Mondiali di Calcio: preview degli Ottavi di Finale (28/06/2010)

Olanda-Slovacchia

Nove punti in tre partite per i tulipani, che seppure non bellissimi, appaiono molto concreti e in grado, grazie alla tante frecce a disposizione dell’attacco, di sbloccare la partita in qualsiasi momento del match, indipendentemente dalla qualità del gioco espresso. Merito delle tre mezzepunte schierate dal CT Van Marwijk nel 4-2-3-1 olandese alle spalle del centravanti Van Persie: Kuyt, Sneijder e Van der Vaart; è rientrato anche Robben e dalla panchina si sono alzati durante questi match Elia, Afellay e Huntelaar. Che dire? Una bella possibilità di scelta. Il gioco è quello tipico olandese, molto tecnico e basato sul controllo della palla e su un’ottima occupazione degli spazi, su tutta l’ampiezza del campo. I due interni, De Jong e Van Bommel, forniscono un’eccellente equilibrio alla squadra, il cui unico difetto è costituito dalla non eccelsa qualità dei difensori, peraltro fino ad adesso non particolarmente impegnati. Dall’altro lato, la triste Slovacchia delle prime due partite ha lasciato spazio alla brillante versione contro l’Italia (che sia merito degli azzurri?). Determinante l’ingresso nell’undici titolare del talentino Stoch e del giovane Jendrisek a completare, con Hamsik, il trio di mezzepunte dietro Vittek; i due hanno contribuito ad aumentare tasso tecnico, velocità ed imprevedibilità del gioco slovacco, fino a quel momento piuttosto monocorde. Inoltre, all’atteggiamento attendistico mostrato nei primi due match del girone, è stato preferita dal CT Weiss una pressione sugli avversari in posizione molto più avanzata e la partecipazione di più uomini alla manovra d’attacco. Di contro, sotto pressione, anche contro l’Italia, la difesa slovacca non è sembrata impenetrabile. Sebbene la Slovacchia abbia mostrato grossi passi avanti, riuscendo a passare la fase a gironi, appare comunque troppo debole per impensirire realmente l’Olanda, che sembra di molto favorita. La coscienza che nulla hanno da perdere potrebbe portare i giocatori del CT Weiss ad interpretare in maniera spegiudicata ed aggressiva la partita, rendendolo così molto più interessante. Difatti, se il pallino del gioco rimanesse in mano costantemente agli olandesi, non ci sarebbe nessuna speranza per la Slovacchia.

Brasile-Cile

Nella partita contro il Portogallo, senza Kakà e Robinho, il 4-2-3-1 di Dunga è sembrato piuttosto castrato e pochi pericoli sono giunti dalle parti della porta lusitana. I due rientrano per l’ottavo contro il Cile e dovrebbero dare la brillantezza necessaria ad illuminare la manovra verdeoro, che fatta eccezione per le accelerazioni di Robinho e per le percussioni sulla fascia destra di Maicon, è sembrata sino ad ora piuttosto lenta e prevedibile. Di contro, il Cile di Bielsa, che, nel test contro la Spagna ha confermato le caratteristiche che hanno reso la squadra sudamericana la vera sorpresa tattica del Mondiale in corso: pressing ultra-offensivo, possesso palla rapido, tanti uomini sopra la linea del pallone, 3 punte vere che occupano il campo in ampiezza e schieramento camaleontico che, per larghi tratti, ha assunto le vesti di un 3-3-1-3 giocato in maniera davvero originale. Fino all’errore del portiere Bravo, e, in seguito, all’espulsione del mediano Estrada, il Cile era riuscito a disennescare del tutto il proverbiale possesso palla spagnolo e a rendersi più pericoloso degli avversari in zona gol. La squadra è del tutto imprevedibile giocando un calcio altamente rischioso, capace di generare importanti dividendi, ma anche di pagare caro ogni singolo errore. In quest’ottica, molto gravi appaiono le assenza per squalifica dei due migliori difensori mostrati sino ad ora dalla Rojas: Medel e Ponce, capaci in maniera assolutamente perfetta di gestire tatticamente le situazioni di parità numerica o, addirittura, di inferiorità numerica, in spazi aperti, che i difensori cileni si trovano ad affrontare nel corso della partita. Importante il recupero invece del mediano Carmona, apparso capace di interpretare il ruolo, in maniera più eficace del suo sostituto nella partita con la Spagna, Estrada, espluso nel primo tempo. Secondo me partita aperta ad ogni risultato, anche se le assenze di Medel e Ponce potrebbero davvero costare troppo care agli uomini di Bielsa (comunque vada, grazie di tutto Marcelo, per l’audacia e per averci regalato un calcio finalmente diverso).

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4 repliche per “Mondiali di Calcio: preview degli Ottavi di Finale (28/06/2010)”

  1. ottima analisi, la condivido in pieno. cile vera sorpresa di questi mondiali, complimenti vivissimi ai ragazzi di bielsa. Per quanto riguarda la Slovacchia, credo siano veramente pochissima cosa. Solo contro noi potevano fare 3 gol.

  2. Il cile ha delle assenze gravi dovute alle squalifiche..pero' secondo me bielsa oggi s'inventa qualcosa e fa fuori il brasile..arbitraggio permettendo.

  3. facile parlare del cile ora….. a maggio ho parlato del cile…. :D :D :D

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