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	<title>Il Blog dell&#039;Uccellino di Del Piero ™</title>
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	<description>Blog di calcio giocato e cinguettate! Di Antonio Corsa</description>
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		<title>Il Signore degli Agnelli</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 21:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco chi è il ragazzone che sotto gli occhi attenti del Cav. tenterà di salvare la Juve

di Beppe Di Corrado 
Andrea Agnelli guarda davanti a sé. A sinistra ha Beppe Marotta, ancora  più a sinistra ha Jean-Claude Blanc. Non parla nessuno. Ancora lo  sguardo dritto, sul campo del Bari dove la Juventus sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-19589" title="andrea agnelli" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/09/andrea-agnelli.png" alt="" width="276" height="163" />Ecco chi è il ragazzone che sotto gli occhi attenti del Cav. tenterà di salvare la Juve<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>di Beppe Di Corrado </em></p>
<p style="text-align: justify;">Andrea Agnelli guarda davanti a sé. A sinistra ha Beppe Marotta, ancora  più a sinistra ha Jean-Claude Blanc. Non parla nessuno. Ancora lo  sguardo dritto, sul campo del Bari dove la Juventus sta perdendo alla  prima giornata del campionato. Che pensa, Andrea? Che fa? La Juve è un  problema è il primo a saperlo. E’ affetto, amore, famiglia, business,  storia, passato, gioie, dolori. Ora il problema è un suo problema. S’è  caricato l’affare più difficile da gestire: il pallone rotola per i  fatti suoi, finisce nella tua porta e ti crolla addosso tutto. L’umore  di 14 milioni di tifosi è più complicato da gestire di una trattativa  sindacale. Qui non ci sono nuovi modelli di relazioni industriali da  importare o da esportare, non c’è l’appoggio politico-economico-sociale  di un gruppo più o meno grande di italiani. Qui è drammaticamente tutto  semplice: vinci e sei un Messia, perdi e sei un profeta di sventura. La  Juventus è la costola incrinata del mondo Agnelli. Puoi modellarla  finché vuoi, puoi cercare un rattoppo, puoi imparare a gestire il  fastidio che ti provoca, ma poi un giorno tornerà a farti male comunque.  Come adesso. Perché la situazione è complicata: la chiamano  transizione, è un modo gentile e intelligente per dire che sono in mezzo  a non si sa bene che cosa. Girano gli uomini, si cambiano le facce, si  modificano le qualifiche: il programma prevede un assetto nuovo sul  medio-lungo periodo, però adesso è una scatola da riempire. E poi c’è  tutta la storia della sfida sotterranea con il Cav. Andrea doveva essere  il simbolo di una grande famiglia che tornava a dare le carte  nell’olimpo del calcio e che in un lampo si sarebbe sbarazzata di tutti i  Moratti e di tutti Berlusconi che in questi anni, sportivamente  parlando, avevano fatto dimenticare gli storici successi dei principi di  casa Agnelli. Un simbolo che però sulla sua strada ha trovato molti più  problemi di quanti ne avrebbe mai potuti immaginare. Andrea è arrivato  ad aprile, quando la stagione peggiore della storia juventina ha toccato  il punto più basso. Lavora oggi per rimettere in piedi un club dalle  macerie della ricostruzione fallita dopo l’inchiesta penale-sportiva che  quattro anni fa ha mandato la Juventus in serie B. Ha cambiato molte  persone, ha preso gente con cui aveva già lavorato, come Claudio  Albanese, nuovo direttore della comunicazione del club. Lui è presente,  segue la squadra ovunque, si ferma a parlare con i tifosi, firma  autografi, affabile, gentile, disponibile come a volte solo un Agnelli  sa essere. Sa che tutto è legato ai risultati della squadra, perché è  bastata una sconfitta per cominciare a far ritornare il frastuono che  accompagna le vicende della Juventus da qualche anno. Torino è una città  che calcisticamente vive di mezze frasi più che di verità assolute.  Allora il presidente accende il condizionatore del suo ufficio e  rilascia la prima intervista televisiva con Sky. Gli chiedono come si  sente quando viene fuori che nei corridoi della sede del club lo  chiamano tutti semplicemente Andrea: “Quando ero più giovane ho lavorato  in questi uffici per una serie di mesi e molte di queste persone sono  ancora qua quindi il rapporto sicuramente con alcuni è molto amichevole.  C’è chi mi chiama solo Andrea, è vero, però è chiaro a tutti che io  oggi sono il presidente della Juventus”. Non sbaglia una risposta, non  rifiuta alcun argomento, apre e chiude fronti. Sa che la Juventus oggi è  destabilizzata da due fronti: la parte pre calciopoli da un lato e  quella che ha gestito invece il recente passato. E’ uno slalom: vecchio,  nuovo, nuovo, vecchio. Lo spiffero che gli fanno arrivare di tanto in  tanto è quello su Giraudo: “Con il ritorno di Andrea, la Juventus è di  nuovo nelle mani del suo amico Antonio e forse anche di Moggi”. La  domanda arriva perché non può non arrivare. La risposta pure: “Moggi nel  periodo che ha lavorato da noi e anche prima, era sicuramente uno dei  più grandi operatori a livello continentale del mercato. Noi oggi  abbiamo fatto una scelta precisa che è quella di Marotta. Quindi Marotta  è la persona che è pienamente responsabile e opera per noi, io mi sento  costantemente con Marotta. Per quanto riguarda il dottor Giraudo è  diverso perché io sono cresciuto con lui, è più di un amico come ho  avuto modo di dire anche in altre occasioni, è come un secondo padre e  quindi gli affetti vanno sempre sopra tutto. Ma le scelte sono prese in  totale autonomia da noi: da me, da Marotta e da Blanc”. Ma la Juve non è  ancora una società completamente ristrutturata. Le scelte, sì.  L’autonomia, pure. Ma da chi, da che cosa. Forse bisognerebbe chiedere  se all’interno del terzetto tutto sia condiviso e condivisibile. A  cominciare dalla scelta dell’allenatore. Perché Jean-Claude Blanc aveva  già praticamente fatto firmare il contratto a Rafa Benitez lo scorso  giugno. Lo scrissero i giornali senza mai essere smentiti. Fu fermato a  un secondo dalla firma. E’ arrivato Luigi Del Neri. Sono arrivati molti  giocatori: li ha scelti Marotta, ovvio. Poi ne sono arrivati altri che  sembrano quasi smentire gli acquisti fatti in un primo momento. E ora?  Nell’ultima settimana di mercato la Juventus ha dovuto accettare il  rifiuto degli attaccanti Antonio Di Natale e Marco Borriello, e quello  del difensore Nicolas Burdisso. C’è qualcosa che non funziona. Andrea  dev’essere arrabbiato e triste. Non in pubblico, ci mancherebbe. Però  questa Juventus non è la Juventus. Non ora, non ancora. Già, ma qual è  il problema? E’ fuori? E’ all’interno? Sono gli altri che non vedono più  nel club di Torino il massimo che il calcio possa offrire? O è la  società che deve mettersi a posto prima di poter tornare competitiva?  Qualcuno risponderà al presidente. Qualcuno deve farlo. Dicono che  Andrea sia esigente, preciso, puntiglioso. Lo è negli uffici di Corso  Galileo Ferraris, così come in quelli della sua finanziaria, la Lamse,  costituita nel 2007. Lo è meno nella sua altra attività, l’avventura  della Add, la casa editrice fondata con Michele Dalai e Davide Dileo,  cioè Boosta dei Subsonica. E’ tutto un vai e vieni tra il pubblico e il  privato. Tutti vogliono sapere com’è il nuovo Agnelli, anzi l’ultimo.  Perché dei 150 discendenti della famiglia torinese, è rimasto l’unico  con quel cognome e quindi anche l’unico che possa continuare a farlo  circolare. Qualcosa si sa e cioè che sua moglie Emma, inglese conosciuta  in Svizzera, lo descrive geloso e bravo in cucina: piatto migliore i  calamari ripieni. Ama l’arte contemporanea, ma soprattutto la Juve. Ha  sofferto la storia di calciopoli, l’ha fatto in silenzio, ereditando uno  stile e un approccio che evidentemente gli sono stati trasmessi dal  padre Umberto. Si ricorda che con lui, Andrea avesse un rapporto molto  forte. Qualche tempo fa First, il mensile di Panorama ha pubblicato  delle foto di Andrea bambino con un pallone in mano e il padre accanto.  Un quadro familiare di affetto e calcio, di amore e complicità, eppure  anche di rispetto delle regole che il padre imponeva in famiglia, come  ricordata da Marco Ferrante nel suo libro Casa Agnelli (Mondadori): “La  sera Umberto andava a cena alle 19.45 con una franchigia di quindici  minuti per Andrea. Ma a cinque minuti dallo scadere della franchigia, il  ragazzo doveva telefonare nel caso non ce l’avesse fatta ad arrivare in  tempo”. A molti dell’ambiente pallonaro e non solo, Andrea ricorda il  padre. Scherza, sorride, è amichevole, però non ama che le cose non  funzionino. Questa è la sua azienda, adesso. Deve funzionare come vuole  lui. Perché lui non l’ha mai abbandonata, semmai è stato il contrario. A  un certo punto è sparito dalle tribune: mai allo stadio, lui che prima  c’era sempre, a volte anche sul campo prima della partita. Gli hanno  chiesto anche questo e non ha sbagliato risposta neanche stavolta: “La  Juventus è anche una società quotata e quindi viene demandato ai manager  di gestirla. In quel momento particolare io ho pensato che la mia  figura potesse essere anche ingombrante per loro, visto quello che è  stato il mio trascorso e quindi per metterli nelle migliori condizioni  di poter lavorare la scelta è stata quella di non essere presente.  Sempre da tifoso… grazie anche a voi ho avuto modo di seguire la squadra  sempre molto da vicino”. Il riferimento è alla tv a pagamento e neanche  un accenno a quella storia che circola insistentemente a Torino e cioè  che a non volere Andrea allo stadio fosse il resto della famiglia. Si  dice che a un certo punto gli abbiano persino negato dei biglietti.  Destabilizzare la famiglia Agnelli è una delle pratiche più diffuse a  Torino come altrove. C’è sempre qualcuno che dice più di quanto sia  vero, ma la Juventus contribuisce ad alimentare leggende o realtà in  maniera direttamente proporzionale ai suoi nuovi insuccessi sportivi: le  cose vanno male? Una voce diventa una certezza. Una tensione familiare  diventa lite. Un confronto all’interno delle aziende diventa scontro  sull’eredità industriale e sul futuro. Il problema è che però se depuri  di alcune esagerazioni alimentate dalla leggenda popolare e dal circo  pallonaro resta comunque un clima che negli ultimi anni a volte non è  stato sereno. Anche questo l’ha raccontato Marco Ferrante in Casa  Agnelli: “Andrea Agnelli si trovò a essere il punto di raccordo della  fronda interna quando, dopo la morte di suo padre, la situazione della  Fiat era a un passo dalla catastrofe e l’effetto Marchionne non si era  ancora sentito. La questione fu più o meno la seguente. Nel settembre  del 2005, alla vigilia dell’assemblea dell’accomandita dove si sarebbe  ratificata la decisione di procedere con l’equity swap per riportare la  famiglia sopra il 30 per cento dell’azionariato Fiat, Andrea Agnelli  rilasciò un’intervista in cui espresse contrarietà all’operazione.  Riteneva che la condizione di quel momento, con la famiglia al 22 per  cento e le banche al 28 per cento, era l’occasione per mettere in piedi  una public company. Si sarebbe reso esplicito il fatto che l’interesse  era la crescita dell’azienda e non il gioco di potere (…). La tensione  ebbe due picchi. Dopo l’intervista, la Stampa, il giornale di famiglia,  sottolineò che Andrea Agnelli aveva espresso posizioni personali e che  all’Ifil era in carico come stagista: in realtà era anche consigliere  d’amministrazione Fiat e portavoce con una quota del 10 per cento circa  dell’accomandita che detiene insieme a sua sorella Anna. Il secondo  momento di tensione riguardava la Juventus. La vicenda Moggi diventa uno  strascico dell’antico confronto tra Gianni e Umberto. I gianniani, che  sono sempre stati anti-moggiani, assecondano la giubilazione di Moggi e  ne accettano le conseguenze – cioè la Juve in serie B per la prima volta  nella sua storia –, mentre gli umbertini continuano a difendere Moggi e  Giraudo, con cui Andrea Agnelli ha rapporti eccellenti, ma soprattutto  non sono d’accordo con la nuova dirigenza che accetta la cancellazione  di due scudetti, smantella quella che alcuni considerano la squadra più  forte del mondo e si lascia retrocedere in B”. L’eredità di quello  scontro oggi è una pace che sembra convenire a tutti: quando l’anno  scorso John Elkann e Andrea Agnelli sono stati visti arrivare al centro  sportivo di Vinovo per fare insieme gli auguri di Natale alla squadra  che in quel momento viveva uno dei molti periodi difficili della  stagione scorsa, tutti hanno raccontato la nuova alleanza familiare nel  nome dell’interesse collettivo. Eppure a ogni telefonata c’è sempre  qualcuno che tira fuori l’ipotesi dell’inchiesta di calciopoli come  risultato della guerra familiare. Leggenda e mezze verità si  sovrappongono, condite dall’ovvio carico di suggestioni che solo il  pallone è in grado di creare: a volere il crollo della Juve sarebbe  stata quella parte di famiglia e azienda che non aveva digerito la presa  di posizione di Andrea sull’equity swap. C’è una parte di Torino e  d’Italia che ci crede, ce ne è un’altra che la ritiene solo una  fantasia. C’è che a volte il caso vero o quello creato a tavolino  alimenta le voci. Così per mesi, l’ala elkanniana della famiglia ha  lasciato trapelare il proprio disappunto per un presunto sgarbo di  Andrea. Lui è l’amministratore delegato e l’anima del circolo golfistico  Royal Park del quale è presidente la madre allegra Caracciolo. Ecco,  nel 2009, l’Open d’Italia è stato organizzato lì. Bello, bellissimo,  solo che lo sponsor del torneo era Bmw, che in casa della Fiat non è  sembrato un caso. La Juventus entra ed esce dalle storie familiari e  aziendali. Le sue vicende affascinano perché sono la parte comprensibile  a tutti di un intreccio economico-manageriale- familiare di una  dinastia della quale tutti parlano da decenni. Un romanzo che mescola  l’avventura, la passione, il giallo. Piace come una telenovela di alto  livello, intriga come quelle storie in cui bisogna cercare la verità  dietro i sorrisi e le parole di circostanza. Perché c’è sempre la  possibilità di una doppia lettura, specie quando di mezzo c’è la  Juventus. Adesso tutti vorrebbero chiedere ad Andrea com’è il suo  rapporto con il procugino John. Chi lo fa prende questa risposta: “Noi  stiamo vivendo come famiglia un momento di profonde trasformazioni, dove  diverse persone di noi hanno un ruolo di responsabilità sia interne che  verso il mondo esterno. In primis non posso che pensare a mio cugino  John, ad Alessandro Nasi o a Lapo. Quindi siamo una generazione di  trentenni che – visto il contesto in cui ci siamo trovati – ha dovuto  assumersi delle responsabilità molto importanti. Sono consapevole del  fatto che il mondo del calcio è un mondo che va molto veloce e procura  il rischio di bruciarsi, però l’unione e la compattezza che abbiamo in  famiglia fa sì che questo rischio possa essere attenuato perché tutte le  decisioni vengono quasi sempre condivise. Con John noi abbiamo un  rapporto e un confronto continuo e costante perché cerchiamo di  ragionare su tutte le varie problematiche delle partecipate di Exor.  Quindi noi ci vediamo regolarmente per discutere di questa o quella  società, di questo o quel manager, di questo o quel problema a cui  andiamo incontro. Quando la situazione della Juventus ha iniziato a  precipitare l’anno scorso abbiamo anche cominciato a parlare di quale  sarebbe stato il miglior assetto per la Juventus per la stagione  2010/2011. Nel fare questi ragionamenti assieme abbiamo condiviso che il  miglior modo era quello di prendere un posizione diretta come famiglia e  quindi, essendoci le condizioni per poter far bene, abbiamo poi deciso  che io mi assumessi la responsabilità diretta”. Il ritorno di Andrea  sembra essere stato frutto di una convergenza di necessità. Alla  famiglia serviva un uomo che fosse immagine e sostanza, che avesse  esperienza, nome, intelligenza, rango, popolarità in grado di  ricompattare tutto il mondo che ruota attorno al pallone. Ad Andrea  serviva avere qualcosa di familiare che fosse molto suo. Ai procugini  serviva non dover essere chiamati in causa e uscire di scena dal calcio  dopo essere stati considerati dai tifosi coloro che hanno accettato  passivamente e silenziosamente la mortificazione di calciopoli. Ecco la  triangolazione. Uno, due, tre. Il comunicato, il ritorno, un Agnelli  alla guida della Juventus dopo 48 anni, cioè dopo la presidenza del  padre Umberto conclusa nel 1962. Andrea felice, in quel momento. Un po’  meno oggi che il campionato è cominciato, che le cose non funzionano,  che la transizione, come la chiamano, comporta ancora molte cose da  aggiustare e quindi un caos mascherato. Lui ci crede. Il progetto del  nuovo stadio è l’investimento per il futuro: il giovane Agnelli crede  che possa portare sicurezza, ma soprattutto soldi. E’ il suo ottimismo e  anche la sua formazione. Perché uno che s’è istruito a Oxford e che ha  cominciato a lavorare in una multinazionale ha maturato la convinzione  che lo sport possa portare ricavi soltanto se gestito come una società  vera. La passione, certo. Però il business. Tifoso e manager. Non è  questa la sua Juventus: è un embrione. Nel suo club non ci potranno  essere ex calciatori come il brasiliano Diego che alla prima intervista  post-juventina si lamentino di come sono stati trattati a Torino. E’  successo, non deve succedere. A lui piace quella dinamica che c’era una  volta: la Juventus era la Juventus. Nessuno ne parlava male, perché in  fin dei conti arrivarci era l’obiettivo della vita. Allo stesso tempo la  società non aveva alcun bisogno di sembrare diversa da quello che era.  Va bene farsi amare dai tifosi, punto. Essere simpatici agli altri è  inutile. Significa che non vinci. <em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Il Foglio, 3 settembre 2010)</em></p>


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		<title>Calciopoli e FIGC: la Juventus passa (finalmente) al contrattacco</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 19:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-19582" title="al contrattacco" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/09/al-contrattacco.png" alt="" width="276" height="163" />Finora, diciamolo pure apertamente, la Juventus a Napoli c&#8217;era per dovere di firma. Ebbene è ufficiale: si è svegliata. Dopo aver presentato <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/pubblicato-lesposto-integrale-della-juventus-buone-notizie/" target="_blank">l&#8217;esposto</a> per la revoca dello Scudetto di cartone dell&#8217;Inter, lo scorso maggio, <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/analisi-calciomercato1-le-prospettive-tecnico-tattiche-e-non-solo-alla-fine-del-calciomercato/" target="_blank">ci si è concentrati sul mercato</a>, che ha permesso di ringiovanire sensibilmente la rosa, abbattere del 30% circa il monte stipendi, non gravare eccessivamente su un bilancio già vittima dei mancati introiti della Champions League e <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/analisi-calciomercato2-il-controllo-dello-spogliatoio/" target="_blank">riportare ordine nello spogliatoio</a>. Un progetto &#8220;a risparmio&#8221;, non ambizioso?  E&#8217; una lettura, per carità. L&#8217;altra è che si sia deciso di iniziare un progetto nuovo, e che questo sia l&#8217;anno 1, quello della qualificazione alla Champions League da riacciuffare e delle fondamenta da porre per crescere sù una casa solida anche negli anni a venire. Lo so, sa molto di Claudio Ranieri, come discorso, ma non è colpa di questi se dopo 4 anni di fallimenti si deve di nuovo ricostruire. E&#8217;, semmai, di chi ha collezionato disastri su disastri, sprecando quattro anni culminati forse col punto più basso mai raggiunto nella storia recente dal club bianconero. Ad ogni modo, ci sarà tempo per &#8220;pesare&#8221; le intenzioni sportive: oggi concentriamoci su quelle del versante Calciopoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Neanche il tempo di finire il mercato, infatti, che subito si è tornati all&#8217;attacco, facendo seguito alle promesse &#8220;da campagna elettorale&#8221;. Prima ci ha pensato al solito Massimo Moratti (quest&#8217;anno non c&#8217;è più Mourinho che parla al posto suo e lo costringe a silenzio..), l&#8217;uomo con la <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/moratti-e-la-sindrome-da-palmares/" target="_blank">sindrome da palmares</a>, a spingere addirittura John Elkann (oltre che ad Andrea Agnelli) ad una dura replica a tono, che ha costretto il patron interista sulla difensiva. Poi il neo-presidente bianconero si è messo in proprio, facendosi intervistare da Sky Sport e parlando per la prima volta non solo di revoca, ma anche <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/finalmente-la-parolina-magica/" target="_blank">di riassegnazione</a>. Parole durissime, <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/e-la-gazzetta-censura-andrea-agnelli/" target="_blank">censurate da La Gazzetta dello Sport</a>, ma proprio per questo pesanti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Vabbè, &#8220;parole&#8221;, direte voi.. No, perchè ci sono anche i fatti. Il 4  agosto scorso, lo ricorderete, Giancarlo Abete, presidente della FIGC, annunciò al termine di un Consiglio Federale di non aver ancora  ricevuto le 180.000 telefonate chieste alla Procura di Napoli. <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/messaggio-per-abete-e-la-figc-offro-telefonate-di-calciopoli-2-aggratis/" target="_blank">Ci abbiamo ironizzato su</a>, ma  qualcuno &#8211; nello specifico la Juventus F.C. &#8211; ci ha pensato veramente a  metterle a disposizione del superprocuratore  Stefano Palazzi. Come anticipato qualche giorno fa da Tuttosport (e ripreso da Fulvio Bianchi per Repubblica), infatti, la Juventus presto potrebbe depositare in Figc poco meno di un centinaio di intercettazioni &#8211; già agli atti a Napoli &#8211; nelle quali vi sarebbe il coinvolgimento (ovviamente tutto da valutare, sia sportivamente che penalmente) di altri clubs quali l&#8217;Inter e il Cagliari, fra gli altri. E non è tutto, perchè il team di Nicola Penta è ancora al lavoro, senza sosta, ed ha già pronte un altro centinaio di telefonate da depositare in tribunale alla ripresa delle udienze, il 1 ottobre prossimo. Le telefonate, che si annunciano scottanti, riguardano Collina, Rosetti, Lanese e l&#8217;ex osservatore Boschi (ci siamo occupati di alcune di queste durante l&#8217;estate..), ma sono solo un antipasto, mancandone ancora all&#8217;appello altre 60-70.000 circa, che verranno senza sosta esaminate nei prossimi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente, perciò, si è iniziato a giocare su due campi, mettendo in entrambi i casi riparo agli errori degli ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">E finalmente ci si rivolge con forza anche al TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport), come successo in occasione della squalifica inflitta al dott. Bartolomeo Goitrè (responsabile del Settore medico della Juventus nella stagione 2009/2010)  e al dott. Luca Stefanini (a tutt’oggi medico sociale della Juventus) per il <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/fabio-cannavaro-dopato-da-una-vespa/" target="_blank">&#8220;caso Cannavaro&#8221;</a>. E, grazie a due avvocati di valore assoluto come l&#8217;avv. Briamonte e l&#8217;avv. Chiappero, <a href="http://www.juventus.com/site/ita/NEWS_newsseriea_49BCBD2940704BBBBACE596EABD0258E.asp" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.juventus.com/site/ita/NEWS_newsseriea_49BCBD2940704BBBBACE596EABD0258E.asp?referer=');">si vince</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vento pare cambiato e, come già scritto, <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/cari-tifosi-ora-tocca-a-noi/" target="_blank">ora tocca a noi tifosi</a> fare in modo che i media non censurino quanto di importante sta accadendo. Facciamo girare queste notizie, teniamo alta l&#8217;attenzione, vigiliamo sempre, restiamo in guardia. Che c&#8217;è ancora tempo per recuperare: la partita è solo a metà.</p>
<p style="text-align: justify;">


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Solo uno che giocava in difesa</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 14:34:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(di Francesco Savio)
Da bambino era uno che giocava in difesa, quindi  quasi mai, all’oratorio, veniva scelto come primo quando si trattava di  decidere chi voler essere durante la consueta partita pomeridiana.
“Io sono Platini!”
“Io Boniek!”
“Ma noo, volevo farlo io! Allora io Paolo Rossi!”
“Io Tardelli!”
“Io Cabrini!” (che era il più bello).
Da  bambini si vede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-19556" title="scirea" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/09/scirea.png" alt="" width="276" height="163" />(di Francesco Savio)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Da bambino era uno che giocava in difesa, quindi  quasi mai, all’oratorio, veniva scelto come primo quando si trattava di  decidere chi voler essere durante la consueta partita pomeridiana.<br />
“Io sono Platini!”<br />
“Io Boniek!”<br />
“Ma noo, volevo farlo io! Allora io Paolo Rossi!”<br />
“Io Tardelli!”<br />
“Io Cabrini!” (che era il più bello).</p>
<p style="text-align: justify;">Da  bambini si vede solo una dimensione delle cose, quella più  appariscente, e talvolta gli eccessi sono più affascinanti di  un’apparente, noiosa normalità. Gaetano Scirea diventava  uno di noi sul campo dell’oratorio solo quando finivano gli attaccanti e  i centrocampisti da interpretare. Scegliere Scirea inoltre voleva dire  starsene in difesa, a protezione di Dino Zoff, anche se su questo punto  perfino a nove anni capivamo che c’era qualcosa che non andava nel  ragionamento più scontato.<br />
“Perché pur essendo un difensore il numero 6 della Juventus segnava così spesso? Perché non si beccava mai un cartellino rosso?”</p>
<p style="text-align: justify;">Chi  faceva Scirea allora, era difensore, ma poteva sganciarsi in avanti,  palla al piede, e tentare pure la via del gol. Se i compagni di squadra  protestavano per l’abbandono della retroguardia, si poteva rispondere  prontamente:<br />
“Sono Scirea, posso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Immaginatevi una domenica  degli anni ottanta. L’albergo era distante nemmeno duecento metri da  casa mia. Lì dentro c’era la Juve, l’avevano capito tutti nel quartiere  perché Bettega, la sera prima, si era intrufolato nella chiesa durante  la messa delle diciotto. Tra i credenti si era alzato un sottile brusìo.<br />
“Ma quello lì non è Bettega?”<br />
“Ma certo, è Bettega! Domani c’è la Juve, è proprio lui”.<br />
Gesù per un attimo aveva perso consensi, in chiesa c’era Roberto Bettega.</p>
<p style="text-align: justify;">Immaginatevi  una domenica mattina, la folla fuori dall’albergo, dopo un po’ ma che  stiamo a farci, tanto non uscirà mai nessuno. Ma no, forse qualcuno sì.  Dai, aspettiamo ancora dieci minuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Gaetano  Scirea che firma autografi una domenica mattina degli anni ottanta. Un  uomo timido, gentile, che pare serio, ma poi sorride appena e ci  conquista tutti con uno sguardo. Come faccio a spiegarlo a un bambino di  oggi. A descrivere un’eleganza sul campo fuori dal comune, una  correttezza combattiva da campione del mondo. Mi viene in mente solo una  cattiveria, che non vorrei dire, ma mi scappa. Ecco bambini,  immaginatevi Marco Materazzi. Fatto? Ok, adesso pensate all’esatto  contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">Franesco Savio<br />
<a href="http://francescosavio.blogspot.com/" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/francescosavio.blogspot.com/?referer=');">http://francescosavio.blogspot.com/</a></p>


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		<title>Il vero vincitore del mercato? Mino Raiola..</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 12:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondo me..]]></category>
		<category><![CDATA[Balotelli]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Ibrahimovic]]></category>
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		<category><![CDATA[Milan]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Antonio Corsa)
Stamattina ho letto, come faccio spesso, la rassegna stampa estera, per cercare qualche notizia curiosa. Girovagando sul sito online di Marca, il quotidiano sportivo di Madrid, ho scoperto un articolo che mi ha lasciato a bocca aperta e che non può non portarmi alla conclusione del titolo.
Come ricorda il giornalista spagnolo che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-19536" title="mino raiola" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/09/mino-raiola.png" alt="" width="276" height="163" /><em>(di Antonio Corsa)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Stamattina ho letto, come faccio spesso, la rassegna stampa estera, per cercare qualche notizia curiosa. Girovagando sul sito online di Marca, il quotidiano sportivo di Madrid, ho scoperto <a href="http://www.marca.com/2010/09/03/futbol/equipos/barcelona/1283494485.html" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.marca.com/2010/09/03/futbol/equipos/barcelona/1283494485.html?referer=');">un articolo</a> che mi ha lasciato a bocca aperta e che non può non portarmi alla conclusione del titolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ricorda il giornalista spagnolo che ha curato l&#8217;articolo, quando Joan Laporta presentò la sua candidatura per le elezioni di presidente del Barcellona, promise una forte limitazione delle commissioni ai procuratori sportivi, avendo il club abusato di tali spese nei mandati precedenti. E&#8217; però uscito fuori in questi giorni come la promessa, almeno con riferimento a Mino Raiola, agente di Zlatan Ibrahimovic, non sia stata del tutto mantenuta.</p>
<p style="text-align: justify;">La  FIFA afferma che ogni procuratore può ricevere un importo (che non deve mai  superare il 10%) in proporzione allo stipendio del calciatore rappresentato. E questo accordo tra l&#8217;agente e il club si riflette in un contratto privato. Tuttavia, Laporta ha accettato di pagare il massimo, ossia il 10% di  quello che Ibra riceveva ogni anno (12 milioni di euro),  oltre a dare a Raiola una provvigione extra sull&#8217;importo del trasferimento. Siccome Ibra ha firmato per cinque stagioni, il conto in banca di Raiola sarebbe dovuto crescere di più di 6 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora non li prenderà più, direte voi. Perchè il contratto privato cessa di avere effetti, essendo stato il calciatore ceduto. E no. Perchè l&#8217;unica clausola voluta da Raiola è stata il fatto che lui avrebbe smesso di percepire l&#8217;importo corrispondente a ciascuna stagione (poco più di un milione di  euro) solo se il giocatore avesse rotto unilateralmente il legame con il club. Siccome è stato invece il club catalano a farlo, cedendo il giocatore al Milan,  ora il Barcellona dovrà versare al procuratore poco più di un milione di euro all&#8217;anno per i prossimi quattro anni.</p>
<p style="text-align: justify;">E una cifra leggermente inferiore dovrà corrisponderla anche il Milan, ovviamente, avendo firmato il calciatore un nuovo contratto, si mormora da 8 milioni netti l&#8217;anno (alcuni dicono 12).</p>
<p style="text-align: justify;">Soldi su soldi, ai quali si devono aggiungere quelli provenienti dalla firma di Mario Balotelli, suo assistito, finito al Manchester City. E quelli che il Milan gli verserà a titolo di provvigione per essersi adoperato per conto dei rossoneri per trattare proprio col club di Manchester l&#8217;arrivo a Milano del brasiliano Robinho.. Non un suo assistito, ma arrivato comunque grazie a lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, due tre colpi all&#8217;anno, ma da fuoriclasse. Altro che Galliani e Berlusconi..</p>
<p style="text-align: justify;">Giù il cappello, il vero vincitore è lui.</p>


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		<title>L’infame Ricchiuti/40 &#8211; Beccantini chiuso per non farsi beccare</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Ricchiuti</dc:creator>
				<category><![CDATA[I final di Ricchiuti]]></category>
		<category><![CDATA[beccantini]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[infame]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Vincenzo Ricchiuti)
Roberto Beccantini  il più empatico della casta dei media, il più grande dei pubblicitari prestato al giornalismo, l’uomo della “grigliata” e del “multietica”, l’uomo che ha amato lo stesso la Juve (La Juve non sa), il più democratico dei titolisti, l’uomo che di fatto pur sconfessato su Paparesta, Pisanu, su tutto non ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-19481" title="beccantini" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/09/beccantini.png" alt="" width="276" height="163" /><em>(di Vincenzo Ricchiuti)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Roberto Beccantini  il più empatico della casta dei media, il più grande dei pubblicitari prestato al giornalismo, l’uomo della “grigliata” e del “multietica”, l’uomo che ha amato lo stesso la Juve (La Juve non sa), il più democratico dei titolisti, l’uomo che di fatto pur sconfessato su Paparesta, Pisanu, su tutto non ha cambiato idea perché dentro non ha moltitudini ma al massimo definizioni, il più sabaudo dei nati a Bologna, il più serio degli invitati a pranzo, il più giudice di Moggi e Giraudo, il più diverso, il più diverso da Moggi e Giraudo come d’altronde fan tutti a Bologna, il più estroso dei masochisti e il più singolare dei pluralisti, il più incorrotto dei monumenti ed il più spiritoso degli spesati, l’uomo più aperto al chiacchiericcio del pubblico e più chiuso all’evidenza dei fatti, l’uomo che molto ci è stato e ben poco ha fatto, l’uomo dentro ma fuori, l’uomo giusto sempre al posto giusto, nella giusta posa, l’uomo che s’è fustigato e ha pubblicato, ha capito ma s’è intignato, l’uomo che da juventino s’è maledetto e da giornalista s’è contraddetto, l’uomo che da juventino soffrendo s’è maledetto incassando e da giornalista capendo s’è contraddetto tacendo, ecco quest’uomo qui non ha cambiato idea ma ha dovuto cambiare abitudini per non cambiarsi di faccia. Ha chiuso il cont(r)atto col pubblico. Lasciando la mail al massimo per un privè. Qualsiasi cosa dovesse succedere, qualsiasi assoluzione debba ingoiare resterà un segreto privato.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uomo che a domanda risponde non ne risponde più.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha tirato le cuoia mediaticamente tirando l’ultimo sasso rimastogli del suo esser di coccio. Ha finalmente messo le scarpe ed è andato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha chiuso la sua rubrica interattiva, ribattezzata ospedale evidentemente per come l’hanno conciato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha chiuso prima di dover smentire tutto ciò che ha detto e scritto su Moggi. Perché nel giornalismo smentire è dar la notizia due volte. E Beccantini al momento giusto non è certo di pietra. Assolvere Moggi non è più quell’innocuo e amatissimo battibeccare. Neanche il poetico battersi. C’è un rischio maggiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Assolvere Moggi due volte equivale a farsi beccare.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Marotta: «Raggiunti gli obiettivi. Dzeko unico cruccio, Diego bravo ma non determinante»</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 14:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste e articoli]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Le schede]]></category>
		<category><![CDATA[marotta]]></category>

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		<description><![CDATA[Riporto questa bella intervista realizzata da Marco Ansaldo che analizza assieme a Beppe Marotta il mercato bianconero.
Marotta, il mercato della Juve ha portato tanti cambiamentimanon è arrivato il grande colpo. Cosa è mancato?
Non sono d&#8217;accordo sulla poca qualità. Ne abbiamo immessa sposandola  alla quantità e non in alternativa ad essa. Quando hai un budget [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-19463" title="marotta" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/09/marotta.png" alt="" width="276" height="163" />Riporto questa bella intervista realizzata da Marco Ansaldo che analizza assieme a Beppe Marotta il mercato bianconero.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Marotta, il mercato della Juve ha portato tanti cambiamentimanon è arrivato il grande colpo. Cosa è mancato?</strong></em><br />
Non sono d&#8217;accordo sulla poca qualità. Ne abbiamo immessa sposandola  alla quantità e non in alternativa ad essa. Quando hai un budget  giustamente contenuto e puoi destinarlo a due o tre giocatori ti si  offre un panorama più ampio di prospettivemanoi dovevamo cambiare mezza  squadra, l&#8217;abbiamo fatto mantenendo fede alle linee che ci eravamo dati.  Meritiamo una sufficienza ampia.</p>
<p><em><strong>Allora cosa merita Galliani che ha preso Ibra e Robinho? </strong></em><br />
Ibrahimovic è stato un colpo straordinario, fuori da ogni strategia  prevista e capisco che faccia sembrare poca cosa tutto il resto. Però  lui guadagnava 12 milioni a Barcellona e non credo che sia venuto a  prendere meno: quegli ingaggi da noi sarebbero impossibili e  creerebberouno squilibrio nello spogliatoio.</p>
<p><em><strong>In che senso? </strong></em><br />
Che i giocatori non sarebbero contenti di guadagnare un quarto di un  loro compagno. Solo Maradona poteva permetterselo nel Napoli perché lui  vinceva da solo. Detto questo, complimenti al Milan.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Lei dice di aver  lavorato con un budget «giustamente contenuto». </strong><strong>Avrebbe apprezzato dalla proprietà un gesto alla Berlusconi? </strong></em><br />
Il calcio italiano si sta preparando seriamente all&#8217;introduzione del  &#8220;fair play&#8221; finanziario che chiede Platini. E&#8217; un problema etico e la  Juventus segue questa linea che darà i risultati.</p>
<p><strong>I tifosi avrebbero preferito Dzeko al «fair play». </strong><br />
Dzeko è un cruccio anche mio. Era un investimento in linea con la  nostra politica però il Wolfsburg non l&#8217;ha ceduto a noi, né ad altri.<br />
<em><strong><br />
</strong><strong>Borriello è un altro cruccio? </strong></em><br />
No, perché non ci avevamo pensato. E&#8217; un&#8217;opportunità che si è offerta  ed eravamo disposti a coglierla, ma quando il giocatore ha detto che non  accettava la cessione in prestito perché era stufo di essere sballottato  qui e là, per noi il discorso è finito.</p>
<p><strong><em><strong>Anche perché lui voleva la Roma. </strong></em><br />
</strong>Veramente sia lui che l&#8217;agente mi hanno detto che preferivano la Juve. Però l&#8217;avremmo preso solo in prestito.</p>
<p><strong><em>Tanti rifiuti indicano una perdita di appeal della Juve? </em><br />
</strong>Burdisso  era legato a Roma perché ci si era trovato bene e ci vive la famiglia.  Per Di Natale non abbiamo spinto sull&#8217;acceleratore: diciamo che sapere  che eravamo vicini a Di Natale ha convinto De Laurentiis a darci  Quagliarella in prestito come non voleva fare.</p>
<p><em><strong>Rate, cambiali, prestiti. Che razza di mercato è? </strong></em><br />
Immagina quanto sarebbe costato cambiare 11 uomini pagandoli subito?</p>
<p><em><strong>Però l&#8217;estate prossima la Juve dovrà pagarli e avrà ancora meno soldi per fare nuovi acquisti. </strong></em><br />
Prima di tutto non avremo da rifare la squadra: al massimo si  cambieranno 3 o 4 giocatori. Secondo: contiamo sui proventi della  Champions League che quest&#8217;anno mancano. Terzo: non c&#8217;è alcun obbligo di  riscattare i prestiti.</p>
<p><strong><em>Ma non avete già fissato le cifre? </em><br />
</strong>Ci  sono tre giocatori, Quagliarella, Pepe e Motta, il cui prestito è  oneroso per cui se avranno un rendimento discreto, non dico ottimo,  converrà riscattarli. Se non fosse così non avremmo l&#8217;obbligo di  prenderli. Anche se sono sicuro che faranno bene: sono tutti in  Nazionale.</p>
<p><em><strong>Se non vi qualificate per la Champions però diventa una tragedia economica peggiore di questa. </strong></em><br />
Quello è l&#8217;obiettivo. Ma, ripeto, non dovremo rifare una squadra e  intanto abbiamo ridotto il monte ingaggi con la cessione di giocatori  che hanno dato tanto alla Juve ma stavano tra i 3 e i 4,5 milioni  l&#8217;anno. Tra questi c&#8217;era anche Diego.</p>
<p><em><strong>Che ha subito segnato nel Wolfsburg. Non meritava un&#8217;altra chance? </strong></em><br />
Guadagnava 4 milioni e per quanto sia un bel giocatore ritengo che non fosse determinante.</p>
<p><em><strong>Aquilani è il colpo che l&#8217;ha più appagata? </strong></em><br />
E&#8217; stata una trattativa semplice. Mi ha soddisfatto di più prendere  Bonucci a una quotazione apparentemente alta ma che in realtà si è  ridotta molto infilandoci Almiron e Criscito.</p>
<p><em><strong>Quotazioni alte: Martinez a 12 milioni non è caro? </strong></em><br />
La Lazio voleva pagarne 15. Inoltre nessuno considera che abbiamo  dovuto muoverci prima delle altre per consegnare a Del Neri una squadra  pronta a fine luglio, altrimenti in Europa League giocavano i Primavera.  Abbiamo superato difficoltà enormi, ci siamo trovati con giocatori da  vendere ma con ingaggi alti e che li rendevano poco appetibili. Alla  fine abbiamo ottenuto ciò che volevamo.</p>
<p><em><strong>Anche se non è arrivato il centravanti in alternativa ad Amauri e come difensore aggiunto c&#8217;è Rinaudo? </strong></em><br />
Un mercato dipende dalle prospettive e dal budget. Noi siamo stati in  linea con il nostro e abbiamo rifondato la Juve, comprando anche giovani  bravissimi. Ai tifosi perplessi chiedo solo un po&#8217; di pazienza perché  si possa crescere.</p>


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		<title>Analisi calciomercato/2 &#8211; Il controllo dello spogliatoio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calciomercato 2010-11]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo me..]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[Le schede]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Antonio Corsa)
Avete già avuto modo di leggere l&#8217;ottima analisi del mercato di Fabio Barcellona, che abbraccia aspetti tecnico-tattici, ed economici. Per non ripetermi, affronterò in questa analisi altri aspetti, più legati allo spogliatoio e alla gestione del gruppo, vero tallone d&#8217;Achille delle ultime due stagioni. Le valutazioni sui giocatori acquistati (e ceduti) le lascio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-19467" title="lo spogliatoio" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/09/lo-spogliatoio.png" alt="" width="276" height="163" />(di Antonio Corsa)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Avete già avuto modo di leggere l&#8217;ottima analisi del mercato <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/analisi-calciomercato1-le-prospettive-tecnico-tattiche-e-non-solo-alla-fine-del-calciomercato/" target="_blank">di Fabio Barcellona</a>, che abbraccia aspetti tecnico-tattici, ed economici. Per non ripetermi, affronterò in questa analisi altri aspetti, più legati allo spogliatoio e alla gestione del gruppo, vero tallone d&#8217;Achille delle ultime due stagioni. Le valutazioni sui giocatori acquistati (e ceduti) le lascio ad altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello appena concluso è stato &#8211; questa almeno è una lettura &#8211; un mercato caratterizzato dall&#8217;acquisto di tanti calciatori già conosciuti o seguiti in passato. Un esempio? Del Neri  aveva già allenato Marco Storari (Sampdoria, la passata stagione, 19  presenze), Leandro Rinaudo (a Palermo, stagione 2005/06, 10 presenze),  Alberto Aquilani (nello scampolo di stagione 2004/05, quella dei 4  allenatori per la Roma) e Simone Pepe (a Palermo, stagione 2005/06,  prime 3 presenze in Serie A). A questi vanno inoltre aggiunti Fabio  Quagliarella, che Beppe Marotta conosce bene avendo segnato 13 gol per  la sua Sampdoria nella stagione 2006/07 (era in comproprietà con  l&#8217;Udinese, che poi &#8220;lo vinse&#8221; alle buste), e Marco Motta, che era già  stato seguito proprio dai blucerchiati nella primavera scorsa. Non è  necessariamente un male, ma lo registriamo. Piuttosto che affidarsi a  gente &#8220;sconosciuta&#8221;, il &#8220;cuore&#8221; del mercato è stato impostato su  giocatori ritenuti dal sicuro rendimento, affidabili sia dentro che  fuori dal campo. Disposti a seguire la filosofia di gioco e  comportamentale dell&#8217;allenatore. Questo significa non trovarsi con delle  &#8220;sorprese&#8221;, con primedonne viziate o demotivate in grado di spaccare lo  spogliatoio. Certo, non basta essere bravi scolaretti (ma questo è un giudizio di merito, che eviterò di fornire in questo articolo), ma ricostruire  un telaio attorno a giocatori già allenati o conosciuti non è  necessariamente una brutta idea.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo ora agli epurati. David Trezeguet, al netto delle dichiarazioni di facciata, è stato &#8220;cacciato&#8221; (il termine è forte: sostituitelo con un &#8220;si è scelto di rescindere consensualmente il suo accordo&#8221;, per un linguaggio più <em>politically correct</em>), e non per ragioni tecniche (perchè è un calciatore adatto al 442), nè economiche (aveva un solo anno di contratto restante, per rescindere gli abbiamo corrisposto una buonuscita, non ci abbiamo ricavato un euro dalla sua cessione, saremmo stati disposti a pagare uno stipendio comunque alto a Marco Borriello, per sostituirlo). Inoltre si è deciso di lasciarlo andare nonostante il rifiuto di Antonio Di Natale, inizialmente scelto come sostituto. Stessa cosa per Mauro Camoranesi. Vista anche la regola sugli extracomunitari imposta da Abete, lo si sarebbe potuto tranquillamente sfruttare un altro anno, l&#8217;ultimo di contratto, come riserva di Pepe, sulla destra. In questo modo, tenendo anche Lanzafame come riserva, si sarebbe potuto risparmiare l&#8217;acquisto di uno fra Krasic e Martinez. O, meglio ancora, si sarebbe potuto acquistare un mancino puro da piazzare a sinistra al posto di entrambi. Sarebbe stato molto più lineare, ed economico. Si è scelto invece di acquistare 4 nuovi esterni d&#8217;attacco, ignorando completamente sin dal precampionato l&#8217;italo-argentino, rescisso anche lui con buonuscita. Motivazioni quindi non tecniche, nè economiche. Ultimo discorso, ma parzialmente valido uguale, per il terzo &#8220;rescisso&#8221;, Jonathan Zebina. Il francese, al netto del rapporto difficile con gli ultras e degli infortuni, è tatticamente più adatto di Grygera a fare il terzino di spinta in un 442, è potenzialmente più forte, e avrebbe in teoria potuto tranquillamente fare la riserva di Marco Motta. Al francese è però stato preferito Zdenek Grygera. Motivo? Qui parzialmente c&#8217;entra l&#8217;ingaggio, avendo Zebina ancora un biennale a più di due milioni di euro l&#8217;anno. Ma, è praticamente scontato, a incidere sono stati anche e soprattutto altri fattori. Quali? Beh, sappiamo tutti che i tre in passato si sono resi protagonisti di veri e propri atti di ammutinamento. Torniamo perciò al discorso precedente: il controllo del gruppo, &#8220;saltato&#8221; nelle passate due stagioni con troppa facilità. Tanti saluti, perciò. Anche a grossi sacrifici, senza cavarne un euro, e nonostante alcuni rifiuti dei tre protagonisti. Si è preferito che lasciassero Torino, piuttosto che &#8220;punirli&#8221; e fare comunque condividere loro lo spogliatoio con i &#8220;titolari&#8221;. Si è pagato per allontanarli da Vinovo, vista la loro influenza (parentesi: lo so che vi starete chiedendo che influenza potesse avere Zebina.. Beh, vi basti sapere due cose:  la prima è che l&#8217;anno scorso litigò pesantemente, come riportato da uccellini vari, con Ciro Ferrara; la seconda è che a Torino viveva nella stessa villa di Jean-Claude Blanc, l&#8217;ex villa di Thuram). Non lo ammetterà giustamente nessuno, ma soffermandosi a ragionare a mente serena&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ad avvalorare la tesi precedente un&#8217;altra possibile chiave di lettura: la non  rescissione del contratto di Hasan Salihamidzic e di Fabio Grosso. A differenza dei precedenti tre, infatti, i due terzini over-30 resteranno a Torino, anche se fuori rosa. Si alleneranno col gruppo, ma non verranno utilizzati. Perchè con loro non si è forzata la mano? Probabilmente perchè i due ragazzi sono profondamente diversi. Brazzo è un ragazzo molto serio, il primo ad arrivare agli allenamenti e  l&#8217;ultimo ad andarsene (un piccolo Nedved, come professionalità). E&#8217;, inoltre, un elemento &#8220;positivo&#8221; del gruppo, che tiene su il morale (e divide la stanza con Del Piero, ma questo lo scriviamo tra parentesi). Anche Grosso, da parte sua, è un bravo ragazzo, che non ha mai dato problemi a nessuno (rifiuti di trasferimenti a parte). Non ha inoltre particolare &#8220;potere&#8221; nello spogliatoio, essendo a Torino da solo un anno, e non essendo nemmeno più titolare, da Zaccheroni in poi. Insomma due &#8220;controllabili&#8221;, innocui. Che, anche alzassero la voce, non li sentirebbe praticamente nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è infine la cessione di Diego. Con lui in passato Del Neri aveva già avuto problemi, al Porto. Ne chiese la cessione. Quest&#8217;anno, però, è stato proprio il trequartista, in un&#8217;intervista di oggi a La Gazzetta dello Sport, ad assolvere il tecnico che anzi, dopo il Berlusconi, gli aveva ribadito piena fiducia. E pure Del Piero, suo rivale per il ruolo di seconda punta. Queste le sue parole con le quali smentisce sia stato fatto fuori dal capitano bianconero: « È una bugia. Il primo messaggio che mi è arrivato sul telefonino  quando sono partito è stato di Ale. Mi diceva: &#8220;Sono stato bene con te,  ti auguro felicità&#8221;. Gli credo. Del Piero più di una volta mi ha detto:  &#8220;Noi dobbiamo giocare insieme&#8221;. Lui non è un traditore ». Non c&#8217;è motivo di non credere a questa versione.</p>


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		<title>Analisi calciomercato/1 &#8211; Prospettive tecnico-tattiche (e non solo)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 14:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calcio approfondito]]></category>
		<category><![CDATA[Calciomercato 2010-11]]></category>
		<category><![CDATA[Secondo me..]]></category>
		<category><![CDATA[Stagione 2010-11]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Fabio Barcellona)

Finalmente si è giunti alla data 01/09/2010 ed è terminata la campagna acquisti/cessioni . E’ tempo di previsioni sulle possibilità della nuova Juventus di Agnelli/Marotta/Delneri. L’articolo sarà incentrato sulle prospettive tecnico-tattiche del parco giocatori messo a disposizione di mister Delneri, ma, per dovere di completezza, sebbene non sia un esperto (anzi, sebbene, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-19407" title="del neri e marotta" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/09/del-neri-e-marotta.png" alt="" width="276" height="163" />(di Fabio Barcellona)</em><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Finalmente si è giunti alla data 01/09/2010 ed è terminata la campagna acquisti/cessioni . E’ tempo di previsioni sulle possibilità della nuova Juventus di Agnelli/Marotta/Delneri. L’articolo sarà incentrato sulle prospettive tecnico-tattiche del parco giocatori messo a disposizione di mister Delneri, ma, per dovere di completezza, sebbene non sia un esperto (anzi, sebbene, non lo sia affatto!), non ci si può esimere da un breve bilancio anche di tipo economico/gestionale della campagna acquisti. Sicuramente esperti di economia o bilanci troveranno infinite pecche nella discussione. Correggetele nei commenti, i miei sono solo spunti di riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Saldo acquisti/cessioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I dati presentati sono presi quasi interamente dal sito ufficiale della Juventus, pertanto sono affidabili e sono riferiti solamente ai giocatori della prima squadra. Le cifre indicate sono in milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tabella cessioni</em></p>
<p><center></p>
<table style="text-align: justify;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="83" valign="top"><em>Calciatore</em></td>
<td width="180" valign="top"><em>Cifra</em></td>
<td width="265" valign="top"><em>Modalità</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="83" valign="bottom">Diego</td>
<td width="180" valign="bottom">15,5</td>
<td width="265" valign="top">Trasferimento definitivo</td>
</tr>
<tr>
<td width="83" valign="bottom">Ekdal</td>
<td width="180" valign="bottom">2,4</td>
<td width="265" valign="top">Comproprietà</td>
</tr>
<tr>
<td width="83" valign="bottom">Poulsen</td>
<td width="180" valign="bottom">5,475 (+1.2 di   bonus)</td>
<td width="265" valign="top">Trasferimento definitivo</td>
</tr>
<tr>
<td width="83" valign="bottom">Giovinco</td>
<td width="180" valign="bottom">1</td>
<td width="265" valign="top">Prestito con diritto di riscatto della metà</td>
</tr>
<tr>
<td width="83" valign="bottom">Almiron</td>
<td width="180" valign="bottom">2,5</td>
<td width="265" valign="top">Comproprietà</td>
</tr>
<tr>
<td width="83" valign="bottom">Criscito</td>
<td width="180" valign="bottom">6</td>
<td width="265" valign="top">Definitivo</td>
</tr>
<tr>
<td width="83" valign="bottom">Molinaro</td>
<td width="180" valign="bottom">3,9</td>
<td width="265" valign="top">Definitivo</td>
</tr>
<tr>
<td width="83" valign="bottom">Tiago</td>
<td width="180" valign="bottom">0,5</td>
<td width="265" valign="top">Prestito</td>
</tr>
<tr>
<td width="83" valign="bottom">Ariaudo</td>
<td width="180" valign="bottom">1,3</td>
<td width="265" valign="top">Comproprietà</td>
</tr>
<tr>
<td width="83" valign="bottom">Mirante</td>
<td width="180" valign="bottom">1,5</td>
<td width="265" valign="top">Definitivo</td>
</tr>
<tr>
<td width="83" valign="bottom"></td>
<td width="180" valign="bottom"><strong>TOTALE: 40.075 (+ 1.2 )</strong></td>
<td width="265" valign="top"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Tabella acquisti</em></p>
<p><center><br />
<table style="text-align: justify; height: 210px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="535">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><em>Calciatore</em></td>
<td valign="top"><em>Cifra</em></td>
<td valign="top"><em>Modalità</em></td>
<td valign="top"><em>Cifra   per il riscatto</em></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Aquilani</td>
<td valign="bottom">0</td>
<td valign="bottom">Prestito con diritto di riscatto</td>
<td valign="bottom">16</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Krasic</td>
<td valign="bottom">15</td>
<td valign="bottom">Definitivo</td>
<td valign="bottom"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Motta</td>
<td valign="bottom">1,25</td>
<td valign="bottom">Prestito con diritto di riscatto</td>
<td valign="bottom">3,75</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Bonucci</td>
<td valign="bottom">15,5</td>
<td valign="bottom">Definitivo</td>
<td valign="bottom"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Martinez</td>
<td valign="bottom">12</td>
<td valign="bottom">Definitivo</td>
<td valign="bottom"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Storari</td>
<td valign="bottom">4,5</td>
<td valign="bottom">Definitivo</td>
<td valign="bottom"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Pepe</td>
<td valign="bottom">2,6</td>
<td valign="bottom">Prestito con diritto di riscatto</td>
<td valign="bottom">7,5</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Lanzafame</td>
<td valign="bottom">0</td>
<td valign="bottom">Comproprietà</td>
<td valign="bottom"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Quagliarella</td>
<td valign="bottom">4,5</td>
<td valign="bottom">Prestito con diritto di riscatto</td>
<td valign="bottom">10,5</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Traorè</td>
<td valign="bottom">0,5</td>
<td valign="bottom">Prestito</td>
<td valign="bottom"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom">Rinaudo</td>
<td valign="bottom">0,6</td>
<td valign="bottom">Prestito con diritto di riscatto</td>
<td valign="bottom">5</td>
</tr>
<tr>
<td valign="bottom"></td>
<td valign="bottom"><strong>TOTALE: 56.45</strong></td>
<td valign="top"></td>
<td valign="top"><strong>TOTALE   42.75</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La differenza è presto fatta: la Juventus ha speso circa 16 milioni di euro. Il riscatto di tutti i calciatori presi in prestito però costerebbe 42.75 milioni. I prestiti (molto onerosi) di Motta, Pepe e Quagliarella sembrano preludere a un loro riscatto per un totale di 21.75 milioni. Aquilani penso sarà valutato, specie per le sue condizioni fisiche, quest’anno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Monte ingaggi </strong></p>
<p style="text-align: justify;">I dati qui presentati sono stavolta presi essenzialmente da notizie di stampa, sebbene abbastanza affidabili. In maniera piuttosto grossolana (d’altronde mi interessa mostrare in maniera anche solo approssimativa le cifre in ballo) gli stipendi lordi sono calcolati raddoppiando gli ingaggi netti percepiti dai calciatori. I dati sono riferiti alla sola stagione ventura, senza tenere conto della lunghezza dei contratti. Per correttezza informo che, non ho trovato notizie sul calciatore Rinaudo, per cui, sempre in via approssimativa ho indicato per questo calciatore lo stesso ingaggio percepito al Napoli (non penso che in realtà si discosterà di molto). Per semplicità ha paragonato la situazione al 01/09/2009 a quella al 01/09/2010; ad esempio non c’è l’ingaggio di Candreva, arrivato a gennaio, ma c’è intero quello di Molinaro e Ariaudo, andati via a gennaio. Ancora una volta le cifre sono in milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ingaggi pagati nella stagione precedente da non pagare questa stagione.</em></p>
<p><center><br />
<table style="text-align: justify;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="140" valign="top"><em>Calciatore</em></td>
<td width="132" valign="top"><em>Ingaggio   lordo</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Diego</td>
<td width="132" valign="bottom">7,6</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Poulsen</td>
<td width="132" valign="bottom">6,6</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Giovinco</td>
<td width="132" valign="bottom">2</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Molinaro</td>
<td width="132" valign="bottom">1,4</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Tiago</td>
<td width="132" valign="bottom">5,2</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Ariaudo</td>
<td width="132" valign="bottom">1</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Trezeguet</td>
<td width="132" valign="bottom">9</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Caceres</td>
<td width="132" valign="bottom">2,6</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Chimenti</td>
<td width="132" valign="bottom">1</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Camoranesi</td>
<td width="132" valign="bottom">6</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Zebina</td>
<td width="132" valign="bottom">5</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Cannavaro</td>
<td width="132" valign="bottom">4.4</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom"></td>
<td width="132" valign="bottom"><strong>TOTALE: 51.8</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom"></td>
<td width="132" valign="bottom"><strong>MEDIA:  4.3</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ingaggi da pagare questa stagione pagati e non pagati nella stagione precedente.</em></p>
<p><center><br />
<table style="text-align: justify;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="140" valign="top"><em>Calciatore</em></td>
<td width="132" valign="top"><em>Ingaggio   lordo</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Aquilani</td>
<td width="132" valign="bottom">6,6</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Krasic</td>
<td width="132" valign="bottom">3,6</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Motta</td>
<td width="132" valign="bottom">1,8</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Bonucci</td>
<td width="132" valign="bottom">2,2</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Martinez</td>
<td width="132" valign="bottom">2,6</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Storari</td>
<td width="132" valign="bottom">2,4</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Pepe</td>
<td width="132" valign="bottom">2,4</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Lanzafame</td>
<td width="132" valign="bottom">1</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Quagliarella</td>
<td width="132" valign="bottom">3,6</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Traorè</td>
<td width="132" valign="bottom">1,8</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Rinaudo</td>
<td width="132" valign="bottom">1,2</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom"></td>
<td width="132" valign="bottom"><strong>TOTALE: 29.2</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom"></td>
<td width="132" valign="bottom"><strong>MEDIA:  2.65</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">La differenza è pari a circa 23 milioni di euro (in risparmio per la società). Adesso mi metto a confrontare capre e cavoli, cioè due cose che non c’entrano nulla tra loro, ma lo faccio lo stesso e poi gli esperti approfondiranno nei commenti: per l’anno in corso sono usciti per i cartellini dei calciatori circa 16 milioni di euro e si sono risparmiati negli ingaggi 23 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Età media</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Calciatori ceduti</em></p>
<p><center><br />
<table style="text-align: justify;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="140" valign="top"><em>Calciatore</em></td>
<td width="132" valign="top"><em>Età   al 01/09/2010</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Diego</td>
<td width="132" valign="bottom">25</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Poulsen</td>
<td width="132" valign="bottom">30</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Giovinco</td>
<td width="132" valign="bottom">23</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Molinaro</td>
<td width="132" valign="bottom">27</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Tiago</td>
<td width="132" valign="bottom">29</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Ariaudo</td>
<td width="132" valign="bottom">21</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Trezeguet</td>
<td width="132" valign="bottom">32</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Caceres</td>
<td width="132" valign="bottom">23</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Chimenti</td>
<td width="132" valign="bottom">39</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Zebina</td>
<td width="132" valign="bottom">32</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Camoranesi</td>
<td width="132" valign="bottom">34</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Cannavaro</td>
<td width="132" valign="bottom">36</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom"></td>
<td width="132" valign="bottom"><strong>MEDIA:  29.25</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Calciatori acquistati</em></p>
<p><center><br />
<table style="text-align: justify;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="140" valign="top"><em>Calciatore</em></td>
<td width="132" valign="top"><em>Età   al 01/09/2010</em></td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Aquilani</td>
<td width="132" valign="bottom">26</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Krasic</td>
<td width="132" valign="bottom">25</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Motta</td>
<td width="132" valign="bottom">24</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Bonucci</td>
<td width="132" valign="bottom">23</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Martinez</td>
<td width="132" valign="bottom">27</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Storari</td>
<td width="132" valign="bottom">33</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Pepe</td>
<td width="132" valign="bottom">27</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Lanzafame</td>
<td width="132" valign="bottom">23</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Quagliarella</td>
<td width="132" valign="bottom">27</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Traorè</td>
<td width="132" valign="bottom">20</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom">Rinaudo</td>
<td width="132" valign="bottom">27</td>
</tr>
<tr>
<td width="140" valign="bottom"></td>
<td width="132" valign="bottom"><strong>MEDIA:  25.6</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p></center></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">L’età media dei nuovi arrivi è di 3 anni e mezzo inferiore a quella dei calciatori ceduti.</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva, il monte ingaggi è diminuito, l’età media è diminuita.</p>
<p style="text-align: justify;">La rosa sarà composta da 25 calciatori (compresi ad oggi Grosso e Salihamidizic) di cui 18 di intera proprietà della Juventus (tra questi,  4 hanno il contratto in scadenza: Manninger, Del Piero, Legrottaglie, Salihamidzic), 1 in comproprietà (Lanzafame), 5 in prestito con diritto di riscatto e 1 (Traorè) in prestito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prospettive tecnico-tattiche</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il giudizio sulla rosa della Juventus 2010/11 e sulla campagna acquisti/cessioni effettuata non può prescindere dalla valutazione della scelta dell’allenatore, mister Gigi Delneri. Il tanto caro al mister 4-4-2, mal si conciliava con la rosa ereditata dalla scorsa stagione. Prova ne sia l’acquisto di 4 esterni offensivi, figura sconosciuta (fatta eccezione per Camoranesi) nella rosa 2009/2010. Un tecnico maggiormente propenso a giocare anche con altri moduli avrebbe probabilmente consentito una minore rivoluzione della rosa in termini numerici e di caratteristiche dei singoli giocatori. Sebbene tale rivoluzione sembra frutto anche della necessità di alleggerire il monte ingaggi e della volontà di escludere dal futuro della Juventus alcuni calciatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dalla difesa. Anzi, dalla porta. E’ stato acquistato Storari. E’ stato il migliore portiere della stagione passata insieme a Sirigu. E’ un portiere affidabile, che sembra avere raggiunto la completa maturità. In attesa di Buffon, a mio parere, da sufficienti garanzie ed in ogni caso garanzie superiori a quelle fornite da Manninger.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo di terzino destro sarà coperto dalla coppia Motta/Grygera. Motta è un terzino dalla spiccata vocazione offensiva, dotato di buona corsa e di un buon piede. Ha da migliorare molto nella fase difensiva. Grygera è un giocatore più tattico, maggiormente dotato nella fase di non possesso, ma non disprezzabile nemmeno in fase offensiva. L’anno scorso è incappato (come tutti) in una stagione disgraziata; se ritorna quello di due anni fa darà sicuramente il proprio contributo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull’altra fascia il ruolo è coperto dalla coppia De Ceglie/Traorè. Di De Ceglie conosciamo pregi e difetti. Grande corsa, specie in progressione, qualche carenza di rapidità e fase difensiva tutta da costruire. Dico la mia impressione: in queste prime partite della stagione, sotto quest’ultimo aspetto De Ceglie mi pare evidenziare dei miglioramenti. Sicuramente ha fatto meglio di Motta in questa fase del gioco. Il giudizio su Traorè lo rimando alla scheda fatta da Antonio, che da fan dei Gunners lo conosce bene. Non mi sorprenderei nel vedere Chiellini occupare talvolta il ruolo di terzino sinistro.</p>
<p style="text-align: justify;">Al centro della difesa abbiamo l’acquisto più costoso della campagna acquisti, Leonardo Bonucci, assieme a Chiellini, Legrottaglie e Rinaudo. Bonucci è un giocatore di ottime potenzialità, classe e tecnica superiore alla media dei difensori. E’ una tipologia di difensore che assolutamente serviva, specie in coppia con Chiellini, più “marcatore” e meno tecnico. Detto questo, l’ottimo Bonucci mostra ancora delle carenze nella lettura delle situazioni difensive, nella scelta tra pressione e temporeggiamento e nel posizionamento. In definitiva giocatore molto giovane, di grossa prospettiva, può e deve crescere. Si auspica che il lavoro di mister Delneri, fautore di una difesa molto “tattica”, aiuti a migliorare le capacità di tattica individuale, oltre che di Bonucci, anche di Chiellini, che necessita ancora di miglioramenti in questo senso. Legrottaglie è un ottimo primo cambio della coppia titolare. Il quarto centrale, Rinaudo, è stato allenato a Palermo da mister Delneri che gli preferiva la coppia Barzagli/Terlizzi. E’ un calciatore molto abile di testa, con molto carattere, non velocissimo e non immune da distrazioni tattiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo al centrocampo. Gli interni di centrocampo sono Melo, Sissoko, Marchisio ed Aquilani, la novità della stagione più eccitante assieme a Milos Krasic. Sgombriamo il campo da equivoci: Aquilani non è un regista. Niente affatto. Non è il giocatore che inizia l’azione; non è il giocatore che “detta i tempi”. E’ un interno di centrocampo molto tecnico, dalla caratteristiche offensive, con buone capacità di inserimento e di supporto alla manovra d’attacco e con un ottimo tiro dalla lunga distanza. La sua collocazione ideale è quella di interno di centrocampo in un 4-4-2 accoppiato ad un giocatore più di posizione e con caratteristiche più difensive. Per capirci, un giocatore dalle caratteristiche di Palombo della Sampdoria. E’ un acquisto importante, perché regalerà una dimensione nuova al centrocampo della Juventus: tecnica, velocità di pensiero e pericolosità negli ultimi 30 metri. A mio parere si accoppia meglio con Felipe Melo che con gli altri due interni di centrocampo. Marchisio è un giocatore che in comune con Aquilani ha la capacità di inserimento, ma è meno tecnico, meno pericoloso nella tre quarti campo avversaria, sebbene più dinamico, versatile e dalla maggiori capacità difensive. Sono forse tutti e due troppo “mobili” per giocare assieme. Quando e se capiterà a sacrificare le proprie caratteristiche sarà probabilmente (e come sempre) Marchisio. Anche Sissoko, come Aquilani, sebbene per motivi completamente diversi, necessita di accoppiarsi con un giocatore di posizione (non casualmente le stagioni d’oro del maliano sono coincise con la presenza in campo di Cristiano Zanetti). L’accoppiata con Felipe Melo, che rispetto a Marchisio e Sissoko ha un raggio d’azione più limitato, appare la meglio assortita. Inoltre il brasiliano si gioverà sicuramente del 4-4-2 di Delneri, che in fase di possesso palla regala riferimenti certi ai possessori di palla e in fase di non possesso richiede a Felipe letture meno sofisticate del rombo della passata stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">I quattro esterni saranno Pepe, Krasic, Martinez e Lanzafame. Hanno tutti caratteristiche diverse e una in comune: sono tutti e quattro destri naturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Pepe è un giocatore che ha subito una grossa evoluzione nel corso della carriera. Partito come centravanti è adesso un esterno di grossa corsa. Grazie a questo riesce a coprire tutta la fascia, è efficace nelle due fasi del gioco, cerca la profondità senza il pallone e appare molto adatto al gioco di Delneri. Sono evidenti i suoi limiti di tecnica sotto pressione e la scarsa capacità di saltare il difensore nell’uno contro uno. Ma è un giocatore di sicuro rendimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Krasic ha tutte le potenzialità per fare grandi cose. E’ veloce, ha un buon destro e la capacità di puntare e saltare l’uomo e creare superiorità numerica. Un giocatore necessario nel 4-4-2 di mister Delneri.</p>
<p style="text-align: justify;">Lanzafame ha fatto ottime cose come esterno offensivo nel Bari di Antonio Conte. Tecnico, buon dribbling e anche con buone capacità organiche necessarie a coprire tutta la lunghezza del campo. In un gruppo di 4 esterni offensivi può ricoprire bene il ruolo di quarto esterno.</p>
<p style="text-align: justify;">Martinez è catalogato come esterno offensivo. Il Martinez visto sino ad ora in Italia è un giocatore offensivo atipico, impiegato essenzialmente come punta esterna in un 4-3-3 o addirittura come centravanti. Estremamente tecnico, fantasioso, forte fisicamente, dotato di un ottimo colpo di testa e grande senso del gol, ma molto intermittente nell’arco della partita. Caratteristica davvero negativa per un esterno di Delneri. La riuscita o meno del tentativo di conversione in esterno puro di Martinez sarà una delle chiavi del destino della Juventus</p>
<p style="text-align: justify;">Nel quartetto manca almeno un mancino puro. E’ una grossa carenza a mio parere, per la facilità di cross e di appoggio dell’esterno di sinistra. A complicare le cose il fatto che i due esterni a mio parere più pronti a ricoprire il ruolo di titolari, Pepe e Krasic, sono, tra i 4, i meno indicati a giocare a sinistra. Anche per questo Traorè potrebbe essere impiegato anche in questo ruolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il reparto offensivo presente la novità Quagliarella, assieme a Iaquinta, Amauri e Del Piero. Sgombro il campo dai dubbi e per onestà intellettuale fornisco il mio parere sulla cessione eccellente di Diego. Nel gioco di Delneri, Diego non c’entrava proprio nulla. Vero è che Delneri ha giocato anche con una mezzapunta, segnatamente Doni all’Atalanta, ma vero è anche che Doni non aveva la medesima allergia all’area di rigore che ha Diego. Diego non ama entrare in area di rigore, non attacca spazi e va sempre incontro al portatore di palla irresistibilmente attratto dal pallone. Rimango della mia opinione e credo che Diego, sia impiegabile solo con due punte di movimento davanti. Come nel Werder Brema. Allora rende davvero ed è davvero forte. Nel 4-4-2 di Delneri, meglio una seconda punta pura. Dei quattro d’attacco l’unico davvero insostituibile mi pare Amauri e non mi stupirei molto se Delneri vedesse di buon occhio la coppia Amauri/Iaquinta. Quagliarella donerà velocità, profondità e capacità balistiche all’attacco della Juve. Quagliarella all’Udinese, e spesso anche al Napoli, dove però ha giocato anche come punta esterna, è stato impiegato come centravanti in un tridente. Ricordo però che nell’anno della sua esplosione, ad Ascoli con mister Giampaolo e un 4-4-2 purissimo e molto ben sviluppato, ricopriva davvero bene il ruolo di seconda punta con Bjelanovic come centravanti. Il reparto nel complesso mi pare carente nel ruolo di centravanti (anche solo numericamente) e come potenzialità in fase realizzativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Che Juventus aspettarci? Non ci dovrebbero essere molte sorprese. Il 4-4-2 per Delneri è un dogma e sarà sviluppato per tutta la stagione. Ci si aspetta una calcio fatto di continuità di gioco, pressione sugli avversari e velocità di esecuzione. Quello che è importante è fare una valutazione complessiva della rosa. La rosa è davvero ringiovanita in tutti i reparti fatta eccezione per l’attacco. Ma ci sono tante, anzi troppe, scommesse. Le principali sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il rendimento dei due terzini</li>
<li>Il recupero (per motivi diversi) ad alti livelli di Felipe Melo, Aquilani ed Amauri</li>
<li>La conversione in esterno di Martinez</li>
<li>La capacità dei quattro d’attacco di realizzare almeno 30/35 gol</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Vincendo tutte o molte delle scommesse la squadra potrebbe lottare per il terzo posto con la Roma. Ma le deve vincere tutte o quasi. Altrimenti sarà bagarre per il quarto posto.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente mi sottraggo al gioco del piccolo Direttore Sportivo. E’ troppo facile e ingiusto dire “io avrei preso quello e ceduto quell’altro”. Le variabili, anche economiche, sono troppe e in gran parte a noi sconosciute o non ben comprese. Di sicuro però ci sono delle carenze per il 4-4-2 del Delneri che sarebbero state dovute colmare:</p>
<p style="text-align: justify;">
<ul style="text-align: justify;">
<li>un terzino sinistro titolare di maggiore affidamento o, comunque, un cambio di De Ceglie di maggiore esperienza;</li>
<li>un giocatore di centrocampo con caratteristiche di costruttore di gioco;</li>
<li>un esterno offensivo di piede mancino;</li>
<li>una prima punta da 15-20 gol a stagione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nel medio/lungo periodo c’è di buono che i reparti di difesa e di centrocampo sono piuttosto giovani e, se le scommesse di Delneri e Marotta saranno vincenti, necessiteranno di pochi ritocchi negli anni a venire. In ogni caso, invece, l’attacco dovrà necessariamente essere sottoposto a restyling. E a naso, nel prossimo mercato si punterà meno sulla quantità (intesa come numero di giocatori) e più sulla qualità in zona offensiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Una perplessità però circola nella mia testa dalle 19:00 di ieri sera. Si è costruita una squadra piena di buoni giocatori, molti, in prospettiva o potenzialità, ottimi (Bonucci, Krasic  e anche Aquilani), tutti affamati di vittorie. In quest’ottica abbiamo fatto bene. Ma nei momenti bui di una partita e di una stagione, chi sarà il giocatore o il nucleo di giocatori che guiderà la reazione? Chi sarà, per dirla brutalmente, il leader, in una squadra così profondamente rinnovata? Buffon? Chiellini? Marchisio? Del Piero? Per ragioni diverse non ne vedo uno, ne tra i vecchi, ne tra i nuovi. Non sempre le squadre necessitano di un leader. Anzi, spesso il leader è l’ombrello sotto cui si nascondono tutti gli altri. Ma la paura di una squadra con un deficit di quella che definirei approssimativamente “ di personalità” è presente nella mia mente. Spero di sbagliare.<em> </em>Adesso è il tempo di tifare e sperare che tutte le scommesse citate siano vinte. Forza Juventus.</p>
<p style="text-align: justify;">


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Gli ultras bianconeri uniti nel saluto a David Trezeguet</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 02:26:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Secondo me..]]></category>
		<category><![CDATA[addio]]></category>
		<category><![CDATA[lettera aperta]]></category>
		<category><![CDATA[saluti]]></category>
		<category><![CDATA[Trezeguet]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Antonio Corsa)
David Trezeguet è stato un giocatore che non verrà dimenticato: 10 anni, ben 171 gol realizzati, 17 di media, come il suo numero di maglia. Quanto segue vuole essere una dimostrazione ancora più chiara e diretta del ringraziamento dei tifosi bianconeri per i suoi anni trascorsi in bianco e nero. Dopo aver ospitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-19349" title="trezeguet" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/09/trezeguet1.png" alt="" width="276" height="163" />(di Antonio Corsa)</em></p>
<p style="text-align: justify;">David Trezeguet è stato un giocatore che non verrà dimenticato: 10 anni, ben 171 gol realizzati, 17 di media, come il suo numero di maglia. Quanto segue vuole essere una dimostrazione ancora più chiara e diretta del ringraziamento dei tifosi bianconeri per i suoi anni trascorsi in bianco e nero. Dopo aver ospitato <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/il-saluto-del-blog-a-david-trezeguet-accodatevi/" target="_blank">i vostri saluti</a>, infatti, è il turno delle tifoserie organizzate bianconere, &#8220;unite&#8221; in questo messaggio di arrivederci, che sono felice di ospitare nel mio blog.</p>
<h5 style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #383838;"><em>Ciao David, ciao Campione.</em></span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #383838;"><em>Dopo 10 anni le nostre strade si  dividono: Tu, attaccante con l&#8217;istinto del gol, e Noi, tifosi e ultras  bianconeri, percorreremo sentieri diversi. Hanno detto che è finita una  storia d&#8217;amore. Hanno detto. E allora Noi, &#8220;innamorati&#8221; della Tua classe  e del Tuo stile, vogliamo dirti GRAZIE. E vogliamo farlo, ancora per una volta, in campo.. nel nostro stadio.. vogliamo poterlo fare di persona. Vogliamo dirti grazie per il primo gol realizzato alla Juve, per il 171° e per tutti quelli in mezzo. Ma non solo.. Grazie  per tutte le reti che hai fatto gonfiare, per i portieri battuti, per  le aree di rigore che hai presidiato, per gli scatti, l&#8217;istinto, la Tua  voglia di gol. Grazie per aver superato Michel Platini e John Charles  e per esserti guadagnato quel primo posto tra i cannonieri stranieri  che hanno vestito la Maglia della Juve. Grazie per i gol all&#8217;Inter,  al Real Madrid, nei derby e in tutte quelle partite che contavano tanto  per Noi, grazie per esserci stato e per averle onorate con successo. Grazie  per quel saluto che da parte Tua non è mai mancato, per aver sempre  risposto ai Nostri Cori, per aver sentito la Nostra Passione quando  tutti insieme abbiamo urlato al cielo &#8220;Quando gioca segna sempre  Trezeguet&#8221;. Grazie per aver condiviso un anno di serie B, per non  essere scappato come han fatto in tanti ma per aver deciso di lottare  insieme a Noi per riportarci, anche grazie ai Tuoi 15 gol, nella serie  che ci spetta. Grazie per non averci tradito nel momento più delicato.  Un Campione si vede soprattutto quando le scelte vengono dettate dal  cuore, e non dalla carriera. Grazie per un&#8217;immagine su tutte: maggio  2005, stadio di San Siro, gol di testa su cross di Del Piero in  rovesciata che ci regala lo scudetto. Un&#8217;emozione unica. Anzi, anche  un&#8217;altra immagine: 5 maggio 2002, Udine, un Tuo gol dopo un minuto e  mezzo di quella che sarebbe stata una giornata indimenticabile. E per  tutte le altre immagini che ci hanno reso orgogliosi di essere  bianconeri. Grazie, David, grazie per il Tuo entusiasmo, per la Tua  voglia di giocare, grazie perchè non hai un&#8217;esultanza rituale, tipica,  perchè Tu, dopo un gol, semplicemente ridi. E Noi abbiamo sempre riso  -tanto- insieme a Te.</em></span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #383838;"><em>Non ti dimenticheremo, David, sarai sempre lì,  tra quella manciata di nomi, volti, cuori che hanno reso la Juventus non  una semplice squadra, ma una leggenda del calcio. Ora ti aspetta  una nuova avventura, ma vogliamo che il nostro GRAZIE sia con Te ogni  giorno. Per questo, desideriamo donarti una targa e le Nostre sciarpe,  simbolo del Nostro tifo, che ti possano ricordare sempre il coro che  abbiamo cantato per Te in questi 10 anni. E che ha cantato anche Tua  Mamma, che vorremmo rivedere con te, ancora per una volta, pronta a  festeggiarti come ha fatto, per 10 anni in casa e in trasferta, come il  migliore degli ultras&#8230;sempre li&#8217; a tua difesa.. a tuo sostegno.. come  noi.. e con noi..</em></span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #383838;"><em>Ti aspettiamo. Anzi Vi aspettiamo e presto. Cosi&#8217;  da poterti dire tutto questo di persona a nostro modo.. Noi che ti  abbiamo sempre seguito in tutti gli stadi d&#8217;Italia, d&#8217;Europa.. e anche  del mondo.. Noi che c&#8217;eravamo.. dovunque tu giocavi con la nostra  maglia.. Anche per quelli che non potevano esserci.</em></span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #383838;"><em>Merci David!</em></span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #383838;"><em>Orgogliogobbo<br />
Curva Nord Juve<br />
Bravi Ragazzi Juve Curva Sud</em></span></h5>
<div style="text-align: justify;">
<p>Riporto inoltre la lettera aperta pubblicata da Annamaria di Orgogliogobbo nel seguente <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=113748648680905&amp;ref=mf" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.facebook.com/group.php?gid=113748648680905_amp_ref=mf&amp;referer=');">gruppo facebook</a> ed indirizzata al Presidente Andrea Agnelli, nella quale si chiede di permettere ai tifosi di salutare David nel giusto modo, e nel giusto luogo.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<h5 style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #383838;"><em><strong>Egr. Presidente Dott. Andrea Agnelli,</strong></em></span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #383838;"><em><strong>Mi  chiamo Annamaria, tifosa trentennale della nostra amata JUVE e Le  scrivo queste poche righe per farle una richiesta a nome di moltissimi  tifosi GOBBI. Abbiamo appena appreso della cessione del grandissimo  David Trezeguet.. da Lei stesso definito LEGGENDA BIANCONERA.</strong></em></span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #383838;"><em><strong>Non e&#8217;  diritto nostro, entrare nel merito della decisione&#8230; anche se ci spezza  il cuore.. perche&#8217; 10 anni di grande Amore non si dimenticano in un  giorno e inevitabilmente lasciano nel cuore un segno indelebile.. uno  strappo.. che fa male.. Pero&#8217; credo che ci spetterebbe almeno, non dico  il diritto, perche&#8217; sarebbe eccessivo, ma la possibilita&#8217;, la gioia di  poter salutare David nel modo piu&#8217; consono come meriterebbe un grande  amore.. durato 10 anni. Lei ha avuto la possibilita&#8217; essendo il tifoso  numero uno  e il Presidente di poter dare il Suo personale saluto. Noi  NO. In Nessun modo e questo non e&#8217; giusto secondo noi. Un Amore cosi&#8217;  grande non puo&#8217; finire tramite due righe sul sito istituzionale. Un  Amore cosi&#8217; grande non puo&#8217; non essere salutato, da tutti quelli che gli  hanno voluto bene.. da tutti quei tifosi che per anni hanno gioito  insieme a lui e grazie a lui.. Io non credo che  due persone che si sono  Amate alla follia per 10 anni, sia giusto che si lascino con un saluto  via Web.. Le chiedo cortesemente a nome dei tifosi che hanno amato  David, come uno dei piu&#8217; grandi della nostra storia.. di darci la  possibilita&#8217;, di dare il nostro ultimo saluto a David.. e di poterlo  ringraziare per questi 10 anni magnifici..  non solo perche&#8217; e&#8217; stato il  miglior cannoniere.. straniero.. ma perche&#8217; e&#8217; stato uno dei piu&#8217; Amati  come Uomo ancor prima che calciatore. Ci sembra doveroso ed e&#8217; giusto  per i nostri cuori che in questo momento soffrono, perche&#8217; sanno che  hanno perso, una parte importante della storia della JUVE, avere la  possibilita&#8217; di salutarlo ancora una volta.. a modo nostro.. potendogli  cantare per l&#8217;ultima volta.. il coro che per 10 anni abbiamo fatto in  suo onore&#8230;QUANDO GIOCA SEGNA SEMPRE TREZEGUET..  Per un campione che  ci ha seguito all&#8217;inferno e ci ha riportato in paradiso.. mi sembra il  minimo. Le chiedo di fare in modo che alla prima occasione David  (compatibilmente con i suoi impegni.. ) sia ospite al comunale durante  una nostra partita.. per potergli attribuire, nell&#8217;intervallo della  partita,  sia da parte vostra.. e sia da parte nostra.. il giusto  riconoscimento e affettuoso saluto come fu, l&#8217;anno scorso, per Pavel  Nedved.. Lo chiedo a Lei che e&#8217; cresciuto con questa JUVE.. e che e&#8217; il  primo probabilmente, che ha amato uno come David.. Lei che ha nel sangue  il DNA della nostra Storia non puo&#8217;, non capire quanto per noi sia  importante rendere il giusto omaggio a David. Noi vogliamo fargli sapere  che non lo dimenticheremo Mai. Abbiamo bisogno di dimostrarlo perche&#8217;  noi non siamo una tifoseria ingrata. Tra i nostri principi c&#8217;e&#8217; la  Riconoscenza verso chi ha Onorato la nostra maglia e la nostra storia. E  come ha avuto la possibilita&#8217; di farlo Lei, vorremmo poter avere anche  noi, la stessa possibilita&#8217;. Confidando sulla Sua sensibilita&#8217; di  Juventino nel cuore, sono sicura che vorra&#8217; raccogliere la nostra  richiesta. Non solo per NOI.. ma anche per David. Non e&#8217; giusto che vada  via.. in silenzio senza un saluto.. come fosse un ladro scoperto a  rubare nella cassa dell&#8217;oratorio.</strong></em></span></h5>
<h5 style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="color: #383838;"><em><strong>Distinti saluti.<br />
Annamaria L.</strong></em></span></h5>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #383838;">I</span>l nuovo responsabile della Comunicazione bianconera, il dott. Claudio Albanese, che ringrazio pubblicamente perchè si sta dimostrando anche col sottoscritto persona molto disponibile e cortese, ha già fatto sapere ad Annamaria che la Juventus prenderà in seria considerazione la proposta. Certi che la Società manterrà la parola data, vi invitiamo ad aderire all&#8217;iniziativa, firmandovi nei commenti.</p>


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		<title>Grazie Camoranesi: Il bandito e(&#8216;) il campione (accodatevi ai saluti!)</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 17:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Ricchiuti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[addio]]></category>
		<category><![CDATA[Camoranesi]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Vincenzo Ricchiuti)
A quello, Trezeguet, la partita d’addio non l’hanno organizzata. Si sa com’è fatta la patria Juventus. Ti basti come ringraziamento aver svolto il tuo dovere. E poi via e senza lacrime, addestrato per la vita. Però a furor di popolo gliela faranno uguale. A questo, Camo il bandito, no. Comunque no. Perché sarebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-19282" title="camoranesi" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/08/camoranesi.png" alt="" width="276" height="163" />(di </em><em>Vincenzo Ricchiuti)</em></p>
<p style="text-align: justify;">A quello, Trezeguet, la partita d’addio non l’hanno organizzata. Si sa com’è fatta la patria Juventus. Ti basti come ringraziamento aver svolto il tuo dovere. E poi via e senza lacrime, addestrato per la vita. Però a furor di popolo gliela faranno uguale. A questo, Camo il bandito, no. Comunque no. Perché sarebbe un imbroglio. Perché i fuoriclasse per fortuna non sono tutti uguali. Perché è andato talmente tante di quelle volte via che è rimasto. Ce l’ho qui accanto a me, mese di agosto del calendario Juve. Altro che mese dell’addio. Ci ha fatto divertire. Quando Juve Channel lo riprendeva negli allenamenti dei reietti e lo faceva per mostrarlo vivo e venderlo al meglio e lui guardando in camera cattivo boicottava. Correndo troppo forte o masticando impunito come non fanno più nemmeno al cinema. Rideva. Quando Marotta un occhio al mercato barra bilancio barra età barra ingaggi e l’altro da qualche altra parte gli trovava una squadra, pace, una sistemazione e lui guardando la Juve lo fregava ogni volta proprio all’ultimo passo. Scartando da scarto Marotta il campione. Ridendo. Camoranesi come tutte le persone serie ha sempre riso di tutto questo. Figurarsi dello Stoccarda: si starà spanciando. Se in Bundesliga fa il fenomeno un buono come Diego, un cattivo come lui mangerà crucchi come bimbi a colazione. Camoranesi e i suoi goal, le sue malefatte e imprese lo trovate su Wikipedia. Non merita alcun elogio, alcun solito rito, non è stato un banale campione. Bensì un modo di essere. Una attitudine. Un sentimento più che un calcio al pallone. Non merita numeri o applausi. Decide lui quando è il caso di fare le foto. Lo guardavi e in realtà lo sentivi. Non potevi amarlo sul serio, si sarebbe fatto beffe di te. Era un bandito. Rubava. Subivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo troverete su Wikipedia finito in Messico dove finiscono scarti e giocattoli usati, finito e arrogante come nessuno mai si sarebbe buttato, come il Che in Bolivia, un Rimbaud tra i rottami. Oppure in Argentina, unico povero al mondo a tifare la squadra dei ricchi anziché accontentarsi. In Italia, violento diamante come un amante.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo troverete ma in realtà non ci sarà. Nessuno ricorda qualcosa di Camo nel particolare perché non puoi spezzare una pennellata. Lo troverete che ride. La vita una palla di lacrime alla quale far fare in mancanza di nuovo una bella figura. Il bandido Camoranesi è tutto lì, in quel pallonetto a Kalac alto due metri a ridisegnare la volta celeste con uno scippo due anni fa alla Scala del calcio. In quella cattiveria al cielo. In quella merda d’artista per chi non s’accontenta. In quel reato penale al posto del solito goal. Ora per cortesia non fategli alcun saluto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono differenze nella vita. Ti sgrida Moggi per un ritardo e righi dritto. Ti mette fuori Ranieri e gli righi il muso. Ti fai la serie B ma solo se alla Juve. Hai voglia solo se ne vale la pena. Se non lo capisci che non è tutto uguale, che non può esserlo per sempre non sei Camoranesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nedved alla partita d’addio arriva in forma, pieno ancora come deve, con i figli pettinati e la moglie in tinta, gonfio d’amore. Nedved la fa perfetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Camo pure la fa perfetta. Anche meglio di perfetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla partita d’addio manco si presenta.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Armand Traorè: la scheda</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 06:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calciomercato 2010-11]]></category>
		<category><![CDATA[Arsenal]]></category>
		<category><![CDATA[scheda calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[traorè]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Antonio Corsa)
Nome: Armand Traorè
Data di nascita: 8 ottobre 1989
Luogo di nascita: Parigi (Francia)
Nazionalità: francese (comunitario), senegalese
Altezza: 185 cm
Peso: 82 kg
Ruolo: terzino/centrocampista sinistro
Club: Arsenal
Scadenza contratto: 30 giugno 2012
Valutazione: 4.500.000 €
CARRIERA
Armand è nato a Parigi l&#8217;8 ottobre del 1989 da genitori di origine senegalese. Figlio d&#8217;arte (il papà ha giocato per il Racing, squadra della capitale rivale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-19257" title="armand traore" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/08/sfondo23.png" alt="" width="186" height="494" />(di Antonio Corsa)</em></p>
<p>Nome: Armand Traorè<br />
Data di nascita: 8 ottobre 1989<br />
Luogo di nascita: Parigi (Francia)<br />
Nazionalità: francese (comunitario), senegalese<br />
Altezza: 185 cm<br />
Peso: 82 kg<br />
Ruolo: terzino/centrocampista sinistro<br />
Club: Arsenal<br />
Scadenza contratto: 30 giugno 2012<br />
Valutazione: 4.500.000 €</p>
<p style="text-align: justify;">CARRIERA<br />
Armand è nato a Parigi l&#8217;8 ottobre del 1989 da genitori di origine senegalese. Figlio d&#8217;arte (il papà ha giocato per il Racing, squadra della capitale rivale del PSG, ed è stato nazionale senegalese), ha praticato sin da bambino il calcio. Ha iniziato a 6 anni nel Suresnes, per passare a 10 al Racing, la seconda squadra parigina. Il &#8220;salto&#8221; di categoria è avvenuto nel 2004 (a 15 anni), quando ha superato un provino ed è stato aggregato alle giovanili dell&#8217;AS Monaco. Nella squadra monegasca, racconta lo stesso giocatore, si allenava ad un ritmo elevatissimo, con tre sessioni al giorno a partire dalle 6 del mattino. E&#8217; lì che si è fatto notare da uno dei tanti osservatori dello staff di Wenger che, ancora 16enne, l&#8217;ha subito voluto con se nell&#8217;Accademy dell&#8217;Arsenal per proseguire la sua crescita. Allora, Traorè, che pesava 15 chili meno di adesso, era un ragazzino alto e magrolino, che si notava soprattutto per la sua velocità. La sua prima stagione a Londra l&#8217;ha trascorsa principalmente nella squadra riserve, collezionando 6 presenze con la seconda squadra. La vetrina internazionale (ed è lì che l&#8217;ho potuto osservare la prima volta) è arrivata nel luglio del 2006, quando ha preso parte, impressionando, alla partita d&#8217;addio di Dennis Bergkamp (potete trovare un video youtube <a href="http://www.youtube.com/watch?v=NK_NpCTwZF8" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=NK_NpCTwZF8&amp;referer=');">qui</a>, per rendervi conto anche di come sia cambiato fisicamente). Aveva 17 anni, per la cronaca. La stagione successiva è stata quella del &#8220;lancio&#8221; da parte di Wenger, sempre molto precoce in queste cose. Dopo un paio di panchine (anche in Champions), l&#8217;esordio è arrivato nella Football League Cup nell&#8217;ottobre (2006): alla fine per lui arriverà la gioia di una maglia da titolare anche nelle sfide con l&#8217;Everton, col Liverpool, nella doppia sfida con i rivali del Tottenham e nella finale della competizione contro il Chelsea (persa 2-1 grazie ad un mostruoso Drogba). Wenger tenne infatti fede alla sua promessa di far giocare le riserve per tutta la competizione, per farli crescere, e la mantenne pure nell&#8217;ultimo atto, probabilmente perdendo per questo il trofeo (ma è per questo che i giovani adorano giocare per lui). Il debutto in Premier avverrà però soltanto nel finale della stagione sportiva successiva, precisamente il 5 aprile 2008, contro il Liverpool. Grazie ad una serie di infortuni dei titolari, si ritroverà inoltre a giocare da titolare le ultime due gare di campionato dell&#8217;anno (come ala sinistra) e, in una di queste (contro l&#8217;Everton), per lui si accenderanno le vetrine grazie ad un cross messo in mezzo e trasformato in gol dal compagno Bendtner. Nell&#8217;agosto del 2008 era ormai pronto per fare esperienza da titolare in un club di Premier, e si formalizzò per lui il passaggio in prestito al Portsmouth di mister Redknapp (e di Tony Adams, ex storico capitano dell&#8217;Arsenal, da ottobre a febbraio, sostituito a sua volta dall&#8217;allenatore delle giovanili Paul Hart fino al termine della stagione), dove alla fine disputerà 19 partite (da ala sinistra), compresa quella più bella, il 2-2 di Coppa UEFA contro il Milan di Ronaldinho e Inzaghi (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=4fufjkK3Ypc" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=4fufjkK3Ypc&amp;referer=');">vedi video</a>). Per i Pompey a fine stagione arriverà un 14 posto, sinonimo di salvezza. L&#8217;anno scorso il ragazzo ha rifiutato un paio di prestiti, preferendo restare a Londra a giocarsi il posto, nonostante la presenza di Clichy e Gibbs. Alla fine per lui sono arrivate 9 presenze in Premier e 3 nelle coppe (nazionali), ma quest&#8217;anno è stato lo stesso Wenger a consigliargli di andare a giocare, chiuso com&#8217;è dai due rivali. A livello internazionale, Traorè si è imposto nella U-19 francese, giocando tra l&#8217;altro da titolare le qualificazione all&#8217;Europeo del 2008 (i galletti furono eliminati proprio dall&#8217;Italia), ed è stato convocato a soli 19 anni (come spesso accade da loro) nella U-21. Non è mai stato convocato da Raymond Domenech.</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE<br />
Sintetizzando in poche parole, ritengo che Traorè sia un giocatore cui manchi qualcosa per essere un buon terzino, e qualcosa per essere un buon esterno di centrocampo. Se è vero infatti che può disimpegnarsi in entrambi i ruoli, i difetti da limare per considerarlo un giocatore &#8220;da Juve&#8221; sono ancora tanti. Cominciamo però dai pregi, perchè il ragazzo è ancora molto giovane, e una discreta &#8220;base&#8221; su cui lavorare sicuramente c&#8217;è. La caratteristica che impressiona più di tutte è la velocità, fuori dal comune. Quando si sovrappone sulla fascia, infatti, è difficilmente contenibile nella corsa (meglio non sfidarlo), ed è dotato anche di un fisico ben strutturato che gli conferisce una certa potenza nella sgroppata e gli permette di resistere alle piccole trattenute e ai contatti. Soffrendo cronicamente di crampi, il ragazzo ha infatti negli ultimi anni lavorato molto in palestra, &#8220;gonfiandosi&#8221;. Si tratta perciò di un atleta di primo livello, strappato all&#8217;atletica leggera. Tutto qui? No, c&#8217;è di più. Pur non avendo tecnica individuale e qualità sufficienti per saltare l&#8217;uomo e disimpegnarsi ad alti livelli come centrocampista d&#8217;attacco (e qui il primo dei difetti che lo rendono incompleto in quel ruolo), il giocatore è comunque in grado di mettere in mezzo bei cross col mancino (il destro lo usa per salire le scale), probabilmente assieme alla corsa la specialità della casa. E questo per il gioco di Del Neri è fondamentale. Veniamo perciò alle note dolenti: senza girarci attorno, diciamo che la sua fase difensiva è assolutamente insufficiente. Oltre a difettare gravemente come senso della posizione, infatti, soffre di cali di concentrazione e spesso compie scelte difensive sbagliate: diagonali forzate, entrate pericolose invece di temporeggiare, lato forte offerto invece che mandare l&#8217;avversario sul piede debole, ecc. Difetti questi evidenti e basilari (e, collegandoci all&#8217;analisi iniziale, penalizzanti per ogni buon terzino che si rispetti), che lui stesso è consapevole di possedere. C&#8217;è da dire a sua discolpa che neanche i compagni di reparto Motta e De Ceglie brillano in questi aspetti, ed è proprio per questo che lo staff di Del Neri dovrà lavorare molto su tutti e tre per non trovarsi in partita troppo esposti a svarioni nelle retrovie. Una sfida che si può vincere e che è affascinante intraprendere, dato l&#8217;alto potenziale e l&#8217;età &#8220;relativamente&#8221; giovane (intendo dire: non è il classico calciatore italiano che matura a 23-24 anni: questo a 15 anni era già in paese diverso dal suo, a studiare calcio da professionista, con l&#8217;esordio nel grande calcio avvenuto da 17enne..). Per quanto riguarda la fase d&#8217;attacco, il giocatore è dotato di un tiro potente (anche se ovviamente poco preciso, o sarebbe un Nedved di colore) ed ama sovrapporsi in continuazione, proponendosi spesso a supporto del gioco offensivo. Detta spesso il passaggio senza palla, mentre con la palla al piede è &#8220;perfetto&#8221; fino alla trequarti. E&#8217; allora che spesso, così come per la fase difensiva, vengono fuori grossi difetti proprio a livello di scelte (passaggi invece che tiri, o viceversa). Se lo si manda sul fondo a crossare, però, il risultato è spesso più che soddisfacente (sarà contento Amauri). Va insomma sgrezzato tatticamente e sicuramente il giocare in un campionato dai ritmi inferiori rispetto a quelli della Premier dovrebbe aiutarlo, sotto questo punto di vista. Dovrà imparare molto (e i progressi mostrati dopo un anno da titolare nel Portsmouth sono stati tantissimi), sperando ci sia il tempo e il modo di aspettarlo e concedergli le sue belle possibilità. Ma, almeno fisicamente, si tratta di un atleta straordinario, e l&#8217;età è tutta dalla sua parte.</p>
<p style="text-align: justify;">IMPRESSIONI E PROSPETTIVE<br />
Nell&#8217;Arsenal era solo la terza scelta come terzino sinistro dietro il titolare indiscusso Gaël Clichy e la giovane promessa Keiran Gibbs. Wenger l&#8217;ha utilizzato a volte anche da centrocampista, essendo un giocatore prevalentemente d&#8217;attacco (così come gli altri due &#8220;colleghi&#8221;, a dirla tutta), ma quest&#8217;estate è stato molto chiaro col ragazzo, consigliandogli di andare a giocare altrove per non interrompere la sua crescita professionale. Il club che più di tutti è stato vicino ad acquistarlo, prima di noi, è stato il Benfica: i portoghesi hanno infatti trovato l&#8217;accordo economico con i Gunners (per circa 4 mln di euro complessivi di valutazione del cartellino), ma alla fine è saltato tutto perchè il procuratore Richard des Voeux ha chiesto  venisse mantenuto l&#8217;ingaggio di 12.000 sterline a settimana  (tradotto in euro e per anno, come siamo abituati qui in Italia, fanno poco meno di € 900.000  all&#8217;anno: niente male..) mentre il club lusitano era disposto ad offrire solo la metà. Questo può servirci come termine di paragone per valutarne, almeno economicamente, l&#8217;acquisto.  Abbiamo già detto dei suoi difetti, che pure non sono marginali per un terzino (almeno per come io intendo il ruolo del terzino). Se consideriamo che lo stipendio è di tutto rispetto, che le partite in Premier sono giusto una dozzina, che la sua esperienza internazionale non è comunque elevata, che era la terza scelta dei Gunners nel ruolo di terzino e che il suo contratto era in scadenza nel 2012, sicuramente vien fuori come il rischio assunto dalla Juventus, anche economicamente, sia elevato. Si è andati infatti ad investire (si dice che la valutazione complessiva sia arrivata a 6 mln di euro, molto più di quella concordata col Benfica, quindi) su un giocatore con poca o nessuna esperienza internazionale, che necessita di lavorare moltissimo su un aspetto importante del gioco come la fase difensiva e che, per di più, percepisce già un contratto da giocatore di prima squadra, pur non essendolo mai stato, con regolarità, se non una stagione nel Portsmouth. Se a giugno mi avessero detto che sarebbe stato lui il &#8220;rinforzo&#8221; nel ruolo di terzino sinistro, vero tallone d&#8217;achille l&#8217;anno scorso per la Juventus, mi sarebbe scappato un sorriso, lo confesso. Non vedo perciò come possa cambiare di tanto la mia opinione due mesi dopo. Non vorrei infatti si confondesse l&#8217;investire su un giovane  (sempre apprezzabile) ad un prezzo relativamente abbordabile (ma non costerà poco) col fatto che le necessità della Juventus fossero altre, ossia trovare un giocatore di buon livello, che &#8220;sistemasse&#8221; la lacuna a sinistra almeno per qualche anno. E&#8217; per questo, perciò, che resto perplesso. Traorè non può essere il terzino titolare di un club che punti davvero a vincere qualcosa, almeno non oggi. Ma una riserva da crescere e far migliorare sì. Il problema è che ci manca il titolare. In termini assoluti, perciò, come operazione non mi dispiace, ma ci sarebbe servito un tipo di giocatore più pronto e di maggiore esperienza (magari spostando De Ceglie in panca). Se non altro le buone notizie arrivano dal fronte comportamentale. Nato e cresciuto a ritmo rap nei sobborghi parigini, infatti, Traorè si è ancora adolescente riempito di tatuaggi e piercing abbracciando la vita di strada, ma tutto è cambiato da quando ha abbracciato la fede islamica. Da  allora  il giocatore ha imparato a rispettare il proprio corpo, e oltre  ad aver  rimosso gli errori del suo passato (intendo proprio fisicamente:  si è  fatto togliere i tatuaggi), ha scelto di non bere e non fumare. A   Londra lo considerano un ragazzo tranquillo, anche se lo scorso luglio è   stato arrestato dalla Polizia britannica per aver schiaffeggiato la  sua  fidanzata in stazione, davanti a diversi testimoni. Una bravata che  gli  è costata alcune ore di cella. Ma ha voglia di mettersi in mostra, e alle parole preferisce i fatti. Questo aspetto mi tranquillizza, ma restano i difetti e il fatto che &#8211; probabilmente &#8211; alla Juventus servisse qualcosa di più. Non lo boccio (può crescere molto), ma mi aspettavo altro.</p>
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