L’infame Ricchiuti/25 – Rosetti tris: Rosetti su, Rosetti giù, Rosetti? Non così

(di Vincenzo Ricchiuti)

Nota: links con gli audio a fine articolo.

Roberto Rosetti teoricamente è in Sud Africa. Domani arbitrerà l’ottavo Argentina-Messico. Dopo l’eliminazione dell’Italia, ha ottime chances di non doversi accontentare. Roberto Rosetti praticamente è anche qui in mezzo a noi che raccontiamo ancora le vicende di un lustro fa. Il suo nome rimbalza meglio delle palline di quel vecchio sorteggio tra titoletti, soffiate e anticipazioni di telefonate che lo riguardano. Il contenuto di tre di esse è qui a disposizione.

La prima è tra Cellino, il presidente del Cagliari, e Francesco Ghirelli, segretario della Federazione. Siamo nel dicembre del 2004, la settimana che precede Reggina-Cagliari. Prima che i nomi degli arbitri siano noti a tutti, il segretario Ghirelli informa Cellino che l’arbitro per il suo Cagliari sarà il fischietto sabaudo. Cellino non si mostra entusiasta bensì amante e conoscitore della statistica: con Rosetti, la squadra in trasferta perde. E difatti andrà proprio così. Rilevanza della telefonata ? A Moggi una spiata del genere sarebbe costata un capo d’imputazione. A Cellino invece l’informazione gli è venuta gratis.

Secondo e terzo round telefonico. Stavolta i protagonisti sono quelli che nel maggio 2005 rivestivano la carica di vicepresidenti della Fgci, il terribile e simpaticissimo Innocenzo Mazzini a colloquio con l’ingessato e diplomatico Giancarlo Abete. L’attuale capo del calcio italiano.

La prima telefonata avviene prima dello spareggio salvezza Lazio-Fiorentina affidata appunto a Rosetti. E’ uno scontro cruciale da monitorare. La Fiorentina all’andata ha subito un mediocre arbitraggio da parte di Rizzoli. Le è stato negato un rigore e ha perduto la partita. Si teme per il ritorno. Si teme l’umore, l’affezione al calcio italiano, dei Della Valle. I due fan prove di termometro. “Stanno di buon umore ?” chiede Abete. Mazzini lo rassicura, “da suicidio”. Si teme la faida finale: a ragione. Quello del 2004-2005 passerà alla storia per il paradosso di essere stato il campionato più combattuto e più sospettato di essere addomesticato della storia del calcio italiano. Si è arrivati in gruppo, sia sotto che sopra. Centimetro dopo centimetro è una ammucchiata che girerà dagli almanacchi alle aule di tribunale. Una ammucchiata talmente atipica: prima da capolavoro dello sport, poi da capolavoro dell’anti sport. I due interlocutori vivono il loro tempo, fatto di giornate convulse e attenzione politica alle sorti di una delle squadre principali del calcio italiano appena risorta dalle proprie ceneri. Si teme e si auspica: entrambi i vicepresidenti federali si augurano almeno un punto per la derelitta Viola dei corteggiatissimi allora da tutti, partiti compresi, neo geni del Made in Italy. Rosetti su: ha “buoni precedenti con la Fiorentina”, dirà poi Mazzini.

Invece va male. Terza telefonata. Rosetti va giù. Lo “schiaffo” di Zauri è in realtà lo schiaffo di un “imbecille”, quello che non l’ha visto, all’intero calcio italiano.

Li sentiamo, Abete e Mazzini, nel dopo partita non perdersi in chiacchiere. Si è nei casini: la Fiore ha pareggiato si ma chiaro che non vada più bene. Com’è che direbbe la Gazza. Non così.

Si è nei casini: Mazzini da buon ruspante ha già individuato il solo colpevole, Rosetti ed il suo “sbandieratore” (Pisacreta, quello dei casini di Roma-Juve, l’incubo di Carraro, Bergamo e ora Mazzini ed Abete, l’uomo nero negli incubi della Fgci di quell’anno), l’”unico” e basta cui provvede a rifocillare di medaglie e responsabilità; Abete ha ben altre ambizioni pure al telefono e sfodera un “casini complessivi e diversi” da Congresso di Vienna.

Signora mia, che confusione. Telefona questo, quello, “Lippi”, “Carraro”. Domenici, il sindaco, che non è solo un sindaco. Come si fa. Non ci si capacita tra gente di calcio di come non sia stato possibile gestire l’errore con la vecchia trovata della compensazione. Abete, tra un accorto “cerca di far uscire dalla situazione” e l’altro, fa il duro e per non farsi riconoscere in panni che non sono i suoi comincia a parlare in romanesco di daje trent’anni a questo, codesto e quello. C’è un problema di ordine pubblico legato all’errore. Spiegarlo. Mazzini teme il telefono squilli e le contestazioni alla Nazionale in raduno a Coverciano. Teme ultrà e potenti, la gente che conta. Abete più previdente si preoccupa di come spiegarlo alla gente e basta. Tutto il resto, disordini, preci griffate e gente che strilla, “si farà una valutazione di opportunità”. Tanto ne ha viste, tanto tutto, cioè, molto passa. L’ultima giornata è alle porte. Dipende molto da quella. Abete ha la ricetta. Che ci sia un “comportamento più o meno lineare” e lo spareggio che ci si spiccian da soli. “Magari il Brescia vince 2 a zero e amen”. Non se ne parla più. Chissà. Peccato che si sia arrivati a quel punto. Quel Rosetti poteva ma “quest’è”.

“Non ha avuto la possibilità né trovato la modalità”. Fosse stato Abete, allora si. “S’io fossi”, “S’io fossi”. Sul finire della telefonata scende proprio in campo.

Trent’anni no . Risolveva in “trenta secondi”.

Telefonata 1

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Telefonata 2

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Telefonata 3

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8 repliche per “L’infame Ricchiuti/25 – Rosetti tris: Rosetti su, Rosetti giù, Rosetti? Non così”

  1. In serata l'analisi consueta e approfondita.

  2. "Datte na regolata!" ah ah ah ah ah tradotto: prendi una decisione compensativa… e questo dovrebbe essere il presidente del bel calcio pulito?

  3. Mazzini è imputato per associazione a delinquere e dipinto come il diavolo. Abete è il capo del calcio e osannato da tutti i lobotomizzati.

    Per le stesse parole dette.

  4. "adoperarsi per la salvezza della fiorentina, dopo che i della valle abbandonarono i loro propositi bellicosi in Lega calcio".

    questa una delle farneticazioni dell'inchiesta galdi-auricchio, costata un capo di imputazione a Moggi.

    Moggi, per aver dato alcuni consigli telefonici, associato a delinquere.

    Mazzini idem.

    Abete presidente della federcalcio.

    Questo era nei piani. Abete e Collina DOVEVANO essere salvati.

    Carraro si è salvato da solo.

  5. Di Livio cade in area… hai visto il primo tempo… e daje il rigore noooo…?

    Abete si dimetta e sparisca, lui si, dal mondo del calcio.

  6. 14 commenti per le nuove magliette (inserito a metà pomeriggio).

    5 commenti per le telefonate di abete (inserito stamattina)

    è chiaro cosa interessa allo juventino medio??

    amarezza…

  7. Ringrazio per l'audio. Non aspettavo altro… Sarò ripetitivo, ma io voglio la testa di Abete. Ai vertici della FIGC c'è bisogno di pulizia. E non perché abbiamo perso i mondiali.

    Non sto neanche a menzionare la disparità di trattamento che ormai è consona nei confronti di Moggi rispetto a chiunque altro. E devo essere onesto: sticazzi di Moggi. Lui non era un santo, ma non era neanche fante. L'hanno trattato peggio di un fante. E poi c'è andata di mezzo la società. Per fortuna almeno là qualcosa è cambiato, certo che il proprietario è sempre lo stesso. Se AA fosse al posto del cugino, FORSE, la Juve la smetterebbe con questo immobilismo. Alle parole seguirebbero anche i fatti.

    Grazie come sempre, Antonio.

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