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	<title>Il Blog dell&#039;Uccellino di Del Piero ™ &#187; Campionato</title>
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	<description>Blog di calcio giocato e cinguettate! Di Antonio Corsa</description>
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		<title>Campionato: Udinese-Juventus 3-0, buona Pasqua a tutti&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 22:16:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sconfitta del Palermo è molto  significativa in ottica Champions League: la Juventus non può che  sfruttare il passo falso dei Rosanero per poter puntare al quarto posto. Tanti gli assenti della partita: tra gli  ospiti out Buffon (distrazione di I-II grado del muscolo lungo  adduttore della coscia destra), Chimenti (frattura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-12447" title="udinese juventus" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/04/udinese-juventus.png" alt="udinese juventus" width="276" height="163" />La sconfitta del Palermo è molto  significativa in ottica Champions League: la Juventus non può che  sfruttare il passo falso dei Rosanero per poter puntare al quarto posto. Tanti gli assenti della partita: tra gli  ospiti out Buffon (distrazione di I-II grado del muscolo lungo  adduttore della coscia destra), Chimenti (frattura al V metacarpo della  mano destra), Chiellini (affaticamento muscolare al bicipite femorale  sinistro), Caceres (addominoalgia da sforzo), Diego (affaticamento  muscolare all’adduttore lungo della coscia destra) e Poulsen (trauma  contusivo al perone sinistro) con Melo che stringe i denti e supera il  problema muscolare che ne aveva messo in dubbio la presenza. Meno problemi per i padroni di casa che  devono rinunciare solo a Coda (distorsione del ginocchio destro con  lesione importante al legamento collaterale mediale) e Basta (borsite  alla gamba destra).</p>
<p style="text-align: justify;">CRONACA<br />
E’ la solita Juventus quella che scende in campo al Friuli, una Juve che  siamo ormai abituatissimi a vedere da inizio stagione. Squadra  arruffona, con poche idee e con una fragilità implicita che raramente si  è visto in una presunta grande. Bastano nove soli minuti ai padroni di  casa, infatti, per passare in vantaggio, ed il goal è anche di buona  fattura. O meglio, l’azione che porta al goal: perché la rete in sé è  firmata con un tap-in facile quanto banale, ma ciò che lo precede è  sicuramente ben più meritevole. A propiziare la rete del vantaggio  friulano è infatti il taglio che Di Natale effettua nell’area Bianconera  andando a stoppare bene il pallone per poi scaraventarlo con forza in  direzione della porta di Manninger che, freddato, può solo guardarlo  schiantarsi fragorosamente contro il palo. Da lì, poi, il tap-in di  Sanchez, che firma la rete dell’immediato vantaggio. La reazione della Juve si fa attendere  tanto che per vedere una prima vera occasione da goal dobbiamo aspettare  sino al ventiseiesimo minuto quando è il solito Del Piero a mettere in  mostra le proprie capacità balistiche su calcio di punizione andando ad  esaltare però le qualità di Handanovic con un tiro troppo molle ed a  mezz’aria per poterlo impensierire. Poco dopo la mezz’ora è quindi l’Udinese  a tornare a farsi vedere con una bella azione orchestrata da Di Natale  ed Isla e bloccata dal guardalinee, che segnala un fuorigioco e rende  vano il tentativo friulano di assaltare nuovamente la porta difesa da  Manninger. Nella ripresa le partita non si fa  particolarmente più interessante tanto che per vedere la prima occasione  che possa creare un qualche tipo di sussulto dobbiamo attendere un  quarto d’ora: al sessantesimo, infatti, è Simone Pepe a rendersi  pericoloso, pur senza riuscire a trovare la porta. Giusto il tempo che la lancetta dei minuti compia un giro completo del  quadrante ed è lo stesso Pepe a creare un’occasione pericolosa: il suo  tiro cross libera infatti un compagno giusto a tu per tu con Manninger,  con l’arbitro che però ferma tutto per un presunto fuorigioco. E’ comunque il preludio del goal, che  sarà siglato proprio da Pepe: Di Natale lancia in profondità Sanchez che  dopo essere sfuggito a Cannavaro si presenta a tu per tu con Manninger,  che però lo strega e gli respinge il tiro sotto misura. Sulla respinta  arriva però proprio l’ala nel giro della nazionale Azzurra che non ci  penserà due volte né si farà pregare, andando a siglare il 2 a 0. Dopo una pausa di qualche minuto per  sistemare la rete della porta juventina il gioco riprende con un calcio  d’angolo a favore della Juve che porta Felipe Melo alla conclusione: il  tiro del sinora deludentissimo centrocampista carioca è ribattuto dalla  difesa friulana, determinatissima a portare in porto questa meritata  vittoria. Ad un quarto d’ora dal termine arriva  quando il 3 a 0 che sigilla la grande serata del tridente friulano, con  tutti e tre i suoi interpreti in goal: Isla dialoga con Sanchez per un  uno-due tutto cileno che porta il centrocampista nativo di Santiago ad  offrire un pallone basso in posizione centrale a Di Natale il quale dopo  aver ricevuto il pallone fredda Manninger senza pensarci due volte. A cinque dalla fine è quindi Lukovic a  cercare la rete: il terzino serbo si porta infatti in area juventina e  dopo essere stato servito da Sanchez calcia potente ma non angolato,  facilitando l’intervento di Manninger che mette in angolo.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
Settima sconfitta in trasferta, dodicesima in totale. Probabilmente può bastare questo per  definire l’attuale stagione juventina. Ma del resto, si sa, i problemi di  questa squadra partono da lontano e dall’alto. Ottima vittoria, invece, per l’Udinese,  che pur senza dominare gioca indubbiamente meglio degli avversari e  merita senza ombra di dubbio questi importantissimi tre punti grazie ai  quali i friulani salgono a quota 35, quattro punti in più rispetto alla  zona retrocessione ed a cinque punti dalla virtuale zona salvezza, che  gli allenatori delle squadre nella <em>zona rossa</em> hanno posto a 40  punti.</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
Udinese vs. Juventus<br />
Marcatori: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ILQj_nxS9uk" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=ILQj_nxS9uk&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">9′</span></a> Sanchez, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gNdMPkXXWLE" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=gNdMPkXXWLE&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">64’</span></a> Pepe, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=zdkV_T99MXQ" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=zdkV_T99MXQ&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">76′</span></a> Di Natale<br />
UDINESE: Handanovic; Ferronetti(80′ Badu), Zapata, Lukovic, Pasquale;  Isla, Inler(48′ Sammarco), Asamoah, Pepe; Di Natale(82′ Floro Flores),  Sanchez. All. Marino. A disp: Belardi, Cuadrado, Siqueira, Corradi.<br />
JUVENTUS: Manninger; Zebina, Legrottaglie, F.Cannavaro, De Ceglie;  Camoranesi(66′ Giovinco), Felipe Melo(88′ Candreva), Sissoko, Marchisio;  Del Piero(61′ Iaquinta), Amauri. All. Zaccheroni. A disp: Pinsoglio,  Grygera, Grosso, Trezeguet.<br />
ARBITRO: Rocchi.<br />
MARCATORE: 9′ Sanchez, 65′ Pepe, 76′ Di Natale.<br />
AMMONITI: Sanchez, Ferronetti, Lukovic, Pasquale(U); Felipe Melo, Del  Piero(J).</p>


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		<title>Campionato: Juventus-Atalanta 2-1 (vittoria di cuore&#8230;)</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 05:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-12098" title="felipe melo" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/felipe-melo.png" alt="felipe melo" width="276" height="163" />Dopo un periodo no, serviva una vittoria a tutti i  costi. Anche sofferta. E contro l’Atalanta è arrivata. Sofferta e  meritata. Un 2-1 firmato da una magia di Del Piero nel primo tempo e  un’inzuccata imperiosa di Felipe Melo a dieci minuti dalla fine. In  mezzo il gol dell’ex Amoruso e alcuni pericoli creati dai bergamaschi. Tre punti d’oro per la squadra di Zaccheroni. Per far tornare a muovere  la classifica e tenere aperta la corsa per il quarto posto. Corsa che  riprenderà la prossima settimana per la prima di sette finali. Nel  sabato di Pasqua, bianconeri chiamati a una difficile trasferta al  Friuli di Udine, stadio che il tecnico romagnolo conosce bene.  Zaccheroni punta fin dall’inizio su una squadra a trazione offensiva.  Del Piero e Trezeguet di punta, Diego a sostegno, Candreva a formare il  trio di centrocampo con Marchisio e Sissoko. Dietro, Zebina,  Legrottaglie, Cannavaro e Grosso a proteggere Manninger. La Juve parte subito a spron battuto e all’8’ va in gol con Trezeguet,  ma il francese è in fuorigioco al momento di colpire di testa il cross  di Diego. David è il più pericoloso e non solo per la sua tradizione  favorevole con i bergamaschi: fuori di poco una girata intorno al 15’.  Ci prova anche Marchisio da fuori: palla a lato. L’Atalanta si fa vedere la prima volta al 25’ e Manninger deve compiere  un miracolo su Tiribocchi, smarcato solo in area. La Juve capisce che è  il momento di colpire e lo fa in un modo che era diventato quasi  inusuale: la punizione dal limite. Del Piero tira fuori dal cilindro una  vera magia, infilando il pallone sotto l’incrocio. Zaccheroni ha appena il tempo di esultare che già deve rammaricarsi.  Diego resta a terra e deve uscire: dentro Giovinco. L’Atalanta si fa  rivedere con Padoin, che mette alto dal limite, e due volte con Valdes,  su cui Manniner è piazzato. Quando sembra che l’1-0 possa arrivare fino all’intervallo, arriva la  doccia gelata. Amoruso si infila in area e insacca il pareggio. Per l’ex  è il secondo gol stagionale ai bianconeri dopo quello realizzato con la  maglia del Parma. Ripresa. Si riparte con i 22 che hanno finito la prima frazione. Il  primo tiro è dell’Atalanta con Ferreira Pinto, ma Manninger è piazzato.  Più pericoloso il tiro di Padoin che sorvola di poco la traversa dopo  una deviazione. La squadra di Mutti inizia a crederci e Zebina deve  intervenire per evitare guai. Nella Juve si fa vedere Giovinco con un paio di giocate che però non  danno esito. Zaccheroni rimette mano alla squadra: fuori Candreva e  dentro Felipe Melo. Il nuovo entrato ha subito modo di rendersi  protagonista colpendo di testa e mettendo a lato. Trezeguet potrebbe  dare la zampata vincente ma viene anticipato a due passi da Consigli. Entra anche Amauri per Trezeguet. I bianconeri si scuotono e Giovinco  sfiora il palo con il destro dal limite. La pressione si fa più convinta  e l’Atalanta è costretta a chiudersi. Ci prova anche Cannavaro, da  angolo, ma non trova lo specchio. A forza di provarci, arriva anche il  gol con Felipe Melo che insacca con un perentorio stacco di testa. Per  il brasiliano è il bis dopo la prodezza dell’andata. Mutti manda dentro Volpi per Peluso per provare a riprendere la partita.  E subito dopo Ceravolo per Ferreira Pinto. Valdes ci prova su punizione  ma non trova la porta. I bianconeri sono bravissimi a controllare e,  prima dello scadere, Manninger non deve più intervenire. Il fischio di  Gervasoni è una liberazione. Con la speranza che sia anche l’inizio  della rimonta Champions.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
Questa settimana lo &#8220;sciopero&#8221; lo faccio, a modo mio, anche io. Ma non per protestare contro la Società o i giocatori, bensì contro certi comportamenti che hanno superato il limite della protesta civile. Non sono d&#8217;accordo, mi dissocio, condanno la violenza, condanno il lancio di pietre e uova, condanno le minacce, condanno l&#8217;inciviltà. Ricordiamoci che, per quanto si possa amare questa squadra e la sua storia, stiamo parlando pur sempre di ventidue persone che prendono a calci un pallone. E che i problemi veri della vita sono altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Serie A 2009/10 – 12ª giornata di ritorno<br />
Torino, stadio Olimpico<br />
Domenica 28 marzo 2010</p>
<p>JUVENTUS-ATALANTA 2-1 (1-1)<br />
RETI: 30’ pt Del Piero, 45’ pt Amoruso, 37’ st Felipe Melo<br />
JUVENTUS: Manninger; Zebina, Legrottaglie, Cannavaro, Grosso; Candreva  (12’ st Felipe Melo), Sissoko, Marchisio; Diego (35’ pt Giovinco); Del  Piero, Trezeguet (25’ st Amauri). A disposizione: Pinsoglio, Grygera,  Marrone, Paolucci. All. Zaccheroni.<br />
ATALANTA: Consigli; Garics, Bianco, Manfredini, Peluso (38’ st Volpi);  Ferreira Pinto (41’ st Ceravolo), Paodin, De Ascentis, Valdes;  Tiribocchi, Amoruso. A disposizione: Coppola, Capelli, Radovanovic,  Caserta, Gabbiadini. All. Mutti.<br />
ARBITRO: Gervasoni di Mantova.<br />
AMMONITI: 29’ pt De Ascentis, 15’ st Peluso, 46’ st Giovinco.<br />
NOTE: spettatori 20.310 per un incasso di € 412.890,29.</p>
<p>
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<h6 style="text-align: justify;">(Credits: Juventus.com)</h6></p>


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		<title>Campionato: Napoli-Juventus 3-1 (non si vede la luce&#8230;)</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 14:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-12035 alignleft" title="amauri" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/amauri.png" alt="amauri" width="276" height="163" />È una stagione in cui anche i tabù voltano le spalle ai bianconeri. Dopo averne subiti tanti – non ultimo quello di Delneri, domenica scorsa -, la Juventus non riesce nell’impresa di sfatare quello del San Paolo. Per la terza stagione consecutiva arriva una sconfitta maturata nella ripresa nonostante il vantaggio iniziale. Questa volta è Chiellini a illudere la squadra di Zaccheroni con un gol di testa al 7’. Nel secondo tempo è quasi solo Napoli. Hasmik sbaglia un rigore al 2’ ma si rifà trovando prima il pareggio e poi servendo a Quagliarella il pallone del 2-1. Nel finale, Lavezzi firma il tris. Dopo il risultato del San Paolo e quelli di ieri, si fa ancora più complicata la corsa per il quarto posto. Rientra anche il Napoli e i bianconeri sono a tre punti dal Palermo e a due dalla Sampdoria. Sarà un finale tutto da vivere, a partire dalla sfida di domenica pomeriggio con l’Atalanta. Per la sfida del San Paolo, Zaccheroni ripropone il 4-4-2. In porta il rientrante Manninger. Difesa a quattro con Zebina, Fabio Cannavaro, Chiellini e Grosso. Camoranesi, Felipe Melo, Poulsen e Marchisio a centrocampo. Davanti Del Piero e Amauri. Il Napoli prova a partire forte, spinto dai propri tifosi. Il match è subito intenso e combattuto. E anche emozionante. Grazie ai bianconeri che vanno in gol al primo tentativo. Dopo una punizione procuratasi dalla destra, Camoranesi centra, Del Piero fa la sponda aerea e sul secondo palo spunta la testa di Chiellini che insacca. Zaccheroni può appena esultare che già deve mettere mano alla squadra. Poulsen deve uscire per un dolore alla gamba sinistra, al suo posto Candreva. La gara maschia fa subito le prime vittime: Grava e Del Piero ammoniti. I padroni di casa iniziano ad attaccare con più veemenza e Manninger deve compiere un doppio intervento su Quagliarella e Lavezzi. Anche Camoranesi si prende presto il cartellino giallo, a conferma del nervosismo che c’è in campo. La Juve controlla, rischia poco, e di tanto in tanto si fa rivedere in avanti. Splendido il contropiede al 31 con Felipe Melo che pesca l’inserimento di Zebina che si infila a destro e non trova la porta di un soffio. Nel finale di tempo, i bianconeri controllano tutti i tentativi napoletani, senza mai rischiare il pareggio. L’1-0 arriva fino all’intervallo. Ripresa. Si riparte con gli stessi 22 che hanno finito il primo tempo. E subito con un’emozione. Al primo affondo del Napoli, Rizzoli ravvede una trattenuta di Zebina su Quagliarella e concede il rigore, ma Hamsik sbaglia mettendo alto. Ma lo slovacco non è tipo da abbattersi e al 5’ si fa perdonare insaccando di testa su cross da sinistra di Quagliarella. I padroni di casa si buttano subito in avanti per sfruttare il buon momento, spinti dal pubblico del San Paolo. Grava e Camoranesi rischiano il cartellino rosso. Zaccheroni evita problemi e toglie il suo fantasista e manda dentro Diego. Proprio il brasiliano fa partire un contropiede chiuso da Del Piero tra le braccia di De Santis. Il capitano lascia il campo a Grygera. La Juve si copre per resistere alle folate napoletane e per provare a ripartire sfruttando gli spazi. Folate che danno i loro frutti al 27’ quando Hamsik e Quagliarella si ricambiano il favore: cross da destra dello slovacco e gol in spaccata dell’attaccante. La Juve si trova costretta a rimontare e si getta in avanti con generosità. Marchisio ci prova con una botta da fuori ma De Sanctis è piazzato. Con i bianconeri tutti in avanti alla ricerca del 2-2, nel finale arriva la beffa del 3-1 di Lavezzi che di fatto chiude la gara. Il San Paolo continua a essere stregato per i bianconeri. La corsa per il quarto posto si fa ancora più difficile, ma i bianconeri hanno ancora carte da giocare. A partire da domenica, quando all’Olimpico arriverà l’Atalanta.</p>
<p style="text-align: justify;">Serie A 2009/10 – 11ª giornata di ritorno<br />
Napoli, stadio San Paolo<br />
Giovedì 25 marzo 2010</p>
<p style="text-align: justify;">NAPOLI-JUVENTUS 3-1 (0-1)<br />
RETI: 7’ pt Chiellini, 5’ st Hamsik, 27’ st Quagliarella, 43’ st Lavezzi.<br />
NAPOLI: De Sanctis; Grava, Paolo Cannavaro, Campagnaro; Maggio, Pazienza, Gargano, Zuniga (45’ st Rinaudo); Hamsik (37’ st Cigarini), Quagliarella; Lavezzi (46’ st Denis). A disposizione: Iezzo, Rullo, Aronica, Bogliacino. All. Mazzarri.<br />
JUVENTUS: Manninger; Zebina, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Camoranesi (17’ st Diego), Poulsen (8’ pt Candreva), Felipe Melo, Marchisio; Del Piero (21’ st Grygera), Amauri. A disposizione: Pinsoglio, De Ceglie, Giovinco, Trezeguet. All. Zaccheroni.<br />
ARBITRO: Rizzoli di Bologna.<br />
NOTE: al 2’ st Hamsik ha sbagliato un rigore.<br />
AMMONITI: 12’ pt Grava, 19’ pt Del Piero, 24’ pt Camoranesi, 1’ st Zebina, 27’ st Quagliarella, 43’ st Lavezzi.</p>
<h6 style="text-align: justify;">(Credits: Juventus.com)</h6>
</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Campionato: Sampdoria-Juventus 1-0 (castigati da Cassano&#8230;)</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 09:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
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Nulla da fare per i bianconeri che a Marassi  incappano in una sconfitta. Partita giocata ad alto ritmo e decisa da un  gol di Cassano alla mezzora della ripresa. Partono bene i bianconeri, che nei primi dieci minuti conducono il gioco  e provano a farsi spazio nella difesa avversaria, attraverso un buon [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11712" title="totoantonio" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/totoantonio.png" alt="totoantonio" width="276" height="163" />CRONACA<br />
Nulla da fare per i bianconeri che a Marassi  incappano in una sconfitta. Partita giocata ad alto ritmo e decisa da un  gol di Cassano alla mezzora della ripresa. Partono bene i bianconeri, che nei primi dieci minuti conducono il gioco  e provano a farsi spazio nella difesa avversaria, attraverso un buon  lavoro da parte degli attaccanti. All’11’ è invece la Sampdoria a farsi  pericolosa, ma Cassano, servito da Pazzini, manca l’aggancio davanti al  portiere. Replica bianconera con Diego che lancia Del Piero, ma il  portiere blucerchiato intercetta. Il ritmo è alto e si assiste a  continui cambi di fronte. Al 23’ su lancio di Polusen, Iaquinta in area  avversaria colpisce di sinistro, ma manda a lato. Un minuto più tardi  ancora pericoloso Iaquinta servito da Diego, ma Storari lo anticipa,  come accade anche al 29’.  La Juventus continua a cercare spazi, ma non è facile. Al 35’ è la  Sampdoria ad avere una buona occasione da gol: su angolo di Ziegler,  Cassano prolunga di testa, Marchisio salva sulla linea. Replica  bianconera con Cannavaro, bello lo stacco, ma il suo colpo di testa è  centrale e facile preda di Storari. Al 40’ un sinistro di Pazzini  costringe al suo primo intervento Chimenti, che due minuti più tardi si  esibisce in una bella parata su Cassano. La ripresa inizia a formazioni invariate. Al 5’ Iaquinta di testa  colpisce il palo esterno, ma l’arbitro aveva già fischiato una posizione  di fuorigioco e fermato l’azione. Arrivano le prime due sostituzioni,  una per parte: Mannini per Guberti e Trezeguet per Iaquinta. Al 12’  buona iniziativa personale di Del Piero, uno dei migliori tra i  bianconeri: dal limite dell’area il capitano prova un destro insidioso  che termina fuori di poco. Il ritmo continua a essere elevato. Intorno al quarto d’ora, un pericolo  per parte. Il primo in area blucerchiata, con un’azione prolungata dei  bianconeri che termina con un tentativo di girata di Cannavaro sotto  porta. Sull’altro fronte è Pazzini, servito da Semioli, a rendersi  pericoloso, ma la sua conclusione non è precisa. Del Neri opera ancora  una sostituzione, mandando in campo Tissone per Poli, poi tocca a  Zaccheroni sostituire Marchisio con Candreva. Al 28’ su colpo di testa  di Gastaldello parata di Chimenti che invece al 31’ viene superato da un  gran destro di Cassano dalla trequarti di campo: un colpo quello  dell’attaccante blucerchiato che vale il vantaggio per la squadra di Del  Neri (1-0). Poco dopo esce l’autore del gol, al suo posto il giovane  Testardi, poi tocca a Camoranesi sostituire Diego. Bianconeri in avanti nel finale a caccia del pareggio, ma senza esito.  E’ invece la Sampdoria ad avere un’occasione al 41’ con Mannini, il cui  tiro è neutralizzato da una bella parata di Chimenti, che replica al 43’  su una conclusione insidiosa di Testardi da fuori area.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
Una tortura dalla quale mi sottraggo ben volentieri. C&#8217;è davvero poco da commentare. A guardare le <a href="http://www.lega-calcio.it/rest/site/default/file/29_SAMPDORIA-JUVENTUS_1-0_post.pdf" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.lega-calcio.it/rest/site/default/file/29_SAMPDORIA-JUVENTUS_1-0_post.pdf?referer=');">statistiche ufficiali</a> forse una semplice conclusione la si può trarre: possesso palla 60% Juventus, 40% Sampdoria; supremazia territoriale 15 minuti Juventus, 7 minuti Sampdoria; tiri totali 13 Juventus, 8 Sampdoria. Eppure hanno segnato loro (grande giocata di FantAntonio), e hanno meritato. Il calcio è anche questo. Bisogna essere meno leziosi, più concreti e trasformare in rete la supremazia di possesso palla, altrimenti&#8230; si perde. Poco altro da aggiungere, ormai ci ripetiamo all&#8217;infinito. Nel pomeriggio l&#8217;analisi tattica più approfondita.</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
SAMPDORIA-JUVENTUS 1-0 (0-0)<br />
RETI: 31’st Cassano<br />
SAMPDORIA: Storari, Zauri, Gastaldello, Lucchini, Ziegler, Semioli,  Palombo, Poli (26’st Tissone), Guberti (8’st Mannini), Cassano (36’st  Testardi), Pazzini. All. Del Neri. A disposizione: M Cassano, Accardi,  Rossi, Scepovic.<br />
JUVENTUS: Chimenti, Zebina, Cannavaro, Legrottaglie, Grosso, Marchisio  (30’st Candreva), Sissoko, Poulsen, Diego (39’st Camoranesi), Del Piero,  Iaquinta (10’st Trezeguet). All. Zaccheroni. A disposizione: Pinsoglio,  Chiellini, Salihamdzic, Felipe Melo.<br />
ARBITRO: Tagliavento<br />
AMMONITI: 25’pt Lucchini, 3’st Pazzini, 8’st Marchisio, 28’st  Legrottaglie, 47’st Storari
</p>
<p style="text-align: justify;">
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/sampdoria-juventus/01.jpg" title="GENOA, ITALY - MARCH 21: Antonio Cassano of UC Sampdoria gives five with Diego of Juventus FC  during the Serie A match between UC Sampdoria and Juventus FC at Stadio Luigi Ferraris on March 21, 2010 in Genoa, Italy.  (Photo by Massimo Cebrelli/Getty Images)" class="shutterset_set_43" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/sampdoria-juventus/02.jpg" title="GENOA, ITALY - MARCH 21: Antonio Cassano of UC Sampdoria celebrates scoring the opening goal sending kisses toward his girlfriend during the Serie A match between UC Sampdoria and Juventus FC at Stadio Luigi Ferraris on March 21, 2010 in Genoa, Italy.  (Photo by Massimo Cebrelli/Getty Images)" class="shutterset_set_43" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/sampdoria-juventus/03.jpg" title="GENOA, ITALY - MARCH 21: Gaimpaolo Pazzini of UC Sampdoria (L) battles for the ball against Fabio Cannavaro of Juventus FC  during the Serie A match between UC Sampdoria and Juventus FC at Stadio Luigi Ferraris on March 21, 2010 in Genoa, Italy. (Photo by Massimo Cebrelli/Getty Images)" class="shutterset_set_43" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/sampdoria-juventus/05.jpg" title="Sampdoria's foward Antonio Cassano (L) is fouled as he vies with Juventus' French defender Jonathan Zebina during their Italian Serie A football match Sampdoria vs Juventus at Luigi Ferraris Stadium in Genoa on March 21, 2010.   AFP PHOTO/ GIUSEPPE CACACE (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)" class="shutterset_set_43" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/sampdoria-juventus/06.jpg" title="Juventus' defender Nicola Legrottaglie reacts during their Italian Serie A football match Sampdoria vs Juventus at Luigi Ferraris Stadium in Genoa on March 21, 2010.   AFP PHOTO/ GIUSEPPE CACACE (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)" class="shutterset_set_43" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/sampdoria-juventus/08.jpg" title="Sampdoria's foward Antonio Cassano (2ndL) celebrates with teammates after scoring against Juventus during their Italian Serie A football match Sampdoria vs Juventus at Luigi Ferraris Stadium in Genoa on March 21, 2010.   AFP PHOTO/ GIUSEPPE CACACE (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)" class="shutterset_set_43" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/sampdoria-juventus/09.jpg" title="Sampdoria's Antanio Cassano (R) celebrates with his team mates Stefano Luccini (C) and Angelo Palombo after scoring against Juventus during their Italian Serie A soccer match at the Luigi Ferraris stadium in Genoa March 21, 2010.  REUTERS/Alessandro Garofalo (ITALY - Tags: SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_43" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/sampdoria-juventus/10.jpg" title="Sampdoria's foward Antonio Cassano (L) gestures as he argues with referee Paolo Tagliavento during their Italian Serie A football match Sampdoria vs Juventus at Luigi Ferraris Stadium in Genoa on March 21, 2010.   AFP PHOTO/ GIUSEPPE CACACE (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)" class="shutterset_set_43" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/sampdoria-juventus/13.jpg" title="Sampdoria's Andrea Poli (L) fights for the ball with Juventus'  Alessandro Del Piero during their Italian Serie A soccer match at the Luigi Ferraris stadium in Genoa March 21, 2010.  REUTERS/Alessandro Garofalo (ITALY - Tags: SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_43" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/sampdoria-juventus/14.jpg" title="Sampdoria's coach Luigi Del Neri gives the thumb up during their Italian Serie A football match Sampdoria vs Juventus at Luigi Ferraris Stadium in Genoa on March 21, 2010.   AFP PHOTO/ GIUSEPPE CACACE (Photo credit should read GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)" class="shutterset_set_43" >
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<p><span> </span></p>
<h6 style="text-align: justify;">(Credits: Juventus.com)</h6>


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		<title>Le avversarie: la Sampdoria di Gigi Del Neri</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:23:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le avversarie]]></category>
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STATISTICHE
La  Sampdoria di Gigi Del Neri si trova in sesta posizione con 44 punti in  28 partite, due punti dietro il Palermo e quindi dalla zona Champions  League. Imbattuti in casa, i blucerchiati, hanno concesso solo 5 pareggi  a Marassi (Catania, Parma, Bari, Roma e Palermo) subendo solo 8 reti  [...]]]></description>
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<h4>STATISTICHE</h4>
<div style="text-align: justify;">La  Sampdoria di Gigi Del Neri si trova in sesta posizione con 44 punti in  28 partite, due punti dietro il Palermo e quindi dalla zona Champions  League. Imbattuti in casa, i blucerchiati, hanno concesso solo 5 pareggi  a Marassi (Catania, Parma, Bari, Roma e Palermo) subendo solo 8 reti  (miglior difesa in casa). Nel complesso, la Samp presenta molto  equilibrio tra reti segnate (35) e reti subite (34), dovuto  probabilmente al fatto che concede moltissimo fuori casa, e ciò si può  notare dall&#8217;andamento degli ultimi due mesi: nelle ultime 3 partite in  casa ha sempre vinto segnando 6 reti e subendone solo una, mentre nelle ultime 3  fuori casa non ha mai vinto (sconfitta  a Parma, e pareggi con Inter e Bologna). Le due facce della  Sampdoria fanno sì che sia una squadra  temibile (forse con l&#8217;Inter la peggiore) da affrontare a Marassi,  ma decisamente più abbordabile tra le mura amiche.</div>
<p><span> </span></p>
<h4>L&#8217;ALLENATORE</h4>
<div style="text-align: justify;">Gigi  Del Neri festeggia le 600 panchine in carriera, traguardo importante  per un allenatore che ha iniziato nel 1985 con la  squadra dilettante del Pro Gorizia. Dopo aver collezionato una  serie di successi e promozioni nelle categorie minori (Partinicaudace,  Teramo, Ravenna e Nocerina) sale alla ribalta con la Ternana che nel  biennio &#8216;96-&#8217;98 porta dalla C2 alla serie B rimanendo imbattuto per 39  partite. Arriva in Serie A nel 2001 ed è l&#8217;artefice del &#8220;miracolo  Cheivo&#8221;: assume la carica nel 2000 e porta subito la squadra in  Serie A e, all&#8217;esordio nella massima serie, conduce i gialloblu al  quinto posto dopo aver disputato un campionato esaltate sempre tra le  prime posizioni, coronato da splendide prestazioni contro le &#8220;grandi&#8221;.  Caratteristica di quel  Chievo furono sicuramente il gioco spettacolare che esprimeva contro  qualsiasi avversario, fatto di corsa e velocità. Dopo l&#8217;esperienza veronese è stato ingaggiato dal Porto campione d&#8217;Europa, ma è stato allontanato ancor  prima che iniziasse il campionato e, da quel momento, ha avuto una serie di  esperienze poco fortunate, con le dimissioni a Roma nel 2005 e l&#8217;esonero  a Palermo nel 2006. E&#8217; un allenatore dal carattere molto forte e deciso  che gli ha causato spesso dissapori e contrasti con i senatori delle  grandi squadre (vedi Porto e Roma). E&#8217; stato chiamato a Bergamo  nel 2007 dal presidente Ruggeri a rilanciare le ambizioni dell&#8217;Atalanta ed ha disputato due ottimi campionati riuscendo ad esprimere anche quel bel gioco che lo aveva caratterizzato negli anni precedenti. Dal  luglio scorso siede sulla panchina della Sampdoria e la partenza dei  blucerchiati in questo campionato è stata eccezionale, guidata dalla  coppia Cassano-Pazzini in attacco, e dalla spinta  degl&#8217;esterni (Mannini, Semioli e Ziegler) che, nel gioco di Del Neri, sono  una prerogativa importantissima. A dicembre però sono iniziati i soliti problemi  causati da Antonio Cassano e la difficile gestione del gruppo ha  portato l&#8217;allenatore a mettere fuori rosa il talento di Bari Vecchia.</div>
<p><span> </span></p>
<h4>FORMAZIONE</h4>
<div style="text-align: justify;">Del  Neri schiererà sicuramente il suo solito 4-4-2, con Storari in  porta, i 4 della linea difensiva che saranno Zauri e Ziegler terzini e  Gastaldello e Lucchini centrali. A centrocampo, la coppia centale sarà  formata dal capitano Palombo affiancato dal giovane Poli che tanto bene  sta facendo quest&#8217;anno, mentre sugli esterni ci saranno Semioli a destra e  Guberti, che pare favorito su Mannini, a sinistra. In attacco  pare scontato il rientro dal primo minuto di Antonio Cassano, vista  l&#8217;indisponibilità di Pozzi, affiancato dal bomber Pazzini.</div>
<p><span> </span></p>
<h4>IMPRESSIONI</h4>
<div style="text-align: justify;">La  Sampdoria, come detto, in casa è una  macchina da guerra: gioca bene e attacca dal primo minuto, prevedendo il gioco di  Del Neri due interni molto forti fisicamente e molto abili  nell&#8217;interdizione come Poli e Palombo e preferendo invece piu  qualità e corsa sugli esterni dove, come ha dimostrato quest&#8217;anno il tecnico, gioca chi sta meglio fisicamente e chi è più in condizione.  Con Pozzi, la Sampdoria giocava in maniera diversa: la presenza del  doppio centravanti portava piu fisicità in mezzo e gli esterni giocavano  piu larghi cercando più spesso il cross, mentre con Cassano le cose cambieranno amando il talentuoso barese allargarsi e svariare su tutto il fronte  d&#8217;attacco e portando così gli esterni ad avere piu soluzioni (tagliare  dentro e cercare inserimenti con la costante presenza fisica di  Pazzini dentro l&#8217;area di rigore). Sarà una partita  estremamente difficile, vero crocevia per il quarto posto che significa  Champions League.</div>
<p><span> </span></p>
<h5 style="text-align: justify;">Michele  Collura</h5>


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		<title>Campionato: Juventus-Siena 3-3 (due punti buttati&#8230;)</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 17:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Campionato]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Siena arriva in visita in una città  in cui, contro i Bianconeri di Torino, non ha mai vinto. I precedenti  del match nel capoluogo piemontese sono infatti cinque ed in nessuno di  questi casi i senesi sono mai riusciti ad uscire dallo stadio strappando  anche solo un punto. Non solo: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11363" title="del piero candreva" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/del-piero-candreva.png" alt="del piero candreva" width="276" height="163" />Il Siena arriva in visita in una città  in cui, contro i Bianconeri di Torino, non ha mai vinto. I precedenti  del match nel capoluogo piemontese sono infatti cinque ed in nessuno di  questi casi i senesi sono mai riusciti ad uscire dallo stadio strappando  anche solo un punto. Non solo: negli undici precedenti tra Juventus e  Siena, tutti disputati in Serie A, questi ultimi hanno vinto in una sola  occasione: era il 4 maggio 2008 ed i Bianconeri toscani <a href="http://www.youtube.com/watch?v=z6VIU86QLUE" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=z6VIU86QLUE&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">s’imposero per 1 a 0 grazie ad una rete di Kharja</span></a>.  Piccola curiosità: il portiere dei padroni di casa era proprio quel  Manninger che oggi, non si fosse infortunato, avrebbe difeso la porta  juventina. La cabala, insomma, è nettamente a favore dei padroni di casa. Non solo: sono ben trecentosettanta  minuti consecutivi che la Robur non segna in casa della Juventus.  L’ultimo goal in terra piemontese lo segnò infatti Nicola Ventola in una  sconfitta per 4 a 2 quando a dieci dal termine mise la firma su quella  che è, sino ad oggi, l’ultima rete segnata dal Siena nella Torino  Bianconera. Juventus che però, di contro, quest’anno non ha certo una difesa  insuperabile. Negli ultimi diciotto match disputati in campionato ha  infatti mantenuto la verginità della propria porta in una sola  situazione, lo scorso 22 novembre contro l’Udinese.Ad aggravare questa  situazione vi è anche la situazione dei portieri: all’infortunio del  titolarissimo Buffon (distrazione all’adduttore della coscia destra) si è  infatti aggiunto un infortunio anche a Manninger (affaticamento  muscolare). Zaccheroni è così costretto a correre ai ripari, dovendo  scegliere tra lo schierare il baby Pinsoglio o l’esperto Chimenti. A fare la differenza, quindi, è proprio quell’aggettivo anteposto al  nome dell’ex portiere dell’Udinese che nonostante non giochi un match  ufficiale da quasi due anni (la stagione scorsa la passò infatti tutta a  fare il rincalzo di Buffon e Manninger e per trovare il suo ultimo  impiego bisogna risalire a quella precedente ancora, quando stava ad  Udine) viene preferito al giovane portiere che tanto bene sta facendo  con la Primavera. Oltre a Chimenti, quindi, Zaccheroni  decide di schierare una difesa a quattro con Grygera e De Ceglie  terzini e Cannavaro-Legrottaglie coppia centrale pressoché obbligata, un  centrocampo con Sissoko, Marchisio e Melo, il solo Candreva  trequartista (niente più albero di natale, quindi, con Diego che si  accomoda in panca) e la collaudata coppia Del Piero-Trezeguet in  attacco.Malesani risponde invece schierando Curci in porta protetto da  una linea a quattro con Del Grosso e Rosi terzini e Pratali-Cribari  centrali, un centrocampo con l’ex Ekdal al fianco di capitan Vergassola e  del greco Tziolis, Reginaldo e Ghezzal in fascia a sostegno di  Maccarone.</p>
<p style="text-align: justify;">CRONACA<br />
Alessandro Del Piero. Dopo due minuti è proprio lui a mettere la firma sul vantaggio  Bianconero <a href="http://www.youtube.com/watch?v=R3ZccNtaopQ" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=R3ZccNtaopQ&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">segnando la sua dodicesima rete contro il  Siena</span></a> con un tap-in sulla respinta effettuata da Curci su di  un tiro portato da Trezeguet, liberato al tiro da una bella azione di  Candreva.  Altri quattro minuti e Alex raddoppia: Marchisio si libera al tiro  dal limite, il pallone impatta con la schiena di Pratali e s’impenna,  terminando giusto sui piedi del capitano Bianconero, che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZdXk_3D-L6A" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=ZdXk_3D-L6A&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">bucherà ancora una volta lo specchio della porta senese</span></a>. La Juventus è comunque incontenibile, il Siena annichilito. Un po’  come il sottoscritto. Così al decimo minuto Candreva prende  palla sulla trequarti, sfruttando una sponda aerea di Trezeguet, e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nEXQYaa9zmw" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=nEXQYaa9zmw&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">botta imparabile a bucare ancora una volta il  malcapitato Curci</span></a>, che nulla può sulla grande conclusione del  centrocampista romano. Il Siena comunque non ci sta, ed al  dodicesimo minuto si fa vedere: Maccarone calcia un rigore in movimento  che impatta contro il piede di Marchisio che deviandone la traiettoria  rischia di beffare il proprio portiere, salvato però da un colpo di  fortuna. La palla gli termina infatti sul piede sinistro, che gli  impedisce di esaurire la propria corsa in fondo al sacco. Maccarone che comunque è decisissimo a riaprire la partita e lo fa al  sedicesimo quando dopo aver puntato la porta arriva al limite e calcia  all’angolino, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=itO9fWDRqrw" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=itO9fWDRqrw&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">freddando un immobile Chimenti</span></a> e mettendo la firma sull’1 a 3, facendo terminare il digiuno senese  nella Torino Bianconera dopo 386 minuti. Spronato da una gran voglia di rivalsa  il Siena arriva per due volte vicino ad accorciare ulteriormente le  distanze al ventunesimo minuto quando Pratali ci prova prima di testa,  con Melo che salva la propria porta intervenendo di testa sulla linea di  porta, poi di piede, con Chimenti che finalmente arriva a bloccare un  pallone. Juventus che quindi dopo una partenza inaspettata si siede sugli allori,  permettendo al Siena di uscire dal proprio guscio creando qualche  apprensione a tutti i tifosi della Vecchia Signora. Passato il momento buono, però, il Siena  non riesce più a costruire vere e proprie azioni da goal. E nonostante  continui a giocare una partita su livelli discreti non riuscirà più a  rendersi realmente pericoloso, traghettando in porto un match fattosi  piuttosto monotono sino all’intervallo. Esattamente come nel primo tempo  anche la ripresa ha un inizio choccante: Maccarone converge in area da  sinistra e calcia un diagonale che si schianta sul palo, terminando poi  sul polpaccio di Ghezzal e, quindi, in rete. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mjPtAqcu0uY" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=mjPtAqcu0uY&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">3 a 2</span></a>. La coppia Del Piero Trezeguet dimostra  però di non starci. Così giusto un minuto dopo la rete dell’algerino del  Siena i due dialogano benissimo al limite dell’area e al termine di un  doppio scambio la punta francoalgerina prova a cercare la porta con un  tocco morbido, che fa però terminare il pallone appena alto sulla  traversa. Trezeguet che si ripete un paio di minuti più tardi quando conclude al  volo di sinistro dopo ad uno scambio con Sissoko, chiudendo però troppo  l’angolo di tiro e facendo terminare il pallone sul fondo. Il goal di Ghezzal sveglia comunque i  padroni di casa che dopo essersi resi per due volte pericolosi con il  loro puntero costruiscono una importante palla goal con Camoranesi che  pesca Del Piero tutto solo in mezzo all’area. Il colpo di testa del  capitano, però, non è certo irresistibile e viene quindi respinto da  Curci. A questo punto la partita si fa più  interessante rispetto alla seconda metà del primo tempo: da una parte il  Siena, portatosi ad un solo goal dal pareggio pochi secondi dopo  l’apertura della ripresa, crede nella rimonta e si prodiga per  concretizzarla. Dall’altra la Juventus trova quindi buoni spazi per  provare a trovare il quarto goal. Al settantaduesimo, quindi, Maccarone  torna a farsi vedere, e lo fa in maniera ancora una volta devastante:  dopo aver segnato la prima rete ed aver indirettamente fatto l’assist a  Ghezzal per la seconda, infatti, l’ex punta del Boro prende palla a  sinistra e dopo essersi portato in area punta Grygera, che lo atterra.  Il rigore è solare e viene trasformato dall’algerino di Siena, che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=7VQTe7cnbqM" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=7VQTe7cnbqM&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">firma quindi la sua personale doppietta</span></a>. Siena che una volta raggiunto il 3 a 3  placa un po’ la sua foga, accontentandosi del pareggio. Juventus che  però, pur provando timidamente a riportarsi in vantaggio, non riuscirà  più a rialzare la testa, dovendosi accontentare di un punto con  figuraccia annessa.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
Dicendo che questa non è la stagione della Juve direi che non si compie  certo un’indecenza. Anzi. Tra errori dirigenziali (l’acquisto di  Felipe Melo si può cominciare ad ascrivere in questa lista, quello di  Diego rischia di fare la stessa fine, l’aver scelto Ferrara come  allenatore campeggia in questa lista già da tempo), poca compattezza e  tanta sfortuna, infatti, la Juventus sta portando avanti una stagione di  stenti. Non ultimi in ordine di importanza,  parlando di infortuni, sono i problemi capitati tanto al primo quanto al  secondo portiere Bianconero, entrambi fermatisi per dei problemi  fisici. E se in una stagione arrivi a dover schierare il terzo portiere  significa che qualcosa che non va c’è, con il tuo rapporto con la  sorte. Al di là di questo, comunque, proprio la  questione del portiere deve far riflettere. Come detto in sede di  presentazione della partita Zaccheroni ha infatti preferito il  quarantenne Chimenti – rientrante dopo un mese di inattività causa  infortunio e senza più l’abitudine di giocare un match ufficiale avendo  passato l’ultimo anno e mezzo in tribuna – all’ottimo Pinsoglio, uno dei  giovani portieri più interessanti del nostro paese. E certe scelte si pagano. Intendiamoci, non che la colpa di questa  rimonta sia tutta ascrivibile al “ragazzo” di Bari. Che però le sue  colpe le ha: il tiro di Maccarone in occasione del primo goal, ad  esempio, non era certo irresistibile. Anzi, era assolutamente parabile.  Eppure lui, i cui riflessi non sono più propriamente felini, non ci si è  nemmeno buttato su quel pallone. E qui non si può che ricollegarsi al  classico discorso inerenti ai giovani in Italia, ed a come nel Belpaese a  fare la differenza sia sempre una parolina magica: <em>esperienza. </em>E proprio sull’altare  dell’esperienza Zaccheroni ha sacrificato oggi buona parte dei suoi tre  punti. Certo, né il sottoscritto né nessun altro possono avere la  riprova del fatto che con il giovane Pinsoglio in porta la Juventus  avrebbe portato a casa il match… ma le possibilità che la cosa sarebbe  finita in questo modo sono, a mio avviso, sicuramente notevoli. Il discorso relativo a questa partita  non si può comunque tutto esaurire nella scelta del portiere, che pure  ha pesato (per inciso: personalmente mi chiedo come possa essere  Chimenti ancora un giocatore della Juve). La sfortuna, come detto, centra  sicuramente. Ma non solo. Felipe Melo, ad esempio, ha giocato  ancora una volta un match assolutamente sottotono, terminato anche in  aperta polemica con il pubblico giunto allo stadio. E proprio il  centrocampista brasiliano è oggi uno dei tasti più dolenti della  stagione juventina, posto che non è quasi mai stato all’altezza della  situazione. Allo stesso modo anche Diego, entrato ad  un quarto d’ora dal termine, non è stato capace di incidere in alcun  modo: come più volte apparso in questa stagione, infatti, il  trequartista verdeoro si è dimostrato piuttosto spento, senza nerbo,  incapace di lasciare un segno. Diego che, insomma, pare giocare a  scartamento ridotto. Melo e Diego, così come la scelta del  portiere, sono comunque solamente alcuni dei tanti problemi che  affliggono questa squadra oggi, e nell’analizzare una rimonta di questo  genere non ci si può certo limitare a questi tre fattori. Un maccarone devastante, la succitata  sfortuna, un Grygera assolutamente sottotono ed una Juventus che si è  sentita subito troppo appagata dall’inaspettato triplo vantaggio hanno  fatto il resto. Ai tifosi della Juve non resta che  sperare che questa stagione termini presto.</p>
<p style="text-align: justify;">MVP<br />
Al di là del risultato la palma di migliore in campo non si può dare che  a Massimo Maccarone. L’ex under 21, infatti, disputa una partita  sontuosa nella quale risulta essere realmente devastante, a maggior  ragione quando viene spostato dal proprio allenatore sulla sinistra. Lì, infatti, fa completamente impazzire  il malcapitato Grygera, che oltre a non essere un fenomeno di suo non  incappa nemmeno in una partita fortunatissima, quest’oggi. Maccarone, dicevamo: l’attaccante di  Galliate fa il diavolo a quattro e dimostra di essere oggi praticamente  inarrestabile mettendo in mostra una capacità di conduzione del pallone  in corsa quasi unica, grazie alla quale guida i suoi ad una rimonta  epica e storica. Il primo goal è suo, il secondo è  favorito dal suo palo, il terzo viene su di un rigore guadagnato proprio  da lui. Basterebbe questo per dargli la palma di migliore, anche se  bisognerebbe aver visto la partita per capire quanto abbia fatto  ammattire Grygera – in particolar modo, ma un po’ la difesa tutta – per  buona parte del match. Solo una honorable mention, quindi, per  Alessandro Del Piero: dopo sei minuti di gioco sembrava non potesse che  essere assegnata a lui la palma di migliore in campo. Del resto segnare  due reti in una manciata di minuti dopo il fischio iniziale è qualcosa  di raro. E, solitamente, mette in cassaforte la vittoria. Non è però questo il caso di oggi, con Del Piero che può festeggiare la  realizzazione del trecentesimo e del trecentunesimo goal in maglia  Bianconera ma che deve poi in un certo qual modo inchinarsi davanti alla  prestazione di un Maccarone il cui cambio di passo risulta essere oggi  assolutamente devastante. Quel cambio di passo che Del Piero, per  raggiunti limiti d’età, non ha più, oggi. Nonostante questo, comunque,  quando ha un po’ di benzina in corpo sa essere ancora letale. Proprio  come oggi…</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
Juventus vs. Siena<br />
Marcatori: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=R3ZccNtaopQ" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=R3ZccNtaopQ&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">2′</span></a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZdXk_3D-L6A" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=ZdXk_3D-L6A&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">6′</span></a> Del Piero, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nEXQYaa9zmw" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=nEXQYaa9zmw&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">10′</span></a> Candreva, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=itO9fWDRqrw" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=itO9fWDRqrw&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">16′</span></a> Maccarone, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mjPtAqcu0uY" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=mjPtAqcu0uY&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">45′</span></a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=7VQTe7cnbqM" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=7VQTe7cnbqM&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">74′</span></a> Ghezzal<br />
Juventus: Chimenti; Grygera, Legrottaglie (9′ st Salihamidzic),  Cannavaro, De Ceglie; Sissoko, Felipe Melo, Marchisio (1′ st  Camoranesi); Candreva; Del Piero (31′ st Diego), Trezeguet. A  disposizione: Pinsoglio, Grosso, Poulsen, Iaquinta. All. Zaccheroni<br />
Siena: Curci; Rosi, Cribari, Pratali (45′ Odibe), Del Grosso; Ekdal (17′  Larrondo) ; Reginaldo, Vergassola, Tziolis, Ghezzal; Maccarone (41′ st  Codrea). A disposizione: Pegolo, Odibe, Terzi, Fini, Calaiò. All.  Malesani<br />
Arbitro: Russo<br />
Marcatori: 2′ Del Piero (J), 7′ Del Piero (J), 10′ Candreva (J), 16′  Maccarone (S), 1′ st Ghezzal (S), 29′ st rigore di Ghezzal (S)<br />
Ammoniti: Tziolis, Del Grosso, Reginaldo, Tziolis (S), Salihamidzic,  Sissoko (J)
</p>
<p style="text-align: justify;">
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-siena/01.jpg" title="Juventus midfielder Mauro Camoranesi runs with the ball during the Serie A Italian football match against Siena at Turin Olympic Stadium on March 14, 2010. AFP PHOTO DAMIEN MEYER (Photo credit should read DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images)" class="shutterset_set_37" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-siena/02.jpg" title="TURIN, ITALY - MARCH 14:  Abdel Kader Ghezzal of AC Siena salutes the crowd at the end of the Serie A match between Juventus FC and AC Siena at Stadio Olimpico di Torino on March 14, 2010 in Turin, Italy.  (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)" class="shutterset_set_37" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-siena/03.jpg" title="Juventus' Mohamed Sissoko (R) jumps for the ball with Siena's Paul Codrea during their Italian Serie A soccer match at the Olympic stadium in Turin March 14, 2010. REUTERS/Alessandro Garofalo (ITALY - Tags: SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_37" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-siena/04.jpg" title="Juventus' goalkeeper Gianluigi Buffon with his son Louis Thomas Buffon and fiancee Alena Seredova gestures from the tribune before the Italian Serie A soccer match against Siena at the Olympic stadium in Turin March 14, 2010. REUTERS/Alessandro Garofalo (ITALY - Tags: SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_37" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-siena/05.jpg" title="Siena's coach Alberto Malesani attends the Serie A Italian football match Juventus against Siena at Turin Olympic Stadium on March 14, 2010. AFP PHOTO DAMIEN MEYER (Photo credit should read DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images)" class="shutterset_set_37" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-siena/06.jpg" title="Siena's goalkeeper Gianluca Curci jubilates after a teammate scored during their Serie A Italian football match against Juventus at the Turin Olympic Stadium on March 14, 2010. AFP PHOTO DAMIEN MEYER (Photo credit should read DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images)" class="shutterset_set_37" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-siena/07.jpg" title="Juventus' coach Alberto Zaccheroni kicks the ball during the Italian Serie A soccer match against Siena at the Olympic stadium in Turin March 14, 2010. REUTERS/Alessandro Garofalo (ITALY - Tags: SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_37" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-siena/08.jpg" title="Siena goalkeeper Gianluca Curci (R) jumps for the ball next to Juventus French forward David Trezeguet during the Serie A Italian football match Juventus against Siena at Turin Olympic Stadium on March 14, 2010. AFP PHOTO DAMIEN MEYER (Photo credit should read DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images)" class="shutterset_set_37" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-siena/09.jpg" title="Juventus' Felipe Melo (R) fights for the ball with Siena's Larrondo Marcelo during their Italian Serie A soccer match at the Olympic stadium in Turin March 14, 2010. REUTERS/Alessandro Garofalo (ITALY - Tags: SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_37" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-siena/10.jpg" title="Siena's Massimo Maccarone (R) shoots to score past Juventus' Fabio Cannavaro during their Italian Serie A soccer match at the Olympic stadium in Turin March 14, 2010. REUTERS/Alessandro Garofalo (ITALY - Tags: SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_37" >
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<h6 style="text-align: justify;">(Credits: <a href="http://www.sciabolatamorbida.wordpress.com" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.sciabolatamorbida.wordpress.com?referer=');">SciabolataMorbida</a>)</h6>


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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 10:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Juventus arriva a Firenze per provare a ritrovare la via della vittoria smarrita dopo la sconfitta col Palermo di una settimana prima. Il tutto contro una cabala apertamente contraria ai Bianconeri: contro i Viola in Toscana sono infatti solo 18 i successi juventini, contro i 25 dei padroni di casa (ed i 27 pareggi). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10977" title="fabio grosso" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fabio-grosso.png" alt="fabio grosso" width="276" height="163" />La Juventus arriva a Firenze per provare a ritrovare la via della vittoria smarrita dopo la sconfitta col Palermo di una settimana prima. Il tutto contro una cabala apertamente contraria ai Bianconeri: contro i Viola in Toscana sono infatti solo 18 i successi juventini, contro i 25 dei padroni di casa (ed i 27 pareggi). Nonostante i numeri siano apertamente pro-Fiorentina va però sottolineato come siano ben dodici anni che gli stessi non si impongano contro la Juventus davanti al proprio pubblico: l’ultima vittoria casalinga in questa sfida sempre carica di attriti tra le due tifoserie risale infatti al lontano dicembre 1998 quando un goal del grande Batistuta regalò i tre punti alla Viola. Assolutamente in equilibrio, invece, gli scontri tra i due tecnici: Prandelli e Zaccheroni nei sei precedenti si sono infatti spartiti equamente la posta vincendo due incontri a testa e pareggiando i restanti due. Per provare a rompere l’equilibrio di quest’ultima statistica, quindi, il tecnico di Orzinuovi schiera un 4-2-3-1 con Frey in porta, una linea difensiva composta da Comotto, Natali, Felipe e Gobbi, Montolivo e Zanetti in mediana alle spalle del trio Marchionni - Jovetic - Vargas, con Gilardino unica punta. Da parte sua l’allenatore subentrato a stagione in corso a Ciro Ferrara opta per un 4-3-2-1 con Manninger a guardia dei pali, Zebina, Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie a comporre il poker difensivo, Sissoko, Melo e Marchisio a centrocampo, Diego e Candreva sulla trequarti e Trezeguet tutto solo in attacco.</p>
<p style="text-align: justify;">LA CRONACA<br />
Passano due soli minuti di gioco e la Juventus passa in vantaggio, choccando l’intero stadio: Candreva fa filtrare un pallone sul quale Diego è lestissimo a piombarsi, partendo sul filo del fuorigioco. Trovatosi a tu per tu con Frey, quindi, il trequartista carioca ha buon gioco nel saltare il portiere francese con un gioco di suola che richiama un po’ alla mente <em>Monsieur Zizou</em>, depositando poi il pallone in rete. Cinque minuti e la Fiorentina guadagna una punizione da posizione interessantissima quando Legrottaglie interviene di braccio su di un pallone che stava controllando Jovetic. Sugli sviluppi del calcio piazzato stesso, allontanato di testa da Trezeguet, Felipe Melo effettua un assist involontario a Gilardino andando a togliere il pallone al piccolo trequartista serbo. Tutto solo contro Manninger, però, la punta Azzurra si mangerà un’occasione clamorosa, con l’ex portiere del Grazer AK che compie un miracolo per sventare l’occasionissima capitata sui piedi della punta di Biella. Al quarto d’ora è invece Vargas, stavolta direttamente su calcio di punizione, a provarci. Il mancino carico di potenza ed effetto del laterale peruviano, però, buca sì la barriera ma prendendo un effetto troppo corposo fa terminare il pallone sul fondo, alla sinistra di un sempre attento Manninger. Cinque minuti ed è Trezeguet ad avere un’occasione d’oro, lanciato ancora una volta tra le larghe maglie della retroguardia Viola. La punta francese, però, subisce il pronto rientro di Comotto, vedendo sfumare il tutto. Al trentunesimo la Fiorentina trova il pareggio: il lancio lungo di Gobbi pesca Marchionni tutto solo in area. All’errore di piazzamento della difesa si unisce quello del sostituto di Buffon, che tardando nell’uscita agevolerà l’intervento dell’ala ex Juve che lo anticiperà di testa<a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37064&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37064_amp_Ln=En&amp;referer=');"></a>, firmando l&#8217;1 a 1, risultato che chiuderà la prima frazione di gioco. Ad inizio ripresa è ancora la Juventus a far tremare i tifosi avversari con Trezeguet che va, sottomisura, a deviare un tiro operato da Sissoko dal limite dell’area, trovando però la pronta respinta di Frey. L’arbitro comunque annulla tutto per un presunto fuorigioco che sembrerebbe non esserci. Al cinquantunesimo è invece Diego a provarci, direttamente su di un calcio di punizione. La conclusione del trequartista brasiliano, però, è troppo telefonata e pur girando bene non mette in difficoltà il portiere Viola, che ha tutto il tempo di arrivare in sicurezza sulla traiettoria e fare suo il pallone. L’occasionissima Viola giunge al sessantaseiesimo, sugli sviluppi di un corner. In quest’occasione, infatti, il pallone parte dalla bandierina e viene spizzato sul margine dell’area piccola da un giocatore della Fiorentina, che ne prolunga la traiettoria. Lo stesso taglia quindi tutta l’area del portiere, non trovando però la deviazione di nessuno e giungendo fin sul secondo palo dove ad aspettarlo, per spazzarlo, troverà Nicola Legrottaglie, che non ci penserà quindi due volte prima di liberare la propria area. Giusto il tempo di riprendersi dalla tachicardia per l’occasione appena vista ed il risultato torna a sbloccarsi: Diego, Sissoko e Grosso manovrano per diversi secondi con il centrocampista maliano che riuscirà quindi a servire in area di rigore il terzino Azzurro il quale invece di servire in mezzo all’area un Trezeguet che pareva essere in posizione favorevole deciderà di calciare direttamente in porta, trovando lo spiraglio giusto per battere Frey. Al settantasettesimo la Fiorentina chiede un rigore per un intervento di Chiellini che nel lanciarsi in scivolata tocca prima il pallone con il corpo, poi con il braccio. Damato reputa però che non ci siano gli estremi per il penalty, fischiando poi a favore di un fallo subito dallo stesso centrale Azzurro. Viola che protesteranno anche un paio di minuti più tardi in occasione di un’uscita assolutamente scomposta di Manninger, con l’arbitro di Barletta che però, ancora una volta, deciderà di lasciar correre. A sette minuti dalla fine, quindi, sarà Jovetic, appena entro il limite dell’area, a provarci. Il suo tiro di mezza puntina esterna, quasi da calcetto, verrà però abbrancato da Manninger: sprovvisto della giusta potenza, infatti, non si rivelerà un vero e proprio pericolo per l’estremo difensore austriaco, che lo farà suo senza indugi. Giusto alle porte del recupero è invece Marchisio a costruirsi un’ottima occasione, con la quale avrebbe potuto chiudere il match. La mezz’ala Bianconera trova però l’opposizione del portiere avversario, che distendendosi gli disinnesca la conclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
La Juve inizia subito benissimo, illudendo i propri tifosi. Proprio quando sembrava che potesse portare a casa i tre punti in agilità, infatti, appare subito chiaro come le cose non siano così semplici, con la Fiorentina che reagirà praticamente immediatamente al goal subito ed imprimerà al match il proprio ritmo, andando in quasi totale controllo del gioco e riuscendo quindi, alla mezz’ora, a trovare il pareggio. La ripresa sarà invece più equilibrata e disputata con un po’ più di vigore dagli ospiti rispetto a quanto fatto per buona parte del primo tempo. Il tutto, comunque, con i Viola che continueranno imperterriti a fare il match, venendo però puniti a venti minuti e spicci dal termine, quando Grosso chiuderà una bella azione manovrata con un diagonale irresistibile su cui Frey non riuscirà ad intervenire in maniera adeguata.   Fiorentina che quindi, per l’ennesima volta in questa stagione, verrà punita oltremodo dal risultato. Come già capitato in diverse altre occasioni, infatti, saranno proprio loro a disputare una partita meritevole di qualcosa più di un pareggio, uscendo però dal campo a mani completamente vuote.</p>
<p style="text-align: justify;">IL TABELLINO<br />
FIORENTINA-JUVENTUS 1-2 (1-1)<br />
RETI: 2’pt Diego, 31’pt Marchionni, 23’st Grosso<br />
FIORENTINA: Frey, Comotto (34’st De Silvestri), Natali, Felipe, Gobbi, Montolivo, Zanetti (26’st Keirrison), Marchionni, Jovetic, Vargas (12’st Bolatti), Gilardino. All. Prandelli. A disposizione: Avramov, Kroldrup, Pasqual, Donadel.<br />
JUVENTUS: Manninger, Zebina, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie (1’st Grosso), Marchisio, Felipe Melo, Sissoko (30’st Poulsen), Candreva, Diego, Trezeguet (26’st Iaquinta). All Zaccheroni. A disposizione: Pinsoglio, Cannavaro, Salihamidzic, Del Piero.<br />
ARBITRO: Damato<br />
AMMONITI: 41’pt Sissoko, 11’st Zebina, 40’st Marchisio</p>
<h6 style="text-align: justify;">(Credits: SciabolataMorbida)</h6></p>


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		<title>Campionato: Juventus vs Palermo 0-2 (torna la sconfitta&#8230;)</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 08:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Juventus e Palermo scendono in campo per provare a contendersi tre punti fondamentali per la corsa Champions. Per cercare di arrivare alla vittoria Zaccheroni si affida ad un 4-3-1-2 con Manninger e Trezeguet al posto degli infortunati Buffon ed Amauri. Dal canto suo Rossi risponde con un 4-3-1-2 con Sirigu, neo convocato da Lippi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10542" title="palermo miccoli" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/palermo-miccoli.png" alt="palermo miccoli" width="276" height="163" />Juventus e Palermo scendono in campo per provare a contendersi tre punti fondamentali per la corsa Champions. Per cercare di arrivare alla vittoria Zaccheroni si affida ad un 4-3-1-2 con Manninger e Trezeguet al posto degli infortunati Buffon ed Amauri. Dal canto suo Rossi risponde con un 4-3-1-2 con Sirigu, neo convocato da Lippi in nazionale, in porta e la coppia Miccoli-Hernandez di punta.</p>
<p style="text-align: justify;">CRONACA<br />
E’ la Juve a farsi vedere in apertura: al settimo minuto prima è Candreva liberato da Diego e chiuso in angolo dalla scivolata di un difensore, poi è Melo sugli sviluppi di un angolo. Entrambe le occasioni si risolvono però in un nulla di fatto. Cinque minuti più tardi sono invece due ex juventini ad imbastire un’azione interessante: Balzaretti porta palla a sinistra e centra basso per Nocerino che dopo aver stoppato palla calcia centralmente dal limite, non mettendo in grande difficoltà il portiere austriaco che sostituisce Buffon. Al ventunesimo la Juventus va vicinissima al vantaggio: Candreva si allarga sulla destra per crossare in mezzo. Il centrocampista ex Livorno colpisce però male il pallone e ne esce una traiettoria che invece di tagliare l’area di rigore si dirige dritta e filata verso il primo palo, mettendo in seria difficoltà Sirigu. Che, però, riesce a recuperare la posizione e distendendosi a mano aperta salva la sua porta. Alla mezz’ora è invece Diego a provarci sugli sviluppi di un’iniziativa di Del Piero. Il trequartista brasiliano, appena dentro il limite dell’area, calcia però di interno provando a piazzare il pallone ma scoccando un tiro molle facile preda del portiere Rosanero. In apertura di ripresa la Juventus prova a farsi vedere subito. E’ Sissoko a ricevere al limite e scoccare un tiro verso la porta avversaria, che non trova però però lo specchio. Al cinquantacinquesimo arriva la prima grande occasione della partita: a costruirla sono gli ospiti con una ripartenza fulminante. Un errore in fase di appoggio da parte di Candreva libera infatti il contropiede Rosanero con Miccoli che lancia nello spazio Pastore il quale giunto in area calcia con potenza verso la porta juventina, trovando però la pronta respinta di Manninger, molto reattivo nel salvarsi in angolo. Il goal è comunque nell’aria ed arriva cinque minuti più tardi: Miccoli riceve al limite dell’area e scocca un tiro che un tempo avremmo definito <em>alla Del Piero</em>, <a href="http://videos.sapo.pt/BsvLztR3zA6nII5PLyKp" onclick="urchinTracker('/outgoing/videos.sapo.pt/BsvLztR3zA6nII5PLyKp?referer=');"><span style="color: #0000ff;">facendo girare la palla giusto sotto il secondo incrocio</span></a>, freddando Manninger e togliendo la ragnatela da sotto la traversa. Tre soli minuti e la Juventus pareggerebbe: sugli sviluppi di un corner Cannavaro riuscirebbe infatti a girare in porta il pallone dell’1 a 1. Il tutto non ci fosse stato Del Piero in posizione di fuorigioco davanti a Sirigu. Dopo un attimo di esitazione l’arbitro annulla giustamente il goal del capitano Azzurro. Altri tre minuti ed è Chiellini, questa volta, a provarci. Ben coordinatosi, però, il centrale Bianconero non riuscirà a trovare lo specchio della porta, riuscendolo solo a sfiorare. Al settantesimo è invece Del Piero a provarci, da qualcosa più di venti metri. Il suo tiro fa però terminare il pallone sulla parte esterna della rete, non trovando la via del goal. Quattro minuti e il Palermo arriva vicino al raddoppio: Miccoli serve Cavani largo sulla destra, la punta uruguagia dopo essere rientrata prova a calciare di sinistro, spedendo però il pallone alto oltre la traversa. All’ottantesimo, quindi, il Palermo chiude la partita: Grygera riceve palla in zona difensiva e sentendosi pressato sente il pallone scottare tra i suoi piedi provando quindi ad offrirlo a Manninger. Il suo passaggio è però troppo corto e sul pallone si avventa Budan che salta facilmente il portiere austriaco <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kTIGQdQDsPU" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=kTIGQdQDsPU&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">per entrare poi in porta col pallone</span></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
Partita bruttina e monotona quella disputatasi in serata a Torino. Le due squadre, ma in particolare quella di casa, mancano infatti di intensità ed il gioco che ne esce è piuttosto lento e molle, sicuramente non godibile. Il Palermo si prodiga nel provare a costruire qualcosa di più, anche grazie alla buona forma dei propri fluidificanti, per altro entrambi ex della partita. Però nel farlo non riesce comunque a costituire vero pericolo per la retroguardia Bianconera, tanto che nel corso dei primi quarantacinque minuti non riuscirà a costruire vere e proprie palle goal. Stessa cosa dicasi, per altro, per la Juventus: l’occasione più pericolosa del primo tempo è infatti un cross sbagliato da Candreva. Bene ma non benissimo, direbbe qualcuno. Nel secondo tempo la partita sale un po’ di tono e cominciano a vedersi le prime palle goal. Due di queste vengono concretizzate da Miccoli (autore di una conclusione balistica di pregevolissima fattura) e Budan (lestissimo ad approfittare di una leggerezza in fase di disimpegno di Grygera. Palermo che raggiunge quindi una vittoria tutto sommato meritata e che, soprattutto, grazie a questi tre punti sale al quarto posto a quota 43 punti, superando proprio i malcapitati Bianconeri. Rosanero che sarebbero quindi oggi qualificati alla prossima edizione della Champions League.</p>
<p style="text-align: justify;">MVP<br />
Dopo aver realizzato un goal del genere il titolo di migliore in campo non si può che dare ad uno dei tanti ex di questo match: <em>il Romario del Salento</em>, Fabrizio Miccoli. La punta di Nardò disputa infatti una partita molto solida dando un grande contributo alla sua squadra e realizzato un goal, come detto, di pregevolissima fattura. Un tiro di interno destro pilotato atto ad infilarsi proprio sotto all’incrocio dei pali, battendo senza appello il malcapitato Manninger.</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
Serie A 2009/10 – 7ª giornata di ritorno<br />
Torino, stadio Olimpico<br />
Domenica 28 gennaio 2010</p>
<p>JUVENTUS-PALERMO 0-2 (0-0)<br />
RETI: 15’ st Miccoli, 36’ st Budan.<br />
JUVENTUS: Manninger, Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie (35’ st Grosso); Candreva, Felipe Melo, Sissoko; Diego (44’ st Zebina); Del Piero (35’ st Paolucci), Trezeguet. A disposizione: Pinsoglio Legrottaglie, Marrone, Immobile. All. Zaccheroni.<br />
PALERMO: Sirigu; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Migliaccio (40’ st Blasi), Liverani, Nocerino; Pastore; Miccoli (35’ st Budan), Hernandez (23’ st Cavani). A disposizione: Benussi, Goian, Bertolo, Simplicio. All. Rossi.<br />
ARBITRO: Valeri di Roma.<br />
AMMONITI: 6’ pt Candreva, 21’ st Cassani, 29’ st Sissoko.</p>


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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 17:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Juventus scende in campo davanti al proprio pubblico per provare a porre fine ad un periodo di crisi nerissima. I Bianconeri, infatti, non hanno ancora trovato la vittoria in questo girone di ritorno: l’ultima partita terminata portandosi a casa i tre punti risale addirittura al 6 gennaio scorso, penultima di andata, quando arrivò il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-9921" title="amauri" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/amauri.png" alt="amauri" width="276" height="163" />La Juventus scende in campo davanti al proprio pubblico per provare a porre fine ad un periodo di crisi nerissima. I Bianconeri, infatti, non hanno ancora trovato la vittoria in questo girone di ritorno: l’ultima partita terminata portandosi a casa i tre punti risale addirittura al 6 gennaio scorso, penultima di andata, quando arrivò il 2 a 1 di Parma. Ancora peggio vanno le cose se pensiamo all’ultima vittoria casalinga, che risale ad un mese prima: era il 6 dicembre e la Juve s’impose col medesimo risultato sull’Inter. Per provare ad interrompere questa serie assolutamente negativa di risultati Zaccheroni schiera i suoi con l’ormai classico 3-4-1-2 che vede il solito Buffon in porta ed una linea composta da Zebina, Legrottaglie e Chiellini a protezione del portierone della nazionale. I fluidificanti sono invece Caceres e De Ceglie mentre in mediana vengono posti Sissoko e Candreva. Il trequartista è, ovviamente, Diego, mentre in attacco sono confermatissimi, nonostante il loro rendimento sia ampiamente insufficiente quest’anno, Amauri e Del Piero. Il Genoa, di contro, giunge a Torino per provare a continuare la propria striscia positiva, giunta a tre partite: dopo la sconfitta della prima giornata di ritorno contro la Roma, infatti, sono arrivate le vittorie con Atalanta e Chievo, inframezzate dal pareggio di Napoli. Per provare ad allungare questa striscia, quindi, Gasperini schiera il suo tipico 3-4-3 con Amelia tra i pali protetto da Papastathopoulos, Dainelli e Bocchetti. Criscito e Mesto i fluidificanti, Zapater e Rossi i mediani. Sculli e Suazo sono invece gli esterni offensivi, con Acquafrsca unica vera punta. Gasperini che dimostra anche di credere molto nei giovani della Primavera aggregandone ben tre alla propria panchina: Polenta, difensore uruguagio che può giocare tanto centrale quanto terzino sinistro, Gucher, centrale di centrocampo appena acquistato dal Frosinone, ed El Shaarawy, trequartista o esterno offensivo, stellina dell’under 17 Azzurra.</p>
<p style="text-align: justify;">LA CRONACA<br />
Dopo poco più di due minuti di gioco il Genoa si rende subito pericoloso: Papastathopoulos scende arrembantemente sulla destra e dopo aver superato in velocità Chiellini, che non riesce a stargli dietro, crossa un pallone sul secondo palo su cui ci si fionda Acquafresca, anticipato però in angolo da Zebina. Al nono i Rossoblù vanno vicinissimi al goal: capitan Rossi riceve ad una ventina di metri dalla porta difesa da Buffon e dopo aver stoppato scocca un fendente che si schianta, dritto per dritto, poco sotto l’incrocio dei pali, graziando il portierone Azzurro che pur essendosi allungato in tuffo non era riuscito a raggiungere il pallone. Il goal è comunque nell’aria ed arriva al quindicesimo minuto di gioco: la difesa Bianconera si fa infilare come fosse burro, Acquafresca riceve palla in area e scarica poco più indietro in direzione di Rossi che calcia di prima intenzione e beffa un non certo impeccabile Buffon, firmando l&#8217;1 a 0. Tre minuti e la Juventus ci prova, flebilmente: sugli sviluppi di un angolo è Candreva a provarci da fuori, ma il suo tiro è scoccato senza potenza e risulta essere facile preda di Amelia. Al ventitreesimo è invece Sissoko a provarci. Il suo fendente dalla distanza non trova lo specchio della porta. A quel punto il Genoa prova a chiudere il match: Sculli e Bocchetti scambiano a velocità supersonica sulla fascia con l’esterno offensivo Rossoblù che porta un cross in mezzo su cui piomba Acquafresca, la cui girata non inquadra la porta. Sul ribaltamento di fronte la Juventus guadagna una punizione da più di 25 metri. Del Piero si incarica della battuta, ma il suo tiro è centrale e viene parato con tranquillità e sicurezza da Amelia. A dieci minuti dal termine Amauri effettua un’azione caparbia portandosi in area palla al piede. Venuto a contatto, spalla a spalla, con un difensore si lascia andare, recriminando poi per un rigore, inesistente, non concessogli. Ammonizione sacrosanta per simulazione che non gli viene però comminata. Amauri che si fa comunque perdonare a tre minuti dal termine: Caceres si libera di due avversari e pennella un cross in mezzo su cui arriva di gran carriera la punta carioca che svetta più alto di tutti ed incorna con rabbia bucando Amelia.
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<p style="text-align: justify;">In apertura di ripresa il neo entrato Fatic guadagna una punizione dopo aver provato a spuntare in velocità su Zebina, che non ha potuto far altro che fermarlo fallosamente. Sugli sviluppi del calcio piazzato Papastathopoulos va a colpire in area, senza però riuscire a trovare la porta. Al sessantunesimo è però la Juventus a passare: dopo aver riconquistato palla con una caparbietà d’altri tempi chiude un triangolo al limite con Diego, bravissimo a restituirgli il pallone con un tacco filtrante. Giunto a tu per tu con Amelia, quindi, il tocco d’esterno e la gioia per un goal giunto in una partita giocata sin lì non certo su alti livelli dal capitano Juventino. Il Genoa però pareggia subito, sfruttando un erroraccio di Buffon che non trattenendo un cross che gli era terminato tra le braccia facilita l’intervento di Rossi, abile a segnare la doppietta. La Juve però non ci sta. Al sessantaquattresimo è quindi Sissoko a piombare su di una respinta corta della difesa genoana, arrivando a titare di prima intenzione senza però trovare lo specchio di porta. Dieci minuti più tardi è invece Dainelli a cercare  la via della rete ma il colpo di testa dell’ex capitano Viola, giunto sugli sviluppi di un corner, termina a lato. Al settantaseiesimo il fattaccio: Del Piero è lanciato in profondità, ma sembra partire in fuorigioco. La terna comunque non fischia ed il capitano Bianconero si lancia verso l’area avversaria venendo toccato alle spalle da Papastathopoulos. Fuori area. L’arbitro, però, decide di assegnare un rigore che sembra proprio non esserci e pare essere frutto di due errori del direttore di gara. Sul dischetto si presenta Del Piero stesso, Amelia intuisce ma non arriva sul pallone. 3-2. Un battito di ciglia e Diego prova a chiudere il match: ricevuto palla al limite dell’area si accentra per poi scaricare un destro verso la porta Rossoblù, che viene però neutralizzato da Amelia. A cinque dal termine Zapater effettua un cross da destra che attraversa tutta l’area di rigore senza che né Buffon né gli avanti Rossoblù riescano ad intervenire sul pallone, con la palla che scorre sino a spegnersi sul fondo. Il forcing finale da parte del Genoa si esaurirà quindi in un nulla di fatto e i Bianconeri potranno festeggiare, dopo più di due mesi, il ritorno alla vittoria davanti al proprio pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">IL COMMENTO<br />
Il goal subito dopo un solo quarto d’ora di gioco è una doccia fredda per la Juventus e, soprattutto, i suoi tifosi. E’ proprio in quel momento, infatti, inizia a montare un malcontento strisciante che di lì a qualche minuto si trasforma in aperta contestazione che porta i supporters Bianconeri ad iniziare un fitto lancio di ordigni esplosivi diretti al settore di stadio occupato dai tifosi Rossoblù. L’arbitro, colpevolmente, non interrompe la partita provando a riportare la calma sulle gradinate. Certo che con queste condizioni ambientali non c’è da stupirsi se <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/dossier-le-medie-spettatori-nei-principali-campionati-deuropa/" target="_blank">la gente abbandona gli stadi</a>… In chiusura di tempo, però, le cose si calmano un po’, con il pareggio firmato da Amauri. La ripresa scorre poi su di un livello discreto, con le due squadre che dimostrano di voler ottenere entrambe il bottino pieno e s’inseguono per tutti e quaranticinque gli ultimi minuti di gioco. Alla fine a fare la differenza risulta essere un erroraccio dell’arbitro, che regala il rigore della vittoria ai Bianconeri. Juventus che torna quindi alla vittoria dopo poco più di un mese, e chissà che questa cosa non sblocchi la squadra di Corso Galileo Ferraris.</p>
<p style="text-align: justify;">MVP<br />
Migliore in campo, nonostante la sconfitta, risulta essere Marco Rossi, capitano del Genoa. Il centrocampista nativo di Seravezza viene schierato interno di centrocampo anziché fluidificante destro e gioca una gran partita mischiando con grande sapienza qualità e quantità. Rossi che parte subito fortissimo e dopo nove soli minuti di gioco sfiora il goal, colpendo un palo dalla distanza che fa tremare la porta e tutti i supportes juventini. La doppietta che segnerà poi ne suggellerà quindi la grande prestazione, che lo porterà, appunto, ad essere il migliore in campo.</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
Juventus vs. Genoa 3-2<br />
Marcatori: 15&#8242; e 63&#8242; Rossi, 42&#8242; Amauri, 61&#8242; e 77&#8242; Del Piero<br />
Juventus: Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini; Caceres, Candreva (21′ st Marchisio), Sissoko, De Ceglie; Diego (35′ st Salihamidzic); Amauri (47′ st Giovinco), Del Piero. A disposizione: Manninger, Grygera, Grosso, Paolucci. All.: Zaccheroni<br />
Genoa: Amelia; Papasthatopoulos, Dainelli, Bocchetti; Mesto, Rossi, Zapater, Criscito (44′ st Aleksic); Sculli, Acquafresca (1′ st Fatic), Suazo (22′ st El Shaarawy). A disposizione: Scarpi, Gucher, Polenta, Milanetto. All.: Gasperini<br />
Arbitro: Mazzoleni<br />
Ammoniti: Bocchetti, Rossi, Acquafresca, Papasthatopoulos, Sissoko, Candreva, Amauri, Zebina, Salihamidzic
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<p style="text-align: justify;">(Credits: SciabolataMorbida)</p>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 12:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-9722" title="legrottaglie" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/legrottaglie.png" alt="legrottaglie" width="276" height="163" />Partita importantissima quella che va in scena all’Armando Picchi. Per la prima volta in stagione, infatti, i Bianconeri, forti delle idee del nuovo allentore, scendono in campo con una inedita difesa a tre composta da Chiellini, Legrottaglie e Cannavaro con Caceres e Grosso ad agire sugli esterni da fluidificanti e Melo-Candreva in mediana a supporto di Diego trequartista. In attacco confermatissima, più per necessità che per meriti, la coppia Amauri-Del Piero. Grandissima curiosità quindi per vedere la prima partita di questa <em>nuova</em> Juve, opposta ad un Livorno che si presenta con un modulo quasi speculare con  Rubinho in porta difeso da uno schermo composto da Perticone, l’ex Knezevic e Diniz. I fluidificanti labronici sono invece Raimondi e Vitale, schierati al fianco del trio Pulzetti, Mozart e Filippini. Lucarelli e Bellucci, infine, le punte.</p>
<p style="text-align: justify;">LA CRONACA<br />
Dopo due soli minuti di gioco Vitale sfrutta un errore di Caceres e si infila sulla destra della difesa juventina volando palla al piede fino ad entrare in area per centrare basso un pallone su cui piomba Chiellini in chiusura: palla spazzata in angolo. E’ comunque il Livorno, nei primissimi minuti, a provarci di più: sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto sull’out sinistro i labronici recapitano la palla a Filippini che, dalla trequarti, prova a sparare direttamente in porta, non trovando però lo specchio della stessa. Giusto un paio di minuti scarsi ed è Pulzetti a provarci con un tiro dal limite che si spegne però poco a lato del palo della porta difesa dal portiere Azzurro. Sul ribaltamento di fronte Candreva effettua un break centrale che lo porta a saltare ben quattro avversari per scaricare poi all’accorrente Caceres che spreca però la grande azione del compagno con un brutto cross che termina giusto tra le braccia di Rubinho. Dopo i primissimi minuti giocati a spron battuto il ritmo di gioco cala in maniera fisiologica già poco dopo il decimo. Nonostante questo la partita resta molto maschia con Melo e Candreva su tutti protagonisti di diversi interventi ben oltre i limiti regolamentari. Al venticinquesimo arriva il goal dei padroni di casa: Vitale, tutto solo, effettua un traversone da sinistra pescando un Filippini in versione Bierhoff. Il piccolo centrocampista Amaranto, infatti, viene perso dai difensori Bianconeri e svetta al limite dell’area piccola <a href="http://www.youtube.com/watch?v=poCzxLSPbKU&amp;feature=player_embedded" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=poCzxLSPbKU_amp_feature=player_embedded&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">incornando con vigore il pallone dell’1 a 0</span></a>. Alla mezz’ora gli ospiti guadagnano una punizione sui venti metri, posizione centralissima. E’ capitan Del Piero ad incaricarsi della battuta: calcio piazzato battuto discretamente bene ma palla troppo lenta che è facile preda. Pochi minuti e il Livorno torna a farsi pericoloso con Bellucci che dopo aver ricevuto palla in area si coordina bene e calcia, non trovando però lo specchio di porta. Poco prima del quarantesimo la Juventus creerà una situazione di pericolo per via di un’uscita maldestra dell’estremo difensore Amaranto, che uscirà bucando un corner battuto dalla sua destra. Nessuno dei giocatori Bianconeri portatisi in area, però, riuscirà ad intervenire in maniera efficace sul pallone, sprecando quella che è una delle migliori occasioni del primo tempo juventino. La migliore in assoluto arriverà poco più di due minuti più tardi, su di una punizione battuta dalla trequarti da Diego che pennellerà un cross per Legrottaglie che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=U8IpzvEI7go&amp;feature=player_embedded" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=U8IpzvEI7go_amp_feature=player_embedded&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">svettando più alto di tutti andrà ad incornare il pallone bucando l’estremo difensore brasiliano</span></a>. In apertura di ripresa la Juventus effettua il primo tiro su azione: Diego è lanciato nello spazio e dopo essere entrato in area scarica il pallone indietro in direzione dell’accorrente Candreva, il cui tiro è però facilmente parato da Rubinho. Sembra il preambolo di un secondo tempo totalmente diverso dal primo, ma è solo un fuoco di paglia: la partita tornerà infatti a scorrere su ritmi piuttosto lenti, senza grande intensità. A risentirne sarà, ovviamente, il gioco e lo spettacolo. Poco prima del sessantesimo Caceres stopperà a centrocampo una ripartenza portata da Filippini e ribalterà velocemente il fronte d’attacco con Grosso che dopo aver ricevuto palla oltre la trequarti campo pennellerà un lancio in area per Amauri che dopo aver stoppato aiutandosi con un braccio concluderà a lato con l’arbitro che, comunque, annulla la conclusione della punta verdeoro ravvisando il netto fallo della stessa. Una decina di minuti più tardi, a conferma dei ritmi non certo frenetici e della noiosità del match, è Mozart, guarda caso sugli sviluppi di un calcio piazzato, a provarci da fuori, trovando però la deviazione di Amauri in angolo. Dal corner Pulzetti si metterà in movimento palla al piede saltando Caceres e convergendo in area per scaricare poi all’accorrente Filippini che questa volta, al contrario di quanto successo nel primo tempo, non troverà la porta. A recupero inoltrato Lucarelli veste i panni di Maradona in versione <em>mano de Dios</em> e sugli sviluppi di un calcio piazzato prova a trovare la rete con una deviazione di braccio, non riuscendo nemmeno a trovare lo specchio di porta e venendo poi giustamente ammonito dall’arbitro. Poco più tardi Marchini si scatena e dopo aver saltato secco Chiellini va a concludere di mezza punta esterna, non riuscendo però a superare un sempre attentissimo Buffon.</p>
<p style="text-align: justify;">IL COMMENTO DI FRANCESCO FEDERICO PAGANI<br />
Il cambio di modulo non giova al club di Corso Galileo Ferraris: la fase difensiva, nonostante i tre centrali ed i due fluidificanti con spiccate doti difensive, entra spesso in affanno contro i non irresistibili avanti Amaranto. Quella offensiva non dimostrerà di sentire i benefici del nuovo approccio tattico con i soliti problemi di Amauri e Del Piero di finalizzazione ed un Diego che, come quasi sempre in questa stagione, fatica ad incidere. Proprio per questo, e non poteva essere differente vista la qualità di gioco espressa nel primo tempo, il goal del pareggio juventino viene firmato da un difensore su calcio da fermo. Davvero non poteva essere diversamente. Se da una parte bisogna giustamente <em>condannare</em> quanto messo in mostra dalla Juventus nei primi quarantacinque minuti dall’altra non si può non fare i complimenti alla squadra di casa, brava a sfruttare i passaggi a vuoto degli ospiti mettendo in campo molta grinta ed ancora più voglia di vincere, fattori questi che li portano a trovare il vantaggio ed a giocare in maniera molto più convincente rispetto agli avversari la quasi totalità della prima frazione di gioco. Nella ripresa le cose cambiano, ma in peggio. Il Livorno, in qualche modo, si adegua al gioco messo in mostra dagli avversari, ciò qualcosa di tendente al nulla cosmico. Così nel secondo tempo le emozioni calano ulteriormente e va in scena una partita piuttosto monotona, bruttina e con la noia a farla da padrone. Zaccheroni che è quindi in serie positiva da quando è a Torino. Sì, è palesemente una battuta: pareggiare contro Lazio e Livorno è qualcosa di assolutamente negativo e la prospettiva di tornare in Champions si allontana sempre di più.
</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
Livorno vs. Juventus 1 – 1<br />
Marcatori: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=poCzxLSPbKU&amp;feature=player_embedded" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=poCzxLSPbKU_amp_feature=player_embedded&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">26′ Filippini</span></a>,  <a href="http://www.youtube.com/watch?v=U8IpzvEI7go&amp;feature=player_embedded" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=U8IpzvEI7go_amp_feature=player_embedded&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">42′ Legrottaglie<br />
</span></a>Livorno: Rubinho; Perticone, Knezevic, Diniz; Raimondi (15’st Marchini), Filippini, Pulzetti (36′ Moro), Mozart, Vitale; Lucarelli, Bellucci. A disposizione: De Lucia, Esposito, Marchini, Pieri, Bergvold, Moro, Danilevicius, Tavano. All.: Cosmi<br />
Juventus: Buffon; Legrottaglie, Cannavaro (6’st Zebina), Chiellini; Caceres, Felipe Melo, Candreva, Grosso (34′ Grosso), Diego; Del Piero (38’st Giandonato), Amauri.  A disposizione: Manninger, Zebina, De Ceglie, Marrone, Yago, Giovinco, Paolucci. All.: Zaccheroni<br />
Ammoniti: Mozart, Perticone, Cannavaro, Lucarelli<br />
Espulsi: Melo (doppia ammonizione)
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<p style="text-align: justify;">
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/livorno-juventus/04.jpg" title="Juventus' Alessandro Del Piero reacts as he lies on the field during their Italian Serie A soccer match against Livorno at the Armando Picchi stadium in Livorno February 6, 2010. REUTERS/Giampiero Sposito (ITALY - Tags: SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_26" >
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<p style="text-align: justify;">(Credits: SciabolataMorbida)</p>


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		<title>Campionato: Juventus vs Lazio 1-1 (Zac comincia con un pari&#8230;)</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 08:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Campionato]]></category>
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		<description><![CDATA[Juventus–Lazio non è solo il posticipo della ventiduesima giornata di Serie A, ma è anche, e soprattutto, il debutto di mister Alberto Zaccheroni sulla panchina dei bianconeri. Debutto, tra l’altro, che avviene proprio contro una squadra già allenata in passato dal tecnico di Meldola: la Lazio. Correva la stagione 2001/2002 quando dopo poche giornate dall’inizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-9487" title="del piero" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/del-piero.png" alt="del piero" width="276" height="163" />Juventus–Lazio non è solo il posticipo della ventiduesima giornata di Serie A, ma è anche, e soprattutto, il debutto di mister Alberto Zaccheroni sulla panchina dei bianconeri. Debutto, tra l’altro, che avviene proprio contro una squadra già allenata in passato dal tecnico di Meldola: la Lazio. Correva la stagione 2001/2002 quando dopo poche giornate dall’inizio del campionato l’ex allenatore del Milan, squadra con cui vinse un campionato, subentrò in corso d’opera a Dino Zoff, rimosso dall’incarico. Ed è una coincidenza molto particolare quella che vede Zaccheroni esordire a Torino proprio contro la Lazio. Quel famoso anno in Biancoceleste, infatti, passò alla storia per quanto successo l’ultima giornata di campionato: battendo un Inter lanciatissima verso uno scudetto che pareva già cucito sul petto la Lazio consegnò quel campionato nelle mani della Vecchia Signora che deve quindi, indirettamente, proprio al tecnico emiliano uno dei suoi più recenti successi. Grande curiosità riguardo a questo debutto sorge soprattutto in relazione all’idea di calcio che Zaccheroni portò avanti almeno fino al 2007, data in cui si esaurì il suo ultimo incarico. La sua difesa a tre uomini, schieramento assolutamente poco consono quando si parla di grandi squadre, è infatti un marchio di fabbrica importante. Essendo arrivato solo da un paio di giorni in Corso Galileo Ferraris, però, il tecnico di Meldola non ha osato cambiare così a fondo lo schieramento tattico prevalentemente utilizzato fino a quel momento dal suo predecessore. Proprio per questo motivo ecco la Juventus schierarsi con l’ormai classico 4-3-1-2, con Manninger al posto dello squalificato Buffon – espulso nella <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/juventus-vs-roma-1-2-ormai-non-fa-piu-notizia/" target="_blank">sconfitta contro la Roma</a> – in difesa dei pali, Grygera terzino destro con De Ceglie sull’out opposto e la coppia Chiellini-Cannavaro centralmente; a centrocampo Candreva lanciato dal primo minuto con Melo e Sissoko e dietro a Diego, in attacco spazio a capitan Del Piero ed Amauri. Dal canto suo, invece, Ballardini è in cerca di punti salvezza e per provare a trovare il punteggio pieno effettuando il colpaccio nel capoluogo piemontese si presenta con un modulo speculare a quello della squadra di casa: Muslera tra i pali, Diakitè, Stendardo, Radu e Kolarov in sua difesa, Dabo, Baronio e Firmani in mediana, Mauri sulla trequarti ed il duo argentino Cruz-Zarate in avanti.</p>
<p style="text-align: justify;">LA PARTITA<br />
Il primo tempo vede i bianconeri condurre il gioco costantemente nella metà campo avversaria. Fin dai primi minuti tocca al trio offensivo cercare di portare la squadra in vantaggio: al 5’ da Amauri a Del Piero, palla per Diego che da centro area indirizza verso la porta, senza però creare troppi problemi a Muslera. Al 7’ ci prova Candreva con una conclusione dal limite che termina sul fondo. I bianconeri continuano ad attaccare e al 12’ Del Piero prova a sfruttare un bell’assist di Sissoko, ma il suo tiro termina fuori. La Juventus ha l’occasione per portarsi in vantaggio al 21’ quando Diego prova una conclusione insidiosa che costringe il portiere alla deviazione in angolo. La Lazio, che finora non si è mai avvicinata alla porta bianconera, prova a rendersi pericolosa al 25’: su punizione corta di Baronio palla a Kolarov, che dalla distanza spedisce lontano dalla porta difesa da Manninger. La squadra di Zaccheroni continua a far gioco e tenta di mettere in difficoltà la difesa avversaria su azione e su calci piazzati, come accade con Diego al 35’. Sul fronte biancoceleste da segnalare un tiro insidioso di Mauri al 38’ che costringe Manninger a respingere in angolo. Il primo tempo si chiude con una conclusione di Candreva da fuori area che termina sul fondo. C’è più convinzione nelle offensive bianconere che aprono il secondo tempo e che nel primo quarto d’ora producono un gran tiro di Candreva parato in angolo, un palo colpito da Diego, una punizione di Del Piero respinta dalla barriera e una seconda conclusione rasoterra del capitano neutralizzata da Muslera. La Lazio si fa vedere in avanti e conquista una punizione dalla sinistra dell’area di rigore che Baronio batte e Chiellini respinge. Poi è ancora la Juventus a portarsi in avanti a caccia del vantaggio che arriva al 25’ su calcio di rigore assegnato dall’arbitro Saccani per atterramento in area di Del Piero. E’ lo stesso capitano a battere dal dischetto: impeccabile. Juventus in vantaggio (1-0). Arrivano le prime sostituzioni: due per la Lazio, Rocchi e Lichtsteiner per Dabo e Firmani, e una per la Juventus, Caceres per Felipe Melo. Il gioco riprende e la Lazio si porta subito in avanti, guadagnando un calcio di punizione: batte Kolarov e Mauri trova la deviazione vincente (1-1). Ritrovata la parità, Ballardini opera l’ultimo cambio: fuori l’autore del gol e dentro Siviglia. Manca ormai poco alla fine della partita, i bianconeri provano a rifarsi avanti, ma la difesa della Lazio blocca tutte le iniziative degli uomini di Zaccheroni, che si gioca come ultima carta l’ingresso di Paolucci al posto di Del Piero. Nei cinque minuti di recupero il risultato non cambia.</p>
<p style="text-align: justify;">IL COMMENTO DI ANTONIO CORSA (ACB)<br />
Non si poteva certo pretendere miracoli dal buon Zaccheroni dopo appena un paio di allenamenti. La squadra scende in campo con il classico &#8220;rombo&#8221; alla Ferrara, almeno sulla carta, con De Ceglie e Grygera esterni, i soliti Cannavaro e Chiellini in mezzo, Melo davanti alla difesa, Candreva sul centrosinistra con Sissoko sul centrodestra, e con Diego dietro Amauri e Del Piero. Si è però visto qualcosa di diverso, soprattutto nel primo tempo, quando la squadra ha corso molto alla ricerca di quel gol che non è arrivato. Tra le novità più positive, c&#8217;è finalmente il ritorno al pressing: la squadra ha aggredito i portatori di palla avversari, ha evitato quei ribaltamenti di gioco tanto letali quando si utilizza questo modulo ed ha tenuto la difesa sempre piuttosto alta, almeno fino al gol laziale. De Ceglie ha giocato altissimo, di fatto sulla linea di centrocampo, lasciando tre difensori dietro, e dando la possibilità a Candreva di accentrarsi per provare la conclusione o l&#8217;uno-due di destro. Si è notato, rispetto al passato, un attacco a più uomini, con 5 (Amauri, Del Piero, Diego, Candreva e Sissoko) quasi sempre a supporto dell&#8217;azione d&#8217;attacco, oltre al terzino ex Primavera, bravissimo a spingere come sempre e a mettere bei cross in mezzo. Per 45&#8242; si sono viste triangolazioni e movimenti senza palla che da tempo non si vedevano a Torino, soprattutto grazie a Sissoko e Candreva, due che possono fare questo tipo di gioco sia passando la palla che ricevendola loro stessi. Fondamentale è perciò il movimento senza palla, i tagli, le diagonali, le sovrapposizioni. Tutto fatto piuttosto bene, finchè il fiato è stato sufficiente. Nel secondo tempo, il ritmo è naturalmente calato, ma paradossalmente è arrivato prima il palo di Diego (in grande ripresa: è questo il suo gioco!), poi il rigore (parentesi: Alex ha prima simulato con un tuffo piuttosto imbarazzante in area, poi è scivolato in occasione del rigore &#8211; inventato &#8211; andando ad esultare dopo il gol. Per carità, il momento è talmente brutto che atti eroici e di classe probabilmente erano inopportuni.. ma almeno sottolineamoli, per onestà intellettuale). Dopo l&#8217;1-0 del Capitano, la squadra ha continuato a fare il proprio gioco, subendo però un gol a freddo su ennesima disattenzione difensiva (Chiellini non sale in tempo tenendo in gioco Mauri che anticipa Grygera, spostato nel frattempo a sinistra con Caceres a destra). E&#8217; qui che si è tornati alla realtà, con la squadra incapace di reagire, bloccata psicologicamente, forse timorosa di subire l&#8217;ennesima rimonta e l&#8217;ennesima beffa stagionale. Alla fine, nonostante i 5 minuti di recupero, è stata parità. Un punto da raccogliere e portare a casa. Arriveranno tempi migliori. Per ora la &#8220;prima&#8221; di Zac è discreta, ma servirà almeno un mesetto per raddrizzare la situazione e lavorare soprattutto sulla mente e sull&#8217;autostima dei ragazzi. Note positive della serata: Diego, sicuramente in netta crescita, ma anche Candreva (questo è il suo gioco), Melo (al quale non è stato chiesto di fare il regista..) e De Ceglie.</p>
<p style="text-align: justify;">IL COMMENTO DI FRANCESCO FEDERICO PAGANI<br />
Se il primo tempo del match disputato nel pomeriggio tra Milan e Livorno era stato soporifero, altrettanto possiamo dire della partita giocata in serata a Torino. In realtà il match è un minimo più godibile grazie al fatto che la Juventus porta un forcing pressoché costante lungo tutto il corso della frazione, ma, di contro, non si ha la possibilità di vedere nemmeno un goal. Il tutto perché la Juventus porta sì pressione nella trequarti avversaria, ma è un agire sterile, che non si traduce in grosse occasioni da goal. Questo soprattutto per il fatto che a fare da contraltare ad un Diego che pare si stia ritrovando ci sono due punte – Del Piero ed Amauri – abbastanza avulsi dal gioco ed ancora sottotono. Da parte sua la Lazio fa davvero poco: qualche tentativo sporadico in ripartenza e nulla più, provando a rendersi pericolosa praticamente solo tramite calci piazzati piuttosto velleitari. Il secondo tempo è invece più interessante della prima frazione, con una Juve che riesce ad implementare gli sforzi per arrivare al goal. Rete che viene però trovata solo grazie ad un rigore inventato di sana pianta dall’arbitro Saccani, la cui prestazione è sicuramente sotto la soglia della sufficienza. Il goal un po’ casuale – almeno rispetto all’andamento del match – realizzato da Mauri sega quindi le gambe ai giocatori della squadra di casa, spegnendo quindi ogni interesse nei confronti di una partita che da lì in avanti non offrirà più grandi sussulti venendo giocata da una squadra ormai sulle gambe – la Juve – e da un’altra che si può dire già più che soddisfatta del pareggio immeritato piovutogli dal cielo. Il migliore in campo non può che essere, a mio avviso, Diego: il trequartista verdeoro torna infatti a giocare su buoni livelli, mettendosi in bella mostra. Molto generoso come al solito riesce stavolta ad implementare la propria prestazione con quell’efficacia nelle giocate smarrita ormai da tempo. Vera e propria spina nel fianco della formazione ospite il ragazzo di Ribeirão Preto sembra poter tornare sui livelli delle primissime partite di questo campionato. Così fosse, forse, la Juve potrebbe aver trovato quel giocatore che sia capace di guidarla, assieme al nuovo tecnico, fuori da una crisi che pare essere interminabile come l’inverno. (Credits: SciabolataMorbida)</p>
<p style="text-align: justify;">IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO<br />
Meglio un punto che niente. E ultimamente siamo tornati quasi sempre a casa con&#8230; niente. Un punto che muove la classifica e che mi fa sperare che in situazioni estreme in futuro potremo anche pareggiare e non per forza perdere. Mi sarei aspettato una vittoria, non tanto di orgoglio o di nervi, ma una vittoria dovuta al celeberrimo &#8220;cul de Zac&#8221;. Ma quest&#8217;anno gira talmente tutto storto che saremmo capaci di qualsiasi cosa. Devo dire, però, che la prestazione è stata incoraggiante: come ha detto lo stesso Zaccheroni, non è facile giocare contro compagini che si schierano in modo speculare alla tua squadra, nonostante ciò la Juventus ha coperto molto bene gli spazi, soffrendo pochissimo e creando un discreto numero di occasioni. Gli errori in fase di impostazione sono stati i soliti, endemici: si cerca sempre la giocata verticale e non si apre quasi mai sulle fasce. Ho molta fiducia però nel &#8220;tattico&#8221;  Zaccheroni e credo che buona parte dei piccoli difetti saranno colmati. Gli altri, quelli legati ai singoli e alle loro bizze, si dovranno esorcizzare in altro modo. C&#8217;è poco altro da commentare al match, una partita non certo bella da vedere, ma nemmeno da buttare. Nella media, insomma, di un campionato di Serie A tecnicamente e tatticamente mediocre. La Lazio, contrariamente a quanto detto dagli addetti ai lavori: merita ampiamente la posizione che ha, anzi per come gioca meriterebbe di contendere l&#8217;ultimo posto al Siena. Per questo motivo, credo che ci siano ampi margini per giocarsela con Roma (fortunata), Milan (affannato) e Napoli (arruffone)  per un posto in Champions. Zaccheroni, ci proverà, e quanto si è visto (e sentito) in pochi giorni ha già capito che deve prendere in mano una situazione difficile soprattutto dal punto di vista ambientale. Le sue parole &#8220;devo essere molto vigile in questo spogliatoio&#8221; sta a testimoniare il fatto che succedevano (e spero non succedano più) cose strane in un abiente che si è sempre contraddistinto per rigore e serietà. Siamo la Juve e abbiamo tante giornate ancora per dimostare di esserlo ancora. Con Zaccheroni.</p>
<p>IL TABELLINO<br />
JUVENTUS-LAZIO<br />
RETI: 25’st Del Piero (rig.), 33’st Mauri<br />
JUVENTUS: Manninger, Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie, Sissoko, Felipe Melo (31’st Caceres), Candreva, Diego, Amauri, Del Piero (44’st Paolucci). All. Zaccheroni. A disposizione: Chimenti, Legrottaglie, Zebina, Giovinco, Marrone, Paolucci.<br />
LAZIO: Muslera, Diakité, Stendardo, Radu, Kolarov, Dabo (26’st Rocchi), Baronio, Firmani (31’st Lichtsteiner), Mauri (36’st Siviglia), Cruz, Zarate. All. Ballardini. A disposizione: Berni, Luciani, Sevieri, Makinwa, Rocchi.<br />
ARBITRO: Saccani<br />
AMMONITI: 24’pt Baronio, 35’pt Melo, 22’st Diakité, 46’st Grygera<br />
SPETTATORI: 20.899<br />
INCASSO: 422.625</p>

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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-lazio/08.jpg" title="Juventus' Diego, at right, gets a high knee from Lazio's Roberto Baronio, during the Serie A soccer match between Juventus and Lazio at the Olympic stadium in Turin, Italy, Sunday, Jan. 31, 2010. (AP Photo/Massimo Pinca)" class="shutterset_set_25" >
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