<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il Blog dell&#039;Uccellino di Del Piero ™</title>
	<atom:link href="http://www.uccellinodidelpiero.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.uccellinodidelpiero.com</link>
	<description>Blog di calcio giocato e cinguettate! Di Antonio Corsa</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Mar 2010 00:34:15 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Europa League: Juventus vs Fulham 3-1 (quarti ipotecati&#8230;)</title>
		<link>http://www.uccellinodidelpiero.com/europa-league-juventus-vs-fulham-3-1-quarti-ipotecati/</link>
		<comments>http://www.uccellinodidelpiero.com/europa-league-juventus-vs-fulham-3-1-quarti-ipotecati/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 00:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Coppa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa League]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Fulham]]></category>
		<category><![CDATA[ottavi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uccellinodidelpiero.com/?p=11253</guid>
		<description><![CDATA[Dopo essere retrocessa dalla Champions League la Juventus ha dovuto superare un primo ostacolo lungo la rincorsa alla vittoria in Europa League, l’Ajax. Sbarazzatisi senza grandissimi problemi dei Lanceri è quindi la volta del Fulham, la più antica tra le squadre di Londra: i Cottages vennero infatti fondati nel 1879 da un gruppo di fedeli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11254" title="zebina" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/zebina.png" alt="zebina" width="276" height="163" />Dopo essere retrocessa dalla Champions League la Juventus ha dovuto superare un primo ostacolo lungo la rincorsa alla vittoria in Europa League, l’Ajax. Sbarazzatisi senza grandissimi problemi dei Lanceri è quindi la volta del Fulham, la più antica tra le squadre di Londra: i <em>Cottages</em> vennero infatti fondati nel 1879 da un gruppo di fedeli della Chiesa d’Inghilterra e nei loro 131 anni di storia non hanno mai brillato particolarmente, né in campo nazionale né in campo internazionale (questo ottavo di finale risulta essere, infatti, il miglior risultato della storia di questa squadra al di fuori dei confini inglesi). Non certo un blasone particolarmente nobile quello degli <em>Whites</em>, che però dalla loro hanno la cabala. L’ultima imposizione juventina contro un’inglese negli scontri diretti risale infatti addirittura a quasi ventisei anni fa, quando cioè i Bianconeri eliminarono il Manchester United in semifinale di Coppa Coppe grazie al 2 a 1 di Torino griffato Boniek e Rossi dopo che l’andata in terra d’Albione s’era conclusa sull’1 a 1. Di lì in poi, infatti, la Juventus riuscì ad imporsi solo nelle finali di Supercoppa Europea di quell’anno e di Coppa Campioni dell’anno precedente contro ad un’inglese. Per il resto quando si trattò di scontri diretti il club di Corso Galileo Ferraris dovette sempre chinare la testa di fronte ai sudditi di Sua Maestà. Non solo: sono infatti ben quattordici anni che i Bianconeri non vincono in Inghilterra. L’ultima occasione in cui questo successe risale infatti alla quinta giornata del girone della Champions League del 96/97, quando la Juve s’impose 1 a 0 a Manchester contro lo United grazie ad una rete di Alessandro Del Piero (per poi andare a perdere quel trofeo solo in finale, quando il Borussia di Hitzfeld ebbe la meglio per 3 a 1 grazie alla doppietta di Riedle ed alla rete di Ricken). Proprio contro a tutte queste cose deve quindi combattere la squadra di Zaccheroni, che deve altresì essere consapevole, comunque, che scontrarsi contro il Fulham (che può vantare buoni giocatori come Duff e Zamora) non è certo come doversela vedere con Manchester, Chelsea o Liverpool. Tornare ad imporsi su di una inglese dopo tutto questo tempo, quindi, risulta quasi essere un dovere cui non ci si può sottrarre. Proprio per provare a partire con il piede giusto in questo doppio confronto ad eliminazione diretta Zaccheroni si affida quindi a Manninger in porta, Zebina, Legrottaglie, Cannavaro e Grosso a comporre la linea difensiva, Salihamidzic, Poulsen e Marchisio a centrocampo a supporto di Candreva e Diego, schierati sulla trequarti. Trezeguet, infine, l’unica punta messa in campo dal tecnico Bianconero. Hodgson, vecchia conoscenza del nostro calcio, risponde invece con un centrocampo molto folto con l’ungherese Gera ad agire sulla trequarti alle spalle dell’unica punta, Bobby Zamora.</p>
<p style="text-align: justify;">CRONACA<br />
La prima conclusione in porta della partita arriva dopo sette minuti di gioco quando Marchisio pennella un cross in mezzo su cui arriva Trezeguet in anticipo, con Le Roi David che gira il pallone sul secondo palo, chiamando Schwarzer ad un intervento in tuffo a deviare la palla in corner. Ed è proprio sugli sviluppi del calcio d’angolo che arriva l’1 a 0: è Legrottaglie, stavolta, a svettare in area, <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37195&amp;Ln=En"><span style="color: #0000ff;">schiacciando il pallone in maniera imparabile per l’estremo difensore australiano</span></a>, freddato così dal colpo di testa del centrale pugliese. Il goal arrivato nei primissimi minuti di gioco non deve comunque ingannare chi legge: i ritmi della partita sono tutt’altro che frenetici, tanto che la partita stessa non risulta certo essere memorabile. A farla, la partita stessa, è comunque la Juventus, che dimostra come, un passetto alla volta, sta uscendo, grazie alla sapiente cura di mister Zaccheroni, nell’impasse in cui la Vecchia Signora era caduta sotto la guida di Ciro Ferrara. Per aspettare un altro sussulto dobbiamo quindi aspettare dopo il ventitreesimo minuto quando Marchisio, in pressing alto, strappa abilmente il pallone dai piedi di Greening agevolando la conclusione dal limite da parte di David Trezeguet, che non trova però lo specchio della porta. Un solo minuto e Zebina segna un grandissimo goal: ricevuto palla da Candreva sulla trequarti parte liberandosi con facilità di due avversari per poi calciare un diagonale perfetto con cui <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37198&amp;Ln=En"><span style="color: #0000ff;">buca il malcapitato Schwarzer</span></a> per il più classico dei “palo-goal”. Al trentaseiesimo minuto il Fulham accorcia fortunosamente le distanze: sugli sviluppi di un calcio di punizione Etuhu riceve palla dal limite e calcia alla bell’e meglio, cioè male. Il pallone, che sarebbe sicuramente finito ben oltre il palo alla destra di Manninger, sbatte però contro Legrottaglie, cambiando completamente direzione ed infilandosi a filo del palo alla sinistra del portiere austriaco, assolutamente impalato da quella deviazione inaspettata. <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37200&amp;Ln=En"><span style="color: #0000ff;">2 a 1</span></a>. Nonostante non stiano giocando particolarmente bene il Fulham al quarantesimo va subito vicino al pareggio: sugli sviluppi di un angolo, infatti, Hangeland <em>fa il Legrottaglie</em> e svetta di testa cercando l’incrocio dei pali ma trovando la pronta risposta di Manninger, che si distende respingendo il pallone, poi liberato da un compagno dell’estremo difensore juventino. Al quarantatreesimo è invece Zamora a provarci con un piatto destro al volo da dentro l’area. Il tiro della punta del Fulham è però troppo centrale e risulta una facile preda per il portiere avversario. A tempo ormai scaduto Zamora veste i panni dell’assitman e libera, con un tacco con cui fa tunnel a Legrottaglie, Zoltan Gera, che entrato in area scarica un diagonale verso la porta, facilmente parato da Manninger. L’ultima occasione della prima frazione è però juventina: dapprima Grosso calcia potente trovando l’opposizione di Schwarzer, poi, sugli sviluppi dell’angolo guadagnato dal terzino Azzurro, <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37201&amp;Ln=En"><span style="color: #0000ff;">Trezeguet segna il 3 a 1</span></a>. La punta francoargentina coglie infatti prima il palo con la sua conclusione potente, poi troverà un tap-in vincente sulla respinta del montante stesso. La ripresa scorre un po’ sulla falsariga della prima frazione, con la Juventus che parte meglio ed il Fulham che cresce pian piano, col passare dei minuti. A differenza dei primi quarantacinque minuti, però, mancano le occasioni da goal. Così la partita si trascina abbastanza francamente fino al settantaduesimo quando Candreva pesca Camoranesi in area che fa una splendida sponda di petto per Iaquinta, il cui destro è però sballatissimo e termina lontanissimo dai pali. A chiudere il match è un tiro scoccato da più di venti metri da Diego, che trova però uno Schwarzer molto reattivo bravo a negargli la gioia del goal. Sull’angolo seguente è invece Iaquinta a provarci di testa, non trovando però lo specchio di porta.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
Ben quattro reti in una frazione di gioco. A dire così si potrebbe pensare, almeno non avendo visto la partita, ad un match giocato su ritmi vertiginosi con difese colabrodo ed attacchi particolarmente ispirati. Niente di tutto questo. Il primo tempo di Juventus-Fulham non è infatti un inno allo spettacolo, per quanto sia ravvivato dai quattro goal di cui sopra. Tre di questi vengono però dagli sviluppi di un calcio piazzato ed uno, quello di Etuhu, è anche assolutamente fortuito. Non un grandissimo spettacolo, quindi, ma, se non altro, una buona Juventus. E per il calcio italiano, rimasto orfano delle neo-eliminate Fiorentina e Milan, è sicuramente un fattore molto positivo. Juventus che comanda infatti il gioco per buona parte del primo tempo, lasciando agli ospiti solo una decina di minuti dello stesso. Peccato solo per quel goal molto fortunoso realizzato da Etuhu con la sfortunata complicità di Legrottaglie. Subire goal in casa in uno scontro ad eliminazione diretta, infatti, è sempre pericoloso. La ripresa non differisce molto dal primo tempo. L’unica differenza risiede infatti nel fatto che non vengono più costruite palle goal, cosa che trasforma quindi il match in soporifero.</p>
<p style="text-align: justify;">MVP<br />
Uomo del match risulta essere, dal mio punto di vista, Candreva: il giovane trequartista giunto a gennaio a Torino disputa infatti una partita molto solida, dando tutto ad ogni pallone toccato e dimostrando di poter arricchire di qualità la manovra Bianconera. Sembra essere proprio lui, per altro, il maggior beneficiario di questo nuovo schema “ad albero di natale” proposto negli ultimi due match da Zaccheroni. Schierato sulla trequarti al fianco di Diego ed alle spalle di un’unica punta il centrocampista romano sta infatti ingranando. Che possa guadagnarsi, da qui a fine stagione, la conferma in Bianconero?</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
Juventus vs. Fulham<br />
Marcatori: 8&#8242; Legrottaglie, 24&#8242; Zebina, 36&#8242; Etuhu, 45+3&#8242; Trezeguet<br />
Juventus: Manninger; Zebina, Legrottaglie, Cannavaro, Grosso; Salihamidzic (1’s.t. Camoranesi), Poulsen (30′ s.t. Sissoko), Marchisio; Candreva, Diego; Trezeguet (17′ s.t. Iaquinta). A disposizione: Pinsoglio, Grygera, De Ceglie, Del Piero. All. Zaccheroni<br />
Fulham: Schwarzer; Baird, Hangeland, Hughes, Konchesky; Duff, Davies ( 16′ s.t.Dempsey), Etuhu, Greening; Gera; Zamora. A disposizione: Zuberbuhler, Kelly, Nevland, Smalling, Marsh-Brown. All. Hodgson<br />
Ammoniti: Legrottaglie (J), Greening (F)<br />
Espulsi:<br />
Arbitro: Meyer (Ger)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uccellinodidelpiero.com/europa-league-juventus-vs-fulham-3-1-quarti-ipotecati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Generazione di fenomeni: Angel Di Maria</title>
		<link>http://www.uccellinodidelpiero.com/generazione-di-fenomeni-angel-di-maria/</link>
		<comments>http://www.uccellinodidelpiero.com/generazione-di-fenomeni-angel-di-maria/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generazione di fenomeni]]></category>
		<category><![CDATA[Giocatori accostati alla Juve]]></category>
		<category><![CDATA[angel di maria]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[benfica]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uccellinodidelpiero.com/?p=11169</guid>
		<description><![CDATA[Scopriamo assieme il talento argentino che sta facendo impazzire l'Europa e che qualche testata giornalistica accosta nelle ultime settimane alla Juventus. Il talento di Rosario, con passaporto italiano, è pronto al grande salto in una big. Conosciamolo meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11171" title="angel di maria benfica" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/angel-di-maria-benfica.png" alt="angel di maria benfica" width="186" height="494" />Nome: Ángel Fabián di María<br />
Nato a: Rosario (Argentina)<br />
Il: 14/02/1988<br />
Passaporto: Comunitario<br />
Ruolo: Esterno d&#8217;attacco<br />
Scadenza contratto: 2015<br />
Valutazione: 30 mln di €<br />
Clausola rescissoria: 40 mln di €</p>
<p style="text-align: justify;">CARRIERA<br />
Angelito è nato a Rosario, nella provincia argentina di Santa Fè, città a 300 km circa da Buenos Aires che ha dato i natali, fra gli altri, a Lionel Messi ed Ezequiel Lavezzi. Ha chiare origini italiane e possiede il doppio passaporto. Distintosi giovanissimo nel Rosario Central (34 presenze e 6 gol), Di Maria è stato acquistato per 6,5 milioni di € dal Benfica, nel 2007, per sostituire la stella Simao, venduto per 20 milioni all&#8217;Atletico Madrid. Era stato proposto anche a diversi club italiani e Wenger aveva invano provato a portarlo a Londra (problemi col passaporto), ma alla fine è stato il Benfica a spuntarla e a credere sui margini di progresso di questo esterno. E&#8217; stato Josè Antonio Camacho a portarlo a Lisbona: il tecnico spagnolo è rimasto incantato dalle sue potenzialità e da allora Angelito è diventato la stella della squadra ed ha moltiplicato il proprio valore. Con la Nazionale Argentina l&#8217;avventura è iniziata nel 2007, quando è stato scelto per giocare nella rappresentativa U-20 che si apprestava a giocare, da favorita, il campionato Sudamericano in Paraguay. Pochi mesi dopo è arrivato il bis con la convocazione per il Mondiale FIFA U-20 in Canada, assieme a gente come Banega, Fazio, Zarate, Morales, Aguero. Ovviamente il torneo è stato stravinto, con tre gol realizzati da Angelito. Il 28 gennaio 2008 è stato selezionato per prendere parte alle Olimpiadi di Beijing, dove ha realizzato un gol nei tempi supplementari decisivo per passare il turno contro l&#8217;Olanda, nei quarti e, soprattutto, il gol che ha permesso la vittoria per 1-0 nella finalissima contro la Nigeria. Da allora è stato convocato anche dalla Nazionale maggiore, diventando un membro a tutti gli effetti della prima squadra.</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE<br />
Cominciamo dalle qualità: Di Maria è un mancino puro dotato di grande classe. Senza sprecare troppi paragoni (che in Argentina ovviamente non mancano di fare), il ragazzo è <span id="divAdnetKeyword">molto abile nel dribbling grazie ad una tecnica individuale di base molto eccelsa a cui abbina un’ottima velocità. E&#8217; bravo anche nei cross, vera manna dal cielo per gli attaccanti. La pecca più grande di questo ragazzo è invece la scarsa vena realizzativa, la mancanza di lucidità sotto porta che non gli permette di aumentare il bottino di gol personali, difetto già intravisto sin dai tempi del Rosario, ma ha dalla sua l’età che lo porterà a migliorare anche in questa caratteristica. Per capirci è il classico giocatore </span>in grado di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XoaOEpLs7ow" target="_blank">segnare su rabona</a> un gol da cineteca e di sbagliare, l&#8217;azione dopo, un facile tap-in da pochi passi. Tatticamente può giocare sia come esterno (preferibilmente a sinistra, ma anche a destra tagliando verso il centro) che come seconda punta. E&#8217; ad ogni modo un giocatore d&#8217;attacco, che esprime il meglio di sè inserito in un contesto tattico (e in un campionato) che gli permetta di sfruttare la sua dote principale, ossia la sua velocità palla al piede e la sua capacità di puntare l&#8217;uomo e superarlo in dribbling. Se fatto giocare spalle alla porta, causa anche il suo fisico gracilino, ovviamente è pressochè inutile, quindi bisogna trovargli una posizione in campo (nel Benfica è largo a sinistra) che gli faccia avere &#8220;praterie&#8221; davanti a sè. Non bisogna, inoltre, chiedergli un lavoro troppo sofisticato in difesa. Riassumendo, lo vedrei bene, nel nostro campionato, in un modulo che preveda esterni alti d&#8217;attacco (il 433 sarebbe l&#8217;ideale, ma anche il 4231) oppure impiegato da contropiedista puro (anche attaccante) giocando di rimessa. Per quanto riguarda il fisico, è gracilino, essendo alto 179 cm per una settantina di chili. Da quando è arrivato in Europa, nel  2007, ha però già messo sù una mezza dozzina di chili lavorando in palestra, ma gliene mancano altrettanti per resistere ai contatti e durare più a lungo. La sua magrezza lo rende comunque perfetto per le sgroppate e per permettergli di sprigionare tutta la sua velocità anche nel dribbling. Non è, di norma, soggetto a infortuni cronici o ripetitivi.
</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">VALUTAZIONE FINALE<br />
Angelito è già titolare, a 22 anni, della Nazionale Argentina di Diego Armando Maradona e, certamente, disputerà i prossimi Mondiali di Sud Africa da protagonista. Gioca inoltre in un club, il Benfica, che &#8211; non essendo al livello dei top teams europei &#8211; realisticamente sa di non poterlo trattenere a lungo in Portogallo, e per questo già da tempo sta lavorando per piazzare al meglio il ragazzo e incassare una cifra record per il calcio lusitano. Strapparlo alla nutritissima concorrenza significherebbe perciò prepararsi ad un bagno di sangue. Personalmente mi sono innamorato di lui già nel 2007 quando, da semi-sconosciuto, riuscì ad imporsi nell&#8217;Argentina U20 di Aguero e Zarate e a trascinare i compagni, più di loro, alla vittoria finale. Quando Wenger gli puntò gli occhi, in quella estate di 3 anni fa, capii che eravamo di fronte ad un predestinato. Per problemi burocratici (mancato permesso di soggiorno) finì a Benfica, e pensai che fosse una cattiva destinazione per lui, perchè i lusitani erano in un periodo negativo, e il ragazzo avrebbe avuto poche possibilità di mettersi in mostra a livello internazionale. Per sua fortuna, però, è arrivata da giovanissimo la convocazione nella Nazionale maggiore, e quest&#8217;anno sta arrivando anche la definitiva consacrazione nella Primera Liga, dominata. Credo sia ormai pronto per affrontare un campionato di livello superiore, anche perchè se c&#8217;è una cosa che non manca al ragazzo è la personalità per imporsi. Il prezzo però lo rende francamente non solo inaccessibile, ma anche probabilmente poco interessante. Andava preso 3 anni fa, quando ancora con pochi soldi lo si poteva portare in Italia, ma siamo al solito discorso: in Portogallo (o nell&#8217;Arsenal) non si fanno problemi ad investire 6,5 milioni per un 19enne, e lo fanno giocare in prima squadra. Da noi non solo non spenderemo mai tale cifra per un giovane, ma non gli avremmo neanche probabilmente dato una chance concreta di dimostrare, al di là dell&#8217;età, il suo reale valore.
</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-35-11169">


	
	<!-- Thumbnails -->
		
	<div id="ngg-image-398" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/angel-di-maria/01.jpg" title="Benfica's Angel Di Maria from Argentina celebrates after scoring his team's second goal against Leixoes in a Portuguese League soccer match at Leixoes' Mar Stadium in Matosinhos, Portugal, Saturday, Feb. 27, 2010. Di Maria scored a hat-trick in a match that Benfica won 4-0.(AP Photo/Paulo Duarte)" class="shutterset_set_35" >
								<img title="Portugal Soccer" alt="Portugal Soccer" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/angel-di-maria/thumbs/thumbs_01.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-399" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/angel-di-maria/02.jpg" title="MUNICH, GERMANY - MARCH 03:  Gonzalo Hiquain of Argentina (R) celebrates the first goal with Angel Di Maria of Argentina during the International Friendly match between Germany and Argentina at the Allianz Arena on March 3, 2010 in Munich, Germany.  (Photo by Christof Koepsel/Bongarts/Getty Images)" class="shutterset_set_35" >
								<img title="59788380" alt="59788380" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/angel-di-maria/thumbs/thumbs_02.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-400" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/angel-di-maria/03.jpg" title="MUNICH, GERMANY - MARCH 03:  Thomas Mueller  (L) of Germany and Angel Di Maria of Argentina battle for the ball during the International Friendly match between Germany and Argentina at the Allianz Arena on March 3, 2010 in Munich, Germany.  (Photo by Joern Pollex/Bongarts/Getty Images)" class="shutterset_set_35" >
								<img title="59788442" alt="59788442" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/angel-di-maria/thumbs/thumbs_03.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-401" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/angel-di-maria/04.jpg" title="Michael Ballack (L) of Germany tackles Angel Di Maria of Argentina during an international friendly soccer match in Munich March 3, 2010.  REUTERS/Michaela Rehle (GERMANY - Tags: SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_35" >
								<img title="SOCCER-FRIENDLY/" alt="SOCCER-FRIENDLY/" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/angel-di-maria/thumbs/thumbs_04.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-402" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/angel-di-maria/05.jpg" title="Benfica's Angel Di Maria celebrates after scoring against Hertha during their Europa League soccer match in Berlin February 18, 2010. REUTERS/Thomas Peter (GERMANY - Tags: SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_35" >
								<img title="SOCCER-EUROPA/" alt="SOCCER-EUROPA/" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/angel-di-maria/thumbs/thumbs_05.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 	 	
	<!-- Pagination -->
 	<div class='ngg-clear'></div>
 	
</div>

</p>
<p><span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uccellinodidelpiero.com/generazione-di-fenomeni-angel-di-maria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>17</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Zaccheroni e la riscoperta dell&#8217;allenatore vero</title>
		<link>http://www.uccellinodidelpiero.com/zaccheroni-e-la-riscoperta-dellallenatore-vero/</link>
		<comments>http://www.uccellinodidelpiero.com/zaccheroni-e-la-riscoperta-dellallenatore-vero/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondo me..]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Zaccheroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uccellinodidelpiero.com/?p=11033</guid>
		<description><![CDATA[Vi segnalo un ottimo editoriale di Luigi Garlando nell&#8217;edizione cartacea odierna de La Gazzetta dello Sport, che condivido in pieno.

Quando Alberto Zaccheroni aveva 13 anni, il padre Adamo, titolare della pensione «Ambrosiana», gli diede in consegna due tavoli del ristorante: «Di questi te ne occupi tu». Se ne occupò con zelo, senza chiedersi se quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11034" title="zaccheroni" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/zaccheroni.png" alt="zaccheroni" width="276" height="163" />Vi segnalo un ottimo editoriale di Luigi Garlando nell&#8217;edizione cartacea odierna de La Gazzetta dello Sport, che condivido in pieno.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quando Alberto Zaccheroni aveva 13 anni, il padre Adamo, titolare della pensione «Ambrosiana», gli diede in consegna due tavoli del ristorante: «Di questi te ne occupi tu». Se ne occupò con zelo, senza chiedersi se quello sarebbe stato il suo lavoro futuro. Con lo stesso zelo e la stessa leggerezza sul domani, Zac ha accettato cinque mesi di Juve. Ha recuperato i vecchi arnesi da allenatore e si è messo al lavoro. Ha smontato la difesa, scrostato le gerarchie e, soprattutto, coltivato con pazienza l’organizzazione, ripetendo movimenti su movimenti a Vinovo. Del Barcellona di Rijkaard, Zac diceva: «Ottima organizzazione in attacco, ma in difesa sembrano cheyenne, ognuno assalta per conto suo». Dell’Inter di Mourinho umiliata a Barcellona, Zac ha detto: «Non sapeva come andare a recuperare palla in gruppo. Manca l’organizzazione». Dopo settimane di bottega, parlando poco, Zaccheroni ha presentato a Firenze una Juve non galattica, ma organizzata alla grande, forte di un lavoro, di un’idea e di scelte coraggiose (fuori Cannavaro, Grosso, Del Piero). Ha dimezzato la distanza dal quarto posto (sua missione) e risalito la classifica. Più in generale, Zaccheroni ha ridato valore al mestiere dell’allenatore, svalutato da maldestre interpretazioni di Guardiolismo e Mourinhismo. Basta un giovane ex campione, fresco di patentino e di campo, amato dal popolo, per gestire la truppa? I Conte, i Ferrara, i Donadoni sembravano dimostrarlo. Sembrava. Bastano carisma d’acciaio, talento di comunicatore e ottime individualità? Se sei Mourinho, forse sì. Negli altri casi è consigliato un bravo allenatore di bottega, con le tasche piene d’esperienza. Non importa se «fa autogol ogni volta che appare in tv», come dice di sé Delio Rossi. Non sarà George Clooney né l’Uomo Ragno, ma da una vita educa al buon calcio e, senza promettere scudetto, ha dato al Palermo un’anima da Champions. Da una gavetta molto più ricca di quella di Donadoni, Walter Mazzarri ha estratto il rinascimento del Napoli. Franco Colomba non sarà un allegrone, ma ha ridato il sorriso al Bologna. Il campionato ha riscoperto l’allenatore classico, l’artigiano dell’organizzazione. Il bravo Zac consacra il fenomeno. La Juve consideri se, oltre ai cinque tavolini, non sia il caso di lasciargli in gestione tutto il ristorante per la prossima stagione.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ci stiamo provando, anche con le analisi tattiche, e spiegare i miglioramenti della squadra, i nuovi schemi, gli aggiustamenti. Il calcio è questo, signori miei. Non devono sorprendere, perciò, le dichiarazioni che da questa settimana si stanno susseguendo alla &#8220;Zac ci ha fatto rinascere&#8221;: protagonisti Felipe Melo, Legrottaglie, De Ceglie, Diego, Amauri.. insomma, per citare Manninger, &#8220;Tra lui e Ferrara non c&#8217;è paragone!&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uccellinodidelpiero.com/zaccheroni-e-la-riscoperta-dellallenatore-vero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>21</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Analisi tattica di Fiorentina-Juventus (l&#8217;albero di Natale..)</title>
		<link>http://www.uccellinodidelpiero.com/analisi-tattica-di-fiorentina-juventus-lalbero-di-natale/</link>
		<comments>http://www.uccellinodidelpiero.com/analisi-tattica-di-fiorentina-juventus-lalbero-di-natale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 13:51:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Barcellona</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Fiorentina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uccellinodidelpiero.com/?p=10984</guid>
		<description><![CDATA[PRESENTAZIONE DEGLI SCHIERAMENTI
La  Fiorentina scende al Franchi in versione 4-2-3-1, con Frey tra i pali, Comotto, Natali, Felipe e Gobbi a comporre, da destra a sinistra, la linea difensiva, Montolivo e Cristiano Zanetti interni di centrocampo, Marchionni e Vargas sulle fasce, con Jovetic dietro il centravanti Gilardino. Zaccheroni, abbastanza a sorpresa, esclude Del Piero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;">PRESENTAZIONE DEGLI SCHIERAMENTI</h4>
<p style="text-align: justify;">La  Fiorentina scende al Franchi in versione 4-2-3-1, con Frey tra i pali, Comotto, Natali, Felipe e Gobbi a comporre, da destra a sinistra, la linea difensiva, Montolivo e Cristiano Zanetti interni di centrocampo, Marchionni e Vargas sulle fasce, con Jovetic dietro il centravanti Gilardino. Zaccheroni, abbastanza a sorpresa, esclude Del Piero dagli 11 titolari. La Juventus mette in mostra uno schieramento inedito che, per semplicità, si può definire un 4-3-2-1. In porta c’è Manninger; in difesa, da destra a sinistra Zebina, Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie; il terzetto di centrocampo è composto da Melo vertice basso e Marchisio e Sissoko ai fianchi. Candreva e Diego giostrano alle spalle di Trezeguet.</p>
<h5 style="text-align: center;"><span style="color: #af1ce3;">1</span> Frey<br />
<span style="color: #af1ce3;">25</span> Comotto, <span style="color: #af1ce3;">14</span> Natali, <span style="color: #af1ce3;">16</span> Felipe, <span style="color: #af1ce3;">19</span> Gobbi<br />
<span style="color: #af1ce3;">18</span> Montolivo, <span style="color: #af1ce3;">15</span> Zanetti<br />
<span style="color: #af1ce3;">32</span> Marchionni, <span style="color: #af1ce3;">8</span> Jovetic, <span style="color: #af1ce3;">6</span> Vargas<br />
<span style="color: #af1ce3;">11</span> Gilardino</h5>
<h5 style="text-align: center;"><span style="color: #f8e006;">17</span> Trezeguet<br />
<span style="color: #f8e006;">28</span> Diego, <span style="color: #f8e006;">26</span> Candreva<br />
<span style="color: #f8e006;">22</span> Sissoko, <span style="color: #f8e006;">4</span> Felipe Melo, <span style="color: #f8e006;">8</span> Marchisio<br />
<span style="color: #f8e006;">29</span> De Ceglie, <span style="color: #f8e006;">3</span> Chiellini, <span style="color: #f8e006;">33</span> Legrottaglie, <span style="color: #f8e006;">15</span> Zebina<br />
<span style="color: #f8e006;">13</span> Manninger</h5>
<p><span> </span></p>
<p><span> </span></p>
<h4 style="text-align: justify;">SVILUPPI TATTICI DEL MATCH<strong> </strong></h4>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La  Fiorentina, rispetto a molte delle ultime uscite, abbandona il modulo 4-3-3 e torna al 4-2-3-1, probabilmente con l’intenzione di attaccare le fasce della difesa juventina utilizzando le catene laterali, Comotto-Marchionni a destra e Gobbi-Vargas a sinistra, sfruttando in proprio favore il centrocampo a tre bianconero che dovrebbe soffrire i due esterni viola molto larghi. Il gol al 2° minuto di Diego da un’impronta abbastanza chiara al match, con la Fiorentina ad avere il predominio territoriale e del possesso palla e la Juventus a difendere, abbassandosi nella propria metà campo, senza sviluppare azioni di pressing nella metà campo avversaria. La strutturazione difensiva dei bianconeri prevede una linea di 5 centrocampisti a fronteggiare gli attacchi viola, con il solo Trezeguet a “ballare” tra i centrali difensivi avversari, o, più spesso, a mettere in ombra il centrocampista basso avversario. Nella diapositiva seguente un esempio ben visibile della linea di 5 centrocampisti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-10997" title="02" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/02.png" alt="02" width="552" height="327" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">In realtà la disposizione difensiva più comune dei 5 centrocampisti è mostrata nella prossima diapositiva con Candreva che si abbassa tra Melo e Marchisio, con quest’ultimo, che si allarga a destra.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-10998" title="03" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/03.png" alt="03" width="552" height="327" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nella prima mezz’ora di gioco, nonostante il già citato predominio territoriale e di possesso palla della Fiorentina, la  Juventus controlla con sufficiente tranquillità il gioco dei viola che non riescono a rendersi pericolosi, fatta eccezione per l’occasione al 7° minuto di Gilardino, abbastanza casuale, e per le tante punizioni dal limite concesse da Damato allo stesso centravanti fiorentino. Il piano di Prandelli di attaccare per vie esterne è disinnescato dalla disposizione difensiva del centrocampo bianconero, che non concede superiorità numerica sulle fasce ai viola. Particolarmente felice è la posizione allargata di Marchisio, già mostrata, che consente di contrastare efficacemente la catena Gobbi-Vargas. La propensione offensiva del terzino viola è assorbita invece che da Candreva, da Marchisio, che risparmia così al n°29 bianconero profondi ripiegamenti difensivi. Dall’altro lato, Comotto, molto più difensore di Gobbi, ha meno capacità offensive. e viene agevolmente controllato da Diego e, in posizione più bassa, da Sissoko. Controllate efficacemente le fasce, la possibilità per la  Fiorentina di sviluppare la manovra centralmente, appoggiando il gioco sul trequartista, è inibita dall’ottima prestazione in interdizione di Felipe Melo, che, gravitando nella zona di Jovetic, lo isola dalla manovra e, con incessante continuità, riesce a rubare palla al giovane montenegrino. La Juventus quindi riesce a controllare con sufficiente tranquillità i principali sviluppi del gioco della Fiorentina e a gestire bene la fase di non possesso palla.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino al gol di Marchionni la fase di possesso della Juve è costituita essenzialmente dalla ripartenze dopo recupero palla. Il pressing offensivo dei viola e la loro difesa alta, non consentono ai bianconeri fasi prolungate di palleggio preparatorio. Per sfuggire alla pressione degli avversari, la Juve prova, con discreto successo, ad allungare la squadra viola giocando con rapidità in verticale. Fondamentale in questo senso la posizione in fase di non possesso di Candreva già mostrata, che gli consente, oltre a non sfiancarsi in fase difensiva, di potere fungere da scarico immediato dopo la riconquista della palla e, anche grazie al suo dinamismo, di rilanciare con velocità la fase offensiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco un esempio. Nella diapositive seguenti si nota Melo che recupera palla su Jovetic (una delle tante volte) e trova subito dinanzi a se Candreva, con Marchisio largo. Candreva si gira con rapidità e trova sulla verticale Trezeguet.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10999" title="04" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/04.png" alt="04" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11000" title="05" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/05.png" alt="05" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’azione si svilupperà con rapidità con Trezeguet che di sponda gioca su Diego e da questi, passando per Sissoko, a De Ceglie in inserimento in fascia sinistra (non mostro le diapositive per brevità).</p>
<p style="text-align: justify;">Interessante è poi la situazione che si crea al momento del cross di De Ceglie. Il terzino va al cross è trova tutto solo, larghissimo, Marchisio che sbaglierà l’appoggio dietro a Candreva tutto solo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11001" title="06" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/06.png" alt="06" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11002" title="07" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/07.png" alt="07" width="552" height="327" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo sviluppo dell’azione, oltre a mostrare la capacità di Candreva di ribaltare con velocità il fronte del gioco, mette in mostra le doti dinamiche e di movimento senza palla dello stesso Candreva e di Marchisio che si inseriscono in area su una ripartenza veloce; la  Juventus si trova, in un contropiede, con ben 4 uomini in area di rigore avversaria, in assoluta controtendenza con una delle caratteristiche negative della Juve di quest’anno, rappresentata appunto dal numero esiguo di calciatori che “attaccano” la porta (abbiamo spesso visto sui cross, anche occupando la metà campo avversaria, il nostro centravanti da solo contro 3-4 difensori).</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro esempio (ma ce ne sarebbero altri) nelle prossime diapositive. Melo ruba palla a Jovetic (ancora…) e la indirizza verso Legrottaglie che trova sulla sua verticale Candreva che, alle spalle dei due interni della Fiorentina, può puntare indisturbato verso la linea difensiva viola.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11006" title="08" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/08.png" alt="08" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11007" title="09" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/09.png" alt="09" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11008" title="10" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/10.png" alt="10" width="552" height="327" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il gol della Fiorentina (che analizzeremo in seguito), cambia leggermente le carte in tavola (specie ad inizio secondo tempo), con la Fiorentina che allenta un po’ il pressing offensivo e la  Juventus che può palleggiare maggiormente e ridurre le verticalizzazioni. Una maggiore circolazione della palla richiede movimenti diversi che la Juve interpreta con sufficiente efficacia. E proprio sulle fasce, dove i viola volevano vincere il match, gli juventini hanno la meglio, grazie ai movimenti coordinati delle due mezze punte (Diego a sinistra e Candreva a destra), con le mezzale del lato (Sissoko per Diego e Marchisio per Candreva). Molto sinteticamente i movimenti sono “opposti”: se la mezzapunta riceve dentro il campo, la mezzala attacca lo spazio esterno. Se la mezzapunta riceve in posizione larga, la mezzala occupa spazi interni. Gli stessi concetti valgono per i movimenti opposti in profondità e in appoggio. Un bell’esempio è mostrato nelle diapositive successive (anche se già siamo dopo il secondo gol).</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’azione (partita dal lato sinistro dello schieramento juventino) Legrottaglie trova Candreva largo che riceve che serve l’inserimento centrale di Marchisio dentro l’area.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11009" title="11" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/11.png" alt="11" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11010" title="12" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/12.png" alt="12" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11011" title="13" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/13.png" alt="13" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11012" title="14" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/14.png" alt="14" width="552" height="327" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da notare come, rispetto all’azione già vista, che ha portato al cross di De Ceglie, sia invertita la posizione interna/esterna di Candreva e Marchisio. Si noti, inoltre, ancora una volta, che l’azione offensiva nasce da Legrottaglie di gran lunga il migliore difensore centrale della Juve per la fase di costruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio lampante del concetto espresso relativo ai movimenti opposti di mezzapunta e mezzala è costituito dal gol della Juve. Solo 20 secondi prima del gol abbiamo, come si vede dalle diapositive seguenti, Sissoko largo, Diego in mezzo, con l’inserimento profondo di Grosso.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11013" title="15" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/15.png" alt="15" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11015" title="16" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/16.png" alt="16" width="552" height="327" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">In quest’azione Diego, aprirà le gambe per un inserimento di Melo che non arriva. La Juve però riconquista subito palla e stavolta la strutturazione è diversa: mezzapunta larga (Diego), mezzala dentro in appoggio (Sissoko), terzino profondo: ed è gol (tralasciamo la pessima, e non solo in quest’occasione, difesa della Fiorentina). Movimenti tutti contrapposti: esterno/interno, in appoggio/profondo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11016" title="17" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/17.png" alt="17" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11017" title="18" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/18.png" alt="18" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il gol di Grosso, la  Fiorentina, che nel frattempo con l’ingresso di Bolatti per Vargas era passata al 4-3-3, con Jovetic allargato a sinistra, torna ai due interni di centrocampo (Montolivo e Bolatti) affiancando Keirrison a Gilardino. Ma, riproponendo la stessa contrapposizione tattica della prima mezz’ora, ancora una volta, la Juve controlla senza rischiare troppo. Indice del fatto che lo schieramento difensivo bianconero sia risultato molto efficace contro il 4-2-3-1 (o 4-4-2) viola può essere ricercato nel fatto che stavolta Zaccheroni, in vantaggio, non cambia il proprio schieramento, limitandosi a sostituire gli uomini, ma non la disposizione in campo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una curiosità: all’infortunio di Chiellini, che ha lasciato la Juve praticamente in 10, schierata con un 4-4-1 con Diego e Candreva esterni, fino al definitivo e desiderato da Zaccheroni allineamento difensivo con Poulsen terzino destro e Zebina centrale, i giocatori in campo si sono schierati con Marchisio terzino destro e prima Melo e poi Poulsen difensori centrali.</p>
<h4>IL GOL SUBITO</h4>
<p style="text-align: justify;">Andiamo ad analizzare il gol subito, nato da una grave disattenzione difensiva e da un errore individuale di Manninger. Le diapositive seguenti ci guideranno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’azione nasce da un calcio di punizione battuto da Vargas e ribattuto dalla barriera. Si notino a centro area Legrottaglie in mezzo a marcare Gilardino e Chiellini alla sua destra, con De Ceglie nella zona della barriera.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la ribattuta, in uscita, Legrottaglie e Chiellini cercano di ritrovare la loro posizione con Legrottaglie che si muove verso destra e Chiellini verso sinistra. Lo stesso fa De Ceglie muovendosi verso sinistra.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11018" title="19" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/19.png" alt="19" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11019" title="20" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/20.png" alt="20" width="552" height="327" /></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fuorigioco di Gilardino a parte, l’errore dei difensori bianconeri sta nel muoversi sostanzialmente senza tenere conto degli attaccanti avversari: Legrottaglie si lascia all’interno un attaccante viola (la posizione preferibile sarebbe stata all’interno dell’attaccante), Chiellini è troppo schiacciato su Legrottaglie, forse anche per marcare l’attaccante che Legrottaglie “non vede” e De Ceglie scala su Gilardino senza accorgersi di Marchionni alle spalle (il fatto che poi cerchi di ostacolare Gilardino piuttosto che andare sul pallone, rivela che non sapeva di avere Marchionni alle spalle). Insomma sulla ribattuta, i difensori sono saliti senza guardare gli avversari (situazione simile al gol subito contro la Lazio, all’esordio di Zaccheroni). Poi c’è l’errore di Manninger.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11020" title="21" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/21.png" alt="21" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-11021" title="22" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/22.png" alt="22" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<h4>COMMENTO</h4>
<p>Terza vittoria su 4 trasferte per la  Juventus targata Zaccheroni. E scelte del tecnico romagnolo che si sono rivelate vincenti. A sorpresa Del Piero in panchina e Candreva in campo e schieramento con due mezze punte. Da un punto di vista difensivo, lo schieramento con 5 uomini in linea a centrocampo, disinnesca il gioco sulle fasce dei viola e il lavoro di Melo su Jovetic toglie alla Fiorentina lo sviluppo delle giocate centrali. Rimane ai padroni di casa solo la giocata su Gilardino che proteggendo palla ottiene parecchie punizioni da posizione interessante. La posizione in fase di non possesso di Candreva e Marchisio consente al primo di fungere da riferimento per le ripartenze dei bianconeri. E proprio la chiave del successo juventino sta nella contemporanea presenza di Candreva e Marchisio e nello schieramento ad una sola punta. Il dinamismo e la capacità di muoversi con efficacia senza palla di Marchisio e Candreva hanno portato alla manovra offensiva della Juve, ciò che è spesso mancato: dinamicità, tempi di gioco, creazione ed aggressione degli spazi liberi. Lo schieramento con una sola punte e due trequartisti, inoltre facilita il compito per Sissoko, che con Diego spesso aperto a sinistra, può giostrare con più continuità su spazi centrali a lui più congeniali. Su quel lato, prima De Ceglie e poi, con maggiore qualità, Grosso, sfruttano i movimenti di Diego e attaccano con profitto lo spazio (da un po’ di partite Zac fa  giocare Sissoko a sinistra, dal lato del terzino con maggiore capacità di spinta; probabilmente per evitare al maliano di attaccare sempre lo spazio esterno, come, ad esempio, ha fatto ieri Marchisio dal alto opposto). Diego, ancora una volta partendo esterno e non centrale (evitando così di ricevere la palla, spalle alla porta), risulta decisivo (vedi Bologna) e disputa nuovamente una buonissima partita (una chicca, poi, la finta su Frey nel gol…).  Insomma i limiti spesso denunciati con la struttura a rombo del centrocampo vengono superati da Zaccheroni dalla strutturazione con un’unica punta e due mezze punte, che corregge in parte i limiti più volte sottolineati della coppia Melo-Sissoko in un centrocampo a tre. Candreva e Marchisio forniscono il dinamismo e i movimenti necessari a uno sviluppo fluido della manovra che beneficia altresì della presenza di Legrottaglie. Da sottolineare, a mio parere, una splendida partita difensiva di Melo, che annulla completamente Jovetic, sovrastato fisicamente dal brasiliano. In definitiva, secondo me partite positiva della Juve a Firenze e lavoro di Zaccheroni che continua e di cui si vedono i frutti. Ci saranno da verificare i miglioramenti nella fluidità del gioco quando sarà la Juventus a dovere fare la partita (vedi Juve-Palermo della settimana scorsa). E, sempre a mio parere, Zaccheroni, almeno per questa volta, ha battuto Prandelli.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uccellinodidelpiero.com/analisi-tattica-di-fiorentina-juventus-lalbero-di-natale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>30</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Campionato: Fiorentina vs Juventus 1-2 (colpaccio&#8230;)</title>
		<link>http://www.uccellinodidelpiero.com/campionato-fiorentina-vs-juventus-1-2-colpaccio/</link>
		<comments>http://www.uccellinodidelpiero.com/campionato-fiorentina-vs-juventus-1-2-colpaccio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 10:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Campionato]]></category>
		<category><![CDATA[Campionato]]></category>
		<category><![CDATA[Fiorentina]]></category>
		<category><![CDATA[serie a]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uccellinodidelpiero.com/?p=10976</guid>
		<description><![CDATA[La Juventus arriva a Firenze per provare a ritrovare la via della vittoria smarrita dopo la sconfitta col Palermo di una settimana prima. Il tutto contro una cabala apertamente contraria ai Bianconeri: contro i Viola in Toscana sono infatti solo 18 i successi juventini, contro i 25 dei padroni di casa (ed i 27 pareggi). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10977" title="fabio grosso" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/fabio-grosso.png" alt="fabio grosso" width="276" height="163" />La Juventus arriva a Firenze per provare a ritrovare la via della vittoria smarrita dopo la sconfitta col Palermo di una settimana prima. Il tutto contro una cabala apertamente contraria ai Bianconeri: contro i Viola in Toscana sono infatti solo 18 i successi juventini, contro i 25 dei padroni di casa (ed i 27 pareggi). Nonostante i numeri siano apertamente pro-Fiorentina va però sottolineato come siano ben dodici anni che gli stessi non si impongano contro la Juventus davanti al proprio pubblico: l’ultima vittoria casalinga in questa sfida sempre carica di attriti tra le due tifoserie risale infatti al lontano dicembre 1998 quando un goal del grande Batistuta regalò i tre punti alla Viola. Assolutamente in equilibrio, invece, gli scontri tra i due tecnici: Prandelli e Zaccheroni nei sei precedenti si sono infatti spartiti equamente la posta vincendo due incontri a testa e pareggiando i restanti due. Per provare a rompere l’equilibrio di quest’ultima statistica, quindi, il tecnico di Orzinuovi schiera un 4-2-3-1 con Frey in porta, una linea difensiva composta da Comotto, Natali, Felipe e Gobbi, Montolivo e Zanetti in mediana alle spalle del trio Marchionni - Jovetic - Vargas, con Gilardino unica punta. Da parte sua l’allenatore subentrato a stagione in corso a Ciro Ferrara opta per un 4-3-2-1 con Manninger a guardia dei pali, Zebina, Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie a comporre il poker difensivo, Sissoko, Melo e Marchisio a centrocampo, Diego e Candreva sulla trequarti e Trezeguet tutto solo in attacco.</p>
<p style="text-align: justify;">LA CRONACA<br />
Passano due soli minuti di gioco e la Juventus passa in vantaggio, choccando l’intero stadio: Candreva fa filtrare un pallone sul quale Diego è lestissimo a piombarsi, partendo sul filo del fuorigioco. Trovatosi a tu per tu con Frey, quindi, il trequartista carioca ha buon gioco nel saltare il portiere francese con un gioco di suola che richiama un po’ alla mente <em>Monsieur Zizou</em>, depositando poi il pallone in rete. Cinque minuti e la Fiorentina guadagna una punizione da posizione interessantissima quando Legrottaglie interviene di braccio su di un pallone che stava controllando Jovetic. Sugli sviluppi del calcio piazzato stesso, allontanato di testa da Trezeguet, Felipe Melo effettua un assist involontario a Gilardino andando a togliere il pallone al piccolo trequartista serbo. Tutto solo contro Manninger, però, la punta Azzurra si mangerà un’occasione clamorosa, con l’ex portiere del Grazer AK che compie un miracolo per sventare l’occasionissima capitata sui piedi della punta di Biella. Al quarto d’ora è invece Vargas, stavolta direttamente su calcio di punizione, a provarci. Il mancino carico di potenza ed effetto del laterale peruviano, però, buca sì la barriera ma prendendo un effetto troppo corposo fa terminare il pallone sul fondo, alla sinistra di un sempre attento Manninger. Cinque minuti ed è Trezeguet ad avere un’occasione d’oro, lanciato ancora una volta tra le larghe maglie della retroguardia Viola. La punta francese, però, subisce il pronto rientro di Comotto, vedendo sfumare il tutto. Al trentunesimo la Fiorentina trova il pareggio: il lancio lungo di Gobbi pesca Marchionni tutto solo in area. All’errore di piazzamento della difesa si unisce quello del sostituto di Buffon, che tardando nell’uscita agevolerà l’intervento dell’ala ex Juve che lo anticiperà di testa<a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37064&amp;Ln=En"></a>, firmando l&#8217;1 a 1, risultato che chiuderà la prima frazione di gioco. Ad inizio ripresa è ancora la Juventus a far tremare i tifosi avversari con Trezeguet che va, sottomisura, a deviare un tiro operato da Sissoko dal limite dell’area, trovando però la pronta respinta di Frey. L’arbitro comunque annulla tutto per un presunto fuorigioco che sembrerebbe non esserci. Al cinquantunesimo è invece Diego a provarci, direttamente su di un calcio di punizione. La conclusione del trequartista brasiliano, però, è troppo telefonata e pur girando bene non mette in difficoltà il portiere Viola, che ha tutto il tempo di arrivare in sicurezza sulla traiettoria e fare suo il pallone. L’occasionissima Viola giunge al sessantaseiesimo, sugli sviluppi di un corner. In quest’occasione, infatti, il pallone parte dalla bandierina e viene spizzato sul margine dell’area piccola da un giocatore della Fiorentina, che ne prolunga la traiettoria. Lo stesso taglia quindi tutta l’area del portiere, non trovando però la deviazione di nessuno e giungendo fin sul secondo palo dove ad aspettarlo, per spazzarlo, troverà Nicola Legrottaglie, che non ci penserà quindi due volte prima di liberare la propria area. Giusto il tempo di riprendersi dalla tachicardia per l’occasione appena vista ed il risultato torna a sbloccarsi: Diego, Sissoko e Grosso manovrano per diversi secondi con il centrocampista maliano che riuscirà quindi a servire in area di rigore il terzino Azzurro il quale invece di servire in mezzo all’area un Trezeguet che pareva essere in posizione favorevole deciderà di calciare direttamente in porta, trovando lo spiraglio giusto per battere Frey. Al settantasettesimo la Fiorentina chiede un rigore per un intervento di Chiellini che nel lanciarsi in scivolata tocca prima il pallone con il corpo, poi con il braccio. Damato reputa però che non ci siano gli estremi per il penalty, fischiando poi a favore di un fallo subito dallo stesso centrale Azzurro. Viola che protesteranno anche un paio di minuti più tardi in occasione di un’uscita assolutamente scomposta di Manninger, con l’arbitro di Barletta che però, ancora una volta, deciderà di lasciar correre. A sette minuti dalla fine, quindi, sarà Jovetic, appena entro il limite dell’area, a provarci. Il suo tiro di mezza puntina esterna, quasi da calcetto, verrà però abbrancato da Manninger: sprovvisto della giusta potenza, infatti, non si rivelerà un vero e proprio pericolo per l’estremo difensore austriaco, che lo farà suo senza indugi. Giusto alle porte del recupero è invece Marchisio a costruirsi un’ottima occasione, con la quale avrebbe potuto chiudere il match. La mezz’ala Bianconera trova però l’opposizione del portiere avversario, che distendendosi gli disinnesca la conclusione.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
La Juve inizia subito benissimo, illudendo i propri tifosi. Proprio quando sembrava che potesse portare a casa i tre punti in agilità, infatti, appare subito chiaro come le cose non siano così semplici, con la Fiorentina che reagirà praticamente immediatamente al goal subito ed imprimerà al match il proprio ritmo, andando in quasi totale controllo del gioco e riuscendo quindi, alla mezz’ora, a trovare il pareggio. La ripresa sarà invece più equilibrata e disputata con un po’ più di vigore dagli ospiti rispetto a quanto fatto per buona parte del primo tempo. Il tutto, comunque, con i Viola che continueranno imperterriti a fare il match, venendo però puniti a venti minuti e spicci dal termine, quando Grosso chiuderà una bella azione manovrata con un diagonale irresistibile su cui Frey non riuscirà ad intervenire in maniera adeguata.   Fiorentina che quindi, per l’ennesima volta in questa stagione, verrà punita oltremodo dal risultato. Come già capitato in diverse altre occasioni, infatti, saranno proprio loro a disputare una partita meritevole di qualcosa più di un pareggio, uscendo però dal campo a mani completamente vuote.</p>
<p style="text-align: justify;">IL TABELLINO<br />
FIORENTINA-JUVENTUS 1-2 (1-1)<br />
RETI: 2’pt Diego, 31’pt Marchionni, 23’st Grosso<br />
FIORENTINA: Frey, Comotto (34’st De Silvestri), Natali, Felipe, Gobbi, Montolivo, Zanetti (26’st Keirrison), Marchionni, Jovetic, Vargas (12’st Bolatti), Gilardino. All. Prandelli. A disposizione: Avramov, Kroldrup, Pasqual, Donadel.<br />
JUVENTUS: Manninger, Zebina, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie (1’st Grosso), Marchisio, Felipe Melo, Sissoko (30’st Poulsen), Candreva, Diego, Trezeguet (26’st Iaquinta). All Zaccheroni. A disposizione: Pinsoglio, Cannavaro, Salihamidzic, Del Piero.<br />
ARBITRO: Damato<br />
AMMONITI: 41’pt Sissoko, 11’st Zebina, 40’st Marchisio</p>
<h6 style="text-align: justify;">(Credits: SciabolataMorbida)</h6></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uccellinodidelpiero.com/campionato-fiorentina-vs-juventus-1-2-colpaccio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La fotomoviola di Fiorentina-Juventus (arbitraggio perfetto, anzi&#8230;)</title>
		<link>http://www.uccellinodidelpiero.com/la-fotomoviola-di-fiorentina-juventus-arbitraggio-perfetto/</link>
		<comments>http://www.uccellinodidelpiero.com/la-fotomoviola-di-fiorentina-juventus-arbitraggio-perfetto/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 19:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotomoviola]]></category>
		<category><![CDATA[Fiorentina]]></category>
		<category><![CDATA[fotomoviola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uccellinodidelpiero.com/?p=10945</guid>
		<description><![CDATA[Cominciamo dal gol iniziale di Diego. La posizione, come documenta la diapositiva, è regolare. Il difensore viola infatti tiene in gioco il brasiliano col piede (come si vede anche dalla ricostruzione 3d fatta da Sky&#8230;)

Secondo episodio: la Fiorentina reclama per un tocco di mano di Legrottaglie. L&#8217;arbitro vede però giustamente una punizione dal limite. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cominciamo dal gol iniziale di Diego. La posizione, come documenta la diapositiva, è regolare. Il difensore viola infatti tiene in gioco il brasiliano col piede (come si vede anche dalla ricostruzione 3d fatta da Sky&#8230;)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10972" title="moviola012" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/moviola0121.png" alt="moviola012" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-10968" title="moviola10" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/moviola10.png" alt="moviola10" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo episodio: la Fiorentina reclama per un tocco di mano di Legrottaglie. L&#8217;arbitro vede però giustamente una punizione dal limite. La diapositiva sottostante lo conferma.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10947" title="moviola02" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/moviola02.png" alt="moviola02" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">E veniamo al gol del momentaneo pareggio della Fiorentina: il passaggio di Gobbi finisce a Marchionni, in basso nella diapositiva, ma, al momento del lancio, ci sono due giocatori gigliati in offside. La posizione sembrerebbe passiva, ma De Ceglie è inizialmente in marcatura su Gilardino (come si vede) e solo a metà cross si stacca per andare a chiudere (invano) su Marchionni. Diciamo che abbiamo assistito ad interpretazioni diverse (<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/la-fotomoviola-di-bologna-vs-juventus/" target="_blank">vedi Del Piero col Bologna</a>).</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10948" title="moviola03" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/moviola03.png" alt="moviola03" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">Poco prima del gol bianconero c&#8217;è un tocco di mano in area anche da parte della Fiorentina: su cross di Marchisio, è Cristiano Zanetti a colpire il pallone con la mano. Sembra però del tutto involontario, perchè il centrocampista non guarda neanche la palla toccare il suo braccio, e perchè lo stesso è comunque attaccato al corpo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10955" title="moviola07" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/moviola07.png" alt="moviola07" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il gol partita è invece sicuramente regolare, come dimostrato sotto, perchè Grosso (in alto) riceve da Sissoko e va al tiro senza neanche guardare in mezzo.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10949" title="moviola04" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/moviola04.png" alt="moviola04" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">Chiudiamo con altri due episodi dove hanno protestato gli uomini di Prandelli: prima hanno chiesto un rigore per un tocco di mano di Chiellini in area a seguito di una scivolata. Il tocco c&#8217;è, ma è successivo ad un altro contatto sedere-palla, che fa arrivare il pallone sulla mano. Secondo le indicazioni di Collina, non c&#8217;è volontarietà quindi non c&#8217;è rigore.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10950" title="moviola05" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/moviola05.png" alt="moviola05" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo caso riguarda un gioco pericoloso chiesto per un intervento a gamba alta di Manninger su Keirrison. Come si vede, Chiellini è in anticipo e semmai a rischiare la faccia è lui. Proteste anche sull&#8217;abbraccio di Chiellini, che effettivamente c&#8217;è. A mio avviso bene ha fatto l&#8217;arbitro a non fischiare, essendo comunque il difensore in anticipo. Ad ogni modo, per toglierci ogni dubbio, il contatto inizia fuori area, come dimostrato, e sarebbe stato al massimo semplice punizione dal limite per i Viola.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10964" title="moviola08" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/moviola08.png" alt="moviola08" width="552" height="327" /><img class="aligncenter size-full wp-image-10965" title="moviola09" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/moviola09.png" alt="moviola09" width="552" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma: complimenti alla terna arbitrale, perchè la partita era difficilissima e secondo me è stata gestita alla grande. Poi ci sono piccoli dubbi interpretativi, cmq difficilissimi da dirimere in diretta. Ma tutto sommato voti alti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uccellinodidelpiero.com/la-fotomoviola-di-fiorentina-juventus-arbitraggio-perfetto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>17</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le avversarie: la Fiorentina di Cesare Prandelli</title>
		<link>http://www.uccellinodidelpiero.com/le-avversarie-la-fiorentina-di-cesare-prandelli/</link>
		<comments>http://www.uccellinodidelpiero.com/le-avversarie-la-fiorentina-di-cesare-prandelli/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 11:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Collura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le avversarie]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare Prandelli]]></category>
		<category><![CDATA[Fiorentina]]></category>
		<category><![CDATA[le avversarie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uccellinodidelpiero.com/?p=10928</guid>
		<description><![CDATA[STATISTICHE
La Fiorentina di Cesare Prandelli ha raccolto 35 punti in 26 partite e si trova all&#8217;undicesimo posto. Ben 8 punti dividono ormai i viola dalla zona Champions, obiettivo dichiarato della stagione, a causa,  probabilmente, del grosso calo avuto negli ultimi 2 mesi. Nel girone di ritorno i Viola hanno infatti raccolto solamente una vittoria (in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10939" title="prandelli" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/prandelli.png" alt="prandelli" width="276" height="163" />STATISTICHE<br />
La Fiorentina di Cesare Prandelli ha raccolto 35 punti in 26 partite e si trova all&#8217;undicesimo posto. Ben 8 punti dividono ormai i viola dalla zona Champions, obiettivo dichiarato della stagione, a causa,  probabilmente, del grosso calo avuto negli ultimi 2 mesi. Nel girone di ritorno i Viola hanno infatti raccolto solamente una vittoria (in casa col Livorno), due pareggi (Cagliari e Lazio fuori casa) e 4 sconfitte (Roma e Bologna in casa, Palermo e Sampdoria fuori), senza contare la sconfitta nel recupero col Milan al Franchi per 2-1. Tirando le somme perciò la squadra di Prandelli oggi si trova a metà classifica ed in chiara crisi di risultati, con 10 vittorie e 11 sconfitte che denotano il mediocre andamento della squadra nell&#8217;arco totale della stagione, cosi come l&#8217;equilibrio tra le reti realizzate (32) e quelle subite (31). Sicuramente la Fiorentina ha fatto meglio in casa, riuscendo ad aggiudicarsi l&#8217;intera posta in 7 occasioni (su 10), pareggiando solo una volta, e concedendo 5 sconfitte. Va ricordato inoltre che i gigliati subiscono gol da 16 gare consecutive. Da sottolineare, infine, come il calo sia iniziato con la squalifica di Adrian Mutu, probabilmente l&#8217;uomo chiave, fino a quel momento, dello scacchiere di Cesare Prandelli.</p>
<div style="text-align: justify;">L&#8217;ALLENATORE<br />
Cesare Prandelli siede sulla panchina della Fiorentina dalla stagione 2005/06. Prima di essere chiamato dai Della Valle, l&#8217;allenatore di Orzinuovi si è distinto con la Primavera dell&#8217;Atalanta vincendo Scudetto e Viareggio nel 93, col Verona vincendo un campionato di Serie B e, successivamente, raggiungendo  il nono posto nella stagione successiva in Serie A e, infine, con l&#8217;ottimo biennio 2002-2004 alla guida del Parma riuscendo ad ottenere due quinti posti. In questi anni alla Fiorentina è riuscito a concludere al quarto posto per ben tre volte portando così la squadra in Champions League. Ha inoltre vinto, a livello personale, due Panchine d&#8217;Oro, nel 2006 e nel 2007.</div>
<p><span> </span></p>
<div style="text-align: justify;">LA FORMAZIONE<br />
Due solo i possibili moduli da schierare per i Viola: il 4231 oppure il  4321. Tutto dipenderà dal recupero o meno del peruviano Vargas &#8211; sempre più leader della squadra &#8211; che, stando alle notizie dell&#8217;ultima ora, dovrebbe essere arruolabile già dal primo minuto ma che, visto anche il decisivo impegno martedì col Bayern Monaco, potrebbe essere risparmiato inizialmente e sostituito da Donadel. In porta ci sarà sicuramente il francese Frey e il pacchetto difensivo sarà composto da destra a sinistra da Comotto, Kroldrup, Felipe (neo-acquisto invernale) e Pasqual; a centrocampo davanti la difesa ci saranno Cristiano Zanetti (ex) e Montolivo, con Marchionni (altro ex), Jovetic e Vargas dietro l&#8217;unica punta Alberto Gilardino. Nel caso di assenza del peruviano, Donadel giocherà in mezzo al campo con Zanetti e Montolivo e i trequartisti, che si muoveranno larghi, saranno Jovetic a sinistra e Marchionni a destra.</div>
<p><span> </span></p>
<div style="text-align: justify;">IMPRESSIONI<br />
La Fiorentina sta attraversando un momento di crisi, come risulta evidente dai numeri. Il calo avuto nell&#8217;ultimo periodo è dovuto senza dubbio ad un organico decisamente povero per poter affrontare a dei buoni livelli sia il Campionato che Champios League. L&#8217;11 titolare di Prandelli è senza dubbio di ottimo livello, ma mancano valide alternative specie per i due uomini chiave: Gilardino e Adrian Mutu (non sostituito adeguadamente). Il centravanti, in particolare, per il tipo di gioco che fa è un giocatore cardine, permettendo la presenza di tre trequartisti dietro grazie alla sua abilità di &#8220;fare reparto&#8221; da solo. I pericoli maggiori del gioco di Prandelli sono la presenza di crossatori di altissimo livello, in particolare Vargas e Pasqual col loro sinistro, ma i pericoli verranno anche dal centro: un trequartista come Jovetic che è, a parere di chi vi scrive, un giocatore eccezionale, già pronto per una grande squadra, abile sia nel saper leggere l&#8217;azione, sia nell&#8217;inserimento che nella giocata. E&#8217; inoltre uno che ha il gol nel sangue, e spesso è lui a sostituire Gilardino nel ruolo di prima punta, pur non essendo il suo ruolo. In mezzo al campo, con la presenza di Zanetti (quanti rimpianti!) e Montolivo, ovvero due costruttori di gioco, si denota come la Fiorentina sia una squadra che predilige il possesso palla, e, grazie alla presenza delle tre mezzepunte, di cui due ali pure, garantisce un alto numero di soluzioni sia in ampiezza che in verticale. Anche la spinta dei terzini, in particolare Pasqual, può essere efficace. Concludendo mi sembra giusto segnalare che in panchina ci saranno due giovani molto interessanti da tenere d&#8217;occhio: Ljajic (<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/generazione-di-fenomeni-adem-ljajic/" target="_blank">leggi la scheda</a>) e Keirrison.</div>
<p><span> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uccellinodidelpiero.com/le-avversarie-la-fiorentina-di-cesare-prandelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Generazione di fenomeni: Mesut Özil (Werder Bremen)</title>
		<link>http://www.uccellinodidelpiero.com/giovani-promesse-mesut-ozil-werder-bremen/</link>
		<comments>http://www.uccellinodidelpiero.com/giovani-promesse-mesut-ozil-werder-bremen/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 08:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generazione di fenomeni]]></category>
		<category><![CDATA[Giocatori accostati alla Juve]]></category>
		<category><![CDATA[Ozil]]></category>
		<category><![CDATA[Werder Bremen]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uccellinodidelpiero.com/?p=10871</guid>
		<description><![CDATA[Scheda tecnica del giovane centrocampista che nel Werder ha raccolto l'eredità di Diego e che ha già fatto incantare mezza Europa. E' in scadenza nel 2011, e si dice anche la Juventus sia molto interessata a lui, su consiglio proprio dell'amico Diego. Approfondiamo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10897" title="mesut ozil werder bremen" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/mesut-ozil-werder-bremen1.png" alt="mesut ozil werder bremen" width="186" height="494" />Data di nascita: 15 ottobre 1988<br />
Luogo di nascita: Gelsenkirchen (Germania)<br />
Passaporto: tedesco e turco<br />
Ruolo: trequartista<br />
Club: Werder Bremen<br />
Scadenza contratto: 2011<br />
Valutazione: 15 milioni di € circa</p>
<p style="text-align: justify;">LA CARRIERA<br />
Mesut Özil è nato a Gelsenkirchen, in Germania, il 15 ottobre 1988. Figlio di genitori turchi, possiede il doppio-passaporto ed è molto legato ad entrambi (basti notare che il suo sito ufficiale è scritto nella doppia lingua). Ha iniziato a giocare a calcio nel Westfalia 04 Gelsenkirchen, una piccola società locale, per poi proseguire dopo alcune stagioni in altre squadre minori di Gelsenkirchen (il Teutonia Schalke-Nord e il Falke Gelsenkirchen, per la cronaca), nel 2000, nelle giovanili del Rot-Weiss Essen, dove è rimasto per 5 anni. Nel 2005, a 16 anni, è passato allo Schalke 04 (gloriosa squadra della sua città natale), con cui ha debuttato come professionista nel 2006 a 17 anni in Coppa di Lega. Il 12 agosto 2006 ha esordito in Bundesliga contro l&#8217;Eintracht Francoforte. Nella prima stagione da professionista ha disputato 19 partite in campionato. Il 31 gennaio 2008 è stato ingaggiato per poco meno di 5 milioni di € dal Werder Brema (che già iniziava a programmare la cessione di Diego), firmando un contratto fino al 30 giugno 2011. Il 28 aprile 2008 ha realizzato la prima rete personale in campionato contro il Karlsruhe. Il 30 maggio 2009 a Berlino, nella finale di Coppa di Germania, su assist di Diego, ha segnato il gol decisivo contro il Bayer Leverkusen, regalando così alla squadra di Brema il trofeo che è valso la qualificazione alla Europa League. Per quanto riguarda le Nazionali, il cammino di Özil è iniziato già nel settembre 2006, quando è stato selezionato dalla Under-17, per proseguire poi con l&#8217;esordio, nello stesso anno, con la selezione Under-19 contro i pari età dell&#8217;Austria. All&#8217;età di 18 anni è stato invece convocato nella Nazionale Under-21 tedesca, con cui ha esordito il 7 settembre 2007 contro l&#8217;Irlanda del Nord, segnando una rete. Il 29 giugno 2009 ha vinto con la Nazionale Under-21 l&#8217;Europeo di categoria in Svezia, battendo l&#8217;Inghilterra 4-0 in finale, partita nella quale Özil ha realizzato la rete del 2-0 e servito due assist straordinari ai compagni (Castro e Wagner). Nonostante l&#8217;interesse manifestato della Nazionale turca, in particolare dal CT Fatih Terim, Özil ha scelto di vestire la maglia della Nazionale maggiore tedesca, con cui ha già esordito l&#8217;11 febbraio 2009 a poco più di 20 anni in amichevole contro la Norvegia. Il 6 settembre 2009 ha segnato il suo primo gol con la Nazionale maggiore nell&#8217;amichevole contro il Sudafrica. Dopo la cessione di Diego (suo grande amico.. Mesut è fidanzato con la sorella della pop star tedesca Sara Connors, ex proprio dello Juventino..), avvenuta la scorsa estate, Mesut ne ha di fatto raccolto l&#8217;eredità tecnica a Brema, divenendo il fantasista della squadra e il trascinatore assoluto. Già nello scorso campionato, nonostante la concorrenza del brasiliano, aveva saputo ritagliarsi uno spazio importante in squadra adattandosi sulla fascia. Ventisette gare in Bundesliga e tre gol: uno al Bayern Monaco più una doppietta all’Hoffenheim. Ora il numero 10 (virtuale, perchè quello &#8220;reale&#8221; l&#8217;ha preso il compagno Marin) è lui, e il ragazzo ha buone possibilità di convincere il CT tedesco Jaochim Low a concedergli una chance anche per il Mondiale del 2010 in Sudafrica.</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE<br />
Estro e logica: il calcio di Ozil è una sintesi di imprevedibilità e razionalità. Mancino naturale, Mesut è un centrocampista a tutto campo, che può giocare benissimo nel rombo sia a sinistra che come vertice alto. Nelle giornate di grazia è capace di indirizzare l’esito di una partita da solo: salta l’uomo con grandissima facilità, inventa passaggi filtranti con grande naturalezza, diverte con le sue finte, è rapido. Difficile contenerlo, limitarne il raggio d’azione. Ha carattere, personalità, non ha il timore di rischiare il colpo più complicato, ma ha anche la maturità per farsi consegnare da Schaaf le chiavi del Werder post-Diego. Deve soltanto irrobustirsi un po’ (73 kg per 182 cm di altezza sono pochini&#8230;) per sopportare il peso di un calcio sempre più fisico: un lavoro di potenziamento atletico che ha già iniziato a svolgere, in palestra. Ha la classe del numero dieci: si esalta quando ha la possibilità di muoversi tra centrocampo e attacco, ma ha anche i tempi e le intuizioni del regista: costruisce e accende la manovra, ha l’istinto di addormentare il gioco e di accelerarlo. Ha un lancio lungo e preciso, e una buona corsa sia con che senza palla (certo, il tutto è relativo al ruolo..). Non segna moltissimo, preferendo sfornare assist per i compagni (ma siamo al solito discorso: qualcuno deve correre per dettare il passaggio&#8230;). Rispetto a Diego, che abbiamo imparato a conoscere, è sicuramente una decina (abbondanti) di centimetri più alto, ha gambe più lunghe, un passo più lungo, ha una maggiore propensione al dribbling e alla giocata, una maggiore mobilità e una maggiore capacità di aggredire gli spazi. Di contro ha, invece, un fisico molto meno robusto, resiste meno facilmente ai contrasti spalla a spalla (Diego è un torello&#8230;) ed è molto meno abile su calci piazzati. La visione di gioco è molto simile, col turco che è capace di assist no-look a tagliare dentro, subito dopo un dribbling (la sua specialità).</p>
<p style="text-align: justify;">IMPRESSIONI<br />
In Germania è considerato un predestinato. Lui sogna il Barcellona del suo idolo Messi, ma su di lui sono in tante ad aver puntato già gli occhi (si dice anche la Juventus, su consiglio di Diego). Il suo contratto scade nel 2011, e per il momento non c&#8217;è stato alcun rinnovo. Il ragazzo si è di fatto messo sul mercato, e vorrebbe fare il salto definitivo in un grande club. Personalmente lo ritengo una delle promesse più interessanti del calcio tedesco, e la sua situazione contrattuale non può non stimolare la voglia di fare un colpaccio e portarlo a casa. Tatticamente conosce il rombo e si adatterebbe bene a giocare di fianco a Diego: è un ragazzo che corre, sa dialogare, ha il tempo dell&#8217;inserimento e permetterebbe al brasiliano di avere meno pressione addosso e di avere un compagno altrettanto valido nell&#8217;impostazione e nella rifinitura. Insomma sarebbe una mossa intelligentissima, acquistarlo, anche considerando la sua giovanissima età ed i margini di miglioramento pressochè illimitati. Per quanto riguarda il prezzo, si dice che Arsene Wenger abbia offerto quasi 16 milioni per portarlo a Londra, quindi si parte più o meno da una base d&#8217;asta di quella cifra. Potrebbero essere soldi spesi molto bene, anche perchè il ragazzo comincia a collezionare riconoscimenti importanti. L&#8217;ultimo, datato poche settimane fa, è quello di miglior giocatore della prima parte di stagione in Bundesliga, votato dai giocatori di tutte le squadre del campionato su una lista di 228 candidati stilata dal magazine tedesco Kicker. Ozil ha ricevuto il 38.1% dei voti, precedendo l&#8217;attaccante del Bayer Leverkusen Stefan Kiessling, secondo (22.9%), e il centrocampista dell’Amburgo Ze Roberto (9.6%), terzo.</p>
<h6 style="text-align: justify;">(Credits: Corriere dello Sport)</h6>
</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-32-10871">


	
	<!-- Thumbnails -->
		
	<div id="ngg-image-383" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mesut-ozil/01.jpg" title="Russia's Igor Denosov (R) challenges Germany's Mesut Ozil during their World Cup 2010 qualifying soccer match at Luzhniki stadium in Moscow October 10, 2009.  REUTERS/Sergei Karpukhin (RUSSIA SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_32" >
								<img title="SOCCER-WORLD/" alt="SOCCER-WORLD/" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mesut-ozil/thumbs/thumbs_01.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-384" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mesut-ozil/02.jpg" title="Germany's Mesut Ozil (L) celebrates with team mate Sebastian Boenisch after scoring against England during their U21 European Championship final soccer match at Malmo New Stadium in Malmo June 29, 2009.   REUTERS/Darren Staples (SWEDEN)" class="shutterset_set_32" >
								<img title="SOCCER/" alt="SOCCER/" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mesut-ozil/thumbs/thumbs_02.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-385" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mesut-ozil/03.jpg" title="Mesut Ozil of Werder Bremen (L) talks to coach Thomas Schaaf during their UEFA Cup final soccer match against Shakhtar Donetsk at Sukru Saracoglu stadium in Istanbul May 20, 2009.   REUTERS/Christian Charisius (TURKEY)" class="shutterset_set_32" >
								<img title="UEFA-SOCCER" alt="UEFA-SOCCER" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mesut-ozil/thumbs/thumbs_03.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-386" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mesut-ozil/04.jpg" title="Mesut Ozil (L) of Werder Bremen fights for the ball with of Jadson of Shakhtar Donetsk during their UEFA Cup final soccer match at Sukru Saracoglu stadium in Istanbul May 20, 2009.  REUTERS/Murad Sezer (TURKEY)" class="shutterset_set_32" >
								<img title="SOCCER-UEFA/" alt="SOCCER-UEFA/" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mesut-ozil/thumbs/thumbs_04.jpg" width="84" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-387" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mesut-ozil/05.jpg" title="Werder Bremen's Turkish-born player Mesut Ozil is seen during a training session at Sukru Saracoglu stadium in Istanbul, May 19, 2009, a day before their UEFA Cup final soccer match against Shakhtar Donetsk. REUTERS/Murad Sezer (TURKEY SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_32" >
								<img title="TURKEY/SOCCER UEFA" alt="TURKEY/SOCCER UEFA" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mesut-ozil/thumbs/thumbs_05.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 	 	
	<!-- Pagination -->
 	<div class='ngg-clear'></div>
 	
</div>

</p>
<p><span> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uccellinodidelpiero.com/giovani-promesse-mesut-ozil-werder-bremen/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giovani promesse: Mats Hummels (Borussia Dortmund)</title>
		<link>http://www.uccellinodidelpiero.com/giovani-promesse-mats-hummels-borussia-dortmund/</link>
		<comments>http://www.uccellinodidelpiero.com/giovani-promesse-mats-hummels-borussia-dortmund/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 13:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Talenti Europei]]></category>
		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[giovani promesse]]></category>
		<category><![CDATA[Mats Hummels]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uccellinodidelpiero.com/?p=10839</guid>
		<description><![CDATA[Mats Julian Hummels è nato il 16 dicembre 1988 a Bergisch Gladbach, a 10 km da Colonia. Calcisticamente parlando è un prodotto del vivaio del Bayern Monaco, e con la squadra giovanile bavarese ha collezionato 42 presenze (e 2 gol) tra il 2005 e il 2007. Il 19 dicembre 2006, a 18 anni appena compiuti, ha firmato il suo primo contratto da professionista, un quadriennale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10866" title="mats hummels borussia dortmund" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/mats-hummels-borussia-dortmund.png" alt="mats hummels borussia dortmund" width="186" height="494" />Data di nascita: 16 dicembre 1988<br />
Luogo di nascita: Bergisch Gladbach (Germania)<br />
Ruolo: difensore centrale<br />
Club: Borussia Dortmund<br />
Scadenza contratto: 2013<br />
Valutazione: 8-10 milioni di € circa</p>
<p style="text-align: justify;">LA CARRIERA<br />
Mats Julian Hummels è nato il 16 dicembre 1988 a Bergisch Gladbach, a 10 km da Colonia. Calcisticamente parlando è un prodotto del vivaio del Bayern Monaco, e con la squadra giovanile bavarese ha collezionato 42 presenze (e 2 gol) tra il 2005 e il 2007. Il 19 dicembre 2006, a 18 anni appena compiuti, ha firmato il suo primo contratto da professionista, un quadriennale. Il debutto in prima squadra è arrivato alla fine della stagione 2006/07, e precisamente nell&#8217;ultima giornata, nella gara vinta 5-2 contro il Mainz. Il 28 gennaio 2008, nel mercato invernale, il Bayern decide di cederlo in prestito al Borussia Dortmund per fargli giocare più minuti (l&#8217;esordio col Bayern resterà infatti l&#8217;unica partita ufficiale disputata con la prima squadra dei bavaresi). Appena concessagli una chance vera di dimostrare il suo talento, nonostante la giovanissima età, Mats ha subito conquistato un posto da titolare nelle fila dei gialloneri formando una coppia interessantissima e molto affiatata con Neven Subotic (anche lui nato nel dicembre &#8216;88). Un infortunio gli ha fatto perdere un pò di mesi, ma nel febbraio del 2009 è arrivato l&#8217;acquisto definitivo e il trasferimento definitivo nella Ruhr, avendo il BVB deciso di investire tutto (5 milioni circa nel caso di Mats) sulla giovane coppia di centrali. Con la Nazionale tedesca Hummels ha partecipato con la U-21 al Campionato Europeo del 2009, nella quale ha giocato da titolare (davanti alla difesa), in maniera straordinaria, la finale vinta per 4-0 sull&#8217;Inghilterra assieme a Neuer, Beck, Ozil e Wagner. Non è ancora stato convocato dalla Nazionale maggiore.</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE<br />
Due sono le qualità che impressionano di questo giocatore: innanzitutto il fisico da corazziere (191 cm per 90 chili), che sfrutta benissimo nei colpi di testa, ma a sorprendere ancora di più sono le sue qualità tecniche. Essendo un ex centrocampista centrale, Mats ha una facilità di calcio davvero fuori dal comune, ed è in grado di uscire palla al piede con grande facilità, calciare forte sia di destro che di sinistro, lanciare lungo e imbeccare gli esterni, anche tagliando il campo. Qualità queste che, unite ai suoi centimetri, ne fanno un difensore unico nel suo genere. Per quanto riguarda la fase prettamente difensiva, spicca come detto per la potenza fisica e per le sue doti aeree (è in grado di non subire il gioco aereo di gente come Klose, Kuranyi, Pogrebnyak, Dzeko..). E&#8217; molto bravo però anche nel tackle &#8220;secco&#8221;, avendolo imparato quando giocava davanti alla difesa (chiedere conferma a Theo Walcott, che si vide rubar palla in maniera pulita 11 volte in 90 minuti in quella finale: un incubo!). E&#8217; perfettamente a suo agio quando deve marcare attaccanti potenti e alti, ma se la cava anche contro gli attaccanti rapidi. Per quanto riguarda la fase offensiva, invece, come detto Hummels è una minaccia costante nell&#8217;area di rigore avversaria sui corner e durante le punizioni, e segna moltissimo. Esce anche spesso palla al piede spingendosi a volte anche al tiro, potente, che effettua con entrambi i piedi. Destro naturale, è infatti in grado di usare anche l&#8217;altro piede, se necessario. Non soffre il pressing, sapendo come raggirare l&#8217;avversario. Spesso prova il lancio lungo per i compagni in avanti. Insomma davvero un bel giocatore, completo, con caratteristiche difficili da trovare in altri suoi coetanei, e titolare in Bundesliga già a questa età. Uno sul quale scommettere, sicuramente, per un futuro radioso.</p>
<p style="text-align: justify;">IMPRESSIONI<br />
Hummels fa parte di una straordinaria nidata di difensori centrali come Serdar Tasci (&#8217;87), Holger Badstuber (&#8217;89), Jerome Boateng (&#8217;88) e Bendikt Höwedes (&#8217;88) che sicuramente faranno benissimo in futuro per la Nazionale tedesca. E&#8217; un calciatore in costante crescita, che quest&#8217;anno ha finalmente trovato continuità nel Borussia, e che sta riuscendo, assieme al serbo Subotic (&#8217;88) a riportare su buoni livelli la squadra della Ruhr. E&#8217; ancora, ovviamente, agli inizi della sua carriera, ma merita assolutamente di essere seguito e monitorato con attenzione soprattutto se si fosse alla ricerca di un centrale tecnico in grado di far ripartire l&#8217;azione e aggirare il pressing con lanci precisi.
</p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="ngg-galleryoverview" id="ngg-gallery-33-10839">


	
	<!-- Thumbnails -->
		
	<div id="ngg-image-388" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mats-hummels/01.jpg" title="STUTTGART, GERMANY - JANUARY 31: Head coach Juergen Klopp (L) of Dortmund discusses with Mats Hummels during the Bundesliga match between VfB Stuttgart and Borussia Dortmund at the Mercedes-Benz Arena on January 31, 2010 in Stuttgart, Germany.  (Photo by Alex Grimm/Bongarts/Getty Images)" class="shutterset_set_33" >
								<img title="59461968" alt="59461968" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mats-hummels/thumbs/thumbs_01.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-389" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mats-hummels/02.jpg" title="DORTMUND, GERMANY - JANUARY 26:  Mats Hummels runs during a Borussia Dortmund training session on January 26, 2010 in Dortmund, Germany.  (Photo by Lars Baron/Bongarts/Getty Images)" class="shutterset_set_33" >
								<img title="59412309" alt="59412309" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mats-hummels/thumbs/thumbs_02.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-390" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mats-hummels/03.jpg" title="DORTMUND, GERMANY - FEBRUARY 07: Mats Hummels of Dortmund celebrates the first goal with Neven Subotic during the Bundesliga match between Borussia Dortmund and Eintracht Frankfurt at the Signal Iduna Park on February 7, 2010 in Dortmund, Germany. (Photo by Christof Koepsel/Bongarts/Getty Images)" class="shutterset_set_33" >
								<img title="59517487" alt="59517487" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mats-hummels/thumbs/thumbs_03.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-391" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mats-hummels/04.jpg" title="DORTMUND, GERMANY - DECEMBER 05: Mats Hummels (L) celebrates with his team mate Lucas Barrios of Dortmund after scoring his team's fourth goal during the Bundesliga match between Borussia Dortmund and 1. FC Nuernberg at Signal Iduna Park on December 5, 2009 in Dortmund, Germany.  (Photo by Vladimir Rys/Bongarts/Getty Images)" class="shutterset_set_33" >
								<img title="59074969" alt="59074969" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mats-hummels/thumbs/thumbs_04.jpg" width="97" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 		
	<div id="ngg-image-392" class="ngg-gallery-thumbnail-box"  >
		<div class="ngg-gallery-thumbnail" >
			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mats-hummels/05.jpg" title="SAN MARINO - NOVEMBER 17: Mats Hummels of Germany scores the goal during the UEFA Under 21 Championship match between San Marino and Germany at Olimpico stadium on November 17, 2009 in Serravalle, San Marino.  (Photo by Giuseppe Bellini/Bongarts/Getty Images)" class="shutterset_set_33" >
								<img title="58942165" alt="58942165" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/mats-hummels/thumbs/thumbs_05.jpg" width="80" height="75" />
							</a>
		</div>
	</div>
	
		
 	 	
	<!-- Pagination -->
 	<div class='ngg-clear'></div>
 	
</div>

</p>
<p><span> </span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uccellinodidelpiero.com/giovani-promesse-mats-hummels-borussia-dortmund/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;era una volta il Fair Play Finanziario&#8230;</title>
		<link>http://www.uccellinodidelpiero.com/cera-una-volta-il-fair-play-finanziario/</link>
		<comments>http://www.uccellinodidelpiero.com/cera-una-volta-il-fair-play-finanziario/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 11:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scandali vari]]></category>
		<category><![CDATA[ECA]]></category>
		<category><![CDATA[Fair Play finanziario]]></category>
		<category><![CDATA[Platini]]></category>
		<category><![CDATA[Rummenigge]]></category>
		<category><![CDATA[UEFA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.uccellinodidelpiero.com/?p=10768</guid>
		<description><![CDATA[Diciamocelo: in pochi ci credevano veramente. Le intenzioni erano ottime, i paroloni pronunciati in conferenza stampa facevano brillare gli occhi, il bilancio economico ci rendeva fieri di aver fatto le cose per bene e ci faceva sperare davvero in un futuro più roseo. Noi eravamo diversi, superiori. Almeno in questo (&#8221;lo Scudetto dei bilanci&#8221;). Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10831" title="rummenigge" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/rummenigge.png" alt="rummenigge" width="276" height="163" />Diciamocelo: in pochi ci credevano veramente. Le intenzioni erano ottime, i paroloni pronunciati in conferenza stampa facevano brillare gli occhi, il bilancio economico ci rendeva fieri di aver fatto le cose per bene e ci faceva sperare davvero in un futuro più roseo. Noi eravamo diversi, superiori. Almeno in questo (&#8221;lo Scudetto dei bilanci&#8221;). Il premio? Il fatto che le avversarie si sarebbero dovute adeguare subito, in maniera dolorosa, lasciandoci la strada spianata per futuri successi. Per un pò lo abbiamo sognato tutti. Non avevamo fatto i conti, però, con il &#8220;potere&#8221; dei soldi. Già, perchè è <a href="http://juvemania.it/passo-indietro-uefa-rimandato-al-2015-il-fair-play-finanziario/" target="_blank">notizia dell&#8217;ultima ora</a> che la piena introduzione del «fair play finanziario», che la UEFA su spinta di Platini vorrebbe imporre alle società di calcio europee, è rimandata. Lo ha annunciato l’AD del Bayern Monaco e presidente dell’ECA Karl-Heinz Rummenigge dopo la riunione di ieri di Manchester. Certo, ci sarebbe da avvisare la Juventus F.C., che <a href="http://www.juventus.it/site/ita/NEWS_newseventi_97E813D248F34174BDFF959BE0DE088C.asp" target="_blank">tramite sito ufficiale scrive altro</a> (ma che hanno capito?), ma ci fidiamo più Rummenigge! (non me ne voglia Gattino..)</p>
<p style="text-align: justify;">Il fair play finanziario prevedeva che solo i club con i bilanci a posto e con il giusto equilibrio tra entrate ed uscite avrebbero potuto partecipare a Champions ed Europa League, già dal 2012. Da subito. Bello nelle intenzioni, ma inattuabile se a rischiare di restare fuori sono clubs come il Real Madrid, il Barcellona, il Manchester United, il Liverpool, l&#8217;Arsenal, il Chelsea, l&#8217;Inter, il Milan, il Bayern Monaco (escludendole la Champions si ridurrebbe a qualcosa di leggermente più attraente della Coppa Italia, suvvia..). Insomma alla UEFA, come sempre, si son fatti belli con i proclami, ma alla fine la logica (dei soldi, ovvio) ha avuto la meglio. A parole la stessa UEFA disse di voler escludere il Milan post-calciopoli dalla Champions, attaccando i rossoneri in maniera violentissima. Sappiamo come è andata poi a finire (con la Coppa). Sempre a parole la UEFA minacciò il Porto di esclusione dall&#8217;edizione di quest&#8217;anno, tranne poi ritornare sui propri passi (e ora il Porto si gioca l&#8217;accesso ai quarti contro l&#8217;Arsenal). Solo noi (la Juventus Cobolliana post-calciopoli) abbiamo dato credito all&#8217;UEFA, sia in ambito sportivo (&#8221;ce l&#8217;avrebbero fatta pagare&#8221;), sia economico (&#8221;siamo il club più virtuoso d&#8217;Italia, ci premieranno&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;">Di certo i dirigenti dei principali clubs europei non l&#8217;hanno fatto tatto. Già, perchè dopo l&#8217;istituzione del comitato, la stesura del programma, le riunioni, le pubblicità, i procliami, addirittura le liti con l&#8217;Inter, ecc.. è arrivato il confronto diretto. Riassumendo, queste le risposte dell&#8217;ECA, evidentemente poco propensa a trattare:</p>
<ul>
<li>punto primo: comandiamo noi</li>
<li>punto secondo: il 2012 è troppo vicino, al massimo possiamo pensare al 2015 (si vedrà)</li>
<li>punto terzo: abbandonate il principio di legare la spesa al fatturato e introducete il &#8220;pareggio triennale&#8221; modello Bundesliga (o addirittura quinquennale, si vedrà)</li>
<li>punto quarto: il pareggio vi spieghiamo noi cosa significa&#8230; significa non che se il primo anno hai 20 milioni di debiti e il secondo 10 ne devi recuperare 30, ma che basta che al terzo anno chiudi il bilancio in pareggio, per ripulirti. Come i digiuni, che servono a resettare l&#8217;organismo. Un digiuno di un anno ogni tre (o cinque, si vedrà)</li>
<li>punto quinto: abbandonate la folle idea di voler eliminare gli indebitamenti. Al massimo vi lasciamo come possibilità quella di obbligare i clubs a non avere più debiti verso i propri azionisti (vedi Abramovic col Chelsea) e i propri tesserati</li>
<li>punto sesto: rose ridotte a 25 &#8220;over 21&#8243;? Bocciato!</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Insomma si è capito l&#8217;andazzo.. vedremo se Platini avrà davvero voglia di iniziare un braccio di ferro con i clubs o se, da buon politico, preferirà rimandare il tutto al 2015 (quando non ci sarà più all&#8217;UEFA) per non bruciarsi la candidatura alla FIFA. Io una mezza idea su come andrà a finire ce l&#8217;ho&#8230; E non è bella.</p>
<h6 style="text-align: justify;">(Credits: La Stampa)</h6>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.uccellinodidelpiero.com/cera-una-volta-il-fair-play-finanziario/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
