La luna? Bussò

luciano moggi calciopoliVi pubblico una email ricevuta da Vincenzo Ricchiuti che racconta la sua personale esperienza vissuta a Napoli, durante l’udienza del 23 marzo 2010 del processo Calciopoli. Auricchio controesaminato. Antonio.

« Lei l’ha vista ? ». « Cosa ? ». « La partita, colonnello ». « In senso visivo ? ». Ecco, questo è Auricchio. Siamo a Napoli, al tribunale. E’ il 23 di Marzo del 2010, il giorno del mio compleanno. Lo passerò qui, e poi dice che la gente non va allo stadio. Qui, al riesame di Auricchio da parte dei legali di Moggi, quarant’anni di calcio in Italia che mettono all’angolo chi nella storia d’Italia non c’era. Che se oggi c’è, è perché anche la storia come Auricchio non ha controllato.

L’attesa cresce. C’è tutto il demi monde moggiano. Due ragazzine sui tacchi bisbigliano « E’ lui, è lui »: vogliono la foto della rockstar Luciano Moggi. Narducci fuma senza uscire fuori: il fumo in aula è solo il suo, come sempre. La Morescanti fa razzia di procure e zoommate, Auricchio compreso. Che per quello che dice d’altronde non sa dove altro guardare. Ci sono Angelini e Zampini. Portano il libro di Ju29ro.com e siedono dove non dovrebbero. Penta l’addetto stampa di Moggi oggi è barba incolta, jeans e scarpette, in tenuta da combattimento. La battaglia incombe ed i soldati prego, al loro posto. Li sgrida ma invano. Fa caldissimo. Dilaga la moda Morescanti, le avvocatesse son tutte in jeans attillati con brillantini a coronare il lato B. Culo ? Ci vorrà anche quello. Angelini intanto si spoglia. Ma non della faccia tosta.

« Lei, Auricchio, ha querelato Luciano Moggi ? ». L’avvocato Prioreschi non ha neanche iniziato con il riesame del colonnello che già non nasconde il proprio stupore. Si. Moggi lo avrebbe infamato a Porta a Porta. La sua carriera, prego. Ce ne parli delle sue esperienze pregresse in materia di intercettazioni. Casoria non vuole. Peccato. L’inizio sembra moscio. Prioreschi un ciclista che del gruppo che segue fa selezione. Chiede, si, ad Auricchio come sia iniziato il tutto, perché Napoli & Roma, quali gli elementi emersi in prima battuta. Quali i giustificativi d’indagine insomma. Però poi tiene in scacco l’attenzione di tutti con una lunga e pedante co-dissertazione col teste su Rono, server, Sunrise, Cit, dogane, ufficiali di collegamento, Ministero degli Interni no Telecom no Svizzera, riascolto no Chiasso. Tutto per capire, certo, a che titolo legale il teste si fosse procurato i dati sulle straniere utenze De Cillis. Con un Auricchio ovviamente felicissimo di esser partito per la tangente della burocrazia e dei soldi per comprare le linee che ai ministeriali non bastano mai signora mia alternando vittimismo a risposte à la Paperino (in Svizzera per fare le indagini avran fatto il 187, pardon il 1412). Però. La tensione è calata. Prova ne è che Pompilio lo strillone della tv, come l’altra volta si addormenta facendo rumore e costringendo Penta a cambiare di posto. Ma non è che il debutto. Prioreschi non è moscio, è un diesel. Adescato in quel linguaggio ragionieristico a lui tanto caro costa (benché ci tenga a precisare “io non ho pagato” e lo sappiamo) al burocrate Auricchio: coi numeri che gli spiattellerà Prioreschi, non gli torneranno più i conti. Prioreschi è ordinato. Per genere. Dente per dente. La telefonata di Moratti a Bergamo per una cena con Facchetti riferita da Bergamo a Fazi ? Né sonora, né scritta. Ma se la cena a Livorno della Cupola Moggi a campionato assegnato è finita nelle informative persino su quale delle mogli abbia lavato i piatti. Narducci che sulle cose serie non manca mai la sua a quel punto si sente in dovere di fare chiarezza da uomo che ha giurato servizio alla legge e la verità. Allude. Se in materia di piatti sporchi c’è segreto di stato, “magari conviene anche a voi”. Allude. Sempre meglio che mettersi a lavorare. Prioreschi va in soccorso del processo breve di Giraudo. Nel capo d’imputazione del povero e frettoloso Giraudo ci sono le ammonizioni dolose di Udinese-Brescia. La filastrocca Pinzi, Mu…, com’è che fa ? Prioreschi si gira verso la Morescanti e chiede, scusa, Zoff, Cabrini, Facchetti, Pinzi, Muntari, Di Michele è questa ? Scusi Colonnello, come avete individuato il dolo? « Non l’ho detto io che erano dolose ». Ci si gira tutti verso Narducci. Mica si diventa Narducci dall’oggi al domani. Quello che acchiappava boss prima di passare probabilmente anche ai fantasmi non fa una piega. Vedrete vedrete. Innanzitutto Giraudo l’han fregato con le vostre beneamate intercettazioni assolutorie del collega Maddalena (tiè). Quelle di cui io volevo parlare e voi altri no. E poi, qui vi dico e non vi nego, che ne sapete voi di cosa ho in mano io su quella partita. E cosa ci si chiede. La ripetizione ?

« Ma se al telefono lei avesse sentito che il Papa era morto, lei il cadavere almeno l’avrebbe visto ? ». Domanda oziosa. E si che morì proprio in quell’anno. Ma la grande occasione è giunta all’uomo sbagliato. Di certo di Auricchio ormai sappiamo che è un bravo ragazzo. Non una spia, un voyeur, né un curioso. Il papa morto non lo avrebbe nemmeno fotografato. Figurarsi le tante partite con le quali Prioreschi a nome di questo secolo da Grande Fratello, impiccione e guardone, lo tenta. Nessuna. Neanche un peccato. Forse una. Facciamo due. Magari su Sky. Nemmeno in diretta. Registrata. Magari stringendo i denti, con un occhio solo o tutti e due chiusi. « Abbiamo fatto una tabella ammoniti sulla base dei colloqui telefonici tra Meani e Babini ». L’hanno applicata a Moggi e senza controllare se al telefono Meani e Babini mentissero. O, vivaddio, anche peggio. Si sbagliassero. Nelle retrovie arriva gente. Ragazze mute dalla vergogna in un posto che di vergogna ormai non ne ha più, portate a Calciopoli dai fidanzati avvocati come afrodisiaco mondano di cui bullarsi e dire io c’ero e chissà i figli che nasceranno da quest’udienza. Come all’Esposizione Universale. Come all’Opera. Meglio. Come a una eclissi. Quella di Auricchio è a due fasi. E non è manco romantica. Solo distruttiva. Ha un crepuscolo fuori dalla logica e dal senso comune. Come un barbaro, ha costruito un totem. La rilevanza investigativa. Un sinonimo di pigrizia. Di formalismo spinto alla purezza fuori dal pianeta Terra. Spinto sino alla Luna. Un misto tra il castello di carte dove tutto si tiene ogni tre carte con l’altra e il castello nel quale il filosofo mandava a vivere gli altri. Se Moggi è l’esistenzialismo, Auricchio è la teoria tedesca. Se Moggi è la volontà, Auricchio del mondo gira solo la rappresentazione.

Per Auricchio, il campionato 2005 è un intralcio. Fosse per lui, non sarebbe mai esistito. Non conta la vita, conta la carta. Poi tocca alla burocrazia farla cantare. Per Moggi il cattivo, “la vita va accettata così come si è realmente svolta”. Per Auricchio il buono, così la fa facile. Così son buoni tutti.

A domanda « la partita l’ha vista ? », risponde no barra vista ma tanto è uguale in quanto vederla era investigativamente irrilevante. A domanda « svolti gli accertamenti per i capi d’imputazione ? », risponde sempre di no salvo guest star in quanto farli era investigativamente irrilevante. Lo so, non ci avete capito una mazza. Soprattutto perché. Ma Auricchio è così. Per capire come ragiona bisogna farne un corso intensivo e il sottoscritto è alla terza udienza-dose. Come dirvelo ? Lo dicono loro. « Milan-Juve non attenzionata. Partita investigativamente irrilevante in quanto in periodo di chiusa indagini ». « Ci sono solo conversazioni, nessun altro elemento negativo ha riscontrato personalmente ». « I titolari del Bologna, caro Colonnello, erano Legrottaglie e Gamberini, non Nastase e Petruzzi ». Voto 5 a Narducci come tifoso del Bologna che nel capo d’imputazione ha scritto titolari. « Investigativamente rilevava che venissero ammoniti giocatori diffidati ». Che culo quando succedeva. Ogni volta avran tirato un sospiro di sollievo. Ma Calciopoli non è solo la storia di marmittoni che metton le cuffie e non alzan mai barra quasi mai il culo dalla sedia, che prendon tutto alla lettera e se sentono Inter non son competenti perché sulla carta è scritto Juve. Che se al telefono sentono quello che vuole Amalgama, mesi e mesi al riascolto ma se lo trovano anche in tribuna son cazzi. Calciopoli non è solo l’Arma dei Carabinieri che con tutta la sua storia dietro e tutte quelle vite inermi davanti fa usi a obbedir intercettando questa sorta di tecno-allegato di ritagli di stampa e di temi delle elementari (« scusi Auricchio ma lei il boh di Moggi me lo descrive come piglio autoritario ? ») coniugando il massimo del progresso con il massimo del primitivo e truccando la superstizione del Bar dello Sport di un tecno-teorema due punto zero dai mille cavalli a rotelle. Calciopoli non è soltanto Mister Bean che usa la clava. E’ anche Storia di un Italiano, furbizie. Strapaese. E’ l’ammonizione per reticenza che Auricchio moralmente si becca per l’ennesima versione su Baldini ed Antonelli. E’ Antonelli che va da Auricchio perché gliel’ha detto Baldini, Auricchio che nega di aver detto a Baldini di sparger la voce, ma a questo punto ad Antonelli e Auricchio il caffè chi gliel’ha offerto, il Bar dello Sport ? L’avran letto sulla Gazzetta di doversi incontrare. Ma non solo. E’ il borsino privato dell’associato De Santis. Ci son le partite antiJuve, c’è il megarecupero dato in Lecce-Parma. Il doppio di quanto Auricchio aveva trovato irrilevante perché dovuto. De Santis come Zazzà. Dove sta a Gennaio, con chi sta a Maggio. Con Moggi, Carraro, la Fiorentina, se stesso, su giù, cinque minuti di qui, scusi, De Santis ? Non saprei, è passato di qua. Ormai dopo il riesame di Auricchio è salvo. Dove lo trovano. Manco Google Earth. Calciopoli è anche questo. Il surrealismo dalla vista corta che la sa lunga. E’ la scienza della credulità di pochi e fidati gran creduloni. Il realismo dei quadri astratti. La pip(p)a di Magritte. La politica nell’arte moderna. E’ il tempo delle visioni, ma il secondo tempo parli col prete. E’ calcio, caciotte e qualche merlo. È la Terra che chiama la Luna ma addebitando a qualcuno la telefonata. E’la luna che mostra il suo lato ottuso ma anche piccolo piccolo. La luna che bussa, luna solo dove sta aperto. Moggi me lo dirà a fine udienza ridendo che non è più tempo per i marziani: è caduta la Cupola. La connessione. Dove ? Dove sta oggi. A Terra.

Vincenzo Ricchiuti

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Una replica per “La luna? Bussò”

  1. …Ora vorrei tanto leggere la trascrizione integrale di questa FARSA… E aspetto ancje le telefonate tra Facchetti e Bergamo… In modo da schiaffarle nel muso a tutti quelli che costantemente rompono perchè Moggi aveva comprato le schede svizzere… Mamma mia, sto cominciando a godere…

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