Mondiale Italiano: analisi (tattica) di un disastro annunciato
(di Fabio Barcellona)
Se la squadra nazionale è la spia dello stato di salute di un movimento calcistico, la spia ha funzionato benissimo e ha fatto scattare l’allarme necessario. Si, perché il calcio italiano è un calcio malato. Lippi ha compiuto una caterva di errori, ci si può sbizzarrire: da Cannavaro, Camoranesi e Gattuso nella lista dei 23 a Marchisio vagante per il campo, passando per infiniti altri errori. Vero è anche che il livello del materiale umano a disposizione è veramente basso: a casa sono rimasti Cassano, Balotelli (non certo Messi o C. Ronaldo), ma rimpiangere Miccoli da la misura della povertà del football di casa nostra. D’altronde solo chi ha il prosciutto negli occhi può negare l’innegabile bruttezza della nostra serie A. Cose già dette: stadi decrepiti, vuoti e ostaggio di tifoserie delinquenti, politiche federali discutibili, stampa sportiva inadeguata e spesso tifosa (nel senso deteriore del termine), moviole, proteste e cultura sportiva inesistente. Questo il contorno. Pessimo. E dentro il rettangolo di gioco, le cose non vanno molto meglio. Anzi. Il livello di gioco e di spettacolo del nostro campionato precipita e la competitività dei nostri club a livello internazionale, a dispetto della Champions League vinta dall’Inter è in picchiata. Il Milan umiliato dal Manchester United, la Juventus e la Roma fatti fuori dal Fulham e dal Panathinaikos. L’Inter, con nessun italiano (nemmeno l’allenatore) tra i suoi titolari fa storia a sè. I segnali c’erano tutti e non si capisce bene perché avremmo dovuto essere competitivi in questo Mondiale (certo, magari battere una tra Slovacchia e Nuova Zelanda…). Il problema è: come si è arrivati a questo punto? Le motivazioni sono molteplici e complesse. Mi limito ad affrontare i problemi maggiormente collegati a quanto accade dentro il campo, tralasciando tutti quelli (economici, manageriali, politici) che stanno fuori dal campo.
Cosa vedo durante le partite del campionato italiano? Vedo ruminare calcio. Vedo troppi calciatori inadeguati a quello che vorrebbe essere uno dei campionati più belli del mondo. Vedo paura e mancanza di fantasia. Vedo un pessimo calcio. Il calcio che si gioca in Italia è un calcio malato di tatticismo e povero di tattica. Mi spiego meglio. Intendo per tatticismo un atteggiamento che, basandosi su comportamenti e movimenti codificati, inibisce la capacità del singolo calciatore alla scelta individuale. Quando parlo di tattica mi riferisco a un disegno e a una filosofia adottata dall’intera squadra che viene innervata ed alimentata dalla capacità di ogni singolo calciatore di adottare le proprie scelte di gioco in funzione della situazione contingente. Lo stereotipo vuole il calcio italiano “bravo tatticamente” e ancora ci balocchiamo con questo luogo comune. Crediamo che il nostro sia “il campionato più difficile”. Ma poi vediamo che nelle Coppe Europee tutti giocano meglio di noi. Vediamo che gli altri campionati sono più belli. E, in questo Mondiale, vediamo Cile, Giappone, Messico, Uruguay giocare un calcio che noi ci sogniamo. Il calcio italiano non è “bravo tatticamente”; è, da almeno un decennio, “indietro tatticamente”. Il campionato di serie A non è il “più difficile”: è solo quello dove si gioca peggio.
Perché siamo malati di tatticismo e siamo rimasti indietro tatticamente? A mio modesto parere la colpa è del “sacchismo” inteso come pessima imitazione del rivoluzionario Arrigo Sacchi. E sì. Perché davvero Arrigo Sacchi rivoluzionò la maniera di giocare in Italia, introducendo in maniera definitiva la marcatura a zona, il pressing, la ferrea organizzazione di gioco, l’atletismo e la fisicità come elementi fondanti di una maniera di intendere il calcio. E, a scanso di equivoci, Arrigo Sacchi fu davvero un grande allenatore, capace di rivoluzionare e, in un certo senso, modernizzare, il calcio italiano. L’inizio del declino del calcio italiano nasce, a mio modesto parere, con l’adozione indiscussa, fideistica ed ottusa del calcio di Sacchi a tutti i livelli della piramide calcistica italiana, in particolar modo nei settori giovanili. Gli ultimi grandi talenti (veri) del calcio italiano, Totti e Del Piero, hanno, non a caso secondo me, compiuto il loro percorso di formazione calcistica alla fine degli anni ’80, completato all’inizio degli anni ’90, in epoca pre-sacchiana per quanto riguarda i settori giovanili. L’ultimo grande difensore italiano è stato Maldini, anche lui formato in epoca pre-sacchiana e, anche stavolta non a caso, grandissimo interprete del calcio di Sacchi. E, ancora non casualmente, i Mondiali in corso sono stati i primi senza Del Piero e Totti, i primi della generazione successiva di calciatori italiani, i calciatori figli del “sacchismo”. Che a livello di settore giovanile ha portato ad insegnare ai giovani calciatori quasi esclusivamente quella che viene definita la “tattica collettiva” cioè l’applicazione integrale e indiscussa di schemi e movimenti di squadra (preferibilmente basandosi sul 4-4-2), sia in fase di possesso palla che in fase di non possesso palla. Tralasciando in maniera che oggi, a mio parere, ha portato a questo abbassamento del livello del calcio italiano, i principi di tecnica e di tecnica applicata o tattica individuale., dove per tecnica applicata o tattica individuale si intende il comportamento e le scelte del singolo calciatore finalizzate al raggiungimento di un vantaggio nella specifica situazione di gioco. Banalizzando al massimo si è insegnato ai calciatori a applicare in maniera acritica e fideistica uno schema, un set di comportamenti prestabiliti in funzione delle situazioni di gioco e ci si è dimenticati di insegnare loro a calciare un pallone, a stoppare un pallone e a prendere decisioni autonome in risposta alla contingenti situazioni di gioco. Perchè il calcio è quello che viene definito uno “sport di situazione” reso oltremodo complesso dal fatto che si gioca con i piedi, ovviamente molto più imprecisi delle mani, con tanti giocatori per squadra, in spazi ampi e con discontinuità infinitamente minori di altri sport (es. basket). Ovvio che quindi le variabili in gioco risultano infinite e che la squadra “migliore tatticamente” sia quella in cui ogni componente sia in grado autonomamente di prendere le decisioni migliori (in termini di scelta della giocata, tempi, spazi, modi) all’interno del sistema e in funzione del comportamento degli avversari e dei compagni. Continuando a banalizzare e a semplificare: si sente dire ormai più spesso che nessuno è più capace di fare un dribbling. E’ vero. Ma non è che all’improvviso i calciatori italiani abbiano smesso di dribblare. Non glielo hanno insegnato e spesso glielo hanno impedito. E, in fase di selezione, chi lo sapeva fare è finito dietro a chi era capace di interpretare come un automa un 4-4-2. Giocatori come Alexis Sanchez e Beausejour, le due ali dribblomani del Cile, in Italia non esistono non certo perchè il DNA degli italiani è diverso da quello dei cileni. Gli esterni dovevano correre, occupare una porzione di campo sempre maggiore. E in Italia non abbiamo più un esterno offensivo. Abbiamo Pepe (volontà, volontà, volontà e nulla più) e poi persino l’italianista Marotta deve rivolgersi all’estero (Martinez, Riera, Krasic, Elia…). Si sente dire che i difensori italiani non sanno più marcare: è verissimo, gli hanno solo insegnato a coprire gli spazi e a fare le diagonali. Giustissimo, per carità. Ma non basta. Ed ecco che il Messico, il Cile si possono permettere una difesa a tre, perché i loro difensori marcano. Esempi banali che spero abbiano chiarito il concetto. Abbiamo sbagliato tanto, davvero troppo nella formazione dei calciatori. E ne paghiamo le conseguenze. Una generazione di calciatori incapaci di interpretare tatticamente al meglio le partite e poveri tecnicamente. La ricchezza di soluzioni offensive e difensive e le capacità tecniche del calcio spagnolo, olandese, persino tedesco, per non parlare del calcio sudamericano e di tanti movimenti minori noi le abbiamo perse. E anche la selezione e la formazione degli allenatori è stata sbagliata. E oggi la maggior parte degli allenatori di casa nostra non riesce ad affrancarsi dal tatticismo, dalla cultura del risultato ad ogni costo e ottenuto, non attraverso il gioco, il coraggio, ma grazie al “cuore”, al “siamo soli contro tutti”, all’episodio favorevole. Perché, ammalati di “sacchismo” non hanno la fantasia, l’audacia e, fondamentalmente, le capacità di immaginare un calcio diverso.
Ecco perché, brevemente, a mio parere, e limitandosi solo ad argomenti “tattici” l’Italia ha miseramente fallito a questi Mondiali ed ecco perché ci vorrà ancora del tempo per vedere il calcio italiano di nuovo ai vertici. Perché si raccoglia ciò che si semina.
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25. giu, 2010

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a proposito della eliminazione dell’italia dal mondiale basta fare 2 conti rispetto al 2006 (senza vedere i nomi che altrimenti viene da piangere :) )
nel 2006 nell’italia c’erano:
5 giocatori juve,
5 giocatori del milan,
4 giocatori del palermo,
3 giocatori della roma,
2 giocatori della lazio,
1 giocatore dell’inter,
1 giocatore del livorno,
1 giocatore dell’udinese,
1 giocatore della fiorentina.
Nel 2010 la rosa comprendeva:
6 giocatori della juve,
3 giocatori del milan,
1 giocatore della roma,
0 giocatori dell’inter,
2 giocatori dell’udinese,
2 giocatori della sampdoria,
3 giocatori del napoli,
1 giocatore del cagliari,
1 giocatore del bari,
2 giocatori del genoa,
2 giocatori della fiorentina.
allora chi si vuole prendere in giro.
questo è il livello del calcio italiano. e che si voleva vincere il mondiale con giocatori di cagliari, bari o dell’udinese salvata all’ultima giornata?
quanti di questi calciatori hanno fatto partite importanti(di champions’ per esempio?). avevamo 17-18 giocatori che giocavano la champions’ nel 2006 e siamo passati ad averne 12. senza contare che i giocatori messi a disposizione da juve e milan (i “campioni” da top team sono vecchi e cotti, mica al top della carriera come nel 2006).
questo è il problema. non l’arroganza o altre minchiate. i giocatori italiani al momento fanno schifo. e non venitemi a dire che mancava cassano (agli europei con lui siamo usciti al girone nel 2004 e agli ottavi nel 2008) e balotelli (che non fa qualificare nemmeno la U21 alla fase finale degli europei).
il calcio italiano è mediocre.
grazie all’inter.
amen
La sconfitta di ieri sera e' l'emblema del nuovo calcio voluto da tutti i mangiaminestra a tradimento che siedono in coni,federazione,lega , aia, caf, giustizia sportiva ecc.ecc.ecc.. Dovrebbero dimettersi tutti, per manifesta incapacita'…Hanno voluto massacrare La juve e moggi solo per farsi belli e accapparrarsi le poltrone migliori…Questi sono i risultati di una gestione del calcio autolesionista, approssimativa, unicamente asservita alla societa' telefonica e al " tasca e pancia " o " magna e beve ".. al permessivismo totale per gli altri e tolleranza zero per una sola squadra..
LUCIANONE CT … Solo tu puoi salvare il calcio italiano !!!
Assolutamente d'accordo con te. In tutto quello che hai scritto…..
E' un brillante punto di vista al quale non avevo mai pensato.
Complimenti.
Io la vedo meno nera di quello che sembra. In realtà Lippi ha fatto tantissimi errori che hanno finito per far rendere una squadra non eccelsa meno di quello che vale. Le scelte fatte sono in gran parte sbagliate, anche se forse sarebbe bastato non usare il 433 e accorgersi prima di Quagliarella e magari saremmo agli ottavi con l'olanda, Con un Pirlo per 90' una specie di paolo rossi e la possibilità di giocarcela. Tanto quando vince l'Italia vinciamo tutti quando si perde perde solo il CT!
Ah beh, anche col goal probabilmente regolare di Quagliarella o con in campo Buffon saremmo agli ottavi.
Ma tutto ciò non avrebbe nè spostato il discorso di una virgola nè cancellato la pochezza del calcio italiano.
fabio hai ragione…la mentalità del nostro calcio è sbagliata a monte.
Qualche tempo fa ho seguito un servizio sulle scuole calcio olandesi ed in particolare l'attenzione era focalizzata su quella dell ajax..bene l'autore del servizio poneva l'attenzione proprio sul fatto che gli olandesi ci tengono molto ad insegnare la tecnica di base ai propri ragazzi..se nn ricordo male c'erano proprio degli allenamenti specifici fatti con le palline da tennis,pare che questi allenamenti avessero come obiettivo quello di migliorare la sensibilità dei piedi…questo giusto per dirne una.
L'allenatore,i suoi dettami tattici,la sua capacità di motivare la squadra sono aspetti fondamentali ma se un giocatore nn ha i fondamentali come fa ad esprimere i concetti richiesti dal mister??Sacchi è stato un rivoluzionario è vero,ma aveva una squadra di campionissimi al milan!!il suo gioco avvolggente e spumeggiante nn l'ho piu' visto all'atletico madrid,nell'italia..nn voglio sminuire il grande arrigo,lungi da me,ma avere donadoni su una fascia e' diverso dall'avere pepe,con tutto il rispetto per il ragazzo!!
In italia un giocatore come de ceglie,come brazzo etc etc etc hanno avuto molto piu' opportunità di giocare rispetto a giovinco…attenzione,prima che mi mangiate,nn voglio dire che seba sia il nuovo messia incompreso del calcio italiano ma credo che in una juve cosi' mediocre come quella degli ultimi anni un giocatore con la sua tecnica forse qualche chance in piu' l'avrebbe meritata..invece è stato sempre relegato ai margini..se vogliamo anche questo esempio,un po' provocatorio,è una fotografia della cultura calcistica italiana.
E poi c'è l'effetto inter,la squadra piu' forte di europa,nonchè italiana,nn ha un titolare ITALIANO tra le sue fila..ora resta da capire se l'inter vince perchè nn ha italiani o se l'italia perde perchè la squadra piu forte del campionato italiano nn punta sugli italiani.. Certo è che santon e balotelli di talento ne hanno,pero' nn mi pare che moratti e company abbiano mai allestito squadre che li mettevano al centro del progetto ed anche questo è un dato inquietante..per carità quando hai davanti gente come maicon o milito ed eto è dura emergere,ma magari se anzichè prendere eto'ventinovenne(nn è un giudizio sul camerunense,giocatore fantastico) punto su balotelli titolare in coppia con milito e magari come riserva tengo acquafresca,titolare dell'under 21 fino a quando ha potuto,forse forse a giugno l'italia si sarebbe ritrovata con un balotelli piu maturo e pronto…è un ipotesi per carità!! La juve di moggi vinceva con Alex e trez(due campionissimi) e con zalayeta o padovano in panca..o con l'inzaghi sbarbatello fresco capocannoniere con l'atalanta(per carità bravo inzaghi ma nn era certo l'eto di oggi all epoca),o con vieri giovane di prospettiva..insomma l'inter nn mi pare scommetta molto sui giovani italiani e forse è l'unica,avendo un ossatura importante,che potrebbe farlo con successo..perchè è inutile negarlo,oggi è molto piu facile giocare bene e nn sfigurare nell'inter che nella juve,una squadra in costruzione e alla ricerca di identità.
Grandissimo pezzo Fabio, non ci avevo mai pensato nemmeno io a questa visione che, adesso, ritengo condivisibile!
Vorrei fare i complimenti all'autore per l'articolo, davvero molto interessante e vorrei fare all'autore stesso una domanda: un giocatore come Giovinco, che tutti sappiamo essere un piccolo "giocoliere" ma con limiti fisici e tattici, è effettivamente non all'altezza di una squadra come la Juventus oppure è vittima del calcio Italiano per tutti i motivi da te espressi nell'articolo?
Giovinco non è un fuoriclasse, chiariamolo, ma nel Barca o nell'Arsenal (o nel Cile) avrebbe giocato di più e meglio che nella Juventus…
Proprio come pensavo… grazie mille per la risposta.
Interessantissima e plausibilissima analisi.
Sei stato capace di contestualizzare e legare con logicità aspetti che tutti noi stiamo vedendo da alcuni anni.
L'incapacità di marcare, la scarsezza tecnica nel controllo e nel gioco di palla, la mancanza di fantasia e di capacità di risolvere individualmente "problemi" di gioco erano sotto gli occhi di tutti.
Il tuo pezzo è stato, nella sua disarmante smplicità logica, estremamente illuminante.
da applausi..
"Banalizzando al massimo si è insegnato ai calciatori a applicare in maniera acritica e fideistica uno schema, un set di comportamenti prestabiliti in funzione delle situazioni di gioco e ci si è dimenticati di insegnare loro a calciare un pallone, a stoppare un pallone e a prendere decisioni autonome in risposta alla contingenti situazioni di gioco. "
Mica tanto banale… hanno proprio il terrore di giocare il pallone
infatti secondo me l'unico errore che si può imputare a Lippi è NON aver puntato sul gruppo che ha vinto la coppa 4 anni fa. Con gli STESSI giocatori (anche toni, totti e persino grosso), di sicuro saremmo andati avanti. I nostri giovani se la sono fatta letteralmente tra le mutande, Marchetti in primis che non bloccava una palla. Questo dipende dal fatto che questi giovani non sono abituati alle gare che contano, giocando i suddetti in formazioni che non sono in europa. Quindi, hai voglia a dire giovani: bisogna che gli stessi giochino anche in campo internazionale per formarsi soprattutto il carattere e reggere la pressione dei grandi eventi.
bravo, ottimo.
dico tutto ciò da tempo. ma d'altronde non è altro che lo specchio del paese, che in mondo che viaggia a ritmi del web, è governato da una classe dirigente vecchia e stantia che sa nemmeno accendere un pc. come diceva gianni agnelli: gli italiani sono l'unico popolo che si fa governare da gente peggiore di loro stessi.
e voglio aggiungere che il calcio italiano(serie A e B) è talmente brutto che acquista significato solo quando si vince. da qui tutte le sceneggiate dei tifosi(che sfociano spesso nella violenza) in caso di obiettivi falliti.
e mi preme sottolineare un aspetto della tua analisi che non vorrei passasse inossevato: la colpa dei giornalisti italiani, gente incompetente e aziendalista che è un insulto alla meritocrazia.
conferenza stampa pre slovacchia, giornalista rai che vi lascio indovinare, una sola domanda concessa a giornalista(e non a tutti), riesce a fare questa domanda: "so che hai sentito tuo fratello paolo, gli hai chiesto qualche suggerimento su come fermare hamsik?"… questo è il livello di intelligenza e preparazione dei nostri media(non solo sportivi)
Articolo molto pessimista, spero sia esagerato, ma temo che almeno in parte sia vero (e sul fatto che in italia si veda in generale un brutto calcio non c'è dubbio). Sopratutto la parte riguardante il settore giovanile sarebbe molto grave.
Una cosa su cui però non sono d'accordo è dare la maggior parte della colpa del tipo di gioco espresso solo agli allenatori italiani. Mi sembra un pò troppo semplicistico. La colpa e' sopratutto della cultura sportiva degli italiani in generale. E sperò che tutti i commenti di chi si è dichiarato d'accordo col il tuo articolo siano di tifosi che, quando la propria squadra ottiene una vittoria magari anche importante mostrando un "brutto gioco", non esaltino l'allenatore e i giocatori, ma si dichiarino almeno in parte insodisfatti se non critici. Altrimenti ci sarebbe poca coerenza e molta ipocrisia.
In una conferenza stampa di quest'anno Zaccheroni mi sembra abbia detto più o meno (magari non ricordo bene):
- In Spagna volgliono un calcio che diverta
- In inghilterra vogliono che i giocatori giochino con coraggio e che diano tutto
- In italia conta solo il risultato
E l'allenatore, ha concluso, almeno in parte è costretto ad adeguarsi al contesto.
E, del fatto che conta solo il risultato, non tanto per gli allenatori, ma per l'ambiente in cui devono lavorare ne abbiamo avuto mille dimostrazioni. I giornalisti sportivi, i tifosi ecc. sono tutti pronti ad incensare una vittoria anche se ottenuta con un gioco sterile e difensivista e sono prontissimi a condannare duramente le sconfitte anche se si è espresso un bel gioco. In spagna Capello ,che qui è semprè invocato come massima aspirazione dei tifosi juventini, è stato mandato via dal Real Madrid anche perchè non faceva un bel calcio.
Infine vorrei far notare che comunque ci sono stati allenatori italiani cha hanno anche espresso un bel gioco. A partire proprio da Lippi sopratutto con la sua prima Juve, Ancelotti sia nel Milan sia nel Chelsea o, nel suo piccolo, Gasperini (visto più volte perchè sono di genova) con il genoa. E probabilmente cè ne saranno anche altri che non conosco. Viceversa un allenatore straniero come Mourinhio, grande motivatore, vincente nato ed unto dal signore, non ha di certo espresso, in generale, un bel gioco…
Certo che ci sono allenatori italiani capaci di concepire un altro calcio. Il mio è un discorso generale,con tutti i limiti delle generalizzazioni. Tra parentesi, concordo in pieno su Gasperini, e aggiungo Ventura, i più innovatori degli ultimi due anni in Italia
Personalmente, avendo visto il Cagliari più volte quest'anno, aggiungerei anche Allegri.
Volevo ricordare anche Marino, dell'Udinese.
Si é trascurato un po' un fatto fondamentale x me: non ci sono + soldi!!! Le squadre italiane non avanzano + in Europa (un tempo avevamo l'Atalanta finalista di Coppa Coppe) anche perché le squadre straniere spendono di più (anche meglio ma di più). Anche in questo calciomercato non si snete parlare altro che di scambi, comproprietà, riciclo di giocatori…molte squadre strapagano giocatori mediocri (sia stranieir che italiani) ed hanno così pochissimi soldi da investire nel vivaio…
Applausi per l'articolo e lacrime per la triste realtà.
Finalmente una boccata di aria fresca. Analisi perfetta.
Perchè a sentire in giro sembra che tutto sia accaduto negli ultimi 4 anni.
Io penso che siamo un po' nella situazione della Germania di inizio millennio: vecchi e stanchi.
E' necessario rivedere la nostra filosofia per ripartire. Poi, ovviamente, non è che la Germania vincerà il mondiale. Ma almeno hanno dato un nuovo impulso.
Mi unisco ai complimenti per l'ottima analisi comparativa e anche oggettiva del nostro calcio.
Purtroppo, caro Fabio, noi non abbiamo nemmeno la capacità di dare fiducia ai giovani, Juventus o New Holland compresa.
Ditemi, sinceramente, che cosa hanno in più giocatori come Immobile rispetto ad un Amauri, o per esempio un Marrone rispetto ad un Poulsen,,,solo la mancanza di fiducia.
Se nel Barcellona non avessero creduto nei giovani, probabilmente Inniesta, Xavi non sarebbero quelli di oggi
Possiamo dimostrarne il contrario ???
Figuriamoci giocatori tecnici adesso ancor meno visto Del Neri in panca chhe vuole gente che corra corra e ancora corra…
Riusciremo a vedere un Baggio, un Totti, o un Del Piero??
articolo assolutamente condivisibile da una juventinissima come me…
ASSOLUTAMENTE NO NO eNO!
io non ci sto!, questi sono solo alibi,
Ma quale impoverimento del calcio italiano!!! Ma guardiamo un po' la formazione dell'ITALIA reparto per reparto contro le tre squadre che abbiamo affrontato. Macche' sulla carta sono inferiori???? Ma smettiamola di prenderci in giro. Chissa non c'era un pallone d'oro, lo concedo ma il problema e' stato evidentemente un altro.
Ok la serie A ha i problemi indicati dal signor Barcellona. ineccepibile. Ma i campionati stranieri li credete meglio?? Lo spagnolo e' un ridicolo campionato a due squadre che hanno speso nel 2009-2010 tanto quanto tutte le nostre squadre di serie A messe insieme. Idem la premier… la unica differenza sono i SOLDI e i campioni ingaggiati…che 5-10 anni fa venivano tutti in italia a parte quelli che venivano scoperti da loro (vedasi Ronaldo, Maradona e via dicendo). E gli altri i SOLDI li hanno, grazie soprattutto al fatto che pagano la meta delle tasse in ingaggi etc. noi no !!! punto e basta!
andate a vedere i debiti dei club della premier!!!
Chissa non avevamo uno squadrone per vincere i mondiali, ma per passare il turno hai voglia! E Ricordiamoci che le prodezze di un signore chiamato GROSSO! (ci tutti davano del brocco) ci hanno fatto vincere il modiale, e un tal MATERAZZI (peggior difensore della serie A) non il campione TOTTI che era zoppo.
Si potrebbero dare tutte le colpe all' allenatore come consuetudine, troppo facile !! Se De Rossi, Montolivo, e il povero Chiellini giocano a quella maniera una finale mondiale che andiamo a cercare scuse. ma per favore!!
ma non li vedete questi qui, non sanno fare 3 passaggi di fila, e non tirano mai in porta(in poche parole non sanno giocare al calcio),e guadagnano milioni di euro altro che storie, e poi nel 2006 abbiamo vinto il mondiale grazie ad una difesa con Cannavaro super e un cammino molto favorevole, non certo con il bel gioco,e non dimentichiamoci che addirittura con l'australia avevamo sofferto, secondo me se disgraziatamente ci capitava il brasile oppure l'argentina non avremmo di certo passato. comunque mi fanno schifo tutti, andassero a lavorare,e poi basta nel calcio italiano co sti stranieri mercenari…l'inter di Moratti insegna.
ah a proposito, caro tom, la Spagna è in finale e guarda caso il ridicolo calcio spagnolo rischia di fare filotto (europeo e mondiale) noi ce lo sognamo…bye.
Querido nasbo, io non ho detto che il calcio spagnolo e' ridicolo…ma che il campionato spagnolo e' ridicolo…dove le due grandi si allenano la domenica per meta del campionato contro squadre di serie C. Il nostro campionato e' piu' competitivo (internamente) ed e' piu' duro sviluppare un buon gioco, perche' se ci provi e non ci riesci retrocedi fisso fino alla terza categoria. Ed e' in questo che il signor Barcellona ha fondamentalmente ragione.
Onore e merito alla spagna…ma hanno vinto soprattutto grazie ad una calendario favorevole… e molto culo!
molto piu' dell'Italia nel 2006! dove l'unico episodio fu un rigorino dubbio (c'era) contro l'australia.
Con una espulsione ingiusta a favore e un regalo incredibile del portiere (vabbe quel cile, osannato da tutti ma con la difesa a due, lo batteva anche l'Italia) nella ultima, decisiva, del girone 2-1; con un gol in netto fuorigioco di Villa (molto piu' in fuorigioco di quello di Quagliarella per intenderci) negli ottavi di finale 1-0; con un rigore sbagliato da Santacruz a 20 minuti dalla fine, contro il chiusissimo Paraguay nei quarti 1-0, che se lo mette dentro tutti a parlare del miracolo paraguayano e del calcio difensivista. Poi finale e semi la gloria, con la germania dei ragazzini, che non avevano mai giocato nemmeno una coppa, terrorizzati che si dimenticano su calcio d'angolo praticamente l'unico saltatore della spagna solo perche' parte da fuori area (se ero l'allenatore il marcatore lo crocifiggevo in piazza a Berlino) e una grande prestazione in finale 1-0 e 1-0. Ma si sa la fortuna aiuta gli audaci.
se continuiamo ad esasperare la tattica come insegnamento ai calciatori novelli in italia a discapito della tecnica avremo sempre una nazionale mediocre, che non crea gioco ma si limita solo a cercare di impedire agli avversari di fare gioco, ma poi quando la palla cell'abbiamo noi non sappiamo fare 3 passaggi di fila, e questo mi pare sconcertante, e assurdo pensare che il livello del calcio italiano sia questo, praticamente non si insegna più a giocare al calcio, sostanzialmente si chiede ai giocatori solo di tenere la posizione tattica nel rettangolo di gioco, ci sono squadre in italia (vedi la Juve) che con giocatori superpagati e a detta degli addetti ai lavori anche dei validi calciatori, grasso che cola se in un match riescono a tirare in porta 2 o al massimo 3 volte, questo per me è pazzesco.