Analisi tattica. Inter-Juventus 2-0 (puniti da Sissoko..)
PRESENTAZIONE DEGLI SCHIERAMENTI
INTER: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Zanetti; Thiago Motta (dal 1’ s.t. Stankovic), Cambiasso; Pandev (dal 10’ s.t. Balotelli), Sneijder (dal 44’ s.t. Muntari), Eto’o; Milito. (Orlandoni, Cordoba, Materazzi, Muntari, Arnautovic). All. Mourinho.
JUVENTUS: Buffon; Zebina, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Sissoko, Melo, Marchisio (dal 33′ s.t. Salihamidzic); Diego; Iaquinta (dal 27’ s.t. Amauri), Del Piero (dal 41’ p.t. Poulsen). (Manninger, De Ceglie, Legrottaglie, Camoranesi). All. Zaccheroni.
Mourinho conferma i pronostici della vigilia e schiera l’Inter con un 4-2-3-1 che vede, davanti a Julio Cesar, il quartetto difensivo formato da Maicon, Lucio, Samuel e Zanetti; gli interni di centrocampo sono Cambiasso e Thiago Motta. Alle spalle del centravanti Milito giostrano a destra Eto’o, a sinistra Pandev ed in mezzo Sneijder. Zaccheroni torna al 4-3-1-2 con Buffon in porta, Zebina e Grosso terzini, Cannavaro e Chiellini difensori centrali. A centrocampo Melo è schierato come mediano, Sissoko mezzala destra e Marchisio mezzala sinistra; Diego è il trequartista con Del Piero e Iaquinta di punta.


SVILUPPI TATTICI DEL MATCH
Contro i pronostici di praticamente tutta la stampa Zaccheroni punta nuovamente sul centrocampo a rombo e su Diego come trequartista, andando a San Siro con l’intento di giocare la partita a viso aperto, non rifugiandosi nel 4-4-2, che, visti gli interpreti disponibili in casa Juventus sarebbe stato comunque giocato in maniera strettamente difensiva. E si può dire che, almeno fino al momento della sciagurata espulsione di Sissoko, il piano di Zaccheroni funziona, con la sua squadra capace di fare gioco e al contempo di non concedere troppo all’Inter.
Riguardo la fase difensiva, la Juventus tiene il baricentro della squadra e, conseguentemente, la difesa più alta rispetto alle ultime uscite bianconere che hanno sempre visto una Juve preoccupata più di fare densità nella propria metà campo che di rubare palla agli avversari in zona offensiva. Contro le tre mezze punte schierate da Mourinho alle spalle di Milito, Zaccheroni accetta il rischio di giocare, sulle fasce, 1 contro 1 (Zebina contro Pandev e Grosso contro Eto’o) e, in maniera abbastanza inaspettata i due terzini juventini se la cavano piuttosto bene. In fase di non possesso palla le due punte bianconere si allargano sui terzini nerazzurri, con Diego che balla tra i due centrali difensivi.
In particolare è sempre Iaquinta che si allarga a sinistra a contrastare Maicon, quando il terzino nerazzuro riceve basso. Molto interessante al proposito è la posizione di Iaquinta, che, oltre che in fase difensiva, rimane largo a sinistra anche nella fase offensiva, pronto ad attaccare lo spazio lasciato libero dalle frequenti avanzate di Maicon e ad attaccare alle spalle Lucio. La vista dall’alto evidenzia bene questa situazione. Del Piero rimane sempre in posizione più centrale.
Quando Maicon sale, Iaquinta “consegna” il terzino nerazzurro a Marchisio rimanendo alto a sinistra.
La posizione e i conseguenti movimenti di Iaquinta costituiscono la principale origine degli attacchi bianconeri. Guardiamo ad esempio due azioni praticamente fotocopia. Nella prima Zebina avanza sulla destra trova Iaquinta che, partendo da sinistra, taglia verso il centro trovando lo spazio liberato dal movimento di Del Piero. Iaquinta riceve e tirerà purtroppo debolmente.
Da notare come l’Inter difenda con soli 6 uomini, situazione piuttosto frequente e che ha portato più volte a confronti in parità numerica nella metà campo nerazzurra. Lo rivedremo.
La seconda azione vede la palla in possesso di Diego che trova il taglio da sinistra di Iaquinta che di testa spedirà al lato.
Nelle due figure seguenti vengono sottolineate ancora due azioni con Iaquinta che attacca lo spazio alla destra di Lucio, lasciato libero dalla posizione alta di Maicon.
Questa situazione, molto frequente fino all’espulsione di Sissoko, è ben evidenziata dall’azione di seguito mostrato. L’Inter perde palla nella trequarti juventina e Diego recupera. Si noti la posizione ultraoffensiva di Maicon che pertanto è assolutamente tagliato fuori dalla fase difensiva. Diego ribalta velocemente il fronte del gioco e cerca Iaquinta che era rimasto alto sulla sinistra dello schieramento juventino. Lucio intercetterà l’assist di Diego.
In fase di non possesso palla, la Juventus prova e riesce a tenere la difesa più alta rispetto alle ultime esibizioni. Almeno fino all’espulsione di Sissoko, l’Inter praticamente non si rende pericolosa contro la difesa schierata bianconera. Fondamentale risulta il lavoro di Melo, che anticipa e contrasta con continuità Sneijder e della coppia Cannavaro-Chiellini che riescono con facilità ad avere la meglio su Milito. Zebina e Grosso riescono a cavarsela decentemente nei loro duelli individuali con Pandev ed Etò’o. Gli unici pericoli vengono da Maicon che, come già detto, viene preso da Marchisio; spesso però il terzino brasiliano riesce a saltare in dribbling il centrocampista bianconero creando superiorità numerica; da una situazione del genere nasce il tiro da fuori di Thiago Motta al 15° del primo tempo che Buffon manda in angolo. Nella figura che segue la tipica situazione di gioco nella metà campo juventina. Maicon è contrastato da Marchisio e Melo gravita nella zona di Sneijder.
Prezioso per tutta la partita si è rivelato il lavoro di Felipe Melo che non ha concesso ricezioni o giocate semplici a Sneijder, rubandogli spesso la palla, disinnescando di fatto una delle armi principali all’Inter. Nella situazione che mostriamo Melo va in pressione su Sneijder che riceve palla spalla alla porta. Il brasiliano ruberà il pallone al trequartista olandese
In realtà i pericoli maggiori per la Juventus nascono dalle veloci ripartenze dell’Inter, generate da errori dei giocatori juventini e dall’atteggiamento tattico dei nerazzurri. Per esemplificare osserviamo la situazione che si crea al 25° minuto del primo tempo. Sissoko riceve palla in assoluta libertà. Si noti come le tre mezze punte dell’Inter siano sopra la linea del pallone; in basso si vede come Eto’o non segua Zebina e come di fatto la Juventus stia attaccando in superiorità numerica.
Sissoko sbaglia però un elementare controllo, con Pandev che riesce a rubare palla. La posizione iniziale di Eto’o favorisce la rapida ripartenza. Zebina è tagliato fuori e l’Inter attacca in campo aperto in una situazione di 2 contro 2.
Quest’atteggiamento dell’Inter, che spesso tiene alte le mezze punte e difende con soli 6 uomini chiaramente favorisce le ripartenze, e quando la Juve perde palla in maniera banale (errore in appoggio di Melo al 28° del primo tempo con Milito che si invola nella metà campo sguarnita della Juventus, occasione di Eto’o all’8° del secondo tempo generata da un errato dribbling a metà campo di Diego) come nella situazione appena illustrata, subito parte pericolosissimo il contropiede nerazzurro, con il possessore di palla che trova davanti a se 2 o 3 soluzioni di gioco in campo aperto.
Ovviamente le cose cambiano radicalmente con l’espulsione di Sissoko. Zaccheroni risistema la squadra con un 4-3-2 in fase offensiva, con Poulsen mezzodestro, Marchisio mezzo sinistro e Diego, partendo principalmente da destra in appoggio a Iaquinta che abbandona la posizione di sinistra per giostrare da centravanti su tutto il fronte d’attacco.
Dei tre centrocampisti Marchisio, partendo da sinistra, è quello che appoggia maggiormente il gioco offensivo, inserendosi spesso in maniera profonda. Nella situazione seguente il centrocampista bianconero taglia alle spalle della linea di centrocampo interista e riceve da Poulsen, trovandosi ad affrontare la linea difensiva interista.
In fase difensiva Diego si allarga a destra e la Juventus si schiera praticamente con un 4-4-1, con Marchisio largo a sinistra a fronteggiare Maicon. I cambi di Mourinho non variano la schieramento nerazzurro, con Stankovic e Balotelli che sostituiscono nel ruolo Thiago Motta e Pandev. Difensivamente la Juventus continua a reggere gli attacchi dell’Inter che si rende pericolosa come già nel primo tempo sulle ripartenze veloci e sui calci piazzati, provando inoltre qualche conclusione da fuori. In fase offensiva la Juventus riesce comunque a manovrare con sufficiente spigliatezza, ma l’inferiorità numerica e il calo di efficienza atletica di Iaquinta e Diego riducono le fasi di possesso palla della Juventus con la conseguenza che la pressione dell’Inter diventa più continua e costante, sebbene non eccessivamente pericolosa. Ci vuole una prodezza individuale di Maicon per sbloccare il risultato. Dopo il gol dell’Inter la Juventus prova soprattutto con la forza dell’orgoglio a rendersi pericolosa dalle parti di Julio Cesar, ma, lo sbilanciamento che ne consegue comporta che sono maggiori i pericoli corsi che quelli creati. Fino al gol del definitivo 2-0
COMMENTO
Decisiva ai fini del risultato l’espulsione di Sissoko. Fino a quel momento la Juventus controlla con disinvoltura l’Inter e manovra con sufficiente scioltezza e discreta pericolosità. Zaccheroni abbandona il 4-4-2 e torna al rombo, con discreti risultati sul piano della qualità della manovra, senza perdere tuttavia in compattezza, garantita dallo spostamento in avanti del baricentro del gioco. Determinante ciò che accade dal 15° minuto in poi. Nel primo quarto d’ora la Juve è abbastanza in controllo del match e fa la partita. Nei primi 5 minuti arriva al tiro per ben 3 volte con Iaquinta, Del Piero e Marchisio. Diego è nel cuore dell’azione e distribuisce palloni di qualità, oltre a saltare spesso in dribbling Cambiasso, Iaquinta trova spazi sulla sinistra, Del Piero dialoga con disinvoltura. La manovra dell’Inter è bloccata sul nascere con gli anticipi su Sneijder e Milito. Dopo il primo quarto d’ora sale il tono agonistico del match. Gli interventi si fanno più duri, le decisioni dell’arbitro tutte contestate. Il clima da battaglia alla fine premia l’Inter che guadagna l’ingenua e imperdonabile espulsione di Sissoko. E come per magia, dopo l’espulsione del maliano, gli animi si placano. Da squadra esperta e furba, l’Inter alza il tono fisico e polemico della partita provando a sfruttare l’irruenza e la mancanza di capacità di controllo di taluni calciatori bianconeri (Melo, ammonito e Sissoko, espulso). E ne esce vincente. Fino a quel momento i pericoli per Buffon erano nati dalle ripartenze veloci dell’Inter, che sfruttando il posizionamento in fase difensivo delle tre mezze punte che rimanevano con continuità oltre la linea della palla., approfitta dei soliti errori tecnici dei centrocampisti bianconeri per sviluppare veloci contropiede (vedi esempio di Sissoko nelle diapositive). Per il resto l’ottimo lavoro di Melo su Sneijder (analogo a quello effettuato dal brasiliano su Jovetic nella partita di ritorno contro la Fiorentina; evidentemente il brasiliano quando ha un trequartista come riferimento fisso da affrontare riesce a trovare i tempi di intervento e pressione in maniera decisamente migliore di quando, affrontando squadre che non schierano il trequartista, sbaglia spessi posizionamento e tempi della pressione sugli avversari. La vicinanza fisica con l’avversario gli da riferimenti e gli consente di far valere la sua forza fisica) e dei due centrali su Milito rendono inefficace la manovra offensiva nerazzurra. Dall’altro lato del campo la buona prova di Diego e la posizione e i movimenti di Iaquinta che prova a sfruttare la vocazione offensiva di Maicon creano problemi alla difesa nerazzurra. Tutto cambia con il rosso a Sissoko. La Juventus continua a fornire una buona prova in fase difensiva e mostra una condizione atletica in decisa ripresa. Purtroppo Diego comincia a perdere qualità all’incirca dopo un quarto d’ora del secondo tempo, in calo atletico; lo stesso Iaquinta intorno al 60° è ormai in riserva di energia. Ciò comporta, assieme alla inferiorità numerica, un calo dell’efficienza della fase offensiva che si riflette in una maggiore e più costante pressione sulla difesa juventina. Aumentano i calci piazzati a favore dell’Inter, indietreggia il baricentro. Ma ci vuole la prodezza di Maicon per sbloccare il match. Peccato. Sarebbe stato interessante vedere il resto della partita 11 contro 11, almeno per continuare a guardare una Juventus almeno stavolta non imbarazzante.
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17. apr, 2010

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I miei complimenti per l’analisi, ottima, e che manco a dirlo mi trova d’accordo su tutto…
Ma non si poteva anticipare l’espulsione con una sostituzione ? l’unico dubbio era se sostituire Sissoko o Melo, ma si vedeva che in loro la tensione saliva oltre il boiling point e che vedevano rosso.
Per Sissoko un campionato da dimenticare. Un giocatore completamente diverso e trasformato rispetto al suo arrivo da Liverpool. In questo momento e' penoso..mancandogli la corsa e la forza fisica vengono risaltati gli evidenti limiti tecnici. Un peccato !!!
Anche lui, quest'anno, Grandissima delusione!! Che voglia andarsene?