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	<title>Il Blog dell&#039;Uccellino di Del Piero ™ &#187; Partite di Coppa</title>
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	<description>Blog di calcio giocato e cinguettate! Di Antonio Corsa</description>
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		<title>Europa League: Fulham-Juventus 4-1 (vergognosi&#8230;)</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 20:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11646" title="vergogna juve" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/vergogna-juve.png" alt="vergogna juve" width="276" height="163" />Dei precedenti e della cabala se n’era  già parlato in occasione della gara d’andata, quando poi i bianconeri si erano imposti per 3 a 1 disputando una delle migliori gare da quando Zaccheroni si è seduto  sulla panchina della Vecchia Signora. La questione più importante del  pre-match del Craven Cottage, quindi, resta quella riguardante il  portiere: meglio affidarsi ancora una volta all’esperienza di un  Chimenti ormai un po’ imbolsito o meglio puntare sulla freschezza – con  l’inesperienza come contraltare – di un Pinsoglio in rampa di lancio? Alla fine Zaccheroni fuga ogni dubbio:  la sua scelta ricade infatti, esattamente come accaduto domenica col Siena, sul quasi quarantenne portiere barese, che prende  quindi posto tra i pali. A fargli da scudo sono chiamati Zebina,  Cannavaro, Grosso e Salihamidzic, schierato in sostituzione di un  Grygera più che sottotono con i senesi. A centrocampo riproposto invece  l’albero di natale con Sissoko, Melo e Camoranesi schierati alle spalle  dei trequartisti Candreva e Melo, a loro volta posti a supporto  dell’unica punta Trezeguet. Dal canto suo, invece, i Cottages  presentano, esattamente come all’andata, un 4-5-1 con Gera ad agire  sulla trequarti ed il solo Bobby Zamora di punta.</p>
<p style="text-align: justify;">CRONACA<br />
Alla Juve, che parte ancora una volta forte, bastano due soli minuti di  gioco per passare: al secondo di gioco, infatti, Trezeguet buca il  portiere avversario con un tap-in preciso con cui ribadisce in rete una  conclusione di Diego ribattuta da un difensore, <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37385&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37385_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">bucando Schwarzer</span></a>. Dopo sei minuti, però, Zamora trova il  pareggio: la punta dei Cottages riceve palla in area e dopo aver  spostato Cannavaro stoppa di mettendo, mettendo giù un pallone che  sbatte poi alle spalle di Chimenti, <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37387&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37387_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">firmando l’1 a 1</span></a>. Giusto il tempo di ripartire e Diego  prova a riportare sopra i suoi: il suo tiro dalla distanza è però  prontamente respinto da Schwarzer, che evita la seconda rete. Al sedicesimo è quindi ancora Zamora a rendersi pericoloso: su di un  lancio lungo in area la punta dei londinesi va infatti a disturbare  l’uscita di Chimenti, che non riesce a bloccare il pallone. Alla fine,  comunque, la difesa libera l’area. Al diciottesimo è invece Hangeland ad  avere una buona occasione sugli sviluppi di un angolo ma il centrale  norvegese, forse leggermente spinto da Cannavaro che lo mette fuori  tempo, non riesce a raggiungere il pallone di testa. Al ventiseiesimo minuto accade un fatto  che può pesare come un macigno: Gera è lanciato in profondità e  Cannavaro prova a fermarlo con mestiere, con entrambi i giocatori che  terminano a terra. L’arbitro non ha grossi dubbi ed espelle il centrale  Azzurro. Decisione indubbiamente discutibile, posto che essendoci al  fianco dei due un Grosso che avrebbe potuto chiudere sul trequartista  ungherese e che non è così automatico ravvisare una chiara occasione da  goal in questa azione un’espulsione diretta sembra un tantino generosa. Sul calcio di punizione seguente, comunque, si esalta Chimenti: Zamora  calcia a giro di sinistro sul suo palo, Chimenti si tuffa e mette in  angolo con un intervento ad una mano. Al trentottesimo doppia fiammata, doppio  legno: prima è Davies a colpire la traversa direttamente su calcio di  punizione, poi è Etuhu a colpire il palo sugli sviluppi di un angolo. Il goal è comunque nell’area tanto che un minuto dopo il Fulham passa:  Gera è servito in area piccola da Davies, Chimenti non interviene sul  passaggio e Gera <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37390&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37390_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">può depositare comodamente in porta per  il 2 a 1</span></a>. Juventus che dopo l’espulsione di  Cannavaro è costretta ad alzare le barricate: è infatti il Fulham a fare  la partita, dominando più o meno in ogni zona del campo. Del resto ai  londinesi basterebbe un solo goal per riequlibrare le cose rispetto  all’andata. Due minuti dopo l’inizio della ripresa è  ancora un episodio arbitrale a risultare determinante: Diego tocca la  palla di mano in area su di un cross di Duff, l’arbitro tentenna qualche  secondo, forse per consultarsi con l’assistente, e poi assegna il  rigore. Sul dischetto si presenta Gera, che <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37393&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37393_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">spiazza facilmente Chimenti</span></a> riportando in equilibrio il risultato maturato nell’andata. Al cinquantacinquesimo la Juve prova a  rialzare la testa: Diego fa un lancio di diverse decine di metri  pescando Trezeguet al limite. Il tiro al volo della punta francese, che  ben si coordina sul pallone, non mette però in difficoltà il portiere  avversario. Al cinquantanovesimo Diego prova ad offrire un assist servendo un  pallone in mezzo direttamente da calcio di punizione, la palla è però  messa in angolo da un difensore. Sugli sviluppi del corner è invece  Zebina di testa a provarci, il suo colpo di testa termina però ben oltre  la traversa. Al sessantunesimo torna però a farsi  rivedere il Fulham: prima Zebina e De Ceglie chiudono un po’ a sandwich  Gera, che si lascia cadere ancora una volta come se avesse problemi a  reggersi sulle gambe. L’arbitro comunque lascia correre, nonostante l’ex  under 21 Azzurro sia rimasto a terra in area. Duff raggiunge quindi il  pallone e non applicando il fair play manovra arrivando a calciare,  senza però trovare lo specchio di porta.  Al settantesimo il Fulham costruisce  un’ennesima palla goal: Davies è infatti liberato al tiro da una bella  azione manovrata dei suoi. Il suo calcio, potente ma piuttosto centrale,  viene però respinto da Chimenti, con il pallone che ballerà quindi  pericolosamente a centro area per poi venire spazzato in qualche modo da  Sissoko. Quattro minuti più tardi è invece Gera a colpire il pallone più o meno  sulla stessa zolla da cui aveva colpito a rete Davies, questa volta non  trovando nemmeno i pali. Al settantasettesimo Dempsey ha  l’occasione di chiudere il discorso andando a colpire di testa,  indisturbato, da dentro l’area. Chimenti, però, si tuffa alla sua  sinistra e smanaccia il pallone, salvando la propria porta. Tre minuti e Chimenti deve ripetersi anche su Gera che dopo aver saltato  seccamente Melo al limite dell’area conclude con potenza, mettendo in  difficoltà l’estremo difensore barese.Fulham che quindi dopo una fase  della partita passata sottoritmo rispetto al primo tempo torna a farsi  tamburellante nell’ultimo quarto d’ora di match. E proprio la ritrovata veemenza porta il  Fulham a segnare il goal che vale la qualificazione: Dempsey riceve  palla al limite da Etuhu e dopo aver ben controllato il pallone effettua  un pallonetto sul quale Chimenti non prova neanche ad intervenire,  osservando il pallone gonfiare la rete. Come se non bastasse, poi,  a fine match  si fa espellere anche Zebina.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
Una grande squadra non può prendere sette reti in due match da Siena e  Fulham. Non solo: una grande squadra non va sul  tre a zero contro l’ultima in classifica per farsi poi rimontare. Né  vince 3 a 1 in casa propria contro un avversario modesto per poi dargli  modo di ribaltare il risultato al ritorno. Ma, del resto, questa Juventus non è più  considerabile una grande squadra, ed anche i più scettici in merito  credo debbano accettare questo fatto, oggi. Certo, diversi alibi possono essere  portati a difesa di questa squadra: dal fatto che Calciopoli abbia  rappresentato un punto di rottura per il calcio italiano tutto e per  questa squadra in particolare, al fatto che sono stati moltissimi gli  infortuni a minare la rosa, quest’anno. Ma nessuno di questi e degli altri discorsi che si possono fare può  andare a giustificare l’attuale annata juventina: la squadra ormai è  infatti in balia di sè stessa, composta da molti ex campioni che hanno  dato dato a questo club ma che ormai hanno ampiamente imboccato il viale  del tramonto, da alcuni giovani dall’ottimo potenziale che fanno però  fatica ad esprimersi e da giocatori che oggi non sono né carne né pesce,  quando non proprio deficitari. Per quello che mi riguarda una sola cosa  può fare la Juventus oggi: rifondare. Partendo, però,  dai propri vertici societari, non certo iniziando dal riportare Ariaudo a  Torino anziché no (tanto per fare l’esempio di un’operazione che  comunque non inciderebbe in maniera decisiva sulla squadra). Se questo non avverrà entro la fine di  questa stagione… beh, difficilmente potremo ritrovare la Juventus ai  vertici del calcio europeo com’era solo fino a quattro anni fa. Per quello che riguarda la partita in sè  penso ci sia poco da dire: la cronaca da sola spiega ampiamente come la  vittoria del Fulham sia stata più che meritata.</p>
<p style="text-align: justify;">MVP<br />
Più che il migliore in campo è il caso di premiare quello, tra i  ventidue in campo, che più ha inciso sul risultato finale: Zoltan  Gera. Il trequartista ungherese, infatti,  risulta assolutamente determinante. Facendo espellere Cannavaro,  innanzittuto. Facendo espellere sia nel senso che costringe il capitano Azzurro ad  intervenire fallosamente per contenerlo, sia nel senso che si lascia  andare oltremisura sul contatto con lo stesso. Mettendo a segno due goal, poi. Prima  trovandosi puntuale con l’appuntamento col pallone in area piccola, poi  realizzando il rigore ad apertura di ripresa, fondamentale quanto  l’espulsione di Cannavaro. Giocando una partita incisiva, in  generale. <em>Honorable mention</em>,  comunque, anche per Clint Dempsey: il talento americano chiude infatti i  giochi per la qualificazione con un goal d’autore, che vale la pena  mettersi a vedere e rivedere…</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
FULHAM-JUVENTUS 4-1 (2-1)<br />
RETI: 2’ pt Trezeguet, 9’ pt Zamora, 39’ pt e 3’ st rig. Gera, 38’ st  Dempsey.<br />
FULHAM: Schwarzer; Kelly (26’ st Dempsey), Hangeland, Hughes, Konchesky;  Duff, Baird, Etuhu, Davies; Gera (40’ st Riise); Zamora. A  disposizione: Zuberbhuler, Dikcagoi, Riise, Smalling, Nevland,  Marsh-Brown. All. Hodgson.<br />
JUVENTUS: Chimenti; Salihamidzic, Zebina, Cannavaro, Grosso (40’ st Del  Piero); Camoranesi (7’ st De Ceglie), Felipe Melo, Sissoko; Candreva  (28’ pt Grygera), Diego; Trezeguet. A disposizione: Pinsoglio, Poulsen,  Marrone, Iaquinta. All. Zaccheroni.<br />
ARBITRO: Kuipers (Olanda).<br />
ESPULSI: 27’ pt Cannavaro, 45’ st Zebina.<br />
AMMONITI: 12’ pt Camoranesi, 45’ st Konchesky, 47’ st Felipe Melo</p>
<h6 style="text-align: justify;">(Credits: SciabolataMorbida)</h6>
</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Europa League: Juventus vs Fulham 3-1 (quarti ipotecati&#8230;)</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 00:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Coppa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa League]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo essere retrocessa dalla Champions League la Juventus ha dovuto superare un primo ostacolo lungo la rincorsa alla vittoria in Europa League, l’Ajax. Sbarazzatisi senza grandissimi problemi dei Lanceri è quindi la volta del Fulham, la più antica tra le squadre di Londra: i Cottages vennero infatti fondati nel 1879 da un gruppo di fedeli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-full wp-image-11254" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/zebina.png" alt="zebina" width="276" height="163" />Dopo essere retrocessa dalla Champions League la Juventus ha dovuto superare un primo ostacolo lungo la rincorsa alla vittoria in Europa League, l’Ajax. Sbarazzatisi senza grandissimi problemi dei Lanceri è quindi la volta del Fulham, la più antica tra le squadre di Londra: i <em>Cottages</em> vennero infatti fondati nel 1879 da un gruppo di fedeli della Chiesa d’Inghilterra e nei loro 131 anni di storia non hanno mai brillato particolarmente, né in campo nazionale né in campo internazionale (questo ottavo di finale risulta essere, infatti, il miglior risultato della storia di questa squadra al di fuori dei confini inglesi). Non certo un blasone particolarmente nobile quello degli <em>Whites</em>, che però dalla loro hanno la cabala. L’ultima imposizione juventina contro un’inglese negli scontri diretti risale infatti addirittura a quasi ventisei anni fa, quando cioè i Bianconeri eliminarono il Manchester United in semifinale di Coppa Coppe grazie al 2 a 1 di Torino griffato Boniek e Rossi dopo che l’andata in terra d’Albione s’era conclusa sull’1 a 1. Di lì in poi, infatti, la Juventus riuscì ad imporsi solo nelle finali di Supercoppa Europea di quell’anno e di Coppa Campioni dell’anno precedente contro ad un’inglese. Per il resto quando si trattò di scontri diretti il club di Corso Galileo Ferraris dovette sempre chinare la testa di fronte ai sudditi di Sua Maestà. Non solo: sono infatti ben quattordici anni che i Bianconeri non vincono in Inghilterra. L’ultima occasione in cui questo successe risale infatti alla quinta giornata del girone della Champions League del 96/97, quando la Juve s’impose 1 a 0 a Manchester contro lo United grazie ad una rete di Alessandro Del Piero (per poi andare a perdere quel trofeo solo in finale, quando il Borussia di Hitzfeld ebbe la meglio per 3 a 1 grazie alla doppietta di Riedle ed alla rete di Ricken). Proprio contro a tutte queste cose deve quindi combattere la squadra di Zaccheroni, che deve altresì essere consapevole, comunque, che scontrarsi contro il Fulham (che può vantare buoni giocatori come Duff e Zamora) non è certo come doversela vedere con Manchester, Chelsea o Liverpool. Tornare ad imporsi su di una inglese dopo tutto questo tempo, quindi, risulta quasi essere un dovere cui non ci si può sottrarre. Proprio per provare a partire con il piede giusto in questo doppio confronto ad eliminazione diretta Zaccheroni si affida quindi a Manninger in porta, Zebina, Legrottaglie, Cannavaro e Grosso a comporre la linea difensiva, Salihamidzic, Poulsen e Marchisio a centrocampo a supporto di Candreva e Diego, schierati sulla trequarti. Trezeguet, infine, l’unica punta messa in campo dal tecnico Bianconero. Hodgson, vecchia conoscenza del nostro calcio, risponde invece con un centrocampo molto folto con l’ungherese Gera ad agire sulla trequarti alle spalle dell’unica punta, Bobby Zamora.</p>
<p style="text-align: justify">CRONACA<br />
La prima conclusione in porta della partita arriva dopo sette minuti di gioco quando Marchisio pennella un cross in mezzo su cui arriva Trezeguet in anticipo, con Le Roi David che gira il pallone sul secondo palo, chiamando Schwarzer ad un intervento in tuffo a deviare la palla in corner. Ed è proprio sugli sviluppi del calcio d’angolo che arriva l’1 a 0: è Legrottaglie, stavolta, a svettare in area, <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37195&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37195_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff">schiacciando il pallone in maniera imparabile per l’estremo difensore australiano</span></a>, freddato così dal colpo di testa del centrale pugliese. Il goal arrivato nei primissimi minuti di gioco non deve comunque ingannare chi legge: i ritmi della partita sono tutt’altro che frenetici, tanto che la partita stessa non risulta certo essere memorabile. A farla, la partita stessa, è comunque la Juventus, che dimostra come, un passetto alla volta, sta uscendo, grazie alla sapiente cura di mister Zaccheroni, nell’impasse in cui la Vecchia Signora era caduta sotto la guida di Ciro Ferrara. Per aspettare un altro sussulto dobbiamo quindi aspettare dopo il ventitreesimo minuto quando Marchisio, in pressing alto, strappa abilmente il pallone dai piedi di Greening agevolando la conclusione dal limite da parte di David Trezeguet, che non trova però lo specchio della porta. Un solo minuto e Zebina segna un grandissimo goal: ricevuto palla da Candreva sulla trequarti parte liberandosi con facilità di due avversari per poi calciare un diagonale perfetto con cui <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37198&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37198_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff">buca il malcapitato Schwarzer</span></a> per il più classico dei “palo-goal”. Al trentaseiesimo minuto il Fulham accorcia fortunosamente le distanze: sugli sviluppi di un calcio di punizione Etuhu riceve palla dal limite e calcia alla bell’e meglio, cioè male. Il pallone, che sarebbe sicuramente finito ben oltre il palo alla destra di Manninger, sbatte però contro Legrottaglie, cambiando completamente direzione ed infilandosi a filo del palo alla sinistra del portiere austriaco, assolutamente impalato da quella deviazione inaspettata. <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37200&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37200_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff">2 a 1</span></a>. Nonostante non stiano giocando particolarmente bene il Fulham al quarantesimo va subito vicino al pareggio: sugli sviluppi di un angolo, infatti, Hangeland <em>fa il Legrottaglie</em> e svetta di testa cercando l’incrocio dei pali ma trovando la pronta risposta di Manninger, che si distende respingendo il pallone, poi liberato da un compagno dell’estremo difensore juventino. Al quarantatreesimo è invece Zamora a provarci con un piatto destro al volo da dentro l’area. Il tiro della punta del Fulham è però troppo centrale e risulta una facile preda per il portiere avversario. A tempo ormai scaduto Zamora veste i panni dell’assitman e libera, con un tacco con cui fa tunnel a Legrottaglie, Zoltan Gera, che entrato in area scarica un diagonale verso la porta, facilmente parato da Manninger. L’ultima occasione della prima frazione è però juventina: dapprima Grosso calcia potente trovando l’opposizione di Schwarzer, poi, sugli sviluppi dell’angolo guadagnato dal terzino Azzurro, <a href="http://www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37201&amp;Ln=En" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.goal4replay.net/VideoWatchF.asp?ID=37201_amp_Ln=En&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff">Trezeguet segna il 3 a 1</span></a>. La punta francoargentina coglie infatti prima il palo con la sua conclusione potente, poi troverà un tap-in vincente sulla respinta del montante stesso. La ripresa scorre un po’ sulla falsariga della prima frazione, con la Juventus che parte meglio ed il Fulham che cresce pian piano, col passare dei minuti. A differenza dei primi quarantacinque minuti, però, mancano le occasioni da goal. Così la partita si trascina abbastanza francamente fino al settantaduesimo quando Candreva pesca Camoranesi in area che fa una splendida sponda di petto per Iaquinta, il cui destro è però sballatissimo e termina lontanissimo dai pali. A chiudere il match è un tiro scoccato da più di venti metri da Diego, che trova però uno Schwarzer molto reattivo bravo a negargli la gioia del goal. Sull’angolo seguente è invece Iaquinta a provarci di testa, non trovando però lo specchio di porta.</p>
<p style="text-align: justify">COMMENTO<br />
Ben quattro reti in una frazione di gioco. A dire così si potrebbe pensare, almeno non avendo visto la partita, ad un match giocato su ritmi vertiginosi con difese colabrodo ed attacchi particolarmente ispirati. Niente di tutto questo. Il primo tempo di Juventus-Fulham non è infatti un inno allo spettacolo, per quanto sia ravvivato dai quattro goal di cui sopra. Tre di questi vengono però dagli sviluppi di un calcio piazzato ed uno, quello di Etuhu, è anche assolutamente fortuito. Non un grandissimo spettacolo, quindi, ma, se non altro, una buona Juventus. E per il calcio italiano, rimasto orfano delle neo-eliminate Fiorentina e Milan, è sicuramente un fattore molto positivo. Juventus che comanda infatti il gioco per buona parte del primo tempo, lasciando agli ospiti solo una decina di minuti dello stesso. Peccato solo per quel goal molto fortunoso realizzato da Etuhu con la sfortunata complicità di Legrottaglie. Subire goal in casa in uno scontro ad eliminazione diretta, infatti, è sempre pericoloso. La ripresa non differisce molto dal primo tempo. L’unica differenza risiede infatti nel fatto che non vengono più costruite palle goal, cosa che trasforma quindi il match in soporifero.</p>
<p style="text-align: justify">MVP<br />
Uomo del match risulta essere, dal mio punto di vista, Candreva: il giovane trequartista giunto a gennaio a Torino disputa infatti una partita molto solida, dando tutto ad ogni pallone toccato e dimostrando di poter arricchire di qualità la manovra Bianconera. Sembra essere proprio lui, per altro, il maggior beneficiario di questo nuovo schema “ad albero di natale” proposto negli ultimi due match da Zaccheroni. Schierato sulla trequarti al fianco di Diego ed alle spalle di un’unica punta il centrocampista romano sta infatti ingranando. Che possa guadagnarsi, da qui a fine stagione, la conferma in Bianconero?</p>
<p style="text-align: justify">TABELLINO<br />
Juventus vs. Fulham<br />
Marcatori: 8&#8242; Legrottaglie, 24&#8242; Zebina, 36&#8242; Etuhu, 45+3&#8242; Trezeguet<br />
Juventus: Manninger; Zebina, Legrottaglie, Cannavaro, Grosso; Salihamidzic (1’s.t. Camoranesi), Poulsen (30′ s.t. Sissoko), Marchisio; Candreva, Diego; Trezeguet (17′ s.t. Iaquinta). A disposizione: Pinsoglio, Grygera, De Ceglie, Del Piero. All. Zaccheroni<br />
Fulham: Schwarzer; Baird, Hangeland, Hughes, Konchesky; Duff, Davies ( 16′ s.t.Dempsey), Etuhu, Greening; Gera; Zamora. A disposizione: Zuberbuhler, Kelly, Nevland, Smalling, Marsh-Brown. All. Hodgson<br />
Ammoniti: Legrottaglie (J), Greening (F)<br />
Espulsi:<br />
Arbitro: Meyer (Ger)
</p>
<p style="text-align: justify">(Credits: <a href="http://sciabolatamorbida.wordpress.com/2010/03/11/juventus-vs-fulham-%e2%80%93-andata-ottavi-di-finale-di-europa-league-%e2%80%93-110310/" onclick="urchinTracker('/outgoing/sciabolatamorbida.wordpress.com/2010/03/11/juventus-vs-fulham-_e2_80_93-andata-ottavi-di-finale-di-europa-league-_e2_80_93-110310/?referer=');"><span style="color: #ff0000">Sciabolata Morbida</span></a>)</p>


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		<title>Europa League: Juventus vs Ajax 0-0 (ora sotto col Fulham&#8230;)</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 23:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Coppa]]></category>
		<category><![CDATA[Ajax]]></category>
		<category><![CDATA[Europa League]]></category>

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		<description><![CDATA[La Juventus scende in campo nella serata di giovedì per provare a difendere la vittoria per 2-1 ad Amsterdam. Per ottenere il passaggio del turno, infatti, basterebbe anche solo un pareggio per la squadra di Zaccheroni, che si dimostra però subito decisissimo ad ottenere il punteggio pieno. Basta leggere la formazione schierata dal tecnico di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10474" title="juventus ajax" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/juventus-ajax.png" alt="juventus ajax" width="276" height="163" />La Juventus scende in campo nella serata di giovedì per provare a difendere la vittoria per 2-1 ad Amsterdam. Per ottenere il passaggio del turno, infatti, basterebbe anche solo un pareggio per la squadra di Zaccheroni, che si dimostra però subito decisissimo ad ottenere il punteggio pieno. Basta leggere la formazione schierata dal tecnico di Meldola per capire che la Juventus non scende in campo per fare da spettatrice e tirare a campare sperando in un pareggio. I Bianconeri si schierano infatti con un 4-3-1-2 con Manninger in porta al posto dell’infortunato Buffon (e Pinsoglio, premiato come miglior portiere dell&#8217;ultimo Viareggio, a fargli da secondo), Grygera, Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie in difesa, Sissoko, Melo e Marchisio a centrocampo schierati dietro a Diego trequartista che a sua volta gioca alle spalle di Amauri e Del Piero. Jol per provare a ribaltare il risultato dell’andata schiera invece la sua squadra, priva della stellina Suarez, con un 4-3-3 con Stekelenburg in porta, Van Der Wiel, Alderweid, Verthongen ed Oleguer in difesa, De Jong, De Zeeuw ed Enoh a centrocampo ed Eriksen, Pantelic e Sulejmani in attacco.</p>
<p style="text-align: justify;">CRONACA<br />
Dopo due minuti di gioco la Juventus si fa subito vedere dalla parti di Stekelenburg: De Ceglie porta palla ed appoggia a Sissoko che gira palla in mezzo. Diego però decide di non intervenire sul pallone, facendo velo ed agevolando l’intervento di Marchisio, che arriva arrembante a calciare di prima intenzione, trovando però la pronta risposta del portiere orange. Le due squadre si fronteggiano quindi con continui capovolgimenti di fronte, ma poco dopo il quarto d’ora è la Juve a portarsi vicina al goal: sugli sviluppi di un angolo, infatti, Sissoko devia il pallone di testa facendolo schiantare sul palo, con Trezeguet che non riesce poi a metterci la zampata non trovando il tap-in vincente. Al ventitreesimo è l’Ajax ad avere un’occasione d’oro: sempre sugli sviluppi di un angolo il portiere austriaco della Juventus, Manninger, esce male, non trattenendo il pallone. Così facendo, quindi, facilità l’intervento di Verthongen, che conclude però male sparando il pallone out. Il match scorre comunque senza particolari sussulti. Le due squadre lottano infatti tantissimo in mezzo al campo, non risparmiandosi anche colpi al limite – quando non oltre – del regolamento. Il tutto, però, a discapito dello spettacolo, che stenta a decollare sacrificato ad un agonismo ed un voler battagliare portato all’estremo. Alle mezz’ora la Juve torna quindi a farsi vedere sugli sviluppi di un angolo: questa volta sono Chiellini prima e Legrottaglie poi a provarci di testa, con gli olandesi che si salvano prima con Enoh e poi con Eriksen sempre sulla linea. Di lì a poco arriva invece da una punizione l’occasione di passare, ma la mischia che ne segue si risolve in un nulla di fatto, con gli olandesi che riescono a salvarsi non si sa bene come. A cinque dal termine la Juventus prova invece a passare con una ripartenza: Del Piero prende palla nella propria metà campo e sale conducendola al piede per poi effettuare un lancio di una quarantina di metri a liberare Diego. Il fantasista brasiliano, quindi, dopo aver controllato il pallone s’accentra per cercare lo spazio per trovare la via del goal, senza però riuscirvi. Il suo tiro è infatti rimpallato dal rientrante Eriksen. In apertura di ripresa è l’Ajax a farsi pericoloso. Ancora una volta la scintilla arriva da un calcio piazzato, più precisamente un corner: sugli sviluppi dello stesso Pantelic colpisce di testa girando il pallone verso la porta di Manninger, senza però trovarla. La palla, infatti, si spegne alta sopra la traversa. I Lanceri sono comunque molto più attivi della prima frazione. Al cinquantaduesimo, quindi, è Eriksen a provarci, ma la sua conclusione da fuori è bloccata da Manninger. Al sessantatreesimo è ancora Pantelic a farsi notare. Il suo tiro da fuori, però, si spegne ancora alto sopra la traversa di Manninger. Al settantesimo è invece Del Piero a provarci, direttamente su punizione: il pallone, deviato dalla barriera, diventa insidioso, ma Stekelenburg lo controlla uscire sopra la traversa. Negli ultimi venti minuti gli ospiti prendono ulteriore campo. Dopo aver giocato molto meglio degli avversari nel primo tempo, infatti, i Bianconeri lasciano che l’Ajax esca dal proprio guscio nella ripresa, sino a questo finale di gara in cui sembra esserci una sola squadra in campo. O quasi. Il robusto possesso palla di questi minuti, comunque, si traduce in un nulla di fatto: l’Ajax non produce infatti grandissime palle goal con la difesa di casa bravissima a chiudere ogni spazio. Poco prima dello scadere, quindi, la Juventus prova, con un colpo di testa di Trezeguet, a chiudere il match con una vittoria. A rispondere alla punta francese, però, ci pensa Stekelenburg, che agguanta il pallone. A tempo già ampiamente scaduto è invece Emanuelson, subentrato una ventina di minuti prima a Pantelic, a provarci. Il suo sinistro in corsa è però chiuso troppo e fa terminare il pallone a lato.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
Alla Juventus basterebbe un pareggio ma, come ampiamente prevedibile, gli uomini di Zaccheroni dimostrano di non volersi accontentare di quello. Proprio per questo creano diverse palle goal nel primo tempo, specialmente da situazioni di palla inattiva. Non riuscendo però mai a trovare il goal. La ripresa ha invece un padrone differente: l’Ajax. I Lanceri, però, a differenza di quanto successo nel primo tempo ai Bianconeri tengono si di più il pallino del gioco ma non riescono a creare quanto fatto dai padroni di casa nella prima frazione. Ecco quindi che le due squadre si spartiscono i due tempi equamente, anche se ai punti, forse, meriterebbe qualcosina di più la Juventus. Cui basta comunque il pareggio che scaturisce da questa gara per passare. Ora la Juventus dovrà incontrare il Fulham. Londra, quindi, aspetta i Bianconeri a braccia aperte.</p>
<p style="text-align: justify;">MVP<br />
Trovare un migliore in campo in un pareggio come questo non è semplicissimo. La partita è infatti piuttosto scialba, senza particolari sussulti. Le due squadre costruiscono sì qualche palla goal, ma niente di trascendentale. In particolar modo nessuno dei ventotto giocatori scesi in campo oggi giocano in maniera particolarmente migliore rispetto agli altri. Giusto per premiare qualcuno, quindi, decido di dare la palma di man of the match a De Ceglie: il giovane terzino italiano sta infatti iniziando a giocare sempre meglio da quando è arrivato Zaccheroni sulla panchina Bianconera. Anche nella serata di oggi la sua prestazione è ampiamente più che sufficiente: gioca in maniera molto pulita dietro, corre un sacco (come del resto è solito fare sempre) e prova anche a spingere quando possibile, in particolar modo nella prima frazione (quella fondamentalmente dominata dalla sua squadra). Oggi come oggi, quindi, ha ragionissima il tecnico di Meldola nel preferirlo al Campione del Mondo Grosso. Che però, esattamente come Cannavaro (cui sta venendo spesso preferito Legrottaglie), potrebbe finire con l’essere titolare al Mondiale sudafricano. Con De Ceglie a guardare il tutto da casa. Le stranezze della vita!</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
Juventus vs. Ajax o – 0<br />
Juventus: Manninger; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Sissoko, Felipe Melo, Marchisio; Diego (70′ Camoranesi); Amauri (15′ Trezeguet), Del Piero (86′ Candreva). A disposizione: Pinsoglio, Cannavaro, Zebina, Paolucci. Allenatore: Zaccheroni<br />
Ajax: Stekelenburg; Van der Wiel, Alderweireld, Vertonghen, Oleguer; De Jong, De Zeeuw, Enoh (77′ Rommedahl); Eriksen, Pantelic (74′ Emanuelson), Sulejmani (64′ Suk). A disposizione: Vermeer, Gabri, Anita, Lodeiro. Allenatore: Martin Jol<br />
Arbitro: L. Duhamel (Francia)<br />
Assistenti: S. Duhamel, Capelli (Francia)<br />
Quarto Uomo: Buquet (Francia)<br />
Assistenti di porta: Thual, Turpin (Francia)
</p>
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-ajax/08.jpg" title="A masked Juvetus &quot;Ultras&quot;  supporter shows a banner,  prior to the start of the second leg of the Europa League round of 32 match,  between Juventus and Ajax at the Olympic stadium in Turin, Italy, Sunday, Feb. 25, 2010 (AP Photo/Alberto Ramella)" class="shutterset_set_29" >
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		<title>Europe League: Ajax vs Juventus 1-2 (doppietta di Amauri)</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 21:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Coppa]]></category>
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		<description><![CDATA[Ajax &#8211; Juventus è una sfida dal sapore antico. Una sfida tra due nobili del calcio europeo. Ajax – Juventus è stata infatti, in un passato ormai lontano, per ben due volte una finale di Champions. La prima si giocò il 30 maggio del 1973 allo stadio Crvena Zvedza di Belgrado: la Juventus, guidata in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10074" title="amauri doppietta" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/02/amauri-doppietta.png" alt="amauri doppietta" width="276" height="163" />Ajax &#8211; Juventus è una sfida dal sapore antico. Una sfida tra due nobili del calcio europeo. Ajax – Juventus è stata infatti, in un passato ormai lontano, per ben due volte una finale di Champions. La prima si giocò il 30 maggio del 1973 allo stadio Crvena Zvedza di Belgrado: la Juventus, guidata in panchina da Čestmír Vycpálek, scese in campo con un undici molto forte ed affiatato formato da Zoff, Marchetti, Longobucco, Furino, Morini, Salvadore, Causio (poi rilevato da Cuccureddu), Capello, Anastasi, Altafini e Bettega ma cedette al cospetto del grande Ajax di Johann Crujff, che vinse quell’anno la sua terza Coppa dei Campioni consecutiva. La seconda venne invece disputata il 22 maggio del 1996 allo Stadio Olimpico di Roma. In quel caso a guidare la squadra era Marcello Lippi, che per l’occasione schierò: Peruzzi, Pessotto, Torricelli, Ferrara, Vierchowood, Paulo Sousa (poi rilevato da Di Livio), Deschamps, Conte (sostituito a fine primo tempo da Jugovic), Vialli, Del Piero e Ravanelli (che lasciò il posto a Padovano a tredici minuti dalla fine dei tempi regolamentari). A spuntarla fu proprio la Juventus, che s’impose ai rigori contro l’Ajax di Van der Sar, Davids, Kanu, Litmanen e dei gemelli De Boer. Non una partita come tante, quindi. Però certo, le due squadre che si devono affrontare per i sedicesimi di finali di Europa League sono solo lontane parenti di quelle che disputarono quelle due finali. Tant’è che nel leggere le formazioni odierne non si può non pensare che queste due squadre sia nobili sì, ma decadute se si fa un paragone con le squadre che furono… Per provare ad espugnare Amsterdam Zaccheroni si affida a buona parte dei suoi titolari, decidendo di schierare così un inedito 4312: Buffon in porta, linea a quattro composta da Zebina, Legrottaglie, Chiellini e De Ceglie, Marchisio sul centrosinistra, Sissoko sul centrodestra, Melo e centrale e Diego trequartista dietro la confermatissima coppia Amauri &#8211; Del Piero, reduce dalle tre reti segnate nello scontro con il Genoa. Dal canto suo Martin Jol risponde con Stekelenburg tra i pali, una linea a quattro composta da Van der Wiel, Oleguer, Alderweireld e Verthonghen, un centrocampo presidiato da De Jong, De Zeeuw ed Enoh ed un attacco composto da Emanuelson, Sulejmani e la stellina Suarez.</p>
<p style="text-align: justify;">CRONACA<br />
La partita è segnata sin dall’inizio da un certo equilibrio. Equilibrio che viene però spezzato dopo un quarto d’ora, quando cioè, sugli sviluppi di una punizione a favore dei Bianconeri, i Lanceri partono in contropiede con Sulejmani che dopo una sgroppata di cinquanta metri riesce a trovare lo spunto per bruciare in area Zebina e freddare Buffon, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=KbMSxhwE4q0" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=KbMSxhwE4q0&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">sbloccando subito il risultato</span></a>. Cinque minuti dopo essere passati in svantaggio gli uomini di Zaccheroni provano a reagire: Diego pennella per Amauri che salta bene, non riuscendo però a dare grande forza al pallone, facile preda di Stekelenburg. Sul ribaltamento di fronte i Lanceri guadagnano una punizione che è battuta da Suarez: la punta uruguayana non riesce comunque ad impensierire il portierone Azzurro. La Juventus comunque dimostra di essere viva: al venticinquesimo minuto Del Piero manovra al limite dell’area avversaria e libera con un tocco felpato un accorrente Diego, visto con la coda dell’occhio dal capitano Bianconero. Il tiro del fantasista Carioca, però, porta solo a guadagnare un angolo. Un paio di minuti dopo Buffon dimostra il perché è il miglior portiere del mondo: Suarez si presenta a tu per tu con lui, che resta però in piedi sino all’ultimo per distendersi poi a disinnescare la conclusione dell’avversario. Tutto inutile comunque, secondo l’arbitro Suarez aveva commesso fallo su Legrottaglie in partenza. Fallo che, a dire il vero, non pareva esserci. E’ comunqe ancora il centrale Bianconero a rendersi protagonista: giusto il tempo che la lancetta dei secondi faccia un giro completo del quadrante e Legrottaglie interviene in area per chiudere l’avanzata di Sulejmani, che cade a terra. Per l’arbitro non c’è nessun fallo dell’ex Chievo: ammonizione per l’ala serba. A quel punto la Juventus decide di fare sul serio. Del Piero dimostra a tutti di non essere ancora un ex giocatore: dopo un tunnel ad Alderweid effettua un tacco con cui fa passare il pallone tra due avversari per servire De Ceglie che crossa subito imbeccando Amauri sul secondo palo. Questa volta la punta Verdeoro riesce a dare potenza al pallone ed incrociandolo sul secondo palo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kr5OyVMDYWQ" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=kr5OyVMDYWQ&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">trova il pareggio</span></a>. L’Ajax comunque risponde subito presente: De Zeeuw invita Van der Wiel a salire, il terzino destro orange effettua un cross al volo di prima intenzione che Chiellini chiude però prontamente in angolo. Poco dopo è invece Suarez a farsi pericoloso: dopo un tunnel su Zebina mette in mezzo un pallone che è liberato in angolo da Melo. Sugli sviluppi del corner lo stesso mediano brasiliano si perde Alderweild che è libero di colpire di testa, mettendo di poco a lato. Poco prima del quarantesimo l’Ajax meriterebbe di usufruire di un rigore: Chiellini controlla infatti Suarez in maniera palesemente irregolare, cercando di tenerlo a sè, per non perderne il contatto, strattonandolo ripetutamente per la maglia. L’arbitro però non ravvisa alcuna manovra scorretta da parte del difensore pisano. A chiudere la prima frazione di gioco ci pensa Alessandro Del Piero: si incarica di battere una punizione dal limite dell’area, non trovando però la porta con Stekelenburg che controlla in tutta tranquillità, lasciando scorrere la palla sul fondo.
</p>
<p style="text-align: justify;">La ripresa si apre subito con un pericolo per la porta juventina: un’azione di De Jong porta infatti Emanuelson a calciare dal limite, il suo diagonale viene però stretto troppo e fa terminare il pallone sul fondo. E’ l’Ajax, ancor più che nel primo tempo, a fare la partita. Al cinquattottesimo, però, è la Juve a raddoppiare: Del Piero è servito a sinistra e pennella un cross mancino che trova puntuale all’appuntamento Amauri, che dopo essersi sbloccato in campionato dimostra di voler tornare a segnare con continuità <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lSg-aiJBD-U" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=lSg-aiJBD-U&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">incornando la sua personale doppietta</span></a>. Al sessantunesimo accade una cosa che potrebbe pesare molto nell’economia del passaggio del turno: Suarez fa prima un’entrataccia su Grygera per poi lamentarsi anche con l’arbitro, che l’ammonisce. Ed è un giallo molto pesante, perché costringerà il cannoniere sudamericano a saltare il match di ritorno. Due minuti e De Jong sfiora la rete tirando fuori dal cilindro una gran giocata: il tiro del centrocampista orange, scoccato da più di trenta metri da fermo, non fa altro che sfiorare, però, il palo alla destra di Buffon. Sarebbe stato sicuramente un grandissimo goal, qualora fosse sfilato dalla parte opposta del palo. Al sessantottesimo è invece il capitano dei Lanceri a rendersi pericoloso, mettendo in mostra tutta la sua tecnica: entrato in area si libera lo spazio per il tiro e prova a battere Buffon, che respinge però di pugno, non facendosi bucare. Al settantottesimo l’Ajax colpisce un palo clamoroso: Suarez entra in area e calcia incrociando sul secondo palo, Chiellini devia il pallone che termina giusto sui piedi di De Jong, che calcia un siluro di prima intenzione colpnendo in pieno il palo poco sotto all’incrocio dei pali, con Buffon assolutamente freddato. Il forcing dell’Ajax continua quindi per tutto l’ultimo quarto d’ora di gioco, con la retroguardia juventina che riesce però, di riffa o di raffa, a salvarsi e portare a casa una vittoria importantissima per la vittoria di questo torneo.</p>
<p style="text-align: justify;">COMMENTO<br />
Il primo tempo scorre sulla falsariga di un certo equilibrio sostanziale, solo minimamente sbilanciato in favore dei padroni di casa. E’ infatti l’Ajax a produrre qualcosina di più, anche se non abbastanza per poter chiudere la prima frazione in vantaggio. Primo tempo che segna l’inizio e la fine della partita di Zebina: il difensore francese, schierato come centrale di destra da Zaccheroni, disputa infatti una partita su livelli davvero bassi, meritandosi la sostituzione nell’intervallo. Nella ripresa le cose non cambiano. Non fosse che è la Juve a trovare la rete, portandosi a casa una vittoria forse insperata, di sicuro almeno parzialmente immeritata. I padroni di casa meriterebbero infatti almeno il pareggio. Anzi, strameriterebbero. Perché, in realtà, per quanto prodotto sarebbero dovuti essere loro a vincere, se proprio un vincitore doveva esserci. Che la vittoria col Genoa abbia sbloccato la Juventus? Che sia in arrivo un periodo positivo per la squadra Bianconera? <em>Lo scopriremo solo vivendo</em>, come diceva Battisti. Di sicuro c’è che una vittoria come questa fa morale ed avvicina molto la Juventus al passaggio agli ottavi. Un’ultima nota <em>di colore</em>: vedere a fine partita i tifosi olandesi intonare cori di ringraziamento e sostegno verso i propri beniami la dice lunga sulla differenza che c’è, in media, tra la pseudo-cultura sportiva italiana e quella che possiamo trovare in molti paesi all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;">MVP<br />
Non si può dire giochi una partita memorabile, ma alla fine la sua classe pesa come un macigno su di una vittoria che, come abbiamo detto, è importantissima per diversi motivi. Dopo un match come questo, e senza nulla togliere all’autore dei due goal, il premio di migliore in campo non può che essere dato ad Alessandro Del Piero. Perché è vero che a buttarla in rete, in entrambe le occasioni, è Amauri. Ma è altrettanto vero che sono due giocate di Del Piero a rendere possibili i goal. Il secondo goal viene da un cross fatto col conta giri dal Capitano. Il primo arriva invece da un traversone di De Ceglie, liberato però da una grande giocata di Del Piero. Chi se la fosse persa può godersela nel video: tunnel d’esterno su di un difensore e colpo di tacco a beffare due avversari e liberare il proprio compagno al cross. Classe pura.</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
Ajax vs. Juventus<br />
Marcatori: <a href="http://go2.wordpress.com/?id=725X1342&amp;site=sciabolatamorbida.wordpress.com&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DKbMSxhwE4q0" onclick="urchinTracker('/outgoing/go2.wordpress.com/?id=725X1342_amp_site=sciabolatamorbida.wordpress.com_amp_url=http_3A_2F_2Fwww.youtube.com_2Fwatch_3Fv_3DKbMSxhwE4q0&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">16′</span></a> Sulejmani, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kr5OyVMDYWQ" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=kr5OyVMDYWQ&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">31′</span></a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lSg-aiJBD-U" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=lSg-aiJBD-U&amp;referer=');"><span style="color: #0000ff;">58′</span></a> Amauri<br />
Ajax: Stekelenburg; Van der Wield, Oleguer, Alderweireld, Vertonghen; De Zeuuw, Eyong Enoh (41′ st Suk), De Jong; Suarez, Sulejmani (34′ st Rommedahl), Emanuelson (28′ st Eriksen). A disp.: Vermeer, Anita, Ogararu, Lodeiro. All.: Jol<br />
Juventus: Buffon; Zebina (1′ st Grygera), Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Sissoko, Melo, Marchisio; Diego (35′ st Trezeegut); Del Piero, Amauri (25′ st Salihamidzic). A disp.: Manninger, Grosso, Candreva, Giovinco. All.: Zaccheroni<br />
Arbitro: Bebek (Cro)<br />
Ammoniti: Legrottaglie, Marchisio, Diego, Sulejmani, Oleguer, Suarez<br />
Espulsi: 47′ st Salihamidzic
</p>
<p style="text-align: justify;">(Credits: SciabolataMorbida)</p>


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		<title>Coppa Italia: Inter vs Juventus 2-1 (una eliminazione da rimpianto)</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 22:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Coppa Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Proprio come cinque giorni fa contro la Roma. La Juventus lascia il campo con una sconfitta immeritata, allo scadere, dopo aver disputato una buona gara. Al Meazza, la buona sorte dura 10 minuti, il tempo di aiutare Diego sul gol (errore di Toldo). Nella ripresa, palo di Chiellini sullo 0-1, deviazione decisiva della barriera bianconera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-9446" title="mario balotelli" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/01/mario-balotelli.png" alt="mario balotelli" width="276" height="163" />Proprio come cinque giorni fa contro la Roma. La Juventus lascia il campo con una sconfitta immeritata, allo scadere, dopo aver disputato una buona gara. Al Meazza, la buona sorte dura 10 minuti, il tempo di aiutare Diego sul gol (errore di Toldo). Nella ripresa, palo di Chiellini sullo 0-1, deviazione decisiva della barriera bianconera sul pareggio di Diego, prima del gol partita di Balotelli al 44’. Dopo il 3-0 sul Napoli, la squadra di Ferrara si ferma ai quarti di finale. Ad affrontare la Fiorentina nella doppia semifinale sarà quindi l’Inter. Per i bianconeri è un’altra competizione che va in archivio. Restano il campionato (domenica c’è il posticipo con la Lazio) e l’Europa League, in attesa del doppio incontro con l’Ajax.</p>
<p style="text-align: justify;">LA PARTITA<br />
Per la sfida del Meazza, Ferrara punta su una sorta di 4-4-1-1. Davanti a Buffon (32 anni oggi), difesa con Grygera, Cannavaro, Chiellini e Grosso. A centrocampo Candreva, Sissoko, Felipe Melo e De Ceglie. Diego alle spalle di Amauri. Dopo la sfortuna, spesso a fianco dei bianconeri in quest’ultimo periodo, il match inizia sotto una buona stella. Al primo vero affondo, al 10’, Diego scaglia un destro che si infila in porta dopo un incredibile errore di Toldo che si fa sfuggire il pallone. L’Inter reagiste subito con un tiro di Balotelli respinto da Buffon e poi con Maicon che mette alto dopo essere arrivato solo davanti alla porta. La difesa bianconera si compatta sui tentativi nerazzurri e prova spesso a far ripartire la manovra. I bianconeri si rifanno vivi alla mezz’ora quando Amauri si conquista una punizione dal limite, ma il tiro di Diego è debole e questa volta Toldo non si fa sorprendere. Il primo tempo si chiude con le proteste nerazzurro per intervento di mano di Felipe Melo su cross di Thiago Motta, ma Damato ha optato per l’angolo. Ripresa. Si torna in campo con i bianconeri avanti 1-0 e con Sissoko regolarmente al suo posto. L’Inter prova subito a partire forte, ma la prima occasione è per Diego che sfiora il palo con un diagonale da fuori area. Ancora più pericoloso il colpo di testa di Chiellini che colpisce il palo sul cross di Diego. Mourinho prova a correre ai ripari e manda dentro anche Milito al posto di Cambiasso, rendendo ancora più offensiva la sua squadra. I bianconeri continuano a difendersi e a provare a ripartire negli spazi che i nerazzurri sono costretti a lasciare. Come succede al 24’ quando Diego prova la rovesciata dopo il cross di De Ceglie. La fortuna, che aveva aiutato sul gol di Diego, volta ancora le spalle ai bianconeri. Dopo il palo di Chiellini, si mette anche sul pareggio dell’Inter. Sneijder batte una punizione che, deviata dalla barriera, mette fuori causa Buffon e permette a Lucio di mettere dentro da un metro. La squadra di Ferrara non si perde d’animo e con Candreva – in crescita – sfiora il nuovo vantaggio con una botta da fuori area. Nell’Inter entra Muntari per Pandev. La gara è aperta a ogni soluzione. Al 39’, un’altra deviazione della barriera su punizione di Sneijder costringe Buffon alla deviazione. Ma al 44’ arriva la beffa per i bianconeri: Thiago Motta ci prova da fuori, Buffon respinge, ma il primo ad arrivare sul pallone è Balotelli che insacca da due passi. È il gol che decide la qualificazione e punisce immeritatamente i bianconeri. Neppure l’ingresso in campo di Paolucci per De Ceglie cambia la sostanza. Finisce 2-1 e per la Juventus è il capolinea in Coppa Italia. Nel modo più beffardo.</p>
<p style="text-align: justify;">IL TABELLINO<br />
INTER-JUVENTUS 2-1 (0-1)<br />
RETI: 10’ pt Diego, 26’ st Lucio, 44’ st Balottelli.<br />
INTER: Toldo; Maicon, Materazzi, Lucio, Santon;<br />
Zanetti, Cambiasso (16’ st Milito), Thiago Motta; Sneijder (48’ st Cordoba); Balotelli, Pandev (35’ st Muntari). A disposizione: Julio Cesar, Samuel, Quaresma, Arnautovic. All. Mourinho.<br />
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Candreva, Felipe Melo, Sissoko, De Ceglie (47’ st Paolucci); Diego; Amauri. A disposizione: Manninger, Zebina, Legrottaglie, Marrone, Boniperti, Yago. All. Ferrara.<br />
ARBITRO: Damato di Barletta.<br />
AMMONITI: 42’ pt Maicon, 4’ st Chiellini, 25’ st Felipe Melo, 31’ st Cannavaro.
</p>
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/inter-juve-coppa-italia/01.jpg" title="MILAN, ITALY - JANUARY 28:  Esteban Cambiasso of FC Internazionale Milano (L) competes for the ball with Felipe Melo of Juventus FC during the Tim Cup match between Inter and Juventus at Stadio Giuseppe Meazza on January 28, 2010 in Milan, Italy.  (Photo by Claudio Villa/Getty Images)" class="shutterset_set_23" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/inter-juve-coppa-italia/02.jpg" title="Juventus' coach Ciro Ferrara looks down before the start of the Italian Cup soccer match against Inter Milan at the San Siro stadium in Milan January 28, 2010.  REUTERS/Alessandro Garofalo (ITALY - Tags: SPORT SOCCER)" class="shutterset_set_23" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/inter-juve-coppa-italia/03.jpg" title="MILAN, ITALY - JANUARY 28:  Mario Balotelli (L) of Inter Milan is congratulated by Sisenando Maicon Douglas and Diego Milito of  Inter Milan after scoring Inter Milan's second goal during the Tim Cup match between FC Inter Milan and Juventus FC at Stadio Giuseppe Meazza on January 28, 2010 in Milan, Italy.  (Photo by Massimo Cebrelli/Getty Images)" class="shutterset_set_23" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/inter-juve-coppa-italia/04.jpg" title="Inter Milan forward Mario Balotelli, right, is celebrated by his teammate Diego Milito, of Argentina, after scoring the winning goal during the Italian Cup soccer match between Inter Milan and Juventus at the San Siro stadium in Milan, Italy, Thursday, Jan. 28, 2010. Inter Milan won 2-1 and advanced to the semifinal. (AP Photo/Antonio Calanni)" class="shutterset_set_23" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/inter-juve-coppa-italia/06.jpg" title="Inter Milan forward Mario Balotelli reacts after scoring the winning goal during the Italian Cup quarterfinal soccer match between Inter Milan and Juventus at the San Siro stadium in Milan, Italy, Thursday, Jan. 28, 2010. Inter Milan won and advanced to the semifinal. (AP Photo/Antonio Calanni)" class="shutterset_set_23" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/inter-juve-coppa-italia/07.jpg" title="Inter Milan Brazilian defender Lucio, right, celebrates after scoring during the Italian Cup soccer match between Inter Milan and Juventus at the San Siro stadium in Milan, Italy, Thursday, Jan. 28, 2010. (AP Photo/Antonio Calanni)" class="shutterset_set_23" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/inter-juve-coppa-italia/14.jpg" title="Inter Milan coach Jose Mourinho, of Portugal, center and Gabriele Oriali argue with the referee Antonio Damato, right, at the end of the half time of an Italian Cup soccer match between Inter Milan and Juventus, at the San Siro stadium in Milan, Italy, Thursday, Jan. 28, 2010. (AP Photo/Luca Bruno)" class="shutterset_set_23" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/inter-juve-coppa-italia/15.jpg" title="Inter Milan Brazilian defender Maicon, foreground with back to camera, is fouled by Juventus midfielder Felipe Melo, of Brazil, to give away a free kick, during the Italian Cup soccer match between Inter Milan and Juventus at the San Siro stadium in Milan, Italy, Thursday, Jan. 28, 2010. (AP Photo/Antonio Calanni)" class="shutterset_set_23" >
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 09:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Nel momento più difficile, la Juve ritrova se stessa e offre una prestazione da applausi. Napoli spazzato via e quarti di finale di Coppa Italia contro l’Inter conquistati. All’Olimpico è la serata di Diego e Del Piero. Il brasiliano segna il primo gol davanti ai suoi tifosi, colpisce un palo, apre l’azione del raddoppio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-8504" title="del piero napoli" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/01/del-piero-napoli.png" alt="del piero napoli" width="276" height="163" /> Nel momento più difficile, la Juve ritrova se stessa e offre una prestazione da applausi. Napoli spazzato via e quarti di finale di Coppa Italia contro l’Inter conquistati. All’Olimpico è la serata di Diego e Del Piero. Il brasiliano segna il primo gol davanti ai suoi tifosi, colpisce un palo, apre l’azione del raddoppio e si procura il rigore del tris. E proprio contro il Napoli, squadra che ha avuto un altro Diego (Maradona) il suo idolo. Il capitano firma la doppietta in pochi minuti e chiude i giochi, prima su imbeccata di Caceres e poi dal dischetto. Un ottimo segnale in vista della gara di domenica a Verona in cui sarà chiamato a sostenere l’attacco vista l’assenza di Amauri.</p>
<p style="text-align: justify;">LA CRONACA<br />
Per l’esordio nel trofeo nazionale, Ciro Ferrara deve fare i conti con tante assenze e le scelte sono quasi obbligate. Si torna al rombo con Diego dietro le punte che sono Del Piero e Amauri. Davanti a Manninger, difesa a quattro con Caceres, Legrottaglie, Chiellini e Grosso. A centrocampo, Salihamidzic, Felipe Melo e De Ceglie. L’avvio è di marca ospite ma il primo pericolo è tutto bianconero. Sugli sviluppi di un angolo, si accende una mischia davanti a Iezzo. C’è anche il dubbio che il pallone sia anche entrato, ma Romeo fa proseguire e poi annulla un gol di Diego per fuorigioco. Al 15’ ci prova Del Piero su punizione: palla a lato. La pressione iniziale dei partenopei si fa meno decisa e i bianconeri prendono metri importanti di campo. Alla fine, al 24’, arriva il gol del vantaggio. De Ceglie e Salihamidzic costruiscono un’azione che Diego finalizza con un sinistro da appena dentro l’area. Per il brasiliano è il primo gol all’Olimpico. Il gol è un toccasana per i bianconeri che non si accontentano. Sugli sviluppi di una punizione, ci prova Grosso ma non trova la porta con il sinistro. Più clamorosa l’occasione capitata a Del Piero alla mezz’ora. Rinaudo commette lo stesso errore di Contini nella gara di campionato rinviando tra i piedi del capitano che però batte debolmente tra le braccia di Iezzo. Al 40’ altro guizzo. Diego di tacco per Caceres che sgroppa a destra e crossa ma il tocco è troppo lungo per Amauri. Il primo tempo finisce 1-0 a favore di una buona Juve. Ripresa. Ferrara cambia Grosso con Grygera. I bianconeri partono bene e si procurano subito un angolo con Caceres. Diego si conferma in serata e al 4’ fa ammonire Cigarini dopo una discesa personale. Il Napoli ha un sussulto ma Denis non trova la deviazione vincente a due passi da Manninger. La risposta è affidata due volte a Del Piero. Il capitano ci prova prima con il sinistro e poi con un difficile colpo di tacco che non trova la porta. Al quarto d’ora, Mazzarri corre ai ripari. Fuori l’ultimo arrivato Dossena e dentro Hamsik, protagonista dell’ultima sfida giocata a Torino in campionato. Ma è la Juve a farsi vedere: gran discesa di De Ceglie che impegna Iezzo, Del Piero prova sulla respinta ma non trova la porta. Al 20’ altro cambio: fuori Hofer e dentro Maggio. Ma ancora una volta sono i bianconeri a rendersi pericolosi. Legrottaglie per Del Piero che smista di tacco per Diego che sfiora la doppietta e colpisce un clamoroso palo a portiere battuto. Stessa sorte per il bolide di Hamsik che si stampa sulla traversa nonostante il disperato tentativo di Manninger. L’occasione mette in allarme la squadra di Ferrara e Felipe Melo va vicino al raddoppio, fermato proprio al momento di battere a rete. Intanto Mazzarri butta dentro anche Quagliarella al posto di Campagnaro, un difensore, per cercare il tutto per tutto. Ma il gol arriva nella porta di Iezzo. Diego apre per Caceres che centra uno splendido cross basso su cui si avventa Del Piero: 2-0 e qualificazione più vicina. Il Napoli si getta in avanti e con Quagliarella conquista un angolo. Ma con gli ampi spazi che si creano la Juve va a nozze. Diego parte da solo, Contini lo mette giù in piena area: rigore ed espulsione del difensore. Del Piero non sbaglia e chiude definitivamente in conti quando manca meno di dieci minuti alla fine. Ferrara manda dentro Zebina per un ottimo Caceres e subito dopo Immobile per Del Piero. Finisce 3-0. Proprio come l’anno scorso, la Juve inizia la corsa in Coppa Italia con un tris (nel 2009 al Catania) ed estromette nuovamente i partenopei dal trofeo. Ora sotto con l’Inter al Meazza, a fine mese.</p>
<p style="text-align: justify;">IL TABELLINO<br />
Coppa Italia 2009/10 – ottavi di finale, gara unica<br />
JUVENTUS-NAPOLI 3-0 (1-0)<br />
RETI: 24’ pt Diego, 31’ st e 37’ st rig. Del Piero<br />
JUVENTUS: Manninger; Caceres (38’ st Zebina), Legrottaglie, Chiellini, Grosso (1’ st Grygera); Salihamidzic, Felipe Melo, De Ceglie; Diego; Del Piero (40’ st Immobile), Amauri. A disposizione: Chimenti, Fabio Cannavaro, Giandonato, Rossi. All. Ferrara.<br />
NAPOLI: Iezzo; Campagnaro, Rinaudo, Contini; Zuniga, Gargano, Cigarini, Dossena (15’ st Hamsik);<br />
Hoffer (20’ st Maggio), Denis, Datolo. A disposizione: Gianello, Paolo Cannavaro, Pazienza, Aronica, Quaglierella. All. Mazzarri.<br />
ARBITRO: Romeo di Verona.<br />
ESPULSI: 38’ st Contini.<br />
AMMONITI: 25’ pt Contini, 26’ pt Salihamidzic, 42’ pt De Ceglie, 4’ st Cigarini.
</p>
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/juventus-napoli/12.jpg" title="Juventus Alessandro Del Piero foreground in action for the ball with Napoli's Matteo Contini during the Italian Cup soccer match between Juventus and Napoli at the Olympic stadium in Turin, Italy, Wednesday, Jan. 13, 2010. (AP Photo/Massimo Pinca )" class="shutterset_set_17" >
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<p style="text-align: justify;">(Credits: Juventus.com)</p>


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		<title>Juventus vs Bayern Monaco 1-4 (meritatamente eliminati)</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 07:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Nicolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Coppa]]></category>
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		<description><![CDATA[Per la gara che vale gli ottavi, Ferrara perde Chiellini e Sissoko ma non Buffon che stringe i tempi per provare a dare l’ultimo contributo prima dell’intervento al menisco. Juve in campo con Caceres, Legrottaglie, Cannavaro e Grosso in difesa, Camoranesi, Felipe Melo e Marchisio a centrocampo, Diego a fare da trequartista dietro le punte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7004" class="wp-caption alignleft" style="width: 286px"><img class="size-full wp-image-7004" title="Juve Bayern" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2009/12/Juve-Bayern.png" alt="Passano meritatamente loro..." width="276" height="163" /><p class="wp-caption-text">Passano meritatamente loro...</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per la gara che vale gli ottavi, Ferrara perde Chiellini e Sissoko ma non Buffon che stringe i tempi per provare a dare l’ultimo contributo prima dell’intervento al menisco. Juve in campo con Caceres, Legrottaglie, Cannavaro e Grosso in difesa, Camoranesi, Felipe Melo e Marchisio a centrocampo, Diego a fare da trequartista dietro le punte Del Piero e Trezeguet. Il Bayern rinuncia inizialmente a Robben, fuori Ribery e Toni.<span id="more-6994"></span></p>
<p style="text-align: justify;">CRONACA<br />
Come detto alla vigilia, i bianconeri non si accontentano del pari e iniziano attaccando. Già al 3’ sul cross di Camoranesi, Del Piero allunga di testa e per poco Trezeguet non si trova a battere a pochi passi da Butt. Camoranesi e Trezeguet protagonisti anche all’8’: lancio dell’italoargentino per il compagno, fermato per un fuorigioco che non c’è. I tedeschi aspettano ma riescono ugualmente a rendersi pericolosi. Il più pericoloso è Schweinsteiger che prova a spezzare l’equilibrio con le sue volate. L’occasione più grossa se la procura invece Olic che di testa colpisce un palo clamoroso. La Juve si scuote e al 18’ passa. Perfetto lancio di Marchisio e gran volée di Trezeguet che si conferma uomo di coppa. Superato Sivori e Juve in vantaggio. Il Bayern reagisce subito e ancora Schweinsteiger obbliga Buffon al colpo di reni. Al 26’ è Del Piero ad avere una buona occasione dopo l’errore di Van Buyten, ma la difesa si chiude e l’azione sfuma. Così come il contropiede tedesco un minuto dopo, merito di un grande intervento in chiusura di Legrottaglie. Prima della mezz’ora arriva il pareggio. Olic va giù a contatto con Caceres, Busacca concede il rigore. A realizzarlo ci pensa il portiere Butt, uno che in carriera aveva già avuto modo di regalare un dispiacere ai bianconeri ai tempi dell’Amburgo: 1-1. Il gol galvanizza gli uomini di Van Gaal che creano subito altre due occasioni, sfumate di un soffio. Ci prova ancora Schweinsteiger ma Buffon è sempre piazzato. Il risultato non cambia più fino all’intervallo. La parità permette a Del Piero e compagni di essere a 45 minuti dalla qualificazione. Ripresa. Ferrara cambia subito il volto alla squadra. Fuori Del Piero e dentro Poulsen per tentare di frenare la carica dei tedeschi. Ma il gol del Bayern arriva lo stesso, al 6’, con Olic per riprendere un primo miracolo di Buffon. La risposta è affidata a un cross di Camoranesi su cui Diego non arriva di testa. Al 13, dopo l’ammonizione si Schweinsteiger, Poulsen non trova la porta di testa su punizione di Diego. Diego lascia il campo intorno al 20’, sostituito da Amauri. Ferrara prova quindi a dare più peso all’attacco per trovare il 2-2 che varrebbe la qualificazione. Van Gaal risponde mandando in campo Robben. Tocca anche a Giovinco, in campo per Diego in una Juve che prova il tutto per tutto. Ma invece del 2-2 arriva il tris del Bayern con Gomez che insacca da due passi dopo un’azione d’angolo. È in pratica la fine anticipata del match. Con due gol da rimontare, i bianconeri iniziano a lanciare palloni in avanti ma manca la giusta lucidità. Anzi, arriva anche il poker con Tymoshchuk che fissa il punteggio sul 4-1 finale che relega i bianconeri in Europa League.</p>
<p style="text-align: justify;">IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO<br />
Tre sconfitte nelle ultime quattro partite. Nessuna identità di gioco. Tanta, ma tanta confusione. Questa è la Juve. Contro un Bayern che deve assolutamente vincere e con la disponibilità di due risultati su tre mi sarei aspettato scelte diverse. Se non un classico 4-4-2, almeno un centrocampo robusto con Marchisio, Poulsen e purtroppo Melo (visto che Sissoko era out), con Camoranesi a servire le punte. Invece&#8230; il suicidio, con due punte più Camoranesi più lo spettatore non pagante (da più di un mese a questa parte) Diego. Risultato? Melonate e contropiedi subiti a non finire. Nonostante ciò le cose si erano messe bene, con David Trezeguet che tirava fuori dal cilindro uno dei suoi gol stratosferici, e un 1-1 che alla fine del primo tempo che ci stava di lusso. Ma da provetto Azzeccagarbugli, Ferrara individua il capro espiatorio: è tutta colpa di Del Piero. Fuori! Entra Poulsen e Ciro dice a Van Gaal: &#8220;mi metto dietro per 45 minuti e tu non mi fai gol&#8221;. Van Gaal ribatte: &#8220;Se giochi così te ne faccio altri tre&#8230;&#8221;. Il resto è storia, con tentativi arruffoni del confuso mister bianconero per rimettere in piedi la partita. Devo fare a questo punto ammenda di una mia dichiarazione di inizio stagione, quando dissi che il gioco di Ferrara era paradossalmente più adatto alla Champions che al campionato. Non avevo immaginato che non sarebbe stato capace di dare un gioco. Così come non avevo immaginato quanto poco potessero dare alla Juventus l&#8217;intoccabile Diego e purtroppo Melo. E soprattutto mi sarei aspettato che Giovinco e De Ceglie venissero considerati alla stregua dei compagni e non quale pesi insopportabili. Il progetto tecnico/tattico è fallito, c&#8217;è poco da fare. Essendo Ferrara una persona intelligente e umile, sono convinto (eufemismo) che tornerà ad un classico 4-4-2 e che Dio ce la mandi buona per il prosieguo della stagione.</p>
<p style="text-align: justify;">IL COMMENTO DI ANDREA RANALDO<br />
E’ proprio il caso di dirlo: una rondine non fa primavera. La vittoria sull’Inter aveva in qualche modo riacceso le speranze dei tifosi, che  sognavano una miracolosa rinascita. Rinascita bruscamente interrotta, dopo 90’ di assoluto dominio, dal Bayern Monaco, che con una prestazione maiuscola, e quattro gol, regala alla Juventus una delle più ingloriose umiliazioni della sua storia, e la conseguente retrocessione nell’Europa League. E dire che, nonostante un inizio balbettante, le cose si erano messe nel modo migliore: dopo un predominio pressoché assoluto del Bayern Monaco, capace di schiantare un centrocampo inconsistente, e di concludere pericolosamente verso la porta di Buffon (in un’occasione addirittura graziato dal palo), è la Juventus a passare in vantaggio, grazie ad una bella palla conquistata sulle trequarti avversaria dal tandem Diego-Marchisio, e rifinita con un’autentica prodezza balistica da un destro al volo del solito Trezeguet. Per lui è il gol numero 168 in bianconero, rete che gli vale il sorpasso a Sivori come miglior marcatore straniero di tutti i tempi. Lo svantaggio demoralizza il Bayern Monaco, ora non più così devastante come ad inizio incontro; a rimetterlo in carreggiata ci pensa Caceres, che nell’intento di ostacolare l’ingresso in area di Olic si lancia in un tacke sciagurato che costa alla Juventus la massima punizione. Dal dischetto Butt non sbaglia: è la terza volta che il portiere tedesco impallina Buffon. Il resto del racconto è tutto di marca bavarese: nella ripresa Ferrara corre ai ripari, sostituendo un impresentabile Del Piero, e inserendo nella mischia Poulsen. La sostituzione non genera il risultato sperato, e anzi, regala ulteriore campo al Bayern Monaco, che ora imperversa costantemente nella metà campo bianconera. Diego dimostra ancora una volta di non essere il Messia invocato in sede di mercato, e defilato sulla sinistra regala una delle prestazioni più brutte da quando è in Italia. L’ennesima. Ed è proprio da un suo errato disimpegno al limite dell’area che nasce il corner che porta in vantaggio il Bayern con Olic. Ferrara batte un colpo: fuori Diego (tra i fischi), dentro Amauri. Il leit motiv scelto da  Ciro è eloquente: data l’impossibilità di vedere la benché minima azione manovrata, lo scopo è adesso saltare il centrocampo, e cercare le teste di Amauri e Trezeguet, nella speranza che una loro spizzata possa innescare un qualche pericolo. Tradotto in pillole: “speriamo che Dio ce la mandi buona”. La fede non può però essere sufficiente per battere squadre così organizzate: la lezione tattica inflitta da Van Gaal a Ferrara è infatti avvilente, e stupisce, ma forse nemmeno troppo, che il giocatore bianconero più pericoloso  sia Martin Caceres, di professione difensore, che nonostante l’imperdonabile leggerezza che è costata il gol del pareggio, è l’unico a provarci fino all’ultimo: a metà ripresa è suo l’ assist al bacio che Trezeguet spreca incredibilmente sparando in curva. E’ l’ultimo sussulto della Juve, prima dei vergognosi minuti finali: la grande notte degli uomini di Van Gaal viene legittimata dai gol di Gomez e Tymoscuk, per un 1-4 che non permette recriminazioni. Troppo superiore questo Bayern, e troppo inesperto Ferrara: l’allenatore bianconero ha a mio avviso sbagliato la formazione iniziale inserendo Camoranesi e Diego insieme a due punte. Già in passato un simile schieramento tattico aveva mostrato disequilibri incolmabili; trovo assurdo che un allenatore di una grande squadra possa perseverare nel medesimo errore in una circostanza così critica. Perché è vero che gestire un risultato è forse più difficile ancora che attaccare, ma è altrettanto vero che regalare il centrocampo all’avversario è il modo migliore per  affossarsi da soli. Ferrara l’ha fatto, e dovrà ora renderne conto: non solo a giocatori e società, ma soprattutto a noi tifosi, stufi di non vedere tramutati in fatti i proclami di quest’estate. Gli stessi investimenti di mercato si stanno rivelando immense delusioni: non si capisce fino a che punto le responsabilità siano dei giocatori stessi, oppure di un’organizzazione di gioco che pra come ora è soltanto un miraggio. Eloquente, a riguardo, un’immagine di inizio primo tempo: Diego è lanciato palla al piede sulla trequarti, alza la testa, ma intorno a lui ci sono soltanto statue di cera. E’ evidente che senza movimento senza palla, un giocatore come Diego sia pressoché inutile. Lo capiamo noi, lo capisce lui, e lo capiscono tutti i giocatori. Quando lo capirà Ferrara?</p>
<p style="text-align: justify;">IL COMMENTO DI FRANCESCO FEDERICO PAGANI<br />
Guardando la partita di stasera sono due gli aggettivi che mi vengono in mente: triste ed imbarazzante. Triste perché da qualche tempo guardare le partite di questa squadra mette addosso tristezza. Al di là dei risultati finali, infatti, il problema sta nell’atteggiamento. Vedere un undici senza nerbo come questo come può non mettere tristezza? Imbarazzante, invece, perché in un match in cui ti stai giocando gli ottavi di Champions non puoi trovarti a perdere per 4 a 1. Nulla da togliere al Bayern Monaco, ma una partita del genere non è assolutamente da top club europeo. Grosso dimostra ancora una volta che nei club in cui gioca (Palermo a parte, forse) non è assolutamente quel giocatore che abbiamo più volte, specialmente al Mondiale 2006, apprezzato in nazionale. Cannavaro invece non è più capace di giocare ai suoi livelli: i tempi del Pallone d’Oro sono quantomai lontani. Caceres, come detto in fase di cronaca, non sa assolutamente gestire certe situazioni; tanto di cappello per la garra che ci mette in ogni momento, ma la sua intelligenza tattica è da categorie ben inferiori a quelle in cui si trova a giocare, oggi. Felipe Melo e Diego, infine, dimostrano ancora una volta di non valere i cinquanta milioni spesi per loro. Intendiamoci, non si discute tanto la potenzialità del giocatore, quanto il rendimento. Non c’è molto altro da dire. La situazione del calcio italiano è davvero problematica. In Europa, infatti, le nostre squadre fanno sempre più fatica. Questa eliminazione è solo la riprova di ciò. C’è molto lavoro da fare. Urge riportare il nostro calcio ai vertici mondiali. Speriamo che i nostri dirigenti lo capiscano e si attivino presto in tal senso.
</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
JUVENTUS-BAYERN MONACO 1-4 (1-1)<br />
RETI: 18’ pt Trezeguet, 29’ pt rig. Butt, 7’ st Olic, 37’ st Gomez, 46’ st Tymoshchuk.<br />
JUVENTUS: Buffon; Caceres, Legrottaglie, Cannavaro, Grosso; Camoranesi, Felipe Melo (35’ st Giovinco), Marchisio; Diego (19’ st Amauri); Del Piero (1’ st Poulsen), Trezeguet. A disposizione: Manninger, Grygera, Salihamidzic, Tiago. All. Ferrara.<br />
BAYERN MONACO: Butt; Lahm, Van Buyten, Demichelis, Badstuber; Muller, Van Bommel, Schweinsteiger, Pranjic (26’ st Robben); Olic (33’ st Tymoshchuk), Gomez. A disposizione: Kraft, Braafheid, Breno, Altintop, Klose. All. Van Gaal.<br />
ARBITRO: Busacca (Svizzera).<br />
AMMONIZIONI: 7’ pt Prannjc, 13’ st Schweinsteiger, 26’ st Demichelis.<br />
NOTE: spettatori 25.507 per un incasso di € 939.816,52.
</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://juvemania.it/juventus-vs-bayern-monaco-1-4-il-video-della-disfatta/" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/juvemania.it/juventus-vs-bayern-monaco-1-4-il-video-della-disfatta/?referer=');">GUARDA HIGHLIGHTS E GOL DELLA PARTITA</a></p>
<p style="text-align: justify;">(Credits: per la cronaca Juventus.com. <a href="http://www.sciabolatamordida.wordpress.com" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.sciabolatamordida.wordpress.com?referer=');">Sciabolata morbida</a> per il commento di Francesco)</p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Bordeaux vs Juventus 2-0 (si decide tutto con il Bayern)</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 08:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Nicolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Coppa]]></category>
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		<description><![CDATA[Per il decisivo match del Chaban-Delmas, Ciro Ferrara propone dall’inizio Del Piero largo a sinistra (nel ruolo occupato ultimamente da Giovinco), Sissoko al fianco di Felipe Melo e cambia Cannavaro con Legrottaglie. Per il resto i bianconeri si presentano con la stessa squadra che ha battuto l’Udinese domenica sera: Caceres e Grosso i terzini, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5791" class="wp-caption alignleft" style="width: 286px"><img class="size-full wp-image-5791" title="Blanc" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2009/11/Blanc.png" alt="Vince Blanc.." width="276" height="163" /><p class="wp-caption-text">Vince Blanc..</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per il decisivo match del Chaban-Delmas, Ciro Ferrara propone dall’inizio Del Piero largo a sinistra (nel ruolo occupato ultimamente da Giovinco), Sissoko al fianco di Felipe Melo e cambia Cannavaro con Legrottaglie. Per il resto i bianconeri si presentano con la stessa squadra che ha battuto l’Udinese domenica sera: Caceres e Grosso i terzini, e Diego e Camoranesi a inventare per l&#8217;unica punta Amauri.<span id="more-5785"></span></p>
<p style="text-align: justify;">CRONACA<br />
Il Bordeaux è già qualificato ma fa capire subito di non accontentarsi. Con lo stadio gremito e la possibilità di chiudere anche il discorso per il primo posto del Gruppo A. La formazione di Laurent Blanc parte forte e Buffon deve subito smanacciare una punizione che rimbalza dalle sue parti. I bianconeri entrano in partita con il passare dei minuti. Del Piero, Diego e Camoranesi iniziano a carburare e anche Sissoko dà il suo contributo in zona offensiva. La prima azione degna di nota arriva intorno al 20’ ed è uno schema collaudato: punizione di Diego e stacco di Chiellini che però finisce alto. Anche i padroni di casa si affidano molto ai calci piazzati, di cui sono maestri, ma Buffon non deve mai intervenire. Al contrario del suo collega Carrasso che alla mezz’ora deve sventare l’azione più bella dei bianconeri. Tutto di prima: Felipe Melo, Camoranesi, Del Piero e tiro finale di Diego, parato. Il Bordeaux ha una fiammata al 38’: lancio di Chalmé per Chamakh che trova il varco, si presenta solo in area ma Buffon compie uno dei suoi interventi prodigiosi e salva. È in pratica l’ultima emozione di un primo tempo che, a parte l’ammonizione di Felipe Melo (prima era toccato a Camoranesi), non regala altri spunti. Al riposo si va sullo 0-0, stesso punteggio uscito nel match dell’Allianz Arena tra Bayern e Maccabi. Risultati che, se confermati alla fine, promuoverebbero i bianconeri agli ottavi di Champions. Ripresa. Tornano in campo gli stessi 22 del primo tempo. Si riparte nel segno dell’equilibrio. A spezzarlo ci pensa soprattutto Chamakh che costringe i bianconeri al fallo ripetuto. Prima Legrottaglie si prende il giallo, poi Caceres concede la punizione ai francesi. Dalla spiovente di Plasil spunta la testa di Fernando che anticipa tutti e batte Buffon. La Juventus risponde subito con un tiro di Felipe Melo (alto) e uno di Diego, parato da Carrasso. Il fantasista e Amauri hanno la grossa chance pochi minuti dopo ma nessuno dei due arriva sull’invenzione di Del Piero. L’ultima del capitano che lascio il campo per Immobile, proprio mentre arriva la notizia del vantaggio del Bayern che riapre ulteriormente i giochi nel Gruppo A. Entrano anche Giovinco e Marchisio al posto di Amauri e Sissoko. Si prova a sfruttare la velocità, arriva qualche calcio di punizione ma nulla che possa impensierire Carrasso. Ma è il Bordeaux a chiudere la gara. Prima con il possesso palla e poi con il raddoppio di Chamakh, ancora di testa e da calcio piazzato, a tempo ampiamente scaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO<br />
&#8220;Juve Samba&#8221;, &#8220;Juve do Brazil&#8221;, &#8220;Con Diego, Melo e Amauri la Juve balla&#8221;&#8230; Riporto solo alcuni dei titoli che ho letto qua e là nei giornali di quest&#8217;estate, quando molti addetti ai lavori commentavano entusiasticamente il mercato della Juventus e l&#8217;avvento sulla panchina di Ferrara al posto del &#8220;disastroso&#8221;, del &#8220;cantante&#8221;, del &#8220;camaleonte&#8221; Ranieri. Fin qui devo dire che la nuova Juventus ha dimostrato di essere sullo stesso identico livello dei due anni passati, nè più nè meno. L&#8217;emblema della stagione sin qui vissuta è la partita di ieri sera, la cui parola d&#8217;ordine è stata: confusione! Si inizia con un 4-2-3-1 con Del Piero largo e spesso costretto sulla mediana a difendere: suicidio, meglio lasciarlo fuori. Alex ha 35 anni, è una punta ormai e può esprimere qualcosa di utile per la squadra solo negli ultimi 30 metri. Diego non ci capisce nulla e impiega mezz&#8217;ora, quando si passa ad un &#8220;marziano&#8221; 4-2-2-2, per toccare un pallone: il brasiliano per la terza partita consecutiva fa quasi da spettatore non pagante, sempre impacciato e confuso dai continui spostamenti cui lo costringe il mister. Quale che sia lo schema utilizzato, il perno del centrocampo non può essere Felipe Melo. Stanco? Non al top? Qualunque sia la motiviazione al momento il brasiliano sta giocando molto peggio di Poulsen che nelle ultime uscite è stato costantemente il migliore in campo dei bianconeri, assieme al solito Chiellini. Ieri sera, però, non sono bastati i miracoli del centrale azzurro per arginare un Bordeaux che a centrocampo ha letteralmente dominato i bianconeri schiacciandoli e costringendo la linea difensiva a stare sempre molto bassa. Dopo Walter Zenga e Mazzarri, anche Laurent Blanc dà una bella lezione di tattica a Ferrara, che nel finale gioca (tardivamente) l&#8217;ultima carta, quella di Giovinco e del 4-3-3, che non può portare il benché minimo giovamento. So già che per il tifoso medio &#8220;la colpa è di Del Piero&#8221;. Molti, infatti, avranno già dimenticato quanto lo abbiamo invocato in queste settimane per dare un po&#8217; di luce ad una squadra, che a parte qualche sprazzo, non ha mai convinto del tutto. Ed è un dettaglio che quando Alex ha giocato più avanti nel secondo tempo, ha tirato fuori dal cilindro una magia delle sue che Diego e un&#8217;altrettanto spento Amauri non hanno saputo concretizzare. Ferrara è peggio di Ranieri? Abbiamo sbagliato per il terzo anno consecutivo il mercato? La risposta non è ricercabile nella partita di ieri sera. Quest&#8217;anno è così, viviamo alla giornata e cerchiamo di vincere più partite possibili da qui alla fine del campionato. Credere ai miracoli non è peccato.</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
BORDEAUX-JUVENTUS 2-0 (0-0)<br />
RETI: 9’ st Fernando, 49’ st Chamakh.<br />
BORDEAUX: Carrasso; Chalmé, Ciani, Planus, Tremoulinas; Fernando, Diarra; Plasil, Gouffran (30’ st Traoré), Wendel; Chamakh. A disposizione: Ramè, Placente, Sertic, Bellion, Cavenaghi, Sané. All. Blanc.<br />
JUVENTUS: Buffon; Caceres, Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Sissoko (44’ st Marchisio), Felipe Melo; Camoranesi, Diego, Del Piero (23’ st Immobile); Amauri (32’ st Giovinco). A disposizione: Manninger, Grygera, Cannavaro, Poulsen. All. Ferrara.<br />
ARBITRO: Iturralde Gonzalez (Norvegia).<br />
AMMONIZIONI: 33’ pt Camoranesi, 45’ pt Felipe Melo, 6’ st Legrottaglie, 13’ st Caceres, 15’ st Fernando, 45’ st Traoré.</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Maccabi Haifa &#8211; Juventus 0 &#8211; 1 (Vittoria non brillante ma meritata)</title>
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		<comments>http://www.uccellinodidelpiero.com/maccabi-haifa-juventus-0-1-vittoria-non-brillante-ma-meritata/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 22:22:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Federico Pagani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Coppa]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Maccabi Haifa]]></category>

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		<description><![CDATA[
PRESENTAZIONE
La Juve arriva in Israele a caccia di tre punti fondamentali per il proprio futuro in Champions. Ferrara decide quindi di variare un poco la sua formazione rispetto al match contro il Napoli: in difesa Grygera e Cannavaro lasciano il posto a Caceres e Legrottaglie mentre l&#8217;infortunato Giovinco è rilevato da Tiago.
CRONACA
Il primo quarto d&#8217;ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify">
<div id="attachment_4986" class="wp-caption alignleft" style="width: 286px"><img class="size-full wp-image-4986" title="Camoranesi" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2009/11/Camoranesi1.png" alt="Camoranesi &quot;simbolo&quot; Juve.." width="276" height="163" /><p class="wp-caption-text">Camoranesi in condizione super</p></div>
<p>PRESENTAZIONE<br />
La Juve arriva in Israele a caccia di tre punti fondamentali per il proprio futuro in Champions. Ferrara decide quindi di variare un poco la sua formazione rispetto al match contro il Napoli: in difesa Grygera e Cannavaro lasciano il posto a Caceres e Legrottaglie mentre l&#8217;infortunato Giovinco è rilevato da Tiago.</p></div>
<p style="text-align: justify">CRONACA<br />
Il primo quarto d&#8217;ora è giocato su ritmi piuttosto alti, in special modo dalla Juventus. Dopo sei soli minuti Diego riceve al limite da Poulsen e calcia in maniera potente, ma Davidovitch chiude in angolo. Subito dopo Amauri è pescato in area da un lancio millimetrico di Melo, ma ancora una volta il portiere della squadra di casa chiude in angolo, questa volta in uscita. Al nono, quindi, Diego subisce fallo e va a battere una bella punizione da 29 metri, con il solito Davidovitch ottimo nel distendersi e mettere in angolo. Tre soli minuti più tardi è invece un evanescente Tiago, che sbaglierà molti dei palloni toccati, a ricevere sulla trequarti per andare poi a calciare mollemente tra le braccia di Davidovitch. In tutto questo la squadra di casa è poco più che spettatore non pagante: i giocatori del Maccabi, infatti, fanno molto poco, subendo la manovra juventina e faticando a costruire. In special modo, poi, i giocatori isreaeliani dimostrano grossi limiti nella rifinitura delle azioni. Da lì alla mezz&#8217;ora, comunque, si vedrà poco altro. Dopo una sorta di iniziale sfuriata Bianconera, infatti, i ritmi si abbasseranno notevolmente e la partita si farà meno piacevole. Al 27&#8242; un break di Melo ci ridesterà dal sonno profondo in cui stavamo piombando: il centrocampista brasiliano sale bene e libera Camoranesi al cross con un tacco molto elegante. Sul pallone centrato dall&#8217;italoargentino, però, non arriva, per pochi centimetri, Amauri, che quindi grazia Davidovitch. A questo punto il Maccabi ha uno scatto d&#8217;orgoglio e inizia ad alzare la testa, facendosi vedere dalle parti di Buffon. L&#8217;occasione più ghiotta dell&#8217;intera partita, quindi, il Maccabi la costruirà poco prima della mezz&#8217;ora quando sugli sviluppi di un corner la difesa italiana si dimenticherà il frizzante Dvalishvili che sarà però chiuso in due tempi da un grande Buffon, autore di una vera prodezza in questa situazione. Dvalishvili che ci prova un solo minuto più tardi, ma il suo colpo di testa finirà a lato. Diego, stasera sempre al centro della manovra Bianconera, verrà quindi ben imbeccato sulla trequarti da Camoranesi e dopo aver saltato secco un avversario scaricherà una frustata verso la porta di Davidovitch, col pallone che si spegnerà però a lato. Dvalishvili ci riproverà quindi subito dopo dal limite, ma anch&#8217;egli risulterà troppo impreciso. Al 32&#8242; sarà il invece il solito Diego a creare ed imbeccare Amauri, che verrà però chiuso in angolo dal sempre ottimo Davidovitch. Dopo la mezz&#8217;ora, quindi, la partita sembra risvegliarsi ed intorno al quarantesimo la squadra di casa ci proverà in un paio d&#8217;occasioni: prima Dvalishvili concluderà dal limite ma guadagnerà solo un angolo dovuto ad una tempestiva chiusura di Caceres, poi Arbeitman sarà involontariamente liberato da Diego ma verrà prontamente anticipato da Buffon in fallo laterale.<span id="more-4975"></span> Qui, a ridosso della fine del primo tempo, sembra che le squadre siano già virtualmente negli spogliatoi. Il gioco ristagna infatti a centrocampo finché Diego non accende la luce: vede Caceres tutto solo sulla destra e lo pesca con un lancio millimetrico, il terzino uruguagio è bravo a stoppare di petto portandosi in avanti il pallone e crossandolo basso sul dischetto del rigore dove arriva puntualmente a rimorchio Camoranesi che calciando di prima intenzione trova una deviazione decisiva di Keinan: è il goal del vantaggio, che chiude anche il primo tempo. L&#8217;inizio della ripresa pone sotto i riflettori un Maccabi che pare essere sceso in campo con ben altro approccio rispetto al primo tempo, ma è solo un fuoco di paglia. Dopo i primissimi minuti di leggero forcing, infatti, la partita torna sui ritmi avuti per gran parte del primo tempo. Al 53&#8242; la Juve raddoppierebbe anche, ma il goal è giustamente annullato dall&#8217;arbitro: Diego batte una punizione dalla trequarti sinistra del nostro fronte offensivo ed Amauri, partito in posizione irregolare, batte Davidovitch, anticipandolo. La terna è però attenta ed invalida la sua realizzazione. Quattro minuti più tardi una ripartenza del solito Diego agevola con una sua rifinitura Amauri che scattato in posizione regolare, questa volta, non trova però la porta. Al 65&#8242; è ancora Diego a rendersi protagonista: dopo aver ricevuto da Caceres salta un uomo di netto e si libera di un secondo per andare al tiro di sinistro, senza però trovare la porta. A quel punto il Maccabi ha un ritorno di fiamma e prova ad accelerare per trovare il pareggio. Al 67&#8242; Ghadir è fermato per fuorigioco. Ed è una fortuna, il giovane israeliano, infatti, aveva bruciato Grosso andando a trovarsi a tu per tu con Buffon. Una decina di minuti più tardi Rafaelov lancia un pallone insidiosissimo in area ma né Arbreitman né Ghadir stesso ci arrivano, sprecando una ghiottissima occasione. Altri due minuti e Rafaelov prova a fare tutto da solo, convergendo da sinistra per sparare di destro, senza però trovare la porta. All&#8217;82, infine, l&#8217;ultimo vero tentativo dei padroni di casa: Ghadir, velocissimo, è lanciato nello spazio, ma il sempre attento Buffon esce e lo anticipa in rimessa laterale. Da lì alla fine la Juve non avrà più alcun problema a controllare il match. Non solo, saranno proprio i Bianconeri a creare l&#8217;ultima occasione: a tempo già scaduto Caceres, imbeccato da &#8211; ma guarda un po&#8217; &#8211; Diego crossa pericolosamente da destra, ma il pallone è messo in angolo da Teixeira.</p>
<p style="text-align: justify">IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO<br />
Qualificazione vicina (e <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/2009/08/27/sorteggi-di-champions-league-i-nostri-pronostici/" target="_blank">come avevo pronosticato</a> lontana per il Bayern). Intendiamoci, in Israele non abbiamo assistito ad una prestazione esaltante dei bianconeri, ma quantomeno confortante, con Diego che a tratti ha acceso la luce e il solito Buffon (mostruoso) al quale dobbiamo almeno i 2/3 della vittoria di ieri sera. Apprezzabile, comunque, la capacità, almeno questa volta, di gestire un vantaggio seppur minimo. Come dico da qualche tempo a questa parte, paradossalmente la Juventus ha più chance in Champions, e i risultati delle altre confermano in parte questa mia convinzione. Serve però maggiore continuità, il recupero di qualche infortunato e l&#8217;adeguamento al modulo di alcuni uomini, come Felipe Melo autore anche ieri sera di una prestazione molto generosa, ma pur sempre protagonista di qualche errore banale che ha messo in difficoltà gli egregi Chiellini e Le Grottaglie. Godiamoci, in ogni caso un Camoranesi strepitoso e un Caceres diligente: tra i due l&#8217;intesa sembra sia in crescita e mi fanno bene sperare per il prosieguo della stagione.</p>
<p style="text-align: justify">IL COMMENTO DI FRANCESCO FEDERICO PAGANI<br />
Juventus che vince quindi meritatamente il match. Sicuramente non è stata una partita esaltante (anche per i limiti tecnici dei padroni di casa), ma si può dire che i Bianconeri non abbiano rubato niente, anzi. Come si può leggere anche dalla cronaca della partita non hanno corso grandissimi pericoli, a parte quel black out alla mezz&#8217;ora su cui ha posto una pezza Buffon. Per il resto niente di che. Di contro, invece, Davidovitch ha dovuto sì penare per disinnescare alcune ottime conclusione dei giocatori juventini. Risultato comunque importantissimo sia perché consegna tre punti alla società di Corso Galileo Ferraris sia perché la vittoria bavarese del Bordeaux porta la Juve a più quattro sul Bayern. Una vittoria nelle ultime due partite, quindi, e gli ottavi sarebbero realtà.</p>
<p style="text-align: justify">IL COMMENTO DI ANDREA RANALDO<br />
Nemmeno la vicinanza a Gerusalemme, terra di miracoli, ha risvegliato la Juventus dal suo sempre più preoccupante torpore. Importa poco, anche se dovrebbe contare tantissimo, che la stentata imposizione sul Maccabi spalanchi le porte verso gli ottavi di finale. Il vero problema è che questa squadra non riesce ad appassionare. E soprattutto, è destinata ad andare incontro a scoppole d’altri tempi: perché con il Maccabi può anche bastare super Buffon, ma quando ci si ritroverà di fronte a squadre come Barcellona e Chelsea, anche il miglior portiere del mondo è destinato a capitolare inesorabilmente. Iniziamo a prenotare il pallottoliere… I limiti di questa Juventus sono evidenti: l’assoluta mancanza di gioco è problema che ci si porta appresso da diverse stagioni, ma mai come quest’anno il potenziale della squadra richiederebbe ben altre prestazioni. Non sono tra coloro che considera fallimentare il mercato: a mio avviso sono arrivati giocatori in grado di garantire il salto di qualità definitivo. Ritengo, però, che ci sia dietro un modesto lavoro tattico. La squadra cambia moduli e interpreti, senza però mostrare mai schemi che denotino l’accortezza di Ferrara e del suo entourage. La scintillante partita con la Sampdoria non deve trarre in inganno; è stata la più classica delle eccezioni, che oltre ad illudere tifosi e addetti ai lavori, ha confermato la tristissima regola: la Juve vista finora è stata sorretta unicamente dai colpi dei singoli. Nei piani estivi, Diego avrebbe dovuto rappresentare il fulcro della manovra, ma diventa difficile, anche per un talento come il brasiliano, riuscire a prendere in mano una squadra in cui il movimento senza palla è pressoché assente, e in cui le distanze tra i reparti non garantiscono un’azione convinta ed armoniosa. Ci si ritrova, così, a vedere il trequartista verde-oro predicare nel deserto: è abilissimo nel liberarsi della marcatura, ma una volta in possesso del pallone non ha mai un compagno da servire in profondità, e questo lo porta a conquistare, come massimo ottenibile, inutili punizioni a metà campo. Certo, anche la sfortuna è componente che ha indubbiamente influito in questo inizio di stagione: i lungodegenti Sissoko e Del Piero sono giocatori fondamentali per l’economia della squadra, così come lo era diventato, con il nuovo modulo, anche Giovinco, l’unico insieme a Diego e a Camoranesi in grado di saltare l’uomo;  il paragone con Tiago è infatti impietoso, e conferma, una volta di più, di come il portoghese sia tra i giocatori più inutili della storia. Del resto, ne conoscete tanti di centrocampisti che in più di due anni non hanno mai segnato un gol, né confezionato un assist? Numeri indecenti, che dovrebbero relegare Tiago alla terza categoria. Ma senza eccedere con la perfidia, ci accontenteremmo di una soluzione: di non vederlo, mai più, con la maglia bianconera…</p>
<p style="text-align: justify">TABELLINO<br />
Maccabi Haifa &#8211; Juventus 0-1<br />
RETI: 47&#8242; pt Camoranesi<br />
MACCABI HAIFA: Davidovitch; Masilela, Teixeira, Keinan, Meshumar; Osman, Culma (46&#8242; Ghadir), Boccoli, Katan; Dvasishvili (56&#8242; Refaelov), Arbeitman. A disposizione: Edri, Harazi, Maymon, Tawatha, Zaguri. All. Levy<br />
JUVENTUS: Buffon; Caceres, Chiellini, Legrottaglie, Grosso; Felipe Melo, Poulsen; Camoranesi, Diego, Tiago (60&#8242; De Ceglie); Amauri. A disposizione: Manninger, Cannavaro, Grygera, Molinaro, Immobile, Trezeguet. All. Ferrara<br />
ARBITRO: Tere Hauge (Norvegia)<br />
AMMONITI: 26&#8242; Masilela, 36&#8242; Felipe Melo e Culma, 71&#8242; Osman</p>
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		<title>Juventus vs Maccabi 1-0 (in attesa di periodi migliori&#8230;)</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 07:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Nicolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Coppa]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>
		<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Maccabi Haifa]]></category>
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		<description><![CDATA[PRESENTAZIONE
Per la sfida con il Maccabi, Ferrara cambia modulo e alcuni elementi. Dentro con un 4-2-3-1 in cui il ruolo di punta spetta a Trezeguet, alla 300ª in bianconero. Cifra tonda anche per Cannavaro (100) che si piazza in difesa con Zebina, Chiellini e Grosso. Coperti da Felipe Melo e Sissoko. A fare da trequartisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4555" class="wp-caption alignleft" style="width: 262px"><img class="size-medium wp-image-4555" title="20091021-633917626423563220w" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2009/10/20091021-633917626423563220w-300x223.jpg" alt="Una testata di Chiellini vale tre punti fondamentali" width="252" height="187" /><p class="wp-caption-text">Chiellini porta a casa 3 punti fondamentali</p></div>
<p style="text-align: justify;">PRESENTAZIONE<br />
Per la sfida con il Maccabi, Ferrara cambia modulo e alcuni elementi. Dentro con un 4-2-3-1 in cui il ruolo di punta spetta a Trezeguet, alla 300ª in bianconero. Cifra tonda anche per Cannavaro (100) che si piazza in difesa con Zebina, Chiellini e Grosso. Coperti da Felipe Melo e Sissoko. A fare da trequartisti ci pensano Camoranesi, Diego e Giovinco.  Gli israeliani arrivano a Torino senza la punta di diamante Katan, ma scendono in campo senza timori reverenziali, come chiesto dal tecnico Levi alla vigilia. E l’avvio è emblematico con Buffon costretto a un miracolo sul colpo di testa di Dvalishvili. La risposta bianconera non si fa attendere con Trezeguet steso all’ingresso in area: l’arbitro Benquerença opta per la punizione e non per il rigore come richiesto da Diego e compagni. Ci prova Grosso di potenza e Davidovitch ci mette i pugni.</p>
<p style="text-align: justify;">LA CRONACA<br />
Il terreno è scivoloso a causa della pioggia. Diego e Giovinco provano ad andar via palla al piede e sono messi giù dagli interventi della difesa israeliana. Proprio Sebastian crea un pericolo fuggendo a destro e non trovando per poco Trezeguet a centro area. Il francese ha voglia di festeggiare la 300ª con un gol e con sfiora il vantaggio con un tocco d’esterno. Giovinco è una spina nel fianco del Maccabi e un suo slalom al 25 crea scompiglio, prima che il destro di Sissoko esca a lato. Ogni tanto si rivedono anche gli israeliani: alto il tiro di Refaelov. Teixeira si prende il cartellino giallo per un fallo su Giovinco. Al 35’ Ferrara deve operare il primo cambio. Zebina si fa male, al suo posto entra Caceres. La Juventus ci prova fino alla fine del tempo ma senza riuscire a creare un vero pericolo.  Ripresa. Levi propone subito due cambi: fuori Masilela e Arbeitman, dentro Ghadir e Zaguri. Ma le sostituzioni non portano bene agli israeliani che capitolano alla prima occasione: Diego scodella in area una punizione da sinistra e Chiellini stacca in maniera decisiva. Il vantaggio galvanizza i bianconeri. Soprattutto Diego che prima smarca Giovinco e poi sfiora un gol capolavoro con un pallonetto che supera di poco la traversa. Spettacolo al 10’: tutto di prima, Giovinco, Diego, Grosso e tocco di Trezeguet parato da Davidovitch. Un minuto dopo, destro di Giovinco e altra parata del numero uno israeliano. Con la Juve che domina, il tecnico Levi opera il terzo cambio: Dutra per Rafaelov. Anche Ferrara deve rimettere mano alla sua formazione e ancora una volta per colpa di un infortunio: Felipe Melo si fa male in un contrasto e lascia il posto a Poulsen. Il Maccabi resta anche in dieci dopo l’espulsione proprio dell’ultimo entrato Dutra, per un brutto fallo su Chiellini. Al 36’ arriva il momento di Amauri, in campo per Trezeguet. Intanto Buffon deve compiere la seconda grande parata, ancora su Dvalishvili. Gli israeliani hanno un sussulto e tentano il tutto per tutto per cercare il pari, anche con l’uomo in meno. I bianconeri non vogliono correre rischi e il raddoppio sembra cosa fatta quando Diego smarca Camoranesi, ma il tiro dell’italo-argentino colpisce il palo. Il finale regala ancora emozioni. Davidovitch nega il raddoppio a Giovinco su punizione, ma Buffon è ancora più strepitoso a fermare Ghadir in contropiede. Nella prima vittoria europea della stagione, c’è tanto del numero uno, decisivo quanto Chiellini.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4553"></span>IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO<br />
I primi tre punti del trittico fondamentale sono in cascina. Come sono arrivati lo abbiamo visto un po&#8217; tutti: con la solita sofferenza (Buffon miracoloso e migliore in campo), con ancora mancanza di personalità a centrocampo e con svarioni difensivi (attenzione, non della difesa ma della fase difensiva di tutta la squadra) non degne della migliore Juventus. Per carità, si sono viste anche un paio di giocate interessanti con un Diego che a sprazzi è riuscito a mettersi in luce e con Giovinco particolarmente inspirato che da solo ha causato quattro cartellini gialli agli avversari. Direi che le geometrie offensive del 3 + 1 sono andate abbastanza bene con Trezeguet a fare sempre il movimento giusto, seppur sia riuscito poche volte ad avere palloni giocabili. L&#8217;impressione è he in alcuni movimenti i bianconeri siano &#8220;bloccati&#8221; su concetti della precedente gestione: ne ha dato conferma Ciro Ferrara che nel recupero si sbraccia per esortare il blocco difesa/centrocampo a tenere la posizione piuttosto che portarsi inavanti a testa bassa.  Come detto nel pre-partita, però, non mi aspettavo di più: è chiaro che al momento attuale non possiamo o non riusciamo a dare di più. Facciamocene una ragione. Prendere o lasciare. L&#8217;importante è, in un momento di evidente difficoltà, fare punti e stare sempre lì ad impensierire i concorrenti. Ora sotto con il Siena, formazione che si presenterà ampiamente rimaneggiata e senza il mister Giampaolo in panca. Anche soffrendo come ieri sera, dobbiamo portare a casa atri tre punti fondamentali. In attesa di tempi migliori.</p>
<p style="text-align: justify;">IL COMMENTO DI ANTONIO CORSA (ACB)<br />
In attesa di analisi tattiche più approfondite e di futuri riscontri, posso dire di essere moderatamente soddisfatto dal nuovo modulo adottato e dalla disposizione tattica dei bianconeri. Intendiamoci: molti automatismi vanno ancora decisamente migliorati, e il passare dal 442 &#8220;coperto&#8221; del passato ad un 4231 &#8220;tecnico&#8221; da possesso palla è una rivoluzione copernicana che non si realizza in 2 giorni, nè in 2 mesi. Però la strada mi sembra quella giusta, bisogna insistere, bisogna giocare di più palla a terra, farla girare, permettere gli inserimenti &#8220;intelligenti&#8221; (come <em>timing</em>) dei centrocampisti (che ancora non vedo), coprire meglio gli spazi. C&#8217;è da lavorare molto, come giustamente dicono Buffon e Trezeguet, ma l&#8217;impressione è che si sia trovata la &#8220;veste&#8221; ideale per questa Juventus (con buona pace dei giocatori che purtroppo mal sopporteranno questo cambio). Personalmente, essendo un &#8220;Wengeriano&#8221; convinto da tempo, vengo mandato a nozze se mi si propone un modulo simile e un modo di giocare più propositivo e tecnico. Sono contento, e mi prendo i 3 punti molto volentieri. Sono contento anche perchè rivedo finalmente un Trezeguet (il nostro miglior attaccante senza discutere) motivato, un Giovinco e un Camoranesi coinvolti e messi nel loro ruolo, un Diego che finalmente ha almeno 2-3 opzioni di passaggio (e si è vista la differenza tra quando giocano Iaquinta e Amauri fissi in area e quando invece si gioca più larghi, con gente che sa dialogare dando del tu al pallone), e una coppia di centrocampisti centrali (sperando Melo non ne abbia per molto) che ha bisogno ora solo di giocare tante partite assieme, per trovare il giusto affiatamento. Ora sotto col Siena, per la seconda di tre partite che si devono assolutamente portare a casa per non perdere il treno già ad ottobre. Con più ottimismo di ieri.</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
Champions League 2009/10 &#8211; Fase a Gironi<br />
Girone A – 3ª giornata<br />
Torino, Stadio Olimpico<br />
Mercoledì 21 ottobre</p>
<p style="text-align: justify;">JUVENTUS-MACCABI HAIFA 1-0 (0-0)<br />
RETI: 2’ st Chiellini.<br />
JUVENTUS: Buffon; Zebina (35’ pt Caceres), Cannavaro, Chiellini, Grosso; Sissoko, Felipe Melo (16’ st Poulsen); Camoranesi, Diego, Giovinco; Trezeguet (36’ st Amauri). A disposizione: Manninger, Legrottaglie, De Ceglie, Iaquinta. All. Ferrara.<br />
MACCABI HAIFA: Davidovitch; Meshumar, Teixeira, Keinan, Masilela (1’ st Zaguri); Osman, Boccoli, Culma, Refaelov (12’ st Dutra); Dvalishvili, Arbeitman (1’ st Ghadir). A disposizione: Edri, Harazi, Mayomon, Strahman. All. Levi.<br />
ARBITRO: Benquerença (Portogallo).<br />
ESPULSIONI: 22’ st Dutra.<br />
AMMONIZIONI: 11’ pt Culma, 31’ pt Teixeira, 38’ pt Osman, 6’ st Zaguri, 45’ st Boccoli.<br />
NOTE: spettatori 18.838 per un incasso di € 445.561,06.<br />
(Credits: per la cronaca e il tabellino Juventus.com)</p>


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		<title>Bayern Monaco vs Juventus 0-0 (un punto che vale oro)</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 10:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Nicolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Partite di Coppa]]></category>
		<category><![CDATA[Bayern Monaco]]></category>
		<category><![CDATA[Champions League]]></category>

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		<description><![CDATA[PRESENTAZIONE
Il 30 settembre è ormai giorno di gare per la Juventus. Per il quarto anno consecutivo si scende in campo e Ferrara sembra voler credere nella tradizione. Davanti schiera Iaquinta – autore di una doppietta nel 2008 contro il Bate Borisov – e Trezeguet, in gol sia nel 2006 (doppietta in casa del Piacenza) che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3937" title="Diego" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2009/10/Diego.png" alt="Diego" width="285" height="174" />PRESENTAZIONE<br />
Il 30 settembre è ormai giorno di gare per la Juventus. Per il quarto anno consecutivo si scende in campo e Ferrara sembra voler credere nella tradizione. Davanti schiera Iaquinta – autore di una doppietta nel 2008 contro il Bate Borisov – e Trezeguet, in gol sia nel 2006 (doppietta in casa del Piacenza) che nel 2007 (stoccata a tempo scaduto nel derby con il Torino).  Dietro i due, gioca Diego, uno che l’Allianz Arena la conosce bene per i suoi trascorsi nel Werder Brema. Per il resto, Camoranesi, Felipe Melo e Marchisio a centrocampo. In difesa Grygera, Legrottaglie, Chiellini e Grosso (un altro che in Germania ha lasciato un segno nei Mondiali del 2006). Buffon in porta.</p>
<p style="text-align: justify;">LA CRONACA<br />
In un’Allianz Arena esaurita, le due squadre partono a mille. Soprattutto i tedeschi che vanno vicini al gol con il giovane Muller (autore di una doppietta con il Maccabi). La Juventus entra in partita con il passare dei minuti ed è Diego il più attivo. L’ex Werder ha una tradizione favorevole a Monaco e prova a ribadirlo con due tiri in pochi minuti ma senza esito. Più pericolosa la giocata di Ribery che sfugge a Grygera e Chiellini ma mette alto il pallonetto sull’uscita di Buffon. Il francese è l’uomo in più del Bayern e per fermarlo servono spesso le maniere forti. Camoranesi si prende il giallo. Ma l’italo-argentino è protagonista anche in avanti, quando impegna Butt con un destro da fuori area. Bella anche la girata di Trezeguet che per poco non trova la porta. Prima del riposo, Van Gaal perde Robben che deve lasciare il posto a Olic. La Juventus non porta bene all’olandese, sconfitto due volte lo scorso anno quando era al Real Madrid.All’intervallo è 0-0, risultato con cui si apre la ripresa. Il Bayern riparte in avanti ma non con la stessa veemenza del primo tempo. Buffon deve intervenire solo in uscita e i bianconeri si affacciano dalle parti di Butt. Al 15’ Ferrara toglie Diego e mette Poulsen ma la Juve non perde pericolosità. Al 20’ Iaquinta ruba il tempo a Van Buyten e prova la girata senza vedere l’inserimento di Trezeguet.Al 29’ sia Ferrara che Van Gaal cambiano i loro attaccanti. Amauri per Trezeguet nella Juve, Gomez per Klose nel Bayern. Ma l’occasione migliore capita ancora a Iaquinta. Al 36’ controllo e girata con pallone a lato di un soffio. La squadra di Ferrara ha un finale in crescendo, soprattutto dal punto di vista fisico. Il pressing sui portatori di palla impedisce ai tedeschi di farsi pericolosi.Entra anche Tiago per Camoranesi. I bianconeri battono un angolo all’ultimo secondo, ma il risultato non cambia più. Lo 0-0 finale diventa il primo pareggio tra Juventus e Bayern. Un punto utile per restare in corsa, anche se ora sarà necessario fare sei punti contro il Maccabi (battuto nel finale in Francia) per riavvicinare Bayern e Bordeaux, avanti a quota quattro.</p>
<p><span id="more-3902"></span></p>
<p style="text-align: justify;">IL COMMENTO DI MIRKO NICOLINO<br />
Un punto che vale oro colato. Purtroppo, al momento attuale la Juventus non può competere alla pari con squadre come il Bayern di Van Gaal, molto ben organizzato e con individualità che fanno la differenza più di quelle di cui dispone Ciro Ferrara. Il mister cerca di sorprendere i tedeschi schierando due punte più Diego, e un centrocampo a tre in con Camoranesi più interno della sua posizione abituale. Inutile girarci attorno: in certi appuntamenti non possiamo lasciare la fase difensiva di centrocampo solo sulle spalle di Melo e Marchisio. Tre incontristi puri dietro il fantasista sono la disposizione ideale a mio avviso.  Non è un caso infatti che nel primo tempo, a parte qualche lampo di Juve sia stato il Bayern a dominare, con la difesa bianconera spesso in affanno sule giocate pregevoli di Ribery e del giovanissimo Muller, che non sarà bellissimo da vedere ma è molto efficace e dinamico nonostante il suo metro e 90. Nella ripresa le cose cambiano dopo la sostituzione di Diego con Poulsen, che garantisce maggiore equilibrio e ci consente di giocare per un pareggio che, per come sembrava potesse mettersi il match, era il miglior risultato possibile. A dire il vero nel finale avremmo avuto la possibilità di andare gol con Iaquinta, che in una delle due occasioni avute, è andato davvero vicinissimo alla marcatura. Per il resto, poca roba dal punto di vista del gioco (anche se dall’inizio della stagione non abbiamo mai realmente esaltato da questo punto di vista), e un Diego che deve recuperare la forma migliore il più presto possibile. Questa Juve, purtroppo, non può prescindere dalle sue giocate (e da quelle di Alessandro Del Piero appena tornerà in forma).  Nel complesso un turno di Champions deludente per le italiane (ad eccezione dell’exploit, casuale, della Fiorentina) che testimonia ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, che il nostro campionato è davvero (come dicono alcune recenti statistiche) tecnicamente dietro quelli di Inghilterra, Spagna e Francia, ma se la gioca alla pari con i le “blasonate” lighe francese e greca.</p>
<p style="text-align: justify;">TABELLINO<br />
BAYERN MONACO-JUVENTUS 0-0<br />
BAYERN MONACO: Butt; Lahm, Van Buyten, Badstuber, Braafheld; Muller, Ottl, Schweinsteiger; Robben (44’ st Olic), Klose (29’ st Gomez), Ribery. A disposizione: Rensing, Breno, Pranjic, Altintop. All. Van Gaal.<br />
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Camoranesi (45’ st Tiago), Felipe Melo, Marchisio; Diego (15’ st Poulsen); Trezeguet (29’ st Amauri), Iaquinta. A disposizione: Manninger, Zebina, Molinaro, Del Piero. All. Ferrara.<br />
ARBITRO: Webb (Inghilterra).<br />
AMMONIZIONI: 8’ pt Trezeguet, 37’ pt Camoranesi, 12’ st Marchisio.</p>
<h6 style="text-align: justify;">(Credits: per il tabellino e la cronaca Juventus.com)</h6>


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