Cronache da Napoli: seconda parte
Dopo aver pubblicato la prima parte dell’email ricevuta, oggi tocca alla seconda. Buona lettura. Antonio.
“Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto, con una bella poltrona blu, la Coppa dei Campioni, Dio e dopo di lui io”. Ecco. Se questo vale per Mourinho, per Auricchio non crediate sia stato diverso. Avesse voluto un riesame facile avrebbe dovuto pregare Dio di mandarsi al suo posto. Si siede più padronale delle prime e seconde volte. Respira. Alla terza pare quasi sicuro non gli succeda più nulla se si lascia andare. Lo aspettano tutti col fucile dell’intelligenza spianato. Per aumentare la suspence, si adopera il trucco di allungare il brodo. Come si allunga il collo dell’animale che ti farà da pranzo. Nell’attesa puoi sognare ma pure dormire. Narducci punta su questo. E’ un pessimista. Conosce gli uomini soltanto nelle debolezze. Riprende, citando Tortora, da dove eravamo rimasti. Auricchio che parla, che parla e non spiega come ci è arrivato, che parla da solo (e solo) al traguardo. Cita De Santis, Livorno e Siena, Spinelli, Cellino. Tito Manlio assistente arbitrale in Arezzo-Salernitana che spiega a Meani consulente ambientale come per evitare contestazioni nel dubbio avesse deciso bene. Bergamo / Moggi, Mazzini / Baldini, il ribaltone ? no, Castagnini. Dopo l’almanacco del 2005 divenuto nella bocca di Auricchio un incomprensibile appello di nomi e numeri scandito con lucida voce da elenco telefonico, Narducci ci fa una sorpresa. Fa una domanda quasi sexy al monocorde graduato. Che ne pensa Auricchio delle intercettazioni di Maddalena, quelle archiviate perché semmai assolvevano Moggi. Non un dato o un criterio oggettivo, per carità. Giusto un pensiero. Da uomo illustre, diciamo. Lei, colonnello, che pensa dei suoi colleghi in materia di cupole e calcio. Sussulto. Moggi dipendesse da lui lo farebbe parlare. Moggi pensa che più parlano e più si rovinano. Prioreschi si oppone. E’ un avvocato. La verità non lo commuove. Stop. E’ una supposizione. Sarebbe una perdita di tempo. Come se non ce ne fossero state abbastanza, di supposizioni e perdite. E’ andare oltre. Casoria concorda. Peccato. La legge è legge, ma questa volta è una ingiuria. Se non alla noia, alla storia. Auricchio può dunque tornare così al suo movimento da posapiano. Un occhio al pc, un occhio al brogliaccio. Muove il mouse in automatico a cercar la risposta, anche se gli chiedi l’ora. In uno di quegli angoli a giro fatti col gomito, tra chi tifa per i mandati all’inferno c’è chi spera che il contrappasso mandi a terra quei file. E’ quel vecchio reato di frustrazione del gioco al massacro, e’il tanto peggio tanto meglio e in aula manca solo la Juve di questa ormai vecchia stagione.
C’è Scardina. Uomo mite, me ne accorsi due udienze prima sentendone le parolacce. Soffice ed elegante, addolorato. Mi faccio un punto d’onore nel confortarne lo sguardo ogni volta ne mandi in giro uno asciutto a cercare qualcosa d’umano. Auricchio ne parla come se non fosse in aula, come fosse morto, come di un corrotto. La questione verte su due Fiat da Moggi regalate a Scardina e Pieroni per chissà quali innominabili e turpi commerci. Chissà quali non è una domanda, né una curiosità. E’ una affermazione. Non si sa quali, Scardina ha pagato, Auricchio manco se lo è chiesto. Scardina ha pagato due volte. Sia l’auto che tutto il resto. Lo vedi lì come le altre volte, stavolta nel cerchio degli avvocati che lo proteggono d’inerzia circondandolo come nei branchi. Lo vedi con i suoi documenti, i suoi inutili bonifici bancari, le prove che lui l’auto l’ha acquistata, in mano le carte che gli avrebbero evitato di finire da quattr’anni ormai ai giardinetti. Potesse le ciclostilerebbe, le farebbe leggere a tutti, donne bambini e uomini di buona volontà. Non si lamenta: e’ “esterrefatto”. Più che l’ex caporedattore di Rai Sport è un groppo alla gola. Più che un uomo ancora libero è un grumo di forza di volontà: aspetta, guarda l’ora e resiste. Vuol dire la sua e non si azzardassero a cambiare canale.
Prossimamente online la terza e ultima parte.
Vincenzo Ricchiuti
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21. mar, 2010

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Su questo personaggio si potrebbe realizzare una saga stile le Cronache di Narnia… Le cronache di Auricchio: il leone, la spada e l’intercettazione