Analisi tattica dei Mondiali/3 – Le squadre promosse, rimandate e bocciate della seconda giornata
Promosse, rimandate e bocciate dopo la seconda giornata del Mondiale. Qualche conferma, e qualche delusione dopo le impressioni destate dalle partite d’esordio.
PROMOSSE
MESSICO. 4-3-3 per Aguirre, meno elastico e camaleontico di quello presentato alla prima giornata. Tecnica, velocità, coraggio e la Francia viene spazzata via. Insieme al Cile, la più bella ventata di freschezza e novità di questo Mondiale. E Giovani Dos Santos è un talento vero, Salcido un terzino coi controfiocchi.
URUGUAY. Tabarez cambia e schiera un 4-3-3 col tridente Forlan, Cavani, Suarez. Aspetta che il Sudafrica venga avanti e negli spazi aperti le punte devastano la difesa dei padroni di casa. Ottimi Forlan e Suarez. Squadra dura per tutti.
ARGENTINA. Prestazione ancora più convincente della prima per i ragazzi di Maradona, che ovvia all’assenza di Veron optando per un 4-3-3, al posto del precedente 4-2-3-1, con Di Maria e Maxi Rodriguez in mezzo al campo ai fianchi del centrale Mascherano. In avanti il trio delle meraviglie Tevez, Messi e Higuain. La squadra non è equilibratissima, ma il problema per la Corea è che la palla è sempre su piedi argentini e da quei piedi nascono meraviglie. Ovvio dire che i migliori siano Messi, Tevez, Higuain, ma non dimentichiamo l’equilibratore Mascherano e il subentrato Kun Aguero.
GERMANIA. Ok, perde. Ok, se non vince col Ghana è fuori. Ma gioca in 10 per quasi un’ora, prende il gol subito dopo l’espulsione di Klose, e nonostante l’inferiorità numerica, produce un gran gioco, crea occasioni su occasioni, prende la traversa, sbaglia un rigore e mette davvero in difficoltà la Serbia. Davvero tanta roba. E Khedira, confermo, è davvero bravo.
OLANDA. Solo 1-0 contro i moti perpetui giapponesi e partita soporifera. Ma continuano a vincere non brillando, in assoluta controtendenza con la loro tradizione. Pericoloso. Ma Afellay, quanto costerebbe alla Juve?
PARAGUAY. Rispetto al match con l’Italia, passa al 4-3-3 schierando contemporaneamente Barrios, Aedo Valzez e Santa Cruz. Vero è che la Slovacchia è poca cosa, ma il Paraguay vince in scioltezza e sicurezza, mostrando la sua tipica concretezza. Peccato che la squadra sembri proprio priva di picchi.
BRASILE. Continua a non brillare, la linea Melo/Gilberto Silva continua a non convincermi, ma vince e si dimostra solido. Tutto sommato noioso, paradossale per il Brasile….
PORTOGALLO. Fuori Deco, da almeno due stagioni ex giocatore (magari l’avesse preso l’Inter invece di prendere Snejider…), il fumoso Danny e il centravanti Liedson. Dentro la boa Hugo Almeida, Simao, il “nostro” Tiago e passaggio al 4-3-3. Manovra brillante, e, al di la del 7-0 maturato con i nordcoreani in disarmo dopo il terzo gol subito, l’impressione di avere trovato il giusto equilibrio di uomini e modulo. Ancora ottimi Raul Meireles, Fabio Coentrao. Tiago, schierato nel suo ruolo di mezzala in un centrocampo a tre (l’unico per lui possibile), dimostra perché giocava titolare e bene in top team quali Chelsea e Lione. Solo che da noi lo abbiamo preso un un 4-4-2 accoppiato ad Almiron….
CILE. Una folgorazione negli stadi del Sudafrica. Maestro Bielsa, stupisce con un 3-3-1-3, raramente visto a questi livelli (molto diverso, ad esempio, dal 3-3-1-3 di scuola olandese adottato da Ajax e Barcellona negli anni ’90): tecnica, velocità, fantasia e utopia. Gioco sviluppato secondo concetti diversi dal calcio ruminato di oggi, possesso palla e ricerca della profondità in un’unica soluzione, difesa propositiva e coraggiosa. Se fossero capaci di giocare anche gli ultimi 16 metri, sarebbero perfetti. La cosa paradossale è che rischiano di uscire. Ma se uscissero, grazie lo stesso maestro Bielsa.
RIMANDATE
GRECIA. 5-3-2 più consono alle corde dei greci, che, nonostante ciò, sono in balia dei nigeriani e sotto di un gol. Ma sono davvero bravi ad approfittare dell’inferiorità numerica degli africani e con coraggio, tirando fuori tutto quello che hanno (e non è molto), giocando una partita di cuore riescono a vincere e a rimanere in corsa. Modesti, molto, ma coraggiosi.
SERBIA. 4-3-3 per Antic in sostituzione del 4-4-2 disastroso della partita d’esordio, con Zigic centravanti, Krasic/Jovanovic sulle fasce e Kuzmanovic in cabina di regia. La squadra giostra meglio, soprattutto in attacco, grazie alla posizione più avanzata di Krasic e Jovanovic. Bravi ad approfittare dell’espulsione di Klose, soffrono però maledettamente fino all’ultimo secondo contro una sqaudra ridotta in 10, mostrando un’insospettabile carenza di personalità. Buona prova di Krasic.
AUSTRALIA. Veerberk, opta per il 4-2-3-1 con Harry “The Jewell” Kewell centravanti. Gli australiani ci mettono corsa e cuore, vanno in vantaggio e, senza l’espulsione di Kewell avrebbero portato a casa l’intera posta, che rischiano lo stesso di incassare anche in 10. Prova d’orgoglio dopo il disastro del primo match. Sono ancora in corsa, e faranno davvero sudare la Serbia. Il migliore, il portiere Schwarzer.
USA. 4-4-2 per mister Bradley, con Torres al posto di Clark in mezzo al campo. Il centrocampo perde di consistenza e la già disastrosa coppia Demerit/Onyewu va in balia dei non irresistibili sloveni. Sotto di due gol però la reazione della squadra è ottima e solo l’arbitro nega il meritato gol del vantaggio agli americani. Bene la sostituzione di Torres con il più concreto Edu. Conferme per Altidore, Donovan e l’ottimo Bradley . Apprezzamenti per un calcio coraggioso e non troppo attento a qualsiasi difensivismo e giocato in puro stile yankee. Certo, che se in tutti gli Stati Uniti non si trova qualcosa di meglio di Demerit e Onyewu, dal punto di vista dei difensori centrali Team USA è davvero messo male.
ALGERIA. 3-4-3 per l’Algeria che, non avendo nulla da perdere dopo la sconcertante prova contro la Slovenia, mettono in mostra il loro calcio, abbastanza tecnico, organizzato, ma purtroppo per loro, davvero povero in avanti. Ma fermano senza troppo soffrire l’Inghilterra e arrivano a giocarsi tutto all’ultima giornata contro gli USA.
GIAPPONE. Di nuovo 4-5-1 con Honda finto centravanti per i giapponesi e nuova partita di puro contenimento per la formazione del Sol Levante, che mostra la migliore fase di non possesso di tutte le squadre del Mondiale: attiva, infaticabile e davvero precisa nei tempi e nelle uscite. Davvero da manuale e, se si è amanti del genere, un vero piacere per gli occhi. La fase offensiva è limitata alle sole ripartenze, giocate comunque con discrete geometrie, sebbene con talento limitato. Si giocano tutto contro la Danimarca e il risultato non è affatto scontato.
DANIMARCA. Morten Olsen si affida ai vecchi Tomasson e Gronkjaer e al fidato 4-2-3-1. Gioca sugli errori camerunensi e sulla difesa di burro degli africani e la porta a casa con un ottimo Rommedhal. Ma la squadra è vecchia e poco brillante. Tuttavia l’esperienza di tutti i mestieranti del pallone danesi potrebbe portarli a giocare un ottavo non impossibile contro il Paraguay. Ma prima c’è da superare il Giappone.
NUOVA ZELANDA. Gli All-Whites meriterebbero di essere inserite tra le squadre promosse per avere fatto due punti e avere fermato l’Italia campione del mondo a fronte di mezzi tecnici davvero inadeguati. Ma non ce la faccio proprio a inserirli tra i promossi perché davvero la loro modestia tecnica è davvero notevole. Tuttavia un grandissimo applauso per i ragazzi di mister Herbert, alcuni dei quali hanno preso le ferie dai loro “veri” mestieri per venire a giocare in Sudafrica. Corsa, applicazione e grandissimo gioco aereo per la Nuova Zelanda.
SVIZZERA. In 10 per più di un’ora limitano, grazie a una difesa ad oltranza quasi eroica, il passivo contro il Cile, mettendosi in buona posizione per un probabile arrivo deciso dalla differenza reti. Contro l’Honduras dovranno dimostrare però di essere in grado di fare la partita, oltre che di stare con orgoglio e coraggio in trincea a resistere al bombardamento nemico.
SPAGNA. Dall’infinito mazzo di possibilità del Bosque sceglie il 4-2-3-1 con Jesus Navas e Villa, sugli esterni, Torres centravanti, Xavi di raccordo tra la coppia di interni Busquets/Xabi Alonso e gli attaccanti. La strutturazione della squadra porta a una maggiore profondità e verticalità del gioco. La fase di attacco è, come sempre, un piacere per gli occhi, ma Fernando Torres appare un corpo estraneo e in condizioni di forma scadenti e la squadra, in un test facile come quello contro l’Honduras, appare insospettabilmente lunga e sfilacciata. Si profila uno Spagna-Cile davvero intenso ed interessante.
BOCCIATE
SUDAFRICA. Chiamata dai furbi uruguaiani a fare la partita, mostrano i loro notevoli limiti, e, uscendo fuori dallo schema “tutti dietro la palla e linee strette” subiscono meritatamente 3 gol dall’Uruguay. Del resto non si erano nemmeno qualificati per la fase finale della Coppa d’Africa, nonostante l’attuale mediocrità del calcio africano.
FRANCIA. Dentro Malouda e fuori Gourcoff. L’impressione avuta è stata quella della vittoria di una giovane, affamata ed emergente nazione contro una stanca, sazia e declinante rappresentante del vecchio mondo e calcio europeo. Blanc dovrà ripartire dalle macerie lasciate da Domenech.
COREA DEL SUD. Dico la verità: mi aspettavo che potessero mettere maggiormente in difficoltà gli argentini, ma, a parte un breve periodo tra il gol del 2-1 e il terzo gol argentino, sono in balia della squadra di Maradona. Deludenti e troppo passivi: avrebbero dovuto, con più personalità, attaccare e sfruttare le debolezze difensiva dell’Argentina.
NIGERIA. Il CT svedese L agerback modifica il 4-3-3 della prima giornata in un 4-4-2, escludendo le punte esterne Obinna e Ogbuke Obasi, e schierando Odewingie al fianco di Yakubu in attacco e Uche esterno di sinistra a centrocampo. La squadra gioca un calcio solido e atletico, ma privo di sprazzi e accelerazioni: in definitiva triste, che è quanto di peggio si possa dire al calcio africano. Ma ciò basta ad andare in vantaggio contro i greci. L’espulsione di Kaita, rovescia, prima ancora che il quadro tattico, quello psicologico del match e i nigeriani mollano la presa su una partita che anche in 10 potevano pareggiare, mostrando una notevole fragilità di squadra. I migliori, Uche e, ancora una volta, e nonostante l’errore in occasione del secondo gol greco, Enyeama.
SLOVENIA. Ancora 4-4-1-1 per il CT Kek con Ljubijankic al posto di Dedic alle spalle del centravanti Novakovic. Bravi a sfruttare le amnesie dell’allegra coppia centrale Demerit/Onyewu e le iniziali scelte sbagliate di Bradley (CT, non figlio), non riescono a tenere il 2-0 iniziale, si fanno travolgere dal ritmo USA, non colpiscono gli sbilanciatissimi americani e solo l’arbitro li salva dalla sconfitta. Occasionissima gettata al vento e sensazione di mediocrità diffusa.
INGHILTERRA. Capello non rinuncia al suo 4-4-2, punta ancora su Heskey, inserisce Barry defilando Gerrard sulla sinistra e punta su James al posto di Grenn. Gioco asfittico, lento, prevedibile, noioso e squadra che appare in aggiunta pure poco solida. Capello paga le sue scelte, il suo gioco sparagnino, la sua incapacità di valorizzare tatticamente le caratteristiche di Gerrard e Lampard e la pessima forma fisica di Rooney, arrivato sulle ginocchia a questo mondiale. E Heskey fa panchina nell’Aston Villa.
GHANA. Di nuovo 4-2-3-1 per il Ghana e ancora fuori i “vecchi” Muntari e Appiah. Il talento da metà campo in avanti è ottimo e abbondante (Ayew, Asamoah, Annan, Boateng), ma la coppia centrale è da museo degli orrori e l’approccio e la gestione della partita raccapricciante. Battendo l’Australia in 10 avrebbero messo un buona ipoteca sul passaggio del turno, invece fanno di tutto per non vincere il match, optando in avanti per soluzioni sempre più improbabili e rischiando, dietro, di perdere la partita contro il cuore australiano. Peccato davvero, perché il talento è, come detto, davvero notevole.
CAMERUN. Paul Le Guen cambia, mette dentro un 4-4-2 con A. Song in mezzo, Geremi e Emana sugli esterni e Eto’o di punta assieme a Webo. La squadra migliora, crea tanto in avanti, ma sbaglia tantissimo. E dietro N’Koulou, Bassong e Assou-Ekotto fanno a gara a chi riesce a far passare più giocatori danesi. Sembra che le squadre africane non conoscano mezze misure: o si intristiscono a dismisura, mortificando atletismo e fantasia dietro rigidi schemi difensivi, o, quando li abbandonano, tornano ad essere squadre incompiute, sprecone e dalla fase difensiva a tratti imbarazzante. La vecchia Danimarca, sentitamente, ringrazia.
SLOVACCHIA. Weiss padre prova a rimediare al disastro contro la Nuova Zelanda, avvicinando Hamsik alla porta avversaria, mettendolo alle spalle del centravanti Vittek nel 4-2-3-1 d’ordinanza. Ma la mossa, logica, non porta miglioramenti a una squadra lenta, piatta e in definitiva davvero modesta. Ma cosa ha fatto il calcio europeo per meritare tutte queste squadre al Mondiale?
ITALIA. Impresa degli azzurri. Perché pareggiare contro i kiwi è davvero un’impresa. Abbandonato di corsa il 4-2-3-1 su cui si era tanto lavorato, Lippi torna alla coperta di Linus 4-4-2, con gli stessi 11 della partita precedente. Marchisio fa la sua seconda partita su due fuori ruolo, relegato esterno a sinistra. Cannavaro è impresentabile (come per tutta la stagione), Gilardino ricercato a “Chi l’ha visto?”, la squadra è mediocre tecnicamente e tatticamente. Il migliore è Montolivo che solo il provvidenziale infortunio di Pirlo catapulta in campo. Si spera in Di Natale, per carità buon giocatore, ma ha 33 anni e ha giocato solo in provincia: è la misura del nostro declino. Tra gli assenti si invoca Cassano: magari ci avrebbe fatto vincere con la Nuova Zelanda con una giocata, ma davvero siamo ridotti a sognare Fantantonio, una carriera spesa a fallire tra le grandi e a brillare solo a Bari e, nelle ultime 10 partite di questo campionato con la Samp? E’ questa la dimensione attuale del football di casa nostra e certo le scelte di Lippi non aiutano. Bonucci per Cannavaro fa così schifo? Evitare di schierare Camoranesi, risparmiandolo da queste magre figure, no? Puntare su un centrocampo a tre De Rossi, Montolivo, Marchisio è così fuori luogo? Con Pepe, Pazzini e Di Natale tridente d’attacco? Certo, è l’attacco Udinese/Samp….Ma di meglio tra i 22 non c’è. Certo, poi passato il turno, giocando contro squadre forti, e facendo difesa e contropiede, tutto può succedere. Ma è, e sarà comunque, una tristezza. E speriamo che Marotta ripensi un po’ all’italianizzazione della Juve.
COSTA D’AVORIO. I fratelli Tourè, Eboue, Kalou, Drogba: ci si aspettava di più dagli ivoriani, che sono ormai quasi fuori. Perdono male contro il Brasile, giocando una partita incompiuta, come se non fosse per loro quasi una partita da dentro o fuori. E senza che i brasiliani eccedano ne prendono tre. Davvero deludenti.
COREA DEL NORD. Provano, giustamente e coraggiosamente, a giocarsela. E non fanno malissimo nel primo tempo. Poi crollano, mollando del tutto di testa, dopo il 3-0. Auguriamo loro, di cuore, un sereno ritorno in patria e che non paghino altre misura una sconfitta su un campo di calcio.
HONDURAS. 4-2-3-1 con Suazo al centro dell’attacco e Alvarez del Bari in panca. Calcio allegro, rapido e tecnico, ma leggero ed evanescente. Saluti.
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22. giu, 2010


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Il modulo 3-3-1-3 non l’avevo mai sentito!
La prossima partita del Cile la guardo! Che ha fatto Bielsa, che non consoco, per essere chiamato “maestro”?
L’italia ha mostrato tutti i suoi limiti dalla trequarti in su contro squadre che si chiudono. Effettivamente potrebbe avere più possibilità contro squadre forti che lasciano spazi per il contropiede.
Cassano ultimamente sembra essere diventato un pò più maturo è gestibile. Ha fallito nelle grandi squadre, ma ha anche un indubbio talento. Era da portare o almeno da provare prima…
Camoranesi ,che io questa stagione ho letteralmente detestato per il suo atteggiamento, in nazionale mi sembra lievemente meno peggio. Ha sbagliato molto, ma ha anche dato l’impressione di poter essere più pericoloso di Pepe, considerando che giocavamo contro una squadra chiusa totalmente in difesa.
In effetti perchè non abbia mai provato il centrocampo a tre De Rossi, Montolivo, Marchisio è un pò un mistero.
Comunque Marchisio oltre che fuori ruolo (meno male che Del Neri ha detto chiaramente che per lui è un interno di centrocampo…) mi sembra un pò fuori forma.
Di Natale in nazionale purtroppo sembra sempre evanescente, comunque sarebbe da riprovare dal primo minuto.
Comunque complimenti per questa “rubrica” sui mondiali…
Bielsa un vero maestro, rimpianto anche in patria… Ha dato una mentalità forte a una squadra notoriamente casalinga, nel senso di “capace a vincere contro chiunque in casa, ma prenderne il doppio in trasferta”. Invece nelle qualificazioni sono andati a giocare ad armi pari in Brasile, Argentina, Uruguay e Colombia… La prova del 9 sarà con la Spagna, vedremo se la Roja giocherà a viso aperto anche contro gli Iberici. In quel caso ci sarà da divertirsi! Aggiungo i miei complimenti per tutto il sito.
Andrés
Rimandata la Spagna? No, per niente d’accordo. La prima partita, quella persa con la Svizzera, è stata una farsa. La seconda, ieri sera, è stata una sorta “posso, ma non ti farò del male”. A me convince e piace. Consideriamo pure che è l’unica che può ancora crescere in condizione (Xavi, gli esterni di centrocampo e Torres, con Fabregas in panca),
Tutto è relativo alle aspettative e alle potenzialità, entrambe enormi per la Spagna, che si trova a dovere giocare una partita da dentro o fuori con il Cile. E nemmeno Del Bosque è soddisfatto della partita di ieri…