Precisazioni non dovute
(di Antonio Corsa)
Avete ragione, lo premetto: sbaglio io. Non ha senso cercare dialoghi costruttivi con chi ha le mani sulle orecchie, pronto a tapparsele non appena si prova ad argomentare. Nè ha più senso citare progressivi, informative e deposizioni a chi, messo all’angolo, risponde di essere un giornalista e non un avvocato. Certo però che se il livello degli interlocutori è basso, la colpa è degli interlocutori, non del tentativo di confronto. Ad ogni modo si è provato a ribattere, nel tempo, alle (non) argomentazioni dei giornalisti tifosi (quelli alla platea di Biscardi, Ravezzani, ecc), ma al di là di qualche battuta non si può andare (ragionateci voi col “dottor” Furini). Lo si è fatto, nel limite del possibile, con gli articoli della Gazzetta dello Sport del direttore che “orienta” l’opinione pubblica. Si è provato recentemente a farlo con siti e blogs nati come tentativo di “risposta” a quelli bianconeri. E nada, cancellano proprio i commenti degli juventini che ribattono a quanto affermano (senza contraddittorio). Ora però ci si è messa pure Inter Channel. Il 5 ottobre è stato mandato in onda un servizio davvero incredibile, al quale – sbagliando – mi sento comunque di rispondere, nel mio piccolo. Non per loro. Ma per amore della verità. Perchè avere una televisione dietro, dei soldi per montare un video e dei tecnici per farlo sembrare accattivante, non vuol dire necessariamente avere argomenti migliori, anzi.
Comincio con delle precisazioni non dovute. Mi metto in discussione, anche se non si parlava evidentemente di me. Lo faccio per far capire a chi non ci arriva come “la forza” di questo movimento di controinformazione (specie quello nato nel web) sia proprio il fatto di essere composto da gente comune, quella che in precedenti articoli ho definito “la gente della Juve”, che andrebbe ringraziata proprio per l’essere composta da gente che non lavora per, nè è al servizio di. Gente che non ha potere mediatico (c’è democrazia, almeno nel web: puoi scegliere cosa leggere, e chi) e, se in tanti continuano a dare seguito agli approfondimenti partecipando attivamente, informandosi, proponendo, ribattendo… non è certo grazie al potere delle tv, dei soldi, delle “amicizie”.
Dicevo..
1. Per me Luciano Moggi è Luciano Moggi. Non è “Lucianone”. Non ho la confidenza di chiamarlo così, nè è mio stile usare nomignoli e soprannomi, nemmeno per “gli interisti”. L’ho sentito un paio di volte per telefono, e ho usato il “lei”. L’ho visto una volta in tribunale, e ho scambiato 4 parole 4, lasciando ai “tifosi” la possibilità di fare foto (non ne ho neanche una con lui e non la mostro su facebook), autografi, ecc. Ho rapporti molto più “di collaborazione” (praticamente via email) con Nicola Penta e l’avv. Maurilio Prioreschi, oltre che con l’avv. Paolo Gallinelli. Perchè la mia curiosità mi spinge a fare domande, a cercare di capire. E la voglia è quella di raccontare sempre meglio quanto accaduto prima e dopo il 2006. Non scrivo “su mandato” di “Lucianone”, nè su richiesta. Scrivo perchè sono convinto di quello che scrivo. Perchè il mondo non si divide in “moggiani” e “antimoggiani”, ma in verità e bugia.
2. Personalmente, non devo niente a Luciano Moggi. Nella vita faccio il commerciante, nessuno mi regala un euro, non ho fatto “carriera” grazie a nessuno, non ho proprio fatto carriera, nè ne ho voglia. Credo, semmai, di essere nella posizione di “avanzare” qualcosa. Un grazie, da uomo a uomo. Un fatto privato, e non sportivo. Perchè, credetemi, se vi fate un giro a Napoli invece di limitare le vostre letture a blogs, forums e simili, vi rendete conto immediatamente che qui, ormai, di calcio, c’è poco e niente. C’è un processo per camorra alla stanza a destra, e uno per spaccio in quella a sinistra. Non è il processo di Biscardi. In aula c’è il gabbiotto, anche se non lo usano, e al piano di sotto si sente ogni tanto qualcuno che urla, i familiari che gridano dopo una sentenza sfavorevole, le guardie che corrono a riportare l’ordine. Insomma, è un tribunale. Questo, ogni tanto, chi fa informazione (anzi: chi apre la bocca, più in generale) dovrebbe ricordarlo.
3. Sono fra quelli che pensano che i canali tematici ufficiali di un club non dovrebbero essere “usati” per difendere la società. Esistono i tribunali, per quello. La gente non va “guidata”, o “indirizzata” (cit.), ma bisogna trattarla con rispetto. E rispetto impone di far ascoltare integralmente le tesi sia dell’accusa che della difesa. Altrimenti è propaganda. Nel caso specifico del video, lo è anche di basso livello, e contenente possibili diffamazioni. Descrivere Nicola Penta come una persona “dal passato quantomeno discutibile” è un’offesa gratuita e non motivata che potrebbe anche andare bene in un salotto tra amici, nelle serate con birra a fiumi e rutto libero. In un servizio televisivo, invece, no. Lo “sbobinatore” di Moggi ha in calendario, comunque, il 5 novembre prossimo, l’udienza preliminare nei confronti di due giornalisti querelati che già avevano provato a metterla su questo piano, nel recente passato. Se dovessero essere rinviati a giudizio…
Ciò premesso:
1. Dire che a Luciano Moggi non importi della “salvezza istituzionale” è falso. L’ha dichiarato più volte, ed ha perfettamente ragione: vuole avere la libertà di decidere lui se e quando ritirarsi dal calcio, ma uscendone pulito. Non ha mai patteggiato, come altri. Non ha mai chiesto la grazia, come altri (appuntamento all’Alta Corte, per i nomi). L’hanno detto chiaro e tondo i suoi legali: “La grazia la chiede chi è colpevole!”. Lui vuole giustizia. Magari non interessa più fare il diggì, magari sì. Ma tutto si può dire di quest’uomo tranne che non stia lottando in tutte le sedi possibili e immaginabili per evitare la radiazione. Gli importa, e pure molto. Non si sta togliendo dei sassolini, ma si sta difendendo. Che è cosa diversa.
2. La riabilitazione mediatica in genere è una speculazione esattamente quanto lo è l’affossamento. Ed è un meccanismo messo in moto dagli stessi, molto spesso, perchè fa notizia (share) almeno quanto l’affossamento. La storia è piena di esempi in questo senso. Per evitarli, entrambi, basterebbe raccontare i fatti, e non le opinioni. Ciò detto, neanche in Italia basta il solo supporto di qualche “giornalista amico” per passare da mostro a santo. Moggi, più semplicemente, il rispetto se lo sta guadagnando con i fatti, anche da parte di quegli stessi (non tutti) ultras bianconeri o “bonipertiani” (di pensiero) che quando era diggì della Juve lo contestavano per certi suoi atteggiamenti, prendendone le distanze. Non grazie a Melli, Angelini e Discreti (ad avercene, per carità), ma perchè sta dimostrando di vendere cara la pelle, di volere veramente giustizia, di andare contro il mondo del calcio (e non solo: anche contro Torino, in alcune fasi) cercando di ribaltare a proprio favore delle sentenze (quelle sì, mediatiche) sbagliate. Uno che si comporta così il rispetto lo guadagna “senza aiuti”. E anche chi gli è stato nemico, lui lo sa, ora gli tributa l’onore delle armi.
3. La “madre di tutte le intercettazioni”, giusto per chiarire, non è stata mistificata “dalle centinaia di operatori del settore” dell’informazione legati a Moggi. Si è discusso di quella telefonata in tribunale, e l’ha fatto l’avv. Trofino. Che si possa aver trascritto male una parola è possibile. Personalmente, e l’ho detto subito (e in tutti gli articoli ho riportato la versione per me corretta), ritengo il “Collina” lo pronunci Bergamo, e non Facchetti. La si può pensare diversamente. Si può anche sbagliare (vedi il perito del tribunale definito dallo stesso servizio “superpartes”, che con doppio carpiato ha prima fornito una trascrizione, poi l’ha incredibilmente corretta: e se lo fa il perito del tribunale “superpartes”…). Ma onestà intellettuale impone di raccontare la verità. E la verità è che, a prescindere da chi abbia detto Collina (machissenefrega!!!) vi sono due telefonate (taccio della Rodomonti-Bergamo) che i Carabinieri hanno fatto finta non esistessero e che Palazzi ha invece ritenuto sanzionabili. Spostare il tiro su una parola, omettendo di raccontare il comportamento scorretto di Facchetti in quell’occasione, è un giochino, questo sì, mediatico, di basso livello. Omettere di dire che Facchetti prima chiede al giovedì al designatore degli assistenti di mandargli i migliori due (il giovedì, ripeto. Con tanto di rassicurazioni) e poi di mandare Collina (da quando in qua si chiede pure l’arbitro?) anche bypassando il sorteggio, se necessario, è un raccontare la verità a proprio piacere. Omettere di dire che il giorno dopo Facchetti chiama Bergamo per sapere della griglia e chiede espressamente chi fossero gli arbitri, avanzando anche perplessità nei confronti di uno di loro, reo di essere stato protagonista nel passato di un arbitraggio poco gradito ai nerazzurri (riceverà rassicurazioni anche in questo caso), non è fare informazione. Non raccontare poi che alla domenica Carraro chiede di non sbagliare a favore della Juve, che Bergamo chiede a Rodomonti nel dubbio di favorire l’Inter e che l’elezione di Lega avverrà a marzo (parecchi mesi dopo) col voto di 37 società (tra cui l’Inter) su 39 (e verrà eletto Galliani, AD della squadra in lotta con la Juve per la vittoria di quello Scudetto) e dare letture fantasiose alle singole telefonate è fare free climbing. Nascondersi, ancora oggi, dietro il “metti Collina” invertito significa, semplicemente, nascondersi. Che è l’unica cosa che all’Inter ultimamente riesce, tra prescrizioni ed interpretazioni delle norme Uefa (del 2007 con fatti compiuti nel 2006). E ometto i santini, “usati” in maniera francamente – questa sì – discutibile. Tutto ciò che ultimamente si è riusciti a dire a Milano è che ci sono comportamenti “antipatici”. Palazzi che fa la relazione sull’Inter è “antipatico”. La Juventus che fa un esposto all’Uefa fa un gesto “poco bello”. Magari i Vieri, i Moggi, i De Santis ecc. che chiedono conto nel processo Telecom sono “cattivoni”. “Simpatici” solo Guido Rossi, Abete e Platini dopo la battuta (ma ora è tornato antipatico pure lui, grazie a Dio). Francamente è una lettura… come dire… piuttosto infantile.
4. Che la Rodomonti-Bergamo servisse per “inguaiare chi in sede procedurale non era stato nemmeno menzionato” (l’Inter, così ci capiamo) lo pensa solo l’Inter. Quella telefonata verrà usata dall’avv. Trofino, il 25 ottobre prossimo, per dimostrare (assieme alle altre prove raccolte) l’insusisstenza dell’associazione a delinquere. Chiamasi coda di paglia?
5. Affermare che quella telefonata si trovi a pag. 17 del “Libro nero del calcio” è un falso. Non c’è. E non c’è neanche, ovviamente, nelle informative dei Carabinieri (capisco che ai giornalisti interisti servano i libri con le copertine colorate, però ecco, si ragiona su quelle, quando si parla di processi penali. Qui, almeno, siamo abituati a fare così). Ma al di là di tutto: proprio a livello logico che vuol dire chiedersi “chissà come mai queste intercettazioni non fanno parte del materiale a supporto della difesa”, con tanto di “chissà!” malizioso a commento? Ma se come detto non è nelle informative e l’ha tirata fuori Prioreschi, nominandola in tribunale (e Trofino “chiuderà” parlandone)! Non è che basta buttare dei “chissà!” a caso, per fare giornalismo d’inchiesta. Può servire per i propri telespettatori, magari. Per quelli superficiali sicuramente.
6. Dire “Peccato che chiunque abbia pubblicato la mistificazione di una notizia come il rafforzamento di una tesi complottista, trasformato una non-notizia in notizia (avranno scritto male il testo, così dice, ndr). Peccato soprattutto che nessuno chiederà mai scusa ai lettori per un disservizio che continua a causare incomprensioni” è quindi come sputare in alto e aspettare che la saliva si spiaccichi sulla propria faccia. Così come lo è parlare del “rapporto giornalisti-editore” (ad esempio io sono editore di me stesso. Ad Inter Channel ne hanno uno?).
Insomma, per concludere e senza fare gli intellettuali radical chic o quelli che si prendono troppo sul serio: ma alla fine, all’Inter, che minchia (cit.) di problema hanno? Se noi si dice stronzate, non hanno da temere. Si rilassino, così come rilassati e sereni appaiono Andrea Agnelli, Luciano Moggi e tutti gli altri “nostri”. Loro (gli interisti) sono “il bene”, gli altri “il male”, lo ripetono sempre. E nei cartoni, si sa, vince sempre il bene.
Nei cartoni.



08. ott, 2011

AUTORE DELL'ARTICOLO




altra circostanza su cui riflettere che emerge da questo pezzo d’alta scuola giornalistica: si dà per acclarata la sussistenza della famosa “combriccola romana” tendente a favorire gli arbitri romani vicini a de santis; ma Auricchio, nella sua deposizione fiume, non aveva smentito in prima persona tale ipotesi investigativa?
Esattamente.
Sulle ammonizioni non sono preparatissimi: continuano a dire che prima di Bologna Juve sono stati ammoniti e squalificati Petruzzi Nastase e UN ALTRO TITOLARE (non sanno nemmeno chi è e quindi la buttano sul generico). Probabilmente si riferiscono a Gamberini, ammonito ma non diffidato, a causa dell’errore fatto da Damascelli al telefono con Moggi che ha indotto in una prima fase in errore anche gli inquirenti (che non andavano a controllare i referti, ma si basavano solo su quello che veniva detto al telefono). E poi dire UN ALTRO TITOLARE, quando titolari non lo erano neanche Petruzzi e Nastase è veramente pessimo
E su Udinese Brescia stessa cosa: scrivono “La partita è molto contestata e l’arbitro espelle Jankulovski per i friulani ed ammonisce altri giocatori dei quali solo uno salterà la gara contro la Juve”. Perchè non scrivono chi è questo “solo uno”? Forse perchè non c’è? Eravamo appena alla quarta giornata e ovviamente non c’era ancora alcun diffidato per l’Udinese. Jankulovski viene espulso per un pugno in faccia ad un avversario. Quindi di cosa parliamo?
@ Anonimo Veneziano:
1) l’italiano di Moggi non è propriamente da accademia della crusca, diciamo che spesso e volentieri maltratta i congiuntivi
2) verificare se ciò che viene detto al telefono accade è proprio il minimo: sai quante denunce di violenza carnale verso Monica Bellucci mi sarei già preso altrimenti?
3) altro che Germania Est: solo in 1984 ho visto i processi ai pensieri.
SE questo è il massimo che un interista riesce a produrre capisco perchè sia così facile metterli alle strette e costringerli a blaterare di Paparesta sequestrato et similia.
ma poi la sim di desanctis mica si smonta solo dicendo che è nel periodo in cui lui è svincolato?
Basterebbe e avanzerebbe. Voglio dire: non essendo comunque a prescindere reato usare sim svizzere, se non si prova l’utilità delle stesse per conseguire un obiettivo “per la cupola” a che servono?
visto che sono meno esperto,mi puoi ricordare i periodi esatti di svincolo e di attribuzione scheda?
Moggi avrebbe dato la scheda a De Santis il 6 gennaio 2005. Il 7 la scheda si sarebbe attivata (anche se in realtà non c’è alcuna chiamata, e non si capisce come si sia potuta attivare). Da allora parte per i PM lo “svincolo”, perchè comincia ad arbitrare contro la Juve, Fiorentina, ecc.. e “affossa la Juve” (come aveva fatto tra l’altro il 6 contro il Parma, non dandoci un rigore netto). Aggiungi come carico che questo sarebbe il promotore dell’associazione, e riceve la sim per ultimo, quando non serve più anzi diventa “nemico”. E che se ne fa?
c’è un giorno esatto dello svincolo?o cmq è gennaio?
Il giorno stesso che riceve la scheda!!!!!!!!!!!
X attivare una scheda sim basta inserirla nell’ apparecchio ed accenderlo .
pare che non serva chiamare.
all’accenzione viene inviato il numero ed il codice identificativo proprio del cellulare
sicuramente per chiamare non basta,attivare non so,dipende che intendiamo per !attivare”
mi sarebbe utile sapere da che data si ritiene si attivi la scheda di racalbuto
Moggi non sta tenendo un discorso, è al telefono e parla con un linguaggio colloquiale. Il “Serve” potrebbe anche stare per “mi sarebbe utile”. L’accezione giusta del “serve” lo si può dare solo conoscendo l’interlocutore e quindi il contesto.
Un ordine, una richiesta, un auspicio..non lo si può dedurre.
E poi dicci chi ha stabilito che nel primo stralcio parlava con pieri.
E poi la storia delle ammonizioni preventive crolla sia guardando le classifiche a riguardo sia con il de santis che non ammonisce nesta-rui costa e seedorf con la fiorentina.
.. e Costacurta
oltre a Rodomonti che non ammonisce nè Pirlo nè Kaladze all’andata
Non per piageria, ma è stato veramente bello e stimolante leggere questo articolo.
Complimenti !!
R: Ciao Lucia’
M: Oh Rufus che mi dici?
R: Eee ti dico che ho visto la partita del milan l’altra sera … Stanno messi bene quelli.
M: Hai visto che roba?
R: Co sta storia che il presidente gli ha promesso il Dunga Dunga …
Altro che fortuna ti serve a te … Quelli stanno sul piede di guerra.
M: E lo so lo so
R: sai cosa? Una cosa sola ti serve a te che treseguet la mette dentro altro cheee …
M: E … Quello! quello mi serve in particolare e poi… mi serve… Il Milan, di avanzare.. Nelle ammonizioni per far fare le diffide, insomma!
R: Sì vabbeh ! aspetta e spera
M: ao ma cheffai mi gufi?
R: (risate) in bocca al lupo zio. ciao
…
…
Pensa che sta cosa è stata capita anche dalla giustizia sportiva, sarà forse la volta buona che sarà compresa anche da loro.
Chiedo troppo?
l’arroganza e la boriosità in alcuni modi di dire e fare del nostro ex dg, non possono rappresentare materiale per dimostrare tesi non riscontrate nei fatti.
Poi se si vuole giudicare eticamente, sportivamente e “altri”mente Moggi, apriamo una discussione e facciamolo.
Ma questo non poteva risultare come motivo per mandare la Juve in B, e non può essere motivo per non richiedere un lauto e congruo risarcimento danni.
Hai perfettamente sintetizzato il quadro della situazione. Sottoscrivo in toto
Che poi.. anche se venisse dimostrato che un arbitro possedesse una scheda svizzera bisognerebbe dimostrare che:
- questa scheda gli era stata data dalla cupola e non da altri o comprata autonomamente
- che venisse usata per parlare con moggi (solo con lui?)
- che combinassero le partite.
Moggi non era l’unico dirigente a servirsi dal de cillis.
In italia girano centinaia di migliaia di schede straniere, mica tutte fornite da moggi.
Prima di tutto, complimenti per il sito, lo leggo da un paio di mesi e lo trovo fantastico. Poi avrei una domanda sull’articolo di canaleinter.it:
Nel dibattito che ne sta seguendo sul loro blog, uno degli autori (jmm) scrive:
“Le svizzere sono certe: oltre all’aggancio delle celle e, in molti casi, alle chiamate dei parenti su tali numeri (vedi Dattilo e De Santis) ci sono le deposizioni di Paparesta (padre e figlio), quella di Nucini, le ammissioni di Bergamo e Moggi (che, ad un certo punto, non potevano fare diversamente ed hanno dovuto ammetterne il possesso e l’utilizzo).
Ora aggiungiamo anche l’intercettazione ammissiva tra Bergamo e De Santis.
Vogliamo poi ricordare tutte le intercettazioni in cui viene detto “ti chiamo sull’altro”, “hai dietro l’altro” etc…?
Tutto questo e’ vero? Voglio dire, mi pare di capire che non c’e’ prova che le sim straniere le hanno avute da Moggi, ma e’ stato dimostrato che alcuni arbitri le avevano e le usavano?
Grazie ancora per l’ottimo lavoro e la pazienza per tutte queste risposte.
ACB ti può rispondere molto ma molto meglio di me, ma provo anch’io a darti un aiuto.
Ad oggi non esiste una sola intercettazione di Moggi con un arbitro.
Ad oggi non esiste prova fisica che alcun arbitro in attività abbia mai posseduto o utilizzato una scheda telefonica, svizzera o quant’altro.
Ad oggi si sa solo che Moggi ha comprato le schede, lo ha ammesso fin dall’inizio delle indagini e non lo ha mai negato o “dovuto ammettere” in seguito. Le motivazioni che ha addotto per questo suo comportamento sono state che sospettava di essere intercettato e che temeva gli venissero carpite importanti trattative, soprattutto di mercato. Si può essere d’accordo o meno, ma non si può affermare che queste motivazioni siano prive di logica o palesemente contraddette dai fatti.
Nucini non ha mai avuto nessuna scheda estera. Nell’ultima versione che ha fornito, di fronte al Tribunale e quindi si spera sia quella vera, ha detto che Fabiani (non Moggi quindi) gli diede una scheda TIM (non svizzera quindi), ma le sue contraddizioni e i suoi improvvisi vuoti e pieni di memoria lo hanno completamente squalificato come teste.
Paparesta padre ha ammesso di aver ricevuto una scheda, il figlio mai.
Quanto poi agli schemini dei CC sull’aggancio delle celle, sono stati smontati dalle perizie tecniche e dalle numerose (e non spiegate) contraddizioni rilevate dalla difesa (arbitri che dimostrano di non trovarsi lì dove la scheda viene rilevata ecc.). Su tutto quel lavoro continua invece ad aleggiare la domanda: ma se i CC sapevano già dal febbraio 2005 il nome dell’intestatario delle schede (De Cillis padre), perchè non sono risaliti a chi le aveva vendute (De Cillis figlio) per fare una indagine vera, ed hanno preferito costruire una accusa del tutto teorica basandosi su sospetti ed ipotesi?
Quale sarebbe l’intercettazione ammissiva tra bergamo e de santis?
Che moggi le usasse per il mercato è un fatto. Che fosse spiato dalla telecom pure.
Che de santis sia stato controllato/pedinato/intercettato per mesi da tavaroli (telecom) pure e non è emerso nulla.
Poi, che gli arbitri possedessero schede svizzere non significa per forza che gliele abbia date moggi (in italia ne girano centinaia di migliaia e altri dirigenti di serie a si serviva da de cellis) o che con esse parlassero con moggi.
E anche se fosse, pure facchetti (non intercettato) e meani parlano con arbitri.
Infine, le svizzere erano intercettabili (ce lo insegna berlusconi-lavitola) e anzi ne hanno intercettate 8 chiamate, ovviamente sparite.
Dopo la sentenza di Napoli diranno che è solo il primo grado e che la Casoria è amica di Moggi………… se dovesse arrivare a definitiva, se non va in prescrizione, diranno che la giustizia sportiva si è già pronunciata ……….. poi diranno che Moggi è stato radiato, se nel frattempo non succede nulla, ma mi sembra difficile ………….. e che Giraudo ha patteggiato …………. e che la Juve è stata salvata dalla prescrizione per il doping ……………. e che lo dice anche Travaglio che è juventino e sa leggere le carte processuali …….. e se l’Uefa prende provvedimenti è colpa di Platini …………… e Rumenigge ha ragione ………… e se tolgono lo scudetto di cartone ……… sarà perchè il palazzo è contro l’Inter ed infatti Zeman non ha allenato grandi squadre per colpa di quel delinquente di Moggi …. e loro non vincevano perchè noi rubavamo .. epoi può essere mai che loro imbrogliavano per non vincere ?
“Occorrerebbe, cioè, dimostrare che anche il secondo segmento della condotta integrante gli estremi dell’illecito sportivo si sia realizzato, vale a dire che, in ipotesi, le richieste di Moggi siano (quanto meno) effettivamente pervenute a De Santis. La Commissione non reputa raggiunta la concludente prova di tale circostanza.”
capite anche voi che nonostante non ci siano le prove dell’illecito sportivo, questo comportamento di moggi con un arbitro viola come minimo la lealtà sportiva.
e se moggi vuole dimostrare che all’altro capo del telefono non c’era racalbuto, gli basta fare un nome ed un cognome della persona con la quale stava conversando. non mi pare tanto difficile.
no perchè se facchetti chiede di avanzare nella colonna delle vittorie, ed è un reato sportivo, non vedo perchè medesimo comportamento di moggi non debba essere anche quello illecito.
sai che una volta non lo capivo nemmeno io,poi ho capito che non a tutti piace rendere pubblico il proprio rapporto col mostro che la stampa ha creato
beh facchetti viene esaudito,moggi no.
e dobbiamo dimostrare che è un arbitro..che partita ha arbitrato racalbuto quella giornata?
mi rispondo,arbitra reggina brescia 1-3 con un ammonito per parte..
quella telefonata non contiene nulla di male. quindi non vedo dove sia il problema a rivelare chi fosse l’interlocutore.
tanto se non erro moggi è già stato beccato con l’amante, quindi non ci sarebbe più nulla da svelare.
a moggi telefonavano ministri vescovi politici poliziotti.
uno più uno meno che differenza fa?
soprattutto se con un semplice nome fai cadere tutta la cupola. perchè non lo fai?
magari è ancora “francesco chirico di bari” :)
chissà come l’ha presa francesco chirico di bari,l’illustre sconosciuto
è l’accusa che deve dimostrare che è racalbuto. Mica moggi che non lo è.
Non invertiamo l’onore della prova.
magari onere ;)
Fino a prova contraria è l’accusa che deve provare le sue affermazioni. ma stiamo scherzando?!
se vogliamo abbattere lo stato di diritto poi…fate voi
ma poi ancora più semplice:moggi controlla quasi tutti gli arbitri:deve dirlo a racalbuto di riferire a de sanctis e pieri(credo)?non può parlare direttamente con loro?
A me già sembra già strano che ordina con nonchalance ad un arbitro di falsare un risultato mentre parla al telefono con altri fossero anche, nella peggiore delle ipotesi, suoi sodali. All’anima della segretezza…
già come quando davanti a zamparini fa credere di pilotare il sorteggio:o è pirla,o millanta..vorrebbe dire farlo sapere a tutti
con zamparini molto semplicemente il sorteggio era gia’ stato fatto gli hanno detto il risultato e zampa non lo sapeva c’e’ rimasto schokato :D
che poi c’è una cosa che mi fa girare le balle a mille: anche ammesso che Moggi fosse il gangster che dicono auricchio e narducci, alla fine di tutto palazzi non è riuscito a far meglio che deferire la Juve per tre, dicesi tre! – casi di violazione art. 1.
A fronte di questa pochezza, è stato inventato a procedimento in corso (ripeto: a procedimento in corso!) un reato non previsto dal CGS per retrocedere la Juve. Senza questa manovra illegale, non c’erano gli estremi per retrocedere la Juve.
Sarebbe bastato questa considerazione per invalidare tutto …. se fossimo andati al TAR, naturalmente. Maledetto LCdM.
non ho capito che aspettimo a sbarazzarci di lcdm
Non ti credo!
Ciò non può essere vero!
È troppo!
La nostra Signora declassata e derubata per cosa? Per 3 art.1!impossibile!?!?!
Ci deve essere dell’altro, sicuro!
Perchè altrimenti mi chiedo cosa n’è della dignità di tutti quei giuristi sportivi che da allora fino ad oggi si sono susseguiti, che cosa hanno visto che noi non riusciamo a comprendere?
Dimmi che c’è dell’altro
Guarda che è così…il reato di “associazione” non esisteva per la giustizia sportiva è stato inventato ad hoc.
Ed attenzione è nei limiti della giustizia sportiva farlo, nel senso che non esiste il favor rei e quindi non è detto che se ieri non era reato oggi non lo sia.
Si potrebbe questionare se è il caso di sanzionare reati già venuti alla luce creando sanzioni ad hoc.
Per farla breve con la juve la giustizia sportiva si è comportata (con tutti i benefici di inventario) come giustizia sportiva…con altre squadre si è comportata da giustizia ordinaria.
Ma chi conferisce loro l’azione di discriminare sul livello di garanzie a tutela dell’inquisito? Su quali basi?
Come e quando si interpreta una norma sportiva e soprattutto quando e su quali basi si amplia l’ordinamento sportivo per accogliere una nuova fattispecie di reato?
Qualcuno direbbe che è “l’etica sportiva” a governare il tutto.
Bene, siete in grado di farmi capire quali siano i criteri dell’etica sportiva che governano i rapporti tra gli associati nel rispetto della libertà altrui?
Allora, qual’è il criterio con il quale un’azione diventa eticamente sanzionabile a livello sportivo?
Fatemi capire dov’è l’etica sportiva in chi orchestra pedinamenti illeciti (anche per la giustizia ordinaria), in chi orchestra impianti accusatori nei confronti di associati al di fuori della giustizia sportiva, in chi consapevolmente sottace comportamenti non confacenti all’etica sportiva, si veda ad esempio le telefonate nascoste di molti Presidenti.
Visto quello che sta succedendo oggi, mi chiedo in funzione di quale etica l’organo di controllo sportivo discerne tra atteggiamenti più o meno rispettosi della difesa dell’imputato?
Quindi, visto che dietro all’azione disciplinare vi è sempre un rimando all’etica nell’interpretazione del regolamento sportivo, perchè oggi tutta questa difficoltà a porgerci la mano nel rimediare almeno in parte agli errori del passato?
Non sarebbe sufficiente un’azione riparatoria in virtù dell’etica sportiva?
Oppure, secondo me ….qui di etico a livello sportivo c’è ben poco, qui c’è l’etica del complotto ovvero comportamenti messi in atto per limitare la libertà altrui.
Però …è meglio non crederci! è meglio credere che sia stato tutto eticamente perfetto! …sportivamente parlando.
Oggi sul tuttosport c’era un’intervista a de santis che dice chiaramente che se la juve avesse affrontato a muso duro la situazione a suo tempo staremmo a parlare di un’altra storia.
E c’ha ragione.
al max ci beccavamo 3 p.ti di squalifica..devo dire però che c’erano state minacce pesanti dall’uefa (?????????? ma quante ne sono successe quell’estate?) di escludere tutte le squadre italiane dall’europa..cmq potevamo fregarcene lo stesso
Ne siete così sicuri?
Non si può dimenticare il clima che c’era nel 2006 e sopratutto quale etica sportiva imperava in federazione. Beh …se devo proprio dire, non è che sia cambiato molto oggi!
Quello che non è nemmeno stato capace di arbitrare “a muso duro” Juve -Parma nel 2000 (dove ha inventato un fallo di confusione per riparare ad un calcio d’angolo insistente contro di noi) e parla pure…
Sarò l’unico controcorrente ma sono convinto che nel 2006 non avevamo una sola, una, possibilità di evitare la serie B ed opporci a quella porcata. Facile parlare a distanza di anni e dire: “Il TAR di qua, Zaccone di là”. Io il clima di allora me lo ricordo benissimo, fin dai primi dialoghi resi noti quando Moggi parlava degli arbitri per il trofeo Berlusconi. Quelle intercettazioni erano come consegnare una pistola carica in mano a chi (e non erano pochi) non ne voleva più sapere di Moggi e Giraudo.
Preciso: con gli elementi di allora! Avessero pubblicato le chiamate di Facchetti, avremmo parlato di un’altra storia. Magari ci saremmo presi 5-6 punti di penalizzazione ed avrebbero negoziato l’uscita di Moggi e Giraudo nell’arco di una stagione e non avremmo mai compiuto la “seconda porcata” ovvero vendere Ibra all’Inter, rinforzando per almeno 5 anni, i diretti concorrenti…
Dimas, non posso più risponderti perchè non mi esce il pulsantino quindi mi autorispondo.
Sicuramente il clima di allora era a dir poco colpevolista e associato alla mancanza di informazioni di allora era praticamente impossibile ottenere di meglio.
Però la domanda è: si poteva, insistendo, avere tutte le intercettazioni disponibnili già allora.
Ciao, credo che c’è un limite alle repliche nel template, oltre il quale devi per forza autorisponderti…
Se la domanda è: si sarebbe potuto fare qualcosa di più, la risposta è: certamente. Liquidare in pochi minuti i dirigenti, dare l’impressione di ritenere congrua (non erano proprio queste le parole) la serie B, dare a prezzo di saldo all’Inter uno dei primi tre giocatori al mondo, picchiare duro col giornale di famiglia su Moggi, affidare a Secco il ruolo di d.s., minacciare e poi ritirare il ricorso al TAR e via dicendo, non è stato il massimo. Ma questo è un discorso che andrebbe ad intersecarsi con i famosi equilibri fra i due rami degli Agnelli, con i vari interessi contrapposti per far fuori la Triade che si sono saldati nel 2006, roba da trattare a parte e ancora da decifrare del tutto. Ma quando sento compagni che affermano che sarebbe stato facile, avesse voluto la proprietà, opporsi a quella situazione, sorry, qui non sono d’accordo. Avevamo contro tutti. Mezzi d’informazione (anche fuori dall’Italia), politici, addetti ai lavori, giudicanti del processo sportivo, tifoserie, addirittura la proprietà e non pochi sostenitori bianconeri (si anche quelli, se vogliamo essere onesti, diciamocela tutta la verità). Tutt’ora non mi spiego come Lippi (del quale molti, cito uno per tutti Gianni Mura, volevano la testa), sia rimasto al suo posto come CT. Cannavaro e Buffon erano trattati quasi fossero un prolungamento naturale del “moggismo”. Tosatti venne massacrato.Rileggete gli articoli degli “inquisitori” di allora, da Emanuele Gamba a Michele Serra. Si parlava di serie C e questo senza neanche le schede svizzere. Di fronte a questa gigantesca campagna mediatica per orientare l’opinione pubblica, potevano allora avere qualche valore le statistiche sui punti con gli arbitri svizzeri o sugli orari dei sorteggi, tutte cose accertate con calma diversi mesi dopo e che dimostrano l’inconsistenza di quelle accuse? Mi spiace, sono pronto a riconsiderare il tutto se qualcuno mi convince del contrario, ma credo che la porcata del 2006 era troppo sporca e troppo ben congegnata per evitare la retrocessione.
Mah, Caro Dimas, qualche dubbio ce l’ho. La situazione era critica, ma c’è stata un’evoluzione della campagna mediatica, che andava montando anche e, forse soprattutto, perchè vedeva la NON reazione della Juve e degli Agnelli. In ciò tutti hanno visto un’ammissione di colpa. Io stesso, inizialmente e superficialmente, pensai che la Juve doveva pagare perchè qualcosa era successo. Ammetto di essere stato fra gli juventini che, in un momento iniziale, si sono trovati travolti e, con il senno di poi, posso dire che molto è dipeso dall’atteggiamento della società.
Molti dei fattori da te giustamente riportati, si sono rafforzati con l’evoluzione della farsa, ma forse si sarebbero potuti stoppare se si interveniva prontamente DA SUBITO. Ciao
Il clima di allora lo ricordo perfettamente (basti il titolone della pravda: “processateli!” a piena pagina) e non credo avremmo potuto, sul momento, evitare la serie B. Ma ricordo anche che la Juve più che in ginocchio è stata messa a 90 gradi, ed è rimasta per quasi cinque anni in quella posizione.
Se la società con i suoi mezzi si fosse affiancata a Moggi nel processo di Napoli forse avrebbero impiegato due mesi a trovare le intercettazioni sfuggite ed i baffi colorati invece di due anni.
Bastava non patteggiare e già i tempi avrebbero portato alla luce la presenza del numero delle intercettazioni…che tra l’altro in italia diventano pubbliche prima ancora che le ricevano accusa e difesa.
Tra l’altro Moggi aveva sempre difeso il suo operato e considerando lo scandalo Tavaroli (scoppiato tra il 2005 ed il 2006) io dico che qualcosa in più si poteva fare…tipo come ha fatto il catania a suo tempo ricorrendo al tar (la violazione della clausola compromissoria vale 3 punti di penalizzazione).
Detto tutto questo…dico che per me qualcosa in più si poteva fare.
Incredibilmente la discussione procede su binari quasi urbani su canale inter!
Certo però che quando mi dicono che De Santis ha “talpe” in procura e “pedine” nel csm…
talmente tante talpe che nemmeno un banale modello 45 e’ riuscito a farsi dare….
Antonio, ma la cella che aggancia coverciano la mattina del 21gennaio sim italiana di de santis…è vera? l’ha citata narducci in requisitoria e sputtanerebbe in effetti gallinelli…
Bravo Dimas. Sono molto d’accordo.
Si fa quel che si può quando si può. Anch’io sono convintissimo che all’epoca non si potesse fare di più.
Fra l’altro al TAR sono andati in diversi: ce ne fosse stato uno che non avesse preso una facciata.
Il catania ci ha vinto al tar…infatti la b è stata allargata a 24 squadre. (ripescata allora fu anche la fiorentina)
Eccolo là, ci siamo arrivati!
Dopo calciopoli, l’assassinio di JFK e Ustica, adesso anche la prescrizione dell’Inter è colpa di Moggi!
In esclusiva, sempre dalle geniali menti di canale inter!!
Tanto per essere chiari ecco il colpo di genio:
(cit. canale inter: http://www.canaleinter.it/forum/showthread.php?4361-Quant-%E8-dura-difendere-Moggi-C.-I.-replica-a-Prioreschi/page23)
“…1- Quando furono note le intercettazioni della Procura di Torino, vi erano alcune intercettazioni che riguardavano Facchetti a colloquio con Pairetto per gli arbitraggi di C.L. Il tono era familiare tra i due e quindi presupponeva che questi contatti telefonici non fossero solo manifestazioni isolate, qualcuno di voi ha pensato a questo? Direi di no all’infuori dell’entourage difensivo moggiano che ben sapeva che Facchetti parlasse al telefono con i designatori fin da subito per le probabilissime confidenze del duo Pairetto-Bergamo e dal 10.06.2006 per averlo ricavato dal brogliaccio di intercettazione dell’utenza di Bergamo e Pairetto;
2- il 31.08.2006 Moratti rilascia un’intervista al Corriere della Sera in cui non esclude di avere avuto contatti telefonici negli anni precedenti con i designatori e in particolar modo Bergamo e non esclude anche che detti contatti possano essere stati tenuti anche da Giacinto Facchetti. Per i tifosi della Juventus questo non era importante? Molto strano perché avrebbe quantomeno permesso di riesaminare la questione dello scudetto 2006 appena assegnato all’Inter. Non ci sarebbe in quei tempi la prescrizione delle conversazioni.
Quindi cari tifosi juventini, che dall’inizio del processo vi riempite la bocca del piaccia o non piaccia e in continuazione criticate aspramente l’operato della Procura nel processo calciopoli, credo che seguire la grancassa moggiana, che ripeto nel 2006 non aveva interesse a evidenziare le telefonate di Facchetti per ovvvi motivi processuali, vi abbia distratto da una circostanza molto importante per voi.
Per uno scherzo del destino la prescrizione delle telefonate di Facchetti è dovuta alla condotta processuale di Moggi.”
Guarda Alberto, ti garantisco che a queste baggianate non credono neanche loro. Il loro obiettivo non è studiare i fatti, capire, rintracciare lembi di verità (come fatto da noi in questi anni) bensì alzare polveroni e iniziare la guerra fatta con i soliti toni e i soliti argomenti (?) per il post sentenza di Napoli.
A mio avviso, nell’ambiente nerazzurro, anche a livello molto alto, si stanno rendendo conto che le cose stanno prendendo una brutta piega e agiscono di conseguenza
Chiaro, anche perchè alla fine se guardi bene tutte le loro argomentazioni partono dal presupposto di colpevolezza di Moggi. Per loro tutto è acclarato, inequivocabile, accertato, dimostrato.
Ho una voglia pazza di rispondere in quel forum, ma registrarmi ad un sito nerazzurro proprio non mi va..
su vieni anche tu :D