Speciale Calciopoli. Gli esami di Luca Baraldi e Lorenzo Minotti e il “caso” Di Vaio
(di Antonio Corsa)
Dopo aver rivisitato l’esame del giornalista Fabio Monti, vi propongo quello di Luca Baraldi e Lorenzo Minotti, interrogati a proposito del passaggio del calciatore Marco Di Vaio dal Parma alla Juventus dell’estate del 2002. Premessa importante: Baraldi fu già ascoltato in tribunale il 4 dicembre 2009 (leggi la trascrizione) non riuscendo, neanche allora, a fornire una singola prova che non fosse un “si dice” o una sua “sensazione”. Il fatto che, a distanza di oltre un anno, la Procura abbia inteso integrare le sue dichiarazioni (rifacendo flop) la dice lunga… più di mille altri commenti. Vediamo comunque cosa è stato detto in questa udienza dell’1 marzo 2011.
LUCA BARALDI – Il Pm Capuano inizia il suo esame chiedendo che ruolo ricoprisse il teste nel 2002 («Ero direttore generale del Parma») e passa subito a chiedere conto della cessione del calciatore Marco Di Vaio, passato in quell’estate proprio dal “suo” Parma alla Juventus di Moggi e Giraudo. «Di Vaio per tutto il mercato (estivo, ndr) era stato in trattativa prevalentemente con la società Inter, poi c’era stato qualche interesse di altro grande club ma molto molto larvato, non con grande insistenza. Poi ci fu una partita, che fu una partita di Supercoppa italiana dove Di Vaio giocò una partita molto buona e fu sicuramente il migliore in campo. Dopo quella partita la Juventus approciò non direttamente me ma il direttore tecnico Arrigo Sacchi e proprio il 30 agosto iniziò una trattativa con la Juventus che si concluse felicemente col passaggio appunto dal Parma alla Juventus».
LA GEA… QUINDI ALESSANDRO MOGGI – Neanche il tempo di iniziare a raccontare un pò di particolari che subito Baraldi incappa nella prima gaffe, la più classica. «Lei ricorda chi era il procuratore del calciatore?». «Direi che era la Gea quindi Alessandro Moggi, nel particolare» (dopo vedremo la contestazione).
DI VAIO E GOOGLE – Baraldi racconta come del mercato si occupasse sostanzialmente Sacchi, e quel giorno – mentre lui era regolarmente a Parma, in sede, la cessione fu finalizzata a Milano alla presenza di Moggi, Giraudo e “del procuratore”. Baraldi, che comunque non ricorda bene le cifre, spiega la natura complessa dell’accordo raggiunto: «Sommariamente fu impostata in questo modo: ci fu la cessione a titolo definitivo del calciatore (Di Vaio, ndr) con un modulo federale, quello previsto dalla Lega per una cifra – io ripeto vado molto a memoria… – intorno ai 15-16-17 milioni di euro più o meno. Poi, siccome la valutazione era evidentemente stata fatta in 27/27,5 milioni di euro, per raggiungere quella cifra – siccome il Parma, e Sacchi in particolare, era interessato ad acquisire dalla Juventus il calciatore Matteo Brighi – fu strutturata un’operazione con l’acquisto del 50% del calciatore dal Parma e un impegno da parte della Juventus a riacquistare questa metà che il Parma comprava in quel momento dopo 2 anni a un prezzo predefinito che mi pare di ricordare fosse di 11,5 milioni di euro. Questa seconda parte venne definita attraverso una scrittura privata tra le parti». In realtà non fu così. Potete leggere qui il documento ufficiale su carta stampata della Juventus, giusto per la precisione (ma questi teste non se li rileggono nemmeno, prima di presentarsi davanti ad un tribunale penale a fare certe accuse? Eppure se googlate “juventus.com marco di vaio” è il primo link che appare!). Proseguiamo comunque (le cifre non sono importanti) per cercare di capire il motivo del racconto. Ci pensa subito Capuano. «Questa carta in qualche modo bypassava quello che era il regolamento federale? Mi faccia capire!». «Sì, questa carta era da un punto di vista civilistico sicuramente formalmente corretta, però da un punto di vista sportivo non era previsto questo tipo di contrattualistica». Capuano insiste: «E perchè non era prevista?». Baraldi: «Perchè di fatto questa operazione fu strutturata in questo modo da Sacchi e dai dirigenti della Juventus perchè la Juventus chiedeva di poter pagare Di Vaio in 5 anni e non in 3 che era invece la durata prevista dai regolamenti della Lega, diciamo. Quindi, per agevolare la Juventus, visto che l’operazione aveva un importo consistente, fu fatto dai dirigenti questo accordo visto che il Parma era interessato all’acquisto o quantomeno all’utilizzo di Matteo Brighi per un paio di anni». Se ancora siete a domandarvi cosa c’entri tutto questo con Calciopoli, tranquilli. Non è colpa vostra.
IL SUPERDOCUMENTO – A questo punto sale in cattedra il Pm Capuano. Questa dovete ascoltarla con le vostre orecchie, perchè merita.
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Insomma viene chiesto di acquisire un foglio con degli scarabocchi, non firmato e non riconosciuto dal teste, e non si sa bene neanche come acquisito. Il tutto per dimostrare un dilazionamento in cinque anni. Sfugge ancora il motivo (anche alla Casoria, che non lo accetta), anche ammesso fosse stata fatta questa operazione…
LO SCAMBIO DI DESIDERI – Arriviamo finalmente a capire più o meno il senso di tutto ciò. Baraldi spiega come questi 11,5 milioni non previsti nel contratto d’acquisto di Di Vaio, la Juventus li avrebbe dovuti pagare come da scrittura privata. Dopo essere uscito dal Parma e rientrato assieme al Commissario straordinario (crack Parmalat) dott. Bondi, Baraldi, nel 2004, si incontra assieme a Lorenzo Minotti con i dirigenti bianconeri, per “incassare” l’ultima “rata” dell’intera operazione e formalizzarla su modulo federale. «Ebbi un appuntamento mi pare lunedì 21 giugno, perchè il 23 scadevano le compartecipazioni (la risoluzione delle, ndr)… Andammo io e Lorenzo Minotti che era il direttore sportivo (in realtà era solo il team manager, ma agiva come se lo fosse, ndr) del Parma Calcio alla sede della Juventus a Torino, in quella sede incontrammo Antonio Giraudo, Luciano Moggi e anche Bettega e ci venne detto che sicuramente erano disponibili in quel momento a formalizzare quell’impegno che avevano assunto ma in cambio però ci chiedevano di avere delle opzioni su dei calciatori che noi avevamo nella nostra rosa, in particolare Gilardino, Marchionni e Bresciano». I tre della triade ci provano, insomma. Baraldi si oppone. «Ci demmo allora appuntamento per il mercoledì, che era l’ultimo giorno per poter realizzare questa documentazione in modo ufficiale perchè scadevano le compartecipazioni. Ci trovammo a Milano il mercoledì e il mattino stesso io e Minotti incontrammo solo il dott. Giraudo, il quale mi richiese in cambio della sottoscrizione del contratto di avere un’opzione almeno su calciatori del settore giovanile perchè lui voleva giustificare questa opzione. (Anche, ndr) a questo punto io dissi di no». Baraldi tiene duro, fino a sera. «A pochissime ore dal termine dell’orario della chiusura delle compartecipazioni, venimmo chiamati da Antonio Giraudo in presenza anche di Luciano Moggi e di altre persone e in particolare Giraudo era molto arrabbiato perchè noi non avevamo assecondato la sua richiesta. Io avevo minacciato di portare in Lega la scrittura privata (che avrebbe comportato una penalizzazione per entrambe le società, ndr) per dimostrare che avevamo un credito, e a quel punto probabilmente maturò anche la convinzione che era giusto rispettare quell’impegno che era stato assunto. Disse: “Si, facciamo… regolarizziamo tutto, però a questo punto due aspetti: primo noi non “vorremmo” più fare affari col Parma, poi – non ricordo con precisione le parole, ma il senso è stato – voi avrete anche conseguenze dal punto di vista sportivo, che io evidentemente lessi con un’ipotesi di (letterale, ndr) futura retrocessione. Io mi permisi pure una battuta… lo devo dire ad onor del vero… di dire come sfogo… perchè io rimasi molto ferito da questa cosa… “Va bè io mi auguro che voi non vinciate lo Scudetto”, ma fu così… una reazione mia istintiva». «Riesce ad essere più specifico su questa circostanza in cui parla delle conseguenze sportive?», domanda Capuano. «Sì, no… io guardi… chiaramente le parole non le ricordo…». A questo punto interviene l’avv. Lombardo in sostituzione dell’avv. Krogh (Massimo, difensore di Antonio Giraudo), per interrompere il teste visto che si discuteva di una persona non presente e su cui come sappiamo verte un altro procedimento con rito abbreviato. Vi propongo una seconda clip audio, perchè è indicativa la risposta fornita dalla Casoria all’aggettivo “associato”, usato dal Pm.
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Baraldi ci riprova: «Avrebbe manifestato questo “desiderio” (testuale, ndr) di… di vederci retrocessi, certamente! Io le parole esatte non me le ricordo…». Uno scambio di desideri, insomma. “Retrocedere” vs “non vincere lo Scudetto”. A questo siamo! Con, a completare il capolavoro, Capuano che chiede se il Parma retrocesse o meno, e Baraldi a ricordare come si salvò allo spareggio (tra l’altro dopo Lecce-Parma, arbitrata da De Santis). Finisce così l’esame di Capuano, col cazziatone della Casoria e senza niente di concreto portato in esame, come al solito.
LA JUVENTUS C’E’ – Si passa così ai controesami. Prende subito il mic in mano l’avv. Prioreschi. «Un momento, un momento: c’è prima l’avv. Russo (difensore della Juventus, ndr) che vuole fare le domande…», lo ferma la Casoria. Fantastico Prioreschi, che commenta: «Mi inchino alla Juventus, per carità!!». L’avv. Russo chiede a Baraldi se avesse mai denunciato questa presunta minaccia. Ovviamente la risposta è negativa. «Ci può spiegare il motivo?». «Mah, guardi… perchè in quel momento io l’avevo colta, sinceramente, come uno… io le premetto questo: fino a quel momento io avevo sempre avuto un rapporto di stima verso il dott. Giraudo e anche di amicizia per cui l’avevo preso come uno sfogo molto forte». «Quindi era uno sfogo!». «In quel momento lì io ho avuto questo tipo di sensazione, certamente. In quel preciso momento. Però il mio unico obiettivo era avere quel documento per salvare il Parma, per cui io ho subìto diciamo questo “sfogo” tra virgolette eee… e… basta!». «Quindi continua a ritenere fosse uno sfogo». Capuano prova ad intromettersi, ma Baraldi risponde: «In quel momento io l’ho letto così». Con tanti saluti alla minaccia e ai 10mila caratteri precedenti dell’articolo, che avreste potuto benissimo evitare di leggere! (non ve la prendete con me. Piuttosto, pensate che non è di articoli che stiamo parlando, ma della vita delle persone…). Vi posto anche in questo caso l’audio, così potete rendervene conto e, se necessario, farlo circolare senza dover far leggere tutta la premessa.
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Poche domande, ma precise. Tocca allora a quel punto all’avv. Prioreschi, che domanda a Baraldi se fosse la prima volta che, nella sua carriera, avesse visto regolare in quel modo un pagamento. Baraldi prima dice di sì, poi ammette di ricordare un contratto simile voluto proprio da Sacchi per l’acquisto di Gilardino dal Verona. Seconda domanda flash: Prioreschi, a proposito del procuratore di Di Vaio, chiede al teste di ricordare chi fosse con uno sforzo di memoria (aveva detto Gea, “quindi Alessandro Moggi”). «Se io le dico che era rappresentato da Franco Zavaglia e non è mai stato rappresentato da Alessandro Moggi lei è in grado di contestarmi…». No. E come potrebbe: Prioreschi c’ha in mano le evidenze del processo Gea, dove il fatto è accertato.
Tocca a Gallinelli, difensore De Santis, che è interessato a Lecce-Parma, partita dell’ultima giornata di campionato arbitrata dal suo assistito che di fatto mandò il Parma allo spareggio, salvando il Lecce (e, secondo l’accusa, anche la Fiorentina). Per Baraldi il Parma fu penalizzato a favore del Bologna (che a sua volta è parte civile perchè danneggiato da De Santis. Pensate un pò!). A dire il vero, credo non ci siano più dubbi alcuni su quella partita. Baraldi, se possibile, aggiunge materiale all’arringa di Gallinelli.
Passiamo a Bonatti, difensore di Pairetto, che fa domande più “sulla Cupola”. Chiede se andò mai ad una cena organizzata da Sacchi, con i due designatori. Baraldi conferma di essere andato ad una cena svoltasi a casa di Tanzi e organizzata proprio da Sacchi (che tanto ama fare la morale agli altri…) alla presenza anche di Bergamo e Pairetto.
Siamo al nulla assoluto, tanto che la Casoria, prima di lasciare andare il teste, prova lei a fare qualche domanda, per vedere di fare uscire qualcosa di più. «Lei prima ha detto di questo “sfogo” minaccioso… Ma in questo sfogo minaccioso (Giraudo, ndr) le accennò come faceva a farle…». «No, no!». «Non fece neanche un accenno?». «No!».
LORENZO MINOTTI – Capuano gli chiede se ricordasse qualcosa dell’operazione Di Vaio. Minotti risponde che nel 2002, quando il calciatore venne ceduto alla Juventus, lui non partecipava alle operazioni di mercato essendo semplicemente all’epoca il team manager. Era però presente all’incontro per la risoluzione del contratto di Brighi, quello dello “sfogo” minaccioso, nel 2004, avendo nel frattempo assunto un ruolo più operativo (direttore sportivo di fatto). Dopo aver confermato il racconto dei due incontri svoltisi a Torino nella sede della Juventus il lunedì e a Milano al Principi di Savoia il mercoledì, Minotti aggiunge: «Posso dire che nel pomeriggio ci vedemmo (una terza volta, ndr) e alla fine la Juventus prese Brighi a quella cifra». «Ci furono delle reazioni da parte dei dirigenti della Juventus?», chiede il Pm. «Mah, io l’unica cosa che ricordo era che quando è stato il momento del pomeriggio che si è risolta la questione il dott. Giraudo in maniera molto forte in questa hall di albergo disse “E va bene allora firmiamo questo accordo, però sia chiaro che da oggi in poi i rapporti tra Parma e Juventus sono chiusi, cioè per me non esistete più” e qua finisce tutto, ecco. Fu detto in maniera un pò forte, sopratutto in una hall di albergo… c’era tanta gente… io sinceramente un pò… così… la sentii (intende che rimase colpito, ndr) questa cosa, però… finì lì, ecco, e l’accordo fu fatto». Della minaccia neanche l’ombra. Il che, detto da un testimone dell’accusa che smentisce lo stesso Baraldi (che in realtà smentiva a sua volta se stesso), rende l’idea della pochezza degli argomenti trattati. Gli avvocati difensori neanche intervengono. Fotografia perfetta.
CASORIA Teresa – Presidente IX Sezione Penale Tribunale di Napoli.
CAPUANO Stefano – Uno dei due Pubblici Ministeri.
BARALDI Luca – ex Direttore Generale del Parma.
MINOTTI Lorenzo – ex Direttore Sportivo del Parma.
BONDI Enrico – ex Commissario straordinario Parma/Parmalat.
LOMBARDO Avv. Marcello – Sostituto dell’avv. Krogh, difensore di Giraudo.
PRIORESCHI Avv. Maurilio – Difensore Moggi.
GALLINELLI Avv. Paolo – Difensore De Santis.
BONATTI Avv. Matteo – Difensore Pairetto.
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04. mar, 2011

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Perdete 5-10 minuti della vostra vita: serve che più persone possibile leggano la verità (visto che i giornali non la vogliono raccontare) e la diffondano. Grazie.
Antò, tutto bello come al solito…e saremmo anche contenti in vista di un verdetto. Peccato che la notizia fresca è la nuova ricusazione chiesta da Narducci. Ma com’è possibile? Le motivazioni si sanno? (Non leggo la gazza di galdi e piccioni)
Se accettano e la juve sta a guardare, giuro che stavolta mando a fanculo tutti…
Ma figurati! E’ anche quello l’ennesimo tentativo disperato di perdere tempo e prolungare ancora. Negli ultimi 40 anni le richieste di ricusazione a Napoli si contano sulle dita di una mano. In questo processo saremmo già a due. Non è normale, ma il motivo appare sempre più chiaro. Per il resto cerchiamo di restare, se possibile, sul pezzo. Ne riparleremo, della richiesta di ricusazione. ;)
Infatti non è normale! Niente è normale in questo Paese. Anzi mai nulla è stato normale da 150 anni…
Solo qui poteva accadere una vicenda allucinante come questa. Che l’accusa punti alla prescrizione e la difesa alla sentenza. Il tutto con la copertura della “grande stampa”, quella che media, come ha sparato ieri uno della categoria.
“lo strumento della ricusazione non può, attraverso la proposizione di istanze reiterate [...] trasformarsi in uno strumento di paralisi dell’amministrazione della giustizia”. (Cass. I sez. Pen., n. 5041)
NARDUCCI è degno compagno di ascensore di MORATTI!!!
…e non sarai l’unico!
e che aggiungere? se lo hanno richiamato per testimoniare e questa e’ la figura che ha fatto…
ma cosa ci vuole ancora per arrivare alle arringhe e al verdetto????
anche la storia della ricusazione adesso.
ma basta!!!!!!!!!!!!!!!!!
Antonio , noi viviamo questo rpocesso come se fosse quasi un processo “sportivo” ( quello vero ), ma come ricordi spesso tu , qui si parla dlle vita delle persone,dei loro familiari ,di figli ,di mogli …di gente fortunatamente che ha anche possibilità economiche di trovarsi dei buoni avvocati …..ma che ne sarebbe stato di noi ?
Avremmo dovuto fare un mutuo per comprarci i cd, e avremmo dovuto vendere la casa per pagarci Prioreschi e Trofino.
Veramente alla frutta.. la faziosità poi degli articoli reperibili in merito sono sconcertanti.. basti cercare su google:
Baraldi ha ricordato che Giraudo «manifestò il desiderio di farci retrocedere, ma le parole esatte non le ricordo», ha aggiunto. Giraudo avrebbe prospettato insomma «anche conseguenze di tipo sportivo che io intesi come ipotesi di farci retrocedere»
Inquietante, una “roba da regime”.
Per cortesia fate circolare ovunque: twitter, facebook, forums, blogs, siti..
Ormai siamo alla frutta (anzi all’amaro). Riconvocano testimoni e il Narducci nemmeno si presenta e nemmeno gli altri avvocati della difesa fanno un pur minimo intervento. Stanno tramando sotto qualcosa forse proprio la “ricusazione”. Speriamo finisca presto questa farsa. E’ incredibile che nessuno ne parli proprio a questo livello, cioe’ di farsa. Almeno tuttosport potrebbe fare qualcosa.
Domanda: secondo te si potrebbe acquistare una pagina intera a caratteri cubitali sulla carta rosa per pubblicare queste oscenità? E se si’ la stessa carta rosa, una volta scoperto il tenore dell’articolo, lo pubblicherebbe?.
Saluti.
Ma questo Baraldi e’ lo stesso che i tifosi del Bologna hanno “ricusato” come a.d. del nuovo corso societario?. Mi sembra prorprio di si. Si vede che lo conoscono bene. Mi sembra che lo stesso Minotti, con la sua deposizione, gli ha dato del bugiardo. Imputazione per falsa testimonianza no?
E di BARLDI conosco enche la FEDINA PENALE è bella farcita….di GIUDICATI…
ma tutti …o quasi…i TESTI di NARDUCCI sono dei galantuomini tipo BARALDI…NUCINI …GAZZONI FRASCARA…..DalCIn…e altri…pezzi da 90!!!
aaahhhh!!!
“…che io evidentemente lessi con un’ipotesi di (letterale, ndr) futura retrocessione”
In realtà alle difese bastava la frase sottolineata. Nessun riferimento esplicito, interpretazione di “sfogo” data all’epoca, nessuna denuncia, nessun accenno a “come” eventualmente farla pagare……. Minotti che smentisce è la ciliegina.
…e il bello (o il brutto) è che quando ci sarà la sentenza di assoluzione (perché se così non sarà emigrerò in Corea del Nord) molti giornali, insieme ai tifosi delle altre squadre e agli juventini normalizzati, cadranno dalle nuvole, stracciandosi le vesti perché il mostro Moggi è stato assolto.
È una vergogna!!!
Sbigottito e sbigottito ancora di più se pensiamo all’arroganza inetta di certa stampa (tutta o quasi) che invece di dire “scusate abbiamo sbagliato, può capitare ma adesso emendiamo” non trova nulla di meglio da fare che oscurare o peggio ripiazzare sugli scaffali merce evidentemente ed indiscutibilmente avariata (leggasi arbitri chiusi nei sottoscala).
Antonio una cosa non ho capito. La scrittura privata vietata dalla giustizia sportiva fu effettivamente fatta o no?
Grazie.
Si, non è contestata, non è un reato, era ed è di pratica ricorrente e potremmo paragonarla ad un obbligo di riscatto della comproprietà, che formalmente non esiste. Il punto però mica è quello: è la minaccia, o presunta tale.
Narducci è alla frutta…
Sì, sì, lo s o che il punto non è certo quello. Grazie.
Ma Moratti patron, è anche Giudice?
No, perchè per condannare la Juve con queste “accuse” solo lui ne avrebbe il coraggio.
Tanta mer@a inutile!
Cari Amici,
NARDUCCI e ABETE e PALAZZI…e MORATTI e GALLIANI e LA GAZZETTA dello SPORT con Galdi..e Palombo..LA Repubblica con Fulvio BIANCHI…e LA RUSSA e SEVERGNINI..e SCARPINI e Nucini e FacchettiJ. e Gianni Minà e AURICCHIO….stanno disperatamente di ALLONTANARE il CALICE AMARO…e se DOMANI sera a TORINO allo STADIO OLIMPICO ci sarà LUCIANO MOGGI…il MESSAGGIO SARA’ più CHIARO!!!
SPERIAMO!!
MOGGI A TORINO DOMANI TE LO DO AL 100%…
Quello della prescrizione (per moggi ed anche per il processo di giraudo) secondo me è un vantaggio per la Juventus, a detta degli addetti ai lavori l’associazione per delinquere è inesistente, l’unico modo per salvare eventualmente i p.m. in primo grado sarebbe quello di condannare moggi per qualche frode sportiva, quindi in caso di prescrizione non si dovrà attendere i tre gradi di giudizio, gli elementi nuovi emersi possono già di per se portare alla revisione del processo sportivo che come sappiamo è fondato su un illecito associativo. Diciamo di chi prescrizione ferisce di prescrizione perisce….cosa ne pensi Antonio?
Non lo so, giacchettone. E’ filosofia. Che ne sappiamo come ragionano questi. Abbiamo già assistito, dal 2006 in poi, a cose FOLLI. Non razionali. E io posso prevedere solo le cose razionali.
Cito Dimas poco sopra (Ridendo con un occhio e piangendo con l’altro…):
Solo qui poteva accadere una vicenda allucinante come questa. Che l’accusa punti alla prescrizione e la difesa alla sentenza!!!!!
Da stampare su 100.000.000 di magliette!
(E venderle. E guadagnarci. E prestare dei soldi ad Andrea perchè si possa comprare qualche giocatore ogni tanto…)
Ogni giorno cade un mattoncino… Bene, avanti così.
ho girato l’articolo ad un (ex amico) tifoso del Parma che da anni insisteva nel dire che lui all’epoca “frequentava la Società” e aveva “sentito direttamente da Baraldi e Minotti” che Moggi qui e Moggi là. Mi ha risposto che adesso non sa più cosa pensare ma che allora “si fidava di loro” e invece è stato solo complice di un delirio. Quanti pesci lessi (e pure fessi). Ma quanto male hanno fatto non solo alla Juve, ma al Calcio, allo Sport ed alla passione che li anima(va).