Mondiali di Calcio: preview degli Ottavi di Finale (26/06/2010)

Uruguay-Corea del Sud

Dopo la fin troppo prudente partita d’esordio, giocata con un 3-4-1-2, Tabarez ha scelto nelle due partite seguenti il 4-3-3 mettendo in campo contemporaneamente Cavani, Forlan e Suarez: la squdra ha vinto due partite ed ha espresso un gioco convincente, in linea con la tradizione di solidità e concretezza del calcio uruguagio, ma impreziosito dalle brillanti trame del trio d’attacco. La squadra preferisce in ogni caso un baricentro non troppo alto, al fine di lasciare molto spazio alle ripartenze giocate degli attaccanti. La difesa è piuttosto solida e attenta, il centrocampo composto da lavoratori infaticabili dotati di discreta tecnica. La Corea del Sud, invece, pratica un 4-4-2 piuttosto dinamico, in cui, il giocatore del ManUtd Park e il n°19 Yeom Ki Hun si alternano sulla fascia e nel ruolo di seconda punta. Il gioco offensivo risulta parecchio brillante (5 gol all’attivo), imperniato su ottimi movimenti reciproci degli esterni e delle punte con conseguenti rapidi scambi palla a terra dei giocatori d’attacco. L’altra faccia della medaglia è costituita dalla linea difensiva, parecchio imprecisa nella gestione delle palle alte, delle marcature in area e nella gestione degli spazi aperti. Oltretutto le partite dei coreani sono infarcite di banali errori tecnico/tattici ed ingenuità. Appaiono troppo smaliziati gli uruguaiani per non vincere il proprio ottavo e affrontare i quarti contro la vincente di USA-Ghana.

USA-Ghana

Coach Bradley ha sempre schierato la propria squadra con il 4-4-2, tenendo come punti fermi in avanti Altidore, Donovan e Dempsey, e alternando il quarto componente del quartetto d’attacco nelle partite e nel corso delle partite (Findely, Gomez, Buddle, Feilhaber). In mezzo al campo Bradley punto fermo (e gran centrocampista), nell’ultimo match il disastroso Onyewu è stato lasciato in panca, con Bocanegra spostato in mezzo e Bornstein terzino sinistro. Team USA pratica un calcio altamente propositivo, atletico, coraggioso, votato all’offensiva, con trame offensive spregiudicate e ben congegnate che si avvalgono della fisicità di Altidore, della tecnica di Donovan, dei movimenti senza palla di Clint Dempsey e degl inserimenti puntuali e chirurgici di Bradley. La fase di non possesso risente di una fase di possesso palla che porta in avanti senza remore tanti effettivi e che sbilancia oltremodo la squadra. Se a tale sbilanciamento si aggiunge la non eccelsa capacità del quartetto difensivo (molto meglio, comunque, con Bocanegra in posizione di centrale) di leggere le situazioni in spazi ampi, ecco spiegate le continue sofferenze in fase di non possesso degli americani. Ma alla fine del girone, il conto venuto fuori dal coraggio e dalla spregiudicatezza, è per gli USA positivo, visto l’avventuroso primo posto nel girone. Il Ghana si è sempre schierato con il 4-2-3-1, mettendo in mostra la coppia di interni Boateng, Annan, il centravanti ex-Udinese Gyan, il talento Ayew e Asamoah, giocatore dell’Udinese. Il talento da centrocampo in su è davvero tanto (e manca Essien in mezzo al campo), e la fase offensiva non è un problema per i ghanesi. Dietro invece il talento scarseggia e i quattro di difesa sono abbastanza approssimativi nelle marcature e nel posizionamento. Oltre a questo, l’atteggiamento complessivo del Ghana oscilla, senza risolversi, tra l’attenzione per l’equilibrio complessivo della squadra a protezione della linea difensiva e una certa tendenza al ricamo in avanti. In conseguenza di ciò la squadra, nonostante le potenzialità, è rimasta in corsa solo grazie alla sconcertante Serbia e alla disastrosa partita d’esordio degli australiani. L’ottavo appare aperto ad ogni risultato, con gli attacchi nettamente più forti delle difese. Il Ghana si fa preferire per talento complessivo e se l’onore di essere l’unica rappresentante africana in questi Mondiali africani sarà uno stimolo supplementare, e non un peso, potrebbe fare suo il match. Altrimenti, il calcio puro stile yankee di coach Bradley potrebbe avere la meglio.

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Una replica per “Mondiali di Calcio: preview degli Ottavi di Finale (26/06/2010)”

  1. Occhio al Ghana che farà strada, soprattutto con quel Kevin Prince Boateng nel mezzo, anche se dura solo un tempo è fortissimo!

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