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	<title>Il Blog dell&#039;Uccellino di Del Piero ™ &#187; Generazione di fenomeni</title>
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	<description>Blog di calcio giocato e cinguettate! Di Antonio Corsa</description>
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		<title>Eljero Elia: la scheda</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 09:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calciomercato 2010-11]]></category>
		<category><![CDATA[Generazione di fenomeni]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Antonio Corsa)
Nome: Eljero George Rinaldo Elia
Nato a: Voorburg (Olanda)
Il: 13/2/1987
Ruolo: Attaccante/Esterno offensivo
CARRIERA
Eljero è nato a Voorburg, un piccolo paese duecentesco nell&#8217;Olanda meridionale, oggi noto come Leidschendam-Voorburg a seguito di una fusione con la vicina città di Leidschendam. Prima di diventare un giocatore professionista, ha cambiato diverse società giovanili, dak SV Voorburg (squadra locale) al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-16518" title="elia" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/06/sfondo22.png" alt="" width="186" height="494" /><em>(di Antonio Corsa)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nome: Eljero George Rinaldo Elia<br />
Nato a: Voorburg (Olanda)<br />
Il: 13/2/1987<br />
Ruolo: Attaccante/Esterno offensivo</p>
<p style="text-align: justify;">CARRIERA<br />
Eljero è nato a Voorburg, un piccolo paese duecentesco nell&#8217;Olanda meridionale, oggi noto come Leidschendam-Voorburg a seguito di una fusione con la vicina città di Leidschendam. Prima di diventare un giocatore professionista, ha cambiato diverse società giovanili, dak SV Voorburg (squadra locale) al Forum Sport, e al Tonegido. Il salto di qualità l&#8217;ha fatto a soli 11 anni, nel 1996, quando si è trasferito con la famiglia nella vicina The Hague, la terza città più grande d&#8217;Olanda e sede dell&#8217;ADO Den Haag (storico club olandese tra l&#8217;altro gemellato con la tifoseria bianconera). Qui ha potuto mettere in mostra tutto il suo talento, tanto da guadagnarsi un provino (superato) con i lancieri dell&#8217;Ajax nel 2000, avendo la possibilità di allenarsi per due stagioni con i lancieri (fu scartato perchè troppo magrolino, per la cronaca). L&#8217;esordio da professionista è avvenuto però nell&#8217;ADO, nel 2004, a soli 17 anni. Aggregato alla prima squadra, esordirà giovanissimo, collezionando 4 presenze nella sua prima stagione tra i &#8220;grandi&#8221;. Gli basteranno per segnare il primo gol ufficiale nell&#8217;Eredivisie e mettersi in mostra. Dopo un inizio più che promettente, l&#8217;ADO Den Haag scelse un nuovo allenatore, Lex Schoenmaker, che entrò in conflitto perenne con Elia, favorendo di fatto il suo passaggio al Twente (che vinse il duello con l&#8217;Ajax, evidentemente ricredutosi sulle sue qualità fisiche..). Nel glorioso club di Enschede, un 20enne Elia collezionerà 64 presenze con 11 gol (e una ventina abbondante di assist), vincendo nel 2009 lo Johan Cruijff Award come &#8220;Giovane giocatore dell&#8217;Anno&#8221; in Olanda (giusto per far capire quanto prestigioso sia, negli ultimi 10 anni l&#8217;hanno vinto gente del calibro di Van der Vaart, van Persie, Robben, Sneijder, Kalou, Huntelaar, Afellay..). Il 5 giugno 2009 avviene il suo passaggio all&#8217;Amburgo, squadra ambiziosa della Bundesliga, che investe una cifra molto importante per poterlo avere tra le proprie fila (9 milioni di euro e contratto quinquennale). La sua prima stagione si è conclusa con 23 presenze e 5 reti, ed è riuscito da subito a diventare un beniamino dei tifosi per la sua velocità e per i suoi dribbling. A livello internazionale, nel 2005 fu convocato dalla Nazionale U19 e, già la stagione successiva, a 18 anni, ci fu la prima chiamata nella U21 e una convocazione in Nazionale maggiore per una amichevole con l&#8217;Inghilterra (non giocherà). L&#8217;esordio avverrà nel 2009, giovanissimo, in un&#8217;altra amichevole, questa volta col Giappone. Per lui due assist e gli apprezzamenti del ct. Rinnovati la partita successiva, contro la Scozia, dove il ragazzo segnò il gol partita. Da allora Elia è un elemento fisso degli Orange, ed è stato convocato nella rosa dei 23 che partecipano al Mondiale di Sud Africa 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE<br />
Iniziamo col dire che Eljero è un attaccante, e lo è sempre stato nella sua carriera. E&#8217; stato spostato sulla fascia (preferibilmente sinistra) solo l&#8217;anno scorso, a gennaio, chiuso dall&#8217;arrivo nell&#8217;Amburgo del connazionale Van Nilsterooy. Mossa azzeccata, se è vero che il giocatore ha continuato a garantire un rendimento elevato in quella posizione sia nel club tedesco che in Nazionale. Resta però un giocatore d&#8217;attacco, che nell&#8217;U21 giocava addirittura prima punta. Il fisico però è ancora piuttosto fragilino (176 cm per 68 kg circa), nonostante abbia lavorato molto in palestra ultimamente, e le difese tedesche sono di norma più attente e fisiche di quelle olandesi. Sulla corsia esterna, perciò, Elia può trovare molto più &#8220;campo&#8221; per sgroppare e tentare la giocata in uno contro uno. Sono queste infatti le qualità principali del ragazzo: una velocità impressionante, una rapidità di gambe (e di testa) fuori dal normale e tanta qualità nel dribbling, che gli permette di puntare e saltare l&#8217;uomo in diversi modi. Tecnicamente è un destro naturale, anche se usa molto bene anche il sinistro, a volte anche per crossare dal fondo. Il tiro in porta è discreto (ma migliorabile), così come migliorabile in generale è la sua continuità, vero e grande difetto del giocatore. Il suo modo di giocare sempre volto a saltare l&#8217;uomo e a trovare la giocata difficile, infatti, non gli consente di avere una sufficiente costanza di rendimento, e il suo poco lavoro in fase difensiva (o senza palla) non gli permette ancora, nelle giornate storte, di rendersi comunque utile per i compagni. E&#8217; per questo che al momento risulta molto più efficace partendo dalla panchina, dove può puntare in velocità giocatori più stanchi di lui e dove le responsabilità sono minori.</p>
<p style="text-align: justify;">IMPRESSIONI<br />
Intendiamoci: Eljero è un grandissimo prospetto, forse uno dei migliori 5 di questo Mondiale. La sua valutazione, specie dopo le buone partite con gli Orange, è salita a 16 milioni di euro circa, ed è quindi molto importante. Si tratterebbe però di un investimento nel lungo periodo, essendo il ragazzo appena 23enne. Tatticamente è un giocatore che a mio avviso sarebbe perfetto per il gioco di Del Neri, riuscendo a garantire un gioco arioso e largo sulle fasce, veloce, sempre propositivo in attacco. Di contro ci sono un carattere ancora &#8220;da ragazzino&#8221;, e una incostanza di rendimento ancora non &#8220;sistemata&#8221;. Nel ritiro olandese è riuscito a farsi notare, oltre che per le giocate, per aver creato un &#8220;caso&#8221; nazionale usando (assieme a Babel) una webcam dalla sua camera d&#8217;albergo per prendere in giro il connazionale Boularouz per le sue origini marocchine. Caso rientrato con le scuse del giocatore (&#8220;sono di colore, non posso essere razzista. Era uno scherzo, sono cresciuto in una città dove 3/4 della popolazione è di origine marocchina&#8221;..) e il divieto della Federazione olandese di far usare qualsiasi tipo di social network ai giocatori impegnati nella competizione. Poi però ha fornito due prestazioni (finora) davvero convincenti, quindi queste cose, almeno in una competizione così breve, passano in secondo piano. Restano tanti dubbi propio per questi atteggiamenti e per la sua pressochè nulla copertura in difesa (davvero vogliamo fare un 442 con Martinez, Pepe ed Elia esterni?), ma il talento è di quelli che ti fa dimenticare tutto.</p>
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		<title>James Rodriguez: la scheda</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calciomercato 2010-11]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Antonio Corsa)
Nome: James Rodriguez
Nato a: Cùcuta (Colombia)
Il: 12/07/1991
Passaporto: Extracomunitario
Ruolo: Trequartista/Esterno offensivo
Scadenza contratto: 2011
Valutazione: 6/10 mln di €
CARRIERA
Nato il 12 luglio 1991 a Cúcuta, in Colombia, James (curiosità: si pronuncia più o meno Khàmes, e non all&#8217;inglese, pur essendosi i genitori ispirati a James Bond..) inizia la sua carriera calcistica nelle file dell’Evingado. Dopo un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11611" title="james rodriguez banfield" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/james-rodriguez-banfield1.png" alt="james rodriguez banfield" width="186" height="494" /><em>(di Antonio Corsa)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nome: James Rodriguez<br />
Nato a: Cùcuta (Colombia)<br />
Il: 12/07/1991<br />
Passaporto: Extracomunitario<br />
Ruolo: Trequartista/Esterno offensivo<br />
Scadenza contratto: 2011<br />
Valutazione: 6/10 mln di €</p>
<p style="text-align: justify;">CARRIERA<br />
Nato il 12 luglio 1991 a Cúcuta, in Colombia, James (curiosità: si pronuncia più o meno <em>Khàmes</em>, e non all&#8217;inglese, pur essendosi i genitori ispirati a James Bond..) inizia la sua carriera calcistica nelle file dell’Evingado. Dopo un anno di apprendistato tra i professionisti, nel 2007 diventa splendido protagonista della lunga cavalcata che porta la sua squadra a trionfare nella Primiera B. Un risultato storico, che gli vale la convocazione nella selezione colombiana Under17 che partecipa alla positiva spedizione nel Sudamericano Sub-17 svoltosi in Equador. <span id="divAdnetKeyword">Alexandre Pato, Edinson Cavani e Luiz  Adriano</span> sono gli attesi protagonisti di una competizione da sempre appetitosa vetrina per scovare talenti emergenti, ma James Rodriguez, grazie al suo personalissimo bottino fatto di reti e di giocate di sostanza, trascina i suoi ad un passo dal titolo. L’ottimo piazzamento alle spalle del Brasile, consente alla Colombia  di partecipare alla manifestazione continentale svoltasi in Korea, ma, a sbarrare la strada verso il successo ai “cafeteros”, ci pensa la Nigeria, futura vincitrice della rassegna. La delusione del momento lascia ben presto spazio alla felicità di aver trovato nel Banfield  una spasimante pronta a scommettere senza riserve sul suo potenziale. Il centrocampista colombiano si veste di biancoverde non ancora maggiorenne, ma la sua personalità convince immediatamente tutti. Dopo aver passato i primi mesi della sua nuova esperienza ad osservare e ad imparare, il tecnico Burruchaga decide di farlo debuttare nel Torneo Clausura il 7 febbraio 2009. Il ragazzo ci mette pochissimo ad entrare nei cuori dei tifosi del “Taladro” e, nella successiva vittoria casalinga contro il Rosario Central, mette la sua firma nel tabellino finale e diventa il più giovane straniero ad aver realizzato una rete in Argentina. Un segno del destino. Le stimmate del campione. Da allora, il ragazzo prodigio non si ferma e la dirigenza del Banfield decide di cedere l’idolo Bertolo al Palermo proprio per lasciare più spazio al virgulto di casa. Il nuovo tecnico Falcioni punta ad occhi chiusi sull’asso colombiano e James Rodriguez risponde da campione. Nel Torneo di Apertura impressiona gli osservatori per la facilità di gioco, per la tremenda sassata dalla distanza e per una personalità da veterano. Lavoratore instancabile, macina chilometri e regala tocchi di classe senza mai andare fuori dallo spartito. I sigilli decisivi nelle sfide contro il Newell’s Old Boys ed i campioni uscenti del Velez, fanno esplodere il Florencio Sola che, grazie alle perle del duo James Rodriguez-Santiago Silva, targato Colombia-Uruguay, realizzano il miracolo della vittoria del titolo Apertura 2009, atteso da oltre un centenario.</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE<br />
Il Banfield di mister Falcioni di solito scende in campo con un 442 piuttosto classico, con James Rodriguez che viene impiegato largo come esterno sinistro. Il suo ruolo è quello di esterno offensivo, ma ricopre con  uguale  abilità il ruolo di trequartista centrale o di seconda punta (quest&#8217;anno è stato impiegato persino da <em>volante</em>). Il ragazzo ha un fisico abbastanza strutturato, essendo alto 178 cm per 78 kg di peso, ideale per il ruolo che ricopre perchè gli permette al tempo stesso di resistere ai contrasti e di mantenere agilità per dribblare. Tecnicamente è un mancino, che batte le punizioni (anche a giro), a volte i corner e che usa per tirare in maniera forte e precisa da lontano. Il piede destro, almeno per ora, lo usa solo per salire le scale, ma è ancora giovane e migliorerà con l&#8217;allenamento. Parlando di difetti, possiamo sicuramente citare l&#8217;inefficacia sui colpi di testa e l&#8217;assoluta inadeguatezza al ripiego difensivo e al tatticismo: James è un talento, un giocatore da impiegare senza chiedergli troppe cose, ma lasciandolo giocare d&#8217;istinto. Come ogni fantasista sudamericano, Rodriguez ha infatti un dribbling rapido ed efficace, tanta fantasia e può creare occasioni da gol a ripetizione, sia mettendola dentro per i compagni che con conclusioni a rete molto insidiose. Molti lo paragonano a Cristiano Ronaldo, ed in effetti un pò lo ricorda (la prima versione, quella che giocava esterno e andava sul fondo a crossare o provava a dribblare 3-4 giocatori), ma ovviamente siamo ancora su pianeti differenti rispetto al CR9 attuale, soprattutto per quanto riguarda la continuità di rendimento e per il saper essere sempre decisivo. Il talento però c&#8217;è.</p>
<p style="text-align: justify;">IMPRESSIONI<br />
E&#8217; sempre difficile giudicare un &#8220;numero 10&#8243; che si impone in Argentina, anche perchè, come sappiamo, ogni anno nasce un presunto fenomeno. Il rischio di beccare la fregatura è dietro l&#8217;angolo, ed è capitato anche a grandi esperti. Sicuramente il talento c&#8217;è, e la giovane età pure. Sul ragazzo ci sono da tempo gli occhi di Udinese (che come sempre è arrivata per prima), Fiorentina e Napoli, per tacere dei clubs stranieri. Si dice sia anche uno dei giocatori osservati nell&#8217;ormai mitologico &#8220;viaggio in Sudamerica&#8221; di Castagnini (ne avrà visti 10 al giorno?), e c&#8217;è chi è pronto a sperare che con lui si sia già raggiunto un mezzo accordo. C&#8217;è da dire che il campionato argentino a livello di pressioni è abbastanza &#8220;pesante&#8221;, ma al tempo stesso il Banfield, seppur campione in carica, è una piccola squadra con poca storia di successi e uno stadio da 30mila posti dove James non è mai per principio in discussione. Il &#8220;salto&#8221; in un campionato come il nostro e in una realtà come quella bianconera in particolare dove al momento sono contestati persino giocatori del calibro di Diego, Felipe Melo, Cannavaro, Grosso (e a volte Del Piero), potrebbe perciò essere traumatico. Lui la sfrontatezza tutta colombiana mista ad un pizzico di presunzione ce l&#8217;ha, ma la maglia bianconera è assai pesante quindi, più di ogni altra cosa, è questo che probabilmente mi preoccupa un pò. Per il resto invece, tecnicamente siamo dinanzi ad un&#8217;ala sinistra (d&#8217;attacco) di grandi promesse, assolutamente non adatto al rombo ma ad un 442 offensivo o ad un 4231, moduli che questa stagione a Torino sono stati banditi. L&#8217;altra perplessità è perciò questa, di natura tattica. Prenderlo per limitarlo come mezzala sarebbe a mio avviso un errore, così come sarebbe un errore relegarlo in panchina &#8220;alla Giovinco&#8221;, senza permettergli di giocare e di crescere. Un acquisto che mi risulterebbe perciò molto strano, anche se sarebbe comunque, probabilmente, un buon investimento. Naturalmente, tutto cambierebbe se l&#8217;anno prossimo, sulla panchina bianconera, dovesse sedersi un allenatore in grado di valorizzare il gioco degli esterni. In quel caso, sarebbe una scommessa davvero molto interessante.</p>
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								<img title="PANAM2007-FBL-ARG-COL-GIMENEZ-RODRIGUEZ" alt="PANAM2007-FBL-ARG-COL-GIMENEZ-RODRIGUEZ" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/james-rodriguez/thumbs/thumbs_02.jpg" width="75" height="75" />
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		<title>Generazione di fenomeni: Kouma el Babacar (Fiorentina)</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 13:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generazione di fenomeni]]></category>
		<category><![CDATA[babacar]]></category>

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		<description><![CDATA[C'è già chi lo paragona a Drogba, chi a Weah, chi ad Eto'o. Babacar è il nuovo fenomeno viola, giovanissimo, che ha tutto per sfondare nel nostro campionato (nonostante sia poco più che un ragazzino) e imporsi come uno dei talenti più puri e luminosi del firmamento mondiale. Conosciamolo meglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11482" title="babacar fiorentina" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/babacar-fiorentina.png" alt="babacar fiorentina" width="186" height="494" />Nome: Kouma el Babacar<br />
Nato a: Thiès (Senegal)<br />
Il: 17/03/1993<br />
Passaporto: Extracomunitario<br />
Ruolo: Centravanti<br />
Scadenza contratto: 2014<br />
Valutazione: xx mln di €</p>
<p style="text-align: justify;">CARRIERA<br />
Khouma El Babacar è nato il 17 marzo 1993 in Senegal, a Thiès. A 17 anni appena compiuti, il ragazzo può già vantare già un centinaio di minuti in Serie A e 90 in Coppa Italia, con tanto di gol all&#8217;esordio contro il Chievo. Un predestinato a tutti gli effetti. E&#8217; arrivato in Italia a 14 anni attraverso una serie di provini che le squadre professionistiche concedono ai ragazzi dell&#8217;Accademia di Fuerteventura, nelle Canarie, dove Babacar si allenava. “Nell’estate del 2007 si allenava nel settore giovanile del  Pescara &#8211; racconta Alberto Bollini, l’allenatore che l’ha scoperto e lanciato in Primavera &#8211; e il mio amico Cetteo Di Mascio,  responsabile del vivaio abruzzese, mi disse che aveva in prova un  giocatore straordinario, e che era molto arrabbiato perché glielo stava  rubando il Genoa. Io lo dissi subito a Corvino, che lo portò in prova da  noi, e dopo dieci giorni era nostro”. In Viola, Babacar ha fatto tutta la trafila delle giovanil vincendo prima il titolo di campione d&#8217;Italia Allievi e venendo poi subito aggregato alla Primavera (nonostante fosse 3-4 anni più giovane dei suoi avversari). La sensazione però è che le giovanili le vedrà sempre meno perché in questo momento Baba, come lo chiamano a Firenze, è pronto per restare in pianta stabile nel giro della prima squadra, lottando col brasiliano Keirrison per il ruolo di vice-Gilardino (restato vacante dopo la cessione invernale di Castillo). C&#8217;è già chi lo paragona a Mario Balotelli: ruolo, caratteristiche tecniche e colore della pelle, ne fanno il paragone più ovvio e quando Babacar, per un disguido (sbagliò a leggere il foglio delle convocazioni) arrivò tardi al campo prima del match contro il Palermo, qualcuno lo volle accostare all&#8217;interista anche fuori dal campo. Niente di più sbagliato: bastava vederlo passeggiare fuori dal Franchi dopo l&#8217;esordio (con gol) contro il Chievo, in Coppa Italia. Abbracci, foto, strette di mano con gli amici di scuola e una spensieratezza che sarebbe bello se lo accompagnasse per tutta la carriera. Ma alla spensieratezza Kouma abbina anche una grande autostima e convinzione nei propri mezzi. Pantaleo Corvino nel dopo gara di Napoli-Fiorentina ha infatti ammesso di aver «sentito i brividi nel  veder giocare Baba al San Paolo con quella personalità». Oltre al tiro  diventato un assist per il terzo gol di Jovetic, Babacar con un suo  recupero sulla trequarti è stato infatti decisivo soprattutto nell’azione della  prima rete viola, conquistando definitivamente il cuore dei tifosi viola.</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE<br />
Piuttosto agile nonostante i suoi 191 cm di altezza e gli 85 kg di peso (fisicamente ricorda molto <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/giovani-promesse-romelu-lukaku-anderlecht/" target="_blank">Romelu Lukaku</a>), Baba è un destro naturale, che usa spesso per provare la conclusione potente a rete. E&#8217; un attaccante rapido, ma al tempo stesso molto abile nel colpo di testa (parliamo sempre di campionati, almeno quelli dove finora ha giocato con continuità, dove comunque era un gigante in mezzo ai bambini: è chiaro che, al <em>piano di sopra</em>, dovrà lavorare ancora molto soprattutto sul tempismo): qualità, questa, che sfrutta per far salire la squadra, giocando spesso, umilmente ,spalle alla porta. E&#8217; un discreto assist-man, avendo nella squadra Primavera (molto forte) dei compagni di reparto che sanno giocare a pallone, e che favoriscono perciò il dialogo nello stretto: è tranquillamente in grado sia di proporre che ricevere un passaggio dettandolo con un movimento senza palla. Difetti? Ovviamente, sì (ricordiamoci che il ragazzo ha appena compiuto 17 anni&#8230;): quelli di tutti i ragazzini della sua età, ossia l&#8217;essere a volte innamorato troppo del pallone, il non usare il piede &#8220;debole&#8221; (il sinistro) a sufficienza, l&#8217;essere poco propenso al sacrificio, l&#8217;essere poco continuo (anche all&#8217;interno di una singola partita). Però sono difetti &#8220;fisiologici&#8221;, che col tempo si potranno tranquillamente limare. Per il resto le potenzialità sono infinite, essendo il ragazzo davvero una pantera con movimenti felpati, eleganti e di classe, uniti ad un fisico da corazziere.</p>
<p style="text-align: justify;">IMPRESSIONI<br />
Cosa si può dire di un ragazzo, uno dei 15 stranieri del settore giovanile della Fiorentina, che alla sua giovanissima età è sì nel gruppo dei grandi, ma che ancora non è titolare e ha solo fatto intravedere, al momento, le sue comunque smisurate potenzialità? Tanto per capirci un anno fa il Real Madrid ha spedito un emissario in Senegal, dal padre, per fargli una offerta ufficiale. Il ragazzo ha tentennato, ma ha preferito legarsi per 5 anni alla Fiorentina, trovandosi benissimo, per ora, nell&#8217;ambiente viola. C&#8217;è solo da sperare che possa maturare (come calciatore e come persona) in fretta, e che non sia, appunto, un nuovo Balotelli (talento infinito, ma testa <em>&#8220;particolare&#8221;</em>). Lui sembra un tipo tranquillo, religioso (è islamico, anche se non pratica il Ramadan quando ha allenamento), tutto casa, internet ed allenamenti. Prandelli l&#8217;ha già battezzato definendolo un ragazzo dalle potenzialità infinite, ma con lui usa il bastone e la carota, definendolo a volte anche &#8220;un ragazzino&#8221;, e dosandolo col contagocce. Se c&#8217;è una cosa che il tecnico di Orzinuovi sa fare è proprio valorizzare i giovani, quindi sotto questo punto di vista il ragazzo ha davvero il background ideale per esplodere. Ora dipenderà solo da lui.
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		<title>Generazione di fenomeni: Romelu Lukaku (Anderlecht)</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 11:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generazione di fenomeni]]></category>
		<category><![CDATA[anderlecht]]></category>
		<category><![CDATA[giovani promesse]]></category>
		<category><![CDATA[lukaku]]></category>

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		<description><![CDATA[Vediamo di conoscere meglio il giovane 17enne belga che sta impressionando mezza Europa per la sua fisicità e per la sua capacità di segnare, sempre. In tanti già lo paragonano a Drogba e Adebayor. Approfondiamo, come di consueto, con la solita scheda di approfondimento e discutendone insieme.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11351" title="romelu lukaku anderlecht" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/romelu-lukaku-anderlecht.png" alt="romelu lukaku anderlecht" width="186" height="494" />Nome: Romelu Lukaku<br />
Nato a: Anversa ( Belgio)<br />
Il: 13/05/1993<br />
Passaporto: Comunitario<br />
Ruolo: Centravanti<br />
Scadenza contratto: 2012<br />
Valutazione: xx mln di €</p>
<p style="text-align: justify;">CARRIERA<br />
Romelu è nato ad Anversa, nella regione delle Fiandre, in Belgio. Pur essendo di chiare origini africane (genitori congolesi), è perciò a tutti gli effetti belga. Lukaku è diventato calciatore seguendo la scia del padre, Roger, che ha  giocato in passato nel Rupel Boom, del Seraing, del Germinal Ekeren e  del Malines e dell’Ostende, chiudendo poi la carriera in Turchia, nel  Genclerbirligi SK. Anche il papà, che oggi ha 42 anni ed è nato a  Kinshasa, faceva il centravanti. Romelu ha perciò iniziato a giocare a calcio a 4 anni (prima nel Rupel Boom, poi nel Wintam e infine nel Lierse, tre piccoli clubs locali), ed è arrivato giovanissimo, nelle giovanili del Brussels. Qui ha segnato 68 gol in 68 partite, guadagnandosi prima un provino e poi l&#8217;ingaggio da parte dell&#8217;Anderlecht. Nelle giovanili del prestigioso club belga ha collezionato 121 gol in 88 incontri. Numeri che gli sono valsi la firma sul primo contratto già a 16 anni, e la promozione alla prima squadra da poco più che ragazzino. Il debutto nella massima divisione belga è avvenuto il 24 maggio 2009, mentre il primo gol è arrivato alcune settimane dopo, contro lo Zulte Waregem. Dalla stagione in corso è titolare a tutti gli effetti dell&#8217;Anderlecht avendo anche debuttato prima nei preliminari (persi col Lione) di Champions League, e poi in Europa League. Nella seconda competizione europea della UEFA, in particolare, Lukaku ha trascinato la sua squadra agli ottavi, e potrebbe essere proprio un nostro avversario nei quarti. Per quanto riguarda il cammino con la Nazionale, dopo alcune esperienze con la Under-21, è arrivata a  il 3 marzo scorso, a 16 anni e 287 giorni, la prima convocazione (con esordio) ufficiale di Dick Advocaat per giocare l&#8217;amichevole contro la Croazia.</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE<br />
Il tecnico dell&#8217;Anderlecht Ariel Jacobs di solito utilizza un 442 piuttosto particolare con Lukaku centravanti puro, Boussoufa (seconda punta dai piedi buoni) qualche metro dietro di lui a cercare di servirlo sulla corsa e due ali offensive come Kanu a destra e Legear a sinistra. Romelu è, per descriverlo in poche parole, un cavallo pazzo, che corre per 90 minuti senza stancarsi e che riesce a sfruttare il suo fisico impressionante (191 cm per 90 kg, ed ha solo 17 anni&#8230;) per farsi largo tra i difensori avversari. Atleticamente è davvero impressionante, ed è un giocatore che, giocando contro ragazzi di pari età, risulterebbe devastante (un pò come Balotelli e Babacar l&#8217;anno scorso nel campionato Primavera). Con i grandi, ovviamente, buttarla sul fisico non sempre basta, perchè se ti trovi di fronte il Chiellini di turno rischi di combinare poco e niente. Avere le sue qualità di corsa e potenza non è comunque mai un difetto, anche perchè il ragazzo ricorda davvero il nostro Vincenzo Iaquinta quando parte come un treno, e non si ferma neanche dopo un contatto spalla a spalla, resistendo all&#8217;impatto. In questi casi, però, è importante vedere la voglia del giocatore di migliorare, di sviluppare anche altri aspetti del suo gioco, di rimettersi in discussione, per poter davvero diventare un attaccante completo e interessante a tutti gli effetti. Tecnicamente, è capace di calciare sia di destro che di sinistro (è cmq un mancino, sembra), mentre è abbastanza pericoloso (ma deve migliorare ancora) di testa (lo stacco è molto potente, ma ancora impreciso soprattutto nel tempismo  d’elevazione). Durante corners e punizioni difensive, infatti, invece di sfruttare i suoi 191 cm, mister Jacobs preferisce lasciarlo avanti a sfruttare la sua progressione (uno contro uno con tanto campo davanti è davvero difficile da fermare), visto anche che il ragazzo è in grado di effettuare doppi-passi e dribbling in velocità abbastanza efficaci (ogni movimento è però votato a saltare l&#8217;uomo in velocità e questo, se vogliamo, è un piccolo limite). Spalle alla porta Lukaku non è granchè, e non lo si può utilizzare neanche da torre, ma è in grado di fare reparto da solo dando sempre profondità alla manovra, dettando il passaggio con continui movimenti e puntando personalmente la porta avversaria. Non è particolarmente portato al pressing senza palla e ripiega molto raramente a centrocampo, in aiuto.</p>
<p style="text-align: justify;">IMPRESSIONE<br />
E&#8217; paragonato da molti a Didier Drogba. Personalmente non mi ritrovo molto in questo paragone, essendo Lukaku molto più fisico e meno tecnico dell&#8217;ivoriano. Probabilmente il giocatore che più gli somiglia è Emmanuel Adebayor da giovane, quando ancora giocava nel Monaco, in Francia. E&#8217; un &#8220;treno&#8221; con discreta tecnica e buoni movimenti, ma non è ancora, ovviamente, ai livelli dei due giocatori citati. Le premesse, però, ci sono tutte, anche perchè pur avendo conosciuto presto il successo, tutti quelli che lo  frequentano &#8211; a cominciare dall’allenatore &#8211; sono rimasti  colpiti dalla sua umiltà e dalla sua determinazione: è sempre il primo a  presentarsi al campo d’allenamento e considera ancora lungo il tragitto  verso la consacrazione. A mio parere dovrebbe restare un altro anno almeno in Belgio, giocando da titolare, per poi provare l&#8217;avventura in un campionato adatto alle sue caratteristiche (potrebbe essere anche l&#8217;Italia, ma dubito che da noi, con il tatticismo nostrano, non riuscirebbero a trovare una contromisura alla sua esplosività: dovrebbe insomma lavorare molto). L&#8217;età è sicuramente dalla sua parte (stiamo parlando, lo ricordo, di un 17enne), quindi ha ancora tanto tempo per crescere ulteriormente, per disciplinarsi tatticamente (non può sempre e solo correre e puntare l&#8217;uomo in velocità), per imparare a giocare con i compagni (lo fa poco e niente), per far salire maggiormente la squadra. E&#8217; ancora un cavallo pazzo, ma di razza purissima. Ne sentiremo riparlare sicuramente.
</p>
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/lukaku/02.jpg" title="Anderlecht's Romelu Lukaku, left, and Hamburg's Joris Mathijsen challenge for the ball during the UEFA Europa League round of 16 first leg match between Hamburger SV and RSC Anderlecht in Hamburg, Germany, Thursday, March 11, 2010. (AP Photo/Martin Meissner)" class="shutterset_set_36" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/lukaku/03.jpg" title="Spain's Athletic Club Bilbao Mikel San Jose,left , fouls Belgium's RSC Anderlecht player Romelu Lukaku during their Europa League Round of 32 second leg soccer match, in Brussels, Thursday Feb. 25, 2010. (AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)" class="shutterset_set_36" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/lukaku/05.jpg" title="Belgium's RSC Anderlecht player Romelu Lukaku, right, challenges Spain's Athletic Club Bilbao player Xabier Castillo Aranburu during their Europa League Round of 32 second leg soccer match, in Brussels, Thursday Feb. 25, 2010. (AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)" class="shutterset_set_36" >
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		<title>Angel Di Maria: la scheda</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calciomercato 2010-11]]></category>
		<category><![CDATA[Generazione di fenomeni]]></category>
		<category><![CDATA[di maria]]></category>
		<category><![CDATA[scheda calciatori]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Antonio Corsa)
Nome: Ángel Fabián di María
Nato a: Rosario (Argentina)
Il: 14/02/1988
Passaporto: Comunitario
Ruolo: Esterno d&#8217;attacco
Clausola rescissoria: 40 mln di €
CARRIERA
Angelito è nato a Rosario, nella provincia argentina di Santa Fè, città a 300 km circa da Buenos Aires che ha dato i natali, fra gli altri, a Lionel Messi ed Ezequiel Lavezzi. Ha chiare origini italiane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11171" title="angel di maria benfica" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/angel-di-maria-benfica.png" alt="angel di maria benfica" width="186" height="494" /><em>(di Antonio Corsa)</em></p>
<p>Nome: Ángel Fabián di María<br />
Nato a: Rosario (Argentina)<br />
Il: 14/02/1988<br />
Passaporto: Comunitario<br />
Ruolo: Esterno d&#8217;attacco<br />
Clausola rescissoria: 40 mln di €</p>
<p style="text-align: justify;">CARRIERA<br />
Angelito è nato a Rosario, nella provincia argentina di Santa Fè, città a 300 km circa da Buenos Aires che ha dato i natali, fra gli altri, a Lionel Messi ed Ezequiel Lavezzi. Ha chiare origini italiane e possiede il doppio passaporto. Distintosi giovanissimo nel Rosario Central (34 presenze e 6 gol), Di Maria è stato acquistato per 6,5 milioni di € dal Benfica, nel 2007, per sostituire la stella Simao, venduto per 20 milioni all&#8217;Atletico Madrid. Era stato proposto anche a diversi club italiani e Wenger aveva invano provato a portarlo a Londra (problemi col passaporto), ma alla fine è stato il Benfica a spuntarla e a credere sui margini di progresso di questo esterno. E&#8217; stato Josè Antonio Camacho a portarlo a Lisbona: il tecnico spagnolo è rimasto incantato dalle sue potenzialità e da allora Angelito è diventato la stella della squadra ed ha moltiplicato il proprio valore. Con la Nazionale Argentina l&#8217;avventura è iniziata nel 2007, quando è stato scelto per giocare nella rappresentativa U-20 che si apprestava a giocare, da favorita, il campionato Sudamericano in Paraguay. Pochi mesi dopo è arrivato il bis con la convocazione per il Mondiale FIFA U-20 in Canada, assieme a gente come Banega, Fazio, Zarate, Morales, Aguero. Ovviamente il torneo è stato stravinto, con tre gol realizzati da Angelito. Il 28 gennaio 2008 è stato selezionato per prendere parte alle Olimpiadi di Beijing, dove ha realizzato un gol nei tempi supplementari decisivo per passare il turno contro l&#8217;Olanda, nei quarti e, soprattutto, il gol che ha permesso la vittoria per 1-0 nella finalissima contro la Nigeria. Da allora è stato convocato anche dalla Nazionale maggiore, diventando un membro a tutti gli effetti della prima squadra.</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE<br />
Cominciamo dalle qualità: Di Maria è un mancino puro dotato di grande classe. Senza sprecare troppi paragoni (che in Argentina ovviamente non mancano di fare), il ragazzo è <span id="divAdnetKeyword">molto abile nel dribbling grazie ad una tecnica individuale di base molto eccelsa a cui abbina un’ottima velocità. E&#8217; bravo anche nei cross, vera manna dal cielo per gli attaccanti. La pecca più grande di questo ragazzo è invece la scarsa vena realizzativa, la mancanza di lucidità sotto porta che non gli permette di aumentare il bottino di gol personali, difetto già intravisto sin dai tempi del Rosario, ma ha dalla sua l’età che lo porterà a migliorare anche in questa caratteristica. Per capirci è il classico giocatore </span>in grado di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XoaOEpLs7ow" target="_blank" onclick="urchinTracker('/outgoing/www.youtube.com/watch?v=XoaOEpLs7ow&amp;referer=');">segnare su rabona</a> un gol da cineteca e di sbagliare, l&#8217;azione dopo, un facile tap-in da pochi passi. Tatticamente può giocare sia come esterno (preferibilmente a sinistra, ma anche a destra tagliando verso il centro) che come seconda punta. E&#8217; ad ogni modo un giocatore d&#8217;attacco, che esprime il meglio di sè inserito in un contesto tattico (e in un campionato) che gli permetta di sfruttare la sua dote principale, ossia la sua velocità palla al piede e la sua capacità di puntare l&#8217;uomo e superarlo in dribbling. Se fatto giocare spalle alla porta, causa anche il suo fisico gracilino, ovviamente è pressochè inutile, quindi bisogna trovargli una posizione in campo (nel Benfica è largo a sinistra) che gli faccia avere &#8220;praterie&#8221; davanti a sè. Non bisogna, inoltre, chiedergli un lavoro troppo sofisticato in difesa. Riassumendo, lo vedrei bene, nel nostro campionato, in un modulo che preveda esterni alti d&#8217;attacco (il 433 sarebbe l&#8217;ideale, ma anche il 4231) oppure impiegato da contropiedista puro (anche attaccante) giocando di rimessa. Per quanto riguarda il fisico, è gracilino, essendo alto 179 cm per una settantina di chili. Da quando è arrivato in Europa, nel  2007, ha però già messo sù una mezza dozzina di chili lavorando in palestra, ma gliene mancano altrettanti per resistere ai contatti e durare più a lungo. La sua magrezza lo rende comunque perfetto per le sgroppate e per permettergli di sprigionare tutta la sua velocità anche nel dribbling. Non è, di norma, soggetto a infortuni cronici o ripetitivi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">VALUTAZIONE FINALE<br />
Angelito è già titolare, a 22 anni, della Nazionale Argentina di Diego Armando Maradona e, certamente, disputerà i prossimi Mondiali di Sud Africa da protagonista. Gioca inoltre in un club, il Benfica, che &#8211; non essendo al livello dei top teams europei &#8211; realisticamente sa di non poterlo trattenere a lungo in Portogallo, e per questo già da tempo sta lavorando per piazzare al meglio il ragazzo e incassare una cifra record per il calcio lusitano. Strapparlo alla nutritissima concorrenza significherebbe perciò prepararsi ad un bagno di sangue. Personalmente mi sono innamorato di lui già nel 2007 quando, da semi-sconosciuto, riuscì ad imporsi nell&#8217;Argentina U20 di Aguero e Zarate e a trascinare i compagni, più di loro, alla vittoria finale. Quando Wenger gli puntò gli occhi, in quella estate di 3 anni fa, capii che eravamo di fronte ad un predestinato. Per problemi burocratici (mancato permesso di soggiorno) finì a Benfica, e pensai che fosse una cattiva destinazione per lui, perchè i lusitani erano in un periodo negativo, e il ragazzo avrebbe avuto poche possibilità di mettersi in mostra a livello internazionale. Per sua fortuna, però, è arrivata da giovanissimo la convocazione nella Nazionale maggiore, e quest&#8217;anno sta arrivando anche la definitiva consacrazione nella Primera Liga, dominata. Credo sia ormai pronto per affrontare un campionato di livello superiore, anche perchè se c&#8217;è una cosa che non manca al ragazzo è la personalità per imporsi. Il prezzo però lo rende francamente non solo inaccessibile, ma anche probabilmente poco interessante. Andava preso 3 anni fa, quando ancora con pochi soldi lo si poteva portare in Italia, ma siamo al solito discorso: in Portogallo (o nell&#8217;Arsenal) non si fanno problemi ad investire 6,5 milioni per un 19enne, e lo fanno giocare in prima squadra. Da noi non solo non spenderemo mai tale cifra per un giovane, ma non gli avremmo neanche probabilmente dato una chance concreta di dimostrare, al di là dell&#8217;età, il suo reale valore.</p>
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/angel-di-maria/01.jpg" title="Benfica's Angel Di Maria from Argentina celebrates after scoring his team's second goal against Leixoes in a Portuguese League soccer match at Leixoes' Mar Stadium in Matosinhos, Portugal, Saturday, Feb. 27, 2010. Di Maria scored a hat-trick in a match that Benfica won 4-0.(AP Photo/Paulo Duarte)" class="shutterset_set_35" >
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			<a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/gallery/angel-di-maria/02.jpg" title="MUNICH, GERMANY - MARCH 03:  Gonzalo Hiquain of Argentina (R) celebrates the first goal with Angel Di Maria of Argentina during the International Friendly match between Germany and Argentina at the Allianz Arena on March 3, 2010 in Munich, Germany.  (Photo by Christof Koepsel/Bongarts/Getty Images)" class="shutterset_set_35" >
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		<title>Generazione di fenomeni: Mesut Özil (Werder Bremen)</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 08:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generazione di fenomeni]]></category>
		<category><![CDATA[Ozil]]></category>
		<category><![CDATA[Werder Bremen]]></category>

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		<description><![CDATA[Scheda tecnica del giovane centrocampista che nel Werder ha raccolto l'eredità di Diego e che ha già incantato mezza Europa. E' in scadenza nel 2011, e si dice anche la Juventus sia molto interessata a lui, su consiglio proprio dell'amico Diego. Approfondiamo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-10897" title="mesut ozil werder bremen" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2010/03/mesut-ozil-werder-bremen1.png" alt="mesut ozil werder bremen" width="186" height="494" />Data di nascita: 15 ottobre 1988<br />
Luogo di nascita: Gelsenkirchen (Germania)<br />
Passaporto: tedesco e turco<br />
Ruolo: trequartista<br />
Club: Werder Bremen<br />
Scadenza contratto: 2011<br />
Valutazione: 15 milioni di € circa</p>
<p style="text-align: justify;">LA CARRIERA<br />
Mesut Özil è nato a Gelsenkirchen, in Germania, il 15 ottobre 1988. Figlio di genitori turchi, possiede il doppio-passaporto ed è molto legato ad entrambi (basti notare che il suo sito ufficiale è scritto nella doppia lingua). Ha iniziato a giocare a calcio nel Westfalia 04 Gelsenkirchen, una piccola società locale, per poi proseguire dopo alcune stagioni in altre squadre minori di Gelsenkirchen (il Teutonia Schalke-Nord e il Falke Gelsenkirchen, per la cronaca), nel 2000, nelle giovanili del Rot-Weiss Essen, dove è rimasto per 5 anni. Nel 2005, a 16 anni, è passato allo Schalke 04 (gloriosa squadra della sua città natale), con cui ha debuttato come professionista nel 2006 a 17 anni in Coppa di Lega. Il 12 agosto 2006 ha esordito in Bundesliga contro l&#8217;Eintracht Francoforte. Nella prima stagione da professionista ha disputato 19 partite in campionato. Il 31 gennaio 2008 è stato ingaggiato per poco meno di 5 milioni di € dal Werder Brema (che già iniziava a programmare la cessione di Diego), firmando un contratto fino al 30 giugno 2011. Il 28 aprile 2008 ha realizzato la prima rete personale in campionato contro il Karlsruhe. Il 30 maggio 2009 a Berlino, nella finale di Coppa di Germania, su assist di Diego, ha segnato il gol decisivo contro il Bayer Leverkusen, regalando così alla squadra di Brema il trofeo che è valso la qualificazione alla Europa League. Per quanto riguarda le Nazionali, il cammino di Özil è iniziato già nel settembre 2006, quando è stato selezionato dalla Under-17, per proseguire poi con l&#8217;esordio, nello stesso anno, con la selezione Under-19 contro i pari età dell&#8217;Austria. All&#8217;età di 18 anni è stato invece convocato nella Nazionale Under-21 tedesca, con cui ha esordito il 7 settembre 2007 contro l&#8217;Irlanda del Nord, segnando una rete. Il 29 giugno 2009 ha vinto con la Nazionale Under-21 l&#8217;Europeo di categoria in Svezia, battendo l&#8217;Inghilterra 4-0 in finale, partita nella quale Özil ha realizzato la rete del 2-0 e servito due assist straordinari ai compagni (Castro e Wagner). Nonostante l&#8217;interesse manifestato della Nazionale turca, in particolare dal CT Fatih Terim, Özil ha scelto di vestire la maglia della Nazionale maggiore tedesca, con cui ha già esordito l&#8217;11 febbraio 2009 a poco più di 20 anni in amichevole contro la Norvegia. Il 6 settembre 2009 ha segnato il suo primo gol con la Nazionale maggiore nell&#8217;amichevole contro il Sudafrica. Dopo la cessione di Diego (suo grande amico.. Mesut è fidanzato con la sorella della pop star tedesca Sara Connors, ex proprio dello Juventino..), avvenuta la scorsa estate, Mesut ne ha di fatto raccolto l&#8217;eredità tecnica a Brema, divenendo il fantasista della squadra e il trascinatore assoluto. Già nello scorso campionato, nonostante la concorrenza del brasiliano, aveva saputo ritagliarsi uno spazio importante in squadra adattandosi sulla fascia. Ventisette gare in Bundesliga e tre gol: uno al Bayern Monaco più una doppietta all’Hoffenheim. Ora il numero 10 (virtuale, perchè quello &#8220;reale&#8221; l&#8217;ha preso il compagno Marin) è lui, e il ragazzo ha buone possibilità di convincere il CT tedesco Jaochim Low a concedergli una chance anche per il Mondiale del 2010 in Sudafrica.</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE<br />
Estro e logica: il calcio di Ozil è una sintesi di imprevedibilità e razionalità. Mancino naturale, Mesut è un centrocampista a tutto campo, che può giocare benissimo nel rombo sia a sinistra che come vertice alto. Nelle giornate di grazia è capace di indirizzare l’esito di una partita da solo: salta l’uomo con grandissima facilità, inventa passaggi filtranti con grande naturalezza, diverte con le sue finte, è rapido. Difficile contenerlo, limitarne il raggio d’azione. Ha carattere, personalità, non ha il timore di rischiare il colpo più complicato, ma ha anche la maturità per farsi consegnare da Schaaf le chiavi del Werder post-Diego. Deve soltanto irrobustirsi un po’ (73 kg per 182 cm di altezza sono pochini&#8230;) per sopportare il peso di un calcio sempre più fisico: un lavoro di potenziamento atletico che ha già iniziato a svolgere, in palestra. Ha la classe del numero dieci: si esalta quando ha la possibilità di muoversi tra centrocampo e attacco, ma ha anche i tempi e le intuizioni del regista: costruisce e accende la manovra, ha l’istinto di addormentare il gioco e di accelerarlo. Ha un lancio lungo e preciso, e una buona corsa sia con che senza palla (certo, il tutto è relativo al ruolo..). Non segna moltissimo, preferendo sfornare assist per i compagni (ma siamo al solito discorso: qualcuno deve correre per dettare il passaggio&#8230;). Rispetto a Diego, che abbiamo imparato a conoscere, è sicuramente una decina (abbondanti) di centimetri più alto, ha gambe più lunghe, un passo più lungo, ha una maggiore propensione al dribbling e alla giocata, una maggiore mobilità e una maggiore capacità di aggredire gli spazi. Di contro ha, invece, un fisico molto meno robusto, resiste meno facilmente ai contrasti spalla a spalla (Diego è un torello&#8230;) ed è molto meno abile su calci piazzati. La visione di gioco è molto simile, col turco che è capace di assist no-look a tagliare dentro, subito dopo un dribbling (la sua specialità).</p>
<p style="text-align: justify;">IMPRESSIONI<br />
In Germania è considerato un predestinato. Lui sogna il Barcellona del suo idolo Messi, ma su di lui sono in tante ad aver puntato già gli occhi (si dice anche la Juventus, su consiglio di Diego). Il suo contratto scade nel 2011, e per il momento non c&#8217;è stato alcun rinnovo. Il ragazzo si è di fatto messo sul mercato, e vorrebbe fare il salto definitivo in un grande club. Personalmente lo ritengo una delle promesse più interessanti del calcio tedesco, e la sua situazione contrattuale non può non stimolare la voglia di fare un colpaccio e portarlo a casa. Tatticamente conosce il rombo e si adatterebbe bene a giocare di fianco a Diego: è un ragazzo che corre, sa dialogare, ha il tempo dell&#8217;inserimento e permetterebbe al brasiliano di avere meno pressione addosso e di avere un compagno altrettanto valido nell&#8217;impostazione e nella rifinitura. Insomma sarebbe una mossa intelligentissima, acquistarlo, anche considerando la sua giovanissima età ed i margini di miglioramento pressochè illimitati. Per quanto riguarda il prezzo, si dice che Arsene Wenger abbia offerto quasi 16 milioni per portarlo a Londra, quindi si parte più o meno da una base d&#8217;asta di quella cifra. Potrebbero essere soldi spesi molto bene, anche perchè il ragazzo comincia a collezionare riconoscimenti importanti. L&#8217;ultimo, datato poche settimane fa, è quello di miglior giocatore della prima parte di stagione in Bundesliga, votato dai giocatori di tutte le squadre del campionato su una lista di 228 candidati stilata dal magazine tedesco Kicker. Ozil ha ricevuto il 38.1% dei voti, precedendo l&#8217;attaccante del Bayer Leverkusen Stefan Kiessling, secondo (22.9%), e il centrocampista dell’Amburgo Ze Roberto (9.6%), terzo.</p>
<h6 style="text-align: justify;">(Credits: Corriere dello Sport)</h6>
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		<title>Generazione di fenomeni: Andrea Ranocchia (Genoa)</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 16:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko Nicolino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calciomercato 2009-10]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel girone d'andata si è imposto come il miglior giovane difensore del campionato, prima che un lungo infortunio lo mettesse fuori gioco fino all'anno prossimo. Il giovane gioiello di proprietà del Genoa però ha lasciato il segno, e in estate si scatenerà un'asta selvaggia per portarlo in qualche grande.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11438" title="andrea ranocchia bari" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2009/12/andrea-ranocchia-bari.png" alt="andrea ranocchia bari" width="186" height="494" />Nome: Andrea Ranocchia<br />
Nato a: Assisi<br />
Il: 16/02/1988<br />
Ruolo: Difensore centrale<br />
Cartellino: Di proprietà del Genoa, in prestito al Bari<br />
Scadenza contratto: 2011<br />
Valutazione: 10 mln di €</p>
<p style="text-align: justify;">CARRIERA<br />
Dopo aver fatto la trafila nelle giovanili dell&#8217;Arezzo, Andrea Ranocchia si mette in mostra in prima squadra a 18 anni, nella stagione 2006-07 in Serie B, dove colleziona già 24 presenze e 1 gol. Nonostante la retrocessione della squadra, Ranocchia rimane ad Arezzo e gioca titolare in Serie C1. Nel mercato estivo 2008 viene ceduto in comproprietà al Genoa che, in accordo con l&#8217;Arezzo, lo gira in prestito al Bari in Serie B. Sotto la gestione del tecnico Conte, che lo aveva già allenato ad Arezzo, viene impiegato con continuità nella seconda parte della stagione, contribuendo alla vittoria del campionato con 17 presenze e 1 gol. Il Genoa lo riscatta interamente a fine stagione, ma lo lascia nuovamente in prestito al Bari per la stagione 2009-10. Il 23 agosto 2009, a 21 anni, esordisce in Serie A nella partita Inter-Bari (1-1) disputata a San Siro. Il 18 ottobre, a Verona, realizza il suo primo gol in Serie A nella vittoria per 2-1 contro il Chievo. Con la Nazionale Under-21 esordisce a 19 anni nell&#8217;amichevole Italia-Francia (2-1) del 21 agosto 2007, in cui entra al 57&#8242; al posto di Santacroce. È stato inserito nella lista delle 4 riserve per le Olimpiadi di Pechino, e ha esordito nella <em>Nazionale Olimpica</em> il 22 luglio 2008 entrando in campo durante l&#8217;ultima amichevole di preparazione al torneo, Italia-Romania (1-1), giocata a Pistoia. Viene convocato per gli Europei Under-21 in Svezia. Il 9 giugno 2009, nella partita amichevole Danimarca-Italia (0-4), realizza il suo primo gol azzurro. Il 19 giugno debutta nell&#8217;Europeo entrando nel secondo tempo della partita contro la Svezia.</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE<br />
Andrea Ranocchia è un difensore centrale che fa del fisico la sua arma principale. Un marcantonio che se si irrobbustisse ulteriormente a livello muscolare diventerebbe realmente un armadio insuperabile. Di certo non è un fulmine di guerra, ma ha buona tecnica di base e tempismo negli interventi. Inoltre, è intelligente negli sganciamenti in avanti e sulle palle inattive è sempre molto pericoloso. Per essere un difensore, infatti, ha una buona media gol. Fino a qualche mese fa, uno dei suoi punti deboli era la marcatura stretta: sia nell&#8217;Arezzo in C1 che nel Bari in B aveva denotato qualche disattenzione, che a quanto visto fin qui nel suo primo campionato di serie A dovrebbero rimanere un lontano ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;">IMPRESSIONI<br />
Ranocchia e Bonucci rappresentano una delle coppie centrali più promettenti della Serie A. I due ormai si conoscono a memoria e hanno un&#8217;intesa ben collaudata, elemento questo che ha contribuito ad accrescere anche la sicurezza di Ranocchia e di limare i limiti tecnico/tattici che aveva mostrato nelle precedenti esperienze di Arezzo e Bari. Il ragazzo è maturo e a 21 anni lo vedo bene come potenziale centrale bianconero di fianco a Chiellini, dato che Cannavaro e Legrottaglie nel breve periodo dovrebbero far posto a nuove leve. La base di partenza era ottima, ma da quando lo vidi debuttare con l&#8217;Arezzo ad oggi ha ulteriormente potenziato il proprio bagaglio e visto che non ci sono tanti difensori di livello in giro, sarebbe il caso di farci più di un pensierino. Anche perché, rispetto all&#8217;altro difensore centrale che ci viene accostato, il palermitano Kjaer, Ranocchia è nettamente più affidabile. Certo c&#8217;è da discutere con Preziosi, poiché il Genoa è proprietaria del cartellino, ma credo abbiamo in casa buone contropartite da mettere eventualmente nel pacchetto.
</p>
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		<title>Generazione di fenomeni: Moussa Sissoko (Tolosa)</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 14:50:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calciomercato 2009-10]]></category>
		<category><![CDATA[Generazione di fenomeni]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani talenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ligue 1]]></category>
		<category><![CDATA[Moussa Sissoko]]></category>
		<category><![CDATA[U-21]]></category>

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		<description><![CDATA[Come Momo Sissoko, il giovane centrocampista difensivo del Tolosa indossa il 22, è di origini maliane (pur essendo al 100% francese), ha una grande corsa, recupera in gran numero di palloni ma presenta qualche differenza, se analizzato a fondo. Scopriamole assieme.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-11410" title="moussa sissoko tolosa" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2009/09/moussa-sissoko-tolosa.png" alt="moussa sissoko tolosa" width="186" height="494" />Nome: Moussa Sissoko<br />
Nato a: Le Blanc-Mensil (Francia)<br />
Il: 16/08/1989<br />
Cittadinanza: Francese<br />
Ruolo: Centrocampista difensivo<br />
Scadenza contratto: 2012<br />
Valutazione: 20 mln di €</p>
<p style="text-align: justify;">LA CARRIERA<br />
Lo so, uno legge M. Sissoko, centrocampista di colore, maglia n.22, di origini Maliane, pettinatura &#8220;fantasiosa&#8221; e pensa immediatamente al nostro Momo. No, questo è un altro, si chiama Moussa ed è nato a 12km da Parigi (anche se appunto da una famiglia di origini Africane) e gioca nel Tolosa. Inizia a tirare i primi calci ad un pallone nell’US Aulnay, piccola società di Aulnay-sous-Bois, cittadina adiacente alla sua città natale; arrivatovi alla tenera età di 8 anni vi resterà per tre stagioni, prima di passare ad una società più importante dopo che era stato individuato come ragazzino potenzialmente interessante da uno scout. A 14 anni avviene il grande salto: Moussa lascia i dintorni di Parigi per trasferirsi nel sud della Francia. Accetta infatti le avances del Tolosa, club che non godendo di disponibilità economiche illimitate decide proprio ad inizio decennio di seguire il modello Arsenal, andando ad investire pesantemente sul settore giovanile (tant’è che due anni dopo verrà aggregato al settore giovanile anche Etienne Capoue, altro pezzo pregiato dell’under 21 francese). Dopo tre stagioni e mezza passate nelle giovanili del TFC, quindi, a Moussa viene fatto firmare, nel gennaio del 2007, il suo primo contratto da professionista. Il luglio successivo, poi, viene definitivamente promosso in prima squadra, cui è aggregato già a partire dalla preparazione. Il mese successivo arriva subito l’esordio in Europa, ed è un esordio importante: Moussa gioca solo 7 minuti nel terzo turno qualificatorio che il suo Tolosa affronta contro il Liverpool, ma tanto gli basta per mettere subito in mostra tutta la sua grinta, che lo porta anche a prendere un’ammonizione. Panchinaro ad inizio stagione si guadagnerà il posto grazie ad un’ottima costanza nell’impegnarsi in allenamento e ad alcune buone prove sul campo. Nel 2 a 0 contro l’Auxerre, poi, arriva anche la sua prima rete tra i professionisti. Al termine della stagione, quindi, lo score di Moussa farà segnare 30 gare disputate (22 delle quali da titolare) con una rete realizzata. La stagione successiva (la scorsa), invece, Moussa la gioca ancora meglio (il suo score conterà 34 presenze in campionato, 24 delle quali da titolare, con 4 reti realizzate più 6 presenze ed 1 rete in Coppa) tanto da meritarsi, a fine stagione, l’inserimento tra le nomination dei migliori giovani della Ligue 1 (premio che sarà vinto da Eden Hazard). Questa stagione potrebbe fungere da definitiva rampa di lancio anche per la Nazionale di Domenech. Con i Blues infatti, dopo aver collezionato diverse presenze a livello giovanile con la U-16, la U-17 e la U-18, ha esordito nel settembre 2008 con la U-21 (12 presenze e 1 gol per lui) e, nell&#8217;agosto del 2009, è arrivata la convocazione anche dei grandi per un match di qualificazione ai Mondiali del 2010 contro le Faroe.</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE<br />
Troppe le similitudini, dal nome al fisico, per non paragonarlo al collega Juventino. Entrambi giocano infatti da mediano ma il giocatore del Tolosa può vantare una maggiore qualità nei propri piedi, maggiore propensione al lancio e al passaggio e un miglior timing negli inserimenti offensivi senza palla che lo rendono spesso pericoloso, molto più di Momo. La naturalezza con cui unisce un fisico da corazziere (186 centimetri per 83 chilogrammi di peso) ed un atletismo straripante ad una discreta capacità tecnica è impressionante. Pur essenndo un &#8220;all-arounder&#8221; di centrocampo, ad ogni modo, le sue caratteristiche migliori restano quelle di interdizione e rottura del gioco avversario, anche se impressionano pure la capacità di coordinarsi per calciare in corsa. Se riuscirà quest&#8217;anno a migliorare la sua tecnica di base, potrebbe davvero diventare una futura stellina. aspetto in cui può crescere molto. E&#8217; già straordinario, invece, nella progressione: ha doti atletiche eccellenti e una rara potenza unità ad una velocità fuori dalla norma.</p>
<p style="text-align: justify;">IMPRESSIONI<br />
Ci troviamo di fronte ad un centrocampista fisicamente impressionante, in grado di spezzare le difese avversarie con azioni solitarie palla al piede (proprio come il nostro Momo, che però tende spesso a perderla..) e al tempo stesso di andare ad aggredire i possessori di palla avversaria anche in modo energico e spesso falloso. In estate il Tottenham si è fatto avanti con una offerta ufficiale di circa 14 mln di euro (avrebbe dovuto prendere il posto di Zokora nelle intenzioni di mr. Redknapp), ma si è sentito rispondere &#8220;30&#8243; (inteso come milioni). A queste cifre naturalmente non c&#8217;è mercato, ma l&#8217;anno passato lo si poteva acquistare per una decina di milioni. Ora toccherà aspettare almeno un paio di anni, perchè il Tolosa ha deciso di costruire attorno a lui e a Capoue una formazione in grado di raggiungere l&#8217;Europa, e farà di tutto per arrivarci.
</p>
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<p><span></span></p>
<h6 style="text-align: justify;">(Credits: Sciabolatamorbida, LaRoma24.it, Gazzetta.it)</h6>


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		<title>Generazione di fenomeni: Eden Hazard (Lille)</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 09:17:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Corsa (ACB)</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generazione di fenomeni]]></category>
		<category><![CDATA[Hazard]]></category>
		<category><![CDATA[Ligue 1]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha già conquistato il riconoscimento di "Miglior giovane giocatore della Ligue 1" e, col suo Lille, sta facendo molto bene in Europa League. E' belga, giovanissimo, e molti lo hanno già definito "il nuovo Cristiano Ronaldo". Sarà tutto vero? Discutiamone.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-11389" title="eden hazard lille" src="http://www.uccellinodidelpiero.com/wp-content/uploads/2009/08/eden-hazard-lille.png" alt="eden hazard lille" width="186" height="494" />Nome: Eden Hazard<br />
Nato a: La Louvière (Belgio)<br />
Il: 07/01/1991<br />
Passaporto: Comunitario<br />
Ruolo: Trequartista esterno<br />
Scadenza contratto: 2012<br />
Valutazione: 15 mln di €</p>
<p style="text-align: justify;">LA CARRIERA:<br />
Eden Hazard è nato a La Louvière, Belgio, il 7 gennaio 1991, da una famiglia di calciatori: sia la madre sia il padre infatti hanno giocato a calcio a discreti livelli e anche i suoi 3 fratelli stanno provando a ripercorrerne la carriera (il più piccolo, 16 anni, gioca nel Lens, rivale storica del Lille, e pare promettere altrettanto bene). Calcisticamente Eden è cresciuto nelle giovanili dell’Association Football Clubs Tubize, ma già da quando aveva 11 anni è stato notato dal Lille, squadra della Ligue 1 francese, che lo invitò a svolgere un provino. I genitori preferirono però rimandare le cose di qualche anno e nel 2005, quando Hazard era ancora 14enne, lo iscrissero nella famosa scuola calcio del club francese, una delle migliori qualitativamente d’Europa. E’ qui che si è formato come calciatore a tutti gli effetti. Si è messo prima in mostra disputando un grandissimo Europeo U-17 in Belgio (trascindando la sua Nazionale fino alle Semifinali, battuto solo ai rigori dalla Spagna di Bojan Krkic), poi un ottimo Mondiale U-17 in . L’anno scorso ha esordito col proprio club e disputato una ottima stagione d’esordio con 30 presenze (quasi tutte partendo dalla panchina) e 4 gol guadagnandosi il riconoscimento di “miglior giovane del torneo” (primo straniero a riuscirci). Quest’anno, a 18 anni, sarà titolare. Con il Belgio, ha giocato come detto sia a livello giovanile sia, a 17 anni, con la Nazionale maggiore (esordio precoce e di successo). Il futuro è davanti a lui. Soprattutto perché è già l’oggetto dei desideri dei più grandi clubs europei: Arsenal, Manchester United, Chelsea, Inter, Barcellona, Real Madrid (Zidane: lo comprerei ad occhi chiusi) e da poco, pare, anche la Juventus. Ne sentiremo parlare sicuramente la prossima estate. Lui, intanto, ha apertamente fatto sapere di sognare di giocare nell’Arsenal (con Wenger) o nel Real, diventando un “galattico”. Occhio..</p>
<p style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE:<br />
Nel Lille gioca sostanzialmente da trequartista esterno, sia destro che sinistro. Svaria su entrambe le fasce per trovare spazi, scambiandosi spesso di posizione col mancino Obraniak. Non è un costruttore di gioco classico, essendo il 29enne Balmont il vero motore della squadra (una sorta di Giovinco più tozzo, più atletico e più abile a giocare a tutto campo). Eden è un vero e proprio giocatore d’attacco, che partecipa pochissimo alla fase difensiva e che si interessa soprattutto di quella offensiva, alla costante ricerca del gol o della giocata personale. Forzando un paragone, per capirci, è un po’ simile a Cristiano Ronaldo, che gioca esterno ma che non disdegna di accentrarsi e cercare il numero e la conclusione. Come il Manchester di Ferguson, tra l’altro, anche il Lille ha tantissimi calciatori che svariano in mezzo al campo scambiandosi di posizione e non dando punti di riferimento alle difese avversarie (insomma, dove per capire se un giocatore è esterno o centrale, attaccante o centrocampista devi leggerlo su internet..). Hazard può giocare anche da seconda punta classica, in appoggio al centravanti che segna e sgomita. Di certo non gli si può chiedere di giocare spalle alla porta, non avendo il fisico e le caratteristiche adatte per fare quel tipo di gioco, ma se si corre e si gioca palla a terra, può fare danni partendo come detto largo ma tagliando spesso al centro per inserirsi alla conclusione. Per quanto riguarda i calci piazzati, le punizioni e i corner li batte tutti il mancino Obraniak, specialista della squadra. Le poche che non batte lui le batte col destro Cabayè. Durante i corner difensivi di solito resta in avanti per far ripartire subito il contropiede, in quelli offensivi si piazza invece in area pronto a ribadire in rete eventuali rimpalli. Sa dribblare, effettuare colpi di tacco, finte, doppi passi (specialità della casa), finte di corpo, passaggi no look, tiri a giro. Insomma tutto il repertorio classico dei giocatori tecnici e di classe ce l’ha. In più aggiungiamoci il fatto che sia praticamente ambidestro, e vi sarete credo fatti una idea del tipo di giocatore. Inultile dilungarsi: sa fare di tutto. Il meglio di sé lo esprime naturalmente palla al piede, quando può puntare l’uomo in dribbling e servire i compagni o liberarsi per la conclusione. Quando gioca a sinistra naturalmente sfrutta i tagli al centro portando palla col piede destro, mentre a destra di solito preferisce andare sul fondo o saltare l’uomo con tagli diagonali verso l’interno, improvvisi, magari di tacco o con giochi di prestigio. Quando parte palla al piede di solito puoi fermarlo solo acchiappandolo per la maglietta e tirandolo giù. Difetti: a volte eccede nella giocata invece di fornire semplici assist o di piazzare la palla in rete senza fronzoli. Ma è il classico “genio”, da prendere con i pro e i contro (ti sa risolvere una partita con una giocata ma al tempo stesso riesce a fare arrabbiare mezza squadra quando non la passa con i tempi giusti). Calcia a rete preferibilmente di destro, soprattutto a giro. E’ alto 1.70 m per 69 kg di peso. E’ scattante e molto veloce sia con sia senza palla a percorrere la corsia laterale e a proporsi in attacco con veloci ripartenze. Fisicamente non è particolarmente alto né muscoloso, ma è ancora un 18enne, e deve ancora formarsi. Essendo un fantasista, comunque, il suo gioco ne risente comunque poco al momento, soprattutto perché più che giocare centralmente, come detto, preferisce agire più largo, dove c’è più spazio e si gioca meno spalle alla porta, si salta meno per colpirla di testa e si preferisce il gioco in velocità soprattutto palla a terra.</p>
<p style="text-align: justify;">IMPRESSIONE:<br />
Se teniamo in considerazione che è poco più che un 18enne, e che gioca ormai da titolare nella Ligue 1 (e nella UEFA Europa League) da un paio d’anni, beh viene naturale etichettarlo come un grande talento da seguire. Se pensiamo che alla sua età in Italia (ma è un problema noto..) giocano al massimo nel Campionato Primavera ed è oro colato se riescono a collezionare 5’ di gloria nelle ultime 2-3 giornate (a giochi fatti), possiamo renderci conto della personalità del ragazzo, ma anche del suo talento, perché essere titolare in una squadra di fascia medio-alta della Serie A francese comunque non è da tutti, alla sua età (Brahimi, per dire, seguito nell’Europeo U-19, gioca in Serie B.. e di tutti gli altri Francesi che hanno partecipato all’evento, solo un paio erano titolari nel proprio club, di solito di basso livello). Talento molto precoce insomma, puro, cristallino, che sicuramente mi ha colpito più del nostro Yago (giocano in maniera simile) e che in un paio di anni potrebbe raggiungere livelli davvero interessanti. Nell’attuale Juventus faticherei a collocarlo tatticamente. Il problema è che Diego, trequartista centrale classico, ama appunto stazionare subito dietro le punte, catalizzando la manovra d’attacco. Delle due punte, inoltre, almeno una deve necessariamente essere molto attenta alla fase difensiva (Amauri?) e, in attacco, deve far salire la squadra. Hazard potrebbe probabilmente giocare sia da trequartista al posto di Diego (ma converrebbe acquistarlo avendo già Giovinco come riserva ed eventualmente Camoranesi o Del Piero?), ma come detto più che stazionare dietro le punte ama partire largo, puntare la porta e inserirsi alla conclusione, quindi con caratteristiche (e probabilmente anche risultati) molto diverse da quelle del brasiliano (non ha neanche la metà della visione di gioco dell’ex prodigio del Santos); più facilmente potrebbe giocare da seconda punta, sfruttando la sua rapidità e la sua tecnica per correre velocemente in avanti, aggredire gli spazi e giocare in rapidità palla a terra (anche se probabilmente risentirebbe almeno inizialmente del gap fisico con i difensori del campionato italiano..). Non ne sono molto convinto, ma lavorandoci su si potrebbe adattare proprio in quel ruolo. La verità è che, così come il nostro Yago, pare essere proprio nato per giocare in un 4321, o al limite in un 4231. L’unica soluzione realistica sarebbe allora giocare con tre trequartisti dietro Amauri, con Diego centrale, Hazard a sinistra e Camoranesi a destra. Così avrebbe sicuramente modo di mettersi in mostra per il suo reale valore. La domanda è: vale la pena rischiare un grosso investimento per un giocatore che farebbe, dopo Diego, stravolgere ulteriormente il nostro modo di giocare? Per me sì.
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