Solo uno che giocava in difesa
(di Francesco Savio)
Da bambino era uno che giocava in difesa, quindi quasi mai, all’oratorio, veniva scelto come primo quando si trattava di decidere chi voler essere durante la consueta partita pomeridiana.
“Io sono Platini!”
“Io Boniek!”
“Ma noo, volevo farlo io! Allora io Paolo Rossi!”
“Io Tardelli!”
“Io Cabrini!” (che era il più bello).
Da bambini si vede solo una dimensione delle cose, quella più appariscente, e talvolta gli eccessi sono più affascinanti di un’apparente, noiosa normalità. Gaetano Scirea diventava uno di noi sul campo dell’oratorio solo quando finivano gli attaccanti e i centrocampisti da interpretare. Scegliere Scirea inoltre voleva dire starsene in difesa, a protezione di Dino Zoff, anche se su questo punto perfino a nove anni capivamo che c’era qualcosa che non andava nel ragionamento più scontato.
“Perché pur essendo un difensore il numero 6 della Juventus segnava così spesso? Perché non si beccava mai un cartellino rosso?”
Chi faceva Scirea allora, era difensore, ma poteva sganciarsi in avanti, palla al piede, e tentare pure la via del gol. Se i compagni di squadra protestavano per l’abbandono della retroguardia, si poteva rispondere prontamente:
“Sono Scirea, posso”.
Immaginatevi una domenica degli anni ottanta. L’albergo era distante nemmeno duecento metri da casa mia. Lì dentro c’era la Juve, l’avevano capito tutti nel quartiere perché Bettega, la sera prima, si era intrufolato nella chiesa durante la messa delle diciotto. Tra i credenti si era alzato un sottile brusìo.
“Ma quello lì non è Bettega?”
“Ma certo, è Bettega! Domani c’è la Juve, è proprio lui”.
Gesù per un attimo aveva perso consensi, in chiesa c’era Roberto Bettega.
Immaginatevi una domenica mattina, la folla fuori dall’albergo, dopo un po’ ma che stiamo a farci, tanto non uscirà mai nessuno. Ma no, forse qualcuno sì. Dai, aspettiamo ancora dieci minuti.
Gaetano Scirea che firma autografi una domenica mattina degli anni ottanta. Un uomo timido, gentile, che pare serio, ma poi sorride appena e ci conquista tutti con uno sguardo. Come faccio a spiegarlo a un bambino di oggi. A descrivere un’eleganza sul campo fuori dal comune, una correttezza combattiva da campione del mondo. Mi viene in mente solo una cattiveria, che non vorrei dire, ma mi scappa. Ecco bambini, immaginatevi Marco Materazzi. Fatto? Ok, adesso pensate all’esatto contrario.
Franesco Savio
http://francescosavio.blogspot.com/



03. set, 2010

AUTORE DELL'ARTICOLO




Il paragone con Materazzi per fare capire chi era Gai è impietoso…
Fa quasi piangere. Anzi, fa piangere :) Tranne l'ultima battuta che è bellissima ;)
Sempre nei nostri cuori SEMPRE
…pelle d'oca…
Lo stile juve rappresentato da una persona.
Ciao gaetano,ci manchi.
L'Uomo,Il Giocatore,Il Capitano
In un articolo così ben scritto e così commuovente ci stona l'ultima frase..non che non sia vera, ma ci stona con tutto il resto. Ciao Gai.
Ero bambino allora e Platini era appeso a tutte le pareti. Eppure se pensavo alla Juve mi veniva in mente lui. Platini era il campione, ma Scirea era la Juve…
Stavo per piangere io che purtroppo non ho mai potuto vedere Scirea……Grande pezzo!!
Bellissimo articolo per chi come me non ha potuto mai vederlo giocare.
peccato…. Ti invito a guardare almeno 10 partite di scirea….. per capire…. io ho 34 anni ed ero tuttavia un ragazzino…. ho avuto dopo modo di studiarlo…. ed è stata una scoperta sensazionale…. inizia da juventus – porto finale della coppa delle coppe anno 1984…. l apoteosi!
Grande Giocatore…..ma soprattutto grande UOMO!!!!!!!!
Ps avrei evitato solo il paragone con Materazzi…….non si puo' nominare un giocatore simile in un articolo che ricorda il mitico Gaetano
IMMENSO GAI !!
Il miglior interprete del ruolo di difensore della storia del calcio! se si vuole imparare a capire che significa saper difendere bisogna studiare GAETANO SCIREA! grazie GAI!
Gaetano Scirea era per me il simbolo di una gran bella affermata certezza.
Un giorno è morto.
Ed ecco che, improvvisamente, mi sono reso conto che nessuna certezza dura per sempre.
Con la sua scomparsa è come crollato un maestoso castello nella mente di tante persone.
Altri tempi, bei tempi…
Scirea è la Juve, inconcepibile uno stadio che non porti il suo nome!
Pensare che quel coso citato alla fine si diletta nello stesso sport di Gaetano è blasfemo. Scriverne il nome nello stesso articolo crea un'idea di distanza siderale tra le parti e tanto tanto tanto fastidio psico-fisico.
Grande Scirea.
Ricordo quel giorno come fosse ieri una di quelle ferite che non si rimarginano, specie quando la sorte porta con se un uomo buono di quelli che non pensi mai vedere andare.
Ciao Gaetano quanto ci manchi.
Calcio di altri tempi.
Uomini di altri tempi.
Che bell' articolo. Ricordo come fosse ieri il giorno della sua morte. Notizia scoperta per caso curiosando nell' ultimora della novità, per me, televideo rai. Che dolore quel giorno….io e mio padre con le lacrime agli occhi in silenzio….
Ho 38 anni e Scirea lo ricordo benissimo seppur ragazzino…. quelle partite del mondiale dove qualcuno alla fine osò preferirgli nella top 11 lo spigoloso Stielike libero dell' allora Germania (Ovest).
Ma Gaetano era di un altra caratura… interprete del ruolo inimitabile per tempi di gioco, pulizia, tecnica ed eleganza. Capace di impostare, dribblare, partecipare alla manovra e inserirsi in attacco…. un mostro – Scirea era "il Libero".
Capace di migliorare con l' umiltà che lo contraddistingueva (stigmate dei campioni) anche quel gioco di testa che era forse l' unica cosa che gli riusciva in modo solo normale.
Esempio per i compagni, con Zoff vera guida silenziosa della Juve di quegli anni… Juve che sarà poi di Platini… che lo ricorda sempre con lo sguardo pieno di quell' ammirazione che Gaetano suscitava in chi lo conosceva da vicino.
Sarai sempre nei nostri cuori Gai.
Bon…devo dirlo …lui sì vero esempio di stile e di correttezza ( cui ispirarsi ) nei modi, nelle parole e nei fatti… non come altre bandiere tanto "sponsorizzate" dalla sponda neroazzurra che ormai sventolano a mezz' asta lordate da quello che si è venuti a sapere grazie alle intercettazioni . Tiè.
belle parole, ma il paragone con l'onesto e' forzatamente fuori luogo. preferisco sapere chi e' il n.6 bianconero che sapere chi non e' il n.23 perdente.
cosa sarebbe stato se …. molto probabilmente sarebbe stato l'allenatore della Juventus, oltre che essere una vera e propria icona bianconera (e questo ovviamente lo è).
In realtà il paragone non va fatto con Materazzi, ma con Franco Baresi. Un giocatore onesto e corretto da un lato, un fabbro sempre pronto al fallo tattico e col braccio sempre alzato dall'altro, anche quando sapeva di essere nel torto, ma candava bene comunque pur di indurre l'arbitro in soggezione. Oppure si potrebbe fare un paragone con Facchetti, quello onesto e gentile, però sempre pronto a telefonare e dossierare. Ma qui meglio stendere un velo pietoso.
Impossibile ogni tipo di paragone con il grande Scirea: quanti calciatori degli ultimi anni potrebbero reggere il confronto? La sfortuna volle che viaggiasse su una vecchia Fiat 125 carica di taniche di benzina…