L’infame Ricchiuti/37 – L’unione fa la (sua) forza
Abete non conosce solitudine. Prima demanda a una futuribile molto futuribile riunione del Consiglio Federale la responsabilità dell’eventuale radiazione Moggi, contando che da una corposa e affollata decisione assembleare esca il topolino che si becchi la denuncia al posto suo confidando che nella confusione non si capisca chi. Poi per riempire il vuoto di due europei e un Mondiale puramente contemplativi ha pensato bene di convocare in dirigenza o diligenza che dir si voglia Rivera, Sacchi e Baggio. Una parata di monumenti e mostri sacri tale da far temere l’arrivo successivo della Donna Cannone e del Milite Ignoto. Belli, bellissimi nomi. Tutto fuorché dirigenti. I dirigenti del calcio, Abete li conosce bene perché è stato ed è purtroppo tuttora uno di loro. Competenti, anonimi, un po’ grigi forse. Ministri sottacqua del regolamento, diplomatici misconosciuti così da muoversi senza fotografie, brutti, utilissimi. E questi qui sono troppo belli per essere veri. Tanto sognanti quanto ingombranti. L’antitesi dei dirigenti. Baggio che va ancora a scuola, Rivera fatto fuori dal potere vero dopo che per quarant’anni lo si era preso per un vero pericolo.
Prendete Sacchi, che sopravvissuto a tutti i cuori che il calcio (degli altri) gli ha spezzato già straparla di cambiare la mentalità dell’intero modo di fare sport in Italia abolendo i risultati (degli altri). Il suo vecchio progetto da dirigente del Parma quando le vittorie non contavano punto, specie quelle di Moggi. Capito che roba. Altro che gestori dell’esistente. Altro che eminenze grigie. Eminenze e basta. D’altronde cosa non si fa in politica per non riempire un vuoto. Cosa non farebbe Abete pur di dare a se stesso e tutti noi una bella compagnia. Anche scambiare figuracce con le figurine.
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07. ago, 2010

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Albertini (milanista fino al midollo), Baggio (ex milan, ex-juventino, che pensa che la Juve rubava, vedi intevista di recente in una trasmissione mediaset), Rivera (milanista, sicuramente non pro-Juve) e Sacchi (ex-milan, che in una trasmissione radiofonica di qualche anno fa, sentita personalmente in auto, dalla Spagna sbraitava con bava alla bocca contro la Juve e "questi signori che hanno sempre rubato" o qualcosa di simile): questi dirigono il nostro calcio. Ah, dimenticavo, Abete (juventino dichiarato – ma, sappiamo, è soltanto un cretino)… già. E gli interisti? Sono in… Europa.