L’udienza di Auricchio raccontata da Massimo Zampini
La prima cosa che noto, arrivando al Tribunale di Napoli con Antonello, è che il Colonnello Auricchio non è bello come nella mirabile docufiction di La 7. Senza nulla togliere, forse Daniele Liotti, il simil Raul Bova che ha interpretato il suo ruolo, ha ancora qualcosa in più. La seconda, appena comincia il controesame dell’avv. di Moggi, è che non è neanche sicuro com’era in quelle immagini, dove tutta l’inchiesta sembrava priva di falle, inappuntabile, incontestabile. Un po’ arrogante, con risatine varie qua e là, lo rimane, ma mi pare l’unico dato in comune con quel pezzo di grande tv che tanti hanno preso per verità assoluta.I giornalisti: ecco Alvaro Moretti di Tuttosport e Maurizio Galdi della Gazzetta dello Sport. Prendono appunti, ascoltano attenti, sembrano svolgere lo stesso mestiere, e invece hanno funzioni opposte. Il primo, tutto fuorchè juventino, è l’unico che scrive di calciopoli cercando di fare emergere quanto avviene in aula. Il secondo non so per chi tifi ma ha il compito contrario: tenere i toni bassi quando attacca la difesa, alzarli quando finalmente spunta qualche mezza dichiarazione contro gli imputati.
Comincia il controesame dell’avv. Prioreschi, legale di Moggi. Auricchio, nelle circa 5 ore di domande (tante) e risposte (poche), conferma un dato fondamentale, assurdo, inimmaginabile, che si può riassumere in tre parole, poche ma rivoluzionarie: abbiamo ragione noi. E’ incredibile, ma ha ragione un manipolo di tifosi che da 4 anni spiega Calciopoli ad ogni conoscente essendo guardato come un pazzo, o magari come uno che sta cominciando a seguire cattive compagnie. Adesso, grazie ad Auricchio, ne sono certo. Abbiamo ragione noi, mentre i giornali, le televisioni, i pavidi addetti ai lavori (calciatori, allenatori, dirigenti, ecc) hanno torto. Chi in buonafede, chi in malafede.
Neanche su un forum di tifosi bianconeri, infatti, si poteva realmente pensare che le inchieste fossero svolte in virtù degli articoli di Gazzetta, Corsport e Repubblica (meno male che il Colonnello non era un fan di Matteo Dotto e della sua moviola a Controcampo, altrimenti altro che 2 scudetti e Serie B..), ma lui lo conferma e se ne vanta (“mica potevamo leggere Tuttosport..“). E quando sbuca qualche dato palesemente incongruente, come rapporti su squalifiche che non sono mai esistite, ammonizioni che avrebbero dovuto essere mirate e non lo erano, Auricchio risponde che insomma, se il tabellino della Gazzetta riportava quei dati, lui che poteva fare, non è mica un tecnico..
No, non è un tecnico, ma il rigore fuori area assegnato alla Juve in Roma-Juve 1-2 lo ricorda, quello riesce a giudicarlo da solo. E il pugno di Cufré (rigore e espulsione)? E il gol annullato a Ibra nel secondo tempo? Sì, ricorda anche quello, evidentemente la Gazzetta ne aveva parlato. Meno male.
Avevamo ragione noi, e ce lo ha detto, vantandosene, il responsabile dell’indagine dei Carabinieri: calciopoli è stata un’inchiesta fondata su quanto scritto da Gazzetta e Corsport, quelli degli “Juve non così” ogni errore a favore, con silenzi per gli errori contro.
Le ammonizioni preventive, altra favola che andava per la maggiore: Prioreschi la smonta, facendo l’elenco delle squadre che se ne erano avvantaggiate: prime erano Atalanta e Reggina, due colossi del calcio. E i rossi diretti che hanno fatto saltare agli avversari il match con la Juve? Due in tutto il campionato, ultima in classifica. Auricchio risponde tranquillo: ma noi non abbiamo verificato queste graduatorie, a noi interessava il dato della Juve. E avete controllato chi fossero gli squalificati? Erano Petruzzi (17 partite in un anno), Nastase (solo 7!!!), Vignaroli, Simone Inzaghi, e altri fenomeni del genere, contro Buffon, Thuram, Cannavaro e compagnia… Sì, ma noi non siamo tecnici, non possiamo valutare. E’ vero, me lo ero dimenticato, in quei casi non può valutare.
Avevamo ragione, anche sulle ammonizioni preventive. Non hanno in alcun modo aiutato la Juve, sarebbe bastato verificarlo. Ma la Gazzetta, purtroppo, non ha pubblicato qualche tabella del genere per aiutare il Colonnello.
“Se uno arbitra contro la Juve poi viene fermato, se invece arbitra a favore viene premiato“: eccolo, uno dei grandi classici del sentimento popolare elevato da Auricchio e dai giudici sportivi ad accusa concreta. Si, ma avete verificato che poi Dattilo, l’arbitro che avrebbe squalificato i giocatori dell’Udinese per favorire la Juve, è stato fermato per 8 turni? E che Paparesta, dopo averla sfavorita, non farà neanche qualche giorno di pausa? E che Copelli, il guardalinee “nemico” della Juve, è poi andato tranquillamente ai Mondiali?
No, non abbiamo verificato, ma Paparesta è stato penalizzato nella classifica di Baldas quella della patente a punti del processo di Biscardi. Non è uno scherzo, ha detto davvero così.
Avevamo ragione noi, arbitrare contro la Juve non produceva danni, al contrario di quanto sospettato da Auricchio e dai tanti Marione del nostro calcio. Ma non si è pensato di verificarlo.
L’altro nostro tema ricorrente, è noto, riguarda le telefonate dell’Inter ai dirigenti degli arbitri: mai esistite, come dicono fideisticamente loro, o sparite, come sosteniamo noi seguendo anche gli sviluppi di processi paralleli? In alcune intercettazioni Bergamo racconta alla Fazi di telefonate con Moratti e con Facchetti per organizzare incontri. Dove sono finite? Auricchio non se lo sa spiegare; ma come, non dovevano essere controllate tutte le utenze di Bergamo? Il pm Narducci dice che forse qualche utenza di Bergamo è sfuggita. Ah ecco, che fortuna. Moratti e Facchetti sono riusciti a sentire Bergamo su un’utenza sfuggita agli investigatori. Beati loro. E comunque, al Colonnello, quelle telefonate non interessavano poi così tanto.
E così via, con tanti altri argomenti da cui si evincono i limiti di un’inchiesta svolta in fretta e in furia, per fare “in tempo”, basandosi solo su fonti fidate, con l’imputato che ha rinunciato a difendersi sin dal principio, evidentemente avendo dato fiducia solo ai ricontri dell’informativa preparata da Auricchio, e non alle parole dei dirigenti che gli avevano permesso di vincere tutto per 12 anni.
Si fa tardi, io e Antonello dobbiamo andare, abbiamo visto abbastanza. Salutiamo Moretti, chiediamo a Galdi di intervenire in trasmissione da noi, e torniamo a Roma, curiosi di leggere i loro articoli sui loro quotidiani in versione online.
Moretti, sul “fazioso” Tuttosport, titola “TELEDUBBI”, e riporta fedelmente le dichiarazioni sulle telefonate (sparite) di Bergamo con Moratti e Facchetti, dopo aver ricordato in un altro articolo il modo di indagare (solo su alcuni quotidiani, senza verifica) del Colonnello.
Galdi, sulla Gazzetta, titola “La difesa prova il contropiede” e all’interno non si parla di Inter, Bergamo e degli errori del Colonnello. Si sofferma sul dibattito relativo all’elezione degli organi federali; il resto evidentemente non interessa. E l’articolo, ma guarda un po’, già non si trova più.
Auricchio, che legge solo la Gazzetta, può tirare un sospiro di sollievo, ma a noi, che leggiamo anche i giornali faziosi che riportano letteralmente quanto accaduto, rimangono tante domande.
Tranne una, cui ha già risposto ieri il Colonnello: sì, abbiamo ragione noi.
Forza Juve. I love football.
Massimo Zampini
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24. mar, 2010

AUTORE DELL'ARTICOLO








NON SONO UN ESPERTO DI GIURISPRUDENZA, MA SIN DAL PRIMO MOMENTO HO SEMPRE PENSATO CHE PRIMA O POI TUTTO VERRA' A GALLA E CI sara' DATO TUTTO CIO' CHE INGIUSTAMENTE CI è STATO TOLTO IN QUESTI ANNI, PARDON TUTTO NON POSSONO DARCELO LE FERITE RIMANGONO, E MI CHIDEDO CHI CI PAGHERA' QUESTE FERITE A NOI TIFOSI??
ok madi questi rovinati, della squdra che c'era e ora non c'è +, della società forte che avevamo, dei giocatori campioni che avevamo e della serie b: chi ci pagherà, chi ci ridà tutto indietro con interessi ed IMMAGINE juve buttata nel cesso?
sto caz di colonello da dove viene fuori, se questo è uno che fa le indagini non voglio immaginare gli altri suoi colleghi: tutti a casa a pescare, almeno lì non fanno disastri. risponde: che lui guaradava il processo di biscardi, ma vaff.