Mio padre era interista

Vi riporto uno splendido articolo dell’amico Francesco Savio.

Mio padre era interista. Altro che bellissimo, potrei dire, e si metterebbe a ridere. Ma credo tifasse più per il Brescia. La domenica andavamo in curva Nord al Rigamonti, con Rinaldo, un suo amico che poi non so che fine abbia fatto. Guerrino e Rinaldo, decisamente nomi che non si usano più. La curva era il settore riservato al popolo, per usare un’espressione fuori moda, e non era ancora controllata da certe scimmie organizzate che oggi, in ogni stadio d’Italia, dettano legge con i loro comportamenti e slogan fascisti, ripetendo a macchinetta parole gonfie di retorica come Onore, Orgoglio, Tradizione ecc. Stavamo in curva, il Brescia arrancava tra serie B e C, e io andavo alla partita più che altro per mangiare le caramelle quadrate di zucchero colorato che Guerrino mi comperava alla bancarella fuori dallo stadio. I giocatori erano troppo lontani e non capivo molto.

Ma dicevo, mio padre era anche interista. La casacca nerazzurra era pronta nell’armadio anche per me, ma mia sorella intervenne nel mio destino di tifoso con un colpo da maestra, e per questo la ringrazierò finché campo, perché la Juve è la Juve. Certo, qualcuno potrebbe giustamente obiettare che l’Inter è l’Inter, il Milan il Milan, la Sampdoria la Sampdoria. Non potrei contraddirlo. Se la Juve infatti fosse l’Inter, il Genoa l’Avellino, la Fiorentina il Napoli, non ci capirebbe più niente nessuno. Le trasmissioni sportive farebbero ascolti record annunciando solamente a fine programma quello che le squadre sono veramente. “Rileggiamo la classifica: l’Inter vince il campionato con 82 punti ma…Attenzione: l’Inter quest’anno è il Torino, quindi il Torino vince lo scudetto!”. Nel capoluogo piemontese si ubriacherebbero di gianduiotti.

Mia sorella, dicevo, deviò il corso naturale delle cose. Grazie al suo folle amore per Antonio Cabrini, del quale aveva appeso in camera un poster fatto di fotografie ritagliate dai giornali. In sintesi il suo pensiero era: hai visto che bello Cabrini? Bello, bravo e gioca nella Juve. E qual è la squadra che vince sempre? La Juve. Quindi, ci misi del mio: notai che nella Juventus giocava con il numero 10 un campione rivoluzionario nel modo di muoversi, nell’eleganza, nell’intelligenza ironica delle dichiarazioni. Per tutte, una battuta fulminante. Prima di una partita importante l’avvocato Agnelli passa in rassegna i giocatori della Juventus. Michel Platini sta fumando una sigaretta e l’Avvocato lo riprende: “Ma Platini insomma, queste sigarette…”. E Michel: “Avvocato, l’importante è che non fumi Bonini…”

E va bene, dovevo parlare di Inter e la Juve invade il campo. Mio padre era anche interista, e credo che per quello che è accaduto ieri sera sarebbe stato contento. Anche se il calcio è cambiato, l’Italia è cambiata, e l’isterismo antisportivo che acceca la maggioranza degli italiani forse gli avrebbe fatto passare la voglia si seguire lo sport nazionale. Suo fratello Franco, interista come lui, mi ha appena scritto che non ama più il calcio perché non gli piace una squadra italiana che schiera solo giocatori stranieri.

Oggi si celebra la vittoria dell’Inter, i due gol straordinari di un fuoriclasse come Diego Milito, signore argentino silenzioso incapace (a differenza del suo allenatore) di parole fuori luogo ed offensive nei confronti degli avversari. Si celebra Javier Zanetti, capitano indistruttibile, e il suo amico Cambiasso che solo un annebbiato Maradona può non convocare per i Mondiali.

Oggi da amante del gioco del calcio celebro l’Inter, non dimenticando ciò che ha permesso alla squadra di Moratti di diventare la squadra più forte d’Europa: una mezza farsa chiamata Calciopoli, miliardi spesi a pioggia senza alcun riguardo per il bilancio. Celebro l’Inter che ha vinto sul campo, anche con un po’ di fortuna, con episodi dubbi (Chelsea, Barcellona) che a parti inverse avrebbero fatto esplodere interismi alla Severgnini, avrebbero visto Mourinho invadere il campo, fare il segno delle manette, insultare allenatori, arbitri, giornalisti. Ma il tutto per cementare il gruppo, chiaro.

José Mourinho, allenatore geniale e affascinante, un Berlusconi della panchina, e mi fa sorridere osservare amici progressisti idolatrarlo per modi di fare così simili a quelli del Presidente del Consiglio che mi fermo a pensare: ma come, se ami uno dei due, non puoi non amarli entrambi. L’Inter ha vinto la Champions League, Massimo Moratti ha coronato il sogno di ripetere l’impresa del padre Angelo che, come il mio, era interista.

Francesco Savio

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17 repliche per “Mio padre era interista”

  1. Domenico Laudadio Rispondi 23. mag, 2010 at 15:05

    Complimenti è un pezzo molto toccante.

    Tuo padre sarà fiero di te e ti ha educato bene.

  2. Per fortuna mio padre no,non lo era.

    A parte gli scherzi,APPLAUSI.

  3. articolo da mandare alla sede dell'Inter, con questo commento "Leggete come si rimane vincenti anche quando si perde, così imparerete a non sembrare perdenti anche quando vincete"

  4. Grazie ragazzi, nei prossimi giorni spedisco in Via Durini. Ciao, Francesco.

  5. Mourihno se ne va, confermando di nn essere un pirla.

    Strano che mancini non si sia nemmeno avvicinato a vincere qualcosa…

    Speriamo gli onesti diano a zeman la possibilità di dimostrare che lui è un grande allenatore, che non ha mai vinto nulla x cola del Mostro Moggiano.

    Dimenticavo: il vero interista?

    Eccolo:
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata…

  6. bell'articolo. Il finale, poi, è magistrale. Con eleganza hai lanciato bombe. Bombe benefiche. Mio padre era milanista. Io no. Ma ammetto che non ho mai provato contro il Milano quel che provo contro l'Inter…

  7. X Ludolfo

    Sei una vergogna umana…queste sono le vere istigazioni alla violenza…hai preso a pretesto un tragico episodio per dire praticamente che gli interisti sono degli accoltellatori…hai giocato sulla pelle di una persona per il tuo becero tifo…vergognati…è stato un episodio tragico, ma l'assassino è una persona malata, da mettere in carcere, a prescindere dalla fede calcistica…poteva essere un tifoso di qualsiasi squadra…invece tu che fai? dici che il vero interista è questo…e poi si critica Materazzi…che squallore…

    • Moderando i toni, sono d'accordo con te. Mai mi sognerei di accusare una intera tifoseria, specie per un fatto del genere. Che non sia una scusa per poter uccidere: chi lo fa, deve pagare e non esistono giustificazioni, nè ragioni sportive.

  8. bel pezzo! mi unisco ad ACB, non usiamo quello che è successo per attaccare l'Inter e tutti i suoi tifosi. e lo stesso vale per qualsiasi colore e tifo.

  9. Max, grazie per le belle parole.

    Tuttavia, la notizia deve essere inquadrata nel contesto di quanto sta succedendo in Italia.

    Vuoi un esempio? eccolo:
    http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/art…
    Come mai l'accoltellatore è diventato lo juventino? Aggiungo: a Studio Aperto delle 12 di ieri è stata data la notizia come riportata dal link di cui sopra; lo stesso è stato fatto al TG5 delle 13:00.

    Secondo te si saranno corretti,nel telegiornale successivo, quello delle 20:00?

    Inutile darti la risposta, purtroppo ovvia.

    Concordo con te sul fatto che non è assolutamente importante la fede calcistica dell'assassino e della vittima, quanto piuttosto il fatto che si sia arrivati ad ammazzare per la propria fede calcistica… tuttavia, come mai si tende sempre e comunque a fare disinformazione, dal momento che si sta comunque parlando di una vita umana?

    Passando a cose più futili, mi vien in mente il parallelo delle telefonate facchetti-moggi: lo juventino è cattivo, l'interista è buono. Sempre

  10. anche mio padre era interista, ma per fortuna, si vede che questa malattia non si trasmette geneticamente……bello l'articolo e bella la chiusa, sono talmente abituati a perdere che non sanno proprio come godersi le vittorie!!

  11. Questo pezzo è bellissimo. Com'è che nei blog di veri tifosi della Juve leggo sempre pezzi di grande classe e di grande intelligenza, mentre nei siti interisti ci sono solo insulti e frasi vergognose? Forse perchè loro prendono "esempio" da gente come Moratti e Materazzi??? E' il loro destino eterno, rodere e schiumare rabbia a rancore anche quando stravincono. Mi tengo stretta la mia/nostra Juve e a mio figlio che ha 10 anni ho fatto coraggio: "Fino ad oggi non hai ancora visto la vera Juve ma presto riapparirà..:"

  12. Fantastico. Chapeaux.

  13. articolo molto ma molto bello e toccante.

    Il bello del calcio è anche, e spesso soprattutto, questo. Peccato che la faziosità vomitevole dei più impedisca questi "romanticismi".

    Voglio dire una cosa che ad alcuni sembrerà strana, la storia di un uomo anziano purtroppo morto da diversi anni, con cui vedevo le partite della Juventus.

    Mi ricordò alcune volte una cosa che a sentirla adesso, per gli altri, sarebbe assolutamente falsa e poco credibile.

    Era interista da piccolo, ma in quegli anni tutto il mondo calcistico italiano (e non solo) li chiamava "ladri e drogati". RIgori non concessi (100 partite di fila), giocatori che vomitavano simultaneamente per "strane pozioni", arbitri a cena a casa di papà angelo moratti (si scoprirà per quale motivo…), arbitri tascabili come lo bello e spririn. Li odiò a tal punto che si "convertì" alla Juventus.

    Come è strano il destino a volte.

    lo ricordo con affetto. Una bella persona a prescindere dal credo calcistico.

  14. Mio padre,invece era ed e' , juventino. Quando avevo 2 anni, si fece 15 ore in 3a classe per andare a Belgrado…Mi ha cresciuto gobbo e fiero… Ha commesso solo un piccolo errore…. Mi ha fatto diventare UN ULTRA'

  15. Ah max, sempre per ringraziarti delle belle parole:
    http://www.giulemanidallajuve.com/newsite/articol…

    come hai detto?

    che squallore…

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