. Sugli sviluppi del corner lo stesso mediano brasiliano si perde Alderweild che è libero di colpire di testa, mettendo di poco a lato. Poco prima del quarantesimo l’Ajax meriterebbe di usufruire di un rigore: Chiellini controlla infatti Suarez in maniera palesemente irregolare, cercando di tenerlo a sè, per non perderne il contatto, strattonandolo ripetutamente per la maglia. L’arbitro però non ravvisa alcuna manovra scorretta da parte del difensore pisano. A chiudere la prima frazione di gioco ci pensa Alessandro Del Piero: si incarica di battere una punizione dal limite dell’area, non trovando però la porta con Stekelenburg che controlla in tutta tranquillità, lasciando scorrere la palla sul fondo.
</p>
<p style="text-align: justify;">La ripresa si apre subito con un pericolo per la porta juventina: un’azione di De Jong porta infatti Emanuelson a calciare dal limite, il suo diagonale viene però stretto troppo e fa terminare il pallone sul fondo. E’ l’Ajax, ancor più che nel primo tempo, a fare la partita. Al cinquattottesimo, però, è la Juve a raddoppiare: Del Piero è servito a sinistra e pennella un cross mancino che trova puntuale all’appuntamento Amauri, che dopo essersi sbloccato in campionato dimostra di voler tornare a segnare con continuità <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lSg-aiJBD-U" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=lSg-aiJBD-U&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">incornando la sua personale doppietta</span></a>. Al sessantunesimo accade una cosa che potrebbe pesare molto nell’economia del passaggio del turno: Suarez fa prima un’entrataccia su Grygera per poi lamentarsi anche con l’arbitro, che l’ammonisce. Ed è un giallo molto pesante, perché costringerà il cannoniere sudamericano a saltare il match di ritorno. Due minuti e De Jong sfiora la rete tirando fuori dal cilindro una gran giocata: il tiro del centrocampista orange, scoccato da più di trenta metri da fermo, non fa altro che sfiorare, però, il palo alla destra di Buffon. Sarebbe stato sicuramente un grandissimo goal, qualora fosse sfilato dalla parte opposta del palo. Al sessantottesimo è invece il capitano dei Lanceri a rendersi pericoloso, mettendo in mostra tutta la sua tecnica: entrato in area si libera lo spazio per il tiro e prova a battere Buffon, che respinge però di pugno, non facendosi bucare. Al settantottesimo l’Ajax colpisce un palo clamoroso: Suarez entra in area e calcia incrociando sul secondo palo, Chiellini devia il pallone che termina giusto sui piedi di De Jong, che calcia un siluro di prima intenzione colpnendo in pieno il palo poco sotto all’incrocio dei pali, con Buffon assolutamente freddato. Il forcing dell’Ajax continua quindi per tutto l’ultimo quarto d’ora di gioco, con la retroguardia juventina che riesce però, di riffa o di raffa, a salvarsi e portare a casa una vittoria importantissima per la vittoria di questo torneo.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
Il primo tempo scorre sulla falsariga di un certo equilibrio sostanziale, solo minimamente sbilanciato in favore dei padroni di casa. E’ infatti l’Ajax a produrre qualcosina di più, anche se non abbastanza per poter chiudere la prima frazione in vantaggio. Primo tempo che segna l’inizio e la fine della partita di Zebina: il difensore francese, schierato come centrale di destra da Zaccheroni, disputa infatti una partita su livelli davvero bassi, meritandosi la sostituzione nell’intervallo. Nella ripresa le cose non cambiano. Non fosse che è la Juve a trovare la rete, portandosi a casa una vittoria forse insperata, di sicuro almeno parzialmente immeritata. I padroni di casa meriterebbero infatti almeno il pareggio. Anzi, strameriterebbero. Perché, in realtà, per quanto prodotto sarebbero dovuti essere loro a vincere, se proprio un vincitore doveva esserci. Che la vittoria col Genoa abbia sbloccato la Juventus? Che sia in arrivo un periodo positivo per la squadra Bianconera? <em>Lo scopriremo solo vivendo</em>, come diceva Battisti. Di sicuro c’è che una vittoria come questa fa morale ed avvicina molto la Juventus al passaggio agli ottavi. Un’ultima nota <em>di colore</em>: vedere a fine partita i tifosi olandesi intonare cori di ringraziamento e sostegno verso i propri beniami la dice lunga sulla differenza che c’è, in media, tra la pseudo-cultura sportiva italiana e quella che possiamo trovare in molti paesi all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;">MVP<br />
Non si può dire giochi una partita memorabile, ma alla fine la sua classe pesa come un macigno su di una vittoria che, come abbiamo detto, è importantissima per diversi motivi. Dopo un match come questo, e senza nulla togliere all’autore dei due goal, il premio di migliore in campo non può che essere dato ad Alessandro Del Piero. Perché è vero che a buttarla in rete, in entrambe le occasioni, è Amauri. Ma è altrettanto vero che sono due giocate di Del Piero a rendere possibili i goal. Il secondo goal viene da un cross fatto col conta giri dal Capitano. Il primo arriva invece da un traversone di De Ceglie, liberato però da una grande giocata di Del Piero. Chi se la fosse persa può godersela nel video: tunnel d’esterno su di un difensore e colpo di tacco a beffare due avversari e liberare il proprio compagno al cross. Classe pura.</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
Ajax vs. Juventus<br />
Marcatori: <a href="http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&amp;site=sciabolatamorbida.wordpress.com&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DKbMSxhwE4q0" onclick="urchinTracker('/outgoing/go2.wordpress.com/?id=725X1342_amp_site=sciabolatamorbida.wordpress.com_amp_url=http_3A_2F_2Fwww.youtube.com_2Fwatch_3Fv_3DKbMSxhwE4q0&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">16′</span></a> Sulejmani, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kr5OyVMDYWQ" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=kr5OyVMDYWQ&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">31′</span></a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lSg-aiJBD-U" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=lSg-aiJBD-U&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">58′</span></a> Amauri<br />
Ajax: Stekelenburg; Van der Wield, Oleguer, Alderweireld, Vertonghen; De Zeuuw, Eyong Enoh (41′ st Suk), De Jong; Suarez, Sulejmani (34′ st Rommedahl), Emanuelson (28′ st Eriksen). A disp.: Vermeer, Anita, Ogararu, Lodeiro. All.: Jol<br />
Juventus: Buffon; Zebina (1′ st Grygera), Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Sissoko, Melo, Marchisio; Diego (35′ st Trezeegut); Del Piero, Amauri (25′ st Salihamidzic). A disp.: Manninger, Grosso, Candreva, Giovinco. All.: Zaccheroni<br />
Arbitro: Bebek (Cro)<br />
Ammoniti: Legrottaglie, Marchisio, Diego, Sulejmani, Oleguer, Suarez<br />
Espulsi: 47′ st Salihamidzic
</p>
<p style="text-align: justify;">(Credits: SciabolataMorbida)</p>


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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 10:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le avversarie]]></category>
		<category><![CDATA[Ajax]]></category>
		<category><![CDATA[Europa League]]></category>
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		<description><![CDATA[LA SQUADRA
La squadra del tecnico Martin Jol, reduce dalle esperienze all&#8217;estero nel Tottenham (2004-07) e nell&#8217;Amburgo (2008-09) che si sono concluse con un esonero doloroso e un addio prematuro,  pratica il &#8220;solito&#8221; 433 che da anni a questa parte contraddistingue la squadra di Amsterdam. L&#8217;ultima partita giocata, sabato scorso in serale, è stata disputata dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10001" title="luisito suarez" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/luisito-suarez.png" alt="luisito suarez" width="276" height="163" />LA SQUADRA<br />
La squadra del tecnico Martin Jol, reduce dalle esperienze all&#8217;estero nel Tottenham (2004-07) e nell&#8217;Amburgo (2008-09) che si sono concluse con un esonero doloroso e un addio prematuro,  pratica il &#8220;solito&#8221; 433 che da anni a questa parte contraddistingue la squadra di Amsterdam. L&#8217;ultima partita giocata, sabato scorso in serale, è stata disputata dai Lancieri in trasferta contro l&#8217;SC Heerenveen, club del nord dell&#8217;Olanda dove nei media locali si vociferà l&#8217;anno prossimo Guus Hiddink andrà ad allenare. Costretto a rinunciare in partenza agli indisponibili Vertonghen (squalificato) ed Emanuelson (stiramento), mister Jol ha schierato la seguente formazione:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">1</span> Stekelenburg<br />
<span style="color: #ff0000;">2</span> van der Wiel, <span style="color: #ff0000;">19</span> Alderwiereld, <span style="color: #ff0000;">3</span> Oleguer, <span style="color: #ff0000;">23</span> Anita<br />
<span style="color: #ff0000;">6</span> Lindgren, <span style="color: #ff0000;">40</span> de Zeeuw, <span style="color: #ff0000;">22</span> de Jong<br />
<span style="color: #ff0000;">28</span> Rommendahl, <span style="color: #ff0000;">9</span> Pantelic, <span style="color: #ff0000;">16</span> Suarez
</p>
<p style="text-align: justify;">Con il danese Rommendahl largo a destra e Luisito Suarez, stella e capitano della squadra, largo a sinistra, e con Oleguer, 30enne ex Barcellona, al centro della difesa assieme ad Alderwiereld. Pallino della regia a de Zeeuw, con un grande gioco sulle fasce e ripartenze veloci. A onore di cronaca, la partita non è stata brillantissima, causa anche il terreno di gioco in non perfette condizioni. Alla fine il risultato è stato 2-0, col secondo gol arrivato solo nel recupero e con gli avversari in 10 da 15 minuti. Il punto debole della squadra di Jol è sicuramente la difesa, non insuperabile, mentre centrocampo e attacco sono, come sempre, due reparti molto ben organizzati e ricchi di talento, come tradizione vuole.</p>
<p style="text-align: justify;">I GIOCATORI<br />
Conosciamoli meglio rapidamente:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">STEKELENBURG: da quasi 10 anni portiere dei Lancieri. Ha raccolto di fatto l&#8217;eredità di van der Saar. Gli somiglia fisicamente, essendo altissimo (194 cm). E&#8217; un discreto portiere, riserva in Nazionale.</li>
<li style="text-align: justify;">VAN DER WIEL: terzino destro giovanissimo prodotto dal vivaio biancorosso. Discreto terzino, tiene la posizione e spinge abbastanza.</li>
<li style="text-align: justify;">ALDERWIERELD: giovane centrale prodotto anche lui dal vivaio. A volte è un pò troppo sicuro di sè palla al piede, commettendo errori banali. Alto, è però superabile in velocità. Si fa saltare spesso. Non in formissima.</li>
<li style="text-align: justify;">OLEGUER: lo conosciamo per il suo trascorso al Barcellona. E&#8217; un discreto difensore, di esperienza, che ultimamente sta disputando buone prestazioni.</li>
<li style="text-align: justify;">ANITA: giovane terzino di colore ex vivaio anche lui. (Molto) Basso e rapido, è stato riciclato da attaccante di destra del 433 a terzino sinistro, con discreti risultati. Raramente arriva sul fondo, preferendo difendere. Nell&#8217;ultimo match è stato però saltato con facilità da tale Roy Beerens. Insomma, non insuperabile.</li>
<li style="text-align: justify;">ROMMENDAHL: esterno destro offensivo danese di grande esperienza (31 anni). Molto veloce palla al piede, mette in mezzo numerosi cross e sa anche andare a concludere, avendo realizzato due gol nelle ultime due gare disputate dall&#8217;Ajax.</li>
<li style="text-align: justify;">LINDGREN: centrocampista svedese piuttosto difensivo. Tiene la posizione coprendo i compagni. Capace di lanci lunghi e precisi.</li>
<li style="text-align: justify;">DE ZEEUW: se vogliamo il faro della squadra. Nonostante sia leggermente sovrappeso, è un centrocampista a tutto tondo, in grado sia di impostare sia, soprattutto, di inserirsi senza palla diventando di fatto un attaccante aggiunto a far coppia con Pantelic. Può battere le punizioni e tirare da fuori.</li>
<li style="text-align: justify;">DE JONG: giovanissimo. E&#8217; un centrocampista dalle lunghe leve in grado di ricoprire più ruoli. Sa anche inserirsi e fa tanto movimento senza palla.</li>
<li style="text-align: justify;">LUIS SUAREZ: la stellina della squadra. Ama giocare largo, per sfruttare i suoi letali uno contro uno e accentrarsi. Può giocare sia a destra (quando gioca Emanuelson a sinistra) che a sinistra (con Rommendahl). Vede tantissimo la porta, avendo già realizzato 23 gol in 23 presenze stagionali (avete letto bene)</li>
<li style="text-align: justify;">PANTELIC: centravanti serbo di grande esperienza, ex Herta Berlino, arrivato come parametro zero. Vede abbastanza la porta (8 gol in 15 partite) e sa anche fornire preziosi assist (suo l&#8217;assist a Rommendahl nell&#8217;ultimo match contro l&#8217;SC Heerenveen).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Questi invece i giocatori, non impiegati nell&#8217;ultimo match, ma che potrebbero giocare contro di noi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>VERTONGHEN: di solito è titolare fisso. Contro l&#8217;SC Heerenveen era squalificato, ma dovrebbe rientrare al posto di Oleguer al centro della difesa. Giovanissimo, belga come il compagno di reparto Alderwiereld, e anche lui prodotto del vivaio.</li>
<li>EMANUELSON: di solito titolare al posto di Rommendahl, gioca largo a sinistra con Luisito Suarez spostato a destra.</li>
<li style="text-align: justify;">ENOH: il primo camerunense nella storia dell&#8217;Ajax, è stato spessissimo preferito da Martin Jol a de Jong. Ovviamente ha grande corsa e immensi polmoni, ed è uno dei favoriti del pubblico per la sua grinta e per la sua umiltà nel campo che lo porta a dare sempre tutto.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">LA STAGIONE<br />
Dopo un avvio non certo esaltante, l&#8217;Ajax, partito con l&#8217;obiettivo di vincere l&#8217;Eredivisie, si trova attualmente al terzo posto a 9 punti dalla capolista PSV e a 6 dal Twente, che ha battuto con un sonoro 3-0 all&#8217;Amsterdam ArenA 10 giorni fa. E&#8217; in ripresa. La sua stagione è letteralmente a due facce: irresistibili in casa, si sciolgono come neve al sole in trasferta (&#8220;è un fatto psicologico&#8221;, cit. Jol). Nell&#8217;ultima gara sono finalmente riusciti a &#8220;sbloccarsi&#8221; dopo una lunga serie senza vittorie esterne, andando a conquistare i 3 punti sul difficile campo dell&#8217;SC Heerenveen. Giovedì sarà molto dura vincere all&#8217;ArenA, ma &#8211; visti i risultati in trasferta &#8211; ci potrebbe andare bene anche un bel pareggio, magari con gol.</p>


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