Sfogo di uno sportivo deluso
Raccolgo lo sfogo inviatomi via email da un mio caro amico. Leggetelo e ne riflettiamo assieme. E’ un articolo “difficile”, me ne rendo conto. Ma questo è un blog “difficile”. Vi stuzzico su un tema delicato, che prescinde dalla opinione che ognuno di noi ha dell’attuale società o dell’attuale (per poco ancora) allenatore. Qui si parla di risultati sportivi e cultura dello sport!
Caro Antonio, sono disgustato dalla totale mancanza di cultura sportiva in Italia. Tutto, tutto, tutto è vincolato al risultato. Il che è anche giusto, ma qui si cambia idea in 7 mesi anche sulle qualità umane di una persona, solo perchè ha perso 7-8 partite. A maggio Ferrara era un grande, con mentalità vincente e dna juve.Oggi è uno sfigato, un incapace, inesperto e fallito. Non ce la si fa proprio ad accettare che una squadra non funziona per uno, o due anni? No. Il Liverpool non vince lo Scudetto da 20 anni eppure ad Anfield i tifosi riempiono lo stadio, nn fanno cori razzisti, e anche se perdono cantano You’ll Never Walk Alone a squarciagola. A Torino… curva chiusa, contestazioni, cori razzisti, Polizia. E questo perchè? Perchè la Juve DEVE vincere. E nn lo fa da “soli” 4 anni. Ma che sport è se non si accetta la sconfitta? Che sport è se non si accetta che per una serie di motivi si è inferiori ad altri avversari? No, si preferisce far passare un grandissimo ex campione come Ciro Ferrara per demente, si preferisce la scorciatoia del repulisti come panacea di tutti i mali, si preferisce mostrare al popolo la testa del colpevole, che poi colpevole è ovviamente solo in parte, e lo sanno bene tutti.
Ciro ha avuto prima di tutto il coraggio di accettare un incarico gravoso, e non era affatto scontato, essendo per lui l’esordio come tecnico ad alto livello. Poteva tranquillamente dire “No grazie, tra qualche anno magari”, per non rischiare di bruciarsi la carriera. Ma da uomo vero qual è ha scelto di dire “Si, se avete pensato a me, io accetto”, non tirando indietro la gamba, come quando era in campo e menava gli attaccanti avversari. Poi magari anche lui aveva dei dubbi, anche lui si poneva degl interrogativi circa la sua esperienza, ma ci ha provato e, purtroppo, è andata male. Ma qui si dimentica che ci sono dieci giocatori che per un motivo o per l’altro non sono mai stasti a disposizione. Si dimentica che si è perso un grandissimo uomo in campo e fuori come Nedved, e per quanto Diego possa essere bravo, oggi capiamo cosa volesse dire avere un Pavel in campo e nello spogliatoio. Si dimentica che i campioni della vecchia guardia hanno un anno in piu’, e ce ne siamo accorti tutti. Si dimentica che l’Inter, che ci piaccia o no, da 4 anni, pur non incantando, ha acqusito meccanismi e sicurezze che la Juve ancora, giocoforza, non ha acquisito. Non è che ti chiami Juve e vinci per forza. Non è che il Milan stia vincendo uno scudetto ogni anno, non è che il Liverpool o l’Ajax o lo stesso Real vincano scudetti a ripetizione. Ci sono momenti in cui si è incudine e momenti in cui si è martello. E’ lo sport, è la vita. E ci va pure bene che noi, martello, lo siamo stati un bel po’..e torneremo ad esserlo. C’è chi non lo sarà MAI.
Marco Morgante
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27. gen, 2010

AUTORE DELL'ARTICOLO








Ci saranno pure momenti in cui si è incudine e momenti in cui si è martello… ma perdere 11 partite (e siamo solo a meta stagione) e troppo!!!
la cultura sportiva,o meglio,la sportività dobbiamo tenerla sempre presente.Ma credo che ora sia il momento di concentrarsi sulla cultura del LAVORO E PROFESSIONALITA'.
Bagni: "Ferrara, controlla se c'è ancora il tuo nome sul sediolino del pullman" [seguono 5 minuti di risata]
Che squallore. Mi spiace tanto per Ferrara, vittima di un sistema sbagliato e mi associo alle parole del Morgante.
ribadisco che non riesco a considerare una "vittima" un professionista che ha guadagnato miliardi in carriera.
ferrara poteva scegliere di farsi da parte.
non l'ha fatto per mille ragioni.
però così si è prestato al gioco del sig. blanc.
mi spiace ma non la considero una scelta intelligente.
L'articolo non è difficile ma, forse, un po' generalista. Lasciamo da parte la cultura sportiva, noi non siamo inglesi, non abbiamo le scuole inglesi o americane dove si fa "sport". Noi abbiamo delle squadre (in particolare nel calcio) dove dalle giovanile vige la ricerca del campione. Lo sport è altra cosa. Ferrara può avere tutte le attenuanti possibili (infortuni, sfortuna ecc..) ma, ad un certo punto, devi prendere atto della realtà. La realtà è la carenza di risultati (che sono elemento inconfutabile di verifica di un lavoro). A questo unisco la spirale psicologica negativa che si genera nell'ambiente, componenete deleteria in qualsiasi campo. Ha poco senso ribadire che sono professionisti bla, bla … ma prima sono uomini! Il morale non lo cambi con i soldi ma con i risultati, le gratificazioni, i successi. Vi siete mai chiesti cosa è in grado di fare una sequenza di risultati positivi? Si dice sempre che il morale è alle stelle, che cresce l'autostima, provi giocate difficili. Perchè non può essere vero il contrario? Un appunto a Ferrara (mancanza di coraggio e/o capacità di lettura delle partite) lo sintetizzo in questa considerazione. Con l'Inter (Coppa) perchè dopo il pareggio non ha scelto tra abbottonarsi e puntare ai rigori (inserendo Marrone al posto di Amauri) oppure rischiare e giocarlsela (inserendo Paolucci al posto di De Ceglie)? Che senso ha inserire Paolucci a 2 minuti dalla fine? Questa è la palese manifestazione di idee offuscate.
Un cenno sulle "pretese" della tifoseria. Temo che nel condivisibilissimo articolo sia completamente assente la visione che il nucleo forte della tifoseria ha della società Juventus. Mi spiego: qual è la differenza tra i nove anni senza uno scudetto dell'epoca Milan-Napoli e la striscia di pochi anni, attualmente in corso? La parola è una sola, Calciopoli. Sgombero il campo subito: ho molte riserve su Moggi e Giraudo, e molte di più sugli ultras, che spesso hanno la pretesa di determinare le sorti di una "cosa" non loro.
Però non possiamo dimenticarci che la dirigenza attuale (a torto o a ragione) è quella che ha "congruito" una pena pesantissima in sede dibattimentale, ha chiesto il patteggiamento per il falso in bilancio, salvo poi vedersi assolta perché il fatto non sussiste, ha venduto i migliori giocatori alle dirette concorrenti, ha giudicato l'anno di B un bagno di umiltà e di simpatia (mai stati in B prima!!!), si è profusa in acquisti francamente discutibili (la lista è lunga ed è inutile riproporla) e, da ultimo, ha tenuto sulla graticola un tecnico come Ferrara che non andava cacciato a Natale, ma non doveva proprio essere un'opzione.
Ai miei occhi questi e i molti altri comportamenti "antijuventini" costituiscono un vulnus insanabile per il tifoso medio, e, in parte, contribuiscono a spiegare anche i comportamenti dei decerebrati che insultano per motivi razziali Balotelli, che, oltre all'aspetto cromatico, che condivide con centinaia di giocatori, è antipatico e gioca nella squadra espressione del sistema che ha svenduto i colori calcistici più prestigiosi d'Italia facendo finta di riparare tutti i guai della società italiana, droga e disoccupazione inclusi.
A peggiorare il quadro, il cenno all'educazione sportiva è quanto mai azzeccato, ma sto discorso non lo comincerei affatto, posto che siamo completamente privi di coscienza sociale e, in sostanza, di educazione come valore.
tanto per cominciare dovrei replicare all' autore dicendo che, è pur vero che il liverpool non vince lo scudetto da un bel po' di anni, ma è anche vero che 2 anni fa ha vinto la CL, e non è mica roba da poco.
poi fino allo scorso anno si giocava lo scudetto punto a punto, non come noi che arriviamo a chilometri di distanza.
Poi ci sta che si possa passare un periodo negativo ma una tale mancanza di risultati di idee e di progetti reali questa è la cosa più triste.
Mi dispisce veramente tanto per Ferrara come uomo, ma come professionista, coraggioso…. ma dai. Lui doveva farsi un bagno di umiltà e chiedersi se veramente era in grado di prendere una squadra con degli innesti importanti e dargli una identità, invece di fidarsi di "amici" doveva vedersi dentro, allora si che avrebbe preso la decisione giusta.
Inoltre per quello che riguarda la mentalità vincente, mi spiace qui non si tratta di vincere, qui si tratta di scendere in campo e di dare il massimo ad ogni partita fino alla fine, mi sembra che più delle volte i giocatori andavano a passeggiare in campo e quelli non li mettevo io.
La dirigenza….. lasciamo perdere, poi con la storia di Benitez si è raggiunti il massimo dell'indecenza, un vera farsa…. ma svegliamo!!!!!!
Cmq mi dispiace veramente per CIro, un grandissimo e sono sicuro che si riprenderà alla GRANDE!!!
Purtroppo è capitato con la peggiore dirigenza che si sia mai vista nei professionisti.
L'allenatore è un mestiere. Segue le regole di ogni lavoro. Tralasciamo l'aspetto del compenso ? Proviamoci: ogni lavoratore ha dei compiti ben precisi, ha delle responsabilità, ha delle capacità che con il passare del tempo possono incrementare, rimanere prossime allo zero o peggio regredire. In ogni lavoro c'è un tempo per apprendere, un altro per agire e mettere in pratica, sperimentare e accumulare esperienza. In ogni lavoro il tempo concesso per commettere errori, è proporzionale al compenso percepito. No proprio non possiamo tralasciare il compenso percepito da allenatori, giocatori & co. E' giusto -secondo me- che il tempo concesso agli allenatori per sbagliare, sia notevolmente inferiore ad un normale impiegato, libero professionista etc. Non è morale, è una semplice regola economica.
Io credo che questi discorsi sull'inghilterra siano molto utopistici, dall'inghilterra vi arrivano soltanto le buone notizie e quindi credete sia tutto un paradiso terrestre, anche li contestano certo non come da noi, ma questo dipende anche da cosa è il calcio per noi, e cosa è per loro, alla base di tutto sta la diversa concezione di questo sport, che per loro è un semplice svago, per noi Italiani invece che ci piaccia o no è qualcosa di piu, quasi una "fede".
Poi comunque anche li vengono esonerati gli allenatori se i risultati non arrivano, e il paragone con il Liverpool ci puo stare ma le 2 situazioni sappi che sono molto differenti, il Liverpool è una squadra ormai consolidata (come lo è la panchina di Benitez) e quindi capace di reggere certi sbalzi di risultati, noi Juventini invece veniamo da una situazione diversa, abbiamo la fretta di rivedere la Juventus tra le grandi (perche in fondo lo stesso Ranieri vi ci aveva riportati) dopo gli avvenimenti del 2006 che tutti conosciamo.
E poi Ciro era una scommessa aperta, che io non avrei mai fatto dal principio riconfermandolo, evidentemente chi l'ha fatta non ne era neanche pienamente convinto e questi sono i risultati di scelte "importanti" prese con leggerezza.
UN ESORDIO PREANNUNCIATO GIA DA QUANDO VENNE CONFERMATO…