Calciopoli: cronaca dell’udienza del 1 giugno 2010. Sorteggi regolari e nessuna pressione..

L’udienza inizia con Filippo Sgubbi, avvocato di parte civile del Bologna FC, che interroga il curatore fallimentare di Victoria 2000, fallita il 30 marzo 2006 e che fino al settembre 2005 aveva la totalità delle quote del Bologna FC. Dopo questa per noi poco interessante parentesi, l’avvocato di Pairetto consegna la notifica della richiesta di presenza di testimoni: mancheranno Collina, Balducci, Valentini, Stagnoli e De Marchi, invece Rosetti non sarà presente perché parte per i mondiali, così come i dirigenti Figc Balducci e Valentini. Si comincia con gli esami:

ANGELO PESCIAROLI

Per chi non lo conoscesse, è un ex giornalista del Corriere dello Sport famoso perchè, per gioco, provava a indovinare le griglie arbitrali con dei giorni di anticipo, e ci prendeva più di Moggi! Ora in pensione,  è consulente della Lega Calcio della Serie C. Interrogato dalla difesa Pairetto, sostiene di essere stato spesso presente a Roma in qualità di giornalista, durante i sorteggi, e di aver anche partecipato, una volta, all’estrazione. Alla domanda se avesse mai visto qualcosa di sospetto, oltre a ricordare che in aula ci fosse sempre un notaio e una folla incredibile di persone a guardare, così risponde: « No, non ho mai notato, per gli anni di esperienza non ho notato nulla. Magari avessi fatto questo scoop almeno avrei avuto la possibilità di allungarmi la carriera. Se avessi visto qualcosa di irregolare certo non me ne sarei stato zitto». Indicativo.

NOTAIO ANTONIO IOLI

Viene (finalmente, aggiungo) interrogato per la prima volta (e ci teneva!) il notaio Ioli, colui che presenziava ai sorteggi. «Tutto quello che concerneva questi sorteggi è comunque nei verbali che sono agli atti di questo processo. Le palline le aprivano e io facevo provvedere a richiuderle e a rimescolarle nelle urne che erano trasparenti. Non si potevano leggere i contenuti nelle palline perchè i fogli erano piegati. Non ho mai avuto sosperti di irregolarità». Alle domande del pm Capuano su quante volte si fossero aperte queste palloine Iori dice: «Potrà essere successo una decina di volte in tutti gli anni nei quali ho svolto questo servizio. Nei verbali non ritenevo di scrivere dell’apertura delle palline perchè avevo il controllo della situazione e potevo rendermi conto se queste erano chiuse o visibilmente diverse le une dalle altre e quindi riconoscibili. Comunque quando io verbalizzo un’estrazione, verbalizzo l’estrazione. Io non consideravo anomalo che una volta ogni tanto le palline potevano aprirsi al momento dell’inserimento nell’urna perchè poi facevo provvedere al rimescolamento. E poi comunque il foglietto all’interno era piegato. Non ho mai segnalato anomalie al riguardo». Anche lui quindi, in soldoni, ribadisce l’assoluta regolarità dei sorteggi.

ALFREDO TRENTALANGE

E’ il turno del “prof.” Alfredo Trentalange, ex arbitro internazionale, attualmente componente del Comitato Nazionale dell’AIA con l’incarico di responsabile del Settore Tecnico e osservatore degli arbitri UEFA. All’epoca dei fatti osservatore arbitrale. Comincia l’audizione con le domande del legale di Pairetto: «Pairetto non m’ha mai chiesto di avere occhi di riguardo per squadre o tesserati - dice Trentalange – tra me e lui c’era molta confidenza: siamo entrambi di Torino e suo padre Antonio è stato il mio maestro, quello che mi ha fatto crescere come arbitro da quando ero un ragazzino appena emigrato a Torino che cominciava la carriera sui campetti di terra. Il padre di Gigi Pairetto aveva rapporti amicali con Moggi da decenni, visto che Moggi è stato dirigente del Torino. Mai mi hanno chiesto di modificare voti agli arbitri mentre facevo l’osservatore». Poi gli chiedono di Chievo-Lazio arbitrata da Rocchi e Juve-Lazio arbitrata da Dondarini: «Diedi un voto abbastanza alto a Rocchi, avevo pensato che solo l’espulsione di Couto fosse troppo severa (a differenza di quanto sostenuto dall’imbarazzante consulente del Brescia, che non la ricordava neanche e che ricordava 30 rigori per il Chievo, ndr). Quanto a Juve-Lazio per me Dondarini (condannato per quella gara, ndr) aveva arbitrato bene e gli diedi un voto alto. Ho la massima stima di Pairetto e non ho mai subito pressioni da Bergamo anche se lui non era mai stato tenero con me». Alla fine Pandolfi pone una domanda a Trentalange, citato da uno dei testi, l’ex dipendente della Juventus Maurizio Capobianco. Capobianco sostiene, dice la giudice Casoria, che lei, Trantalange, abbia avuto un’auto da Giraudo e Trentalange risponde: «Non ho avuto nessuna auto da Giraudo, ho comprato per me e mia moglie negli anni diverse auto con lo sconto fatto ai vip dalla Fiat».

ALESSANDRO GUIDI

Sul banco dei testimoni si avvicenda Alessandro Guidi, ex osservatore e poi dirigente del Bologna di Cazzola. anche lui conferma che il rapporto di amicizia tra Moggi e Pairetto deriva da una frequentazione del padre dell’ex designatore. Guidi racconta anche delle pressioni vissute anche da dirigente: «Il calcio stressa, non solo gli arbitri, anche i dirigenti».

NARCISIO PISACRETA

L’ultima deposizione prima della pausa è stata quella dell’assistente Pisacreta, attuale vice presidente dell’Aia e primo assitente di una delle partite chiave della vicenda Calciopoli, Roma-Juve 1-2 del febbraio 2005: «Pairetto e Bergamo non mi hanno mai chiesto di favorire o sfavorire giudizi in riferimento ad una squadra. Anche a Roma-Juve io ricordo di aver commesso l’errore di convalidare il primo gol di Cannavaro ma era un episodio difficile, una palla colpita dall’attacante della Juve (Ibrahimovic, ndr.) parata dal portiere e ribadita in rete da Cannavaro in posizione di fuorigioco di 10-20 centrimetri. Era difficile da percepire. Me ne sono accorto rivedendo i replay dopo la gara ma ricordo a tutti che le raccomandazioni della Fifa erano: in dubbio non alzare la bandierina perchè le statistiche dicono che fra quello che percepisce l’occhio e quello che si vede alla moviola la possibilità di errore in caso dubbio che fermi il gioco è del 90%. Così io non alzai la bandierina. Poi ci fu l’episodio del rigore fischiato a favore della Juve per un contatto ai limiti dell’aria su Zalayeta. Non potei essere d’aiuto a Racalbuto e gli dissi che non avevo certezze se il contatto fosse avvenuto fuori la riga o dentro l’area ma era comunque un episodio difficile da valutare in una partita difficilissima da un punto di vista ambientale: Capello era appena passato alla Juve, così come Emerson. In quella partita nel secondo tempo venne ingiustamente annullato un gol a Ibrahimovic e il mio collega Ivaldi segnalò un fuorigioco che non c’era, anche quello questione di centimetri». Alla domanda se poi, visto che aveva favorito la Juve, non fosse stato fermato dai designatori per motivi tecnici, a causa di quegli errori, Pisacreta è chiarissimo: «Fui fermato per circa un mese, riuscii a rientrare solo perchè sostituivo un collega infortunato. E comunque nelle mie ultime due stagioni in serie A arbitrai 11 volte la Juve: con me persero le uniche 6 partite in cui la squadra bianconera è uscita sconfitta dal campo».

STEFANO FARINA

Dopo la pausa si riprende con l’ex arbitro Stefano Farina. Anche qui, domande della difesa Pairetto e Bergamo, sostanzialmente del tipo: “Ha mai ricevuto pressioni da parte dei designatori?”. La risposta è negativa.

VINCENZO MITRO

E’ il turno dell’ex assistente Mitro. Per lui solito giro di domande, solita risposta. Approfondimenti su Bologna-Juventus.

MARCO IVALDI

Anche lui ex assistente, anche per lui stesse domande e stessa risposta. Si parla di Roma-Juventus e della regolarità dei gol di Zebina e Cassano.

MASSIMO DE SANTIS

Finale a sorpresa con Massimo De Santis che ha prodotto la circolare di Lega Calcio del 4 agosto 2004, alla vigilia della stagione di Calciopoli, in cui si dettavano le norme di comportamento per i dirigenti negli spogliatoi: visite consentite prima e dopo la gara, divieto di regali che non fossero di poca entità, obbligo di tesseramento del dirigente accompagnatore degli arbitri (il Meani di turno). «Se il colonnello Auricchio avesse chiesto copia di questo atto che voglio leggere (il pm Capuano ha provato ad opporsi, stoppato dal giudice Casoria, ndr) e letto le disposizioni certe cose che sembriamo scoprire ora si sarebbero sapute anche durante l’indagine. Si sente (Ancelotti, Mancini, ndr) parlare a sproposito delle visite di Moggi: ma tutti sapevano cosa si poteva e non poteva fare. Nessun mistero, nessuna congettura: ora questa carta è agli atti, poteva essere lì da quattro anni…»

A fine udienza si fissa il calendario delle audizioni: gli assenti di oggi dovranno presentarsi, a meno di motivi forti e ben spiegati. La cosa vale anche per il designatore Collina che ha opposto, secondo quanto emerso in aula, motivi personali alla convocazione. Dovrà essere in aula l’8 giugno o fornire un’adeguata motivazione all’eventuale assenza: a Cellino dopo due “buche” toccò l’accompagnamento coatto. Dopo i testi di Pairetto, toccherà, per chiudere la stagione di Calciopoli (udienze prima del break estivo fino ad ottobre l’8, il 15, il 18 e 22 giugno).

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7 repliche per “Calciopoli: cronaca dell’udienza del 1 giugno 2010. Sorteggi regolari e nessuna pressione..”

  1. Il silenzio della stampa sull'udienza di ieri è l'ennesimo disperato tentativo di coprire la vergogna per quanto fatto negli ultimi 4 anni. Non permettiamoglielo. Diffondiamo questi documenti il più possibile.

  2. Le uniche irregolarità sono le cravatte di De Santis.

  3. Comunque, il silenzio sulla seduta al processo di Napoli è un ulteriore dimostrazione che, ultimamente, la montatura di calciopoli ha fatto alcune pericolose, per la cupola, crepe.

    Stanno sicuramente studiando come porvi rimedio…

    Intanto, tutto tace per non provocare nuove crepe…

  4. io aspetto solo il moratti sul banco dei testimoni sotto giuramento…

    già il collina è un buon antipasto.

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