Analisi tattica. Juventus-Cagliari 1-0 (prendere e portare a casa..)
PRESENTAZIONE DEGLI SCHIERAMENTI
JUVENTUS (4-4-2): Buffon, Zebina, Cannavaro, Chiellini, Grosso (17′ st Poulsen), Camoranesi (45′ st Salihamidzic), Melo, Marchisio, De Ceglie, Amauri, Iaquinta (20′ st Giovinco). (Manninger, Legrottaglie, Del Piero, Trezeguet). All. Zaccheroni
CAGLIARI (4-3-1-2): Marchetti, Pisano, Canini, Ariaudo, Agostini, Dessena (15′ st Lazzari), Conti, Biondini, Cossu, Matri (37′ st Ragatzu), Nenè (30′ st Larrivey). (Lupatelli, Marzoratti, Barone, Jeda).
Cagliari di Allegri col 4-3-1-2. Marchetti tra i pali; la linea difensiva è costituita dai terzini Pisano e Agostini e dai centrali Canini e Ariaudo. Conti fa il vertice basso del rombo di centrocampo, con Dessena a destra, Biondini a sinistra e Cossu vertice alto. Nenè e Matri le due punte. La Juventus, dopo Napoli ed Udine, si presenta nuovamente schierando un classico 4-4-2. Davanti al rientrante Buffon, la linea difensiva è costituita, da destra a sinistra da Zebina, Cannavaro, Chiellini e Grosso. Gli interni di centrocampo sono Felipe Melo e Marchisio, con Camoranesi e De Ceglie sugli out. In attacco la coppia Amauri-Iaquinta.
Buffon
Zebina, Cannavaro, Chiellini, Grosso
Camoranesi, Melo, Marchisio, De Ceglie
Amauri, Iaquinta
Matri, Nenè
Cossu
Dessena, Biondini
Conti, Agostini, Ariaudo, Canini, Pisano
Marchetti
SVILUPPI TATTICI DEL MATCH
Zaccheroni sceglie il 4-4-2, privilegiando sull’out di sinistra la corsa di De Ceglie alla maggiore tecnica di Giovinco (o Candreva) e in attacco la fisicità della coppia Amauri-Iaquinta. Nella figura che segue è bene evidenziato lo schieramento della Juventus, con le due linee da 4 schierate e Cannavaro e Chiellini in marcatura sulle punte avversarie.
La zona di campo di inizio pressione della Juventus è piuttosto bassa, preferendo i bianconeri ricompattarsi nella propria metà campo e portare la pressione sui portatori di palla avversaria in zona mediana. La Juve inoltre sceglie di tenere stretti e vicini i due attaccanti anche in fase difensiva, facendoli uscire sui centrali avversari senza chiedere alle due punte ripiegamenti sul centrocampista basso avversario (Conti), e uscendo sui terzini avversari con gli esterni De Ceglie e Camoranesi. La ricezione bassa dei centrocampisti sardi è attaccata dagli interni bianconeri. Nella figura che segue è ben evidenziato quanto descritto. Si noti De Ceglie in uscita sul terzino (Pisano) e Marchisio (e non una delle due punte che si abbassa) che esce in pressione sulla ricezione bassa del play Conti.
Il Cagliari, appare piuttosto manovriero, con le mezzali Biondini e Dessena molto mobili, Cossu che svaria su tutto il fronte d’attacco e Conti a dettare i tempi della manovra. In fase difensiva il Cagliari si dispone essenzialmente con un 4-3-3, generalmente con Cossu largo a sinistra, Matri in mezzo e Nenè che si allarga a destra. Anche i sardi non attuano un pressing offensivo. La partita si sviluppa su ritmi piuttosto blandi con il Cagliari che sviluppa una fase offensiva più complessa e manovrata, mentre la Juve predilige una manovra tesa a raggiungere il più velocemente possibile le due punte Amauri e Iaquinta. Nella parte iniziale del primo tempo a rendersi più pericoloso è il Cagliari che al 14° minuto coglie la traversa con Cossu. Appare interessante seguire lo sviluppo dell’azione che porta al tiro il trequartista sardo, per notare il movimento della mezzala del rombo cagliaritano Dessena. L’azione parte dal centrale Canini che trova Matri in verticale. Matri gioca di sponda per Cossu che serve il profondo movimento in verticale di Dessena. Sul cross di Dessena e successiva respinta della difesa bianconera Cossu colpirà la traversa.
Lo sviluppo della manovra offensiva della Juve segue quasi esclusivamente due direttrici. La prima prevede la verticalizzazione, anche direttamente dai difensori, sul movimento incontro di Iaquinta e Amauri, sempre molto vicini tra loro, con susseguente sponda o “spizzata”. La seconda opzione prevede la ricezione di Camoranesi dentro al campo, dopo un piccolo taglio dalla posizione iniziale di esterno. In particolare la prima opzione è stata ampiamente sfruttata dai bianconeri. Vediamo una serie di figure che mostrano questa tipo di azione dei bianconeri. Nella figura che segue Felipe Melo verticalizza su Iaquinta. Notare come Iaquinta e Amauri siano vicini e dentro il campo. Per tutto il match le due punte non detteranno mai il passaggio effettuando movimenti verso l’esterno del campo.
Iaquinta serve con un bel colpo di tacco Amauri che però, nonostante il vantaggio iniziale su Canini, verrà recuperato dal difensore sardo.
Nelle prossime tre figure si evidenzia come Cannavaro scavalchi il centrocampo cercando Amauri che di testa offre la palla di sponda a Iaquinta che riesce a ricevere al limite dell’area.
Nelle diapositive che seguono invece le parti si invertono ed è Iaquinta, di petto, innescato da Marchisio, a fare la sponda per Amauri che può ricevere al limite dell’area cagliaritana.
La collezione di azioni del tutto simili a queste, innescate dagli interni di centrocampo o direttamente dai difensori, potrebbe essere molto lunga. Anche il gol della Juventus, arrivato dopo un’occasionissima per Matri nata dalla solita palla persa ingenuamente da Felipe Melo in mezzo al campo, nasce da un lancio lungo dalla difesa e da una sponda di Amauri raccolta da Chiellini, rimasto in fase offensiva a seguito di un corner a favore dei bianconeri. Il secondo movimento offensivo citato prevede la ricezione di Camoranesi all’interno del campo, preferibilmente alle spalle di Conti e della linea di centrocampo avversaria, in maniera da potere giostrare in posizione di trequartista. Nella figura che segue si nota, con Felipe Melo in possesso palla, il movimento di Camoranesi verso l’interno per cercare di ricevere in posizione centrale alle spalle della linea di centrocampo cagliaritana.
Questa seconda opzione offensiva della Juventus si è in realtà rivelata meno produttiva di quella che prevedeva il lancio lungo per le punte, sia perché è stata privilegiata, in termini di numero di giocate la prima, sia perché dopo la ricezione Camoranesi non è mai stato rapido e/o preciso in maniera sufficiente da creare pericoli per la linea difensiva del Cagliari. Fa eccezione il tiro da fuori di Camo al 27° del primo tempo. L’esterno juventino dopo il taglio verso l’interno con palla in possesso di un centrocampista juventino, si trova, sulla ricezione di Zebina. in posizione centrale. Invece di aprirsi, preferisce muoversi incontro e ricevere dentro il campo. Riesce quindi a superare Conti in dribbling e a tirare con pericolosità verso la porta del Cagliari.
Dopo il gol della Juventus la partita non cambia il proprio registro. La Juventus accentua, specie nel secondo tempo, il proprio atteggiamento prudente e il Cagliari, seppur manovriero, non riesce a giocare ai ritmi necessari per creare pericoli alla porta della Juventus, che, di fatto, non viene mai seriamente minacciata dai giocatori sardi. Dall’altro lato, anche i pericoli per Marchetti si contano sulle dita di una mano (e le dita risultano pure abbondanti…) e originati sostanzialmente dalle capacità in acrobazia di Chiellini sui calci piazzati in fase offensiva. Le sostituzioni non variano il quadro tattico della partita. Allegri da più qualità alla sua squadra sostituendo Dessena con Lazzari, e sostituisce le due punte con Larrivey e Ragatzu mantenendo inalterato il 4-3-1-2 di partenza. Zaccheroni inserisce Poulsen per Grosso, arretrando De Ceglie nella posizione di terzino e spostando Marchisio sull’out di sinistra con Poulsen a far coppia con Melo in mezzo al campo. Giovinco sostituisce Iaquinta come seconda punta dalle caratteristiche ovviamente profondamente diverse. La Juve, dopo 19 partite, pensa soprattutto a non subire gol, il Cagliari gioca a ritmi da fine stagione e il gol di Chiellini basta ed avanza per la vittoria.
COMMENTO
Prudentissimo Zaccheroni, che opta per il 4-4-2 e per una squadra molto fisica. Le scelte di De Ceglie sull’esterno e della coppia Amauri/Iaquinta di punta indicano che l’allenatore bianconero puntava, in questa partita, ad avere una squadra ben coperta, solida e forte fisicamente. La vittoria e l’assenza di gol subiti gli danno ragione. Ma la qualità del gioco offensivo rimane miseramente bassa, basandosi essenzialmente sulla forza fisica dei due attaccanti, innescati spesso direttamente dai piedi dei difensori e sull’estro, a dire il vero un po’ spento, di Camoranesi. Affidare quasi tutto il peso sulle spalle larghe degli attaccanti, sui piedi ruvidi dei difensori e sulla qualità di un calciatore (Camo) che probabilmente ha ormai alle spalle le sue giornate migliori appare un po’ poco. Zaccheroni deve davvero essere preoccupato dalla condizione fisica e dalle capacità della squadra per non permettersi di osare, in casa contro il Cagliari di oggi, una squadra più tecnica e con soluzioni offensive più elaborate. Gli attacchi vengono portati con pochissimi uomini, in maniera tale da rimanere sempre coperti. Le due punte rimangono vicinissime tra loro senza mai attaccare l’ampiezza, peraltro poco sfruttata da tutta la squadra a causa dei movimenti verso l’interno di Camoranesi, della scarsa qualità tecnica di De Ceglie e dell’atteggiamento prudente dei terzini che raramente si propongono in avanti. Di positivo rimane la capacità di tenere a bada il Cagliari dopo il gol di Chiellini, capacità per la verità favorita dal Cagliari stesso, che, sebbene manovri con discreta disinvoltura, gioca a ritmi davvero bassi. Il Cagliari nelle ultime 8 partite ha fatto solo 2 punti. Non si può certo dire che era un avversario in grande forma. Positivo ovviamente il fatto (clamoroso….) di non avere subito gol e discreta la prova (per ciò che era loro richiesto) delle due punte che hanno spesso vinto il duello fisico contro i marcatori (specie contro l’ancora acerbo Ariaudo). Ottimo Marchisio, centrocampista universale e moderno, capace di abbinare corsa e qualità e di giocare in qualunque zona del campo. Per il resto, ci si accontenta dei tre punti e si spera di giocare molto meglio a San Siro contro l’Inter.
Fabio Barcellona
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12. apr, 2010

AUTORE DELL'ARTICOLO




complimenti a fabio che ha avuto il coraggio di mettersi ad analizzare tatticamnete una partita tra le più brutte degli ltimi vent anni e tra due delle squadre meno in forma del continente europeo.
partita indegna in cui si salvano chiello, claudio e melo.
l'asse sinistro grosso-de ceglie è una delle cose più orrande mai viste su un campo da calcio.
i movimenti delle nostre punte sono la sintesi della nostra stagione; indegni di una squadra professionistica, nonchè uno dei due veri problemi di questa squadra, insieme alla mancanza di terzini.
mai visto in una squadra professionistica movimenti delle punte così sbagliati(quando li fanno perchè per il 50% sono fermi). iaquinta poi non è in grado in questo momento di giocare a calcio. finisca di risolvere i suoi problemi(personali) in panchina e grazie arrivederci. non possiamo permetterci certi giocatori con una società così fragile.
Ormai leggere le vostre analisi tattiche è diventata un abitudine.
Condivido il commento su Zaccheroni.
Io comunque avrei fatto giocare uno tra Giovinco o Candreva per avere più corsa e più fantasia in mezzo al campo.
Senza loro due, la difesa è stata costretta a scavalcare molte volte il centrocampo con dei lanci lunghi !
ma avremmo perso la consistenza difensiva. Giovinco mi spiace dirlo, è troppo leggero, non riesce a resistere ai contrasti e non sempre guadagna il fallo. Pensa al paragone con Nedved o Davids che spesso vincevano il duello di spalla per poi lanciarsi verso la rete. Giovinco o parte con il pallone tra i piedi oppure 9 volte su 10 perde il contrasto. Candreva lo preferisco a Giovinco, ma come detto forse avremmo perso troppa consistenza a centrocampo.
Che ne dici?
Se Zaccheroni venerdì sera oserà schierare questa squadra faremo il solletico all'Inter.
Ieri senza Diego, né Del Piero rinunciare anche alla qualità di Candreva (magari da ala anche se non è il suo ruolo) mi è sembrata una scelta davvero assurda.
La (non) qualità tecnica evidenziata dalle due punte ieri è stata imbarazzante (90 minuti di sportellate, mi fanno una rabbia), non sono mai stati fenomeni ma a me sembrano ulteriormente involuti rispetto allo scorso anno.
Ciao!
Bella l'analisi tattica come sempre…mi permetto di dissentire su Marchisio, a me proprio continua a non piacere…è vero che dove lo metti sta e fa sempre il suo, ma non da mai quel qualcosa in più, sembra sempre essere nè carne (sviluppatore di gioco) nè pesce (rubapalloni)…corre sempre tanto, ma spesso a vuoto!
ACB hanno appena esonerato allegri, non è che sta venendo da noi? Ho paura che cellino se ne sia accorto e lo abbia cacciato. Facci sapere
Dai, ACB, ce lo fai questo regalo? Ci dai una bella cinguettata sull’allenatore del prossimo anno? Please! Dimmi, c’è una possibilità dell’accoppiata Benitez+Torres?