Onore ai campioni d’Europa e ad un allenatore Special

In questo blog abbiamo attaccato spesso l’Inter per vicende extra-calcistiche. Spesso abbiamo criticato gli eccessi di Mourinho, le dichiarazioni folli di Moratti, l’impunità e gli arbitraggi a favore, l’omertà e la faccia di culo (me lo si passi) di chi sapeva di non essere verginella, ma pretendeva l’aureola. Resta tutto, non va cancellato niente. Ma, per onestà intellettuale, vanno riconosciuti anche i meriti di giocatori e allenatore. Gli stessi meriti che, esponendo fieri lo Scudetto n. 29, difendiamo da sempre.

Perchè Milito non c’entra niente con Calciopoli e con gli arbitri, ed è un Campione che va celebrato come tale, e applaudito. Perchè Lucio e Samuel hanno formato di gran lunga la migliore coppia difensiva d’Europa, così come Cambiasso e Zanetti, condottieri straordinari. E che dire di Eto’o, magari meno decisivo di quanto ci si aspettasse, ma in grado di sacrificarsi per i compagni e giocare a centrocampo, quando necessario: senza i suoi ripiegamenti molte vittorie e tanti schieramenti tattici offensivi non sarebbero stati possibili (pensate ai problemi nostri per mettere su un rombo..). Va applaudito Sneijder, giocatore immenso che l’estate scorsa è stato vicino alla Juventus, ma al quale è stato preferito un Diego che, come stimolo, dovrà dimostrare di non essergli da meno (guardiamo avanti, perchè il confronto quest’anno sarebbe impietoso). E che dire di Maicon e Julio Cesar, altri fuoriclasse (a proposito di brasiliani..). Ma il più grande si è dimostrato essere lui, Josè Mourinho. Non mi è mai stato particolarmente simpatico (sono anche simpatizzante dell’Arsenal..), nè credo che dire quello che si pensa sia sempre una virtù da apprezzare (ci sono delle responsabilità e dei limiti che non si devono oltrepassare), ma questa vittoria ha il suo timbro. Questa Inter ha dimostrato di avere tre cose, più di chiunque: voglia di vincere, attributi e convinzione nei propri mezzi. Caratteristiche, queste, che non ha mai avuto negli ultimi ventanni, e che ora sono il marchio di fabbrica, la vera eredità che il tecnico lusitano lascerà ai nerazzurri (oltre a qualche trofeo in più nella bacheca). La squadra quest’anno è stata quasi arrogante, proprio come l’allenatore. Ma al tempo stesso umile, concentrata, cinica. No, non chiuderò l’articolo con un “ci mancherà”, come faranno tanti. Il suo compito l’ha svolto egregiamente, ed è giusto provi l’ennesima avventura professionale della sua finora brillante carriera. Ma è giusto riconoscergli i meriti.

Di Calciopoli, del rigore di Maicon, dei furti contro Chelsea e Barcellona, di Del Neri e Blanc torneremo a parlare da domani. Oggi ci tocca guardare e sospirare, pensando a quel 22 maggio di 14 anni fa. Anche questo è lo sport. Ma siamo una grande squadra, e toccherà di nuovo anche a noi.

P.S. Il difensore nerazzurro col 23 sulle spalle non merita considerazione alcuna.

Per favore vota Ok se ti è piaciuto l'articolo. Grazie!

Nessun altro articolo simile disponibile.

71 repliche per “Onore ai campioni d’Europa e ad un allenatore Special”

Lascia un commento