Analisi tattica: Juventus-Lione 2-1 (Amichevole)

(di Fabio Barcellona)

Continuiamo ad analizzare il cammino della Juventus di Delneri verso i primi impegni ufficiali della stagione e verso l’inizio del campionato.

L’amichevole contro il Lione arriva 5 giorni prima del match d’esordio ufficiale della stagione, il preliminare di Europa League contro lo Shamrock Rovers, campione di Irlanda. Per questo test amichevole Gigi Delneri sceglie, come interpreti iniziali, per il suo 4-4-2 i seguenti undici: Storari tra i pali, Motta e De Ceglie terzini, Legrottaglie e Chiellini difensori centrali; Martinez e Lanzafame esterni offensivi, Sissoko e Marchisio interni; di punta Del Piero ed Amauri. Nel secondo tempo subentranno, sostituendoli nel ruolo, Grygera per Motta, Ekdal per Marchisio, Poulsen per Sissoko, Pepe per Martinez, Pasquato per Lanzafame, Diego per Del Piero e Trezeguet per Amauri.

Le indicazioni tattiche offerte dalla prima amichevole di livello, quella con l’Amburgo, sono state confermate contro il Lione e la squadra è apparsa un po’ più avanti nello sviluppo in campo dei dettami tattici del mister.

Le scelte di Delneri in fase di non possesso palla sembrano piuttosto chiare. Le linee di centrocampo e difesa sono piuttosto vicine e compatte. Nella partita con  il Lione la linea di inizio della pressione, rispetto al precedente match, è stata avanzata di una decina di metri (probabilmente per merito di una condizione ateltica migliore) con conseguente innalzamento della linea difensiva. Si conferma come le due punte si schierino in orizzontale in fase di non possesso, a marcare i due centrali avversari, togliendo loro la possibilità della giocata in verticale ed invitandoli, invece, al giro palla verso il terzino, vero innesco del pressing bianconero che vede nella linea laterale un buon alleato. La fase di pressing ha origine appunto con l’esterno offensivo che pressa con decisione il terzino in procinto di ricevere la palla in orizzontale. Il movimento deciso dell’esterno, innesca i movimenti degli interni verso i centrocampisti avversari e quello del terzino del lato sull’esterno offensivo del lato. Anche la partita con il Lione ha mostrato, per quanto riguarda la difesa sul lato forte, come la scelta di Delneri sia quella di creare grossa densità sul lato del pallone, con raddoppi veloci e decisi sugli esterni avversari in possesso del pallone: se in posizione ultra difensiva il raddoppio in aiuto al terzino è effettuato con estrema rapidità dal centrale del lato, in posizione intermedia, dato che sul lato forte l’esterno va a pressare alto, al raddoppio è deputato l’interno di centrocampo. La posizione molto stretta e vicina al centrale del terzino sul lato debole è figlia della scelta di creare grossa densità sul lato del pallone. La scelta di Delneri sul lato debole è invece, come già visto contro l’Amburgo, quella di abbassare, quasi come “quinto” di difesa, l’esterno offensivo del lato opposto alla palla. Qualche novità si è vista nella fase di transizione dalla fase di possesso a quella di non possesso, con una maggiore ricerca della pressione immediata nella zona dove si è perso il pallone, e con la linea difensiva sempre formata da tre giocatori, i due centrali e il terzino dal lato opposto del pallone. Infatti, in fase di possesso palla, a dare supporto e sovrapposizioni alla manovra, è deputato il terzino del lato dove si sviluppa il gioco, con il terzino dal lato opposto che stringe verso il centrale.

La fase di possesso palla ha mostrato maggiori opzioni rispetto alla partita con l’Amburgo. Il gioco si sviluppa essenzialmente palla a terra, con la partecipazione attiva dei centrali difensivi. I terzini, come già visto contro l’Amburgo, stanno generalmente bassi ad inizio azione, per poi alzarsi sulla ricezione dell’esterno. Rispetto al match precedente però, si è notato qualche movimento supplementare per lo sviluppo iniziale dell’azione. Ad esempio, con palla al difensore centrale,  l’esterno offensivo del lato viene incontro al pallone, tagliando oltretutto leggermente verso l’interno, creando spazio all’inserimento profondo del terzino; lo spazio liberato dal terzino è spazio utile alla ricezione dell’interno di centrocampo che in tale maniera viene inserito nel gioco ad inizio manovra. Le soluzione possibili per il centrale sono la giocata verticale verso l’esterno (che, come in un caso nel primo tempo con Lanzafame-De Ceglie può servire di prima la sovrapposizione del terzino), l’appoggio verso l’interno liberatosi verso lo spazio creato dal terzino o il cambio di gioco verso l’esterno offensivo dal lato opposto. Quest’ultima soluzione di gioco è possibile vista la caratteristica posizione degli esterni offensivi ad inizio manovra: ampia e alta, sulla stessa linea delle punte. Il terzino avversario sul lato debole, inevitabilmente più o meno stretto sul proprio centrale, lascia sempre una ricezione utile (pur sempre dopo un lungo lancio in diagonale) all’esterno offensivo dal lato debole che staziona nei pressi della linea laterale. La manovra offensiva è arricchita da continue sovrapposizioni dei terzini sugli esterni e, con la presenza di Marchisio, da incursioni dell’interno sulla linea offensiva. La squadra attacca con molti uomini e l’area è sempre ben presidiata in tutta la sua ampiezza. Ancora non ben sviluppati, indipendentemente dall’opaca prova di Del Piero e da quella invece brillante di Diego, i movimenti e le ricezioni della seconda punta che gioca in verticale alla prima.

Le prime impressioni della Juve di Delneri sono quelle di una squadra molto organizzata, con una fase di non possesso palla aggressiva e dai principi chiari e riconoscibili. Grosso impegno atletico è richiesto agli esterni offensivi, in grado di giocare tutti i 100 e più metri del campo da calcio, ai terzini, chiamati a dare continuo supporto alla manovra offensiva e agli interni di centrocampo, chiamati a responsabilità in una grossa fetta di campo in orizzontale. La manovra offensiva viene pensata come ampia, con copertura di tutta la larghezza del campo per aprire la difesa avversaria, con ricerca della profondità continua da parte degli esterni e di grossa dinamicità. Siamo all’anno zero della ricostruzione tecnico-tattica. I principi su cui si baserà il gioco di Delneri appaiono davvero distanti da quelli della Juventus di Ferrara. Si riscrive tutto. Si spera nella disponibilità degli allievi ad imparare.

Una piccolo commento riguardo ai singoli calciatori. Particolarmente adatti al gioco di Delneri appaiono Motta e Pepe, dotati di dinamicità e capacità di corsa fuori dal comune. Tra gli interni, la presenza di Marchisio ha arricchito la fase offensiva degli inserimenti che, facendo un paragone con le precedenti squadre di Delneri, hanno portato alla ribalta Perrotta nel Chievo del tecnico di Aquileia. Agli interni è richiesta la copertura di una grossa porzione orizzontale di campo e, tra gli interni attualmente in rosa, Sissoko appare più adatto di Melo a questo compito. Si spera che l’attenzione del tecnico friulano ai movimenti e al comportamento dei difensori faccia ripartire il processo di crescita tattico di Chiellini che si è arrestato (anzi, probabilmente è regredito) durante la scorsa stagione. E, qualora rimanesse Diego, si confida che Delneri, riesca a migliorare la qualità delle ricezioni del brasiliano, sempre troppo attratto dalla palla. Dalla qualità delle ricezioni di Diego (in termini di tempistica, spaziatura e dinamicità) dipende la qualità delle sue giocate susseguenti, che, potrebbe essere davvero alta.

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17 repliche per “Analisi tattica: Juventus-Lione 2-1 (Amichevole)”

  1. Con un pò di ritardo.. ma sempre unica!

  2. I complimenti a volte non bastano…i lavori presenti in questo blog hanno una qualità elevatissima. Grazie.

    Per quanto riguarda la Juve, la squadra sembra finalmente lavorare con un obbiettivo preciso, chi critica la monodimensionalità di delneri lo capisco, ma io son felice che almeno una dimensione sarà finalmente trovata: avremò un' identità come squadra…La rosa può essere migliorata, ma per il momento la strada non appare troppo sbagliata..

  3. Bellissimo articolo anche questa volta.

    Quello che però mi ha colpito di più (negativamente) è che l'attacco (magia di diego a parte) è parso ancora un po' informe. Secondo voi E' il reparto che deve ancora trovare i movimenti o sono semplicemente gli attaccanti a non essere ancora in condizione?

  4. come sempre l'analisi di fabio è ottima.

    ho visto un pò di partita (il secondo tempo) e avrei un paio di domandine per gli esperti del blog:

    1) secondo voi grosso è definitivamente fuori dai piani di delneri? (visto che non ha giocato per nulla) quindi marotta sta cercando un terzino sinistro titolare e si punta su deceglie riserva? (speriamo miglioi un pò in difesa che mi sembra sempre un pò svagato)

    2) diego o non diego. a mio parere se ha intorno qualucno che si muove può far bene. con pepe e pasquato(niente male, ha anche quel pizzico di sbruffoneria in campo che in un ala/attaccante non dovrebbe mancare). la mia domanda è: è la seconda punta giusta per i nostri centravanti? trezegue, l'unico da 20 gol mi sembra un pò sul viale del tramonto, amauri e iaquinta (se resteranno entrambi) non sono bomber da 20 gol. e nemmeno diego..e senza uno che ne fa parecchi non si va da nessuna parte..

    3) secodno voi serve più un esterno di destra o uno di sinistra? non conosco martinez..

    4) i centrali di centrocampo in rosa sono adatti a delneri? pensate che marchisio possa essere un uomo d'ordine o come lascia intendere fabio agirà da perrotta? in questo caso sissoko non mi sembra l'uomo d'ordine necessario al nostro gioco…

    5) ad oggi che obiettivo porreste alla juve di AA, marotta e del neri?

  5. Credo proprio che il mediano più adatto al gioco di Delneri sia Poulsen. Ha piu corsa e molta più intelligenza tattica di Sissoko e Melo. E l'uomo ideale per garantire protezione quando l'altro di centrocampo sale ad aiutare in attacco.

  6. con dzeko saremmo da scudetto…….

  7. grazie mille Fabio.

    Quanto alla partita, beh finalmente abbiamo un allenatore…

  8. la fase d'attacco è sempre l'ultima che deve essere organizzata nella costruzione di una squadra. Prima bisogna costruire una forte fase difensiva. Poi il resto.

  9. Zebretta Pungente Rispondi 27. lug, 2010 at 17:08

    Ottimo articolo.Buona Juve , finalmente meglio schierata in campo e molto + organizzata tatticamente. Si deve assestare bene e poi con carattere, grinta e perseveranza possiamo di nuovo puntare a qualcosa di importante.

  10. analisi buona,

    ragazzi ancora DEL NERI sta costruendo la macchina "infernale" io non capisco come mai alcuni giocatori non vogliono lasciare il club ,mi riferisco ai senatur ,

    camoranesi grazie di tutto adesso lascia spazio alle mosse di mercato ,caso Zebina dopo tutto quello che LA JUVE A FATTO X lui adesso non vuole andare in altro club?e fare guadagnare due € alla juve mha!!!!

    forza juve ringiovanire

  11. Sempre belle le analisi tattiche di Fabio Barcellona. Complimenti.

  12. Ero allo stadio di CS non avevo mai visto la Juve dal vivo, Del piero era fermo! (cmq osannato anche mentre batteva i calci d'angolo) Diego sembrava indiavolato, troppo innamorato della palla ma ha bisogno solo di essere inserito nel nuovo ruolo e e nei movimenti della squadra, Del Neri secondo me si è preoccupato prima delle due linee per evitare figuracce ora lavorerà sui movimenti delle ali e della prima punta per favorire e consentire la rifinitura a Diego che in una squadra con un'identità precisa potrà certamente dare imprevedibilità

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