Calciopoli: il secondo controesame del Colonnello Auricchio (seconda parte)

ammonizioni mirateDopo la prima udienza di controesame del 16 marzo, il 23 c’è stato il secondo round. Quanto riportato in seguito è un riassunto con parti di trascrizioni dell’udienza. Data la grandezza, è stata divisa in più parti. Questa è la seconda. La prima è leggibile cliccando qui.

L’UDINESE E LE AMMONIZIONI NON DOLOSE

Si passa allora alle singole frodi sportive. Una di questa riguarda la partite Udinese-Brescia 1-2 del 26 settembre 2004. Sono contestati a Moggi e agli altri imputati (Giraudo e Dattilo, nello specifico) degli atti fraudolenti e cioè le “dolose ammonizioni” dei calciatori Pinzi, Muntari e Di Michele – che secondo l’imputazione erano già diffidati e quindi non hanno giocato la successiva partita Juventus-Udinese – e la “dolosa espulsione” di Jankulovski. Prioreschi inizia: « Innanzitutto questa è tra le partite che ha visto? O non l’ha vista? ». Al solito la risposta è vaga.. « Non ho capita: l’ho vista o non l’ho vista in che senso…? », come se ne esistano più di uno.. « Visivamente? ». Perla. « La partita quale? ». Nuvole. Dopo il solito batti e ribatti alla fine ci arriva. « No, non mi ricordo di averla vista ». Sudata. Prioreschi è spietato: « Lei rispondendo alle difese nell’udienza scorsa, un pò risentito, ha detto pure che non avete fatto una indagine da chiacchiere da bar ma ad esempio, con riferimento ad ammonizioni dolose vi siete rifatti ai risultati dell’indagine tecnica, cioè alle intercettazioni e agli articoli dei quotidiani sportivi. Quasi tutti (Tuttosport no, ndACB) i quotidiani sportivi.. ». Auricchio annuisce. « Queste ammonizioni giudicate “dolose” da quali intercettazione sono risultate? ». Risposta vaga: « Dalle attività che abbiamo…… ». No, così non va. Cambia subito: « Noi abbiamo fatto una ricostruzione delle ammonizioni erogate nella domenica precedente alla partita nella quale poi quella squadra si sarebbe incontrata con la Juventus ». Prioreschi sente l’odore del sangue. All’udienze precedente infatti Auricchio sostenne, piuttosto agitato, come ogni ammonizione dolosa era definita così perchè risultava da intercettazione. La domanda allora è chiara: « Queste le risultano da intercettazione o da un giornale? ». Auricchio risponde: «No, non ho detto così. Noi abbiamo fatto una ricostruzione, cioè un elenco completo, delle ammonizioni precedenti le partite della Juventus. Questa ricostruzione, in termini tabellari, è stata fatta sulla base di colloqui telefonici e in particolare abbiamo fatto riferimento a un colloquio – e quindi ci sono i progressivi – tra Meani e un assistente (Babini, ndACB) dove esaltavano, nel loro colloquio, esattamente questa metodologia ». La prende alla larga, e in modo assai curioso e bizarro cita una intercettazione tra Meani e Babini per giustificare la dolosità delle ammonizioni a vantaggio della Juve. Quantomento curioso, che dite? Prioreschi, aiutato dalla Casoria, cerca di farlo rispondere. Viene richiesto come sono state individuate “dolose” le ammonizioni in esame. « Mah, non le ho individuate come dolose.. Le abbiamo ricostruite in maniera tabellare ». Al che la Casoria, molto pratica, domanda: « Che vuol dire in maniera tabellare…. ». « Non c’è una parte dove si dice: “Questa ammonizione è dolosa”. Noi abbiamo fatto..». Prioreschi domanda: « E il capo di imputazione? ». « Mah, il capo d’imputazione non lo faccio io.. ». C’ha ragione, lo fa il PM. Prioreschi e la Casoria cercano comunque, precisato questo, di capire come abbiano attenzionato questa partita e in base a cosa. Auricchio la riprende larga parlando di Meani e Babini, e ancora una volta gli viene detto di andare nello specifico di questa singola partita, senza risposta. « E per cortesia il pubblico ministero è pregato di non suggerire! ». Come alla scuola. « Io Udinese-Brescia non la trovo in questa tabella! ». Torna ancora su Meani, Babini, le tabelle e conclude « Se poi il PM ha fatto un capo di imputazione su questa io non.. ». Prioreschi va per la giugulare: « Abbiamo accertato che non c’è intercettazione. Lei ha visto gli atti ufficiali di gara e le motivazioni in riferimento a questa partita per le quali erano stati.. ». La risposta: « Sempre Udinese-Brescia? Non credo.. non lo ricordo in questo momento ma non credo. Se non è neanche indicato nella tabella.. ». Prioreschi, di nuovo, chiede quando per Auricchio una ammonizione è dolosa. E Auricchio, di nuovo, risponde che lo è quando c’è una intercettazione in cui c’è un atteggiamento sospetto o quando un guardalinee dice qualcosa, o un arbitro fa capire qualcosa. Prioreschi allora si spazientisce: « Quando lei ascolta due persone una delle quali dice all’altra “Ho ammazzato il Papa!”, ma lei che fa? Fa l’informativa e dà per scontato che ha ammazzato il Papa o va a verificare se..? ». Auricchio alza la voce, dice di non aver visto tutte le partite del campionato ma solo quelle opportune nell’ottica investigativa e non calcistica.. Si scalda, ma Prioreschi non si intenerisce. Chiede di nuovo se la partita in oggetto è poi stata verificata. Mica chiede la luna, eh! Si chiede come mai una partita nella quale si ravvisa un atto fraudolento ed inserita nel capo d’imputazione non sia stata nè osservata nè siano state verificate le ammonizioni “dolose”, se esistenti o meno, se giuste o meno. Auricchio risponde che quella partita non l’ha vista e, non solo, che non ce l’ha nemmeno in tabella! Incalza Prioreschi e chiede se si è verificato se la partita dopo Pinzi, Muntari e Di Michele hanno giocato contro la Juventus o no. A quel punto il PM interviene e si oppone, dicendo che si è ancora fermi a Brescia-Udinese.. (è tardi, su!) e che non è competenza di Auricchio indagare, essendo la partita proveniente dal fascicolo di Torino e avendolo di fatto esaminato lui. Prioreschi fa notare come i giocatori ammoniti non fossero diffidati.

LE ALTRE PARTITE DEL CAPO D’IMPUTAZIONE NON VISTE

Si passa alla seconda partita finita nel capo d’imputazione. E’ un Siena-Juventus 0-3 del 23 ottobre 2004. Solita domanda: « L’ha vista? ». « No ». « Quali accertamenti ha fatto su questa partita? ». « Mmm.. non la ricordo proprio come partita oggetto della nostra attenzione » « Ci sono intercettazioni? ». « No ». Come ci è finita allora nel capo di imputazione? « Non è compito del Colonnello », giustamente fa notare il giudice Casoria, ma del PM. Si passa a Juventus-Chievo 3-0 del 31 ottobre 2004. Stesse domande. Stesse risposte. Anche in questo caso non si può approfondire. Altra gara: Lecce-Juventus 0-1 del 14 novembre 2004. Stessa domanda: « Questa partita l’ha vista? ». « Mmm.. credo di sì. Comunque la ricordo ». Finalmente. « Quali accertamenti ha effettuato? ». Auricchio fa riferimento ad una intercettazione tra De Santis e Manfredi Martino. In questo caso, l’atto fraudolento sarebbe stato l’alterazione del sorteggio. Viene perciò chiesto se Auricchio avesse svolto o gli fosse stato chiesto di fare un accertamento su quello specifico sorteggio arbitrale di Lecce-Juventus. La risposta è negativa anche in questo caso. Altro capo d’imputazione e altra partita: Juventus-Lazio 2-1 del 5 dicembre 2004. Stesse domande di rito. Questa partita Auricchio crede di averla vista. Anche qui l’atto fraudolento sarebbe l’alterazione dei sorteggi. Viene chiesto anche in questo caso se fossero stati svolti accertamenti specifici sul sorteggio, e la risposta è no. Stessa data, altra partita: Fiorentina-Bologna. Auricchio non l’ha vista. Gli atti fraudolenti sarebbero da un lato l’alterazione del sorteggio (Auricchio non ha svolto accertamenti), dall’altro si contesta le “ammonizioni dolose” che De Santis avrebbe effettuato verso Petruzzi, Nastase e Gamberini (nessun accertamento tecnico). Prioreschi qui si vuole divertire. E gli fa una domanda specifica: « Lei sa chi era allora la coppia di difensori titolari del Bologna in quella stagione? ». « Mah, non esiste una coppia titolare… », risponde Auricchio. « Glielo dico io: Legrottaglie e Gamberini ». « Sa quante presenze ha fatto quell’anno Nastase col Bologna? Glielo dico io: sette. Sa Petruzzi quante presenze ha fatto col Bologna in quel campionato? Glielo dico io: diciassette su trentaquattro. Questo glielo dico perchè nel capo di imputazione si dice che erano i difensori titolari. Non erano i titolari perchè giocavano uno una partita sì e l’altra no, e l’altro 7 su 34.. ». Si passa a Bologna-Juventus 1-0, la partita successiva alle ammonizioni dolose. Questa Auricchio l’ha vista. Via via si analizzano tutte le partite, comprese uno Juventus-Milan 0-0 del 19 dicembre e un Roma-Parma 5-1 del 19 dicembre. Si arriva a un Cagliari-Juventus 1-1. Questa è particolare: per questa Auricchio parla di alterazione del risultato tramite la “gestione dell’arbitro Racalbuto”. Secondo Prioreschi entra perciò nel tecnico, nel merito. Gli viene chiesto come abbia espresso questo giudizio. I PM, sulla difensiva, vanno in soccorso. Prioreschi ricorda come oggetto di protesta fu un gol segnato da Emerson in leggerissimo fuorigioco. Chiede se avesse anche accertato se vi fosse un rigore su Trezeguet per la Juventus. Auricchio finalmente abbocca. La risposta è infatto un mezzo autogol: « No, il gol è sicuramente in fuorigioco! ». Entra perciò nel merito con un giudizio tecnico, che prima aveva negato di poter dare. « Se un gol è in fuorigioco è un dato oggettivo, mentre se un rigore è negato bisogna già entrare in una valutazione che io non posso fare.. ». Prioreschi affonda: « Lei si è accorto dalle intercettazioni che il fuorigioco è stato segnalato dall’assistente e non dall’arbitro? ». La risposta lascia perplessi: « Certamente c’è il contributo dell’assistente, ma la responsabilità come ben sappiamo è dell’arbitro » (amico). Si passa a Messina-Parma 1-0 del 23 gennaio 2005 e a Juventus-Udinese 2-1 del 13 febbraio 2005. Solite domande, solite risposte: nessun accertamento nè tecnico nè sul sorteggio. Prioreschi chiede come al solito la “fonte investigativa” di un risultato alterato e Auricchio cita i soliti giornali (Repubblica, Gazzetta e Corriere dello Sport). « Tuttosport non l’ha visto? ». « Non credo, no. Sarebbe stato di parte, insomma. E’ come se leggo “Il Mattino” su un rigore di Lavezzi… ». Gli viene fatto notare che ad esempio la Gazzetta è di Milano.. ma Auricchio dice di non aver mai percepito il fatto che fosse di parte. Senza dilungarci troppo si procede una ad una per tutte le gare presenti nel capo d’imputazione, e ogni volta Prioreschi chiede se siano stati fatti degli accertamenti riguardo a quanto appreso nelle intercettazioni, e ogni volta Auricchio risponde di no. Si parla del rigore fuori area, del fallo di mano, del gol in fuorigioco. Ma il riscontro è effettuto al massimo sui giornali, e a volte è persino sbagliato.

Continua…

Se ti è piaciuto questo articolo, prova questi altri:
  1. Calciopoli: il secondo controesame del Colonnello Auricchio (prima parte) L’avevamo tanto attesa, e non ha deluso, il secondo round del controesame degli avvocati difensori nei confronti del Colonnello Auricchio....
  2. Calciopoli: il primo controesame del Colonello Auricchio Questa mattina, come sempre, mi sono collegato al sito di Radio Radicale per ascoltare l’udienza di ieri (16 marzo 2010)...
  3. Cronache da Napoli: seconda parte Dopo aver pubblicato la prima parte dell’email ricevuta, oggi tocca alla seconda. Buona lettura. Antonio. “Se avessi voluto un lavoro...

7 repliche per “Calciopoli: il secondo controesame del Colonnello Auricchio (seconda parte)”

  1. Finalmente un giornale ne parla, addirittura in prima pagina:
    http://www.ilgiornale.it/interni/uninchiesta_bar_…

  2. La cosa che desta più stupore è il silenzio completo sul processo e i vari risvolti!! Io ho avuto la fortuna di incontrare Luciano Moggi in un negozio di torino, nel centro di torino e facendo due chiacchiere gli ho chiesto come mai nessuna libreria della città torinese abbia il suo libro su calciopoli e lui mi rispose:" il mio libro è scomodo e non lo troverai nei grandi negozi, ma in questi negozi troverai i libri i libri dell'accusa". Nessuno si è mai chiesto come mai nel 2006, anno delle olimpiadi invernali di Torino (molto invidiate dalla grnde città vicina, Milano e dai vari industriali del capoluogo lombardo), si verificarono queste cose: Quasi fallimento della fiat auto, calciopoli e il quasi annientamento della JUventus, voce sulla vendita della ferrari, il caso di lapo…..tutte argomentazioni che riguardavano la famiglia Agnelli, i giornali che spingevano queste tesi erano tutti di Milano…Ma che si volesse dare il colpo finale a tutto l'impero degli Agnelli?? così da poterlo comprare con pochi soldi?? PENSATECI GENTE.

  3. Alla luce delle sconcentarti dichiarazioni del Capo del Team investigativo di Farsopoli ( ben 12 persone) , mi chiedo come sia stato possibile accettare ringraziando la retrocessione in B con penalizzazione, oltre alla revoca dei due strameritati scudetti ( entrambi legittimati da limpide vittorie con Milan e Inter negli scontri decisivi ), sciogliendo di fatto una delle squadre piu' forti di tutti i tempi !! Non riusciro' mai a capacitarmene… Ma prima o poi anche gli Elkann dovranno dirci la verita'…

  4. il sospetto che gli elkann siano stati i primi a volere calciopoli prende sempre piu' piede…sono sconcertato

Lascia un commento