L’infame Ricchiuti/31 – Un uomo solo è al comando

In effetti l’aggettivo “non autorizzato” contenuto nella reprimenda che ha cacciato con ignominia asinina e ignoranza mirata i Menarini dal calcio balza subito all’occhio. Incuriosisce. Che significa non autorizzato ? Ci vuole il permesso ? Anche per non fare ? E chi lo rilascia ? Chi distribuisce patenti come in uno scherzo di Pirandello ? La Lega ? No, non conta nulla divisa com’è e nelle mani di chi nessuno sa chi. La giustizia sportiva ? Si vabbé. Come se fosse indipendente da chi sta sopra e prima e ci sarà anche dopo di lei. La Federazione ?

Abete ho avuto modo di conoscerlo meglio di recente. In qualche telefonata che m’è capitata. Specie quelle con Innocenzo Mazzini. Si capisce subito cosa sia Abete. Non è Mazzini. Tanto buono e naif e sudato quello quanto politico il capo del nostro calcio. Se i filosofi si occupassero di Calciopoli, avrebbero finalmente chiara sentendo quei due la distinzione tra essere e avere. Essere mente ed avere cuore. O che so essere ed apparire. Sembrare potente, esser potere. Non stupisce la differente fine dei due. Mazzini a giocar a tressette in qualcuno dei borghi da lui beneficati aspettando il processo penale, Abete da piccolo padre del calcio italiano a scalare il calcio mondiale. E che sia “autorizzato” a farlo, non v’è alcun dubbio. Gli insuccessi sul campo non lo tangono punto. Le regole di tutti i tipi le scrive da solo e le riscrive tra sé. Non c’è dibattito alcuno. Comanda tutto e da solo. E la cosa sembra accettata. Beccantini a parte, nessuno ne ha chiesto le dimissioni. Neanche le Leghe che pur di non disturbarlo parlan di sciopero. L’unico che ha gridato il re è nudo è lo scugnizzo Raiola. Ma peccato. Pare non conti. Abete reclama qualità nell’interlocuzione. Che non sia “non autorizzata” sennò quando si degna: pare Bertoldo che si sceglie l’albero degno al quale impiccarsi. Ci vorrà del tempo. Farà sapere. Nel frattempo pedala. E noi altri nel gruppo s’è già capito. Il passaggio vero nel calcio italiano c’è stato e non tanto tra Juve ed Inter.

Quanto dai finti Padrini ai veri padroni.

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Una replica per “L’infame Ricchiuti/31 – Un uomo solo è al comando”

  1. chapeau

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