C’era una volta il Fair Play Finanziario…

rummeniggeDiciamocelo: in pochi ci credevano veramente. Le intenzioni erano ottime, i paroloni pronunciati in conferenza stampa facevano brillare gli occhi, il bilancio economico ci rendeva fieri di aver fatto le cose per bene e ci faceva sperare davvero in un futuro più roseo. Noi eravamo diversi, superiori. Almeno in questo (“lo Scudetto dei bilanci”). Il premio? Il fatto che le avversarie si sarebbero dovute adeguare subito, in maniera dolorosa, lasciandoci la strada spianata per futuri successi. Per un pò lo abbiamo sognato tutti. Non avevamo fatto i conti, però, con il “potere” dei soldi. Già, perchè è notizia dell’ultima ora che la piena introduzione del «fair play finanziario», che la UEFA su spinta di Platini vorrebbe imporre alle società di calcio europee, è rimandata. Lo ha annunciato l’AD del Bayern Monaco e presidente dell’ECA Karl-Heinz Rummenigge dopo la riunione di ieri di Manchester. Certo, ci sarebbe da avvisare la Juventus F.C., che tramite sito ufficiale scrive altro (ma che hanno capito?), ma ci fidiamo più Rummenigge! (non me ne voglia Gattino..)

Il fair play finanziario prevedeva che solo i club con i bilanci a posto e con il giusto equilibrio tra entrate ed uscite avrebbero potuto partecipare a Champions ed Europa League, già dal 2012. Da subito. Bello nelle intenzioni, ma inattuabile se a rischiare di restare fuori sono clubs come il Real Madrid, il Barcellona, il Manchester United, il Liverpool, l’Arsenal, il Chelsea, l’Inter, il Milan, il Bayern Monaco (escludendole la Champions si ridurrebbe a qualcosa di leggermente più attraente della Coppa Italia, suvvia..). Insomma alla UEFA, come sempre, si son fatti belli con i proclami, ma alla fine la logica (dei soldi, ovvio) ha avuto la meglio. A parole la stessa UEFA disse di voler escludere il Milan post-calciopoli dalla Champions, attaccando i rossoneri in maniera violentissima. Sappiamo come è andata poi a finire (con la Coppa). Sempre a parole la UEFA minacciò il Porto di esclusione dall’edizione di quest’anno, tranne poi ritornare sui propri passi (e ora il Porto si gioca l’accesso ai quarti contro l’Arsenal). Solo noi (la Juventus Cobolliana post-calciopoli) abbiamo dato credito all’UEFA, sia in ambito sportivo (“ce l’avrebbero fatta pagare”), sia economico (“siamo il club più virtuoso d’Italia, ci premieranno”).

Di certo i dirigenti dei principali clubs europei non l’hanno fatto tatto. Già, perchè dopo l’istituzione del comitato, la stesura del programma, le riunioni, le pubblicità, i procliami, addirittura le liti con l’Inter, ecc.. è arrivato il confronto diretto. Riassumendo, queste le risposte dell’ECA, evidentemente poco propensa a trattare:

  • punto primo: comandiamo noi
  • punto secondo: il 2012 è troppo vicino, al massimo possiamo pensare al 2015 (si vedrà)
  • punto terzo: abbandonate il principio di legare la spesa al fatturato e introducete il “pareggio triennale” modello Bundesliga (o addirittura quinquennale, si vedrà)
  • punto quarto: il pareggio vi spieghiamo noi cosa significa… significa non che se il primo anno hai 20 milioni di debiti e il secondo 10 ne devi recuperare 30, ma che basta che al terzo anno chiudi il bilancio in pareggio, per ripulirti. Come i digiuni, che servono a resettare l’organismo. Un digiuno di un anno ogni tre (o cinque, si vedrà)
  • punto quinto: abbandonate la folle idea di voler eliminare gli indebitamenti. Al massimo vi lasciamo come possibilità quella di obbligare i clubs a non avere più debiti verso i propri azionisti (vedi Abramovic col Chelsea) e i propri tesserati
  • punto sesto: rose ridotte a 25 “over 21″? Bocciato!

Insomma si è capito l’andazzo.. vedremo se Platini avrà davvero voglia di iniziare un braccio di ferro con i clubs o se, da buon politico, preferirà rimandare il tutto al 2015 (quando non ci sarà più all’UEFA) per non bruciarsi la candidatura alla FIFA. Io una mezza idea su come andrà a finire ce l’ho… E non è bella.

(Credits: La Stampa)

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15 repliche per “C’era una volta il Fair Play Finanziario…”

  1. Una vicenda dal contorno (bianconero) molto triste

  2. zoff gentile cabrini Rispondi 04. mar, 2010 at 15:13

    Mah…

    sul sito Juve riportano con dovizia di particolari un esito diverso dell' incontro.

    Anche le date sono diverse.

    Le ipotesi sono 2 :

    - La stampa si è inventata tutto.

    -Blanc al momento del voto era in bagno.

    :(

  3. ma alla juventus cosa si bevono??

  4. Scemi noi o scemi tutti? Vedendo l'andazzo non c'è dubbio…

  5. Troppo grandi gli interessi,troppo potenti le società coinvolte qualora prendesse piede la proposta di Platini. Tendo ad essere pessimista e a condividere i pensieri maliziosi ma verosimili di Antonio.

    Come reagire ad una situazione del genere???

    Semplice!!Abbiamo due strade:

    1) La famiglia Agnelli torna all'antico mecenatismo (improbabile se non impossibile)

    2)Si impara dal passato ovvero ci si affida nuovamente a Moggi proprio come fece l'Avvocato qunado decise di nn fare piu' il mecenate e diede la Juve nelle mani di un dirigente che abbinava competenza ad alti livelli e allo stesso tempo agiva dietro le quinte tirando i giusti fili. E' brutto da dire ma francamente alternative non ce ne sono.

    Non a caso Mughini dice spesso che l'Avvocato prese Moggi,un dirigente con i peli sulla pancia. Frase emblematica!!!

    Io sono per il gioco secondo le regole,ma se il gioco è sporco…o si abbandona o ci si adegua. E' assurdo solo pensare di poter competere con gente che ogni hanno investe 100-200 mnl di euro.Moratti prenderà sempre i migliori,Real,Barca,Chelsea e Manchester la faranno sempre da padroni in europa.

    Sento parlare tanto dell'appeal che la juve sta perdendo agli occhi dei top players,MA DI COSA PARLIAMO??? L'appeal sono i soldi:la juve vuole Ribery,il real anche.La juve gli offre un ingaggio di 5 mnl piu' premi,il Real 9 piu' premi.Non c'è gara,ma l'appeal consentitemi non c'entra nulla!!

    Prevedo anni oscuri per noi juventini!!!L'unica speranza è lo stadio ammesso che noi italiani avremo la cultura per comprendere un progetto del genere,ne dubito… .Basta vedere gli introiti che le squadre inglesi e spagnole fatturano dalla vendita delle maglie.Stadi pieni di gente con malgie originali da loro,da noi??? Lasciamo stare va,siamo lontani anni luce!!

    • Dando per scontato che

      1 – gli Elkann o eventualmente l'ultimo Agnello non saranno mai dei mecenati

      2 – Che l'unica persona in grado di fare il pane senza farina ( segno della croce ) Luciano Moggi, difficilmente ritornera'

      restano solamente altre due alternative per poter sperare di ritornare agli lati livelli, disponendo delle risorse necessarie per competere sul mercato e di conseguenza sul campo:

      - La cessione della societa' a qualche oligarca russo, ex KGB, o sultani vari

      - La trasformazione della Juve in una public company ad azionariato diffuso ( tipo Barcellona ) .

      Per me l'importante resta sempre vincere, non partecipare

  6. Una piccola inesattezza sul tuo post. All'inizio dici:"Diciamocelo: in pochi ci credevano veramente".

    Avresti dovuto scrivere, secondo me, "nessuno ci credeva veramente".

  7. IMHO il fair play finanziario non verrà mai attuato. Nel 2015 il corso Platini tra l'altro sarà finito.

  8. io dedicherei a platini una vecchia e stupenda canzone italiana…. paroleeeee paroleeeeeeee paroleeeeeee soltanto paroleeeee e niente di piu'……..

  9. Un ruolo importante lo stanno ricoprendo le banche, che hanno concesso ai club di indebitarsi evitando ai presidenti di mettere mano ai portafogli.

    Penso pero', che prima o poi le banche obbligheranno i club a rientrare.In considerazione delle cifre in ballo, qualche presidente sara' obbligato a vendere, anche i top players, in quanto non in grado di coprire i debiti, altri magari non potranno piu' partecipare ad aste folli, o pagare milioni di euro di ingaggio al terzo portiere, rendendo gradualmente il mercato piu' sensato.

    Magari ci vorra' ancora qualche anno, ma come per il Nasdaq, o per i subprime, prima o poi la bolla scoppia ( calcio inglese in primis )

    • Antonio Corsa (ACB) Rispondi 05. mar, 2010 at 15:42

      Ma quando diciamo che "i clubs indebitati saranno costretti a vendere" cosa intendiamo? Cioè ammettiamo che il Manchester United decida di risanare i debiti e vendere Rooney. A chi lo vende? Quale altro grande club europeo NON INDEBITATO può permettersi di spendere 70-80 mln? A me sembra tutta una presa in giro. Serve che i prezzi dei giocatori crollino, la realtà è questa. Serve abbassare gli stipendi, introdurre più giovani, abbassare il costo dei cartellini, magari lavorare su regole che prevedano un limite massimo sia agli ingaggi che al prezzo dei cartellini. Altrimenti è tutta una farsa. Ovviamente non si farà nulla. Al limite il Manchester, per aggiustare il bilancio, venderà Rooney a 70 mln al Real che a sua volta, per risanare i debiti, venderà Kakà a 70 mln al Manchester.

  10. Innanzitutto il mercato arrivera' al punto che non potra' piu' crescere, nel senso che i costi dei cartellini sono aumentati a dismisura in funzione della domanda,cioe' di chi aveva capacita' di spesa o di indebitamento. Se a un certo punto quasi nessuno potra' piu' aumentare l'indebitamento o spendere, il mercato avverra', come gia' avviene in molti casi, sullo scambio di giocatori senza esborso. Ma queste poste di giro, non diminuiscono l'esposizione. Per ridurre i debiti occorre ridurre le spese correnti:cioe' il monte ingaggio, come facemmo noi con la retrocessione. Quindi molte piu' societa' professionistiche dovranno vendere o svendere, e aumentando l'offerta in scarsita' di domanda e' piu' probabile spuntare prezzi abbordabili. Sono dinamiche difficili da spiegare, ma ribadisco, qualcosa deve cambiare, altrimenti ben poche squadre avranno i requisiti per iscriversi ai rispettivi campionati. Prima di dichiarare il fallimento di mezza Premier Leaugue qualche regola andra' trovata.

    In Italia hanno gia' inventato lo spalmadebiti e le fidejussioni false per aggirare la Covisoc. Altre scorciatoie non ne vedo.

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