L’infame Ricchiuti/20 – Fumo? In Italia è sempre legale
Il sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Roma, Alberto Cozzella, ha richiesto oggi nell’ambito del processo d’appello alla Gea in nome e per conto della sola accusa la bellezza di otto anni e mezzo di galera per la famiglia Moggi. Quattro ad Alessandro, tutto il resto (mezzo compreso) come è ovvio al papà Luciano. Che dei cattivi è sempre il più grande. In totale fan quattro volte quella violenza privata del primo grado. E’ la teoria dei grandi numeri: quando si danno i numeri, tanto vale darli grandi.
Quadruplicare una pena fa in effetti un certo effetto. I titolisti lo faranno santo, avranno tante serate libere e ritroveranno così il tempo perduto. I giornali ci andranno a nozze, ci camperanno bene almeno fino alla prossima che combinerà Cannavaro. Specie oggi che è il giorno del deferimento di Moratti, nelle redazioni dei principali quotidiani grazie al dott. Cozzella, scampato ogni pericolo di buco, è tutta vita. D’altronde. Inutile aspettarsi la clemenza della corte. Abbiamo un accusatore vero. Un duro. Alberto Cozzella è pur sempre l’uomo che ha chiesto e ottenuto l’ergastolo per il rumeno omicida della Reggiani, scartando ogni possibile attenuante. Non solo gli ha fatto dare la massima pena ma ha chiesto anche di non fermar le indagini. Caso mai il condannato avesse altro da scontare oltre il carcere a vita. Ve l’ho detto. Cozzella è uno che non molla. Lo conoscono tutti. Ve la ricordate la rumena che piantò l’ombrello nell’occhio di quella ragazza nella metrò di Roma ? Zac. In primo grado, preterintenzionale, in appello grazie a Cozzella omicidio volontario. “Anche se la Matei avesse colpito il viso di Vanessa in un altro punto, ha argomentato il pg, il risultato sarebbe stato il medesimo”. Giusto. Occhio per occhio o dente per dente, non fa differenza. Uno vale l’altro: specie a Roma, tutte le strade portano al cervello. Avanti Cozzella. Tutti dentro. Come quelli del gruppo di preghiera della moschea Al Harmini. Una batteria di delinquentelli comuni ? Non per Cozzella. Che va oltre, quadruplicando che dico centuplicando il loro status di tipica violenza privata da tipico ras africano fin su ad Al Qaeda. Bombaroli per conto di Bin Laden: a Cozzella basta la polvere pirica dei botti di Capodanno e che tutte le fogne portino ovunque. A Cozzella non la si fa. E a nessuno venga in mente, in tutto questo bailamme di non italiani, che Cozzella ce l’abbia con gli stranieri. Affatto.
Ve lo ricordate il contrabbando di sigarette? Qui a Napoli, dove Cozzella in omaggio alla tradizione oramai ahimè consolidata di questa città come produttrice seriale di tutti gli accusatori di Moggi in toga s’è formato come magistrato, di certo non l’ha dimenticato nessuno. Non deve averlo poi fatto manco lui se proprio a causa delle sigarette ha passato il suo brutto quarto d’ora dall’altra parte del tavolo da accusatore. Quella dell’accusato. E’ successo una quindicina di anni fa ma è inutile tirarla così per le lunghe. E’ stato accusato, nel periodo in cui era ai vertici del Secit, l’organo del Ministero delle Finanze preposto al controllo e prevenzione delle frodi fiscali (si badi non le vostre misere da 730, da fuffa, mezze balle, il tre che passa ad otto, da ruba scontrini, da violenza privata ma quelle grandiose dai tanti zeri, da associazione a delinquere tanto per rimanere nel gergo del calcio), di non aver tenuto conto come da denuncie ricevute che la Philip Morris evadesse somme pari ai Pil d’Africa e Romania quadruplicate grazie al contrabbando. Niente. Si vede che era tutto legale. Questo però ci fa capire. Altro che xenofobo. Come è vero. Basta poco per mandare tutto in fumo. Alla Philip Morris non ha fatto niente e gli stessi Zeytulaev e Budiansky possono sentirsi con lui protetti. Cozzella, comunque sia sfumato il suo passato, oggi l’ha dimostrato. Stavolta non ha dimenticato.
L’uomo che s’è fatto sfuggire il gran fumo della Philip Morris, con il gran fumo fatto per Moggi gli deve esser ritornata voglia.
Se ti è piaciuto questo articolo, prova questi altri:
- L’infame Ricchiuti/16 – VIVA L’ITALIA Viva la Juve, viva da quando è nata, la Juve che c’è stata, la Juve che non c’è La Juve...
- L’infame Ricchiuti/4 – Napoli? Una carta sporca Napoli è la mia città. Me ne vergogno. Mi vergogno della sua Procura. Mi vergogno della Napoli di Narducci, Tortora....
- L’infame Ricchiuti/35 – La tessera del pane Alessandro Moggi, gli ho chiesto l’intervista qualche mese fa. Non concessa, come logico. Ne avrà rilasciata in tutto una in...



09. giu, 2010

AUTORE DELL'ARTICOLO




Nessun commento. Lasciane uno per primo!