Analisi tattica: Juventus-Atalanta 2-1 (con omaggio a Zebina e Felipe Melo…)

PRESENTAZIONE DEGLI SCHIERAMENTI

Juventus: (4-3-1-2) Manninger, Zebina, Cannavaro, Legrottaglie, Grosso, Candreva (11′ st Melo), Sissoko, Marchisio, Diego (34′ Giovinco), Del Piero, Trezeguet (25′ st Amauri). (Pinsoglio, Grygera, Marrone, Paolucci). All. Zaccheroni
(Atalanta: (4-4-2) Consigli, Garics, Bianco, Manfredini, Peluso (36′ st Volpi), Ferreira Pinto (39′ st Ceravolo), De Ascentis, Padoin, Valdes, Tiribocchi, Amoruso. (Coppola, Capelli, Gabbadini, Radovanovic, Caserta). All. Mutti

L’Atalanta si presenta al Delle Alpi con lo schieramento e gli undici previsti: 4-4-2 per mister Mutti, con Consigli tra i pali, Garics e Peluso terzini e Bianco e Manfredini centrali di difesa. In mezzo al campo, sulle fascia destra opera Ferreira Pinto, su quella sinistra Valdes. Gli interni di centrocampo sono De Ascentis e Padoin, mentre la coppia di attacco è costituita da Tiribocchi e Amoruso. Zaccheroni opta ancora una volta per il rombo a centrocampo con Sissoko vertice basso, Diego vertice alto, Candreva mezzo-destro e Marchisio mezzo-sinistro. In difesa, davanti a Manninger, da destra a sinistra si schierano Zebina, Legrottaglie, Cannavaro e Grosso. Di punta la coppia Trezeguet-Del Piero.

Manninger
Zebina, Legrottaglie, F. Cannavaro, Grosso
Sissoko
Candreva, Marchisio
Diego
Trezeguet, Del Piero

Tiribocchi, Amoruso
Valdes, Padoin, De Ascentis, Pinto
Peluso, Manfredini, Bianco, Garics
Consigli

SVILUPPI TATTICI DEL MATCH

Come detto la Juventus, dopo il 4-4-2 di Napoli torna al centrocampo a rombo. Nella figura che segue vediamo lo schieramento difensivo del rombo, che prevede Sissoko come vertice basso.

Fig.1

Le due punte provano, in fase difensiva a posizionarsi in maniera intermedia, tra i centrali difensivi, invitati a giocare palla, e i terzini, che la posizione assunta da Trezeguet e Del Piero prova ad escludere dal giro palla difensivo dell’Atalanta. Spesso i terzini vengono però raggiunti direttamente dal centrale del lato opposto; a quel punto deputato all’uscita sul terzino è la mezzala. Nella figura seguente Garics è servito direttamente da Manfredini e sul terzino orobico esce Marchisio.

Fig.2

Il 4-4-2 di Bortolo Mutti prevede lo sfruttamento delle catene laterali terzino-esterno con parecchie sovrapposizioni di Peluso e, soprattutto, di Garics su palla rispettivamente a Valdes e Ferreira Pinto. L’ampiezza data al gioco da Valdes e Ferreira Pinto non è ben contrastata, per tutto il primo tempo, dal centrocampo juventino che soffre, come spesso è capitato con lo schieramento a rombo, la circolazione della palla, da destra a sinistra, del centrocampo avversario. La pressione juventina sui portatori di palla è portata in una zona di campo piuttosto bassa e in maniera piuttosto blanda. Così l’Atalanta, che si dimostra piuttosto manovriera anche se a ritmi piuttosto bassi (confermando, del resto, una tendenza dei nerazzuri di quest’anno: buona manovra, sufficientemente ordinata, ma ritmi cadenzati, fatta eccezione per la parentesi Conte che ha provato, con scarso successo a dare un’accelerata al ritmo della squadra). E sebbene la circolazione palla metta un po’ in difficoltà la fase difensiva della Juventus, l’Atalanta non riesce praticamente mai a rendersi pericolosa dalle parti di Manninger, a causa del ritmo lento della manovra che consente comunque alla Juve di compattarsi e correggere i propri squilibri. La fase offensiva della Juve risulta piuttosto modesta, mostrando i soliti limiti, già discussi più volte dello schieramento con il rombo a centrocampo e Del Piero e Trezeguet di punta. Non li discutiamo ulteriormente: chi non li sapesse già a memoria (purtroppo…), può andare a rileggersi gli articoli delle precedenti partite.

A titolo di esempio, e per continuare a collezionare fotografie di una manovra offensiva mai decollata, prendiamo un’azione svoltasi al 20° minuto del primo tempo.

Ripartenza della Juve: Marchisio porta palla e Candreva si sovrappone. Si notino Diego e Del Piero nella stessa zona di campo.

Fig.3

Marchisio serve Candreva. La manovra, già penalizzata dalla posizione di partenza di Diego e Del Piero necessiterebbe che adesso i due facessero due movimenti contrapposti e che magari anche Trezeguet si muovesse in funzione degli spazi disponibili e creati. Sviluppi possibili: Diego rimane in appoggio e si apre verso il centro del campo, Del Piero attacca con decisione lo spazio dietro al terzino destro per costringere il difensore centrale ad aprirsi con Trezeguet che attacca alle spalle Manfredini. O ancora sempre sullo stesso movimento di Del Piero, Diego si butta dentro sullo spazio creato dal movimento del capitano. Invece, Diego e Del Piero fanno esattamente lo stesso movimento, oltretutto (non si vede dalle diapositive) a velocità ridotta cercando di ricevere la palla addosso.

Fig.4

Il risultato è che tutti e tre i giocatori offensivi finiscono in zona d’ombra e nessuno è disponibile a ricevere un passaggio da Candreva che è costretto a tenere palla e aprirà il gioco a destra con l’Atalanta che riconquisterà palla. Un po’ poco, specie dopo le meraviglie del giorno prima del trio Pastore-Miccoli-Hernandez.

Fig.5

Solo la magia di Del Piero su punizione può sbloccare il risultato a favore dei bianconeri, visto che la pochezza della fase offensiva juventina consente a Consigli un primo tempo di assoluta tranquillità.

Da un punto di vista tattico, l’ingresso di Giovinco per Diego a dieci minuti dalla fine del primo tempo, cambia le carte in tavola. Dopo i primi 5 minuti in cui giostra da trequartista, Giovinco si piazza sull’out di sinistra, come esterno di un centrocampo a 4, con Candreva a destra e Sissoko-Marchisio in mezzo. Si torna al 4-4-2, con Giovinco esterno di sinistra. A fine primo tempo, da una situazione potenzialmente innocua, il gol del pareggio atalantino che analizzeremo in seguito.

Nel secondo tempo, la Juventus ritorna in campo nuovamente col 4-4-2 che la figura mostra bene.

Fig.6

Nei primi 5 minuti del secondo tempo l’Atalanta, probabilmente su suggerimento nell’intervallo di mister Mutti alza il ritmo e sulle stesse direttrici (il gioco sugli esterni) del primo tempo crea qualche pericolo (più potenziale che reale) dalle parti di Manninger. Ma è un fuoco di paglia, perché il ritmo dell’Atalanta torna presto quello del primo tempo e, imprevedibilmente la Juventus sale, sebbene di poco, di tono. Basta così poco per fare emergere tutti i limiti, anche tecnici, degli orobici.

La Juventus alza la zona di inizio pressione sui portatori palla. Questo mutamento di atteggiamento avviene ancora prima del decisivo ingresso di Melo e ha come protagonista il sempre tatticamente  positivo Marchisio. A titolo di esempio della pressione portata più alta, nelle figure che seguono si vede il giovane centrocampista juventino che, su palla giocata da Manfredini verso Padoin, trova il giusto tempo di pressione e costringe l’interno nerazzuro a scaricare dietro nuovamente su Manfredini, con Marchisio che continua la sua azione di pressing.

Fig.7Fig.8

Manfredini apre sul terzino Peluso, ma ormai il movimento di Marchisio ha “sincronizzato” i tempi del pressing bianconero e Candreva pressa Peluso che ancora ha il corpo rivolto verso la propria porta.

Fig.9Fig.10

Sul nuovo scarico dietro a Manfredini, il centrale difensivo nerazzurro non ha più una soluzione di passaggio valida, essendo tutti marcati i possibili ricevitori vicini, ed è costretto, sotto pressione, a giocare lungo.

Fig.11

L’ingresso di Melo, che sostituisce uno spaesato Candreva, accentua questo atteggiamento, immettendo un po’ di energia fresca nel centrocampo juventino. Il brasiliano si mette in mezzo in coppia con Sissoko con Marchisio largo a destra.

La Juventus comincia con una certa continuità a rubare palla all’Atalanta nella propria metà campo e la manovra offensiva ne beneficia per il solo fatto che la squadra ha meno campo davanti da percorrere. D’altronde, i limiti tecnici dell’Atalanta consentono alla Juventus, a fronte di un minimo aumento della pressione, un enorme avanzamento del baricentro, favorito dal fatto che Amoruso e Tiribocchi non attaccano mai la profondità e non provano mai ad allungare la squadra bianconera. Importante anche l’ingresso di Amauri che riesce a mettere maggiormente sotto pressione, rispetto a Trezeguet, i difensori nerazzurri spesso costretti al fallo sul centravanti brasiliano. E proprio da una punizione guadagnata su una palla sporca da Amauri nasce il gol di Felipe Melo. Dopo il gol, l’Atalanta non ha né la forza, né la capacità di impensierire la Juventus.

IL GOL SUBITO

L’errore commesso sul gol subito dalla Juventus appare ancora più grave perché nasce, come vediamo nella figura seguente, da una punizione a centrocampo a favore dell’Atalanta, quindi situazione di palla inattiva, da zona assolutamente non pericolosa e con la possibilità per la squadra (e per la linea difensiva in particolare) di organizzarsi.

Fig.12

Per orientarci nel campo prendiamo a riferimento le linee verdi del campo e ancora per facilitare ho tracciato un’immaginaria linea rossa.

Nelle figure che seguono si vede Padoin che riceve il passaggio corto di Manfredini, e a palla scoperta, Cannavaro e Legrottaglie al centro che sostanzialmente tengono la posizione (“a occhio” Legrottaglie indietreggia di un metro circa, praticamente un passo), mentre Grosso segue dietro il movimento in profondità di Ferreira Pinto.

Fig.13Fig.14

Appena Padoin abbassa la testa per calciare (potrebbe essere un “segnale”) Legrottaglie e Cannavaro si muovono in avanti; Grosso, che comunque è ormai irrimediabilmente dietro, continua a seguire il taglio di Ferreira Pinto, col risultato che Amoruso è perfettamente in gioco, capace di ricevere e segnare.

Fig.15Fig.16

Sembra che Legrottaglie e Cannavaro difendano su palla scoperta in una certa maniera: “teniamoci comunque alti e scappiamo su al “segnale”, appena il portatore di palla abbassa la testa” (o una cosa del genere) mentre Grosso difenda la stessa situazione in maniera opposta: “su palla scoperta seguiamo i tagli in profondità”. E l’Atalanta nel frattempo segna.

COMMENTO

Partita assolutamente mediocre, che la Juventus porta a casa grazie a 25 minuti nel secondo tempo di pressione alta., peraltro non particolarmente asfissiante, sui portatori di palla avversari. Basta questo, assieme a un po’ di fisicità regalata da Melo in mezzo al campo e ad Amauri in attacco, a qualche spunto di Giovinco e al buon lavoro a destra di Marchisio per segnare il gol del 2-1 e battere un’Atalanta che ieri ha dimostrato tutti i suoi limiti tecnici e di ritmo (specie fuori casa). Nulla di particolare, fatta eccezione per il risultato, da festeggiare. Primo tempo a ritmi dopolavoristici con il rombo che presenta i soliti problemi contro la circolazione palla degli avversari e una fase offensiva scadente, dove spesso Del Piero e Diego giocano gli stessi spazi e le stesse tracce. Solo la grande punizione di Del Piero e l’errore difensivo juventino tramutano un più veritiero 0-0 in un 1-1. Il passaggio al 4-4-2 prima, e l’ingresso di Melo dopo, portano, come già detto, a una riconquista della palla più alta così che i metri da percorrere verso la porta atalantina sono di meno; basta così poco per creare pericoli a Consigli e per giungere al gol. Per le caratteristiche dei giocatori della Juve, la riconquista della palla in zona offensiva è, a mio parere, assolutamente necessaria per avere la possibilità di attaccare con sufficiente pericolosità. Concetto già espresso: fatta eccezione per Iaquinta e magari Candreva, non ci sono in rosa giocatori abili a giocare le ripartenze lunghe.

E a proposito di caratteristiche dei calciatori, ieri mister Zaccheroni ha dato il “timbro da allenatore” a quello che molti di noi andiamo dicendo da tantissimo tempo. Domanda. “Qual è la posizione in cui Diego rende meglio, adesso che lo conosce personalmente?”. Risposta di mister Zac: “E’ un trequartista che ha bisogna di avere davanti due punte di grande movimento e di due esterni dinamici…..Provate a mettere davanti a Diego, Miccoli, Cavani o Hernandez…” Ecco…Noi lo dicevamo da tempo, ma noi siamo solo semplici appassionati. Adesso lo ha detto pure chi Diego lo allena. Magari si poteva chiedere a qualcuno al momento dell’acquisto…

Mi premeva, a chiosa dell’articolo di analisi tattica di oggi, di andare leggermente fuori tema per esprimere la mia personale opinione sui fatti avvenuti ieri (ma non solo…) fuori dal rettangolo di gioco. Poche parole: assolutamente intollerabile. Da “Se saltelli….Balotelli” fino agli episodi di ieri è un campionario di porcherie indegne di qualsiasi persona civile. Nei miei articoli do la mia opinione tecnico-tattica sugli atleti e sui calciatori. Che può essere ed è stata anche dura. Punto. Gli insulti personali (razzisti o meno) per non parlare della violenza fisica mi fanno schifo. Mi fa schifo vedere calciatori (come dice ACB…persone che danno calci a un pallone…) costretti a uscire dall’albergo protetti dalla polizia. Come preannunciato ad Antonio, volevo esprimere, se vale qualcosa, la mia solidarietà umana a due calciatori particolarmente presi di mira, Zebina e Melo, simbolo di tutti i giocatori juventini e non, insultati come persone. E lo faccio “a modo mio”, illustrando due belle azioni, una del brasiliano e una del francese, anche perchè, sono le migliori azioni della Juventus nel secondo tempo.

Al 24° del secondo tempo Melo riceve palla in posizione centrale e attacca in verticale la difesa atalantina.

Fig.17

Il brasiliano porta palla e serve in verticale Del Piero, muovendosi nel frattempo in verticale proponendo un triangolo al capitano.

Fig.18

Del Piero chiude il triangolo e Melo serve una palla d’oro a Trezeguet che purtroppo sbaglierà l’aggancio che, se riuscito, avrebbe liberato solo davanti a Consigli il centravanti transalpino. Ottima percussione centrale di Felipe Melo.

Fig.19Fig.20

Cinque minuti dopo Melo (che ha appena riconquistato palla nella metà campo atalantina) serve Marchisio, il cui taglio interno, libera lo spazio per l’inserimento di Zebina.

Fig.21

Zebina, che nella figura precedente è al di fuori dell’inquadratura, sorpassa Valdes riceve palla sulla corsa da Marchisio e sullo slancio si libera anche di Peluso. L’ottimo intervento di Consigli ferma il pericolosissimo cross del terzino bianconero.

Fig.22Fig.23

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15 repliche per “Analisi tattica: Juventus-Atalanta 2-1 (con omaggio a Zebina e Felipe Melo…)”

  1. c'è poco da commentare; gli errori sempre ed inesorabilmente gli stessi; la vittoria grazie ad una magia di alex e grazie ad un atalanta davvero troppo mediocre.

  2. Occorre ricordare le numerose palle gol regalate all' Atalanta non finalizzate per la scarsa vena dei suoi attaccanti … e l'aiutino arbitrale con Omaggio a Felipe Melo … Quanta pazienza !!!

  3. ottima analisi.io credo fermamente che diego e melo (ho comprato anche la maglia col suo nome) siano ottimi giocatori, certo che se non si capisce bene il loro carattere sportivo e la loro predispozione diventano al pari di poco più che giocatorini.

    melo ha fortemente bisogno di marchisio al suo fianco a cui scaricare subito palla dopo averla rubata agli avversari e diego ha bisogno di gente che con i movimenti crei buchi nella difesa(come ha detto zac).

    • Melo ha bisogno di qualcuno a cui scaricare la palla che imposti il gioco (a parte che Marchisio tutto mi sembra meno un cucitore di gioco/regista)…ma non era stato comprato lui per tale scopo?! Ma prima di comprarlo hanno guardato qualche partita con la Fiorentina oppure si sono fidati solo della CF Cup contro Egitto, Usa, la parodia dell'Italia ecc.?

  4. Bravo fabio!!!

    Quanto al resto credo che la juve debba ripartire il prossimo anno dalla considerazione di zac su Diego. Se vogliamo giocare con il brasiliano costruiamo in un modo congeniale alle sue caratteristiche,altrimenti vada via e scelgiamo un altra strada.

    Io un ragazzo di 25 anni con quel potenziale nn lo darei via.

    Ps:ieri melo dopo il gol ha giocato 5 minuti decenti,potere della psiche umana.Questo prova che forse un brocco nn è,nn è un regista e che se recuperato psicologicamente puo' essere un giocatore nn proprio da buttare.

    E' il tempo delle scelte societarie e tecniche,da fare con competenza.Quindi via gli incapaci,thanks!!!

  5. Francesco da Roma Rispondi 29. mar, 2010 at 19:56

    ieri l'ingresso di felipe ha dato fisicità alla Juve che ne ha giovato e trovato il vantaggio,l'infortunio occorso a diego ha dato spazio a Giovi e forse si può riproporre il 4-2-3-1 che forse è la nostra arma..

    Dispiaciuto per quanto accaduto a Zebina e felicissimo per Melo che ha segnato finalmente a Torino.

  6. Scusate ma e' sembrato solo a me che Melo ieri portava molto piu' in avanti la palla rispetto quando gioca con Diego, dove arriva a meta' campo scarica su Diego e si ferma? In avanti infatti ha fatto ottimi inserimenti tra cui la palla scaricata su Trezeguet e il goal.

    Sara' anche perche' sulle ripartenze di solito bruciava Del Piero che era anche il nostro trequartista al poso di Diego, ma non si muoveva piu'……

    Ma come si potrebbe utilizzare la capacita' di Melo di inserisrsi palla al piede in velocita'? E perche' non l' abbiamo mai fatto? Questa e' una capacita' che ad esempio manca a Sissoko…..

  7. Da ignorante di tattica vorrei porre una domanda ad ACB od all'autore del post. Con l'ingresso di Giovinco al posto di Diego si è vista una manovra bianconera più fluida con il nostro ex primavera che si è proposto più volte puntando la porta, andando al tiro, superando l'avversario e (finalmente) passando la palla di prima. Anche Candreva, da quando veste la maglia bianconera, ha quasi sempre mostrato qualcosa di buono. Zaccheroni, ha fatto chiaramente capire nell'intervista al termine della partita, che Diego non è del tutto adatto a giocare con questa squadra. Alla luce di ciò, dunque, la domanda che mi pongo è: "Perchè più volte il brasiliano è stato tenuto in campo a discapito dei due prodotti nostrani? Non era meglio magari farlo rifiatare più spesso e dare spazio a nuove idee, magari proprio il 4-4-2 di ieri?". Il dire di Zaccheroni mi è sembrato alquanto contraddittorio, così come il suo continuo lamentarsi degli infortuni visto che si potrebbe ovviare a questo, almeno parzialmente, con l'inserimento di qualche primavera come fanno in tutti i campionati diversi da quello Italiano.

  8. Questa analisi tattica dimostra quello che dico da mesi:

    1) Diego/DP sono alternativi.

    2) Il modulo migliore per questa squadra è il 4-4-2/4-4-1-1. Il primo con DP anzichè Diego, il secondo a ruoli invertiti.

    3) Dato che il modulo migliore resta quello della scorsa stagione ed abbiamo due validi esterni in meno (Nedved e Marchionni) complimenti a chi ha fatto il mercato.

    Il resto sono pippe mentali.

  9. Mancano anche il sottovalutato Mellberg ( quest'anno piu' volte inserito nella top 11 E.L. ),il giovane Ariaudo e il veloce Molinaro.

    al loro posto rispettivamente:

    Cannavaro, Nessuno e Fabio Grosso

    Ancora di piu' complimenti per chi ha fatto il mercato all'insegna del binomio rafforzamento/ringiovanimento.

    Tutto il resto e' noia

  10. Speravo esistesse al mondo qualcun altro che si prendesse la briga di chiamare lo schifo (insulti, razzismi vari e aggressioni fisiche) col suo nome e finalmente l'ho trovato.

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