Analisi tattica di Juventus – Fulham (bene così…)

PRESENTAZIONE DEGLI SCHIERAMENTI

JUVENTUS: Manninger; Zebina, Legrottaglie, Cannavaro, Grosso; Salihamidzic (1’ st Camoranesi), Poulsen (30’ st Sissoko), Marchisio; Diego, Candreva; Trezeguet (17’ st Iaquinta). A disposizione: Pinsoglio, Grygera, De Ceglie, Del Piero. All. Zaccheroni.
FULHAM: Schwarzer; Baird, Hangeland, Hughes, Konchesky; Duff, Davies (16’ st Dempsey), Etuhu, Greening; Gera; Zamora. A disposizione: Zuberbhuler, Kelly, Smalling, Nevland, Marsh-Brown. All. Hodgson.

Senza sorprese il Fulham di Roy Hodgson, si schiera con un ortodosso 4-4-2. Schwarzer in porta, i terzini sono Baird e Konchesky, i centrali difensivi Hughes e Hangeland. Sulle fasce operano a destra Duff e a sinistra Davies, mentre i due interni sono Etuhu e Greening. In attacco giostrano l’ungherese Gera e Bobby Zamora. Nella Juventus, un po’ a sorpresa, Del Piero è di nuovo in panchina  Zaccheroni opta nuovamente per il 4-3-2-1 di Firenze, con Manninger tra i pali, Zebina, Legrottaglie , Cannavaro e Grosso, da destra a sinistra, sulla linea difensiva. In mezzo al campo Poulsen gioca davanti la difesa con Brazzo a destra e Marchisio a sinistra. Candreva e Diego giostrano alle spalle di Trezeguet.

fig 1

SVILUPPI TATTICI DEL MATCH

Il Fulham gioca un 4-4-2 molto rigido e ortodosso, che assegna essenzialmente agli esterni di centrocampo, e in particolar modo a Duff, l’onere di creare gioco. I due interni di centrocampo offrono tanto lavoro in fase di non possesso e un onesta circolazione di palla in fase di possesso. Se il gioco non riesce a svilupparsi verso Duff, la soluzione alternativa è cercare l’appoggio sulle punte, in particolare Zamora, abile a tenere su la palla e a far salire la squadra. In fase di non possesso, il Fulham si abbassa con 10 uomini dietro la linea della palla e inizia il pressing all’altezza della zona di metà campo nelle zone esterne del campo: consente il giro palla ai centrali difensivi della Juventus e abbassa i due esterni offensivi, invitando in tal modo la Juventus a servire la palla sui terzini; il passaggio dal centrale al terzino è il momento in cui parte il pressing degli inglesi che attaccano il terzino juventino con il loro esterno offensivo e accorciano, con i due interni, sui centrocampisti bianconeri.

Il gioco della Juventus si basa essenzialmente sugli stessi concetti tattici già sviluppati contro la Fiorentina, fatta eccezione per una novità sostanziale: l’inizio della pressione sugli avversari in fase di possesso palla viene effettuata 15 metri più avanti (con conseguente avanzamento della linea difensiva) e talvolta viene anche effettuato un pressing ultra offensivo, con risultati soddisfacenti.

Nelle diapositiva seguente si vede, ad esempio, Candreva andare in pressing alto sul terzino Konchesky (la qualità delle diapositiva è scadente, ma le foto sono state fatte con le immagini in movimento….niente MySky ieri…l’importante è vedere le posizioni dei calciatori)

fig 2

Il terzino inglese si libera del pressing trovando l’interno Greening in mezzo al campo che subisce, spalle alla porta, la pressione di Marchisio, che riesce ad andare in contrasto e a rubare palla. Trezeguet si avventerà sul pallone e calcerà alto.

fig 3fig 4fig 5

Per il resto, in fase di non possesso, è confermata, come a Firenze, la linea dei 5 centrocampisti (i 3 di ruolo più Diego e Candreva) che si distribuiscono la spazio in orizzontale ad inizio azione, senza però prevedere profondi ripiegamenti per le due mezze punte. Per tutto il primo tempo, le punte del Fulham, raramente allungano la squadra e questo contribuisce alla facilità con cui la Juventus riesce a tenere corta e compatta la squadra.

In fase di possesso palla, rispetto a Firenze, la squadra è costretta, quasi sempre, anche in vantaggio per 2-0, ad attaccare contro la difesa inglese schierata e con tutti gli effettivi, ad inizio azione, dietro la linea del pallone. La pressione degli inglesi viene evitata con sufficiente disinvoltura per mezzo di un notevole movimento senza palla di tutta la squadra. Molti concetti sono tipici del modulo 4-3-3 e come detto per la partita contro la Fiorentina, prevedono movimenti opposti lungo le direttrici esterno/interno e appoggio/profondità per le coppie mezzala-mezzapunta dello stesso lato. Prendiamo ad esempio, l’uscita, quasi sempre felice, della Juventus sull’azione di pressing del Fulham sul terzino bianconero, già descritta in precedenza.

Nella diapositiva che segue è schematizzato un insieme di movimenti spesso usato dalla Juve in questa situazione, con palla al terzino: si nota il movimento della mezzapunta (incontro-interno) opposto a quello della mezzala (profondità-esterno). Il mediano, rimane generalmente in appoggio a dare, oltre alla giocata sulla mezzapunta o sull’esterno, un’ulteriore soluzione di gioco al terzino.

fig 6

Le diapositive che seguono mostrano la situazione di gioco appena descritta con Poulsen che serve Grosso, e, con palla al terzino, Marchisio che si allarga e allunga e Diego che viene incontro.

fig 7fig 8

Interessante è un movimento effettuato spesso da Poulsen, sempre con palla al terzino (molto più frequentemente con palla a Zebina). Se pressato dagli interni del Fulham, e quindi impossibilitato a ricevere palla, il danese si smarca in avanti, per ricevere alle spalle degli interni avversari o comunque per creare spazio a Marchisio che può ricevere venendo incontro.

fig 9

Dall’altro lato, il medesimo movimento di Poulsen era propedeutico, non a una ricezione incontro di Brazzo analoga a quella di Marchisio, ma a uno scarico su Legrottaglie.

Nelle due diapositive seguenti si nota il concetto di movimento opposto della coppia mezzala/mezzapunta. Nella prima delle due diapositive Brazzo riceve largo e Candreva si muove in appoggio all’interno. Nella seconda Candreva riceve basso e largo e Brazzo si trova interno e alto.

fig 10fig 11

Come a Firenze, dal lato sinistro del campo le traiettorie di Marchisio e Diego sono più interne a creare spazio per gli inserimenti di Grosso, mentre, dal lato opposto, lo spazio esterno è più frequentemente attaccato da Salihamidzic, con Zebina, meno intraprendente di Grosso in fase offensiva. I movimenti di Trezeguet sono, con palla nella metà campo juventina o nei pressi della zona mediana, quelli da pivot, venendo incontro al pallone; su palla più avanzata il bomber bianconero, come è nelle sue caratteristiche, si muove su brevi traiettorie a smarcasi alle spalle dei difensori centrali per trovare lo spazio per la conclusione.

Nel primo tempo, la fase di non possesso palla funziona bene, non consentendo al Fulham di rendersi pericoloso (fatta eccezione delle situazioni su palla inattiva). La fase di possesso palla è abbastanza efficace e consente alla Juventus di non subire la pressione inglese e di creare pericoli a una squadra che, anche in svantaggio, non si è mai sbilanciata in avanti. La bontà e l’efficacia della fase di possesso è quasi interamente imputabile alla buona qualità dei movimenti senza palla, non accompagnata purtroppo da una qualità di pari livello delle giocate. Le caratteristiche tecniche di taluni nostri calciatori (Poulsen, Salihamidzic) insieme alla non felice giornata di Diego e, in parte, anche di Candreva (anche lui, come Diego, un portatore di palla) non hanno consentito alla manovra quella brillantezza che avrebbe reso ancora più pericolosa la Juventus, che, ha talvolta sofferto, la mancanza di aggressione della profondità.

Nel secondo tempo l’ingresso di Camoranesi per Salihamidzic, cambia lo schieramento della Juventus, che si dispone secondo il 4-2-3-1 mostrato nella seguente figura.

fig 12

Nei primi minuti del secondo tempo, la mezzapunta di sinistra è Diego e quella centrale è Candreva. Dal 10° del secondo tempo, Zaccheroni inverte le posizioni di Diego e Candreva, probabilmente per garantire una maggiore copertura difensiva sulla fascia di Duff. La fase difensiva bianconera continua ad essere efficace, pur rinunciando alla fase di pressing ultraoffensivo; Polusen e Sissoko aggrediscono con costrutto gli interni del Fulham e impediscono loro una tranquilla circolazione della palla. Gli unici pericoli sono costituiti dai movimenti combinati di Duff e Zamora, che spesso consentono ai londinesi di allungare la Juventus e di creare situazioni potenzialmente pericolose.

La figura che segue schematizza il semplice set di movimenti che ha creato qualche grattacapo alla difesa bianconera.

fig 13

Duff si muove incontro alla palla, tirandosi dietro Grosso; Zamora attacca lo spazio alle spalle del terzino bianconero, ricevendo spesso e costringendo Cannavaro ad allargarsi e alla difesa ad aprirsi.

Ma, a parte questa specifica situazione, la Juventus continua per tutta la ripresa a non subire pericoli da parte del Fulham. La fase di possesso palla, invece, peggiora, sebbene il cambio Camoranesi-Salihamidzic regali qualità alla squadra. Il 4-2-3-1 rende maggiormente statica la squadra che non si avvale più degli inserimenti e dei movimenti dei centrocampisti (Marchisio e Salihamidzic); i due interni rimangono inevitabilmente maggiormente bloccati e il campo è occupato in maniera più stanziale e meno dinamica. La creazione degli spazi viene ridotta e tutta la manovra offensiva ne risente. Nel Fulham il cambio Dempsey-Davies non cambia nulla dal punto di vista tattico, così come il cambio Sissoko-Poulsen nella Juventus. L’ingresso di Iaquinta in luogo di Trezeguet regala invece all’attacco della Juventus una nuova dimensione; Iaquinta attacca con continuità lo spazio alle spalle dei difensori inglesi e solo a causa della scarsa qualità delle giocate dei compagni non riesce a rendersi pericoloso. In una fase della partita in cui la Juventus arretra leggermente il baricentro del gioco l’ingresso del calabrese contribuisce comunque a tenere all’erta la difesa del Fulham. Si finisce con la Juve in discreto controllo del match e con l’ultima occasione di arrotondare il punteggio col bel tiro da fuori di Diego, sventato abilmente da Schwarzer..

COMMENTO

La partita con il Fulham rappresentava per la Juventus una prova molto importante, oltre che per il valore intrinseco del match e della competizione, per verificare i progressi del gioco. I bianconeri versione Zac, infatti, a fronte di un ottimo rendimento e di ottime prestazioni in trasferta (1 pareggio, alla prima uscita a Livorno e tre vittorie contro Ajax, Bologna e Fiorentina), in casa avevano spesso balbettato (1 sola vittoria, sofferta, contro il Genoa, 2 pareggi e la sconfitta contro il Palermo). Chiamata “ fare la partita”, in casa, la Juventus non era stata all’altezza. Se quindi consideriamo quello contro il Fulham un test per misurare i progressi della Juve, si può affermare che il test è stato superato. Per tutto il primo tempo la Juventus ha tenuto agevolmente a bada i londinesi e, cosa più importante, contro una squadra che nella maggior parte dei casi, difendeva con 10 uomini dietro la linea del pallone, è riuscita a sviluppare un buon calcio e a realizzare tre gol, oltre a confezionare altri pericoli per la porta di Schwarzer. Alla compattezza mostrata fuori casa, si è aggiunta una fase di possesso palla finalmente fluida, sebbene non brillantissima. Come già detto precedentemente, gran parte del merito della fludità del gioco è attribuibile al buonissimo movimento senza palla della squadra. In questo, Poulsen, Salihamidzic e Marchisio rappresentano il meglio dei nostri centrocampisti in un centrocampo a 3. Piccola digressione: se solo il gioco di Poulsen fosse vicino per qualità al suo gioco senza palla (in tutte e due le fasi, difensiva e offensiva) ci troveremmo di fronte a un vero fuoriclasse…Candreva e in special modo Diego, non in eccellente giornata, negano una maggiore brillantezza alla manovra (che non potevano dare certo Brazzo e Poulsen), che risente in maniera negativa anche delle caratteristiche di portatori di palla delle due mezze punte e che necessiterebbe una più efficace ricerca della profondità, che Trezeguet non può dare. Ma, nonostante questo, i tempi di giocata sono spesso corretti e gli spazi creati ed aggrediti con criterio e costanza. E grazie a questo, ecco finalmente un possesso palla efficace e, come detto, tre gol ed altri pericoli per Schwarzer.  Da notare che per la seconda volta di fila Zac sceglie lo schieramento con due mezze punte e tre centrocampisti che garantisce, se ben giocato, grossa dinamicità al gioco. Insomma, Zac rinuncia ad una punta per avere un gioco più dinamico e meno statico. E Del Piero sta di nuovo seduto il panca. L’ingresso di Camoranesi (oltretutto altro portatore di palla) e il conseguente cambio di modulo, toglie ritmo e dinamismo alla manovra, con i centrocampisti più bloccati e le tre mezze punte più statiche nella loro posizione. La manovra offensiva ne risente; a questo proposito mi sarebbe piaciuto vedere Camoranesi al posto di uno tra Diego e Candreva con la stessa strutturazione di squadra del primo tempo. Comunque la squadra rimane compatta e non corre pericoli. Da un punto di vista individuale prova maiuscola di Legrottaglie e molto positive per Poulsen e Marchisio. Notevolissimo il gesto tecnico di Trezeguet che, prima trova la coordinazione e stampa la palla sul palo, e, in un secondo tempo, trova una coordinazione ancora più complessa (doveva ancora riequilibrare il proprio corpo dalla prima conclusione) e trova il gol. In questi gesti ad alto coefficiente di difficoltà coordinativo Trezeguet rimane un maestro ineguagliato. In definitiva, passi avanti per la Juventus di Zaccheroni, che mette assieme, stavolta tra le mura amiche, una buona fase di possesso palla, che frutta tre gol e tante altre situazioni pericolose, confermando la compattezza difensiva mostrata fuori casa. Peccato per il gol, episodico, subito e per un risultato che non ci mette al sicuro a Londra. E per una volta, almeno così pare, nessun infortunio. E, nei titoli di coda: il Fulham è la quinta miglior difesa della Premier League, non perdeva dal 30 gennaio e aveva eliminato i campioni in carica dello Shaktar Donetsk…

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22 repliche per “Analisi tattica di Juventus – Fulham (bene così…)”

  1. Scusate per la qualità delle diapositive, questa settimana molto peggiore del solito. Purtroppo si vede che il match non l’ha trasmesso Sky in HD… :(

  2. Propongo di aprire una petizione per candidare Antonio a prossimo allenatore della Juve!! :-)

  3. c'è solo da imparare :)

    ottimo articolo!

    Juve buonissima…

    visto il "coraggio" di zac nelle scelte, non escluderei in futuro che melo e sissoko si alternino accanto a poulsen e marchisio nel centrocampo a 3…

  4. Questi articoli sono utilissimi, ancora complimenti!

    In campo io ho visto una buona Juve, non spettacolare, ma compatta, cinica e in grado di far girare bene la palla, bene così!

  5. Io penso che uno come Giovinco,al posto dell'attuale Diego,potrebbe fare sfracelli in questo 4321…a proposito,qualcuno mi sa dire che fine ha fatto la ns. formica atomica?

  6. Ragazzi per dovere di cronaca e di meriti gli articoli sulle analisi tattiche non sono di Antonio ma di Fabio Barcellona (allenatore davvero!!!). Ciò non toglie alcun merito ad Antonio chiaramente…

    • Bravissimo CiroNelCuore! Il merito è tutto di Fabio, che davvero dedica tanto tempo e passione per queste cose (oltre, ma si vede, ad essere estremamente competente). Colgo l'occasione ancora una volta per ringraziarlo, perchè così come è vero che io non prendo un euro, che nel blog non c'è mezzo banner pubblicitario e che si fa tutto per passione, lo stesso vale per lui.

      • Come al solito complimenti per la disamina tattica, molto semplice da intuire anche per chi come me non è un tecnico. Posso chiedere se Fabio Barcellona allena una squadra e in tal caso quale? (magari sentirò parlare di lui in seguito, oltre che su questo blog chiaramente!)

  7. Complimenti per l’articolo, analisi davvero accurata e perfetta della partita ;)
    P.S. Che squadra allena Fabio Barcellona, se ne allena una?

  8. Innanzitutto sono io che ringrazio Antonio che mi concede questo spazio in questo suo interessantissimo blog e per l’opportunità che mi da di parlare delle due mie passioni: il calcio giocato e la Juventus. Poi, visto che molti me lo chiedono, e anche per correttezza nei confronti di chi legge, che deve sapere chi è che scrive, preciso che non sono un allenatore professionista, nel senso che la mia professione è un’altra, ma,come scrive Cironelcuore, sono un “allenatore davvero”. Ho 38 anni e ho allenato per 6 stagioni una squadra che milita nel campionato di 1° categoria in Sicilia. Visto che non è una professione, quest’anno ho messo davanti allo svolgere l’attività di allenatore, altri impegni personali (anche a questi livelli, l’impegno temporale richiesto è tanto, tra allenamenti, partite e preparazione dell’allenamento che, personalmente, mi impegnano tantissimo), limitandomi a curare la preparazione atletica della squadra. E grazie a tutti dei complimenti…;-)

    • Ciao Fabio. Inizio con i ringraziamenti di rito per le tue disamine tecniche che arricchiscono questo già interessantissimo blog.

      Anche io vivo in Sicilia, potrei chiederti quale squadra hai allenato? Per caso è nella zona del catanese?

  9. Bè non vorrei essere noioso ripetendomi ogni volta ma: complimenti (e grazie).
    Bando alle smancerie ;-) Io ho avuto l’impressione che a tratti nel primo tempo (in corrispondenza dei momenti caldi del match)abbiamo rischiato troppo e vi dico la verità, al di là di quello che dicono tutti, il Fulham mi è sembrata una squadra tosta e ben organizzata in fase difensiva. Un’altra cosa, non ho competenze tecniche ma ho sempre avuto l’impressione che i movimenti di Poulsen in fase difensiva siano eccezionali. E’ sempre vicino alle situazioni critiche, qualche volta arriva persino prima dei difensori. I suoi movimenti offensivi (citati nell’articolo) invece non li avevo mai notati. Per quanto riguarda il piede invece secondo me ce l’ha (ha dimostrato di avere un bel lancio) però lo usa poco.

  10. E io che pensavo che lo pseudonimo Barcellona fosse un omaggio alla Catalunya.

    Immagino invece si tratti di Barcellona Pozzo di Gotto :)

  11. Federico Valandro Replica 13. mar, 2010 alle 08:34

    antonio, riusciresti a trovare una diapositiva x vedere se il gol dell’inter contro il catania partito da un lancio di snejder, è regolare, xk a me sembra fuorigioco…

  12. @ fabio…. se rileggi quello che t avevo scritto su fulham e siena… è una piccola anticipazione di questa scheda… ti rinnovo i miei complimenti. 5 CENTROCAMPISTI dietro una punta quella è la chiave… GRANDEEEEEEEEE

  13. Enrico, ricordo quello che avevi detto su Fulham e Siena…

  14. Io adoro poulsen…. antò.

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